farina 0 bio

SBRICIOLATA ALLE FRAGOLE E MENTA

Le fragole buone più buone che mai se le mettiamo con la menta nella sbriciolata alle mandorle!

Semplice dolce per questo tempo di super caldo. Ci vuole poco per farla perché la pasta non deve riposare in frigo. C’è solo bisogno di far cuocere in pochi minuti le fragole con lo zucchero e la menta. Non è una marmellata ma una dolce crema con le fragole intere.

È una torta che oltre ad essere buona, fa una bella figura in tavola e ne saremo felici, del resto ci vuole poco per esserlo.

Allora mettiamoci ad impastare questi ingredienti.

250 grammi di farina 0

50 grammi di mandorle con la buccia

100 grammi di zucchero

2 uova di galline felici

125 grammi di burro o 75 grammi di olio di girasole

Mezza bustina di lievito per dolci

Buccia di limone

Cannella

500 grammi di fragole

Tre cucchiai di zucchero

Un cucchiaino di maizena

Succo di limone

Alcune mandorle tritate

Menta glaciale o piperita

Preparazione

Frulliamo le mandorle con lo zucchero, la buccia di limone, la cannella, il burro o l’olio di girasole, la farina ed il lievito setacciati, uniamo le due uova e lasciamo impastare velocemente.

Lasciamo che il composto sia irregolare e sbriciolato.

Mettiamo le fragole in una pentolina con lo zucchero, la maizena ed il succo di limone, mescoliamo facendo cuocere per pochi minuti. Alla fine uniamo le foglioline di menta glaciale. Lasciamo freddare la crema.

Nello stampo foderato di carta forno versiamo 3/4 del composto sbriciolato coprendo tutto il fondo, versiamo sopra le fragole e le mandorle tritate, copriamo con l’altro composto sempre sbriciolato. Mettiamo a cuocere a 180 gradi per 20/25 minuti, la torta è cotta quando la superficie si presenta dorata. Spegniamo il forno e lasciamo freddare prima di sfornare il dolce.

Le fragole possono essere sostituite con qualsiasi frutta, pesche o albicocche o mele o ciliegie o pere.

Buona vita, buona sbriciolata con le fragole alla menta e mandorle ❤️

Crostata con marmellata di fragole e rabarbaro

Semplicemente una buonissima crostata che credo sia il più buon dolce da colazione e da merenda! Io ne vado pazza e mi accontento di un piccolo pezzo per star bene!

Questa crostata ha una particolare marmellata di fragole con il rabarbaro, questa dà un sapore diverso anche al dolce che insieme alla buccia di limone è molto fresco al primo assaggio.

Vi racconto che la crostata ha poco burro e poco zucchero.

In seguito vi metterò la ricetta della marmellata di fragole e rabarbaro.

Ingredienti

250 grammi di farina 00

50 grammi di farina di tipo uno e germe di grano duro o integrale

75 grammi di zucchero a velo

50 grammi di burro

Buccia di limone

Meno di un cucchiaino di cremor di tartaro con una puntina di bicarbonato

2 uova di galline felici

50 grammi di latte anche vegetale

Un vasetto di marmellata a piacere

Preparazione

Mettiamo le farine, lo zucchero a velo, il burro a pezzetti di frigo, io l’ho battuto sopra il tagliere, il cremor di tartaro ed il bicarbonato e la buccia di limone, nella ciotola della planetaria con il gancio a k, oppure sopra la spianatoia, lavoriamo per ottenere un impasto sabbioso, uniamo le uova ed il latte, lasciamo impastare tutto insieme e finiamo di impastare sopra la spianatoia, facciamo un panetto che chiudiamo nella pellicola, lasciamo riposare in frigo per un’ora.

Riprendiamo la pasta frolla, stendiamone tre quarti, sopra la carta forno, bucherelliamola con la forchetta e spalmiamoci la marmellata scelta, decoriamo con le classiche strisce e mettiamo a cuocere a 170 /180 gradi per 30/35 minuti, regoliamoci con la temperatura del nostro forno perché ognuno è diverso dall’altro. Spegniamo e lasciamo freddare, sformiamo la crostata sopra un piatto da portata.

