spezie

Lasagne di finocchi e scamorza

È una fredda sera di novembre, siamo in tempo covidoso e non si sente e non si vede nemmeno una creatura da queste parti…..com’è del resto in ogni parte del mondo, la gente quella che può farlo, resta rintanata in casa! Se fosse stata una serata di un anno fa, qui si sarebbero sentite le voci di bambini che stavano giocando a pallone e poi le mamme tutte insieme che stavano uscendo dalla palestra. Ora niente, c’è una sola auto parcheggiata poco più su, davanti il piazzale della scuola! Meglio non sprecare parole ed impressioni, a che servono?

La giornata è volta al termine, anche oggi mi sono data da fare per non morire di ansia, e di là e di qua e di fuori a raccogliere foglie di foglie per “pettinare”, un po’ il nostro orto giardino scapigliato. Ho rimesso al riparo tutte le mie amate piante grasse e fiorite. Sotto il porticato sembra di essere all’aperto al gelo per quanto freddo trasmettono le piante.

Non mi perdo d’animo ed entrò in cucina. Prendo i finocchi che sono al fresco fuori, li lavo, li taglio a fettine, l’idea buona c’è, voglio fare le lasagne di finocchi. Come? Ho ancora il sugo fatto domenica, lo prendo dal frigorifero, lo scaldo, intanto faccio la besciamella ma non con il latte perché con il pomodoro del sugo, mi farebbe male, la faccio con l’acqua, velocemente mescolo due cucchiai di farina con l’acqua, la lascio cuocere per pochi minuti al forno a microonde, solo a fine cottura metto il sale, l’olio extravergine di oliva la noce moscata ed il parmigiano reggiano. Anche a microonde faccio cuocere le fettine di finocchi, un filo d’acqua e coperto da un altro piatto lascio fino a 6/7 minuti. Li scolo e li mescolo al sugo insieme alla besciamella. Faccio uno strato dentro la pirofila di finocchi, uno di fettine di scamorza e così strato per strato finisco con una spolverata di parmigiano reggiano. Metto in forno a 180 gradi per mezz’ora o poco più! Buone per davvero queste lasagne, per una serata difficile sono riuscite a darmi un po’ di serenità. Del resto non ci vuole molto quando mangio ciò che mi piace!

Buona vita, buone lasagne di finocchi e scamorza ❤️

Cannelloni di carne e mele cotogne

Giù, scendendo le scale c’è il piano interrato della casa, ampio, fresco d’estate e caldo d’inverno, ove trovare rifugio e tranquillità, distaccandosi dalla routine quotidiana dell’abitazione. Un luogo protetto dai rumori della strada ideale per dedicarsi alla lettura di un libro in completo relax o per esercitare qualche hobby della famiglia. È il posto giusto per Il gatto rosso che laggiù si sente più a suo agio. C’è un grande camino, c’è il presepe stabile che ogni anno viene rinnovato, c’è il forno a legna grande troppo grande per una famiglia ormai “spezzettata”, c’è la cantina pure quella a riposo. C’é la zona salotto, la zona pranzo, l’angolo cottura con anche la madia e le mensole rosse e oggetti antichi e pentole di rame appese. C’è che ogni tanto per sentire l’atmosfera natalizia, mi ritrovo a cucinare pasti più lunghi ed elaborati davanti alla fiamma del camino acceso. C’è che se non mi affretto……pensiero naturale 🙏 indovinate!!!

Intanto che vivo, la cucina vive!

Voglia matta di cannelloni e ho solo gli albumi che per la pasta fresca vanno bene uguale. Al ripieno per camuffare il sapore della carne, che non mi piace, ho unito oltre ai soliti ingredienti parmigiano reggiano, albume e noce moscata anche la rucola e la mela cotogna. La besciamella con l’olio extravergine d’oliva e parmigiano reggiano.

