erbe aromatiche

Involtini di lattuga con ricotta mortadella

Due foglie di lattuga un po’ così, così, potevo darle alle papere per la loro felicità…..invece no…….egoismo a parte, la lattuga fatta ad involtini con ricotta, mortadella e tanti profumi e poi gratinati, è proprio buona e per voi papere, ci saranno altre foglie di lattuga!

Ed ecco come si fanno gli involtini di lattuga

Prendiamo le foglie più belle della lattuga, le laviamo, le asciughiamo con un tovagliolo, le stendiamo e le saliamo leggermente.

Mescoliamo la ricotta, con la mortadella tagliata a striscioline, uniamo un uovo, il parmigiano reggiano grattugiato, un pizzico di sale, timo, maggiorana e di noce moscata.

Mettiamo un po’ del ripieno sopra ogni foglia di lattuga, la chiudiamo ad involtino partendo dalla parte più fina, quella dove è attaccata ogni foglia e sistemiamo a raggiera tutti gli involtini sopra ad una teglia antiaderente con un filo di olio extravergine di oliva, riempiamo il centro vuoto della teglia con pomodorini tagliati salati e cospargiamo prima il parmigiano reggiano e poi pane grattugiato con erbe aromatiche. Mettiamo in forno a 180 gradi per 30 minuti.

Lasciamo che si raffreddi prima di servire!

Buoni, particolari e diversi!

Buona vita, buoni involtini di lattuga ❤️

Ravioli con primo sale stracchino e cubetti di pecorino fresco al profumo di petali di rose

Una volta le feste religiose comandate erano l’essenziale della nostra esistenza.

Non si lavorava, si assisteva alle cerimonie religiose con molta partecipazione, si stava in compagnia dei parrocchiani bevendo nel salone della sacrestia, uno squaglio fatto con il latte ed il cacao amaro oppure un bicchierino di vermut venduto nel bottiglione da due o più litri…….non mi ricordo più.

Insieme si sgranocchiavano le pastarelle secche anche vendute in grossi sacchetti di cellophane.

Si tornava a casa allora di pranzo, anche quello preparato appositamente per festeggiare l’occasione religiosa!

Nel giorno dell’Ascensione di Gesù che capitava sempre di giovedì dopo la quinta domenica dopo Pasqua, spostata alla domenica successiva in tempi di scristianizzazione del mondo, c’era la tradizione popolare di lavarsi il viso appena svegli con l’acqua alle rose.

La notte precedente la festa, si raccoglievano le rose, si sfogliavano e si immergevano in una bacinella piena di acqua. Si esponeva sul davanzale della finestra perché la notte ascendendo al Cielo, Gesù avrebbe benedetto quell’acqua alle rose. I petali di rose venivano donati ai vicini di casa che non avevano a disposizione roseti. Un modo di far partecipare anche loro alla benedizione di Gesù..

Nel giorno dell’Ascensione non si andava in campagna: sarebbero nate le ruche (i bruchi) nelle vigne.

La notte scendeva dal cielo come benedizione e portava l’abbondanza sui campi di grano. In questo giorno veniva raccolto l’assenzio; con quest’erba gli uomini ornavano i loro cappelli e le donne li appuntavano sul loro petto.

Ora non possiamo più far tutto questo, avendo meno tempo e soprattutto poco sentimento religioso, lasciamo che scorra la nostra vita senza lo scadere del ritmo degli avvenimenti che se anche da qualche parte resistono, a noi non interessano più.

Noi ci siamo a raccontare e a ricordare ciò che siamo stati e dopo l’acqua benedetta della notte dell’Ascensione di Gesù, le rose sono state usate per devozione nei ravioli profumati e benedetti.

L’acqua di rose possiamo farla mettendo i petali in una pentola coperti di acqua, si lascia bollire fino a quando cedono il loro colore. Si lascia raffreddare, si filtra e si imbottiglia mantenendola in frigo per alcuni giorni.

Abbiamo fatto i ravioli con farina integrale e farina 0 in parti uguali e con le uova di galline felici.

