olio extravergine d’oliva

Torta dolce di Pasqua senza glutine

Può essere utile questa ricetta per preparare un dolce pasquale per chi è intollerante al glutine, sostituisce la classifica torta tradizionale con glassa bianca e confettini colorati.

Provatela e mi direte.

Ingredienti

3 uova.

150 gr. di zucchero a voi la scelta, fra quello di canna o metà di zucchero e metà di miele, io ho optato per la seconda scelta

sale

semi vaniglia

una bustina di lievito per celiaci.

75 gr. di farina di quinoa

75 gr. di cocco

150 gr. di grano saraceno

150 gr. di burro senza lattosio fuso e a temperatura ambiente, o olio di oliva circa mezzo bicchiere di carta, o olio di girasole a voi la scelta. Io uso il burro perché è già una condanna essere celiaci e quindi faccio del tutto per aver un prodotto più buono al palato

Semi di vaniglia

Preparazione

Lavorare a mano o in planetaria le uova e lo zucchero, unire il sale e la vaniglia fino ad ottenere un composto montato, unire le farine mescolate al lievito e il burro fuso o l’olio. Mettere il composto su una teglia di 25 cm, imburrata e foderata di carta forno e cuocere a 170 gr. per 35/ 40 minuti, regolatevi con lo stecchino e se vedete che sopra colora troppo, coprite con alluminio.

Lasciare freddare bene prima di tagliarla in due e farcire con crema al limone all’acqua, se volete potete fare lo sciroppo con acqua e zucchero per inzupparla, ma questa torta è morbida e friabile e non ha bisogno di essere bagnata.

Per la crema al limone, mescolare 120 gr. di maizena, 180 di zucchero, e tre tuorli con 430 gr. di acqua, buccia di limone e succo, cuocere lentamente come la crema pasticcera profumandola se vi piace con limoncello. Farcire la torta e riporla in frigo. Per guarnire fare la meringa all’italiana, la ricetta penso che la sappiate o la cercate. Oppure spolverare con zucchero a velo e cocco.

Per una glassa più facile lavorare 100 gr di zucchero a velo con due o tre cucchiai di acqua fino ad ottenere una crema densa al punto giusto per coprire la torta. Regolarsi con l’acqua perché se la glassa si presenta liquida si può aggiungere lo zucchero o se troppo dura altra acqua. Decorare con confettini colorati.

Buona vita, buona torta di Pasqua senza glutine ❤️

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Li caciù có la faetta

Siamo già alla fine del tempo di carnevale, molti dono i dolci tipici quasi sempre fritti e tanti anche tramandati di generazione in generazione!

Nel maceratese oltre i famosi scroccafusi, la cicerchiata, e le sfrappe ci sono “li caciù co la faetta”, sono piccoli ravioli ripieni di fave secche, in campagna la “vergara”, usava quelle che erano lasciate per la semina dell’anno che correva, vengono aggiunti lo zucchero, il cacao, la buccia di limone, il mistrà fatto in casa e solo in tempi più recenti anche la cannella. I ravioli hanno una sfoglia povera senza uova, quest’ultime si aggiungevano solo in tempi di abbondanza.

Le versioni per questi ravioli possono essere diverse, al posto delle fave si possono usare le patate ed i ceci!

Per fare li caciù co la faetta bisogna cuocere le fave secche messe in ammollo per una notte oppure quelle decorticate che hanno un tempo di cottura più breve, nell’acqua si mette una foglia di alloro. Una volta cotte si frullano se decorticate o al setaccio se intere, si aggiungono un pizzico di sale, lo zucchero, il mistrà, il cacao, la buccia di limone e la cannella se piace. Si mescola per ottenere una purea che se risulta dura si aggiunge l’acqua di cottura.

Per la sfoglia si lavora la farina 500 gr, tre cucchiai di olio extravergine di oliva, tre di mistrà, tre di zucchero ed un pizzico di sale con tanta acqua quanta ne serve per ottenere una pasta tipo tagliatelle. Si stende con la macchinetta della pasta in uno spessore sottile. Sopra si mette un cucchiaino di purea di fave. Si chiude a raviolo ed una volta finiti tutti, si friggono nell’olio di arachidi. Non bisogna farli cuocere troppo e non farli scurire perché non fanno bene alla salute!