Per preparare il ripieno dei cannelloni ho fatto cuocere un misto di carne di pollo e di vitello con carote, cipolla e sedano, con pochissimo olio extravergine di oliva, appena tutto si è rosolato, ho aggiunto un goccio di cognac, sfumato l’ alcool, ho unito il latte per finire la cottura e far ammorbidire le carni. Nel frattempo ho fatto cuocere una mela cotogna nel forno a microonde con un filo di acqua, se questo forno non lo si usa, basta cuocere la mela in un pentolino con acqua.

Ho lasciato raffreddare carne e mela ed ho impastato la pasta con gli albumi insieme alla farina 0 e semola rimacinata di grano ed un pizzico di sale ed un filo di olio extravergine di oliva. Ho lasciato riposare la pasta dentro una ciotola coperta da un piatto piano.

Per il ripieno

Ho macinato le carne e la mela cotogna dentro il robot con le lame d’acciaio, ho unito un albume, parmigiano reggiano, noce moscata e foglioline di rucola. Se queste non l’abbiamo, vanno bene timo ed erba cipollina. Una volta tutto amalgamato, ho steso la pasta, l’ho passata sulla macchinetta in uno spessore sottile ed ho tagliato a quadrati. Li ho lessati in acqua bollente salata, li ho scolati benissimo e fatti freddare nell’acqua fredda in una ciotola, li ho tirati su e stesi sopra la tovaglia per togliere tracce d’acqua. Con un cucchiaino ho coperto tutti i quadrati di pasta che ho chiuso a cannelloni.

Ho fatto la besciamella all’acqua mescolando tre cucchiai di farina ed acqua, io faccio ad occhio. Ho messo a cuocerla a microonde per alcuni minuti, ho mescolato salato e unito olio extravergine di oliva, noce moscata buccia di limone. Se la besciamella fosse risultata troppo dura, avrei aggiunto un po’ di acqua tanta quanta ne sarebbe servita per farla diventare morbida. Poi bastava mescolare per bene.

Ho preso una pirofila, vi ho versato un po’ di besciamella, i cannelloni ed ancora la besciamella coprendoli per bene! Ho fatto cuocere a 180 gradi fino a gratinare la superficie!

I cannelloni fatti così risultano molto delicati e leggeri.

La mela cotogna spegne il sapore delle carni ed il parmigiano reggiano l’addolcisce.

Un po’ di lavoro in più, per questo piatto ma ne vale la pena!

Buona vita, buoni cannelloni di carne e mela cotogna ❤️

Torta di uva e mosto fresco al pan di zenzero

L’uva squisito frutto ed ottimo alleato anche nella nostra cucina dove arricchisce ogni preparazione sia salata che dolce, ha numerose virtù perché ricca di sali minerali che rafforzano il nostro organismo e può essere utile per tenere sotto controllo la pressione sanguigna. L’uva impiegata nei dolci ci permette di usare meno zucchero e e il suo succo può essere usato al posto dei latticini.

La torta di uva che vi racconto ora, ha il mosto fresco appena spremuto, se non l’abbiamo a disposizione, può essere sostituito da il succo di uva che possiamo fare noi o con l’estrattore o con un passaverdura in questo secondo modo, dobbiamo filtrare il prodotto per togliere la buccia.

Passiamo ora agli ingredienti

Per una tortiera di 20/22 centimetri

200 grammi di farina 0

75 grammi di maizena

Due uova di galline felici

60 grammi di zucchero

40 grammi di zucchero integrale di canna

70 gr di olio di girasole

70 grammi di mosto fresco o succo di uva bianca o nera

Un grappolo d’uva bianca o nera per il ripieno e per decorare la superficie

Una bustina di lievito per dolci

Buccia di limone

Vaniglia o vanillina

Spezie cannella, zenzero, noce moscata, pepe nero, chiodi di garofano per questi ultimi, io frullo una quantità di zucchero e chiodi di garofano fino ad ottenere una polvere profumata così non me li trovo nelle diverse preparazioni. Conservo lo zucchero così profumato in un barattolino.