Abbiamo preparato il ripieno con una parte di primo sale fatto a casa, ma lo si può comprare, unito una parte di stracchino, parmigiano reggiano, cubetti di pecorino fresco, uova, buccia di limone, rucola, menta piperita, rucola, timo ed erba cipollina tutto tritato finemente.

Abbiamo steso la pasta, tagliata a strisce e fatto i ravioli con il ripieno.

Nel frattempo abbiamo messo nella padella l’acqua di rose, un cucchiaio di maizena, abbiamo portato a bollore lentamente, unito le foglie di menta piperita, l’olio extravergine di oliva o se vi piace il burro, il parmigiano reggiano e abbiamo finito di insaporire.

Abbiamo cotto i ravioli in acqua bollente salata, scolati e ripassati nella padella con la crema di petali di rose, mescolato per amalgamare ed abbiamo portato in tavola!

L’ascensione di Gesù l’abbiamo festeggiata come un tempo, ci auguriamo che torni ad essere importante per il bene di chi ancora ha un senso religioso nella propria esistenza e di chi non l’ha mai avuto.

Sopra ai nostri ravioli quadrati, uno è a forma di triangolo come era solita farli nostra madre.

Buona vita, buona festa dell’Ascensione di Gesù ❤️

Sbriciolata salata di polenta con crema di ricotta ed asparagi

Questa è una buonissima sbriciolata salata fatta con la polenta avanzata di ieri.

Potevo farci molte cose, gli gnocchi buonissimi, crocchette con scamorza, con il tonno, con le erbe

spontanee oppure una torta dolce tradizionale della mia infanzia che preparava nostra madre quando le avanzava la polenta.

Lei prendeva un piatto fondo di quelli dove condiva la pasta, metteva la polenta che era diventata dura perché del giorno prima, univa un “acinittu”di zucchero, cioè poco perché lo custodiva come un gioiello prezioso da usare per i suoi cinque figli, l’uva passa ammollata o i fichi secchi, noci ed un goccio di mistrà il liquore al profumo di semi di anici magari regalatole dai suoi clienti di campagna.

Stendeva la polenta sopra una teglia unta e spolverata di farina di mais e cuoceva in forno fino a quando “lu pizzutéllu”, diventava croccante.

Lei nostra madre, per tenerci buoni o per farci addormentare ci cantava una filastrocca che faceva così!

“Cinnì……cinnì….cinnòla……qui nominava il nome del malcapitato figlio, Paolo va alla scuola…..a scuola con il canestrello pieno di pizzutéllu…..la maestra gli fá festa….buttalo dalla finestra!!!!

Non sapremo mai chi volesse buttare giù quella sciagurata maestra, se il canestrello con il “pizzutéllu” o quel povero bimbo spaurito!

Adesso però vi racconto come l’ho fatta la torta sbriciolata salata con

la polenta.

Abbiamo mescolato in una ciotola la polenta, regolatevi per la quantità tanto non succede niente se non siamo precisi, abbiamo unito uno e due uova, anche qui ci regoliamo perché dobbiamo ottenere un composto morbido, un filo di olio extravergine di oliva, sale e pepe, un po’ di parmigiano reggiano, abbiamo steso con le mani il composto sopra uno stampo rotondo e foderato carta forno, abbiamo bucato con la forchetta e versato sopra la superficie la ricotta, 250 grammi più o meno, alla quale abbiamo unito un uovo, sale e pepe, parmigiano reggiano, buccia di limone e noce moscata.

Alla crema di ricotta abbiamo aggiunto gli asparagi scottati in poca acqua nel forno a microonde, possiamo farlo nella padella con olio extravergine di oliva, frullati con alcune foglie di rucola timo ed erba cipollina.

Abbiamo coperto la superficie con la polenta fatta a pezzetti come si fa normalmente con la sbriciolata.

Abbiamo cotto in forno a160 gradi per quasi un’ora. A metà cottura abbiamo coperto con un foglio di alluminio.

Lasciamola prima raffreddare prima di portarla in tavola. La polenta si deve rapprendere per poter gustare la sbriciolata e tutto il suo sapore!

Buona vita, buona sbriciolata salata di polenta con crema di ricotta ed asparagi ❤️

Orto giardino “scapigliato”!

