tradizione

La créscia co’ li sgrisciuli

La merenda stasera la facciamo nelle #Marche.

Ecco la Pizza anzi, “la créscia” con il lievito madre e ‘co’ li sgrisciuli’ #italiaintavola #marcheintavola

Questa è la ricetta di @sunusaix

Ingredienti per 1 kg di pizza

– 6 persone circa

1 kg di farina 0, 700 gr di acqua, o quella che prende il quantitativo degli ingredienti, 300 gr di lievito madre oppure 15 gr di lievito di birra, 250 gr di sgrisciuli o grasselli a seconda del gusto, 100 gr di strutto, buccia d’arancia biologica sale pepe.

Preparazione

Per prima cosa setacciare la farina e aggiungere il lievito madre rinfrescato o di birra, Iniziare poi ad aggiungere l’acqua regolandosi a seconda della quantità che viene assorbita dalla farina in modo da ottenere un impasto morbido. Unire gli “sgrisciuli”, la buccia d’arancia a pezzettini, il sale ed il pepe. Lavorando con cura aggiungere lo strutto senza farlo assorbire completamente dall’impasto in modo da ottenere la sfogliatura della pasta. Lasciare lievitare il tutto su una ciotola unta di olio al caldo posta dentro un forno spento fino a raddoppiare del volume. Se viene usato il lievito di birra lasciate lievitare per più tempo al fresco, fino a raddoppiare del volume. Stendere su una teglia o due, a seconda delle dimensioni del forno, e cuocere a 200°C fino ad ottenere un colore dorato. Buon appetito!

Questa crèscia rustica di sapore e forte al palato, è ottima anche tagliata a quadretti e servita per aperitivo insieme al “cuausculu”, il salame morbido a pasta fine e spalmabile.

Buona vita e buona festa di S. Antonio ❤️

by italiaintavola http://ift.tt/1kXYV8Q

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Calendario di Avvento

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𝗡𝗔𝗧𝗔̀’ 𝟮𝟬𝟮𝟬, 𝙘𝙖𝙡𝙚𝙣𝙙𝙖𝙧𝙞𝙤 𝙙𝙞𝙜𝙞𝙩𝙖𝙡𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡’𝙖𝙫𝙫𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙩𝙧𝙖𝙙𝙞𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙥𝙤𝙥𝙤𝙡𝙖𝙧𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙈𝙖𝙧𝙘𝙝𝙚 𝙘𝙚𝙣𝙩𝙧𝙖𝙡𝙞 𝙘𝙤𝙣 𝙂𝙞𝙤𝙫𝙖𝙣𝙣𝙞 𝙂𝙞𝙣𝙤𝙗𝙞𝙡𝙞.

𝟮𝟯 𝗗𝗜𝗖𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟬 – 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗩𝗶𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮

La notte di Natale, nel momento in cui nasce il Redentore, usanza vuole che gli animali parlino, il somarello pieghi le ginocchia, il bue pianga, il gallo, col suo «chicciricchì» annunci ch’è nato Gesù; ma nessun uomo potrà mai osare di ascoltare il loro linguaggio poichè morirebbe all’istante, o sarebbe ucciso dalle stesse bestie.

Calendario di Avvento

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𝗡𝗔𝗧𝗔̀’ 𝟮𝟬𝟮𝟬, 𝙘𝙖𝙡𝙚𝙣𝙙𝙖𝙧𝙞𝙤 𝙙𝙞𝙜𝙞𝙩𝙖𝙡𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡’𝙖𝙫𝙫𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙩𝙧𝙖𝙙𝙞𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙥𝙤𝙥𝙤𝙡𝙖𝙧𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙈𝙖𝙧𝙘𝙝𝙚 𝙘𝙚𝙣𝙩𝙧𝙖𝙡𝙞 𝙘𝙤𝙣 𝙂𝙞𝙤𝙫𝙖𝙣𝙣𝙞 𝙂𝙞𝙣𝙤𝙗𝙞𝙡𝙞.