Gustiamoci una fetta di crostata a colazione con una tazza di tè o un cappuccino, è l’inizio dolce e perfetto per una giornata che di questo tempo non è delle migliori!

Buona vita, buona crostata con marmellata di fragole e rabarbaro ❤️

Diario alimentare di quaresima (torta di mele e noci)

Diario alimentare di quaresima…..sgarriamo un po’ perché potrebbe essere difficile finire il cammino!

La classica torta di mele e noci maceratese, deve essere fatta come Dio comanda, non deve mancare il burro, tanto, per il nostro tempo di dolci salutistici, tanto zucchero, mmmmm……vade retro….la farina che essere finissima come scriveva l’Artusi, mele e noci, che nella campagna marchigiana abbondano, mele e noci queste, quasi a dar l’idea che dopotutto il dolce non sia poi tanto così nocivo alla nostra salute.

Le nostre nonne sapevano sapientemente dosare ogni ingrediente! Non avevano la bilancia, lo zucchero doveva essere un po’ più di “un acino”, la farina quattro pugni, come quattro erano le uova, come il burro quattro cucchiai.

Ma sapete che vi dico? Che a me, a noi, non interessa più tanto stare a fare il conto né delle calorie né del colesterolo, perché qualche cos’altro potrebbe farci un brutto scherzo! Aspettiamocelo!

E se volete toccatevi quel che vi pare oppure pregate, preghiamo!

Tradotti in pratica, i nostri dosaggi sono per davvero abbondanti.

Quattro uova di galline felici, vedete voi come le trovate,

trecento grammi di farina

trecento grammi di zucchero

però io ne metto solo 120

cento grammi di burro

tre mele

trecento grammi di noci

vanillina, per i più moderni, i semi di vaniglia

lievito per dolci per questo tempo, per le nonne, o

“una cartina de lu farmacista” che sarebbero un cucchiaino di cremore di tartaro e mezzo di bicarbonato, che poi non è altro che una bustina di lievito per dolci. (Capito)?

Lavorate uova, zucchero, burro fuso, vanillina, farina e lievito, unire mele e noci a pezzi. Cuocere a 180 gradi per quasi un’ora! Fare la prova dello stecchino e coprire la superficie se scurisce troppo!

Buona vita, buon cammino di quaresima con la torta di mele e noci della nonna! ❤️

Diario alimentare di quaresima (crostata di carciofi e carote alla crema di formaggio emmentaler)

Seconda settimana di quaresima, il cammino è ancora lungo, sarà lo stesso di quello di un anno fa!

Cosa è cambiato? Nulla, anzi sì, siamo allo stremo, però ci hanno colorato a giorni alterni. Un po’ giallo, un po’ arancio ed un po’ rosso. Non c’è traccia di neutralità. Siamo imprigionati fra un negozio chiuso ed uno aperto a metà. Prima della libera uscita, dobbiamo fare uno sforzo notevole per sapere cosa e dove trovare quel che ci manca.

E la sensazione che si prova camminando non è strana? A me sembra di camminare sull’orlo di un abisso, l’equilibrio manca, ed il respiro intrappolato fra le labbra e la mascherina, diventa affannoso. Verità o solo sensazione? Non lo so. Quanto durerà questo cammino di espiazione?

Nessuno è indovino, ce la siamo cantata un anno fa che sarebbe andato tutto bene…..ma va? Tant’è…..eccoci qua al punto di partenza!

Scacciamo i pensieri colorati, non è poco, ed aspettando la luce ma la Luce vera, facciamo la crostata di carciofi e carote al formaggio emmentaler. Ci servirà per questa sera a cena, non servirà altro perché c’è tutto, verdure, carboidrati e proteine!

Raccontiamola come si fa!

Ingredienti

Per la pasta

200 grammi di farina 0

100 grammi di burro

Un uovo di gallina felice

Sale

Ingredienti

Per il ripieno

3 carciofi

3 carote

2/5 dl di latte

25 grammi di burro

25 grammi di farina

100 grammi di emmentaler o fontina

Olio extravergine di oliva

Noce moscata

Erbe aromatiche

Sale

Preparazione

Impastiamo con i polpastrelli la farina con il burro freddo tagliato a cubetti, sale, uniamo il sale, tre cucchiai di acqua fredda e l’uovo. Lavoriamo velocemente, formiamo una palla e lasciamo riposare in frigo per un’ora.

