spezie

Marmellata di pere o mele alle spezie

Con questo caldo afoso, la frutta soffre di siccità, l’acqua delle irrigazioni non penetra nel terreno per quanto è arida la terra. Le mele e le pere verdi che non maturano cadono in terra. Buttarle mi sembra peccato. Mangiarle acerbe non è possibile. Che farci? Succhi di frutta e marmellata e burro di mele. Sì, questo è una buona preparazione che sostituisce lo zucchero ed i grassi quando vogliamo fare un dolce. Qui la ricetta 👉 https://farinaefiore.com/2016/09/24/burro-di-mele/

Questa marmellata alle spezie è molto buona, piena di sapori e profumi, ottima per i formaggi e per la colazione sopra una buona fetta di pane. Le spezie sono le più diverse, dalla cannella, allo zenzero, all’anice stellato, al macis, alla buccia di arancia.
Le spezie possiamo sceglierle sfuse e poi dosare a nostro gusto. Io ho usato quelle che si vendono in Trentino già dosate e di varie specie.

Quindi se ci cadono mele e pere usiamole, facciamoci la marmellata che nella stagione invernale ci farà ricordare l’estate passata. Non sprechiamo niente su questa terra che sa ancora farci doni unici, preziosi. Il tempo va!

Ingredienti

In chilo di mele o pere

650 grammi di zucchero o 500 grammi

Un limone buccia e succo

Spezie varie noce moscata, chiodi di garofano, buccia d’arancia , cannella, macis, cardamomo, anice stellato zenzero

Un bicchierino di acquavite alle mele o alle pere.

Preparazione

Laviamo la frutta, togliamo i semini, il torsolo, le tagliamo a pezzi e le sistemiamo in una ciotola insieme allo zucchero, alla buccia di limone ed al succo. Lasciamo riposare coperta con la pellicola per una notte.

La mattina, togliamo le mele o le pere, mettiamo il loro succo nella pentola e facciamo cuocere fino al primo bollore, aggiungiamo la frutta e le spezie, quelle tipo chiodi di garofano ed anice stellato messe in un sacchettino di tela leggera, in modo che potremo toglierle a fine cottura. Le altre come la cannella lo zenzero grattugiato li lasciamo liberi. proseguiamo la cottura mescolando e schiumando se ce ne fosse bisogno. Quando vedremo la marmellata raggiungere una giusta consistenza, spegniamo la fiamma. Io vi consiglio di far riposare la marmellata per una notte, in questo modo capiremo se è giusta come consistenza, perché se non lo fosse, potremmo farla addensare sul fuoco o aggiungere un po’ di acqua se fosse troppo densa. A questo punto la invasiamo nei vasetti sterilizzati a microonde e prima di chiuderli, aggiungiamo un cucchiaino di acquavite di mele o di pere o un altro liquore.

Possiamo ripetere la sterilizzazione per maggior sicurezza. Metteremo i vasetti freddi nella pentola, la portiamo a bollore e lasciamo bollire per una ventina di minuti. Spegniamo e lasciamo raffreddare i vasetti che riporremo in dispensa.

Buona vita, buona marmellata di mele o pere alle spezie!❤️

Calcioni “caciù” di pecorino fresco dolce e ricotta alla vaniglia e calcioni con la ricotta e pere all’arancello

Mettersi a fare dei dolci tradizionali pasquali in piena stagione estiva, credo sia una pazzia. Siccome io appartengo a quella specie di razza con qualche rametto di poco normale sulla testa, non mi scompongo ed anche se questi per me sono giorni cruciali dove ho tutto e tanto da fare, mi rilasso stando in cucina.

Di buon mattino, tanto la notte non dormo per il pensiero di questo periodo, mi metto al lavoro. C’è una bella quantità di pere raccolte nel nostro orto giardino scapigliato, mele e tante zucchine e pomodori e cetrioli…….anche trattato male, lui l’orto giardino scapigliato, è bravo a regalarcene di doni.

Prendo le pere dal cestino di nonna “Margarita”, le lavo, le taglio a cubetti, le spruzzo di limone e le spolvero con tre cucchiai di zucchero. Le potrei lasciare crude, ma penso sia meglio scottarle un po’ a microonde, voi lo potete fare in un pentolino, basta solo farle ammorbidire. Intanto che le pere si raffreddano, preparo la pasta frolla con la ricetta del vecchio calendario di ricette pane degli angeli. La sua ricetta della pasta frolla è sempre la migliore per fare i calcioni e le crostate. È come quella della mamma.

