EVENTI

San Giovanni

San Gióanno;

pija la farge e véni spundanno!

Io so’ giugno mêto lo grano;

mêto per monde e mêto a lo piano;

e lo mêto con tanto sudore

fra l’ardri mesi so’ lo mijore.

No mme guardate se vesto cor grugno;

ir mejo mese adè giugno.

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Il mio lavoro all’uncinetto ieri oggi…….

E se gli anni sono passati, un’altra passione oltre alla cucina, è ancora viva e produttiva!

Le mie mani non rispondono più come una volta, consapevole che sia una conseguenza del tempo che ho vissuto, non mi lamento fino a farmene una croce. Qualche pillola in più, un giorno bene, un giorno male……un giorno da non raccontare, vado avanti vivendo ogni secondo, ogni minuto, tutti i santi giorni che ancora mi saranno donati!

Del resto altro non posso fare, lamentarmi pure, ma guardandomi intorno nel mio mondo assolutamente imperfetto, qualcosa di bello e positivo lo trovo!

Allora le mie passioni, mi aiutano ad essere realista e ringrazio il mio Dio per tutto ❤️

Uno degli ultimi miei lavori all’uncinetto, è questo!

Una pazienza infinita per unire pannolino dopo pannolino, sapete cosa sono i pannolini della Bassetti di tessuto di lino?

Raccontare la storia, a cosa servivano, forse ora farà storcere la bocca, ma ve la dico. Forse qualcuno non la conosce….

Erano dei grandi pezzi di lino, quadrati, da qui il nome, con una cimosa per due lati, quello superiore e quello inferiore, e due sfilature ai due lati destro e sinistro.

Erano tessuti dalle ragazze fin dalla più tenera età, che una volta diventate “signorine”, con l’arrivo del menarca, la prima mestruazione, usavano a mo’ di fascia. Si piegavano prima a triangolo poi ripiegati appunto come una fascia tipo cravatta, da mettere nella parte intima fissata ad una cordicella o ad una fettuccia e nei tempi più recenti con una spilla di sicurezza. Gli stessi pannolini servivano ad “infasciare” i neonati per trattenere i loro bisogni.

I pannolini si portavano in dote insieme a tutto il corredo della sposa, erano preziosi, più il tessuto era sottile, più era apprezzato. Dalla loro quantità, si capiva il benessere della famiglia di provenienza della sposa.

Negli anni cinquanta sessanta, i pannolini vennero sostituti dai primi assorbenti usa e getta per le donne e dai triangoli e ciripà per i neonati.

Ritornando al mio ultimo lavoro all’uncinetto, mi sono tornati utili i pannolini messi da parte e mai usati, la mia generazione ha avuto la fortuna di iniziare la vita da “signorina” quando già erano arrivati gli assorbenti sul mercato così nemmeno i miei figli ne hanno fatto uso.

I pannolini nuovi di zecca erano ancora custoditi nella loro scatola, Bassetti era la marca di biancheria più famosa in quegli anni, per prima ad usarli fu mia madre che confezionò delle tovaglie per noi figlie, unendo pannolino dopo pannolino con intagli di pizzo. Gli altri sono serviti a me in questo momento per fare delle tende. È un lavoro lungo e molto fastidioso, ogni pannolino è unito da un pizzo fatto ad uncinetto. Sono ormai anni che ci lavoro, non garantisco che le possa finire, le mie povere mani, non rispondono più……sono dolori.

Ma il fatidico giorno sta per arrivare! Ce la farò?

Vedremo, me lo auguro!

Potrò fare con mia figlia, quello che fece mia madre con me….lei me l’ha detto in un sogno recente!

Buon lavoro a me!

Buona vita ❤️

Orto giardino “scapigliato”!

Le erbe aromatiche, le erbe spontanee, le verdure, la frutta del nostro verde scapigliato nella nostra cucina quotidiana!

Non abbiamo mai avuto un ordine nel nostro mondo verde, né davanti, né a destra, né a sinistra e né dietro.

Pur nel tempo delle forze migliori, poco ci siamo preoccupati di tenere perfetto, ogni pezzo di orto e di giardino.

Avevamo la testa più occupata in altre mansioni.

Chi nel lavoro fuori casa, chi nel lavoro più bello e più gratificante, quello di far crescere tre magnifici figli.

Sono sicura che in tutti questi anni, nessuno dei miei vicini od ospiti, si sia mai sognato di invidiare l’erba verde di casa nostra! Anzi, c’era chi sdignato si preoccupava di darmi consigli con la scusa che avendo troppo da fare dovevo riposare e quindi avrei dovuto fare spazio buttando via il più delle mie amate e scapigliate piante.