Preparazione

Montiamo lo zucchero bianco con le uova, appena si presenta bianco, uniamo lo zucchero di canna, il succo di limone e l’olio di girasole, il mosto o il succo di uva, le spezie, la vaniglia o la vanillina ed infine una terza parte della farina con la maizena setacciate insieme al lievito, mescoliamo bene e mettiamo l’altra parte mescolata ai chicchi d’uva.

Versiamo il composto nello stampo foderato di carta forno, unendo sopra altri chicchi d’uva, mettiamo a cuocere a 180 gradi per quasi un’ora. Se la superficie scurisce, copriamo con un foglio di alluminio. Facciamo la prova dello stecchino che deve uscire asciutto!

Spegniamo il forno e lasciamo freddare con lo sportello aperto. Sformiamo il dolce e gustiamolo con una tazza di tè. La torta si mantiene meglio in frigo ed è anche più buona! Con la temperatura alta in casa, l’uva potrebbe rovinare il dolce.

Buona vita, buona torta di uva al pan di zenzero ❤️

Marmellata di pere o mele alle spezie

Con questo caldo afoso, la frutta soffre di siccità, l’acqua delle irrigazioni non penetra nel terreno per quanto è arida la terra. Le mele e le pere verdi che non maturano cadono in terra. Buttarle mi sembra peccato. Mangiarle acerbe non è possibile. Che farci? Succhi di frutta e marmellata e burro di mele. Sì, questo è una buona preparazione che sostituisce lo zucchero ed i grassi quando vogliamo fare un dolce. Qui la ricetta 👉 https://farinaefiore.com/2016/09/24/burro-di-mele/

Questa marmellata alle spezie è molto buona, piena di sapori e profumi, ottima per i formaggi e per la colazione sopra una buona fetta di pane. Le spezie sono le più diverse, dalla cannella, allo zenzero, all’anice stellato, al macis, alla buccia di arancia.
Le spezie possiamo sceglierle sfuse e poi dosare a nostro gusto. Io ho usato quelle che si vendono in Trentino già dosate e di varie specie.

Quindi se ci cadono mele e pere usiamole, facciamoci la marmellata che nella stagione invernale ci farà ricordare l’estate passata. Non sprechiamo niente su questa terra che sa ancora farci doni unici, preziosi. Il tempo va!

Ingredienti

In chilo di mele o pere

650 grammi di zucchero o 500 grammi

Un limone buccia e succo

Spezie varie noce moscata, chiodi di garofano, buccia d’arancia , cannella, macis, cardamomo, anice stellato zenzero

Un bicchierino di acquavite alle mele o alle pere.

Preparazione

Laviamo la frutta, togliamo i semini, il torsolo, le tagliamo a pezzi e le sistemiamo in una ciotola insieme allo zucchero, alla buccia di limone ed al succo. Lasciamo riposare coperta con la pellicola per una notte.

La mattina, togliamo le mele o le pere, mettiamo il loro succo nella pentola e facciamo cuocere fino al primo bollore, aggiungiamo la frutta e le spezie, quelle tipo chiodi di garofano ed anice stellato messe in un sacchettino di tela leggera, in modo che potremo toglierle a fine cottura. Le altre come la cannella lo zenzero grattugiato li lasciamo liberi. proseguiamo la cottura mescolando e schiumando se ce ne fosse bisogno. Quando vedremo la marmellata raggiungere una giusta consistenza, spegniamo la fiamma. Io vi consiglio di far riposare la marmellata per una notte, in questo modo capiremo se è giusta come consistenza, perché se non lo fosse, potremmo farla addensare sul fuoco o aggiungere un po’ di acqua se fosse troppo densa. A questo punto la invasiamo nei vasetti sterilizzati a microonde e prima di chiuderli, aggiungiamo un cucchiaino di acquavite di mele o di pere o un altro liquore.

Possiamo ripetere la sterilizzazione per maggior sicurezza. Metteremo i vasetti freddi nella pentola, la portiamo a bollore e lasciamo bollire per una ventina di minuti. Spegniamo e lasciamo raffreddare i vasetti che riporremo in dispensa.

