Antipasti

Mostarda di mele cotogne e marmellata di mele cotogne alla vaniglia o allo zenzero o spezie

Sono già pronte le mele cotogne!

farina e fiore.com

La mostarda è una marmellata di frutta cotta nel mosto fresco. Non è per niente come la classica piccante per l’aggiunta di senape. Prende il nome di mostarda per il semplice fatto che la frutta viene cotta nel mosto d’uva fresco. È una ricetta antica contadina che forse pochi ricordano o conoscono. È veramente una delizia per il palato per il suo soave sapore ed il profumo di rose. È buona solamente col pane ma rende i formaggi freschi che stagionati ancora più appetibili. Messa nel ripieno dei saccottini o crostatine è una prelibatezza. Per la cottura della marmellata aggiungere acqua invece del mosto d’uva fresco.

ingredienti

Per quanto riguarda il mosto d’uva fresco, se non lo trovate, basta acquistare della buona uva bianca dolce, tipo moscato. Dopo averla lavata, sgranare i chicchi e passarli al passaverdura e filtrare per togliere ogni eventuale residuo.

1 litro e mezzo di mosto…

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Marmellata di pomodorini verdi mele e limoni al mosto

La marmellata di pomodorini verdi o si ama o si odia. Io la trovo molto buona, fresca e stuzzicante. Ho un ricordo molto caro di quando mia madre la preparava in una grande pentola perché avendo una grande famiglia, cinque figli, le merende erano molte. Si usava mangiare pane burro e marmellata o pane e ciasculo il salame morbido che si spalmava sopra la fetta. Mia madre la faceva bollire ore ed ore fino ad quasi farla caramellare. Io non lo faccio, la preferisco morbida e con il sapore ancora aspro degli ingredienti usati. Questo tipo di marmellata oltre che ad usarla nella maniera classica, pane o crostate, si gusta con formaggi freschi ed anche forti. Vedete voi. Se non vi piacerà, ditemelo. Pazienza!

Ingredienti

700 gr di pomodorini verdi o pomodori grandi

300 gr di mele acerbe

Il succo e la buccia di due limoni

450 di zucchero semolato o integrale di canna, tanto sempre zucchero è, se volete, potete usare 350 gr di eritritolo un dolcificante naturale e senza calorie

250 di mosto fresco, se non lo trovate potete usare uva bianca anche da tavola che dopo averla sgranata la passerete al passaverdura, ottenendo il succo che potrete usare per la marmellata

Preparazione

Tagliamo pomodorini in due, eliminando tutti i semini, le mele a pezzetti, le bucce di limoni a filetti e mettiamo nella pentola destinata alla cottura della marmellata, uniamo metà dello zucchero ed il succo dei due limoni. Lasciamo riposare mezza giornata per far rilasciare il succo di vegetazione degli ingredienti. Passato il tempo mettiamo a bollire lentamente unendo l’altra metà di zucchero, il mosto e mescoliamo spesso per non farla attaccare al fondo. Ora se a voi piace potete frullare il tutto per ottenere una purea, io l’ho fatto. Decidete a vostro gusto. Quando la marmellata comincia a rapprendersi, facciamo la prova del piattino, se non scivolerà è pronta per invasare nei vasetti sterilizzati al forno a 100 per una mezz’ora. Prima di chiudere se ci piace lasciamo cadere sopra un goccio di rum, o di limoncello o di un liquore all’arancia. Io ho provato con un po’ di anisetta e devo dire che la rende ancora più fresca. La nostra marmellata di pomodorini verdi è pronta da gustare. Mettiamola in dispensa e facciamone uso anche come regalo per Natale.

Buona vita, buona marmellata di pomodorini verdi, mele e limoni al mosto.

Anna Maria

Mostarda di fichi mele con e senza zucchero

Già di sente nell’aria il profumo del mosto fresco girando per le campagne marchigiane e non solo. Un anticipo d’autunno di questa fine d’estate di un agosto particolarmente caldo. Ma del resto è il suo tempo! Rimpiangeremo queste giornate come sempre succede! Consoliamoci gustando la mostarda di fine estate e inizio autunno con fichi e mele acerbe senza zucchero. È una marmellata fatta con il mosto e frutta, fichi, mele, pere e pesche. Le nostre mamme e nonne la facevano cuocere per molte ore fino ad addensare e sarà dolce solo per il mosto che si concentrerà. Se vogliamo accorciare la cottura, meglio mettere 350 gr di zucchero per ogni chilo di frutta per una più sicura conservazione.