Le erbe aromatiche, le erbe spontanee, le verdure, la frutta del nostro verde scapigliato nella nostra cucina quotidiana!

Non abbiamo mai avuto un ordine nel nostro mondo verde, né davanti, né a destra, né a sinistra e né dietro.

Pur nel tempo delle forze migliori, poco ci siamo preoccupati di tenere perfetto, ogni pezzo di orto e di giardino.

Avevamo la testa più occupata in altre mansioni.

Chi nel lavoro fuori casa, chi nel lavoro più bello e più gratificante, quello di far crescere tre magnifici figli.

Sono sicura che in tutti questi anni, nessuno dei miei vicini od ospiti, si sia mai sognato di invidiare l’erba verde di casa nostra! Anzi, c’era chi sdignato si preoccupava di darmi consigli con la scusa che avendo troppo da fare dovevo riposare e quindi avrei dovuto fare spazio buttando via il più delle mie amate e scapigliate piante.

Sorvoliamo su questo argomento e veniamo comunque al fatto che anche se il nostro orto giardino sia da sempre “scapigliato”, il suo dovere l’ha fatto eccome!

Magari a stento perché non ha mai avuto neanche un nutrimento se non quello del buon “Cielo” sopra di lui che ha provveduto al sole, alla luce, all’ombra, alla pioggia, ai temporali, alla grandine e alla neve!

Lasciato così com’è, abbiamo sì, seminato, piantato, potato ulivi e piante da frutto sempre alla “carlona”.

Un risultato c’è stato, perché la nostra cucina ha sempre abbondato di verdure, frutta ed olio extravergine di oliva.

Abbiamo preparato quintali di marmellate di ogni genere, passate di pomodori che duravano anni, olive in salamoia e strinate. Ringraziamo il buon Dio e rassegniamoci al tempo che passa velocemente lasciandoci più deboli e a giorni pieni di tristezza e di forte nostalgia.

In questo tempo che passa, ci dimentichiamo spesso molte cose, ci fermiamo a pensare, battiamo le mani sopra ad un tavolo ed i piedi per terra per protestare fino a quando non ci ritorna in mente quel che stavamo pensando o quel che stavamo per voler fare!

Vi porto ora ad ammirare i nostri piatti, le nostre marmellate che qui non sono ancora tutte in bella vista e giudicate voi.

L’erba più verde è e sarà sempre solo quella del vicino.

Ma a noi volenti o nolenti deve star bene così!

Buona vita, buona visione del nostro orto giardino scapigliato e dei suoi prodotti usati per preparare i nostri piatti ❤️

Ravioli di ricotta di capra con sugo di carne ed involtini

C’era una volta il sugo di casa di un ramo dei Natali, perché nel mio paese ce ne sono diversi, fatto senza carne macinata.

Capitava che il birbante macellaio del paese, ti rifilasse delle fettine di carne a detta dello stesso, ottime, che invece quando andavi per metterle in padella con olio ed aglio per una cottura veloce, queste erano piene di venature e tanto dure che alla fine ti ritrovavi una serie di solette di scarpe vecchie.

Ecco questo è successo a noi. Io l’ho detta qualche parolaccia e avrei voluto buttarle sulla spazzatura. Poi mi sono ricordata che mia madre camuffava le fettine facendole diventare degli ottimi involtini mettendoci la mortadella, l’emmentaler e la carota. Chiudeva con lo stecchino e via per fare un buonissimo sugo per i ravioli oggi di ricotta di capra.

E ringraziando mia madre brava e paziente donna, il pranzo è stato salvato……..e beata pazienza anche la mia!

I ravioli sono stati fatti con farina 0 e di semola rimacinata di grano duro ed uova di galline felici, il ripieno con la ricotta di pecora, uova, parmigiano reggiano, noce moscata, buccia di limone ed erbe aromatiche timo ed erba cipollina.

Il sugo come si fa in ogni casa, odori, spezie, carne macinata e gli involtini. Pomodori pelati e concentrato di pomodoro.

Buona vita, buoni ravioli di ricotta ❤️

Tagliatelle senza uova alla crema di patate e pecorino fresco

Diario alimentare del tempo di coronavirus.

Oggi il primo maggio primo in ogni senso.

