arancia

Pizza o créscia dóce di Pasqua con lievito madre

C’è già la ricetta in questo nostro diario o quasi blog, ma ci piace mettere le foto di questi dolci tradizionali pasquali marchigiani che sono le pizze o créscie dolci con nocciole ed arancia candita e con lievito madre.

La ricetta è qui👇

Domani saranno “infiocchettate”!

Focaccia dolce di Pasqua

A Pasqua non ci sono solo la colomba e la pizza dolce con i canditi, c’è anche la focaccia con l’arancia candita e le mandorle.

Per farla bisogna impastare un piccolo panetto con 100 grammi di farina, un cucchiaino di lievito di birra disidratato ed uno di zucchero, se si usa il lievito fresco, ne basterà un po’ di più di un quarto.

Si lascia raddoppiare in una pentola con l’acqua tiepida fino a quando sarà venuto a galla.

Si lavorano ancora 200 grammi di farina, 100 grammi di zucchero, un pizzico di sale, due tuorli e 75 grammi di burro morbido, impastando si unisce il panetto lievitato e quando la pasta diventa setosa ed elastica, si lascia al caldo coperta fino al raddoppio. Si riprende la pasta, si sgonfia, si aggiungono altri 75 grammi di burro morbido, 200 grammi di farina, 30 grammi di zucchero, la vaniglia e tre tuorli. Si uniscono alla fine i filetti di arancia candita o i canditi o l’uvetta o il cioccolato fondente. Si lavora di nuovo per bene e si mette nello stampo foderato di carta forno. Si lascia raddoppiare coperta con un canovaccio. La pasta deve arrivare all’imboccatura dello stampo. Si lucida con l’uovo sbattuto e si cosparge di granella di mandorle. Si mette a cuocere in forno caldo a 180/190 gradi per circa 50 minuti. A metà se la superficie si scurisce, si copre con un foglio di alluminio! Quella che vedete è ciò che è rimasto.

Un po’ di pazienza e la focaccia di Pasqua è pronta!

Buona settimana santa che passeremo in casa con i riti pasquali trasmessi in radio o in tv. Un periodo veramente brutto da vivere con la speranza e l’aiuto di Dio. Dura, molto dura! 😐

Buona vita, buona focaccia dolce di Pasqua ❤️

Colomba pasquale con ricetta facile e veloce

Per preparare una buona colomba ci vogliono tempo, pazienza ed attesa come per fare nascere una creatura. ingredienti di prima qualità. Uno su tutto, il lievito madre rinfrescato per diversi giorni, burro ottimo, uova di galline felici ma ora pure loro non lo sono e poi dove le vai a prendere se non puoi andare nel pollaio preferito? Buona farina e zucchero. Ci vogliono aromi possibilmente fatti a casa, come la buccia di arancia candita, ci vogliono una mano ed un occhio speciali per capire quando la struttura della pasta è pronta. Poi ancora tempo e tanta, tanta pazienza prima per una buona lievitazione e dopo quando finalmente va in cottura. Ora tutto questo ci potrebbe essere, in tempo di coronavirus e di reclusione, ma gli altri ingredienti credo di no, soprattutto un buon lievito madre ed una buona mano. Allora, accontentiamoci della colomba fatta con la ricetta facile e veloce. È molto buona lo stesso, poi non ce ne importa se non è come dovrebbe essere. Ora è questo. Noi l’abbiamo fatta così, io ho pesato tutti gli ingredienti e Serena l’ha preparata.

Questi sono gli ingredienti

3 uova di galline felici o non

400 grammi di farina per dolci

200 grammi di zucchero

150 grammi di yogurt bianco greco o un bicchiere di latte

Mezzo cucchiaino di bicarbonato e mezzo di cremore di tartaro sostituibile con alcune gocce di limone

Buccia di limone

Una bustina di lievito per dolci

50 grammi di burro

50 /40 grammi di olio di girasole

Un bicchiere di vermuth bianco dolce quello di una volta con il quale ci facevamo zuppetta con le pastarelle, oppure un bicchiere di vino bianco

Una tazza di arancia candita a filetti o uvetta o canditi

Nocciole e mandorle per decorare

Preparazione

Prima di tutto, mescoliamo il bicarbonato ed il cremore di tartaro che se non l’abbiamo questa polvere lievitante naturale, la sostituiamo con alcune gocce di limone, lasciamo che si sprigioni la schiuma ed aspettando prepariamo il composto.

