arancia

Colori e sapori di primavera per gli spaghetti all’uovo fatti in casa

Mai mi sono preoccupata di cosa cucinare nella mia vita di sposa e di mamma. Mi basta guardarmi intorno, fuori se è tempo di raccolta, o dentro il porticato che funge da dispensa invernale, o nel frigo. Accendo i fornelli, penso un attimo a come usare ciò che ho scovato e il piatto è pensato, cotto e mangiato. Più o meno questo succede a mezzogiorno giù di lì. Se invece ho voglia di pasta fresca, me la preparo prima per darle il tempo di riposare e di stenderla come gli spaghetti di oggi. Ora ve li racconto.

Ho preparato una pasta fresca con semola e farina integrale con la giusta quantità di uova fresche. Le ho tagliate e passate al rullo degli spaghetti. Intanto ho pulito le puntarelle, le foglie le ho sbollentate in acqua salata per pochi minuti. Le ho scolate e ho messo da parte per poi mangiare da sole condite con olioextravergine d’oliva, l’acqua della cottura è servita per cuocere la pasta. Nel frattempo, ho fatto a pezzi le puntarelle crude, il radicchio rosso, la rucola, li ho fatti appassire in olio extravergine d’oliva caldo, per pochi minuti, ho unito il succo di limone e dell’arancia, voi potete mettere l’aglio, io no perché sono allergica, ho cotto la pasta fresca per un breve tempo, l’ho scolata e l’ho ripassata in padella, aggiungendo semi di canapa bio, pistacchi tritati, filetti di arancia e limone una grattugiata di zenzero e una spolverata di pecorino unendo, un po’ di acqua di cottura. Ho mescolato per amalgamare il tutto e servito. È un piatto che oltre ai carboidrati e proteine ci sono tante fibre che fanno certamente bene al nostro intestino. Spero che vi piaccia, fatemelo sapere se vi va. Non sono una blogger, ma una mamma alla quale interessa cucinare cibi sani e senza schifezze chimiche, per quanto lo possano essere, per la salute dei miei cari.

Buona vita, buona primavera!

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Quadro arancio al profumo di zagara ed agrumi di Sicilia

C’è un tè che amo molto, mi piace berlo a colazione ma sopratutto al pomeriggio per tirarmi su di morale nei momenti difficili. È inebriante, è salutare specialmente se bevuto senza zucchero. Però il tè deve essere almeno per me, quello di “La via del tè di Firenze dal 1061. Sono tutti meravigliosi, uno più buono dell’altro. A me piace usarli in svariate preparazioni come nelle marmellate per darle quel tocco in più di sapori e profumi o nei dolci come in questa sbriciolata con crema pasticcera e ricotta. Ora vi lascio la foto, poi la ricetta.

Fiori di chiacchiere

Friggere in una giornata d’inverno è un’impresa, l’odore si spande ovunque anche nei vestiti. Le finestre sono chiuse ed allora per evitare tutto questo, preferisco cuocere i dolci tipici di carnevale, al forno. Sono ottimi ed oltretutto non fanno male. Queste fiori di chiacchiere, hanno un solo cucchiaino di zucchero ed un cucchiaio di miele. Sono ottimi anche come biscotti salati, senza lo spolvero di zucchero a velo perché hanno una sapidità naturale. Ingredienti 400 gr di farina 00 4 uova 60 gr di burro Tre cucchiai di olioextravergineoliva Un cucchiaino di zucchero Un cucchiaio di miele Buccia di arancia o cannella Semi di anici o zenzero grattugiato Liquore di anici, io il famoso marchigiano mistrà di Varnelli oppure il limoncello o il rum Latte quanto basta per ottenere una pasta tipo quella all’uovo Preparazione Mettiamo in una ciotola, il burro morbido, il miele ed i semi di anici e la buccia di arancia o la cannella o lo zenzero grattugiato. Facciamo scaldare un attimo al forno a microonde oppure a bagnomaria. Intanto mettiamo la farina nella planetaria, le uova cominciando ad impastare, uniamo il burro con tutti i profumi, l’olio extravergine d’oliva, lavoriamo ancora e quando tutto è amalgamato, aggiungiamo il mistrà o il limoncello o il rum. Se la pasta risulta dura, versiamo il latte quanto basta per ottenere una pasta come quella delle tagliatelle. Lavoriamola per un po’ con le mani sopra la spianatoia, la schiacciamo sopra la carta forno e lasciamo che riposi in frigo per due ore. Passato il tempo, la riprendiamo, la tagliamo a pezzi, la tiriamo con la macchinetta della pasta allo spessore dato dal terzo buco. Non deve essere né troppo sottile né troppo spessa. Facciamo le strisce come le solite chiacchiere o frappe, oppure con uno stampo a fiori che sovrapporremo uno sopra l’altro premendo in mezzo col dito. Facciamo cuocere a 180 gr in forno ventilato fino a quando si presentano belle dorate. Lasciamo che si freddino e se ci piacciono dolci spolveriamo di zucchero a velo altrimenti le lasceremo così tipo biscotti che gusteremo con un buon bicchiere di vino bianco. Un’altra variante delle nostre Marche, è quella di bagnare le chiacchiere di alchermes e spolverate di zucchero semolato. Però bisogna farlo all’ultimo minuto poco prima di mangiarle, perché perdono la croccantezza per colpa del liquore.