Sorvoliamo su questo argomento e veniamo comunque al fatto che anche se il nostro orto giardino sia da sempre “scapigliato”, il suo dovere l’ha fatto eccome!

Magari a stento perché non ha mai avuto neanche un nutrimento se non quello del buon “Cielo” sopra di lui che ha provveduto al sole, alla luce, all’ombra, alla pioggia, ai temporali, alla grandine e alla neve!

Lasciato così com’è, abbiamo sì, seminato, piantato, potato ulivi e piante da frutto sempre alla “carlona”.

Un risultato c’è stato, perché la nostra cucina ha sempre abbondato di verdure, frutta ed olio extravergine di oliva.

Abbiamo preparato quintali di marmellate di ogni genere, passate di pomodori che duravano anni, olive in salamoia e strinate. Ringraziamo il buon Dio e rassegniamoci al tempo che passa velocemente lasciandoci più deboli e a giorni pieni di tristezza e di forte nostalgia.

In questo tempo che passa, ci dimentichiamo spesso molte cose, ci fermiamo a pensare, battiamo le mani sopra ad un tavolo ed i piedi per terra per protestare fino a quando non ci ritorna in mente quel che stavamo pensando o quel che stavamo per voler fare!

Vi porto ora ad ammirare i nostri piatti, le nostre marmellate che qui non sono ancora tutte in bella vista e giudicate voi.

L’erba più verde è e sarà sempre solo quella del vicino.

Ma a noi volenti o nolenti deve star bene così!

Buona vita, buona visione del nostro orto giardino scapigliato e dei suoi prodotti usati per preparare i nostri piatti ❤️

Tortino di bietole rosse e verdi con mozzarella

Diario alimentare del tempo di coronavirus!

Avanti tutta per forza o per amore, ci alziamo dal letto rimbambiti, almeno io lo sono, andiamo in giro per casa, guardiamo fuori che tempo c’è, per fortuna splende il sole, gli alberi da frutto sono fioriti e intorno nemmeno un cane per passeggiare. Andiamo a fare colazione ancora rimbambiti, ci vestiamo e cominciamo a fare i nostri soliti lavori.

A me è toccato oltre alle faccende domestiche, pulire, lavare e sbollentare tutte le bietole rosse e verdi che poi metterò a congelare. Non si può sprecare niente ora e sempre.

Allora questo è il tortino buono e colorato fatto così.

Un fondo di bietole rosse e verdi già cotte e condite con olio extravergine di oliva ed erbe aromatiche, un giro di coste colorate e un composto di uova, parmigiano reggiano, noce moscata e bietole rosse, un giro di mozzarella, chiusura con le coste ed una spolverata di pane grattugiato. In forno a 200 gradi e cuocere per una ventina di minuti.

Buono e quasi un piatto unico.

Buona vita, buon tortino di bietole rosse e verdi con mozzarella ❤️

Sorella di pane

C’è la sorella di sangue, c’è la sorella di latte e c’è la sorella di pane ed è un legame meraviglioso quello che mi lega ad una persona ancora più meravigliosa. Arianna Paola Appetecchi. Fantastica e semplice donna di una volta del tempo di oggi!

Questo è il bellissimo post fatto da lei, con i pani, due sono i miei che sono Anna e delle mie sorelle, tutte accumunate dall’amore per i lievitati.

Buona vita, buon pane fatto in casa ❤️

Pasqua 2020

Pasqua al tempo di coronavirus!

Possiamo ritenerci ancora fortunati e soprattutto benedetti da Dio, se siamo qui a raccontarci come è stato il nostro pranzo di questa santa ed importante festa di Pasqua.

C’era poca voglia di fare molte cose, l’appetito è scarso forse a causa del mancato movimento. Una cosa bellissima è il sole che splende meravigliosamente nel cielo terso ed azzurro più che mai.

È un dono sicuramente per non farci cadere nella disperazione.

Oggi il nostro pranzo non ha avuto i nostri abituali piatti degli altri anni. La difficoltà nel trovare i cibi è notevole. Per evitare le code ai supermercati, cerchiamo venditori che ci portino le merci a casa. Qui mi dispiace dirlo, loro ci stanno pigliando per il collo con i prezzi aumentati notevolmente. E non è perché ci portano le cose a domicilio, ma si stanno proprio approfittando!