Rompiamo le uova nella ciotola, uniamo lo zucchero e con le fruste lavoriamo il composto fino a quando è bello gonfio e bianco, mettiamo la buccia di limone, il burro morbido e l’olio di girasole, lasciamo amalgamare bene insieme al bicarbonato e il cremore di tartaro o il limone, versiamo la farina con il lievito setacciati è sempre lavorando con le fruste ma a bassa velocità aggiungiamo il bicchiere di vermuth o di vino o di limoncello stando attenti alla quantità perché non dobbiamo ottenere un composto troppo liquido. Aggiungiamo infine i filetti di arancia candita o le uvette infarinati. Versiamo il composto nello stampo da colomba ma se non l’abbiamo in uno stampo alto di quelli che servono per la pizza dolce pasquale. Cospargiamo la superficie con nocciole e mandorle spezzettate. Mettiamo a cuocere a 180 gradi per quasi un’ora. Controlliamo la cottura e se la superficie diventa scura, copriamola con un foglio di alluminio.

Spegniamo il forno e lasciamo freddare per bene.

Per servirla togliamo la carta dello stampo e poniamola sopra un bel vassoio.

Questo impasto è ottimo sia per la colomba che per una classica pizza dolce pasquale o per un ciambellone.

Meglio questo che niente. E chissà come passeremo la prossima s. Pasqua? Non ci posso pensare 😓

Buona vita, buona colomba di Pasqua ❤️

Cappelloni di gobbi e robiola con noi e nocciole al burro di arancia

È morto Carnevale.

In questo giorno nel mio paese, molto tempo fa, si teneva la sfilata di carri allegorici e di gruppi mascherati. Partecipava molta gente anche da fuori comune. C’erano premi per tutti i bambini che salivano sul palco allestito in piazza della via principale del paese fra musica assordante data date note delle canzoni di Sanremo passato da pochi giorni. A fine sfilata nel tardo pomeriggio c’era la premiazione delle maschere più belle. Il carnevale si chiudeva con il ballo al teatro comunale con il lancio di caramelle fra i ballerini della sala. A mezzanotte tutto finiva, balli canti e baldoria. In alcuni paesi vicini, nelle piazze centrali, si tenevano il processo ed il rogo a Carnevale.

Dopo mezzanotte con l’inizio del giorno delle ceneri, cominciava la quarantena quaresimale con divieto di balli ed astinenza delle carni. La popolazione teneva al rispetto di queste regole senza peso, era scrupolosa e fino al giorno di Pasqua le seguiva.

Sembra passato un tempo lunghissimo, ricordi sbiaditi nella memoria di poca gente spersa nel frastuono di questo mondo senza radici, che vuole perdersi in gesti e modi nuovi, moderni che lasciano il tempo che trova. Cosa racconterà alle nuove generazioni se ci saranno?

Siamo ora sotto scacco per la paura di una pandemia, ci attacchiamo ancora di più alle cose materiali, ma credo farebbe bene a molta gente essere più positiva, meno “moderna” nel senso più negativo. Un po’ di spiritualità e di fiducia in Dio che può tutto. Pensieri questi miei che a me aiutano! Ritornando al giorno di carnevale spero che almeno la tradizione di mangiare la pasta all’uovo fatta in casa o comprata al supermercato, sia rimasta come è a casa nostra di generazione in generazione. Che siano tagliatelle, o vincisgrassi o lasagne o cappelletti o ravioli non importa!

Che ci sia ancora il giorno di carnevale con un primo piatto importante fatto di pasta all’uovo fresca. Mettiamoci sotto che del “doman non c’è certezza”!

I miei cappelloni sono speciali sia di fattura che di sapori. Hanno un ripieno di gobbi o cardi come si chiamano, insieme alla robiola e alle note croccanti delle nocciole e delle noci. Il condimento di burro ed arancia.

Ecco come li ho fatti.