𝟮𝟮 𝗗𝗜𝗖𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟬 – 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗮 𝗖𝗮𝗯𝗿𝗶𝗻𝗶

I fidanzati campagnoli, nella vigilia di natale, solevano indicare un parente, o in mancanza, un amico per recare alle fidanzate doni natalizi. Colui o colei che aveva tale incarico si diceva che «facìa lu somaru» o se donna «facìa la somara».

Calendario di Avvento

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𝗡𝗔𝗧𝗔̀’ 𝟮𝟬𝟮𝟬, 𝙘𝙖𝙡𝙚𝙣𝙙𝙖𝙧𝙞𝙤 𝙙𝙞𝙜𝙞𝙩𝙖𝙡𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡’𝙖𝙫𝙫𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙩𝙧𝙖𝙙𝙞𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙥𝙤𝙥𝙤𝙡𝙖𝙧𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙈𝙖𝙧𝙘𝙝𝙚 𝙘𝙚𝙣𝙩𝙧𝙖𝙡𝙞 𝙘𝙤𝙣 𝙂𝙞𝙤𝙫𝙖𝙣𝙣𝙞 𝙂𝙞𝙣𝙤𝙗𝙞𝙡𝙞.

𝟮𝟭 𝗗𝗜𝗖𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟬 – 𝗦𝗮𝗻 𝗣𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼 𝗖𝗮𝗺𝗶𝘀𝗶𝗼

«Da San Tommaso a Natale,

un passo de cane.»

da San Tommaso le giornate cominciano pian piano ad allungarsi.

E stanotte pure il terremoto, cosa manca ancora per far tombola?

Calendario di Avvento

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𝗡𝗔𝗧𝗔̀’ 𝟮𝟬𝟮𝟬, 𝙘𝙖𝙡𝙚𝙣𝙙𝙖𝙧𝙞𝙤 𝙙𝙞𝙜𝙞𝙩𝙖𝙡𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡’𝙖𝙫𝙫𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙩𝙧𝙖𝙙𝙞𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙥𝙤𝙥𝙤𝙡𝙖𝙧𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙈𝙖𝙧𝙘𝙝𝙚 𝙘𝙚𝙣𝙩𝙧𝙖𝙡𝙞 𝙘𝙤𝙣 𝙂𝙞𝙤𝙫𝙖𝙣𝙣𝙞 𝙂𝙞𝙣𝙤𝙗𝙞𝙡𝙞.

𝟮𝟬 𝗗𝗜𝗖𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟬 – 𝗦𝗮𝗻 𝗟𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗠𝗮𝗿𝘁𝗶𝗿𝗲

«Natu, natu Nazzarè,

tra la paja e tra lo fié’

e Mmaria la Virginella,

che sta sotto la cappannèlla.

Cappànna Sanda,

dó’ che ci sta Jisù, se sona e ccànda!”»

È il canto natalizio che un tempo si udiva in tutta la provincia di Macerata: breve, semplice, fatto di espressioni care alla creazione popolare.

Calendario di Avvento

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𝗡𝗔𝗧𝗔̀’ 𝟮𝟬𝟮𝟬, 𝙘𝙖𝙡𝙚𝙣𝙙𝙖𝙧𝙞𝙤 𝙙𝙞𝙜𝙞𝙩𝙖𝙡𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡’𝙖𝙫𝙫𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙩𝙧𝙖𝙙𝙞𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙥𝙤𝙥𝙤𝙡𝙖𝙧𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙈𝙖𝙧𝙘𝙝𝙚 𝙘𝙚𝙣𝙩𝙧𝙖𝙡𝙞 𝙘𝙤𝙣 𝙂𝙞𝙤𝙫𝙖𝙣𝙣𝙞 𝙂𝙞𝙣𝙤𝙗𝙞𝙡𝙞.