Buona vita, buona marmellata di mele o pere alle spezie!❤️

Calcioni “caciù” di pecorino fresco dolce e ricotta alla vaniglia e calcioni con la ricotta e pere all’arancello

Mettersi a fare dei dolci tradizionali pasquali in piena stagione estiva, credo sia una pazzia. Siccome io appartengo a quella specie di razza con qualche rametto di poco normale sulla testa, non mi scompongo ed anche se questi per me sono giorni cruciali dove ho tutto e tanto da fare, mi rilasso stando in cucina.

Di buon mattino, tanto la notte non dormo per il pensiero di questo periodo, mi metto al lavoro. C’è una bella quantità di pere raccolte nel nostro orto giardino scapigliato, mele e tante zucchine e pomodori e cetrioli…….anche trattato male, lui l’orto giardino scapigliato, è bravo a regalarcene di doni.

Prendo le pere dal cestino di nonna “Margarita”, le lavo, le taglio a cubetti, le spruzzo di limone e le spolvero con tre cucchiai di zucchero. Le potrei lasciare crude, ma penso sia meglio scottarle un po’ a microonde, voi lo potete fare in un pentolino, basta solo farle ammorbidire. Intanto che le pere si raffreddano, preparo la pasta frolla con la ricetta del vecchio calendario di ricette pane degli angeli. La sua ricetta della pasta frolla è sempre la migliore per fare i calcioni e le crostate. È come quella della mamma.

Proseguiamo e facciamo la pasta frolla con questi ingredienti

300 grammi di farina per dolci

150 grammi di zucchero come la ricetta, ma possiamo metterne 100 grammi

Due uova di galline felici

Meno di una bustina di lievito per dolci

150 grammi di burro freddo a pezzi, questo si perché altrimenti non sarebbe così buona la frolla

Un uovo

Vaniglia o vaniglina

Buccia di limone

Per il ripieno dei calcioni con il pecorino fresco dolce

500 grammi di pecorino fresco dolce

Tre cucchiai di ricotta o mista o di pecora

Un uovo intero ed un albume

100 grammi di zucchero

Buccia di limone

Vaniglia o vanillina

Un goccio di limoncello o arancello

Ingredienti per i calcioni con la ricotta e le pere

450 grammi di ricotta

100 grammi di zucchero

Un cucchiaino di maizena

Un uovo ed un albume

Buccia di limone

Pere tre o quattro a seconda della grandezza

Tre cucchiai di zucchero

Arancello o limoncello o estratto di arancia

Preparazione

Per i calcioni con il pecorino prepariamo la frolla lavorando la farina con il lievito setacciati, lo zucchero, due uova, la buccia di limone e la vaniglia, uniamo il burro a pezzi freddo, lasciamo amalgamare e finiamo di lavorare sopra la spianatoia. Schiacciamo la pasta e incartata nella carta forno, la lasciamo riposare in frigo per un paio d’ore più o meno.

Lavoriamo il pecorino fresco dentro il robot con le lame, uniamo la ricotta, lo zucchero un uovo ed un albume, la vaniglia, un po’ di arancello o limoncello e la buccia di limone. Dobbiamo ottenere una crema.

Riprendiamo la pasta, la stendiamo con il matterello sottile, regoliamoci perché non deve rompersi quando facciamo il calcione. Con la rotella tagliamo dei quadrati, in mezzo mettiamo un cucchiaino di ripieno e chiudiamo a mezza luna. Una volta finiti tutti, spennelliamo i calcioni con un uovo ed un po’ di acqua e mettiamo a cuocere a 180 per quasi 20 minuti. I calcioni devono risultare dorati. Spegniamo il forno e lasciamo freddare. Con questa dose di ingredienti vengono più di trenta calcioni.