Primo per il coronavirus, primo per la prigionia in casa nostra, primo per l’allontanamento dei propri cari, primo per l’impossibilità di fare una festa per un evento speciale. Qui sorvoliamo perché c’è da mettersi le mani fra i capelli, ma speriamo che questa festa rimandata ci porti ad un tempo quando avremo dimenticato tutto e sarà ancora più bello poterla fare!

Speriamo che questo primo maggio sia il primo e l’ultimo!

Chi può dirlo?

Allora niente di tutto questo, niente pranzo all’aria aperta ma in cucina e una parte della famiglia sul terrazzo.

Noi l’altra parte, abbiamo mangiato le tagliatelle fatte solo con acqua e semola rimacinata di grano duro, niente uova né di galline felici né di galline puttane, quelle del supermercato.

Per fare le tagliatelle senza uova, abbiamo impastato acqua e semola rimacinata di grano duro con un po’ di sale ed erbe aromatiche, timo ed erba cipollina.

Una volta ottenuta una bella e soda pasta, l’abbiamo lasciata riposare coperta da una ciotola.

Come le abbiamo condite le tagliatelle senza uova?

C’erano le fave fresche appena raccolte, le abbiamo sbucciate, sbollentate per pochi minuti in acqua bollente salata, le abbiamo scolate, messe sotto l’acqua corrente e abbiamo tolto le loro bucce.

Abbiamo cotto in forno a microonde le patate tagliate a fettine con un filo di acqua, le abbiamo passate col il passa patate, abbiamo unito il pecorino fresco ed il parmigiano reggiano la buccia di limone e mescolato per ottenere una crema.

Se non volete usare il forno a microonde per cuocere le patate, fatelo nella pentola o a pressione o in acqua bollente. Con il forno a microonde le patate rimangono più asciutte e saporite dato che non si dilavano essendoci un filo di acqua.

Intanto abbiamo messo ad insaporire le fave sbucciate nella padella con l’olio extravergine di oliva, abbiamo aggiunto l’acqua della sua cottura, le patate passate con il pecorino fresco e tante erbe aromatiche, timo ed erba cipollina.

Abbiamo cotto le tagliatelle, scolate e ripassate nella padella con le fave e la crema di patate e pecorino fresco aggiunto un po’ di acqua della cottura, mescolato per bene e portato in tavola!

Queste tagliatelle senza uova hanno bisogno di essere tenute abbastanza cremose quindi è bene aggiungere acqua della cottura senza parsimonia e devono essere mangiate senza aspettare troppo.

Per secondo abbiamo mangiato porchetta e fave fresche ed il pranzo a famiglia divisa, è finito. Un bel bicchiere di vino rosso e alla vostra e nostra salute in attesa di tempi migliori!

Buona vita, buone tagliatelle senza uova con crema di patate e pecorino fresco ❤️

Porchetta e fave fresche

Penne con bietole rosse e verdi e prosciutto crudo croccante

Diario alimentare del tempo di coronavirus.

Finalmente un po’ di verdura fresca appena raccolta nel nostro ormai scarno orto frutteto, bietole rosse e verdi, due asparagi selvatici che stanno sotto e non compaiono nella foto.

Ho fatto cuocere le bietole rosse e verdi insieme agli asparagi selvatici, una volta morbidi li ho ripassati in padella con olio extravergine di oliva, erbe aromatiche, erba cipollina, timo e maggiorana, nel frattempo ho tagliato il prosciutto crudo a listarelle facendole cuocere a microonde per mezzo minuto. Ho scolato le penne, passate in padella, ho unito il prosciutto crudo croccante ed il parmigiano reggiano.

Un primo piatto semplice e saporito!La vita va avanti, ogni giorno è più difficile perché le notizie sono sempre sconsolanti e la speranza diminuisce!

La primavera è nel pieno del suo splendore e per fortuna ma soprattutto grazie a Dio, questa durante la giornata rende la mente leggera. Ma ahimè, il buio ci riporta alla dura realtà! Sembra un sogno, ma non lo è!

Buona vita, buone penne con le bietole rosse e verdi e prosciutto crudo croccante ❤️

Buonanotte ❤️