erbe aromatiche

Zucchine da surgelare

Se vi trovate nel vostro orto perfetto, bello, sicuramente non scapigliato come il nostro, molte zucchine anche di grandi dimensioni, non sapete come fare per consumarle, fate come noi. Facciamone una bella scorta per l’inverno da usare in mille modi. Possiamo anche separare la polpa che useremo per passati e creme o vellutate, per esempio per condire una pasta o farci un risotto mescolata ad un formaggio morbido. Le metteremo a fine cottura. Oppure la buccia frullata per farci frittelle o polpettine mescolate a legumi o carne o al pesce o per sughi o brodo vegetali. Come facciamo allora per surgelare le nostre zucchine? Le frulliamo e le mettiamo nei sacchettini a chiusura ermetica! Facciamo la stessa cosa con i pomodori spellati, i peperoni a filetti, le cipolle e le zucche quelle autunnali molto ingombranti ed anche la frutta quest’ultima, servirà per fare gelati, o marmellata a freddo che vi racconterò in un altro articolo! Mi sono dimenticata di dirvi che, possiamo fare lo stesso con le erbe aromatiche miste e spontanee quest’ultime sbollentate velocemente!

Ecco qua che non sprechiamo niente e avremo un po’ dell’estate in tavola!

Buona vita, buone zucchine e tutto quello che vogliamo da mettere da parte per l’inverno ❤️

Tortino di zucchine ricotta ed erbe aromatiche senza farina

L’orto giardino scapigliato, comincia a regalarci i suoi primi frutti. Pochi, ma superlativi specialmente le zucchine per le quali ho un amore profondo…..ma solo per le nostre, due peperoni e un cetriolo! Questi ultimi due assolutamente veleno per me……tutto contento Cocò stomaco di ferro!

Allora che ci posso fare con tre zucchine? Un buonissimo tortino morbido profumato di calda estate che finalmente è arrivata!!!!

Sarà tanto bella la stagione, ma poi tanto fastidiosa per il caldo eccessivo! Ma lei, fa il suo lavoro benissimo.

Torniamo al tortino.

Frullo con il robot le tre zucchine, le metto nello scola insalata con un pizzico di sale a perdere l’acqua di vegetazione, così resteranno più asciutte. Le lascio così per un’ora, le metto in una ciotola, aggiungo tre uova di galline felici, noce moscata, buccia di limone, erbe aromatiche, timo, maggiorana ed erba cipollina, poco sale, parmigiano reggiano, sbatto con la forchetta, unisco 300 grammi di ricotta scolata per bene, un cucchiaino di lievito per torte salate, pizzaiolo, manco metto l’olio extravergine di oliva perché non c’è bisogno, verso tutto in uno stampo foderato di carta forno di 20 /22 centimetri e metto a cuocere in forno a 170 gradi per una mezz’ora più o meno.

Il tortino è cotto quando la sua superficie si presenta soda e compatta. Bisogna regolarsi con il proprio forno. Il mio cuoce molto di più e devo tenere sempre più bassa la temperatura.

Sformo il tortino e porto in tavola con i pomodorini ed un filo di olio extravergine di oliva ed aceto di mele.

Buona vita, buon tortino di zucchine, ricotta ed erbe aromatiche ❤️

Ravioli di patate e robiola alle erbe aromatiche con crema di riso

È festa, la pasta fresca è d’obbligo a casa nostra, sei scarsa nella tua dispensa ed il frigorifero più scarso che mai.

Hai avuto da fare in questi giorni ancora imprigionati fra la mascherina la distanza sociale, fare la fila al supermercato sotto il sole, non è da te!

Ti guardi intorno, vedi tre patate rinsecchite che aspettano di essere buttate nell’umido per far posto alle nuove. Ma tu non butti via niente, le prendi e le dai una bella collocazione.

Aspettate e vedrete.

