Dolci tipici

Crostata Mariarosa con marmellata di zucca e limoni alla vaniglia

Al mattino Mariarosa

mercato se ne va.

Cose buone compra a iosa

pel pranzetto che farà:

antipasti, frutta, vini

e prodotti Bertolini!

Rincasando sul carretto

pensa al dolce la bambina:

un par d’ova… burro un etto…

latte… zucchero…farina…

ed infine, già dosato,

Bertolini, vanigliato!

Gallinella, Gallinella,

dammi un uovo! – Coccodè.

Te lo dò bambina bella,

però, dimmi, per cos’è?

– Faccio un dolce dei più fini

coi prodotti Bertolini!

Mucca bianca, mi vuoi dare

il tuo latte per la torta?

– Sì, però non lo sciupare…

– Ma che dici! Sono accorta

e non sciupo i miei quattrini:

uso buste Bertolini!

Procurato il necessario

ora impasta Mariarosa;

segue attenta il ricettario

diligente e scrupolosa.

Con ricette Bertolini

san far dolci anche i bambini!

Che fragranza! Che splendore!

Com’è soffice e gustosa!

Si farà di certo onore

con le amiche Mariarosa;

e ringrazia a cuor gioioso

Bertolini, prodigioso!

Amo molto sfogliare i quaderni, le agende di ricette di molti anni fa! Ritrovo ricette, spunti che non eguagliano quelle di questo tempo. Non ci siamo inventato nulla, anzi!

Nel ricettario di Bertolini c’erano dolci molto semplici da colazione e da compleanno dolci tipici tradizionali e regionali. Fra i miei preferiti e lo è anche ora, c’era la crostata con la marmellata. La pasta frolla era preparata anche con la bustina di lievito per dolci che la rendeva soffice tipo ciambellone. Magari non piaceva a molti che preferivano mordere una crostata più croccante.

Vi ricordate il bauletto di latta con le figure della dolce bimba Mariarosa che sopra uno sgabello impastava dolci e torte? Io l’avevo conservato fino a pochi anni, pure i miei bambini ci hanno giocato! Chissà perché l’avrò buttato via!

Nostalgia? Molta di quel tempo semplice senza nessuna preoccupazione alimentare! Chi le conosceva le diete?

Torniamo alla ricetta della crostata di Mariarosa. Io ho messo una fresca e profumata e quasi digestiva marmellata di zucca e limoni alla vaniglia! È buonissima ve lo assicuro e metterò la ricetta nei prossimi giorni!

Ingredienti

300 farina per dolci

120 gr di zucchero ( io ne ho messo 100)

125 di burro

Un uovo e due tuorli

La buccia di limone

Un pizzico di sale

Una bustina di Lievito BERTOLINI ( però meglio metterne meno di mezza)

Marmellata di zucca e limoni sciropposi o altra a vostro piacere

Preparazione

Setacciamo la farina con il lievito, uniamo il burro ammorbidito a pezzetti, lo zucchero, l’uovo ed i tuorli ed un pizzico di sale. Impastiamo rapidamente tutti gli ingredienti e lasciamo riposare l’impasto in frigo per 30 minuti, avvolto nella pellicola.

Riprendiamo la pasta, la stendiamo sopra la carta forno spessa meno di mezzo centimetro, la adagiamo sopra la teglia di 26/28 centimetri, la ricopriamo con la nostra marmellata preferita e la mettiamo a cuocere a 160/ 170 gr in forno già caldo per 30/35 minuti stando attenti a non farla cuocere e scurire troppo perché non farebbe bene alla nostra salute. Comunque dal profumo capiremo che la crostata è cotta.

Dopo averla fatta raffreddare appoggiamo la crostata Mariarosa sopra un bel piatto e gustiamola quando ci piace.

Buona vita, buona crostata di Mariarosa.

Teniamoci stretti i nostri ricordi! ❤️

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Le castagnole al rum

Ma come si fa a dire che è già carnevale quando fino a ieri c’erano addobbi ed aria natalizia ed ancora dolci per casa? Mah, dico una scemenza….come passa il tempo!

Allora eccovi le castagnole più veloci e buone del mondo! Sono al profumo di rum, ma potremo sostituirlo con limoncello o mistrà o con il nostro famoso liquore marchigiano ai semi di anice, il Varnelli!