Per i calcioni con la ricotta e le pere, prepariamo la stessa pasta, mettiamo a cuocere le pere con lo zucchero, il succo di limone, o a microonde o sul gas. Lasciamo freddare. Lavoriamo la ricotta scolata benissimo dalla sua acqua, mettiamocela molto tempo prima di preparare i calcioni, uniamo lo zucchero, il cucchiaino di maizena, 100 grammi di zucchero, un uovo ed un albume, l’ arancello o il limoncello, mescoliamo e prepariamo i calcioni come quelli sopra, li spennelliamo con un uovo ed un po’ di acqua e li mettiamo a cuocere a 180 gradi per una ventina di minuti.

Una volta freddi, prima di servirli spolveriamo di zucchero a velo.

I nostri buonissimi calcioni sono pronti, gustiamoli con un sorso di arancello o limoncello.

Buonanotte

Buona vita, buoni calcioni di pecorino e ricotta con le pere ❤️

Marmellata e gelatina di cocomero all’anice stellato e mistrà Varnelli

Questa è la mia ricetta per preparare una buonissima e solare marmellata di cocomero dal colore rosso brillante e con un sapore particolare dato dall’ anice stellato che potete sostituire con un’altra spezia. Ci stanno bene quelle del vin brûlé, cannella, chiodi di garofano, macis, anici semplici e noce moscata. Queste spezie servono per rendere meno stucchevole il sapore dolciastro del cocomero.

Dalle nostre parti marchigiane terrà del liquore Varnelli, nelle caldissime serate d’estate al canto delle cicale, la serata finisce molto spesso con fette di cocomero servito con un goccio di liquore Varnelli. Nella marmellata ci sta proprio bene e la renderà aromatica anche senza nessuna spezia. A voi la scelta.

Questo è il mio modo di farla.

Ingredienti

1 kl di cocomero

750 grammi di zucchero ma possiamo metterne mezzo

Alcune stelle di anice stellato o vaniglia aperta o spezie miste. Liquore Varnelli o simile

Il succo di limone

Preparazione

Puliamo il cocomero dalla buccia, dai semini, se vogliamo possiamo lasciarne qualcuno perché oltre ad ottenere un tocco di croccantezza, dicono gli esperti nutrizionisti che facciano bene e togliamo i filamenti. Tagliamo la polpa a dadini, versiamola dentro uno scolino e lasciamo riposare per un’ora per far perdere l’acqua di vegetazione. Pesiamo la frutta, uniamo lo zucchero nella percentuale di 750 grammi per un chilo, possiamo fare qualcosa di meno, ma io l’ho trovata ottima con questa quantità, versiamo tutto nella pentola e mettiamo a cuocere sul gas dolcemente. Dopo un quarto d’ora uniamo il succo di limone e l’anice stellato, la vaniglia o le altre spezie. Mescoliamo spesso e proseguiamo la cottura sempre possibilmente con la piastra fra la fiamma e la pentola, se non l’abbiamo, mescoliamo spesso per non farla attaccare. Schiumiamo se c’è bisogno. Facciamo la prova del piattino, mettendo un cucchiaino di marmellata sopra che non deve scivolare. Versiamo la marmellata nei vasetti sterilizzati a microonde o al forno, bastano 10 minuti, prima di chiudere con i loro coperchi, uniamo sopra la marmellata, un goccio di Varnelli o di altro liquore ai semi di anice, tipo la Sambuca.

Posiamo fare la seconda sterilizzazione per stare più tranquilli, ma io dico che non serve. Io l’ho ritrovata bella e buona dopo molti anni senza averla fatta sterilizzare. Però fate come vi sentite.