Prepariamo la crema per la farcitura, portiamo il latte all’ebollizione, uniamo la noce moscata, in un’altra pentola lasciamo sciogliere il burro e lavoriamo insieme alla farina, mescolando lasciamo cuocere per poco, uniamo il latte e sempre mescolando finiamo la cottura per ottenere una crema densa ed uniamo il sale. Spegniamo ed aggiungiamo l’emmentaler e le erbe aromatiche.

Mettiamo a cuocere per una decina di minuti, in acqua bollente salata ed il succo di limone, i carciofi e le carote tagliati a spicchi, li scoliamo lasciandoli raffreddare.

Stendiamo la crostata sopra uno stampo foderato di carta forno, versiamoci la crema di formaggio e sistemiamo sopra i carciofi e le carote alternati, decoriamo con le strisce di pasta. Mettiamo a cuocere a 180 gradi per 30 minuti più o meno! Regoliamoci con la temperatura del nostro forno.

Questa crostata può venire utile anche in previsione delle future feste pasquali, non vi dico certo per il pranzetto fuori porta, magari per quello sulla terrazza o in giardino! Non avremo di meglio mi sa!

Dimenticavo di dirvi che si possono cambiare le verdure ed il formaggio, anche la ricotta è ottima.

Buona vita, buona crostata di carciofi e carote al formaggio emmentaler ❤️

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Crostata di frutta secca e marmellata di prugne

Nel diario alimentare di quaresima, ogni tanto per la domenica c’è bisogno del dolce, quello che sa di casa!

Una crostata con una marmellata di prugne molto particolare e profumata come le giornate d’estate.

La marmellata di prugne è fatta in modo diverso dal solito, se volete sapere come si fa, qui trovate la ricetta👇

https://farinaefiore.com/2020/09/12/marmellata-di-prugne-alla-vaniglia-con-il-metodo-della-separazione-delle-cotture/

Ora vi vogliamo far sentire tutti i profumi.

Quello della frutta secca della frolla fatta con la farina di noci, di mandorle e di nocciole, quello del burro, quello delle uova di galline felici, sì perché hanno il profumo che non hanno le galline puttane, (quelle del supermercato), quello della buccia di limone di casa nostra, quello della marmellata di prugne.

C’è tutto per la colazione di loro! Cosa manca? Eh sì…..il resto è quel che viviamo!

Raccontiamola così.

Frulliamo noci, mandorle e nocciole in totale 50 grammi, insieme a 75 grammi di zucchero, uniamo 250 grammi di farina 0, o 00, che metteremo nella ciotola della planetaria, 50 grammi di burro, 30 di olio di girasole, la buccia di limone, la vaniglia, ed impastiamo unendo 2 uova di galline felici. Finiamo di lavorare sopra il piano di lavoro e schiacciamo la frolla che lasceremo incartata nella carta forno e mettiamola a riposare per un’ora in frigo.

Riprendiamo la frolla, la stendiamo sottile lasciandone da parte un po’ per fare le strisce, bucherelliamo la superficie con la forchetta, versiamoci la marmellata di prugne o un’altra a scelta, decoriamo come una crostata tradizionale con le strisce. Mettiamo a cuocere a 160/170 gradi statico per 30/35 minuti. Dal profumo capiremo che la crostata è cotta. Spegniamo il forno e lasciamo freddare prima di metterla nel piatto di portata….fate come noi, non ci è arrivata, è stata tagliata e mangiata prima.

Non ci resta che continuare a camminare fino alla meta!

Buona vita, buona crostata di marmellata di prugne ❤️

Diario alimentare di quaresima!

Eccoci a raccontare un altro diario, l’anno scorso abbiamo percorso il tempo di coronavirus senza approdare a nessun risultato positivo, quest’anno purtroppo dobbiamo avere più pazienza e forza per non soccombere. C’è l’aria che ci si perda nella disperazione. …..noi la sentiamo bene!