Proseguiamo e facciamo la pasta frolla con questi ingredienti

300 grammi di farina per dolci

150 grammi di zucchero come la ricetta, ma possiamo metterne 100 grammi

Due uova di galline felici

Meno di una bustina di lievito per dolci

150 grammi di burro freddo a pezzi, questo si perché altrimenti non sarebbe così buona la frolla

Un uovo

Vaniglia o vaniglina

Buccia di limone

Per il ripieno dei calcioni con il pecorino fresco dolce

500 grammi di pecorino fresco dolce

Tre cucchiai di ricotta o mista o di pecora

Un uovo intero ed un albume

100 grammi di zucchero

Buccia di limone

Vaniglia o vanillina

Un goccio di limoncello o arancello

Ingredienti per i calcioni con la ricotta e le pere

450 grammi di ricotta

100 grammi di zucchero

Un cucchiaino di maizena

Un uovo ed un albume

Buccia di limone

Pere tre o quattro a seconda della grandezza

Tre cucchiai di zucchero

Arancello o limoncello o estratto di arancia

Preparazione

Per i calcioni con il pecorino prepariamo la frolla lavorando la farina con il lievito setacciati, lo zucchero, due uova, la buccia di limone e la vaniglia, uniamo il burro a pezzi freddo, lasciamo amalgamare e finiamo di lavorare sopra la spianatoia. Schiacciamo la pasta e incartata nella carta forno, la lasciamo riposare in frigo per un paio d’ore più o meno.

Lavoriamo il pecorino fresco dentro il robot con le lame, uniamo la ricotta, lo zucchero un uovo ed un albume, la vaniglia, un po’ di arancello o limoncello e la buccia di limone. Dobbiamo ottenere una crema.

Riprendiamo la pasta, la stendiamo con il matterello sottile, regoliamoci perché non deve rompersi quando facciamo il calcione. Con la rotella tagliamo dei quadrati, in mezzo mettiamo un cucchiaino di ripieno e chiudiamo a mezza luna. Una volta finiti tutti, spennelliamo i calcioni con un uovo ed un po’ di acqua e mettiamo a cuocere a 180 per quasi 20 minuti. I calcioni devono risultare dorati. Spegniamo il forno e lasciamo freddare. Con questa dose di ingredienti vengono più di trenta calcioni.

Per i calcioni con la ricotta e le pere, prepariamo la stessa pasta, mettiamo a cuocere le pere con lo zucchero, il succo di limone, o a microonde o sul gas. Lasciamo freddare. Lavoriamo la ricotta scolata benissimo dalla sua acqua, mettiamocela molto tempo prima di preparare i calcioni, uniamo lo zucchero, il cucchiaino di maizena, 100 grammi di zucchero, un uovo ed un albume, l’ arancello o il limoncello, mescoliamo e prepariamo i calcioni come quelli sopra, li spennelliamo con un uovo ed un po’ di acqua e li mettiamo a cuocere a 180 gradi per una ventina di minuti.

Una volta freddi, prima di servirli spolveriamo di zucchero a velo.

I nostri buonissimi calcioni sono pronti, gustiamoli con un sorso di arancello o limoncello.

Buonanotte

Buona vita, buoni calcioni di pecorino e ricotta con le pere ❤️

Marmellata e gelatina di cocomero all’anice stellato e mistrà Varnelli

Questa è la mia ricetta per preparare una buonissima e solare marmellata di cocomero dal colore rosso brillante e con un sapore particolare dato dall’ anice stellato che potete sostituire con un’altra spezia. Ci stanno bene quelle del vin brûlé, cannella, chiodi di garofano, macis, anici semplici e noce moscata. Queste spezie servono per rendere meno stucchevole il sapore dolciastro del cocomero.

Dalle nostre parti marchigiane terrà del liquore Varnelli, nelle caldissime serate d’estate al canto delle cicale, la serata finisce molto spesso con fette di cocomero servito con un goccio di liquore Varnelli. Nella marmellata ci sta proprio bene e la renderà aromatica anche senza nessuna spezia. A voi la scelta.

Questo è il mio modo di farla.

