Marmellateria

CILIEGIE SCIROPPOSE SOTTO IL SOLE

La prima estate nella casa nuova.

Correva l’anno 1982, il 10 di aprile facemmo l’ingresso nella casa nuova situata poco più giù da quella che mi vide entrare sposa 12 anni prima.

Eravamo tutti felici ed entusiasti di abitare finalmente in una cosa grande dove i due figli potevano avere una camera ciascuno e finalmente potevano giocare all’aria aperta senza correre nessun pericolo.

Ricordo quella mattina di aprile come fosse ora, c’era un bel sole, l’aria sapeva di Pasqua e varcammo l’ingresso con il portone di noce, tutti insieme.

L’ingresso di casa ampio era illuminato dai raggi del sole, la casa profumava di nuovo pur avendo tutti i mobili della prima casa, anzi no, c’era una bella cucina nuova di rovere con i pensili che toccavano il soffitto ed il top, una grande mensola dove poter mettere piante e quello che nel tempo avevo messo da parte, ricordi e chicchere varie.

Quaggiù quei mobili comprati per la piccola casa da sposi, si sperdevano, le stanze erano grandi e troppo alte tanto da sembrare ridicoli.

Col tempo tutto diventava normale anche con qualche accorgimento che rendeva tutto più piacevole almeno a me.

Era il sabato santo quando ognuno per la prima volta dormiva nella sua camera nuova.

La prima estate si avvicinava, pure quell’anno come già da molti altri prima, un nostro amico di campagna ci portava delle cassette di meravigliose ciliegie, erano grandi e dolci, non l’ho più trovate negli anni seguenti di così belle e buone.

Facevo già molte marmellate, è stata sempre una mia grande passione quella di trasformare ogni frutta in dolcissima marmellata.

Così dopo averne fatta alcuni barattoli di quella marmellata di ciliegie, volevo provare a metterne alcune sotto zucchero al sole dell’estate che già si faceva sentire.

Le ciliegie sotto il sole si facevano in questo modo.

In un grande barattolo, si mettevano alcune ciliegie schiacciate senza i noccioli, con alcuni cucchiai di zucchero, questo serviva a farne uno sciroppo, si continuava a riempire il barattolo facendo strati di ciliegie e zucchero fino all’orlo.

Si chiudeva il barattolo con il suo coperchio e si esponeva al caldo sole del terrazzo per 40 giorni scuotendo ogni tanto tutto il contenuto. (Attenzione alle formiche)!

Passato il tempo di esposizione, le ciliegie finivano al fresco e al buio fino alla stagione invernale.

Questo era il modo semplice e facile per ottenere le ciliegie sciroppose senza tanta fatica.

Arrivava il freddo, le ciliegie sotto zucchero dell’estate passata, erano pronte per essere mangiate, qui c’è un vuoto di memoria, non mi ricordo a chi successe il patatrac.

Il barattolo pieno di deliziose e dolcissime ciliegie, finì nelle mani di qualcuno che lo prese dalla dispensa, ma sfortunatamente cadde per terra.

Disperazione totale per il disastro causato dallo sciroppo zuccherino e toccò a me pulire, con i figli paralizzati per la perdita di un così bene prezioso!

Il ricordo di quel racconto mi è servito per poter rifare le ciliegie sotto il sole dopo molto tempo.

L’esecuzione è questa descritta, a noi piace aggiungerci una bacca di vaniglia aperta, alcuni mettono chiodi di garofano o cannella.

Le ciliegie sotto il sole sono ottime per decorare i dolci, per il ripieno di torte e creme, per unirle allo yogurt bianco greco e per fare delle deliziose cheesecake

Buona vita, buone ciliegie sotto sole del 1982! ❤️

MARMELLATA DI CILIEGIE ALLA LAVANDA

Non voglio sprecare le parole e non voglio scrivere tanto per raccontare una speciale e buonissima marmellata di ciliegie profumata di lavanda!

Passo subito al racconto perché ora è il miglior tempo per raccogliere la lavanda, mi raccomando sempre di mattina e con il sole, e le ciliegie che fra poco non ne troveremo più molte finendo la stagione.

L’esecuzione della marmellata è la classica, ciliegie zucchero e limone, il profumo le viene dalla lavanda e dalle stesse foglie del ciliegio.