Diario alimentare del tempo di quaresima.

Vi raccontiamo questo antico e povero piatto tipico della nostra zona di campagna e non solo, non ha un’origine precisa perché è stata tramandata da madre in figlia.

Quando non c’era proprio spazio per i capricci alimentari, quando lo stomaco brontolava e non si doveva far altro che mettersi a letto, che letto……un pagliericcio, per calmare i morsi della fame e non si poteva stare certo a guardare la qualità del cibo. Quando si era fortunati se ci si poteva nutrire di erbe campagnole, di cavoli, di tagliulì, di frascarélli, di pulènda, di créscia, di uova, quando queste avanzano perché ci si preoccupava prima dei figli e degli anziani, quando c’era un piatto fumante e rustico di quatrùcci mischi có lo céce o altro legume.

Una specie di quadrucci grossolani senza uova, fatti solo di farina di grano tenero e di granoturco, impastate con acqua tiepida ed un pizzico di sale. La pasta impastata, si lasciava riposare coperta da uno “sparetta”, uno strofinaccio di cucina, si stendeva la “perna”, la sfoglia, la si lasciava asciugare sopra “la spianatóra”, o sopra il letto, la si arrotolava e la si tagliava grossolanamente, sia in senso verticale sia in senso orizzontale, lasciandola appiccicare.

Si preparava un sugo di pomodoro e cipolla profumato di rosmarino e si univano i ceci o i fagioli, o la cicerchia cotti a parte, acqua calda o brodo e si calavano i “ quatrúcci mischi”, misti per l’unione delle due farine. Un filo di olio extravergine di oliva ed una spolverata di pecorino secco o di parmigiano reggiano, quest’ultimo sono in tempi di benessere!

Buona vita, buon percorso quaresimale ❤️

Triangoli di ravioli con cavoli neri, patate e mascarpone al profumo di arancia

Solitamente i nostri ravioli sono di forma quadrata perché ci vuole meno tempo per farli, oggi non c’era da correre come succede quasi tutte le domeniche, ed allora mi sono ricordata della forma dei ravioli che faceva mia madre, erano tutti dei triangoli…..eppure lei ne aveva da correre altro che io! Stamattina ho lasciato scorrere il tempo, piano, piano, a letto fino a tardi, colazione ad un’ora insolita, niente programma per il pranzo né per la cena. Non lo so ancora.

Allora guardandomi intorno fuori e dentro casa, l’idea per cosa fare per primo a pranzo, è arrivata. Non mi sono scomposta per niente. C’erano dei cavoli neri ammosciati, c’erano le patate, ed intanto ho pensato che potevano essere buoni per un ripieno di pasta fresca, apro il frigo c’era il mascarpone prossimo alla scadenza. Buono, ho pensato, sia per ammorbidire il ripieno di cavoli neri e patate, sia per condimento magari al profumo di arancia.

Ho impastato semola e farina 0 con le uova di galline puttane, ho lasciato riposare la pasta coperta da una ciotola ed intanto ho “capato”, i cavoli neri e le patate, li ho fatti cuocere in acqua bollente salata, li ho scolati, raffreddati sotto l’acqua fredda e strizzati bene, li ho battuti, non frullati perché sarebbero diventati una poltiglia moscia e collosa, ho aggiunto il mascarpone e gli ingredienti necessari per il ripieno. Ho steso la pasta con la macchina elettrica, poca fatica per le mani ormai più di là che di qua. Ho fatto tutti i triangoli che dopo la cottura li ho conditi con la crema di mascarpone e buccia di arancia ed altri ingredienti. Buoni, appaganti e goduriosi. Cosa volete più dalla vita covidosa? Ci sarebbe avoglia!!!! Il resto è routine!

