Cotognata  allo zenzero  o  alla  cannella o neutra

Non c’è più bel ricordo che la merenda della scuola elementare. Si usava pane e ciausculo, un salume morbido da spalmare ora patrimonio gastronomico marchigiano molto ricercato. A me piaceva però scambiare la merenda con la cotognata di una mia compagna di banco. Era come una marmellata molto soda, veniva fatta asciugare sopra le tettoie dei porcili, a pensarci solo passerebbe la voglia di mangiarne una fetta! Ma erano tempi duri e semplici specialmente in campagna dove si viveva solo con quel che si produceva. Sapori comunque che non si ritrovano più. Colpa della natura cambiata e stravolta. Comunque sia, poter mangiare questa delizia è una goduria. Con il pane o con un formaggio e un fresco vino, si va in paradiso. Basta aver solo pazienza e tempo prima di consumarla. Una volta asciutta, mettiamola in un barattolo di vetro, si manterrà per molto.
Ingredienti

1 kl. di mele cotogne

Zucchero in quantità uguale al peso della polpa delle mele dopo la bollitura

Zenzero un pezzo di due o tre cm o cannella facoltativi

2 limoni succo e buccia ( La buccia facoltativa)

Preparazione

Mettiamo a cuocere le mele ben spazzolate e tagliate in quattro con la buccia, coperte con l’acqua ed il succo dei limoni. Aggiungiamo lo zenzero grattugiato o la cannella o la buccia dei limoni o niente. Quando saranno tenere, le scoliamo e le facciamo asciugare per una notte, sopra una griglia coperta da carta forno. Poi le passiamo al passaverdura, le pesiamo unendo zucchero dello stesso peso della polpa ottenuta. Mettiamo la pentola con le mele sul fuoco con una piastra per evitare che attacchino. Lasciamole cuocere mescolando fino a quando avranno una consistenza abbastanza soda. Stendiamo il composto allo spessore di due cm. sopra una lastra coperta da carta forno. Cerchiamo di lisciare bene la cotognata e lasciamo che asciughi per tre o quattro giorni. Più tempo passa, più diventerà dura. Tagliamola a cubetti o con delle formine. Passiamola così tagliata nello zucchero. Conserviamo al fresco dentro un barattolo e serviamo o col pane, o formaggi o insieme  ad altri dolcetti. L’acqua della cottura servirà per preparare la gelatina di mele cotogne. Ve la racconto un’altra volta. 

Buona vita e buona cotognata.

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