Io ora vi racconto come l’ho fatta.!

Ingredienti

1 kl di ciliegie

500 di zucchero

Il succo di limone

Lavanda

Foglie di ciliegie

Noccioli

Gambi di ciliegie

Preparazione

Snoccioliamo le ciliegie, teniamo da parte i loro noccioli, mettiamole nella pentola con la metà dello zucchero ed il succo di limone. Lasciamo riposare per un paio d’ore.

Mettiamo a cuocere insieme ai noccioli con alcuni schiacciati ed i piccioli e lavanda inseriti in un sacchetto di tessuto leggero, uniamo alcune foglie e portiamo a bollore, mescoliamo ed uniamo il resto dello zucchero. Schiumiamo se ce n’è bisogno. Lasciamo cuocere fino ad addensare. Facciamo la prova del piattino mettendo un cucchiaino di marmellata che non dovrà scivolare velocemente.

Togliamo il sacchetto e le foglie che le avranno dato un profumo intenso di ciliegie ed invasiamo nei vasetti sterilizzati a microonde.

Per sterilizzare i vasetti a microonde basta metterli dentro con un altro vasetto che contenga due dita di acqua, questa bollendo sterilizza gli altri. Chiudiamo con i loro coperchi e mettiamoli capovolti. Per maggior sicurezza possiamo farli sterilizzare in pentola per 15 minuti partendo dall’inizio bollore.

Questo modo di profumare la marmellata con la lavanda è valido per ogni altra frutta che ci piace, penso per esempio alle albicocche o alle prugne o alle pesche!

Buona vita, buona marmellata di ciliegie alla lavanda 🍀

Lavanda

Marmellata Mon Chéri

Per questa marmellata mi sono ispirata al cioccolatino Mon Chéri che da ragazza amavo molto.

Ne compravo scatole su scatole, mi piaceva mangiarli ogni volta che ero presa da qualche rabbia, succedeva spesso, era ed è il mio carattere, le cose ingiuste per me, ce ne sono tante, fanno scattare questo stato rabbioso che però passa entro qualche minuto.

Anche la sera prima di andare a letto, il mio Mon Chéri era immancabile.

Crescendo questo cioccolatino l’ho completamente dimenticato, mi succede con molte cose e persone che non avendo più avuto la possibilità di vederle, le ho cancellate dalla mia mente.

Lo spunto per questa marmellata l’ho preso tanto tempo fa, quando un giorno mentre facevo una torta fredda con le ciliegie appena raccolte, ho voluto aggiungere il rum bianco per bagnare il pan di Spagna ed il cioccolato fondente a scaglie nelle ciliegie.

Provandola mi sono ricordata del Mon Chéri.

La marmellata è preparata nella classica ricetta, dopo invasata prima di chiudere con il coperchio, unisco un pezzo di cioccolato fondente ed un cucchiaino di rum.

Ora vi racconto come la faccio

Ingredienti

1 chilo di ciliegie belle e sode

Il succo di un limone

750 grammi di zucchero ma potremmo metterne 500 grammi, per la norma è la prima quantità io ne ho messa la seconda

Cioccolato fondente

Rum bianco

O cherry brandy

Se abbiamo fatto il liquore di ciliegie l’anno scorso, possiamo utilizzare quello

Preparazione

Laviamo le ciliegie e le lasciamo asciugare all’aria per far perdere l’acqua.

Le snoccioliamo sopra la pentola per non perdere il loro succo, i noccioli come già vi ho raccontato, servono per fare lo cherry il liquore di ciliegie.

Uniamo il succo di limone e lo zucchero, mescoliamo per amalgamare e copriamo con un tovagliolo, lasciamo riposare in frigo per una notte oppure dalla mattina alla sera.

Mettiamo a cuocere sulla fiamma moderata, mescoliamo spesso, io uso una pesante piastra per non farla attaccare e mi permette di non mescolare frequentemente.

Appena raggiunge la giusta consistenza, facciamo la prova del piattino lasciato raffreddare in frigo, lasciandoci cadere un cucchiaino di marmellata non dovrebbe scivolare velocemente, se invece lo fa, rimettiamo a cuocere per un po’.

Invasiamo nei vasetti sterilizzati al forno a microonde mettendoli in una pirofila con un dito di acqua, lasciamo che questa si riscaldi per asciugare i vasetti.