Allora poche preparazioni per oggi

L’antipasto classico italiano con i salumi e “la créscia de casció” di Pasqua fatta da noi con il lievito madre, due tartine con crema di zucca e carote alla curcuma e pistacchi, un piatto di buoni cappelletti in brodo fatti da noi, la frittata “co la mindùccia”, la menta spontanea e maggiorana, gli altri anni ne facevamo di 40 uova, l’agnello pasticciato con le stesse uova della frittata e l’agnello in botacchio o come diciamo noi in “bottacchiu” con “l’erbe tróate”, spontanee da Maurizio e rifatte in padella.

C’è un vino tedesco ma anche un vino rosso marchigiano!

Infine un buonissimo dolce tradizionale ma presentato diversamente, la cassata siciliana nel bicchiere, molto buona e semplice da fare.

Abbiamo decorato la tavola con rami di ulivi, felci e rosmarino, fiori di ciliegio e di melo e due alzatine di vetro.

Il pranzo è finito, c’è da rimettere a posto la cucina, il sole splende ancora, con la speranza che questo maledetto coronavirus ci abbandoni, vi auguro una buona e serena Pasqua!

Le ricette della créscia de casció pasquale e della frittata co la mindùccia, le trovate qui nel blog diario!

A Dio piacendo l’anno prossimo tutti fuori a festeggiare!

Buona vita, buon pranzo di Pasqua ❤️

Cappelletti

Créscia de casció pasquale

Agnello pasticciato e in bottaccio

Presepe pasquale

Quest’anno niente triduo pasquale per nessuno e nemmeno sembra Pasqua, tutto il mondo è immerso in un velo pietoso e doloroso. Stasera giovedì Santo, possiamo fare la lavanda dei piedi in famiglia. Ognuno all’altro superando le avversità che non mancano mai. E poi perché non preparare un presepe di Pasqua? Un crocifisso, rametti di ulivo ed una corona benedetta a rappresentare Maria nel dolore di tutti.

Io credo anche ora e soprattutto ora!

Buon triduo pasquale!

Dio ci protegga! ❤️

Diario alimentare del tempo di coronavirus

Trentaduesimo giorno di reclusione.

Per fortuna le verdure surgelate come gli asparagi che con la salsiccia ed i rigatoni, ci stanno proprio bene e negli involtini di pollo pure. Per fare gli involtini, stendo le fette di pollo sopra un foglio di alluminio, farcisco con asparagi e carote un filo di olio extravergine sale ed erbe aromatiche, avvolgo strette e chiudo a caramelle. Metto a cuocere in padella girandoli spesso, sfumo con il vino bianco e brodo vegetale. Tolgo l’alluminio e taglio a fettine condendo con aceto balsamico ed olio di extravergine di oliva.

Buona vita, buoni rigatoni con asparagi e salsiccia ❤️❤️

Diario alimentare del tempo di coronavirus

Trentunesimo giorno di reclusione.

In tempi normali, avrei scartato le barbe ed i gambi dei finocchi, ora in tempo di carestia e di coronavirus, non lo posso fare più. La verdura fresca è finita, andare a comprarla non conviene per non rischiare ed anche perché si paga a peso d’oro, allora che mi sono inventata per pranzo? Ho lavato e tagliato finocchi e barbe a pezzetti, li ho fatti bollire in acqua bollente salata, li ho scolati e frullato. Avevo le fave secche già cotte, ho mescolato tutto e ripassato in padella con un filo di olio extravergine di oliva erbe aromatiche, origano e menta, ci stanno bene sì, ho scolato i rigatoni, saltati insieme al parmigiano reggiano. Con il resto delle fave e finocchi, ho fatto le polpettine con un uovo, pane grattugiato, buccia di limone con il cuore filante di emmentaler e messo in forno a 200 gradi fino a quando le polpettine sono diventate belle croccanti. Questo è il pranzo e stasera le uova in pesce. Chi le conosce?

Diario alimentare del tempo di coronavirus

Trentesimo giorno di reclusione.

Vedo un po’ annebbiata la pasta che si sta ripassando in padella. Cominciano a scarseggiare le verdure, si recupera tutto anche gli scarti. Per oggi un cespo di radicchio rosso raggrinzito è finito per due cose, per le penne con i peperoni e la granella di nocciole e noci. Tutto tagliato a filetti cotti per pochi minuti in padella con olio extravergine di oliva. Il resto del radicchio rosso per dei crostini con le fette del nostro pane naturale, prosciutto cotto e stracchino.