Antipasti

Ravioli di brasato e cappelletti per il s.Natale

Pranzo tradizionale a casa nostra per festeggiare il s. Natale.

Antipasto di vario tipo come salumi, olive, sott’aceti e tartine con mousse. Ci saranno due primi come i tradizionali cappelletti marchigiani di carne di cappone o miste con un buon brodo. I ravioli di ricotta o come questi con brasato di carne e profumi vari che saranno conditi con il suo fondo di cottura.

Per ora questi sono i primi, poi vedremo!

A presto!

Buona vita, buona attesa del s. Natale!

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Un ricordo, un dolce…”lu crustingu”!

È un dolce buonissimo della nostra tradizione popolare natalizia. Ha diverse versioni e diversi nomi. Prendete un po’ di tempo per leggere i molti ingredienti e poi magari provare a farlo. Buono, buono!

farina e fiore.com

Eccomi di nuovo qua, per condividere con tutti la ricetta di un dolce tipicamente natalizio e tipicamente marchigiano: lu crustìngu!
Ovviamente come sempre vi segnalo la ricetta secondo la versione che si tramanda nella mia famiglia tramite i ricordi di mia madre e di sua sorella.

Ingredienti:
500 gr di fichi secchi
100 gr di uvetta
150 gr di noci
150 gr di mandorle dolci
150 gr di nocciole
100 gr di pinoli
100 gr di pane grattugiato
1 pugno di farina gialla di mais
1 pugno di farina 00
500 ml di mosto cotto
200 gr di zucchero (oppure muscovado)
150 gr di cioccolato fondente
buccia grattugiata di limone e arancio
50 gr di zenzero grattugiato
1 bicchiere di olio d’oliva
1 cucchiaio di cacao in polvere
1 cucchiaio di caffè in polvere
1 tazzina di caffè
½ bicchiere di rhum
½ bicchiere di cognac

Procedimento:
Mettere a…

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Strudel salato con ricotta, finocchi, mele e uvette alla cannella

Sembra strano mettere la cannella in uno strudel salato, ma se ci pensiamo bene, non lo è affatto, ci piacciono i ravioli ricotta e cannella, i bocconcini di pollo, un risotto e la carne e i legumi. Se la si ama questa spezia, si ama ovunque. Per questo strudel ho fatto una sfoglia con uova, latte ed olioextravergine d’oliva. Vediamo gli ingredienti.

ingredienti per la sfoglia

500 gr di farina 1 macinata a pietra Spadoni

Due uova

Tre cucchiai di olio extravergine di oliva

Un bicchiere di latte più o meno

Un pizzico di sale

Una bustina di lievito per torte salate tipo pizzaiolo

Per il ripieno

100 gr di ricotta vaccina

Cicoria, finocchi e una mela cotti insieme e se vi va ripassati in padella con aglio ed olio extravergine di oliva, io non l’ho fatto

Sale q b

Cannella

50 gr di uvetta lavata ed asciugata

Prepariamo la sfoglia mettendo nella ciotola o sopra la spianatoia, la farina, il lievito tutto setacciato, le uova, l’olio extravergine di oliva, il latte non tutto in una volta, e il sale. Impastiamo bene, dovremo ottenere una pasta morbida, quindi regoliamoci con il latte. Quando la sfoglia è bel lavorata, la facciamo riposare per un’ora sotto la ciotola. Intanto avremo fatto cuocere la cicoria, con i finocchi e le mele in acqua salata. Scoliamo tutte le verdure strizzandole con le mani, le tagliamo a pezzetti ed uniamo la cannella, le uvette, l’olio extravergine di oliva, il sale, ora potete decidere se ripassare in padella con aglio, e la ricotta. Mescoliamo per amalgamare il tutto. Stendiamo sottilmente la sfoglia prima con il matterello poi con le nocche delle mani, spalmiamo sopra le verdure con la ricotta, chiudiamo le due parti laterali, poi arrotoliamo come uno strudel. Spennelliamo con un po’ di latte e mettiamo a cuocere in forno già caldo a 200 gr per 30/35 minuti. Dovete regolarvi con il vostro forno. Il mio cuoce molto e devo mettere un foglio di alluminio sul pavimento del forno, poco dopo l’inizio della cottura e poi sopra prima di finire la cottura che deve risultare croccante. Con questa dose di pasta potete fare metà per questo strudel e metà per uno dolce. Poi vi farò vedere come l’ho fatto. Vi garantisco che il sapore è strepitoso. Scusate se me lo dico da sola. Ma per me, per i miei è così.