Buona sopra il pane e sopra i formaggi. Certamente ai vecchi di una volta, non sarà mai venuto in mente di accostare la mostarda ed il formaggio.

Questa in foto è senza zucchero. Si mantiene per molto tempo, anche dopo anni è buona. Ai tempi della nonna, era la merenda preferita dei nipoti. Può essere addirittura rimessa a cuocere in forno dentro uno stampo da plumcake con carta forno. Si fa asciugare per bene, si lascia all’aria coperta con una pellicola, quando è bella asciutta la si incarta e si conserva in frigo. Al momento di assaggiarla, si taglia a fette. Buona anche da servire come antipasto con bolliti e formaggi. È più o meno come la cotognata.

Se non avete il mosto fresco, basta prendere uva da tavola o meglio da vino, farla bollire per poco tempo ancora attaccata al grappolo passarla al passaverdura schiacciando bene per raccogliere tutto il succo. Filtrare con una garza per togliere ogni eventuale residuo.

Ingredienti

Un kl. di frutta tra fichi e mele e pere o pesche con la buccia e senza trattamento

600 mml di mosto fresco bianco, teniamone un po’ se vedremo che la mostarda tende ad asciugare troppo presto

Facoltativo 350 gr di zucchero semolato o integrale di canna se vogliamo accorciare la cottura

Una bacca di vaniglia aperta.

Preparazione

Mettiamo nella pentola il mosto, lasciando bollire per 30 di minuti, o più se vogliamo che diventi più concentrato e quindi più dolce, aggiungiamo la frutta con la buccia tagliata a quarti, la bacca di vaniglia aperta, mescoliamo e lasciamo cuocere a fiamma bassa. Ora se vi, ci piace aggiungiamo lo zucchero. La mostarda deve cuocere per molto tempo, circa 4/5 ore, dipende da quanta acqua è nella frutta e da quando avremo fatto bollire il mosto prima di aggiungere la frutta, quindi mescoliamo spesso. Quando sarà completamente bella soda spegniamo ed invasiamo nei vasetti sterilizzati al forno per 20 /30 minuti. Chiudiamo con i loro coperchi e lasciamo che si crei il sottovuoto. Possiamo sterilizzare in acqua per 30 minuti partendo da quando comincia a bollire. Ma non è necessario perché la mostarda è zuccherina e non ha il rischio di rovinare. Ponetela in dispensa e aspettate un po’ di tempo prima di mangiarla. Buona, solare provatela sopra il pane, con un formaggio pecorino fresco o stagionato o con la ricotta ovunque. Ricordo che più il mosto bollirà, più sarà dolce e denso.

Buona vita, buona mostarda della nonna.

A presto con le ricette dimenticate!

LA ZUCCATA

Una ricetta dimenticata di dolce antico della tradizione contadina maceratese. Era scritta su un libro di autore sconosciuto. Le descrizioni dei dolci, di semplice esecuzione, con ingredienti stagionali, autoprodotti, sono identici alle altre province marchigiane. Farina di frumento, di mais, di legumi,come la fava, ed i ceci, uova, frutta secca, mosto cotto, vino cotto, anici e grassi come lo strutto e l’olio extravergine di oliva. Diversi sono i dolci tipo lo strudel, con ripieni di frutta, mele, fichi freschi e la zucca. Ecco allora il dolce dimenticato, la zuccata. Un involucro di sfoglia all’olio extravergine di oliva, con il ripieno di zucca, fichi verdi, mele, limone, cannella, uvetta e pane grattugiato.

Per la ricetta bisogna impastare 500 gr di farina 0, con mezzo bicchiere di olio extravergine d’oliva o di girasole, un pizzico di bicarbonato e acqua quanto basta per ottenere una morbida pasta da poter lavorare con il mattarello in una sfoglia tipo strudel. Si lascia riposare dentro una ciotola coperta con la pellicola. Intanto si fa lessare la zucca arancione a pezzi in acqua bollente leggermente salata fino a quando si presenta morbida. La si scola per bene e si lascia ad asciugare in forno tiepido per far si che perda tutta l’acqua. Si frulla, si uniscono, poco pane grattugiato, cannella, buccia e succo di limone, zucchero, fichi, uvetta lavata e asciugata e pezzetti di noci o mandorle, si aggiunge un uovo e un pizzico di sale. Si stende la pasta sottile sopra un grande canovaccio, prima col mattarello, poi con le mani, si sparge un po’ di pane grattugiato e tutto il composto di zucca. Si arrotola, si attorciglia leggermente e si mette a cuocere sopra una teglia foderata di carta forno a calore moderato circa 160 gr per quasi un’ora. Non ci sono le dosi precise, si fa tutto ad occhio come le nostre vergare e nonne. Loro non pesavano nulla e sapevano trasformare una semplice ricetta in un capolavoro. Proviamoci e se vi va raccontatemelo come è venuta la ricetta di questo dolce contadino. La ricetta è di 500 gr di farina con la quale potete fare due zuccate. Quindi se vi sembra troppa come quantità, fate mezza dose, cioè 250 gr di farina.