Prima di chiudere i vasetti, mettiamo un pezzo di cioccolato fondente nero ed un cucchiaino di rum o lo cherry fatto da noi. Possiamo mettere sopra un disco di carta forno per non far passare l’aria.

La marmellata di ciliegie Mon Chéri è particolare e deliziosa, messa sul pane o per farcire dolci sarà una leccornia!

Provatela e mi direte!

Buona vita, buona marmellata Mon Chéri ❤️

Marmellata di ciliegie al microonde

C’è un modo semplice e veloce per poter fare una marmellata di frutta, quello con il forno a microonde.

Molti sono scettici sulla riuscita e bontà che si ottengono con questo metodo. Io lo uso da una trentina di anni, è comodo per quando si ha piccole quantità di frutta da usare subito per evitare che si rovini.

Qualsiasi frutta è buona, fichi, lamponi, mele e pere, albicocche, ciliegie, banane, melone, mirtilli e prugne!

Oggi vi racconto come si fa la marmellata di ciliegie.

Purtroppo avevo una piccola quantità, solo 650 grammi al netto senza noccioli, ricordo che questi sono utili per fare un buon liquore alle ciliegie. Qui troverete le ricette.

Questa quantità di ciliegie, basta che la raddoppiate per poter farne di più.

Ingredienti

650 grammi di ciliegie al netto tagliate in due

Il succo di limone

150 grammi di zucchero (300 grammi) se la si vuole più dolce

Una bacca di vaniglia aperta

Un cucchiaino di agar agar

Preparazione

Mettiamo le ciliegie con il succo di limone in un contenitore di pirex o ceramica, o vetro comune, incoperchiamo e lasciamo cuocere per 5 minuti al forno a microonde con il tasto jet start o alla massima potenza.

Ora uniamo lo zucchero, mescoliamo per farlo sciogliere uniamo il cucchiaino di agar agar, la vaniglia aperta e rimettiamo il contenitore al forno senza il coperchio, lasciamo cuocere per alcuni minuti, vedremo dal vetro che la marmellata comincia a bollire, mescoliamo di nuovo, lasciamo finire la cottura per altri 15 minuti. Bisogna regolarsi perché ogni forno può cuocere diversamente. Ci vorranno più o meno 30 minuti in tutto.

A questo punto la marmellata la togliamo dal forno e vedremo che è ancora liquida. Lasciamo riposare per una notte o una mattina quando potremo controllare la consistenza della marmellata. Se da fredda è giusta, la riscaldiamo e la invasiamo, se si presenta liquida rimettiamola in forno per pochi minuti e lasciamo invasiamo. Comunque sia, essendoci l’agar agar, la consistenza la potremo controllare solo da fredda!

A noi piace lasciare la marmellata a pezzi, però a fine cottura potremo frullarla ad immersione se ci piace omogenea.

Se non vogliamo mettere l’agar agar, bisogna raddoppiare lo zucchero, metà del peso della frutta. Un kl di frutta e mezzo kl di zucchero.

Io trovo utile usare l’addensante perché mi consente di usare lo zucchero in quantità minore.

Buona vita, buona marmellata di ciliegie al forno a microonde ❤️

Marmellata di fragole ai petali di rose

Una marmellata di fragole più profumata del solito per la presenza dei petali di rose. Le rose devono essere appena raccolte la mattina quando splende il sole e non devono essere state trattate con prodotti chimici. Le rose si devono sfogliare, sciacquare velocemente sotto l’acqua, fatte asciugare all’aria e si deve togliere la parte bianca dove sono attaccati i petali. Le fragole devono essere belle sode senza ammaccature, lavate con acqua e aceto anch’esse velocemente e tagliate a metà.

Torniamo al racconto e alla descrizione di come si fa la marmellata di fragole ai petali di rose.

Ingredienti

Un kl di fragole tagliate a metà

500 grammi di zucchero o 350 grammi come ho fatto io

Il succo di due limoni

Una bella manciata di petali di rose rosse

Preparazione

La sera prima mettiamo i petali di rose puliti e tagliuzzati in una ciotola con un bicchiere d’acqua bollente, il succo di limone e lasciamoli per una notte coperti dalla pellicola.

La mattina mettiamo le fragole tagliate e con il succo di limone in un’altra ciotola, le lasciamo per un paio d’ore.