Ora vi raccontiamo i dettagli della ricetta

Gli ingredienti per il ripieno sono:

un mazzetto di cavoli neri,

tre o quattro patate

Tre cucchiai di mascarpone

Sale

Parmigiano reggiano

Buccia di arancia

Un uovo di galline puttane o felici

Noce moscata

Per la pasta

Sei uova

Farina 0

Farina di semola rimacinata di grano in minor quantità della 0

Per la quantità delle due farine, noi ci regoliamo con quanta ne prendono le uova che potrebbero essere più o meno grandi. Una volta impastata lasciamola riposare coperta da una ciotola, questo è molto importante per ottenere una buona sfoglia da stendere.

Per la crema di mascarpone

200 grammi di latte intero

Due cucchiai di farina 00

Tre cucchiai di mascarpone

Tre cucchiai di parmigiano reggiano

Buccia di arancia

Sale

Noce moscata

Preparazione

Per prima cosa facciamo la pasta, non c’è bisogno di dire come perché credo che la sappiamo fare tutti. Facciamola riposare coperta da una ciotola.

Puliamo i cavoli neri togliendo le parti più dure e rovinate, tagliamoli a piccoli pezzi, tagliamo le patate a fettine. Mettiamo a cuocere le verdure in acqua bollente salata con anche delle bucce di arancia per profumare l’acqua, fino al disfacimento delle patate. Scoliamo le verdure e le passiamo sotto l’acqua corrente, con le mani le pressiamo per togliere tutto l’eccesso di acqua. I cavoli li tagliamo a piccoli pezzi, le patate le schiacciamo con la forchetta. Mi raccomando di non frullare né passare in nessun robot perché otterremmo una poltiglia collosa difficile da amalgamare, uniamo l’uovo, il mascarpone, parmigiano reggiano, la buccia di arancia, sale e noce moscata.

Stendiamo la pasta nella macchinetta prima nel rullo spesso, poi in quello sottile adatto ad ottenere una sfoglia giusta per il ripieno. Facciamo le strisce, mettiamo un cucchiaio di ripieno sopra, tagliamo a scacchi e chiudiamoli a triangoli.

Prepariamo la crema di mascarpone mettendo nella padella il latte, due cucchiai di farina, mescoliamo per evitare grumi, uniamo il mascarpone, il parmigiano reggiano, la buccia di arancia e la noce moscata, non c’è bisogno di aggiungere olio perché basta il grasso del mascarpone. Mescoliamo con la frusta lasciando cuocere per alcuni minuti, potrebbe volerci anche un po’ dell’acqua di cottura dei ravioli che cuoceremo nell’acqua di cottura dei cavoli neri e patate, li scoliamo e li passiamo nella crema di mascarpone, regoliamoci per la cremosità, eventualmente uniamo la stessa acqua di cottura.

Serviamo i triangoli caldi, caldi per evitare che assorbano troppo il condimento. I triangoli di cavoli neri e mascarpone sono una delizia e diversi dai soliti. Parola d’onore 🤣

Buona vita, buoni triangoli di cavoli neri e patate con mascarpone al profumo di arancia ❤️

La créscia co’ li sgrisciuli

La merenda stasera la facciamo nelle #Marche.

Ecco la Pizza anzi, “la créscia” con il lievito madre e ‘co’ li sgrisciuli’ #italiaintavola #marcheintavola

Questa è la ricetta di @sunusaix

Ingredienti per 1 kg di pizza

– 6 persone circa

1 kg di farina 0, 700 gr di acqua, o quella che prende il quantitativo degli ingredienti, 300 gr di lievito madre oppure 15 gr di lievito di birra, 250 gr di sgrisciuli o grasselli a seconda del gusto, 100 gr di strutto, buccia d’arancia biologica sale pepe.

Preparazione

Per prima cosa setacciare la farina e aggiungere il lievito madre rinfrescato o di birra, Iniziare poi ad aggiungere l’acqua regolandosi a seconda della quantità che viene assorbita dalla farina in modo da ottenere un impasto morbido. Unire gli “sgrisciuli”, la buccia d’arancia a pezzettini, il sale ed il pepe. Lavorando con cura aggiungere lo strutto senza farlo assorbire completamente dall’impasto in modo da ottenere la sfogliatura della pasta. Lasciare lievitare il tutto su una ciotola unta di olio al caldo posta dentro un forno spento fino a raddoppiare del volume. Se viene usato il lievito di birra lasciate lievitare per più tempo al fresco, fino a raddoppiare del volume. Stendere su una teglia o due, a seconda delle dimensioni del forno, e cuocere a 200°C fino ad ottenere un colore dorato. Buon appetito!