Vuoi fare dei buoni ravioli? Ma come li vuoi fare sti benedetti ravioli se non hai né ricotta né carne? Prendi le patate, le tagli a fettine e le fai cuocere con un filo di acqua a microonde o nella pentola a pressione o normale, le lasci freddare ed unisci la robiola, il sale, il rosmarino, il timo, le noci, due foglioline di bieta rossa cruda per il colore che vai a raccogliere nell’orto giardino scapigliato e il parmigiano reggiano. Fai la pasta fresca con la semola rimacinata di grano duro e farina 0 le uova di galline, la stendi con la macchinetta, metti sopra le strisce un cucchiaino di ripieno e chiudi a ravioli. Cuoci i ravioli in acqua bollente salata, li scoli e li ripassi in padella dove hai fatto una crema besciamella di riso, mettendo a scaldare un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva, insieme a 25 grammi di farina di riso, mescoli ed unisci 250 grammi di latte senza lattosio. Salti i ravioli unisci timo e rosmarino tritati finemente.

Questa è la cucina di Mimì in una domenica fatta di tre su cinque……gli altri due?

Non svelo l’arcano!

Buona vita, buoni ravioli di patate e robiola in crema di riso ❤️

Gnocchi di pollo al pomodoro profumati di menta

Quanto non mi piaccia la carne, è risaputo, però un buon brodo fatto con il pollo non lo disdegno. Il tempo di questi giorni non è proprio bello, piove spesso e la temperatura è bassina specialmente la sera. Una buona tazza di brodo di pollo rimette a posto corpo ed anima. Il brodo è finito, è rimasto il pollo, una volta lo mangi appena cotto, caldo, caldo, metti un po’ di olio extravergine di oliva, aceto, erbe aromatiche e via. Ma se ci avanza?

Mi sta proprio sulle scatole il pollo freddo, che ci faccio?

È quasi l’ora di pranzo, l’idea? Forse più di una…..niente polpette, polpettoni, basta secondi. Trasformo il pollo in gnocchi.

Metto a cuocere le patate a fettine con un filo di acqua a microonde, le patate in questo modo sono più asciutte, però se avete paura, fatelo nella pentola, sono più di trent’anni che uso questo tipo di forno, come vedete sono ancora qui a rompere!!!

Una volta cotte le patate, le schiaccio con la forchetta, mai frullarle, tutt’al più passate con lo schiaccia patate, frullo il pollo che lo mescolo alle tre patate, unisco due uova di galline felici, parmigiano, noce moscata, menta, sale, tre cucchiai di farina e pane grattugiato quanto ne serve per ottenere un composto né troppo duro, né troppo morbido, regoliamoci. Mescolo bene e formo con le mani gli gnocchi. Mano a mano che li formo, li metto sopra un pezzo di carta forno infarinato, faccio il sugo con i pomodori a cubetti, ci sono quelli datterini della Mutti ottimi e per niente acidi. Metto il burro però per cuocerli, restano più saporiti. Il sugo ognuno lo può fare a modo suo, o con la cipolla o con l’aglio, io non metto niente perché mi risultano indigesti tutti e due, a me piacciono solo le erbe aromatiche, timo, maggiorana, erba cipollina e menta.

Metto a cuocere nell’acqua bollente salata gli gnocchi che scolo subito perché potrebbero sfaldarsi, li ripasso velocemente nel sugo insieme al parmigiano reggiano e porto subito in tavola.

Questo piatto è abbastanza sostanzioso per i tanti ingredienti che ci sono quindi se non siete dei mangioni, potrebbe essere un pasto completo! Mettiamoci un po’ di verdura e stiamo a posto!

A noi questi gnocchi sono piaciuti molto, credo che anche passati leggermente al forno gratinati, sarebbero pure più buoni!