Buona vita, buono strudel salato di cicoria, finocchi, mele al profumo di cannella.

A presto!

Mostarda di mele cotogne e marmellata di mele cotogne alla vaniglia o allo zenzero o spezie

Sono già pronte le mele cotogne!

farina e fiore.com

La mostarda è una marmellata di frutta cotta nel mosto fresco. Non è per niente come la classica piccante per l’aggiunta di senape. Prende il nome di mostarda per il semplice fatto che la frutta viene cotta nel mosto d’uva fresco. È una ricetta antica contadina che forse pochi ricordano o conoscono. È veramente una delizia per il palato per il suo soave sapore ed il profumo di rose. È buona solamente col pane ma rende i formaggi freschi che stagionati ancora più appetibili. Messa nel ripieno dei saccottini o crostatine è una prelibatezza. Per la cottura della marmellata aggiungere acqua invece del mosto d’uva fresco.

ingredienti

Per quanto riguarda il mosto d’uva fresco, se non lo trovate, basta acquistare della buona uva bianca dolce, tipo moscato. Dopo averla lavata, sgranare i chicchi e passarli al passaverdura e filtrare per togliere ogni eventuale residuo.

1 litro e mezzo di mosto…

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Marmellata di pomodorini verdi mele e limoni al mosto

La marmellata di pomodorini verdi o si ama o si odia. Io la trovo molto buona, fresca e stuzzicante. Ho un ricordo molto caro di quando mia madre la preparava in una grande pentola perché avendo una grande famiglia, cinque figli, le merende erano molte. Si usava mangiare pane burro e marmellata o pane e ciasculo il salame morbido che si spalmava sopra la fetta. Mia madre la faceva bollire ore ed ore fino ad quasi farla caramellare. Io non lo faccio, la preferisco morbida e con il sapore ancora aspro degli ingredienti usati. Questo tipo di marmellata oltre che ad usarla nella maniera classica, pane o crostate, si gusta con formaggi freschi ed anche forti. Vedete voi. Se non vi piacerà, ditemelo. Pazienza!

Ingredienti

700 gr di pomodorini verdi o pomodori grandi

300 gr di mele acerbe

Il succo e la buccia di due limoni

450 di zucchero semolato o integrale di canna, tanto sempre zucchero è, se volete, potete usare 350 gr di eritritolo un dolcificante naturale e senza calorie

250 di mosto fresco, se non lo trovate potete usare uva bianca anche da tavola che dopo averla sgranata la passerete al passaverdura, ottenendo il succo che potrete usare per la marmellata

Preparazione

Tagliamo pomodorini in due, eliminando tutti i semini, le mele a pezzetti, le bucce di limoni a filetti e mettiamo nella pentola destinata alla cottura della marmellata, uniamo metà dello zucchero ed il succo dei due limoni. Lasciamo riposare mezza giornata per far rilasciare il succo di vegetazione degli ingredienti. Passato il tempo mettiamo a bollire lentamente unendo l’altra metà di zucchero, il mosto e mescoliamo spesso per non farla attaccare al fondo. Ora se a voi piace potete frullare il tutto per ottenere una purea, io l’ho fatto. Decidete a vostro gusto. Quando la marmellata comincia a rapprendersi, facciamo la prova del piattino, se non scivolerà è pronta per invasare nei vasetti sterilizzati al forno a 100 per una mezz’ora. Prima di chiudere se ci piace lasciamo cadere sopra un goccio di rum, o di limoncello o di un liquore all’arancia. Io ho provato con un po’ di anisetta e devo dire che la rende ancora più fresca. La nostra marmellata di pomodorini verdi è pronta da gustare. Mettiamola in dispensa e facciamone uso anche come regalo per Natale.