Se piace si spolverano di zucchero!

Questi sono dolci senza nessun ingrediente di origine animale buoni per chi è vegan!

Sbrighiamoci perché il carnevale sta per finire!

Buona vita, buoni caciù co la faetta!

A presto ❤️🌹

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Clafoutis di cavolo nero alla ricotta e sesamo

Dalla finestra con i vetri appannati dal vapore della cucina, vedo i bei cavoli neri che spiccano con le loro foglie rustiche e rugose. Mi metto un paio di scarponi, prendo il coltello e piano piano cercando di non scivolare sulle foglie cadute lo scorso autunno che sono ancora lì, mi avvicino al cordolo che separa l’orto dalla strada. Faccio alcuni passi, mi avvicino alle coltivazioni, taglio alcune foglie di cavolo nero, pensando a come usarle, mi avvio verso il porticato di casa.

Mi metto a pulire le foglie scartando la costola che resta sempre dura, metto l’acqua a bollire con il sale, dopo aver lavato bene i cavoli, li immergo, li copro con il coperchio, appena cominciano a bollire, scopro la pentola e affondo le foglie. Le lascio bollire ancora un po’, le scolo, le faccio asciugare bene e nell’attesa penso a come usarle.

Cosa fare? Ci sono delle uova di galline felici, ho la ricotta, mi manca ancora qualche ingrediente. Le patate, che dopo averle fatte a fettine, le faccio cuocere a microonde dentro una ciotola di vetro con un goccio di acqua. Le patate cotte in questo modo, risultano più buone e sode.

Prendo un’altra pirofila, metto un giro di olio extravergine di oliva, la fodero con le foglie di cavolo nero, unisco la ricotta a fiocchetti, sale, curcuma, pepe nero, parmigiano reggiano, sesamo e le patate l’olio extravergine di oliva continuando così fino ad esaurimento degli ingredienti. Chiudo con le foglie di cavolo nero e le patate. Sbatto due uova con un bicchiere di latte, sale, noce moscata, curcuma e parmigiano reggiano ed un filo di olio extravergine di oliva, verso sul tutto e spolvero con il sesamo. Metto in forno a180 gr statico e faccio cuocere per circa 30 minuti. Più o meno.

Metto in tavola e gusto insieme ai miei il clafoutis di cavolo nero e ricotta.

Il giorno dopo quello che era avanzato l’ho riscaldato a microonde ed era ancora più buono.

Buona vita, buon clafoutis di cavolo nero e ricotta!

Pane con farina di farro al burro e semi di papavero

Un pane buonissimo, profumato, croccante proteico e digeribile adatto ad essere mangiato da solo o con marmellata a colazione o con salumi o per fare delle tartine.

Avevo finito il pane naturale e non era pronto e maturo il lievito madre appena rinfrescato. Ho pensato allora a fare questo pane più proteico per le uova che gli donano una particolare struttura e colorazione e con il burro che lo rende ancora più saporito con la crosta croccante.

Per prima cosa ho preparato un lievitino che è maturato tutta la notte a temperatura ambiente mettendo in una ciotola 100 gr di farina 0, un gr di lievito disidratato, 50 gr di acqua ed un cucchiaino di zucchero, ho mescolato e l’ho coperto con la pellicola e lasciato così fino al mattino.

Se si ha fretta e serve un pane subito, bisogna mettere mezza bustina di lievito disidratato nell’impasto ed attendere un paio di ore per il raddoppio.