Buona vita, buoni gnocchi di patate e pollo al pomodoro ❤️

Ravioli con fiori di zucchine yogurt bianco greco stracchino e ricotta ai pomodorini

Quasi fino all’alba sveglia ad aspettare una telefonata da mio figlio che non chiama entro l’ora stabilita da lui dopo essere stato a cena con i suoi amici. Alle otto poco più mi dice che appena arrivato a casa, mi chiama. Passano le ore, fino all’una passata nessuna risposta ai miei messaggi e nessuna telefonata. Per il mio carattere apprensivo penso molte cose brutte. Anche per questo tempo ancora di coronavirus, l’idea che mi fa gelare il sangue, è che sia finito all’ospedale. Solo e lontano, muoio di paura. A quasi le due, mi risponde che sta arrivando a casa e si trova a pochi chilometri da noi. Lui è in Umbria e partire così di notte è un po’ strano. Poteva aspettare la mattina! Comunque mi sento sollevata e tutta la mia paura se ne va insieme al sonno. Sono le due e tre quarti, mio figlio è finalmente a casa e cerco di chiudere gli occhi. Tanto è domenica posso dormire di più!

Mi alzo, faccio le mie solite cose mattiniere, penso al pranzo ed al primo piatto da cucinare.

Dentro il cestino ci sono i primi fiori di zucchine maschi e femmine e due piccole zucchine, penso….che ci posso fare con questa misera quantità?

Le lavo, le faccio a pezzetti e le metto in padella con olio extravergine di oliva, un po’ di cipolla, poco perché a me da fastidio ed una volta cotte le faccio raffreddare. Ma le mie idee nella mia testa nascono sotto…..mano, mi basta stare davanti al mio banco di lavoro…….prendo la ricotta, lo yogurt bianco greco appena fatto caldo, caldo, lo stracchino, il parmigiano reggiano, buccia di limone e noce moscata, rompo dentro due uova di galline felici, sì, perché vengono allevate in una terra bella, ampia e solare, mescolo il tutto anche i fiori e le zucchine, ho pronto un buonissimo ripieno per fare i ravioli.

Faccio la pasta fresca con le uova, semola rimacinata di grano duro e di farina 00, la lascio riposare e vado a fare le mie altre solite faccende.

Nel frattempo preparo il sugo con i pomodorini datterini, con un po’ di burro e qui ci vuole……quanno ce vo, ce vo, il burro rende meno aspro il sugo di pomodoro, ma aggiungo anche un po’ di olio extravergine di oliva, le croste di parmigiano reggiano che danno più sapore, in un attimo è pronto. Aggiungo solo a fine cottura Il parmigiano reggiano.

Stendo la pasta con la macchinetta,faccio le strisce, metto sopra un cucchiaino di ripieno e chiudo facendo i ravioli. Vi racconto che avendo tutti gli ingredienti pronti, in un quarto d’ora, poco più faccio normalmente, un vassoio di ravioli…..veloce, più veloce della luce.

Finisco tutti i ravioli, apparecchio, per quattro su cinque, qualcuno ormai fa famiglia a parte, e metto l’acqua a bollire per cuocere i ravioli.

Scolo i ravioli, li passo in padella, mescolo per fargli prendere tutto il sugo e spolvero ancora il parmigiano reggiano, unisco le mie erbe aromatiche e porto in tavola con tutta la grande padella…..non li impiatto perché i ravioli possono rompersi. Eleganza a parte, i miei ravioli sono buonissimi e in quanto a velocità non mi batte nessuno…..ed ero quasi mezza morta!!!

Ringraziamo Dio e viva i figli ❤️

Buona vita, buoni ravioli con fiori di zucchine, ricotta, yogurt bianco greco e stracchino ❤️

Rigatoni con spinaci ceci e noci

Viva tutti i legumi e le verdure…..ci fanno bene e non ci fanno aumentare il colesterolo. Si possono fare in mille modi senza aggiungere molti grassi e diventano anche ottimi secondi che possono essere mangiati al posto delle carni.

Nei primi completano il pasto, carboidrati, fibre e proteine ne fanno un ottimo piatto unico. Se ci aggiungiamo anche il parmigiano reggiano avremo anche il calcio.