Ingredienti

1 kl di cocomero

750 grammi di zucchero ma possiamo metterne mezzo

Alcune stelle di anice stellato o vaniglia aperta o spezie miste. Liquore Varnelli o simile

Il succo di limone

Preparazione

Puliamo il cocomero dalla buccia, dai semini, se vogliamo possiamo lasciarne qualcuno perché oltre ad ottenere un tocco di croccantezza, dicono gli esperti nutrizionisti che facciano bene e togliamo i filamenti. Tagliamo la polpa a dadini, versiamola dentro uno scolino e lasciamo riposare per un’ora per far perdere l’acqua di vegetazione. Pesiamo la frutta, uniamo lo zucchero nella percentuale di 750 grammi per un chilo, possiamo fare qualcosa di meno, ma io l’ho trovata ottima con questa quantità, versiamo tutto nella pentola e mettiamo a cuocere sul gas dolcemente. Dopo un quarto d’ora uniamo il succo di limone e l’anice stellato, la vaniglia o le altre spezie. Mescoliamo spesso e proseguiamo la cottura sempre possibilmente con la piastra fra la fiamma e la pentola, se non l’abbiamo, mescoliamo spesso per non farla attaccare. Schiumiamo se c’è bisogno. Facciamo la prova del piattino, mettendo un cucchiaino di marmellata sopra che non deve scivolare. Versiamo la marmellata nei vasetti sterilizzati a microonde o al forno, bastano 10 minuti, prima di chiudere con i loro coperchi, uniamo sopra la marmellata, un goccio di Varnelli o di altro liquore ai semi di anice, tipo la Sambuca.

Posiamo fare la seconda sterilizzazione per stare più tranquilli, ma io dico che non serve. Io l’ho ritrovata bella e buona dopo molti anni senza averla fatta sterilizzare. Però fate come vi sentite.

Per la gelatina

Ingredienti

Un kl di cocomero

750 grammi di zucchero

Il succo di limone

Un cucchiaino di agar agar

Un bicchierino di Varnelli

Preparazione

Tagliamo la polpa a dadini e mettiamola a cuocere con il succo di limone, mescolando fino ad ottenere una purea. Versiamola in un tovagliolo a trama larga, lasciando cadere il succo in una ciotola. Strizziamo bene per far uscire tutto senza sprecare niente. Lo pesiamo ed uniamo lo zucchero nella misura di 750/ grammi per un kl. Possiamo anche metterne di meno. Mettiamo a cuocere unendo subito il cucchiaino di addensante, l’agar agar, mescoliamo spesso e portiamo a bollore a fuoco dolce. Dobbiamo avere la temperatura a 85 gradi che possiamo misurare con un termometro da cucina. Se non l’avessimo, appena bolle spegniamo e lasciamo raffreddare per una giornata. Solo allora, possiamo controllare la consistenza della gelatina. Se la troviamo giusta la riscaldiamo e la invasiamo nei vasetti sterilizzati unendo sopra un goccio di Varnelli. Se non abbiamo raggiunto la giusta consistenza, mettiamo un mezzo cucchiaino di agar agar riportando al bollore. Lasciamo sempre raffreddare prima di invasare solo così avremo capito la giusta consistenza della gelatina e poi invasiamo.

Questa non è il dolce siciliano chiamato gelo di cocomero che si mangia col cucchiaino, ma una gelatina che si usa come una qualsiasi di altra frutta, cioè da spalmare per ricoprire una torta, o per mescolare a creme di formaggio tipo una cheesecake o servita con i formaggi.

Vi racconto ora cosa faccio io con la purea del cocomero avanzata per fare la gelatina. Non la butto via, la peso e la verso in un barattolo insieme allo zucchero che deve essere metà del peso della purea unisco metà di alcol a 90 gradi e chiudo. Lascio riposare per un po’ di tempo e poi filtro. In questo modo ho ottenuto un liquore, il cocomerello.

Marmellata di prugne al tè di agrumi e sbriciolata con farina di sesamo

Allora vi racconto che ancora una volta ieri sera prima di un “verdetto”, qui si va avanti a forza di verdetti, ho fatto due pentole di marmellate di prugne, le ho messe a bollire con il succo di limone, ed appena la sua acqua si è asciugata le ho pesate, ho aggiunto lo zucchero meno della metà del peso ricavato dopo la bollitura, le ho rimesse a cuocere una con l’anice stellato, l’altra naturale e nel frattempo data l’ora, ho preso in mano due bustine di infuso di arancia e mandarino da bere prima di andare a dormire. Ma il profumo di agrumi della Bonomelli, mi ha intrigato e l’infuso è finito nella marmellata che stava cuocendo allungando così la cottura per l’aggiunta dell’infuso, una piccola tazza. Risultato? Ottimo, buon sapore e buon profumo di mercatini di Natale! Corro….corro col pensiero e chissà se potrò ancora andare? 😂❤️😘

E per provare la nuova marmellata non potevo non fare una semplice sbriciolata con anche farina di sesamo. Non vi piacerà? Provate!