La mattina ho messo nella ciotola della planetaria 100 di farina di farro, e 400 gr di farina 0, il lievitino che era stato preparato la sera prima, l’acqua e qui ci deve regolare, non deve essere molta per perché poi si dovranno aggiungere due uova uno alla volta, un po’ di sale io non ne metto troppo, ho fatto partire la planetaria aggiungendo semi di papavero. Una volta che l’impasto ha preso forza e lo vedremo quando le pareti della ciotola della planetaria risultano pulite ho unito 50 gr di burro morbido. Si potrebbero usare anche 30 gr di olio di oliva al posto del burro però ha un altro sapore. L’ho lasciato assorbire bene ed ho lavorato il pane sopra la spianatoia per formare la classica palla che ho inciso a croce. L’ho lasciato lievitare rimettendolo dentro la ciotola fino al raddoppio Ho coperto con un sacchetto di surgelati e messo nel forno con la lucina accesa.

Al raddoppio, ho lavorato la pasta del pane sopra la tavola infarinata ho fatto le pieghe a tre una ogni quarto d’ora. Infine ho sgonfiato un po’ la pasta l’ho tagliata in due pezzi, con le mani ho formato due filoni che ho intrecciato per avere una bella treccia. Ho messo a lievitare ancora sopra una teglia foderata con carta forno fino al raddoppio. Ho acceso il forno a 200 gr statico, ed una volta raggiunta la temperatura ho fatto cuocere spruzzando con uno spruzzino l’acqua per creare un po’ di vapore. Dopo una decina di minuti, ho abbassato a 180 gr e via via fino a 150 / 160 gr fino a dorare. Ci vorranno circa tre quarti d’ora. Ci dobbiamo regolare perché ogni forno cuoce diversamente!

Il pane risulta leggero, buono e saporito!

Fate una prova se vi va!

Buona vita, buon pane di farro al burro e semi di papavero!

Strudel salato con ricotta, finocchi, mele e uvette alla cannella

Sembra strano mettere la cannella in uno strudel salato, ma se ci pensiamo bene, non lo è affatto, ci piacciono i ravioli ricotta e cannella, i bocconcini di pollo, un risotto e la carne e i legumi. Se la si ama questa spezia, si ama ovunque. Per questo strudel ho fatto una sfoglia con uova, latte ed olioextravergine d’oliva. Vediamo gli ingredienti.

ingredienti per la sfoglia

500 gr di farina 1 macinata a pietra Spadoni

Due uova

Tre cucchiai di olio extravergine di oliva

Un bicchiere di latte più o meno

Un pizzico di sale

Una bustina di lievito per torte salate tipo pizzaiolo

Per il ripieno

100 gr di ricotta vaccina

Cicoria, finocchi e una mela cotti insieme e se vi va ripassati in padella con aglio ed olio extravergine di oliva, io non l’ho fatto

Sale q b

Cannella

50 gr di uvetta lavata ed asciugata

Prepariamo la sfoglia mettendo nella ciotola o sopra la spianatoia, la farina, il lievito tutto setacciato, le uova, l’olio extravergine di oliva, il latte non tutto in una volta, e il sale. Impastiamo bene, dovremo ottenere una pasta morbida, quindi regoliamoci con il latte. Quando la sfoglia è bel lavorata, la facciamo riposare per un’ora sotto la ciotola. Intanto avremo fatto cuocere la cicoria, con i finocchi e le mele in acqua salata. Scoliamo tutte le verdure strizzandole con le mani, le tagliamo a pezzetti ed uniamo la cannella, le uvette, l’olio extravergine di oliva, il sale, ora potete decidere se ripassare in padella con aglio, e la ricotta. Mescoliamo per amalgamare il tutto. Stendiamo sottilmente la sfoglia prima con il matterello poi con le nocche delle mani, spalmiamo sopra le verdure con la ricotta, chiudiamo le due parti laterali, poi arrotoliamo come uno strudel. Spennelliamo con un po’ di latte e mettiamo a cuocere in forno già caldo a 200 gr per 30/35 minuti. Dovete regolarvi con il vostro forno. Il mio cuoce molto e devo mettere un foglio di alluminio sul pavimento del forno, poco dopo l’inizio della cottura e poi sopra prima di finire la cottura che deve risultare croccante. Con questa dose di pasta potete fare metà per questo strudel e metà per uno dolce. Poi vi farò vedere come l’ho fatto. Vi garantisco che il sapore è strepitoso. Scusate se me lo dico da sola. Ma per me, per i miei è così.