Nella pentola destinata alla cottura della marmellata, mettiamo lo zucchero, l’acqua delle rose scolate, lasciamo cuocere per alcuni minuti e versiamolo lo sciroppo dentro la ciotola con le fragole che lasciamo riposare per un’ora. Nella pentola dov’era lo sciroppo, rimettiamo le fragole e le rose, accendiamo il gas e portiamo a cuocere lentamente la marmellata, mescoliamo spesso, schiumiamo in superficie e finiamo la cottura.

Invasiamo nei vasetti sterilizzati a microonde, basta metterli lavati dentro una ciotola con un due dita d’acqua che bollendo li sterilizzerà. Stiamo attenti a non scottarci.

Prima di chiudere con i loro coperchi, possiamo unire sulla marmellata un goccio di liquore ed un cucchiaino di zucchero. Se non vogliamo usare il forno a microonde, facciamo bollire i vasetti nella pentola per 10 / 15 minuti. Per essere più tranquilli, facciamo sterilizzare la marmellata nella pentola per una ventina di minuti dal bollore.

La marmellata di fragole alle rose è deliziosa e molto profumata. Provatela.

Buona vita, buona marmellata di fragole ai petali di rose❤️🌹

Marmellata di arance e clementine al profumo di anice

Alla nostra collezione di marmellata mancava questa goduriosa e profumata fatta di arance e clementine profumata di anice per l’aggiunta del liquore Varnelli nostro prodotto marchigiano vanto nazionale e non solo. Ci vuole poco tempo e vi consigliamo di provare a farla, questa marmellata è ottima sul pane per la colazione e la merenda e per farcire crostate e torte da credenza e fredde.

Raccontiamola e prepariamola.

Ci vogliono questi ingredienti

1 kl di arancia e clementine a vostra scelta nella quantità dell’una e dell’altra

350 grammi di zucchero

Semi di vaniglia

Un bicchiere di acqua

Liquore Varnelli

Preparazione

Dopo aver sbucciato la frutta, togliamo tutti i filamenti bianchi degli agrumi, la buccia delle arance la mettiamo da parte per fare le scorzette, naturalmente la frutta non deve essere trattata chimicamente, la ricetta delle scorzette c’è già in questo blog, tagliamo le arance a pezzetti e lasciamo invece gli spicchi delle clementine interi. Mettiamo tutto nella pentola, uniamo lo zucchero e il bicchiere di acqua con la bacca della vaniglia aperta a metà. Accendiamo il gas e con la piastra antiaderente lasciamo cuocere mescolando spesso. Ci vorranno dai 45/ 60 minuti per avere la cottura completa. Stiamo attenti, perché avendo molta pectina potrebbe cuocere prima e attaccarsi. Vigiliamo attentamente. Una volta cotta invasiamo la marmellata nei vasetti sterilizzati a microonde, prima di chiudere con i loro coperchi versiamo sopra un goccio di mistrà Varnelli e se non ci piace, possiamo sostituirlo con rum o arancello o limoncello. Ecco pronta una delizia per cominciare a sentire il profumo dell’estate perché la marmellata di arance e clementine ha il colore del sole della stagione più calda dell’anno.

Buona vita, buona marmellata di arance e clementine al profumo di Varnelli ❤️

Marmellata di melagrane alla vaniglia

Vi propongo un’altra marmellata di melagrane più facile e veloce, ci sono le mele che servono a darle più densità e la vaniglia per profumarla. Con i semi ricavati ho preparato un’altra marmellata usando le mele rose dei Monti Sibillini, questo frutto è una varietà antica coltivata nell’Appennino centrale che dopo essere stata perso nel tempo, è stato salvato e ricoltivato in tempi recenti dagli agricoltori dei monti Sibillini che malgrado il grande lavoro continuano a farci dono di una stupenda mela.

Vi racconto la ricetta di questa nuova marmellata di melagrane e facendola in questo modo

Ci servono le melagrane dalle quali dovremmo ricavare un litro e mezzo di succo, questo però lo otterremo soltanto con il passaverdura. Non dobbiamo usare il frullatore né quello ad immersione né l’estrattore perché perderemmo la parte più solida delle melagrane. Ci servono 250 grammi di mele che siano sode tipo renette, più il succo di un limone e la vaniglia.