Oggi dopo una domenica dove si è mangiato la carne, un po’ di pasta con spinaci e ceci e l’aggiunta di noci, mi sembra ottimo per alleggerire non dico lo stomaco, ma l’intestino che ne avrà benefici per l’apporto delle fibre dato dalle verdure e legumi.

Vi racconto che per fare i rigatoni con gli spinaci e ceci, ci vuole poco tempo. Si possono prendere anche quelli surgelati o freschi, si cuociono con l’aglio se piace, in padella con un filo di olio extravergine di oliva, appena cominciano ad appassire si uniscono i ceci scolati e sciacquati, vanno bene anche quelli in barattolo di vetro, si mescola per insaporire con un pizzico di sale e nel frattempo si scolano i rigatoni, si ripassano in padella unendo un po’ di acqua della pasta. Si fanno insaporire bene, mescolando si uniscono le noci e le erbe aromatiche timo, erba cipollina e rosmarino tutto tritato insieme, una spolverata di parmigiano reggiano ed il piatto è pronto.

Provatelo perché è veramente buono!

Buona vita, buoni rigatoni con gli spinaci, ceci e noci ❤️

Involtini di lattuga con ricotta mortadella

Due foglie di lattuga un po’ così, così, potevo darle alle papere per la loro felicità…..invece no…….egoismo a parte, la lattuga fatta ad involtini con ricotta, mortadella e tanti profumi e poi gratinati, è proprio buona e per voi papere, ci saranno altre foglie di lattuga!

Ed ecco come si fanno gli involtini di lattuga

Prendiamo le foglie più belle della lattuga, le laviamo, le asciughiamo con un tovagliolo, le stendiamo e le saliamo leggermente.

Mescoliamo la ricotta, con la mortadella tagliata a striscioline, uniamo un uovo, il parmigiano reggiano grattugiato, un pizzico di sale, timo, maggiorana e di noce moscata.

Mettiamo un po’ del ripieno sopra ogni foglia di lattuga, la chiudiamo ad involtino partendo dalla parte più fina, quella dove è attaccata ogni foglia e sistemiamo a raggiera tutti gli involtini sopra ad una teglia antiaderente con un filo di olio extravergine di oliva, riempiamo il centro vuoto della teglia con pomodorini tagliati salati e cospargiamo prima il parmigiano reggiano e poi pane grattugiato con erbe aromatiche. Mettiamo in forno a 180 gradi per 30 minuti.

Lasciamo che si raffreddi prima di servire!

Buoni, particolari e diversi!

Buona vita, buoni involtini di lattuga ❤️

Ravioli con primo sale stracchino e cubetti di pecorino fresco al profumo di petali di rose

Una volta le feste religiose comandate erano l’essenziale della nostra esistenza.

Non si lavorava, si assisteva alle cerimonie religiose con molta partecipazione, si stava in compagnia dei parrocchiani bevendo nel salone della sacrestia, uno squaglio fatto con il latte ed il cacao amaro oppure un bicchierino di vermut venduto nel bottiglione da due o più litri…….non mi ricordo più.

Insieme si sgranocchiavano le pastarelle secche anche vendute in grossi sacchetti di cellophane.

Si tornava a casa allora di pranzo, anche quello preparato appositamente per festeggiare l’occasione religiosa!

Nel giorno dell’Ascensione di Gesù che capitava sempre di giovedì dopo la quinta domenica dopo Pasqua, spostata alla domenica successiva in tempi di scristianizzazione del mondo, c’era la tradizione popolare di lavarsi il viso appena svegli con l’acqua alle rose.

La notte precedente la festa, si raccoglievano le rose, si sfogliavano e si immergevano in una bacinella piena di acqua. Si esponeva sul davanzale della finestra perché la notte ascendendo al Cielo, Gesù avrebbe benedetto quell’acqua alle rose. I petali di rose venivano donati ai vicini di casa che non avevano a disposizione roseti. Un modo di far partecipare anche loro alla benedizione di Gesù..

