marmellata

Pannociato

È tempo di bacchiar le noci e la tradizione vuole che si faccia verso il il 14 di settembre quando si festeggia l’esaltazione della s. Croce:

Santa Croce

La pertica per il noce.

È il mese di settembre, quando sull’aia si “scartoccia” si spannocchia il granoturco e il suono dell’organetto si alterna al canto degli allegri stornelli. Più che fatica è festa campestre che si chiude con la danza popolare agreste, il saltarello, ballato sull’aia.

Settembre ha anch’esso i suoi preziosi doni:

Io so settembre; so molto cortese, a li villani io faccio le spese; porto l’ùa, li fichi, le mele e le nuci e co’ ‘sti frutti je faccio piacere!

‘Rrià’ “la vergara” co’ lu cistu e lo pà nnociato e a l’opre e a li villani lèsta lo fa magnà.

Questo dolce tradizionale popolare del territorio maceratese è ancora oggi preparato e gustato in molte famiglie del camerinese in occasione della festa dei morti e del tempo natalizio. In campagna veniva servito a parenti e vicini arrivati per spannocchiare il granoturco.

Arriviamo alla preparazione con questi ingredienti

250 gr di farina 0

2 uova di galline felici

100 gr di burro

150 grammi di zucchero

250 grammi di noci

100 gr di uvetta ammollata è asciugata

Buccia di limone

30 grammi di cacao amaro

Una tazzina di caffè

Rum, alchermes, cognac, mistrà più o meno di un bicchiere in tutto, bisogna regolarsi ad occhio

Una bustina di lievito per dolci

Preparazione

Lavoriamo lo zucchero con il burro e le uova, uniamo la buccia di limone e i liquori, mescoliamo per bene ed uniamo la farina con il lievito, le uvette e le noci.

Il composto deve risultare morbido, versiamolo nello stampo da plum-cake e facciamo cuocere a 180 gradi per quasi un’ora. Se vediamo la superficie che scurisce troppo a metà cottura copriamo con un foglio di alluminio. Facciamo la prova dello stecchino che deve uscire asciutto.

Questo è un dolce molto gustoso e adatto per la colazione e la merenda. Serviamolo con una tazza di squaglio fatto come si usava una volta.

Mettiamo in una pentola 100 grammi di cacao amaro, 250 di zucchero, un cucchiaio e mezzo di farina e mescoliamo bene, uniamo 1 litro e mezzo di latte e lasciamo cuocere a fiamma bassa mescolando per non farlo attaccare. Quando lo squaglio comincia ad addensare spegniamo il gas e serviamo nelle tazzine da tè. Sopra si formerà una gustosa pellicina di cioccolato che può anche non piacere ma basta mescolare per toglierla. I gusti sono gusti 🤣❤️

Il Pannociato possiamo gustarlo con un filo di marmellata di melagrana e fave tostate di cacao o con una marmellata a piacere!

Buona vita, buon Pannociato ❤️

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Marmellata di albicocche al tè bianco di mango e limone

Quanti gradi ci sono in una cucina dove stanno bollendo tre pentole di marmellata? Non ci provo neanche a misurarla perché da come sto sudando credo che superi i trenta gradi! Impressionante questo fuoco dentro e fuori! Servisse a qualcosa potrei accettarlo, ma credo solo che faccia solo danni a noi e alle colture che bruciano senza poter arrivare a dare frutti. Gli alberi delle albicocche sono stracarichi, dalla terrazza della mansarda sembrano una grandissima macchia arancione. Le albicocche sono arrivate oltre la maturazione tant’è che quando le andiamo ad aprire o sono marce o sono disidratate. Allora bisogna fare in fretta per fare la marmellata e scegliere quelle più belle ed ancora sode.

Pazienza Signore, tu ci dai i frutti ma dacci anche la forza per utilizzarla al meglio!

Proviamo a farla questa profumata marmellata ancora di più per l’infusione del tè bianco al mango e limone.