Procediamo così.

Dopo aver pulito le melagrane, estraiamo tutti i chicchi, facendoli cadere nella pentola destinata alla cottura, uniamo il succo di limone e mettiamoli a cuocere per pochi minuti, devono solo scaldarsi senza arrivare a bollore. Se abbiamo tempo lasciamo a riposare per una notte, altrimenti passiamo subito i chicchi con il passaverdura, in questo modo non ci troveremo fra i denti i resti dei chicchi frantumati. Una volta fatta questa operazione, vi ricordo che io ho ottenuto un litro e mezzo di succo e polpa, uniamo 250 grammi di mele renette, 650 grammi di zucchero ed i semi della vaniglia. Facciamo cuocere a fuoco basso, mescolando spesso. Frulliamo ad immersione, ora lo possiamo fare perché le melagrane sono state passate prima, a cottura completa facciamo la prova del piattino e se la consistenza è giusta la marmellata è pronta, altrimenti rimettiamola a cuocere per altri minuti mescolando spesso. Versiamola nei vasetti sterilizzati a microonde o a bagnomaria, chiudiamo con i loro coperchi e lasciamola freddare prima di riporre la marmellata in dispensa. Se vogliamo essere più tranquilli, il giorno dopo mettiamo i vasetti a sterilizzare nella pentola con acqua fredda che deve coprirli e dall’inizio del bollore, lasciamo passare una ventina di minuti. Questa marmellata di melagrane è deliziosa, buona da mangiare con il pane, con le fette biscottate e per preparare delle buonissime crostate. Possiamo usarla per farcire le torte mescolandola al mascarpone o alla crema pasticcera o per preparare una fresca cheesecake. Vedete voi!

Buona vita, buona marmellata di melagrane alla vaniglia ❤️

Marmellata di zucca e noci al Varnelli

La zucca ortaggio considerato povero fino a non molto tempo fa, dalle nostre parti non era un ingrediente usato in cucina, difficilmente veniva per così dire sprecata, perché prezioso alimento per l’alimentazione dei maiali, ed ingrediente principale del “pastò”, pastone, così chiamato nei nostri paesi contadini. Tutti gli scarti della cucina, patate andate a male, barbabietole, foglie dure di verdura come i cavoli, servivano per rafforzare il pastone insieme alla farina di mais aggiunta.

Per i bambini sia di campagna sia di quelli del paese, che non avevano molti giochi tanto meno quelli tecnologi, la zucca il più delle volte, era oggetto di gioco. In ogni casa di campagna, c’erano a sufficienza zucche che i contadini lasciavano asciugare all’aria sopra i tetti degli stalletti dei maiali quindi facile preda per i bambini che se ne appropriavano velocemente per trasformale in “morte”! Con un coltello la svuotavano lasciando da parte i semi che sgranocchiavano, la intagliavano per fare gli occhi, il naso e la bocca ed i denti infilzando gli stecchini, infilavano dentro una candela, la accendevano al calar della notte e la sua luce nel buio fitto della strada sterrata o del vicolo del paese, diventava un segnale spettrale spaventando i malcapitati che si trovavano a passare da quelli parti. Certamente allora nessuno sapeva dell’esistenza della festa di Halloween.

Certamente le massaie di allora mai si sarebbero sognate di usare la zucca per le pietanze, tantomeno le marmellate. Nei nostri diari o libri di cucina marchigiana, non c’è traccia di ricette con questo ortaggio, ne esiste però una che è una specie di strudel con il ripieno di zucca. Unica ricetta sicuramente. Qui troverete la ricetta 👇

https://farinaefiore.com/2018/08/24/la-zuccata/

Qui dalle nostre parti, soltanto da qualche tempo, si è cominciata ad usarla, forse per le ricette che ormai si trovano ovunque sia sui social che nelle riviste di cucina.

La zucca sappiamo che è invece un ottimo ingrediente per preparare minestre, zuppe e risotti. Grazie al suo sapore dolciastro e al suo colore solare, si possono preparare marmellate squisite.

In questo blog diario troverete molte ricette di marmellate di zucca con molti diversi ingredienti, quest’ultima che vi proponiamo, ha le noci quelle fresche di questa stagione ed un goccio di liquore all’anice, il nostro famoso mistrà Varnelli. In sostituzione, possiamo usare un altro tipo di liquore, basta se ci piace, che sia al sapore di anici come l’anisetta.