Nel giorno dell’Ascensione non si andava in campagna: sarebbero nate le ruche (i bruchi) nelle vigne.

La notte scendeva dal cielo come benedizione e portava l’abbondanza sui campi di grano. In questo giorno veniva raccolto l’assenzio; con quest’erba gli uomini ornavano i loro cappelli e le donne li appuntavano sul loro petto.

Ora non possiamo più far tutto questo, avendo meno tempo e soprattutto poco sentimento religioso, lasciamo che scorra la nostra vita senza lo scadere del ritmo degli avvenimenti che se anche da qualche parte resistono, a noi non interessano più.

Noi ci siamo a raccontare e a ricordare ciò che siamo stati e dopo l’acqua benedetta della notte dell’Ascensione di Gesù, le rose sono state usate per devozione nei ravioli profumati e benedetti.

L’acqua di rose possiamo farla mettendo i petali in una pentola coperti di acqua, si lascia bollire fino a quando cedono il loro colore. Si lascia raffreddare, si filtra e si imbottiglia mantenendola in frigo per alcuni giorni.

Abbiamo fatto i ravioli con farina integrale e farina 0 in parti uguali e con le uova di galline felici.

Abbiamo preparato il ripieno con una parte di primo sale fatto a casa, ma lo si può comprare, unito una parte di stracchino, parmigiano reggiano, cubetti di pecorino fresco, uova, buccia di limone, rucola, menta piperita, rucola, timo ed erba cipollina tutto tritato finemente.

Abbiamo steso la pasta, tagliata a strisce e fatto i ravioli con il ripieno.

Nel frattempo abbiamo messo nella padella l’acqua di rose, un cucchiaio di maizena, abbiamo portato a bollore lentamente, unito le foglie di menta piperita, l’olio extravergine di oliva o se vi piace il burro, il parmigiano reggiano e abbiamo finito di insaporire.

Abbiamo cotto i ravioli in acqua bollente salata, scolati e ripassati nella padella con la crema di petali di rose, mescolato per amalgamare ed abbiamo portato in tavola!

L’ascensione di Gesù l’abbiamo festeggiata come un tempo, ci auguriamo che torni ad essere importante per il bene di chi ancora ha un senso religioso nella propria esistenza e di chi non l’ha mai avuto.

Sopra ai nostri ravioli quadrati, uno è a forma di triangolo come era solita farli nostra madre.

Buona vita, buona festa dell’Ascensione di Gesù ❤️

Sbriciolata salata di polenta con crema di ricotta ed asparagi

Questa è una buonissima sbriciolata salata fatta con la polenta avanzata di ieri.

Potevo farci molte cose, gli gnocchi buonissimi, crocchette con scamorza, con il tonno, con le erbe spontanee oppure una torta dolce tradizionale della mia infanzia che preparava nostra madre quando le avanzava la polenta.

Lei prendeva un piatto fondo di quelli dove condiva la pasta, metteva la polenta che era diventata dura perché del giorno prima, univa un “acinittu”di zucchero, cioè poco perché lo custodiva come un gioiello prezioso da usare per i suoi cinque figli, l’uva passa ammollata o i fichi secchi, noci ed un goccio di mistrà il liquore al profumo di semi di anici magari regalatole dai suoi clienti di campagna.

Stendeva la polenta sopra una teglia unta e spolverata di farina di mais e cuoceva in forno fino a quando “lu pizzutéllu”, diventava croccante.

Lei nostra madre, per tenerci buoni o per farci addormentare ci cantava una filastrocca che faceva così!

“Cirni……cirni ….cirnòla……qui nominava il nome del malcapitato figlio, Paolo va alla scuola…..a scuola con il canestrello pieno di pizzutéllu…..la maestra gli fá festa….buttalo dalla finestra!!!!

Non sapremo mai chi volesse buttare giù quella sciagurata maestra, se il canestrello con il “pizzutéllu” o quel povero bimbo spaurito!