Ingredienti

Un kl di albicocche sode

500 grammi di zucchero semolato di canna, possiamo metterne una cinquantina di grammi in meno, vedete voi ma meno zucchero si mette più bisogna far cuocere la marmellata

Il succo di un limone

Due bustine di tè bianco al mango e limone

Tre bicchieri d’acqua

Preparazione

Mettiamo le albicocche tagliate a metà in una pentola con il succo di un limone, l’acqua, e le bustine di tè, lasciamo cuocere piano piano mescolando fino a far ridurre il liquido a metà, uniamo lo zucchero e portiamo a bollore, se c’è bisogno schiumiamo, facciamo attenzione a non rompere le bustine di tè, lasciamo cuocere fino a quando la marmellata avrà raggiunto la giusta consistenza, togliamo il tè, facciamo la prova del piattino che se risulterà positiva spegneremo il fuoco. Invasiamo nei vasetti sterilizzati al forno a 100 per venti minuti, chiudiamo con i loro coperchi e mettiamo la marmellata capovolta fino al raffreddamento. Possiamo fare una sterilizzazione mettendo i vasetti in una pentola con acqua e canovacci da cucina per evitare la rottura. Facciamo bollire per una ventina di minuti dall’inizio del bollore. Lasciamo freddare la marmellata e mettiamola in dispensa.

Marmellata di arance a fette con vaniglia e liquore di arancia

Sono molte le ricette di marmellata all’arancia fatte da noi, semplici, con spezie, cioccolato fondente, al profumo di rose e liquorose.

Troviamo però speciale la marmellata di arance a fette, per la consistenza ed il profumo che mantiene. Ci piace particolarmente mangiata con il pane, e sopra la crostata cotta in bianco, cioè dopo aver cotta la base, la marmellata viene messa sopra a crudo per evitare che diventi troppo dolce e quasi caramellata.

Cerchiamo però le arance senza trattamenti e con una bella buccia. Ricordiamo che potremo preparare un buonissimo liquore con la buccia, noi l’avevamo già fatto l’anno scorso e quindi è stato usato per questa marmellata, se non l’avete basta mettere un liquore tipo Cointreau o un Gran Marnier.

Ingredienti

12 arance non trattate

Il succo di un limone

Zucchero metà del peso delle arance

Un bicchierino di liquore all’arancia

Vaniglia

Preparazione

Dopo aver lavato bene le arance, le buchiamo con una forchetta e le lasciamo immerse in una pentola piena di acqua per tre giorni cambiandola mattina e sera.

Passati i tre giorni, le scoliamo dall’acqua, le tagliamo a fettine, cercando di far cadere il loro succo dentro la pentola, le pesiamo e le mettiamo a cuocere per dieci minuti con l’acqua che sia la metà del peso delle arance ed il succo di un limone. Aggiungiamo ora lo zucchero la metà del loro peso, la bacca di vaniglia aperta, lasciamo cuocere mescolando spesso e quando le arance si presentano morbide, le tiriamo su con un mestolo bucato e le lasciamo riposare per una notte dentro una ciotola. Il giorno dopo rimettiamo a cuocere lo sciroppo che si è formato unendo le arance. Spegniamo, le scoliamo e le lasciamo riposare ancora per una notte. Rimettiamo a bollire lo sciroppo uniamo le arance e finiamo la cottura. La marmellata deve essere gelatinosa e con le fette intere. A questo punto uniamo il liquore mescoliamo per poco spegniamo ed invasiamo nei vasetti sterilizzati, se ci piace e noi lo abbiamo fatto, uniamo ancora un goccio di liquore prima di chiudere con i loro coperchi e li mettiamo a testa in giù. Per sicurezza possiamo sterilizzare la marmellata il giorno dopo mettendola nella pentola con acqua fredda e protetta da canovacci per evitare che si possano rompere nella bollitura che deve durare 30 minuti dall’inizio del bollore. Lasciamo freddare i vasetti nella pentola e riponiamo in dispensa.

La marmellata è buonissima e profumatissima.

Buona vita, buona marmellata di arance a fette e liquore di arancia!

A presto ❤️

Marmellata di arance e mandorle

Va via come il pane la nostra marmellata di arance!

Prepararla è una gioia, il suo profumo ed il sapore mi inebriano!

Mi piace toccare le arance sotto l’acqua corrente perché si sprigionano i suoi olii, mi piace tagliarle perché il loro succo mi ammorbidisce le mani!