Per prima cosa ho pulito i gobbi togliendo loro la pellicina, li ho fatti cuocere in acqua fredda acidulata con il succo del limone e salata nella pentola a pressione, ci vorrà molto tempo meno che in una normale, però vedete voi come siete abituati. Li ho scolati molto bene ed una volta freddi li ho frullati unendo, sale, noce moscata noci e nocciole ed una confezione di robiola. Ho aggiunto un uovo, parmigiano reggiano, la buccia di arancia. Ho mescolato bene e lasciato da parte.

Nel frattempo ho fatto la pasta all’uovo con semola rimacinata di grano duro, farina 1 e le uova. Qui non c’è una ricetta per tutti, ognuno può cambiare farina come gli piace. Ho lasciato riposare la pasta per un’ora coperta da una ciotola per distendere il glutine.

Ho ripreso la pasta, l’ho stesa con la macchinetta della pasta in uno spessore sottile, ho tagliato a quadrati unendo un po’ di ripieno di gobbi e robiola. Ho chiuso ogni scacco a triangolo e chiuso come un cappelletto ma molto più grande. Ho continuato così fino ad esaurimento degli ingredienti.

Ho messo in una larga padella una noce di burro, un giro di olio extravergine di oliva, il succo e la buccia di un’arancia, un cucchiaio di maizena ed ho lasciato cuocere fino ad addensare. Ho messo cuocere i cappelloni in acqua bollente salata, li ho scolati e li ho ripassati nella padella con la crema di burro di arancia unendo il parmigiano reggiano e una manciata di noci e nocciole tritate. Un goccio dell’acqua della cottura per amalgamare il tutto. Ho spento il fornello e portato in tavola.

Ottimi, buoni buoni e particolari!

Buona vita, buoni cappelloni di gobbi al burro di arancia e noci ❤️

Marmellata di zucca, agrumi e zenzero ai peperoncini

Fare marmellate ormai credo l’avrete capito, è il mio passatempo preferito. Mi piace raccogliere la frutta quando l’abbiamo, mi piace sceglierla con cura, pulirla, tagliarla e quando lo faccio mi viene sempre quel lampo di genio, sì perché è proprio lui che accende la fantasia di mescolare sapori, profumi e diversità, un mix che rende la marmellata particolare uguale a nessun’altra.

Che ci faccio con una delle zucche che ancora sono sotto il porticato? Minestre, zuppe, minestroni, gnocchi e ravioli. Marmellata molte, con mandorle, uvetta, cannella, sciropposa e candita. Ma piccante piccante no??

Certo, piccante e fresca e pure digestiva per lo zenzero. Ma non mi basta, metto arancia e limone.

Eccola, a parte il fatto che sia bellissima, è straordinaria come sapore. Può essere mangiata con il pane anche a colazione, nella crostata e sopra al formaggio pecorino fresco o stagionato. Può essere buona sopra una cheesecake salata facendo una base con i crachers impastati con il burro e con sopra una crema di robiola mescolata a questa marmellata decorando con pistacchi.

Questo è l’elenco degli ingredienti

700 grammi di zucca

250 grammi di zucchero

3 mele

La buccia ed il succo di un limone e di un’arancia

Peperoncini piccanti a piacere

Tre centimetri o a piacere di zenzero

Vi racconto ora come ho fatto la marmellata di zucca piccante.

Ho pulito la zucca ottenendo 700 grammi di polpa, ho unito tre mele a pezzetti, il succo di limone ed ho fatto cuocere in pentola a pressione per cinque minuti. Potete fare la cottura in una pentola normale e ci vorrà un più di tempo.

Ho tolto il coperchio, ho unito 250 grammi di zucchero, il succo e la buccia di un altro limone e di un’arancia e lo zenzero a fettine. Ho rimesso a cuocere lentamente mescolando spesso. A cottura ultimata, ho spento ed ho frullato ad immersione. Ho fatto la prova del piattino, risultato positivo, ed ho invasato nei vasetti sterilizzati al forno a microonde. Per la sterilizzazione dei vasetti dopo averli lavati li pongo in una pirofila con un dito di acqua e lascio bollire per una decina di minuti a microonde.

Ho chiuso i vasetti e per maggior sicurezza ho sterilizzato nella pentola per una trentina di minuti partendo dal primo bollore.

I miei vasetti di marmellata hanno avuto poco tempo per rimanere a casa nostra. Sono stati donati a parenti ed amici che ogni anno l’aspettano, qualunque marmellata essa sia!