Eccole…..

Tre uova, tre cucchiai di olio di oliva o di girasole, tre cucchiai di rum, o di Marsala o limoncello tre cucchiai di zucchero, 1 tazza di farina, un cucchiaio di lievito per dolci, buccia di arancia. Olio per friggere. Sbattere le uova, l’olio, il marsala, lo zucchero, unire la farina ed il lievito e la buccia di arancia. Friggere a cucchiaiate. Spolverare di zucchero e…… mangiate.

Buone e semplici!

Buona vita, buone castagnole più veloci del mondo!

Panettone ricetta veloce

Si, perché non tutti riusciamo a saper lavorare con un lievito madre per il quale bisogna avere molta pazienza, esperienza e tempo. Certamente non si può chiamare “panettone”, per il quale c’è un disciplinare da rispettare. Comunque se prepariamo il panettone con questa ricetta casalinga, nessuno avrà da ridire. È buono, semplice e sicuramente fatto con ingredienti che scegliamo noi.

In un giorno avremo la soddisfazione di aver preparato un dolce simbolo della festa del s. Natale!

Questi sono gli ingredienti

500 gr di farina 00

200 gr di latte intero

75 gr di burro

20 gr di lievito di birra o una bustina di lievito disidratato mastro fornaio

2 uova intere

75 gr di zucchero a velo

100 gr di zucchero semolato

Un cucchiaino di miele di acacia

Buccia di limone e di arancia

Vaniglia o vanillina

Sale un pizzico

Canditi o gocce di cioccolato fondente o uvetta

Cannella facoltativa e noce moscata

Uno stampo del diametro di 20 cm.

Preparazione

Sciogliamo il lievito di birra o secco in mezzo bicchiere di latte tiepido insieme al cucchiaino di miele, aggiungiamo un po’ della farina presa dal totale, dobbiamo fare una biga morbida che metteremo coperta dalla pellicola in forno spento con la lucetta accesa fino a quando sarà raddoppiata.

Versiamo nella ciotola o sopra la spianatoia la restante farina, lo zucchero semolato, la scorza grattugiata di limone e di arancia, un pizzico di cannella, e noce moscata, queste due spezie sono facoltative, un pizzico di sale. Mescoliamo tutto insieme e cominciamo ad impastare unendo un uovo intero, il burro morbido poco alla volta, il latte tiepido tanto quanto basta per ottenere una pasta morbida. Ora aggiungiamo la biga lievitata, lavoriamo energicamente fino a quando la pasta sarà diventata elastica e lucida, non dovrà più appiccarsi alle mani. Formiamo una palla, che metteremo in una ciotola più grande infarinata, copriamo con un telo e mettiamo a lievitare dentro il forno con la luce accesa fino al raddoppio del volume iniziale.

Riprendiamo la pasta, lavoriamola con energia per sgonfiarla, aggiungiamo i canditi, o le gocce di cioccolato fondente o le uvette formando una palla che metteremo nello stampo di carta o di alluminio e dentro un sacchetto grande per surgelati. Lasciamo che lieviti nel forno spento con la luce accesa per circa un’ora ( dovrà arrivare quasi al bordo dello stampo). Intanto accendiamo il forno, sbattiamo l’uovo rimasto e con un pennello lucidiamo la superficie del panettone. Quando la temperatura del forno avrà raggiunto di 190 gr. inforniamo abbassando a 160/170 dopo 10 minuti lasciando cuocere per circa 45 minuti. Spegniamo il forno, lasciamo che il panettone si raffreddi dentro con lo sportello aperto e con due ferri da calza lo infilziamo mettendolo a testa in giù dentro una pentola grande. I ferri dovranno appoggiare ai bordi della pentola, oppure mettiamolo appoggiato su un fianco sulla parete del forno, girandolo ogni tanto per tutta la sua circonferenza. Un altro modo più sicuro è mettere il panettone capovolto sopra la grata, non si romperà cosa che potrebbe succedere infilzandolo.

Una volta raffreddato completamente lo appoggiamo sopra un bel vassoio spolveriamo con zucchero a velo oppure lo taglieremo a fette e lo serviremo con lo zabaione o crema inglese.

Io vi assicuro che il panettone è veramente buono e morbido.