Per la gelatina

Ingredienti

Un kl di cocomero

750 grammi di zucchero

Il succo di limone

Un cucchiaino di agar agar

Un bicchierino di Varnelli

Preparazione

Tagliamo la polpa a dadini e mettiamola a cuocere con il succo di limone, mescolando fino ad ottenere una purea. Versiamola in un tovagliolo a trama larga, lasciando cadere il succo in una ciotola. Strizziamo bene per far uscire tutto senza sprecare niente. Lo pesiamo ed uniamo lo zucchero nella misura di 750/ grammi per un kl. Possiamo anche metterne di meno. Mettiamo a cuocere unendo subito il cucchiaino di addensante, l’agar agar, mescoliamo spesso e portiamo a bollore a fuoco dolce. Dobbiamo avere la temperatura a 85 gradi che possiamo misurare con un termometro da cucina. Se non l’avessimo, appena bolle spegniamo e lasciamo raffreddare per una giornata. Solo allora, possiamo controllare la consistenza della gelatina. Se la troviamo giusta la riscaldiamo e la invasiamo nei vasetti sterilizzati unendo sopra un goccio di Varnelli. Se non abbiamo raggiunto la giusta consistenza, mettiamo un mezzo cucchiaino di agar agar riportando al bollore. Lasciamo sempre raffreddare prima di invasare solo così avremo capito la giusta consistenza della gelatina e poi invasiamo.

Questa non è il dolce siciliano chiamato gelo di cocomero che si mangia col cucchiaino, ma una gelatina che si usa come una qualsiasi di altra frutta, cioè da spalmare per ricoprire una torta, o per mescolare a creme di formaggio tipo una cheesecake o servita con i formaggi.

Vi racconto ora cosa faccio io con la purea del cocomero avanzata per fare la gelatina. Non la butto via, la peso e la verso in un barattolo insieme allo zucchero che deve essere metà del peso della purea unisco metà di alcol a 90 gradi e chiudo. Lascio riposare per un po’ di tempo e poi filtro. In questo modo ho ottenuto un liquore, il cocomerello.

Marmellata di prugne al tè di agrumi e sbriciolata con farina di sesamo

Allora vi racconto che ancora una volta ieri sera prima di un “verdetto”, qui si va avanti a forza di verdetti, ho fatto due pentole di marmellate di prugne, le ho messe a bollire con il succo di limone, ed appena la sua acqua si è asciugata le ho pesate, ho aggiunto lo zucchero meno della metà del peso ricavato dopo la bollitura, le ho rimesse a cuocere una con l’anice stellato, l’altra naturale e nel frattempo data l’ora, ho preso in mano due bustine di infuso di arancia e mandarino da bere prima di andare a dormire. Ma il profumo di agrumi della Bonomelli, mi ha intrigato e l’infuso è finito nella marmellata che stava cuocendo allungando così la cottura per l’aggiunta dell’infuso, una piccola tazza. Risultato? Ottimo, buon sapore e buon profumo di mercatini di Natale! Corro….corro col pensiero e chissà se potrò ancora andare? 😂❤️😘

E per provare la nuova marmellata non potevo non fare una semplice sbriciolata con anche farina di sesamo. Non vi piacerà? Provate!

Per la sbriciolata lavorare 250 grammi di farina e 50 grammi di sesamo macinato con 150 grammi di zucchero, un uovo, unire 110 grammi di burro freddo, vaniglia sale e mezza bustina di lievito per dolci. Fare riposare in frigo per una ventina di minuti poi ricoprire con briciole di frolla, uno stampo foderato di carta forno, versare sopra la marmellata di prugne ed ancora di briciole di pasta frolla al sesamo. Cuocere a 170 gradi per 35/40 minuti. Regolarsi con il proprio forno!

Buona vita, buona marmellata di prugne all’infuso di agrumi e buona sbriciolata ❤️

Ravioli con fiori di zucchine yogurt bianco greco stracchino e ricotta ai pomodorini

Quasi fino all’alba sveglia ad aspettare una telefonata da mio figlio che non chiama entro l’ora stabilita da lui dopo essere stato a cena con i suoi amici. Alle otto poco più mi dice che appena arrivato a casa, mi chiama. Passano le ore, fino all’una passata nessuna risposta ai miei messaggi e nessuna telefonata. Per il mio carattere apprensivo penso molte cose brutte. Anche per questo tempo ancora di coronavirus, l’idea che mi fa gelare il sangue, è che sia finito all’ospedale. Solo e lontano, muoio di paura. A quasi le due, mi risponde che sta arrivando a casa e si trova a pochi chilometri da noi. Lui è in Umbria e partire così di notte è un po’ strano. Poteva aspettare la mattina! Comunque mi sento sollevata e tutta la mia paura se ne va insieme al sonno. Sono le due e tre quarti, mio figlio è finalmente a casa e cerco di chiudere gli occhi. Tanto è domenica posso dormire di più!