Buona vita, buona marmellata di zucca piccante ❤️

La crescia co’ li sgriscioli ovvero i grasselli

Pizza o cresciola o crescia sono i nomi con i quali chiamiamo la stessa preparazione. È la pizza fatta con lo strutto e i grasselli o i ciccioli del maiale. È tipica delle Marche, specialmente del pesarese e del maceratese.

All’epoca dei nonni, la crescia veniva cotta sopra “la pianca “, il pavimento del focolare pulito dalla cenere e sempre dopo aver cotto il pane. La crescia diventava bella croccante pronta per essere gustata con verdure selvatiche “l’erbe tróate”, o con i cavoli lessati e “strascinati”, in padella di ferro nero insieme a pezzetti di lardo fresco o mantenuto sotto sale.

All’epoca dei nonni , la sera si metteva il lievito, si mescolava il lievito con farina ed acqua calda, si formava un impasto piuttosto morbido, si incideva con la punta di un coltello a forma di croce, dopo aver disegnato in aria con la mano destra tre croci, si lasciava riposare al caldo dentro la conca della madia, se era d’inverno veniva messo uno scaldino o la monaca! Il mattino seguente la massaia riprendeva l’impasto, lo lavorava energicamente di nuovo con farina ed acqua calda ed una volta bello compatto e liscio lo divideva in più parti per formare pagnotte o pizza, la crescia, “la crescia con li sgriscioli”, ovvero i grasselli.

Tutto questo per raccontare come si fa “crescia co’ li sgrisciuli “che altro non è che la pizza con i grasselli o i ciccioli quei pezzetti di buon grasso croccante che si ricavano dallo scioglimento di alcune parti del maiale e che una volta tirati su con la schiumarola, lasciano una crema liquida trasparente che sarebbe lo strutto!

Questi due ingredienti sono molto saporiti e rendono la pasta della crescia quasi sfogliata.

Oggi non sono quasi più alla portata delle nostre case, il maiale non viene macellato privatamente, ma i grasselli e lo strutto si possono comprare dal macellaio di fiducia! Se li troviamo possiamo conservarli in frigo o in congelatore porzionato in 100 o più grammi.

Ora passiamo ad elencare tutti gli ingredienti

Ingredienti

600 gr di farina 0

Un cucchiaino di lievito di birra disidratato oppure meno di un quarto di un cubetto di lievito di birra, vi assicuro che ne basta poco.

Quattro cucchiai di strutto

100 o 200 gr a vostro gusto di grasselli io ne ho messi 100 perché l’ho lasciati per fare la crescia un’altra volta

Latte quanto basta per ottenere un impasto morbido

Sale

Un cucchiaino di zucchero

Pepe

Buccia di arancia

Preparazione

Per prima cosa prepariamo il lievito mettendone un cucchiaino in una tazza insieme ad un cucchiaino di zucchero e 100 gr di acqua. Lo lasciamo un’ora dentro il forno spento a farlo maturare. Quando vedremo delle bollicine in superficie è pronto.

Mettiamo nella ciotola della planetaria la farina, il lievito, l’acqua poca alla volta, lo strutto e lasciamo che tutto si impasti per bene, fermiamo la planetaria toccando la pasta che se sarà morbida uniremo il sale, se risulterà dura aggiungiamo il latte sempre poco alla volta. Ci vorranno dieci minuti, dovremo già vedere le pareti della ciotola pulite, allora uniamo i grasselli ed il pepe, lasciando ancora lavorare per amalgamare tutti gli ingredienti, uniamo la buccia di arancia e continuiamo ancora per alcuni minuti. Togliamo la pasta che lavoreremo ancora un po’ sopra la spianatoia. Formiamo una palla che rimetteremo nella ciotola, facciamo una croce sopra la superficie e infiliamo tutto dentro un sacchetto per surgelati. Lasciamo che lieviti fino al raddoppio dentro il forno spento.

Riprendiamo la pasta che lavoreremo per sgonfiarla un po’ e tagliamo tre pezzi. Li facciamo girare sopra la spianatoia con le mani unte di olio e aspettiamo che lieviti ancora per mezz’ora. Ungiamo tre teglie o le lastre le infariniamo e con le mani stendiamo ogni pezzo di pizza che deve essere di un centimetro e mezzo.