Buona vita, buona zuccata!

Qui le ricette non le scrive una blogger, ma una mamma che vuole che Serena sua figlia, impari e tramandi le ricette di generazione in generazione! Non fateci caso a come sono i miei racconti e le mie foto. Non sono una fotografa.

Pesche, fichi, mele, zucca, ciliegie, cachi, limoni, zenzero canditi alla vaniglia

Un modo più semplice per conservare la bella frutta estiva e non!

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Mettiamo l’estate e i suoi dorati frutti in barattolo.

Un lavoro un po’ lungo, che richiede pazienza ma che alla fine, ci dà soddisfazione e soprattutto tanta dolcezza. La frutta così candita, immersa nel suo sciroppo, mantiene il sapore ed il profumo e resta soda. Meglio di quella sciroppata che a volte, nell’aprire il suo barattolo, troviamo un prodotto troppo molle e viscido. Provate questa preparazione buona per tutta la frutta. 

Ingredienti

1 kl. e 200 gr. di pesche spaccatelle sode, o fichi verdi con la buccia o mele sode o ciliegie o zucca o cachi mela

1 kl. di zucchero semolato

Semi di vaniglia

1 limone

3 dl di acqua
Preparazione

Dopo aver lavato e asciugato le pesche, mettiamole a bollire per pochi minuti in acqua bollente con il succo del limone. Scoliamole, lasciamole asciugare sopra una griglia coperta da un canovaccio. Dividiamole a metà, togliendo il nocciolo. Prepariamo…

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Il lonzino di fichi secchi, dolce tradizionale maceratese

Dolce tradizionale maceratese di fine estate da gustare a Natale

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Ricetta!!!
C’è un detto popolare che dice: la nebbia fa maturare i fichi:ed un altro ” a settembre l’ua è fatta e li fichi pénne”, ( a settembre l’uva e i fichi maturano insieme). Questo è il periodo dove si raccolgono i fichi verdi cori e i rosso nerastri…Fichi del diavolo.

“Li fichi de Recanati”, erano i migliori e gli abitanti dei centri vicini sfottevano i recanatesi, con il detto” se non fosse per i frutti dei fichi, i recanatesi sarebbero tutti distrutti”

Torniamo al lonzino.

I fichi devono essere essiccati al sole, infilati con uno spago. Ora noi…..dell’era moderna, usiamo l’essiccatore o il forno tradizionale a bassa temperatura o quello a microonde….. non mi mandate a quel paese…..sono ancora qui dopo tanto tempo che lo uso.

Ci vogliono fichi secchi, foglie di fico lavate ed asciugate, nocciole, pinoli, mandorle, buccia di limone e di arancia e se piacciono, semi…

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Polvere di pomodoro! 

Ora o mai più

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Non è certamente l’ora dei pomodori maturati al sole e nemmeno il tempo per preparare la passata. Se Dio vuole arriverà l’estate quando tutti i prodotti della terra, saranno pronti per essere trasformati in conserve per la stagione del freddo. Una semplice azione è quella di adoperare gli scarti dei pomodori, quelli giornalieri che si usano nei sughi e quelli della passata che verrà conservata in bottiglia. Basta farli seccare in forno, io usato il microonde, ma si può usare quello normale, a bassa temperatura, o in essiccatore o al sole coperti da una retina. In quest’ultimo caso, bisogna ritirarli la sera per evitare che si formino muffe. Una volta essiccati basta frullare in un buon frullatore o nell’omeogenizzatore, per capire quello di una volta che si usava per i bambini. Bisogna poi farli asciugare bene in carta forno e sistemare in sacchettini ed in congelatore. In questo modo conserveranno…

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