Variante con la crema pasticcera al limoncello. Basta fare il fiore, mettere in mezzo un po’ di crema e ricoprire con un altro fiore chiudendo bene i bordi. Cottura allo stesso modo. Prima di servirli, far cadere alcune gocce di alchermes e una spolverata di zucchero semolato.

Buona vita, buoni fiori di chiacchiere.

Torta tutta arancia e nocciole

Sono un’arancia con buccia dorata negli aranceti dolce son nata con il mio succo disseto e ristoro pei bimbi tutti sono un tesoro. E per la torta son deliziosa e con le nocciole alle papille faccio far olà! Filastrocche a parte, eccovi la ricetta!

Ingredienti

200 gr di farina per dolci

100 gr di nocciole tostate e macinate finemente

1 arancia intera senza trattamento

3 uova

200 gr di zucchero semolato

60 gr di burro di buona qualità

Il succo di un’arancia ( circa 100/ 120 gr di succo)

Una bustina di lievito per dolci

Un pizzico di curcuma ( facoltativo)

semi di vaniglia bourbon

Preparazione

Per prima cosa tostiamo le nocciole, le lasciamo freddare e poi le faremo macinare finemente. Nel robot con le lame, mettiamo l’arancia a pezzi, lasciamola frullare per bene, uniamo il succo dell’arancia, lo zucchero, le uova, il burro morbido, la vaniglia, il pizzico di curcuma, mescoliamo con la spatola per amalgamare. Uniamo la farina e le nocciole con il lievito diamo alcuni giri di lame per ottenere un composto omogeneo. Foderiamo una teglia di 24 cm, con carta forno bagnata e strizzata, versiamo la torta tutta arancia e mettiamo a cuocere a 180 gr in forno statico per circa 1 ora. Stiamo attenti a non farla bruciare sopra, magari abbassiamo di poco la temperatura o copriamo con un foglio di alluminio. Comunque dal suo meraviglioso profumo, capiremo che la torta è cotta. Lasciamola freddare a forno aperto e poniamola sopra un bel piatto. Spolveriamo di zucchero a velo magari preparato da noi con il frullatore. Un trucco per non far sciogliere lo zucchero una volta che si trova sopra la torta, o altri dolci, è quello di versare alcune gocce di alcool o rum bianco mentre viene macinato. Questo si chiama lo zucchero bucaneve. Possiamo conservarlo dentro un barattolo. Sopra la torta imbiancata decoriamo con le nocciole.

Consumatela dentro due o tre giorni altrimenti mettetela in frigo. Penso che andrà via in un baleno.

Buona vita, buona torta tutta arancia e nocciole.

A presto. Fatemi sapere se vi è piaciuta.

Marmellata di arance e datteri profumata al rum

Ne ho fatte di marmellate di arancia! Ho provato di tutto per renderle buone e particolari. Ho scelto arance sempre senza trattamenti e poi prove con spezie e frutta diverse per ottenere quel qualcosa di più di una semplice marmellata. Devo dire sinceramente che le prove sono state sempre superate dopo l’ok del naso ed il palato di famiglia. Ed è uno che se ne intende! Credetemi!

Ingredienti

6 arance senza trattamenti

Il succo e la buccia di un limone senza trattamenti

200 gr di zucchero integrale di canna o semolato

1 bicchierino di rum

200 gr di datteri denocciolati

Semi di vaniglia

Preparazione

Sbucciamo le arance al vivo sopra la pentola per non perdere il succo, le tagliamo a fette, uniamo il succo e la buccia di limone avendo l’accortezza di non prelevare il bianco che farebbe diventare la marmellata amara, uniamo lo zucchero ed il rum. Lasciamo in riposo per qualche ora. Mettiamo a cuocere le arance mescolando spesso e possibilmente con la piastra sopra la fiamma, uniamo i datteri, i semi di vaniglia, lasciamo cuocere ancora e passiamo al passaverdura o frulliamo ad immersione se preferiamo la marmellata a pezzetti. Finiamo la cottura fino alla solita prova del piattino. Invasiamo nei barattoli sterilizzati al forno, chiudiamo con i loro coperchi e lasciamoli capovolti per ottenere il sottovuoto. Questa è una ottima marmellata da mangiare col pane, per le crostate ma è anche deliziosa con formaggi freschi o stagionati. Fatemi sapere. Potete se vi piace, mettere anche la buccia delle arance tagliate sottili. A vostro piacere.