Buona vita, buona marmellata di pomodorini verdi, mele e limoni al mosto.

Anna Maria

Mostarda di fichi mele con e senza zucchero

Già di sente nell’aria il profumo del mosto fresco girando per le campagne marchigiane e non solo. Un anticipo d’autunno di questa fine d’estate di un agosto particolarmente caldo. Ma del resto è il suo tempo! Rimpiangeremo queste giornate come sempre succede! Consoliamoci gustando la mostarda di fine estate e inizio autunno con fichi e mele acerbe senza zucchero. È una marmellata fatta con il mosto e frutta, fichi, mele, pere e pesche. Le nostre mamme e nonne la facevano cuocere per molte ore fino ad addensare e sarà dolce solo per il mosto che si concentrerà. Se vogliamo accorciare la cottura, meglio mettere 350 gr di zucchero per ogni chilo di frutta per una più sicura conservazione.

Buona sopra il pane e sopra i formaggi. Certamente ai vecchi di una volta, non sarà mai venuto in mente di accostare la mostarda ed il formaggio.

Questa in foto è senza zucchero. Si mantiene per molto tempo, anche dopo anni è buona. Ai tempi della nonna, era la merenda preferita dei nipoti. Può essere addirittura rimessa a cuocere in forno dentro uno stampo da plumcake con carta forno. Si fa asciugare per bene, si lascia all’aria coperta con una pellicola, quando è bella asciutta la si incarta e si conserva in frigo. Al momento di assaggiarla, si taglia a fette. Buona anche da servire come antipasto con bolliti e formaggi. È più o meno come la cotognata.

Se non avete il mosto fresco, basta prendere uva da tavola o meglio da vino, farla bollire per poco tempo ancora attaccata al grappolo passarla al passaverdura schiacciando bene per raccogliere tutto il succo. Filtrare con una garza per togliere ogni eventuale residuo.

Ingredienti

Un kl. di frutta tra fichi e mele e pere o pesche con la buccia e senza trattamento

600 mml di mosto fresco bianco, teniamone un po’ se vedremo che la mostarda tende ad asciugare troppo presto

Facoltativo 350 gr di zucchero semolato o integrale di canna se vogliamo accorciare la cottura

Una bacca di vaniglia aperta.

Preparazione

Mettiamo nella pentola il mosto, lasciando bollire per 30 di minuti, o più se vogliamo che diventi più concentrato e quindi più dolce, aggiungiamo la frutta con la buccia tagliata a quarti, la bacca di vaniglia aperta, mescoliamo e lasciamo cuocere a fiamma bassa. Ora se vi, ci piace aggiungiamo lo zucchero. La mostarda deve cuocere per molto tempo, circa 4/5 ore, dipende da quanta acqua è nella frutta e da quando avremo fatto bollire il mosto prima di aggiungere la frutta, quindi mescoliamo spesso. Quando sarà completamente bella soda spegniamo ed invasiamo nei vasetti sterilizzati al forno per 20 /30 minuti. Chiudiamo con i loro coperchi e lasciamo che si crei il sottovuoto. Possiamo sterilizzare in acqua per 30 minuti partendo da quando comincia a bollire. Ma non è necessario perché la mostarda è zuccherina e non ha il rischio di rovinare. Ponetela in dispensa e aspettate un po’ di tempo prima di mangiarla. Buona, solare provatela sopra il pane, con un formaggio pecorino fresco o stagionato o con la ricotta ovunque. Ricordo che più il mosto bollirà, più sarà dolce e denso.

Buona vita, buona mostarda della nonna.

A presto con le ricette dimenticate!