Mi piace quando preparo lo sciroppo di zucchero e le immergo e mi sale la voglia di vedere la marmellata sopra una buona fetta di pane o nella crostata!

Mi piace aprire i vetri della vecchia credenza rossa di Peppa, riporre i vasetti e poi metterli in ordine come dei soldatini di un bimbo!

Mi piace questa marmellata di arance profumata di mandorle amare!

La nostra ricetta!

Ingredienti

2,5 di arance navel

1,3 hg di zucchero

Un bicchierino di liquore all’arancia

100 gr di mandorle con alcuna amara

Preparazione

Dopo aver lavato le arance, le peliamo per togliere la buccia dalla quale asportiamo la parte bianca, l’albedo perché amaro. Facciamo a fettine le bucce, le scottiamo in acqua fredda per alcuni minuti, cambiando l’acqua per altre due volte.

Mettiamo le arance pelate vivo e a fettine nella pentola e lasciamo cuocere per una ventina di minuti, a questo punto, le frulliamo una parte, le rimettiamo a cuocere con le altre rimaste nella pentola, uniamo le bucce scottate, lo zucchero lasciandone tre cucchiai per le mandorle, il liquore e lasciamo cuocere per altri venti minuti mescolando spesso.

Ora frulliamo le mandorle con lo zucchero rimasto e aggiungiamole alla marmellata lasciando cuocere fino quando vedremo che mettendone un cucchiaino nel piattino non scivolerà via, se lo farà perché troppo liquida la lasceremo cuocere per alcuni minuti!

Versiamo subito la marmellata dentro i vasetti sterilizzati al forno a 100 gradi per venti minuti e chiudiamo con i loro coperchi! Ora possiamo capovolgere i vasetti per ottenere il sotto vuoto e per sicurezza li facciamo sterilizzare. Aspettiamo però che si raffreddino prima di metterli dentro la pentola con acqua fredda e canovacci per evitare che bollendo si rompano. Ci vorranno 25/30 minuti dall’inizio del bollore! Riponiamo la marmellata in dispensa e gustiamola dopo un breve periodo!

Buona da sola, buona nella crostata, buona con i formaggi!

Buona davvero!

Buona vita, buona marmellata di arance e mandorle amare!

Pane con farina di farro al burro e semi di papavero

Un pane buonissimo, profumato, croccante proteico e digeribile adatto ad essere mangiato da solo o con marmellata a colazione o con salumi o per fare delle tartine.

Avevo finito il pane naturale e non era pronto e maturo il lievito madre appena rinfrescato. Ho pensato allora a fare questo pane più proteico per le uova che gli donano una particolare struttura e colorazione e con il burro che lo rende ancora più saporito con la crosta croccante.

Per prima cosa ho preparato un lievitino che è maturato tutta la notte a temperatura ambiente mettendo in una ciotola 100 gr di farina 0, un gr di lievito disidratato, 50 gr di acqua ed un cucchiaino di zucchero, ho mescolato e l’ho coperto con la pellicola e lasciato così fino al mattino.

Se si ha fretta e serve un pane subito, bisogna mettere mezza bustina di lievito disidratato nell’impasto ed attendere un paio di ore per il raddoppio.

La mattina ho messo nella ciotola della planetaria 100 di farina di farro, e 400 gr di farina 0, il lievitino che era stato preparato la sera prima, l’acqua e qui ci deve regolare, non deve essere molta per perché poi si dovranno aggiungere due uova uno alla volta, un po’ di sale io non ne metto troppo, ho fatto partire la planetaria aggiungendo semi di papavero. Una volta che l’impasto ha preso forza e lo vedremo quando le pareti della ciotola della planetaria risultano pulite ho unito 50 gr di burro morbido. Si potrebbero usare anche 30 gr di olio di oliva al posto del burro però ha un altro sapore. L’ho lasciato assorbire bene ed ho lavorato il pane sopra la spianatoia per formare la classica palla che ho inciso a croce. L’ho lasciato lievitare rimettendolo dentro la ciotola fino al raddoppio Ho coperto con un sacchetto di surgelati e messo nel forno con la lucina accesa.