Questa crèscia rustica di sapore e forte al palato, è ottima anche tagliata a quadretti e servita per aperitivo insieme al “cuausculu”, il salame morbido a pasta fine e spalmabile.

Buona vita e buona festa di S. Antonio ❤️

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Tagliatelle di farina di castagne con cardi, noci al profumo di arancia

Un primo piatto che può essere anche per una cena di fine anno, le tagliatelle profumate di bosco e di terra di Sicilia con crema di ricotta, noci e buccia di arancia. Il lavoro più lungo in questo piatto, è pulire e cuocere i cardi, ai quali uniamo il succo di limone e la cottura la faremo in pentola a pressione per risparmiare tempo. Una volta cotti, li scoliamo e li tagliamo a pezzetti, li lasciamo da parte per fare la pasta. Come le facciamo le tagliatelle?

Semplicemente impastando e mescolando alcune uova di galline puttane, quelle del supermercato, le galline felici hanno finito la loro produzione in attesa di tempi migliori, con due parti di farina 0 ed una di castagne. Una volta ben lavorata, la lasciamo riposare sotto una ciotola. Dopo il riposo, stendiamo la pasta con la macchinetta prima nello strato più grosso, poi sempre infarinando bene ogni striscia, la stendiamo sottile quanto è necessario per ottenere delle tagliatelle sostenute.

Mettiamole ad asciugare e prepariamo il condimento. Nella padella mettiamo olio extravergine di oliva, un po’ di burro, i cardi, la noce moscata e la buccia di arancia, lasciamo che insaporiscano bene, uniamo una tazza di ricotta, e le noci. Mettiamo a cuocere in acqua bollente salata le tagliatelle, le scoliamo e le facciamo saltare nella padella con i cardi ed una bella manciata di parmigiano reggiano, mescoliamo bene unendo un po’ dell’acqua di cottura della pasta. Lasciamo mantecare bene le tagliatelle e serviamole con striscioline di buccia di arancia.

Le tagliatelle di farina di castagne sono ottime e gustose da fare non solo in un giorno di festa, ma anche nel periodo invernale.

Buona vita, buone tagliatelle di farina di castagne e cardi in crema di ricotta e noci ❤️