Per la sbriciolata lavorare 250 grammi di farina e 50 grammi di sesamo macinato con 150 grammi di zucchero, un uovo, unire 110 grammi di burro freddo, vaniglia sale e mezza bustina di lievito per dolci. Fare riposare in frigo per una ventina di minuti poi ricoprire con briciole di frolla, uno stampo foderato di carta forno, versare sopra la marmellata di prugne ed ancora di briciole di pasta frolla al sesamo. Cuocere a 170 gradi per 35/40 minuti. Regolarsi con il proprio forno!

Buona vita, buona marmellata di prugne all’infuso di agrumi e buona sbriciolata ❤️

Ravioli con fiori di zucchine yogurt bianco greco stracchino e ricotta ai pomodorini

Quasi fino all’alba sveglia ad aspettare una telefonata da mio figlio che non chiama entro l’ora stabilita da lui dopo essere stato a cena con i suoi amici. Alle otto poco più mi dice che appena arrivato a casa, mi chiama. Passano le ore, fino all’una passata nessuna risposta ai miei messaggi e nessuna telefonata. Per il mio carattere apprensivo penso molte cose brutte. Anche per questo tempo ancora di coronavirus, l’idea che mi fa gelare il sangue, è che sia finito all’ospedale. Solo e lontano, muoio di paura. A quasi le due, mi risponde che sta arrivando a casa e si trova a pochi chilometri da noi. Lui è in Umbria e partire così di notte è un po’ strano. Poteva aspettare la mattina! Comunque mi sento sollevata e tutta la mia paura se ne va insieme al sonno. Sono le due e tre quarti, mio figlio è finalmente a casa e cerco di chiudere gli occhi. Tanto è domenica posso dormire di più!

Mi alzo, faccio le mie solite cose mattiniere, penso al pranzo ed al primo piatto da cucinare.

Dentro il cestino ci sono i primi fiori di zucchine maschi e femmine e due piccole zucchine, penso….che ci posso fare con questa misera quantità?

Le lavo, le faccio a pezzetti e le metto in padella con olio extravergine di oliva, un po’ di cipolla, poco perché a me da fastidio ed una volta cotte le faccio raffreddare. Ma le mie idee nella mia testa nascono sotto…..mano, mi basta stare davanti al mio banco di lavoro…….prendo la ricotta, lo yogurt bianco greco appena fatto caldo, caldo, lo stracchino, il parmigiano reggiano, buccia di limone e noce moscata, rompo dentro due uova di galline felici, sì, perché vengono allevate in una terra bella, ampia e solare, mescolo il tutto anche i fiori e le zucchine, ho pronto un buonissimo ripieno per fare i ravioli.

Faccio la pasta fresca con le uova, semola rimacinata di grano duro e di farina 00, la lascio riposare e vado a fare le mie altre solite faccende.

Nel frattempo preparo il sugo con i pomodorini datterini, con un po’ di burro e qui ci vuole……quanno ce vo, ce vo, il burro rende meno aspro il sugo di pomodoro, ma aggiungo anche un po’ di olio extravergine di oliva, le croste di parmigiano reggiano che danno più sapore, in un attimo è pronto. Aggiungo solo a fine cottura Il parmigiano reggiano.

Stendo la pasta con la macchinetta,faccio le strisce, metto sopra un cucchiaino di ripieno e chiudo facendo i ravioli. Vi racconto che avendo tutti gli ingredienti pronti, in un quarto d’ora, poco più faccio normalmente, un vassoio di ravioli…..veloce, più veloce della luce.

Finisco tutti i ravioli, apparecchio, per quattro su cinque, qualcuno ormai fa famiglia a parte, e metto l’acqua a bollire per cuocere i ravioli.

Scolo i ravioli, li passo in padella, mescolo per fargli prendere tutto il sugo e spolvero ancora il parmigiano reggiano, unisco le mie erbe aromatiche e porto in tavola con tutta la grande padella…..non li impiatto perché i ravioli possono rompersi. Eleganza a parte, i miei ravioli sono buonissimi e in quanto a velocità non mi batte nessuno…..ed ero quasi mezza morta!!!