Tornando alla marmellata di zucca questi sono gli ingredienti ed il modo con cui preparala e ve la raccontiamo così.

Ingredienti

Un chilo e mezzo di zucca già pulita e senza semi

750 grammi di zucchero

Un limone

Noci tritate finemente una manciata

Mistrà Varnelli

Semi di vaniglia

Preparazione

Mettiamo la zucca, il succo di limone, la bacca di vaniglia aperta, il mistrà Varnelli o l’anisetta e lo zucchero nella pentola destinata alla cottura, mescoliamo e lasciamo a macerare per una notte.

La mattina seguente, mettiamo la pentola sul gas, possibilmente con una piastra radiante la quale non fa bruciare la preparazione senza bisogno di girare in continuazione. Se non l’abbiamo cerchiamo di mescolare spesso tenendo la fiamma al minimo. La cottura deve essere di quasi due ore, poco della fine, uniamo le noci tritate mescoliamo ancora e spegniamo. Facciamo la prova della consistenza prelevando un cucchiaino di marmellata versandola in un piattino, la quale non deve scivolare se la incliniamo, se scivola velocemente rimettiamola a cuocere per un altro po’ di tempo. Versiamo la marmellata nei vasetti sterilizzati a microonde o al forno normale a 100 gradi per dieci minuti. Prima di chiudere con i coperchi mettiamo un disco di carta forno sopra la superficie ed un goccio di liquore Varnelli o anisetta. Questo è facoltativo. Chiudiamo e lasciamo raffreddare prima di riporli in dispensa.

Una volta aperto un vasetto, mettiamolo in frigo e finiamo la marmellata entro pochi giorni!

Buona vita, buona marmellata di zucca e noci al Varnelli ❤️

Marmellata di mele al profumo di foglie di fico

Ecco un’altra marmellata, l’ennesima e con un particolare in più, le foglie di fico delle quali quest’anno me ne sono innamorata per la mia cucina. Le foglie di fico nelle Marche si usano per fare il famoso dolce a base di fichi, mandorle, noci e altri ingredienti. Qui in questo blog diario, troverete la ricetta. https://farinaefiore.com/2017/08/15/il-lonzino-di-fichi-secchi-dolce-tradizionale-maceratese/

Questo è il tempo di farlo, sarà pronto per Natale, quindi cercate di non perdere questa delizia marchigiana.

Torniamo alla marmellata di mele, fatta con le foglie di fico che cuocendo, rilasciano sapore e profumo identico al vino cotto di fichi, usato come ho scritto già, per condire le carteddate o cartellate le tradizionali ciambelline intrecciate di Puglia e dintorni.

Procuratevi le foglie di fico e tenetele da parte anche per farne infusi nel periodo freddo che verrà. Profumeranno tutta la casa.

Andiamo fuori a staccare le foglie dal fico e se siamo fortunati, anche le mele! Pronti?

Ecco come raccontiamo la ricetta e questi sono gli ingredienti

Due chili di mele sode, io ho usato le nostre cadute prematuramente e quindi più acerbe

Tre o quattro foglie di fico lavate

Zucchero, 350 grammi per chilo calcolando il peso delle mele che otterremo dopo la prima cottura

Il succo di un limone

Due bicchieri di acqua

Preparazione

Laviamo e tagliamo le mele a pezzi, versiamole nella pentola con due bicchieri di acqua, regoliamoci perché le mele rilasciano poco liquido, il succo di limone e le foglie di fico, lasciamo cuocere fino a quando le mele diventano molli, mescoliamo per non farle attaccare.

Togliamo le foglie che però rimetteremo dopo, frulliamo ad immersione o passiamo al passaverdura, la marmellata, altrimenti la lasciamo così a pezzi, la pesiamo ed aggiungiamo lo zucchero, per ogni chilo, calcoliamo 350 grammi, la rimettiamo a cuocere, quindi se saranno due chili, ne metteremo 700 grammi, uniamo ancora le foglie di fico e finiamo la cottura mescolando spesso, dobbiamo ottenere una preparazione consistente. Ora togliamo definitivamente le foglie di fico. La marmellata è pronta quando prendendone un cucchiaino la verseremo in un piattino e non scivolerà velocemente.