Torta di tagliatelle alle mandorle

C’era una volta mia cugina molto più grande di me, io ero la sua “frichìna” la sua bambina, alla quale voleva molto bene e le insegnava un mucchio di cose, come farsi bella ed essere sempre ordinata ed il ballo, lei essendo molto brava fu presa nel corpo di ballo nella rivista musicale che a quei tempi andava di moda anche nel nostro piccolo paese. Lei faceva la casalinga come tutte le ragazze di quel tempo, ma sapeva anche ricamare e cucire. Nel nostro piccolo paese, come negli altri piccoli centri, c’erano le suore che gestivano l’asilo e nel pomeriggio accoglievano le giovani ragazze per insegnare loro l’arte del ricamo. Mia cugina era una di questa, come più tardi diventai io stessa frequentatrice del dopo scuola e quello fu un dono prezioso perché imparai a fare qualche punto di ricamo e scoprì la passione per i lavori manuali che nel corso della mia vita ho affinato. Mia cugina essendo molto bella, aveva molti ragazzi che le facevano la corte, lei però trovava sempre i difetti ad ognuno e finiva per scacciarli tutti. Passavano gli anni, una decisione doveva prenderla, o rimanere zitella, perché allora passati i venti anni poco più, una ragazza era considerata “rmasta “, non più da marito o scegliere quel che era rimasto sulla piazza. Si sposò con un ragazzo più grande di lei ma che poteva darle oltre l’amore, una sicurezza anche economica, quasi nessuna ragazza aveva un reddito. Lei si spostò dal nostro paese ed andò ad abitare in un altro poco lontano da me. Fu un grande dolore quello per la frichina che ero ancora, non potevo più vederla tutti i giorni e non potevo più andare a dormire con lei nella grande camera che sua madre, mia zia essendo rimasta vedova da giovane sposa aveva lasciato a lei per darle la possibilità di dormire sola avendo anche dei fratelli. Mia zia aveva preferito dormire in una piccola cameretta da sola. Nel tempo avendo anch’io cominciato un lavoro nello stesso paese di mia cugina sposata, potei avere la gioia di ricominciare a frequentare la sua casa e stare con lei. Una volta o due rimanevo a pranzo da lei, nella sua casa tirata a lucido come uno specchio, imparai una torta che lei chiamava ” torta di tagliatelle”. Lei prima di mettersi ad impastare, metteva un grembiule bianco e profumato di bucato fatto a mano, raccontava la ricetta non solo con le parole ma anche gesticolando con le sue mani lunghe ed affusolate che volteggiando, lasciavano immaginare la discesa di una bianchissima e finissima farina e di zucchero sopra la spianatoia, insieme alle uova sgusciate, ed ancora i suoi polpastrelli che sbriciolavano il burro e finiva per impastare una dolce e setosa pasta. La sua era una descrizione mimata lentamente per filo e per segno. Lei era una giovane sposa serena e decisa a formare una bella famiglia, purtroppo il destino non è stato molto buono con lei, le ha procurato tanto dolore, dolore che ora nella sua vecchiaia è sempre di sua compagnia e quando capita di andare a trovarla, quel viso radioso per la gioia di rivedere la sua frichina, mentre mi porta a rivedere i suoi ricordi “esposti”, nella sua camera da letto divenuta un reliquiario, quella gioia temporanea si tramuta in pianto struggente. Jèjia non ha più lacrime e con santa pazienza religiosa attende il ricongiungimento con la sua creatura.

Adesso con il cuore e la mente rivolti a lei, raccontiamo la torta di tagliatelle e mandorle

Ingredienti

Per le tagliatelle

250 grammi 00 di farina setacciata

Un pizzico di sale

25 grammi di zucchero

Due cucchiai di latte freddo

Un uovo intero e due tuorli di galline felici

Per la crema al burro e mandorle

Due cucchiai di zucchero

50 grammi di burro

Due tuorli

150 grammi di mandorle

Un bicchierino di amaretto o di un altro liquore

Zucchero a velo

Preparazione

Frulliamo finissime le mandorle pelate, montiamo due tuorli d’uovo con due cucchiai di zucchero e la buccia di limone, uniamo le mandorle ed il liquore.

Impastiamo la farina, il sale e 25 grammi di zucchero insieme a due cucchiai di latte un uovo intero e due tuorli. Lavoriamo la pasta fino ad ottenere una pasta liscia e soda come quella delle tagliatelle. Se risultasse troppo dura, uniamoci un po’ di latte. Lasciamo riposare la pasta coperta da una ciotola per un po’ di tempo, la stendiamo una metà per formare il fondo della torta, ed il resto con la macchinetta in uno strato sottile che tagliamo come dei tagliolini. Nello stampo foderato di carta forno stendiamo il disco di pasta, uno strato di crema al burro e mandorle ed uno di tagliatelle, spolveriamo di zucchero e di fiocchetti di burro, mettiamo ancora un po’ di crema al burro e mandorle zucchero e fiocchetti di burro chiudiamo con le tagliatelle ed ancora la crema di burro mandorle messa a fiocchetti, non deve essere spalmata dato che ci sono le tagliatelle. Mettiamo a cuocere a 170 / 180 gradi per quasi 40/45 minuti. Lasciamola raffreddare e mettiamo la torta nel piatto di portata. Spolveriamo di zucchero a velo al momento di servirla.

Questa torta può essere anche farcita con della marmellata di arance unendo sempre le mandorle tritate. Scegliete voi. Con la marmellata si accorcia il tempo di lavorazione perché non c’è da fare la crema al burro e mandorle.

Nell’attesa di tempi migliori vi auguro una serena continuazione di vita.

Buona vita, buona torta di tagliatelle alla crema di burro e mandorle ❤️