Adesso però vi racconto come l’abbiamo fatta la torta sbriciolata salata con la polenta.

Abbiamo mescolato in una ciotola la polenta, regolatevi per la quantità tanto non succede niente se non siamo precisi, abbiamo unito uno e due uova, anche qui ci regoliamo perché dobbiamo ottenere un composto morbido, un filo di olio extravergine di oliva, sale e pepe, un po’ di parmigiano reggiano, abbiamo steso con le mani il composto sopra uno stampo foderato di carta forno e versato sopra la superficie, la ricotta 250 grammi più o meno, alla quale abbiamo unito un uovo, sale e pepe, parmigiano reggiano, buccia di limone e noce moscata, gli asparagi scottati in poca acqua nel forno a microonde, possiamo farlo nella padella con olio extravergine di oliva, poi frullati con alcune foglie di rucola timo ed erba cipollina.

Abbiamo coperto la superficie con la polenta fatta a pezzetti come si fa normalmente con la sbriciolata.

Abbiamo cotto in forno a160 gradi per quasi un’ora. A metà cottura abbiamo coperto con un foglio di alluminio.

Lasciamola prima raffreddare prima di portarla in tavola. La polenta si deve rapprendere per poter gustare la sbriciolata e tutto il suo sapore!

Buona vita, buona sbriciolata salata di polenta con crema di ricotta ed asparagi ❤️

Orto giardino “scapigliato”!

Le erbe aromatiche, le erbe spontanee, le verdure, la frutta del nostro verde scapigliato nella nostra cucina quotidiana!

Non abbiamo mai avuto un ordine nel nostro mondo verde, né davanti, né a destra, né a sinistra e né dietro.

Pur nel tempo delle forze migliori, poco ci siamo preoccupati di tenere perfetto, ogni pezzo di orto e di giardino.

Avevamo la testa più occupata in altre mansioni.

Chi nel lavoro fuori casa, chi nel lavoro più bello e più gratificante, quello di far crescere tre magnifici figli.

Sono sicura che in tutti questi anni, nessuno dei miei vicini od ospiti, si sia mai sognato di invidiare l’erba verde di casa nostra! Anzi, c’era chi sdignato si preoccupava di darmi consigli con la scusa che avendo troppo da fare dovevo riposare e quindi avrei dovuto fare spazio buttando via il più delle mie amate e scapigliate piante.

Sorvoliamo su questo argomento e veniamo comunque al fatto che anche se il nostro orto giardino sia da sempre “scapigliato”, il suo dovere l’ha fatto eccome!

Magari a stento perché non ha mai avuto neanche un nutrimento se non quello del buon “Cielo” sopra di lui che ha provveduto al sole, alla luce, all’ombra, alla pioggia, ai temporali, alla grandine e alla neve!

Lasciato così com’è, abbiamo sì, seminato, piantato, potato ulivi e piante da frutto sempre alla “carlona”.

Un risultato c’è stato, perché la nostra cucina ha sempre abbondato di verdure, frutta ed olio extravergine di oliva.

Abbiamo preparato quintali di marmellate di ogni genere, passate di pomodori che duravano anni, olive in salamoia e strinate. Ringraziamo il buon Dio e rassegniamoci al tempo che passa velocemente lasciandoci più deboli e a giorni pieni di tristezza e di forte nostalgia.

In questo tempo che passa, ci dimentichiamo spesso molte cose, ci fermiamo a pensare, battiamo le mani sopra ad un tavolo ed i piedi per terra per protestare fino a quando non ci ritorna in mente quel che stavamo pensando o quel che stavamo per voler fare!

Vi porto ora ad ammirare i nostri piatti, le nostre marmellate che qui non sono ancora tutte in bella vista e giudicate voi.

L’erba più verde è e sarà sempre solo quella del vicino.

Ma a noi volenti o nolenti deve star bene così!

Buona vita, buona visione del nostro orto giardino scapigliato e dei suoi prodotti usati per preparare i nostri piatti ❤️