Al raddoppio, ho lavorato la pasta del pane sopra la tavola infarinata ho fatto le pieghe a tre una ogni quarto d’ora. Infine ho sgonfiato un po’ la pasta l’ho tagliata in due pezzi, con le mani ho formato due filoni che ho intrecciato per avere una bella treccia. Ho messo a lievitare ancora sopra una teglia foderata con carta forno fino al raddoppio. Ho acceso il forno a 200 gr statico, ed una volta raggiunta la temperatura ho fatto cuocere spruzzando con uno spruzzino l’acqua per creare un po’ di vapore. Dopo una decina di minuti, ho abbassato a 180 gr e via via fino a 150 / 160 gr fino a dorare. Ci vorranno circa tre quarti d’ora. Ci dobbiamo regolare perché ogni forno cuoce diversamente!

Il pane risulta leggero, buono e saporito!

Fate una prova se vi va!

Buona vita, buon pane di farro al burro e semi di papavero!

Crostata di farro con marmellata di albicocche alla vaniglia

Semplicemente una crostata, un dolce che mi piace molto, molto più di tanti altri dolci complicati e sontuosi.

Mi fa sentire bene come mi fa sentire bene stare nella nostra cucina. Non c’è niente che mi rilassi di più. Sono nervosa e stanca? Sto nel letto per riposare e non ci riesco? Niente da fare, basta che riesca ad alzarmi di scatto e come un lampo so cosa andare a fare in cucina. Se è un lievitato muoio dalla voglia di vedere come lieviterà, come crescerà, come sarà l’interno della pasta.

Se ho in mente una crostata, ho solo la preoccupazione di andare di sotto nella credenza rossa dove c’è l’imbarazzo della scelta della marmellata! Sapete? Ne ho tantissime, non le ho mai contate! Ogni frutta, o verdura è finita in dolcezza!

Questo è tempo d’inverno, tempo che mi rende molto malinconica, nervosa. Purtroppo è non mi era mai capitato, sento il bisogno di mangiare dolci, ma solo la mattina.

Così eccola la crostata con anche la farina di farro e la marmellata di albicocche alla vaniglia. La ricetta ha il burro, una noce e l’olio extravergine di oliva. Questi due grassi insieme rendono la frolla più friabile, mi piace di più, cuoce anche più uniformemente.

Questi sono gli ingredienti

200 gr di farina per dolci bio

50 gr di farina di farro

Due uova

100 gr di zucchero a velo, possiamo farlo in casa frullando lo zucchero nel frullatore

50 gr di burro

30 gr di olio extravergine di oliva

Buccia di limone

2 gr di lievito per dolci bio

Un pizzico di curcuma se ci piace

Marmellata di albicocche alla vaniglia o altra a piacere (circa 250 gr )

Preparazione

Mettiamo nella ciotola della planetaria o dentro il robot, le due farine setacciate ed il lievito per dolci, lo zucchero a velo, la curcuma, il burro e l’olio extravergine di oliva, facciamo partire la planetaria lentamente fino ad ottenere un composto granuloso, aggiungiamo la buccia di limone e le uova, lasciamo amalgamare tutto velocemente e continuiamo a lavorare sopra la spianatoia. Schiacciamo la pasta frolla sopra un foglio di carta forno e mettiamo a riposare in frigo per un paio d’ore.

Riprendiamo la pasta frolla e la stendiamo fra due fogli di carta forno all’altezza di 3 mm. poniamo il disco di frolla sopra un tortiera di 25/26 cm, copriamo la superficie con la marmellata di albicocche alla vaniglia, decoriamo con le classifiche strisce e mettiamo a cuocere in forno già caldo alla temperatura di 160/170 per 20/25 minuti. Dal profumo sentiremo che la crostata è cotta.

La nostra crostata è pronta, la adagiamo sopra un bel vassoio e aspetta semplicemente di essere gustata. Che vi devo dire? Io trovo che una fetta di questa crostata possa far sentire meno la malinconia di questo periodo invernale e del tempo che ahimè, sta volando via!

La vita è adesso!

Buona vita, buona crostata di farro con marmellata di albicocche alla vaniglia!

A presto amici!