𝟭𝟵 𝗗𝗜𝗖𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟬 – 𝗦𝗮𝗻 𝗕𝗲𝗿𝗮𝗿𝗱𝗼 𝗩𝗲𝘀𝗰𝗼𝘃𝗼

Con le arance brusche si suoleva preparare «l’arangi carcerati» come li chiamavano a Macerata, mentre a Petriolo prendevano il nome di «Capó» (cappone). L’arancia si tagliava a metà e sopra si mettevano molliche di pane bagnate con olio e sulla graticola si arrostivano.

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𝟭𝟴 𝗗𝗜𝗖𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟬 – 𝗦𝗮𝗻 𝗚𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗩𝗲𝘀𝗰𝗼𝘃𝗼

Tradizione della famiglia marchigiana era quella di riunirsi tutta il giorno di Natale; anche i lontani se non assolutamente impossibilitati, cercano, per una nostalgica tradizione, di ritrovarsi insieme alla mensa paterna. Un detto ci ricorda difatti:

«Carnoà’ do’ che te troi,

Natà’ a ccasa tua, se poli”!

Per forza o per amore!

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𝟭𝟳 𝗗𝗜𝗖𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟬 – 𝗦𝗮𝗻 𝗟𝗮𝘇𝘇𝗮𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗕𝗲𝘁𝗮𝗻𝗶𝗮

Sapienza metereologica: se il giorno di Natale è tempo buono, si avrà alla Pasqua a che fare col freddo e viceversa:

«Natale co’ lu sole

Pasqua col tizzone.»

Calendario di Avvento

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𝗡𝗔𝗧𝗔̀’ 𝟮𝟬𝟮𝟬, 𝙘𝙖𝙡𝙚𝙣𝙙𝙖𝙧𝙞𝙤 𝙙𝙞𝙜𝙞𝙩𝙖𝙡𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡’𝙖𝙫𝙫𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙩𝙧𝙖𝙙𝙞𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙥𝙤𝙥𝙤𝙡𝙖𝙧𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙈𝙖𝙧𝙘𝙝𝙚 𝙘𝙚𝙣𝙩𝙧𝙖𝙡𝙞 𝙘𝙤𝙣 𝙂𝙞𝙤𝙫𝙖𝙣𝙣𝙞 𝙂𝙞𝙣𝙤𝙗𝙞𝙡𝙞.

𝟭𝟱 𝗗𝗜𝗖𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟬 – 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗩𝗶𝗿𝗴𝗶𝗻𝗶𝗮

Nel giorno di Natale si raccoglievano le famiglie per giocare alla tradizionale tombola o a “semolella”. Uno stornello popolare si esprime cosi:

«Fiore de melella,

co vò ce giocaria ‘na vorda a ppalla,

la notte de Natà’ a semolella.»

Il professor Marcoaldi professore di storia fabrianese, ci descrive come si effettuava quest’antico gioco, si prendeva una certa quantità di crusca, anche a seconda del numero di bambini che avrebbero giocato, in mezzo ad essa si nascondeva una certa quantità di centesimi. Secondo lo storico anticamente si chiamavano quattrinelli, poi si rimescolava il tutto molto bene per non far vedere in superficie il denaro. Poi in base ai giocatori, si divideva la quantità di crusca iniziale in tante porzioni, in modo da avere per ogni giocatore una porzione. Infine ognuno cercava i denari nella sua porzione, questo gioco rappresentava la fortuna cieca, che quando meno te lo aspetti ti premia.

Vorrei vedere adesso cosa succederebbe nelle nostre case se i bambini li facessimo giocare a “semmòlella”! Povere le mamme fra la crusca ed i litigi dei loro figli. Forse meno giocattoli tecnologici, è più fantasia non guasterebbero ai nostri tempi.