Buona vita e buona marmellata di arance e datteri profumata al rum.

Il dolce con i fondi di caffè alla ricotta, cioccolato fondente, pere e al profumo di arancia

Dicono che la ricetta della torta con i fondi di caffè del grande Barozzi, non la conosca nessuno. Ce ne sono diverse, ma la vera originale è sconosciuta. Il caffè è una bevanda che amo molto e non potrei vivere senza berne almeno due tazzine al giorno. Normalmente per i dolci cotti che freddi, uso il caffè in grani macinato insieme al cioccolato fondente o alle nocciole. Ecco allora il mio dolce con i fondi del caffè, è assolutamente diversa da quella che tutti conoscono, essendoci la ricotta, le pere e il cioccolato fondente ed il profumo dell’arancia . Buona, profumata, morbida.

Ingredienti

300 gr di ricotta mista

150 gr. di yogurt greco bianco

350 gr di farina 00

200 gr di zucchero integrale di canna

La buccia ed il succo di una arancia

3 uova intere ed un tuorlo

100 gr di cioccolato fondente a scaglie

Vaniglia

3 pere tagliate a pezzetti

40 gr di fondi di caffè

Una tazzina di buon caffè

Una bustina di lievito per dolci

Cioccolato fondente per decorare il dolce.

Preparazione

Montiamo con le fruste le uova, lo zucchero, la buccia ed il succo dell’arancia, fino ad ottenere un composto spumoso, uniamo la ricotta, lo yogurt greco, mescolando poi con una spatola per amalgamare senza smontare, uniamo i fondi del caffè, la tazzina di caffè, i semi di vaniglia e la farina con il lievito setacciati. Uniamo le pere e le scaglie di cioccolato fondente leggermente infarinate continuando a mescolare. Versiamo in una tortiera di 24 centimetri foderata di carta forno. Livelliamo il composto e mettiamo subito in forno statico caldo a 180 gr. lasciando cuocere per circa 50/ 60 minuti. Dal profumo capiremo che il dolce è cotto. Facciamo la prova dello stecchino che dovrà risultare asciutto. Lasciamo che si freddi per bene, lo taglieremo a fettine e col cioccolato fondente sciolto lo ricopriamo in parte. Gustiamolo a merenda o quando ci viene voglia. Lasciamoci andare ogni tanto, non moriremo per aver mangiato un dolce!

Buona vita e buon dolce profumato con i fondi di caffè!

Marmellata di giuggiole al limone o all’arancia o alla cannella o allo zenzero

Alla scoperta dei capolavori gastronomici marchigiani perduti.

Non solo brodo o ratafià di giuggiole. Questa è un’antica ricetta marchigiana che si sta riscoprendo ora. Si era persa nei tempi, forse per il motivo che bisogna avere pazienza, per prepararla. È una buonissima marmellata, dolce per se stessa  che potrete gustare con le prepazioni tradizionali come la crostata o con i formaggi o soltanto con una buona fetta di pane.

Preparazione.
Ho messo una certa quantità di giuggiole, ne ho ricavate un chilo, con il succo del limone in una pentola con dell’acqua fino a coprirle. Le ho portate a bollore e le ho lasciate così una notte. La mattina ho tolto i noccioli, le ho pesate, considerate che in un chilo ho messo 300 gr di zucchero di canna, le ho rimesse in una pentola tenendo da  parte l’acqua di cottura. Ho aggiunto la buccia di arancia e di limone o se volete cannella o zenzero grattugiato, mescolando spesso ho lasciato cuocere. È stato necessario aggiungere acqua ogni tanto perché le giuggiole essendo fibrose si asciugano presto. Appena cotte, le ho passate col passaverdura, non frullatele, perché ci troveremmo in bocca fastidiose pellicine. Le ho rimesse a bollire, fino a raggiungere la giusta consistenza.  La marmellata non diventa compatta, resta morbida e lucida. Ho invasato e per sicurezza ho sterilizzato per 30 minuti. Gli scarti delle giuggiole li ho messi in piccoli vasetti che ho sterilizzato perché potrebbero fermentare. Li userò come se fossero uvetta o datteri.