Mi alzo, faccio le mie solite cose mattiniere, penso al pranzo ed al primo piatto da cucinare.

Dentro il cestino ci sono i primi fiori di zucchine maschi e femmine e due piccole zucchine, penso….che ci posso fare con questa misera quantità?

Le lavo, le faccio a pezzetti e le metto in padella con olio extravergine di oliva, un po’ di cipolla, poco perché a me da fastidio ed una volta cotte le faccio raffreddare. Ma le mie idee nella mia testa nascono sotto…..mano, mi basta stare davanti al mio banco di lavoro…….prendo la ricotta, lo yogurt bianco greco appena fatto caldo, caldo, lo stracchino, il parmigiano reggiano, buccia di limone e noce moscata, rompo dentro due uova di galline felici, sì, perché vengono allevate in una terra bella, ampia e solare, mescolo il tutto anche i fiori e le zucchine, ho pronto un buonissimo ripieno per fare i ravioli.

Faccio la pasta fresca con le uova, semola rimacinata di grano duro e di farina 00, la lascio riposare e vado a fare le mie altre solite faccende.

Nel frattempo preparo il sugo con i pomodorini datterini, con un po’ di burro e qui ci vuole……quanno ce vo, ce vo, il burro rende meno aspro il sugo di pomodoro, ma aggiungo anche un po’ di olio extravergine di oliva, le croste di parmigiano reggiano che danno più sapore, in un attimo è pronto. Aggiungo solo a fine cottura Il parmigiano reggiano.

Stendo la pasta con la macchinetta,faccio le strisce, metto sopra un cucchiaino di ripieno e chiudo facendo i ravioli. Vi racconto che avendo tutti gli ingredienti pronti, in un quarto d’ora, poco più faccio normalmente, un vassoio di ravioli…..veloce, più veloce della luce.

Finisco tutti i ravioli, apparecchio, per quattro su cinque, qualcuno ormai fa famiglia a parte, e metto l’acqua a bollire per cuocere i ravioli.

Scolo i ravioli, li passo in padella, mescolo per fargli prendere tutto il sugo e spolvero ancora il parmigiano reggiano, unisco le mie erbe aromatiche e porto in tavola con tutta la grande padella…..non li impiatto perché i ravioli possono rompersi. Eleganza a parte, i miei ravioli sono buonissimi e in quanto a velocità non mi batte nessuno…..ed ero quasi mezza morta!!!

Ringraziamo Dio e viva i figli ❤️

Buona vita, buoni ravioli con fiori di zucchine, ricotta, yogurt bianco greco e stracchino ❤️

Cherry fatto in casa

Le ciliegie, turgide, lucide, rosse come la passione…….quella di ieri, dolci e aspre nello stesso tempo, una tira l’altra…..ma quei noccioli buttiamoli 😂😂…….per fare lo cherry scegliamoli belli puliti…..armiamoci di pazienza e di forza nelle mani, mettiamoli nell’alcol e aspettiamo pazientemente prima di poter bere il nostro cherry! Bello, rosso e corposo!

Quando lo faremo cerchiamo di lasciare attaccata ancora un po’ di polpa delle ciliegie, il liquore diventerà più corposo.

Non c’è una misura, un peso specifico di noccioli per fare il liquore, se ne avete pochi, cominciate a metterli in un barattolo coperti dall’alcol a 95 gradi, lo chiudete e quando ne avrete altri, né aggiungerete. Vi svelo un segreto, io li metto sempre da parte e li lascio al buio in modo che quando mi servono posso fare il liquore in ogni periodo dell’anno, anche a Natale per farne doni.

Qui vi scrivo tre ricette di cherry, uno con le ciliegie intere e due con i noccioli.