Vincisgrassi eretici (bianchi)

Potevo non farli questi benedetti e buonissimi vincisgrassi eretici? Eretici perché bianchi e non rossi come ricetta marchigiana comanda. Un sugo con carni miste, carote cipolla e sedano, ed erbe aromatiche ma anche noce moscata e bacche di ginepro che gli danno un aroma intenso dolce ed aromatico e aiuta la digestione delle carni, olio extravergine di oliva ed infine la besciamella senza burro e senza latte ma con un brodo vegetale. Può essere un piatto da fare e congelare per le prossime festività. A noi è piaciuto moltissimo, se eventualmente ci sarà qualcuno che lo snobba, non sono cavoli nostri…..essere sinceri sempre e poi fregarsene…..

Allora ce ne freghiamo anche dell’inventore dei vincisgrassi rossi, non si sentirà offeso per questo e raccontiamo i vincisgrassi eretici. C’è un particolare procedimento nella preparazione della pasta all’uovo, l’aggiunta di un minimo di burro ed di vino cotto che può essere sostituito dal Marsala secco. La pasta fatta in questo modo acquista morbidezza e serve per accompagnare il sugo bianco che diventa tutt’uno perché questa è la caratteristica dei vincisgrassi che altrimenti sarebbero delle semplici lasagne bianche.

Raccontiamola questa ricetta perché è buonissima e goduriosa.

Ingredienti

Per la pasta

250 grammi di semolino

450 grammi di farina 0

5 uova di galline felici o puttane

50 grammi di vino cotto o Marsala secca

50 grammi di burro fuso

Per la besciamella

Farina tre o quattro cucchiai di farina, che mescoliamo con il brodo vegetale sale e noce moscata. Una volta cotta uniamo l’olio extravergine di oliva o il burro ed il parmigiano. Eventualmente possiamo fare anche una besciamella con il latte.

Per il sugo

Carne mista macinata

Carote

Sedano

Cipolla

Sale e pepe

Cognac per sfumare

Brodo vegetale o acqua calda

Noce moscata

Bacche di ginepro

Chiodi di garofano

Erbe aromatiche

Parmigiano reggiano

Preparazione

Impastiamo la farina ed il semolino con le uova, e tutti gli altri ingredienti. Lavoriamola bene e lasciamola riposare sotto una ciotola. Nel frattempo facciamo il sugo come siamo soliti, lasciamo cuocere e rosolare nell’olio extravergine di oliva, le carni con tutti gli odori, sfumiamo con il cognac lasciamo evaporare ed uniamo il brodo vegetale. Il sugo sarà pronto quando si presenterà ben rappreso. Uniamo al sugo la besciamella fatta mescolata al parmigiano reggiano.

Riprendiamo la pasta e la tiriamo con la macchinetta in uno strato sottile e con la rotella la tagliamo a quadrati di 10 centimetri più o meno. Cuociamo i quadrati di pasta in acqua bollente salata ed appena viena a galla, li scoliamo e li passiamo nell’acqua fredda contenuta in una bacinella. Li tiriamo su e li disponiamo sopra una tovaglia coprendoli con un canovaccio. Prendiamo una pirofila, ungiamolo con un po’ di burro o olio ed alcuni cucchiai di sugo, facciamo il primo strato di pasta e poi il sugo ed ancora la pasta ed il sugo e via via fino a completare il piatto finendo con una spolverata di parmigiano reggiano e qualche fiocchetto di burro. Possibilmente lasciamo riposare una notte il piatto per far amalgamare tutti i sapori. Mettiamo a cuocere a180 /190 gradi per 40/45 minuti. A metà cottura se la superficie si secca troppo, copriamola con un foglio di alluminio. I vincisgrassi eretici o rossi devono essere cotti prima che assorbino tutto il sugo e devono riposare un po’. Se faremo la cottura il giorno prima saranno più buoni, basta poi rimetterli al forno a riscaldare ad una temperatura più bassa.

Buona vita, buoni vincisgrassi eretici bianchi ❤️