Ringraziamo Dio e viva i figli ❤️

Buona vita, buoni ravioli con fiori di zucchine, ricotta, yogurt bianco greco e stracchino ❤️

Cherry fatto in casa

Le ciliegie, turgide, lucide, rosse come la passione…….quella di ieri, dolci e aspre nello stesso tempo, una tira l’altra…..ma quei noccioli buttiamoli 😂😂…….per fare lo cherry scegliamoli belli puliti…..armiamoci di pazienza e di forza nelle mani, mettiamoli nell’alcol e aspettiamo pazientemente prima di poter bere il nostro cherry! Bello, rosso e corposo!

Quando lo faremo cerchiamo di lasciare attaccata ancora un po’ di polpa delle ciliegie, il liquore diventerà più corposo.

Non c’è una misura, un peso specifico di noccioli per fare il liquore, se ne avete pochi, cominciate a metterli in un barattolo coperti dall’alcol a 95 gradi, lo chiudete e quando ne avrete altri, né aggiungerete. Vi svelo un segreto, io li metto sempre da parte e li lascio al buio in modo che quando mi servono posso fare il liquore in ogni periodo dell’anno, anche a Natale per farne doni.

Qui vi scrivo tre ricette di cherry, uno con le ciliegie intere e due con i noccioli.

Primo modo

Un kl di ciliegie

1/2 litro di alcol puro

1/2 kl di zucchero

Spezie come chiodi di garofano e cannella facoltative

Preparazione

Laviamo le ciliegie, le facciamo asciugare all’aria con tutto il picciolo, le disponiamo in un barattolo con lo zucchero e l’alcol. Se ci piace uniamo le spezie o la vaniglia o la lavanda.

Chiudiamo il barattolo e lo lasciamo al buio scuotendolo ogni tanto. Lasciamolo così per due mesi.

Poi lo filtriamo, lo imbottigliamo e lo gustiamo dopo un altro mese. Le ciliegie saranno ottime da mangiare.

Secondo modo

Preparazione

Una bella quantità di noccioli, anche un kl

350 grammi di zucchero

2 litri di alcol da liquore a 90 gradi

Acqua quanto basta

Spezie chiodi di garofano e cannella facoltative o vaniglia o lavanda

Snoccioliamo le ciliegie, con la polpa faremo una buonissima marmellata, raccogliamo i noccioli con un po’ di polpa attaccata, li pestiamo con un mortaio fino a renderli poltiglia. Mettiamo nella pentola i noccioli, lo zucchero, e mezzo bicchiere d’acqua, facciamo bollire per una decina di minuti e lasciamo freddare. Mettiamo tutto in un barattolo aggiungiamo l’alcol, la vaniglia o le spezie e lasciamo così per una settimana. Filtriamo, imbottigliamo, chiudiamo e mettiamo in dispensa per un mese. Gustiamolo e non esageriamo.

Qui ho scritto un kl di noccioli, ma non sono necessari anche perché ci vogliono due litri di alcol. Se ne può mettere di meno, mezzo chilo e si dividiamo gli ingredienti, l’essenziale è che i noccioli siano coperti con l’alcol che serve.

Terzo modo

Preparazione

Un litro di alcol a 90 gradi

Noccioli

800 grammi di zucchero

Un litro di acqua

Spezie come sopra facoltative

Mettiamo i noccioli in infusione in un barattolo, le spezie o la vaniglia o la lavanda, chiudiamo e lasciamo al buio per quattro mesi. Agitiamo il barattolo ogni tanto. Passato il tempo di infusione, filtriamo il tutto e prepariamo uno sciroppo a freddo con lo zucchero e l’acqua, mescoliamo ai noccioli, filtriamo ancora ed imbottigliamo. Lasciamo passare ancora un po’ di tempo e gustiamolo.

Buona vita, buon cherry fatto in casa ❤️

Le ciliegie dopo essere state in infusione

Torta di pesche alla cannella e yogurt bianco greco

La torta di pesche alla cannella più facile e buona per la colazione.

Prendete tre belle pesche sode, tagliatele a fettine, spruzzatele col succo del limone e unite due cucchiai di zucchero e la cannella. Montate tre uova con 150 di zucchero, il succo di limone, quando saranno bianche, unite 90 gr di olio di girasole o di mais, 125 gr di yogurt bianco, mescolate per amalgamare, piano piano, versate 200 gr di farina 0 con una bustina di lievito per dolci setacciati insieme e 50 gr di mandorle o di cocco ed infine le pesche tagliate a fettine ed infarinate. Mettete il tutto in uno stampo di 22 cm, foderato con carta forno e a cuocere per 40/ 45 minuti a 170/180 gr dipende dal vostro forno. Dal profumo della torta sentirete che è cotta! Facile….decorate con zucchero a velo e cannella. Provatela se vi va e ditemi com’è!