Primo modo

Un kl di ciliegie

1/2 litro di alcol puro

1/2 kl di zucchero

Spezie come chiodi di garofano e cannella facoltative

Preparazione

Laviamo le ciliegie, le facciamo asciugare all’aria con tutto il picciolo, le disponiamo in un barattolo con lo zucchero e l’alcol. Se ci piace uniamo le spezie o la vaniglia o la lavanda.

Chiudiamo il barattolo e lo lasciamo al buio scuotendolo ogni tanto. Lasciamolo così per due mesi.

Poi lo filtriamo, lo imbottigliamo e lo gustiamo dopo un altro mese. Le ciliegie saranno ottime da mangiare.

Secondo modo

Preparazione

Una bella quantità di noccioli, anche un kl

350 grammi di zucchero

2 litri di alcol da liquore a 90 gradi

Acqua quanto basta

Spezie chiodi di garofano e cannella facoltative o vaniglia o lavanda

Snoccioliamo le ciliegie, con la polpa faremo una buonissima marmellata, raccogliamo i noccioli con un po’ di polpa attaccata, li pestiamo con un mortaio fino a renderli poltiglia. Mettiamo nella pentola i noccioli, lo zucchero, e mezzo bicchiere d’acqua, facciamo bollire per una decina di minuti e lasciamo freddare. Mettiamo tutto in un barattolo aggiungiamo l’alcol, la vaniglia o le spezie e lasciamo così per una settimana. Filtriamo, imbottigliamo, chiudiamo e mettiamo in dispensa per un mese. Gustiamolo e non esageriamo.

Qui ho scritto un kl di noccioli, ma non sono necessari anche perché ci vogliono due litri di alcol. Se ne può mettere di meno, mezzo chilo e si dividiamo gli ingredienti, l’essenziale è che i noccioli siano coperti con l’alcol che serve.

Terzo modo

Preparazione

Un litro di alcol a 90 gradi

Noccioli

800 grammi di zucchero

Un litro di acqua

Spezie come sopra facoltative

Mettiamo i noccioli in infusione in un barattolo, le spezie o la vaniglia o la lavanda, chiudiamo e lasciamo al buio per quattro mesi. Agitiamo il barattolo ogni tanto. Passato il tempo di infusione, filtriamo il tutto e prepariamo uno sciroppo a freddo con lo zucchero e l’acqua, mescoliamo ai noccioli, filtriamo ancora ed imbottigliamo. Lasciamo passare ancora un po’ di tempo e gustiamolo.

Buona vita, buon cherry fatto in casa ❤️

Le ciliegie dopo essere state in infusione

Torta di pesche alla cannella e yogurt bianco greco

La torta di pesche alla cannella più facile e buona per la colazione.

Prendete tre belle pesche sode, tagliatele a fettine, spruzzatele col succo del limone e unite due cucchiai di zucchero e la cannella. Montate tre uova con 150 di zucchero, il succo di limone, quando saranno bianche, unite 90 gr di olio di girasole o di mais, 125 gr di yogurt bianco, mescolate per amalgamare, piano piano, versate 200 gr di farina 0 con una bustina di lievito per dolci setacciati insieme e 50 gr di mandorle o di cocco ed infine le pesche tagliate a fettine ed infarinate. Mettete il tutto in uno stampo di 22 cm, foderato con carta forno e a cuocere per 40/ 45 minuti a 170/180 gr dipende dal vostro forno. Dal profumo della torta sentirete che è cotta! Facile….decorate con zucchero a velo e cannella. Provatela se vi va e ditemi com’è!

In alternativa delle pesche, potete usare ogni tipo di frutta, albicocche, prugne fichi, mele e pere. Le mandorle e il cocco, potete sostituirli con cacao, o farina di grano saraceno o fecola, o farina di qualsiasi altro tipo. Lo yogurt bianco con altri tipi, o con lo stesso peso di succo fresco di frutta. È una torta jolly, lo stampo può essere anche quello da ciambellone.

Facile e buona!

Buona vita, buona torta di pesche ❤️