Seconda ricetta

425 gr di farina per dolci

2 bustine di lievito disidratato o un cubetto di birra

3 uova

90 gr di burro

90 gr di zucchero semolato

Mezzo cucchiaino di sale

50 gr di canditi o cioccolato fondente o uvetta buccia di arancia

Preparazione

Impastiamo un etto di farina con il lievito scelto in poca acqua tiepida, facciamo un panetto, e mettiamo a lievitare per circa tre ore . Aggiungiamo un altro etto di farina al primo panetto e lasciamo lievitare ancora per altre tre ore. Impastiamo il resto della farina con le uova intere, il burro fuso tiepido, lo zucchero, il sale, e il panetto fatto lievitare.

Lavoriamo a lungo per ottenere una pasta soda ma non dura, fino a quando diventa lucida e tirando un lembo vedremo che si assottiglia. La allarghiamo sopra la spianatoia, uniamo i canditi o il cioccolato fondente o le uvette e la buccia di arancia. Richiudiamo la pasta, la pirliamo facendola girare sulla spianatoia e la metteremo dentro lo stampo di carta fino a quando la pasta avrà raddoppiato il suo volume. Facciamo un taglio a croce, mettiamo sopra un pezzetto di burro e facciamo cuocere a180 gr per circa un’ora. Se vedremo che si scurisce sopra la superficie copriamo con un foglio di alluminio. Lasciamo raffreddare dentro il forno spento con lo sportello aperto, con i ferri lunghi lo infilziamo e lo metteremo a testa in giù dentro una pentola più grande o lo appoggeremo sul fianco e sul lato del forno girandolo ogni tanto per tutta la sua circonferenza.

Io ho fatto tutte e due le ricette e l’ho trovate ottime. Spero che le proviate pure voi.

Buona vita, buon panettone con le ricette veloci!

A presto!

Il panettone basso di Marietta

Non si può chiamare certamente panettone, ma se l’ha fatto e scritto il grande Artusi, posso farlo anch’io senza passare per “eretica”! Il panettone è un’altra cosa lo sappiamo, deve avere un lievito madre bello vivo, una lunga lavorazione e un’altrettante lievitazione lunghissima. Ma aspettando il s. Natale, proviamo questo delicato dolce con la ricetta autentica di un grande scrittore gastronomo com’è stato Artusi. Il panettone basso della sua cuoca Marietta.

La ricetta è tratta dal suo libro.

Ingredienti

300 gr di farina 00

80 gr di zucchero

100 gr di burro

Un uovo e due rossi

80 gr di uvetta sultanina o di scaglie di cioccolato fondente che ho messo io

Un pizzico di sale

Cremore di tartaro gr 10

5 gr di bicarbonato di soda

20 gr di candito

Scorza di limone

2 di di latte.

Zucchero a velo

Nella mia versione ho messo il cioccolato fondente invece dei canditi, buccia di arancia, vaniglia. Si possono sostituire il cremore di tartaro ed il bicarbonato con una bustina di lievito per dolci o per torte salate.

Lavoriamo il burro tenuto a temperatura ambiente, con lo zucchero, le uova, fino ad ottenere un composto bianco, uniamo un pizzico di sale, la farina, il cremore di tartaro ed il bicarbonato oppure il lievito in bustina, la buccia del limone e i semi di vaniglia tutto setacciato, mescolando piano per non smontare, infine il latte poco alla volta e la cioccolata o i canditi infarinati. Versiamo in un contenitore di carta per panettoni di piccolo peso, penso sia di 500 gr, come il mio, oppure in un altro tipo imburrato e cosparso di zucchero a velo e farina. Mettiamo a cuocere a forno ventilato a 180 gr per circa un’ora. Facciamo la prova con un lungo stecchino. Lasciamo raffreddare dentro il forno spento. Prima di gustarlo togliamo la carta intorno, spolveriamo di zucchero a velo.

È un dolce che merita di essere raccomandato perché migliore assai del panettone di Milano che si trova in commercio e richiede poco impazzimento. Parole scritte nella ricetta di Artusi.

Buona vita, buon panettone basso di Marietta.

A presto!

Questo in foto è stato fatto più grande con doppia dose.