Versiamo la marmellata nei vasetti sterilizzati a microonde o in forno, chiudiamo con i loro coperchi e lasciamo che riposino fino al raffreddamento. Conserviamo al fresco e al buio.

La marmellata di mele alle foglie di fico, è deliziosa da mangiare con il pane o per preparare le crostate.

Buona vita, buona marmellata di mele con le foglie di fico ❤️

Marmellata di prugne alla vaniglia con il metodo della separazione delle cotture

È ormai risaputa la mia passione per le marmellate. È una passione nata fin da piccola, quando vedevo mia madre che con tanta fatica, faceva la commerciante non solo qui a Petriolo ma anche in giro per i paesi fuori provincia, riusciva a prepararne di diverse qualità. Ricordo benissimo il buon sapore e profumo di quella marmellata con i pomodori verdi e quella di arancia a fette che invece mio figlio maggiore odia perché sempre lei, da piccolo gli imponeva di mangiarle. Io per fargli un dispetto ogni stagione gliele ripropongo…..ma ottengo solo un….. lasciamo perdere.

In tempi di guerra, quando mia padre si trovava prigioniero, mia madre non potendo avere un mezzo di trasporto, girava con le sue merci, maglieria, biancheria e merceria con un signore che si chiamava “Filó’ “ed il suo cavallo. Filó’ ed il suo cavallo, abitavano giù per la via delle Madonna delle Grazie, la strada che porta a “Moglià”. La sua era una casetta, quasi un atterrato costruito sopra un terreno con un forte pendio, molto faticoso da lavorare per il pericolo di precipitare. Sul lato davanti della modesta casetta, che guardava la strada sterrata, con la vicina chiesa della Madonna delle Grazie ed il suo povero curato, c’era la stalla del cavallo di Filó’. Su quel terreno così scosceso, il lunedì di Pasquetta, insieme alla mia amica del cuore, ci andavamo a fare “pranzíttu”, che consisteva in due fette di pane con la frittata o con il “ciausculu”, il nostro famoso salume a pasta morbida che si spande sul pane. Al tempo della stagione del grano, quel terreno si colorava di rosso per quanti papaveri sbocciavano.

Ho sentito raccontare dai miei che la sera prima di ogni mercato, dovevano caricare la merce da vendere ai mercati, sul carretto di “Filó”. Mia madre, Filó’ ed il suo cavallo, partivano all’alba e tornavano a casa a notte. Capitava pure di dover dormire sopra il carretto in occasione delle feste patronali ed era un doppio lavoro. Mia madre si trovava molte volte in attesa di un figlio, raccontava quanti sacrifici anche solo il dover andare in un bagno. Qualche volta l’accompagnava mio fratello più grande Paolo che era un ragazzino. Lui le faceva per così dire, da guardia e nello stesso tempo, non perdeva d’occhio la bancarella con le merci.

Quando c’erano i tempi morti, dopo la mietitura e la trebbiatura, lavori tutti fatti a mano e con pochi mezzi agricoli rudimentali, lei approfittava della frutta che spesso le veniva regalata dalle sue clienti contadine perché riconoscenti del bene fattole da mia madre, per preparare marmellate e passata di pomodoro. Era un altro duro lavoro per lei, però alla fine, le serviva per mettere da parte varie scorte di alimenti. Un tempo le famiglie di campagna, non avevamo a disposizione soldi liquidi, pagavano una o due volte all’anno quando riscuotevano i soldi della vendita del grano o di altri raccolti o a chiusura dell’anno agricolo a s. Martino e mamma pazientemente aspettava la riscossione senza far pressioni.

Ora potrei raccontare altri molti episodi importanti e buffi, ma passo e colgo l’occasione per farvi conoscere un metodo facile e veloce per fare le marmellate con poco zucchero. Il metodo della separazione delle cotture.

Non è come il metodo francese dove lo zucchero è in proporzione molto alta e non deve riposare per più tempo.

Questo metodo facile e che permette l’uso di poco zucchero, sfrutta la prima cottura per far evaporare l’acqua della frutta, rendendo molto breve la sua cottura. La marmellata fatta in questo modo, preserva tutto il suo sapore e colore. Questo metodo della separazione delle cotture, io l’ho scoperto per caso in rete, in questo interessantissimo blog https://www.giulianocingoli.it/about/

Giuliano Cingoli scrive questo.