Questo tipo di crescia deve essere alto di spessore. Mettiamo ancora a lievitare e quando vedremo che sono cresciute di altezza le mettiamo in forno a 180 gr per circa 20/25 minuti, la superficie deve diventare bella dorata.

Per la cottura io metto due griglie una sopra il primo piano inferiore ed un altro sul penultimo superiore. Quando la pizza di sopra è dorata, cambio mettendo quella sotto sopra è quella sopra sotto. In questo modo si ottiene una perfetta cottura.

Se vogliamo fare la crescia a mano, impastiamo tutti gli altri in una larga ciotola, farina, lievito, un cucchiaino di zucchero, strutto, latte, grasselli sale e pepe e buccia di arancia. Lavoriamo per ottenere un bell’impasto morbido e setoso. Lo lasciamo lievitare dentro la stessa ciotola infilata nel sacchetto e poi nel forno spento. Al raddoppio lavoriamo per sgonfiare un po’, tagliamo in tre parti e stendiamo sopra le teglie. Mettiamo a lievitare di nuovo per mezz’ora e a cuocere come descritto sopra!

Questa crescia o pizza, può essere buona tagliata a quadretti è una volta riscaldata farcita con salumi. Buona anche come un antipasto! Se vi avanzeranno gli sgrisciuli o grasselli e lo strutto teniamoli in frigo per poterlo usare anche nelle stagioni che verranno!

Buona vita, buona crescia co li sgrisciuli!

Manteniamo sempre le nostre tradizioni popolari gastronomiche!

Se si perderanno nessuno più potrà raccontarcele! ❤️😭

Scioglimento del grasso di maiale budelli di strutto

Sbriciolata alle tre farine di nocciole di castagne e integrale con marmellata di lamponi

Finite le feste natalizie, si potrebbe cominciare a fare meno dei dolci per smaltire tutto il ben di Dio ingurgitato nei tanti giorni passati insieme ai propri cari ed amici.

Non so voi, io però non ho sgarrato più di tanto, praticamente solita alimentazione con qualche boccone in più di panettone e di torrone. Non sono una che aspetta le feste per mangiare di più perché mi farebbe star male. Quindi nessun senso di colpa se mi gusterò una fettina di questa deliziosa sbriciolata rustica quel tanto che basta, croccante per la presenza delle nocciole tritate per renderle come una farina ma non più di tanto, profumata per quella di castagne e deliziosa per la marmellata di lamponi preparata da me qualche tempo fa.

La sbriciolata si fa velocemente senza bisogno di far riposare la pasta.

Ingredienti

200 grammi di farina integrale o ai cereali

50 grammi di farina di castagne

50 grammi nocciole tritate finemente

Due albumi ed un uovo intero o due uova intere. Io avevo gli albumi avanzati e li ho usati

75 grammi di zucchero

30 grammi di olio di girasole

50 di burro oppure solo 75 grammi di olio di girasole togliendo il burro

Buccia di arancia

Un cucchiaino di lievito per dolci

Marmellata di lamponi quanta ne serve per ricoprire la superficie

Preparazione

Mettiamo nella ciotola della planetaria o sopra la spianatoia le farine, il cucchiaino di lievito per dolci e lo zucchero, lasciamo mescolare grossolanamente ed uniamo gli albumi, l’uovo, la buccia di arancia, lavoriamo unendo il burro morbido e l’olio di girasole oppure 75 grammi di solo olio sempre di girasole, lasciamo che si amalgami e finiamo di lavorare il composto con le mani.

Foderiamo uno stampo di 22 /24 centimetri con la carta forno, ricopriamo il fondo di pasta sbriciolata con le mani senza matterello, uniamo la marmellata di lamponi e finiamo ricoprendo la superficie con le briciole di pasta.

Mettiamo a cuocere a 170/180 gradi per 35/40 minuti. Regoliamoci sempre con la temperatura del nostro forno, ognuno ha una cottura diversa.

Lasciamo freddare la sbriciolata e sformiamola sopra un bel piatto. Questo dolce ha un sapore eccezionale per la presenza delle tre farine tutte decisamente con un profumo deciso.

Buona vita, buona sbriciolata alle tre farine e marmellata di lamponi ❤️