Le fave dei morti

È tradizione antica marchigiana preparare per la festa dei morti, le fave secche in una specie di zuppa appetitosa e stuzzicante, “lu cuticusu”. Ma è anche tradizione mangiare dei dolcetti come le fave dei morti a ricordo dei propri cari scomparsi. Sono preparati con le mandorle, la buccia di arancia, il mistrà o l’amaretto! Per prepararli basta impastare 200 gr di mandorle con qualcuna amara macinate insieme a 200 di zucchero, buccia di arancia o limone, unire 125 di farina, 2 uova, un bicchierino di mistrà o anisetta o amaretto, vaniglia ed una noce di burro. Tagliare a pezzetti e formare le fave dei morti. Cuocere per 10/12 minuti a 180 gr in forno ventilato. Le fave dei morti devono restare chiare quindi non devono cuocere molto. Più restano morbide, più sono buone. In alcune parti della nostra regione, si usa mettere le fave dei morti dentro a delle calze di lana e lasciarle vicino al letto dei bambini durante il sonno. La mattina, si racconterà che quei dolci sono stati donati dai loro cari parenti defunti che quella notte avevano visitato la casa.

Buona festa di tutti i Santi❤️

PASQUA 2018

Piatti del giorno di Pasqua sono più o meno sempre quelli della nostra tradizione maceratese. A colazione la pizza o crescia dolce al profumo di arancia e canditi per chi li preferisce, le ciambelle strozzose, i calcioni o caciú di formaggio pecorino, salami e ciauscoli, pecorino fresco e la pizza o crescia di formaggio. Per il pranzo, l’antipasto con la coratella pasticciato con le uova e la mentuccia, la frittata con la mentuccia, parmigiano reggiano e pecorino preparata con una grande quantità di uova, più o meno 30/ 40, perché servirà anche per la cena e la scampagnata del giorno di Pasquetta. Non mancano i salumi e del buon vino. I primi piatti sono sempre due, la minestra “ndorata”, una specie di stracciatella con anche fette di pane tutto in un buon brodo di gallina, i vincisgrassi o i cannelloni di ricotta o di carne. I secondi agnello e patate arrosto, costolette di agnello fritte ed il maialino in porchetta oppure il coniglio fritto. Verdure amare, insalata mista. Per dolce la stessa pizza o crescia dolce e le ciambelle strozzose, la frutta ed il caffè con l’ ammazza caffè, mistrà Varnelli, amaro o il limoncello. Poi? Poi, cari miei, per smaltire, se ce la si fa, qualche chilometro a piedi! Questi i nostri piatti di questa s. Pasqua

Il lonzino di fichi secchi, dolce tradizionale maceratese

Ricetta!!!
C’è un detto popolare che dice: la nebbia fa maturare i fichi:ed un altro ” a settembre l’ua è fatta e li fichi pénne”, ( a settembre l’uva e i fichi maturano insieme). Questo è il periodo dove si raccolgono i fichi verdi cori e i rosso nerastri…Fichi del diavolo.

“Li fichi de Recanati”, erano i migliori e gli abitanti dei centri vicini sfottevano i recanatesi, con il detto” se non fosse per i frutti dei fichi, i recanatesi sarebbero tutti distrutti”

Torniamo al lonzino.

I fichi devono essere essiccati al sole, infilati con uno spago. Ora noi…..dell’era moderna, usiamo l’essiccatore o il forno tradizionale a bassa temperatura o quello a microonde….. non mi mandate a quel paese…..sono ancora qui dopo tanto tempo che lo uso.

Ci vogliono fichi secchi, foglie di fico lavate ed asciugate, nocciole, pinoli, mandorle, buccia di limone e di arancia e se piacciono, semi di anice, il tutto macinato possibilmente con un tritacarne oppure ben tagliuzzato a modo di pasta di salame. si impasta con la sapa o con mistrà o marsala o vino cotto.Amalgamare bene il composto e formare dei salami che si avvolgeranno nella pellicola trasparente o nelle foglie di fico ben lavate. Lasciarli riposare ben stretti con carta forno e legati con uno spago da cucina in frigo.

A Natale saranno pronti.Togliere la carta, se saranno stati avvolti nelle foglie, saranno più belli e profumati.

Servire se per antipasto, con formaggi e rucola ed un goccio di sapa o di aceto balsamico di Modena. Se a fine pasto, accompagnati con i tradizionali dolci natalizi e frutta secca.

Buon salame e buon Natale.

Un’altra variante….. aggiungere il cioccolato fondente.