È il momento di imparare come fare la marmellata con la Separazione delle cotture.

È il momento di sfruttare tutta la frutta fresca per goderne quest’inverno.

È il momento di capire come mantenere fresca la frutta utilizzando poco zucchero, senza l’uso di pectine.

Nelle immagini abbiamo preparato la marmellata di frutti di bosco.

Non esiste una grammatura precisa.

Il metodo consiste nel separare la cottura della frutta, dalla riduzione dell’acqua presente.

Metti la frutta in una pentola (vanno bene rame, acciaio e antiaderente. Evita l’alluminio nudo, l’acido della marmellata scioglierebbe l’ossido di alluminio nella preparazione, proprio come la salsa di pomodoro).

Aggiungi poco zucchero (lo zucchero iniziale servirà ter soltanto a far uscirer l’acqua dalla frutta, se sarà necessario ne aggiungerai ancora dopo).

Mescola e porta a bollore. Appena bolle assaggia la frutta, sarà ancora acquosa e un po’ croccante. Lascia bollire ancora fino a quando la frutta non sarà cotta, ma ancora consistente (pochi minuti).

A questo punto filtra il liquido rifatto e tieni da parte la polpa rimasta.

Rimetti il liquido in pentola e fai restringere fino a quando inizia a fare bolle sottili. O meglio quando inizia a far fatica a scendere dal cucchiaio. A questo punto, assaggia e correggi poco alla volta, di zucchero, arrivando al gusto desiderato (lo zucchero sarà in funzione del gusto, non del peso totale iniziale). Aggiungi di nuovo la polpa, porta a bollore e metti nei vasetti. Chiudi e lascia raffreddare. Riponi in frigorifero.

Giuliano Cingoli descrive la invasettatura e come conservarla. I vasetti si possono mettere in frigo ma bisogna consumarli presto o per una lunga conservazione come faccio io, con la pastorizzazione rendendo tutto più sicuro.

Quindi partendo da questa descrizione, ho eseguito la ricetta della marmellata di prugne con la vaniglia. In poco più di un’ora si può fare considerando anche il tempo della pulitura delle prugne.

Ingredienti

2 kl di prugne sode viola

200 grammi di zucchero

Una bacca di vaniglia o una bustina di vanillina

Il succo di un limone

Preparazione

Laviamo e tagliamo in due le prugne, mettiamole sulla pentola possibilmente con la piastra sopra la fiamma per evitare che la marmellata attacchi, uniamo il succo di limone e 100 grammi di zucchero, la bacca di vaniglia aperta o una bustina di vanillina o se ci piace spezie come la cannella i il chiodo di garofano, il cardamomo o semi di anici. Portiamo a cuocere fino a quando le prugne cominciano a spappolarsi un po’, tiriamole su con una schiumarola e le mettiamo in una ciotola. Rimettiamo la pentola sul gas, io non ho filtrato il loro liquido perché mi piace che restino anche i residui delle prugne, aggiungiamo solo altri 100 grammi di zucchero, lasciamo bollire fino a quando si vedono delle grosse bolle in superficie. Nel frattempo frulliamo le prugne che abbiamo messo nella ciotola, con il frullatore ad immersione o se ci piace lasciamole a pezzettoni, uniamole allo sciroppo ridotto, mescoliamo e dopo qualche minuto spegniamo. Facciamo la prova del piattino, la mia è risultata subito positiva, infatti non ho atteso neanche un attimo che l’ho assaggiata, ed è divina. Prima di invasare mettiamo i vasetti a sterilizzare in forno a microonde o in quello normale a 100 gradi lasciandoli per un quarto d’ora. Una volta invasata e chiusa con i loro coperchi, la lasciamo freddare. Solo dopo metteremo la marmellata a sterilizzare nella pentola partendo dall’acqua fredda, evitando la rottura mettendo fra i vasetti degli strofinacci di cucina belli puliti. Dall’inizio del bollore, lasciamo passare una ventina di minuti, spegniamo e lasciamo raffreddare i vasetti nella pentola. Solo dopo, mettiamoli in dispensa. Questa prima prova è risultata positiva, preparerò altre marmellate con frutta diversa e vedremo come saranno. 😀

Buona vita, buona marmellata di prugne alla vaniglia ❤️