Buona vita, buono strudel salato di cicoria, finocchi, mele al profumo di cannella.

A presto!

Trancio budino di mele e mandorle allo yogurt greco

Tante mele ogni anno, ad agosto, tante marmellate e dolci tipici e della nonna. Le torte di mele per me hanno sempre un certo fascino. Non so perché, ma ogni volta che ne vedo in foto mi viene subito la voglia di mangiarne. Mi fanno immaginare una tavola apparecchiata con le tovagliette da the di una volta che pochi ora conoscono perché sono ormai demodé. Una bella teiera e tazzine di porcellana e tanto zucchero a velo cosparso sopra il dolce di mele. Sembra una scena di altri tempi! Ora la colazione è diversa forse più salutare, senza zuccheri, più proteine, magari anche salata. Ma io preferisco quella tradizionale, sono di altra epoca. Non importa, per il tempo che mi resta da vivere, voglio fare a modo mio, non a modo di altri e di moda! Buona e dolce colazione amici!

Questi sono gli ingredienti per il trancio budino alle mele, mandorle e yogurt greco, vi servono una ciotola e una frusta.

1 bella mela che tagliamo a cubetti e la spruzziamo con il succo del limone

2 uova di gallina felice ( ma sarà vero?)

60 gr di olio di girasole o d’oliva leggero

100 gr di farina 0 bio

200 gr di yogurt greco bianco

80 gr di zucchero semolato o di canna

Una manciata di mandorle con la buccia lavate e tenute a bagno per una notte, poi sciacquate

Cannella q b

Un cucchiaio di lievito bio per dolci

Preparazione

Lavoriamo lo yogurt bianco, l’olio, lo zucchero e le uova con la frusta, cercando di amalgamare bene il composto. Uniamo la farina, la cannella ed il lievito setacciati, le mele e le mandorle a pezzetti e infarinati. Versiamo in uno stampo da plumcake foderato di carta forno e mettiamo a cuocere a 160 per 45/50 minuti. Facciamo la prova dello stecchino che deve uscire asciutto. Sforniamo e lasciamo che si raffreddi dentro lo stampo. Prima di gustarlo spolveriamo di zucchero e cannella.

Buona vita, Buon trancio budino di mele e mandorle.

Hummus di ceci e fagioli con la portulaca

La portulaca, o porcacchia come si chiama dalle nostre parti nel maceratese, è una benedetta o maledetta, ma credo proprio di no, piantina infestante che cresce ovunque tappezzando vasi, ciotole, muretti e aiuole. Può essere fastidiosa ma è certamente buona se usata in cucina. Non dimentichiamo che è ricca di tante proprietà come salminerali e omega 3 che fanno tanto bene al nostro apparato cardiocircolatorio. In cucina si mangia cruda nelle insalate, mescolata a zucchine, melanzane grigliate e non, a semi vari, uova e formaggio per formare delle polpettine. In crema o hummus fatto con i ceci e fagioli da spalmare su crostini o per condire una pasta o riso estivi. Basta raccoglierla ed usare le sue foglioline e se ci sono anche i semini buoni, semplici come i più famosi semi di Chia.

Per la preparazione di questa ricetta ho usato dei ceci e fagioli lavati e sciacquati diverse volte, messi in ammollo con un cucchiaio di aceto di mele per tutta la notte ed anche di più, cotti il giorno dopo in acqua fredda e salati solo a fine cottura. Li ho scolati, tenendo da parte l’acqua di cottura, li ho frullati, certo col mortaio è tutta un’altra cosa, con le foglioline di portulaca, vi do un’altra idea, potete usare anche la rucola per una “pizzicosa” crema, il nostro olio extravergine d’oliva, succo di limone, curcuma, pepe nero, semi di girasole aggiungendo se è necessario, un po’dell’acqua di cottura dei legumi. Buona nel pane tostato, nelle fette di melanzane grigliate o semplicemente al forno a microonde per pochi minuti, il tempo solo di renderle morbide, con sottili fette di zucchine anche crude e pomodorini confit e tante erbe aromatiche.