In alternativa delle pesche, potete usare ogni tipo di frutta, albicocche, prugne fichi, mele e pere. Le mandorle e il cocco, potete sostituirli con cacao, o farina di grano saraceno o fecola, o farina di qualsiasi altro tipo. Lo yogurt bianco con altri tipi, o con lo stesso peso di succo fresco di frutta. È una torta jolly, lo stampo può essere anche quello da ciambellone.

Facile e buona!

Buona vita, buona torta di pesche ❤️

Crostata con farina di castagne ed integrale con marmellata di giuggiole

Diario alimentare del tempo di coronavirus

Sono giorni questi che sembrano non finire più. Tutti senza un futuro, quanta paura, quanti pensieri! Si resta in silenzio, non si ha il coraggio di chiedere a chi ci sta vicino, come si senta. La domanda resta nel vuoto. Ma dentro ognuno lo pensa se ce la farà.

Io non lo so, pure credendo in Dio misericordioso, sono presa dall’ansia della paura del contagio non tanto per me, ma per i miei cari. Li spio in silenzio, uno starnuto, un colpo di tosse, mi sento morire. Per non pesare troppo, me ne sto zitta. Siamo tutti sull’orlo del baratro.

Per esorcizzare la paura, ho voluto incominciare diverse marmellate prodotte l’estate scorsa. Ho pensato fra me; me le finisco in modo che la stagione prossima io le possa rifare. Ci sarà di nuovo l’estate e la frutta che abbonda servirà per fare ancora marmellate!

Io me lo auguro, lo spero proprio e allora ecco una mega crostata per la mia famiglia numerosa che deve essere nutrita in questo tempo di coronavirus e di reclusione.

La dispensa deve essere pulita e aggiornata, le farine invernali stanno per scadere e mescolate insieme sono ottime per un dolce con pochissimo zucchero. La farina di castagne è dolce per se stessa e non sarà necessario usarne tanto.

Nella crostata ho usato il burro di mele, che altro non è una specie di marmellata cotta a lungo. Per il burro di mele qui è la ricetta.https://farinaefiore.com/2016/09/24/burro-di-mele/

Ma se non ne avete voglia di fare il burro di mele, basta sostituirlo con 100 grammi di mele frullate, queste rendono dolce la pasta frolla.

Questi sono gli ingredienti

200 grammi di farina di castagne

100 grammi di farina integrale

200 grammi di farina 0

Tre uova di galline felici

100 grammi di mele frullate o di burro di mele

50 grammi di olio di girasole

50 grammi di burro

50 grammi di zucchero di canna integrale

Un cucchiaino di lievito per dolci

Zenzero cannella noce moscata e chiodi di garofano per ottenere una polvere di chiodi di garofano, basta frullarli insieme a dello zucchero che messo in un barattolo ci servirà per profumare i dolci o una bevanda tipo il vin brûlé o una mela cotta.

Una bella quantità di marmellata o di giuggiole o quella che più ci piace

Mandorle o noci o pistacchi frullati per la superficie

Preparazione

Mettiamo nella ciotola della planetaria o sopra la spianatoia le farine, le uova, lo zucchero, il burro di mele o la mela frullata e le spezie con un cucchiaino di lievito per dolci, lasciamo che si mescoli il tutto uniamo l’olio di girasole ed il burro. Impastiamo velocemente e finiamo di lavorare la pasta sopra la spianatoia. Io non ho lasciato riposare la pasta in frigo e voi se volete lo potete fare, basta un paio d’ore. Stendiamo la pasta sottile sopra la carta forno della grandezza della lastra del forno grande, bucherelliamola, stendiamoci sopra la marmellata e decoriamo con i resti della pasta. A me sono piaciuti cuori, farfalle e campanelle. Spolveriamo di nocciole o mandorle frullate finemente. Mettiamo a cuocere in forno a 180 gradi per una mezz’ora. Regoliamoci perché ogni forno cuoce diversamente.

Buona vita, buona crostata di farina di castagne e marmellata di giuggiole ❤️

Crostata di Linz

Dolce famoso e classico la crostata di Linz è per festeggiare l’amore. Amore giovane o adulto sempre dolce dev’essere. S. Valentino è passato e la crostata è stata divorata con amore e con un po’ di nostalgia pensando al passato che non tornerà più. Discorso stupido e retorico ma non mi va di impegnarmi di più. Lascio che la mente resti offuscata e occupiamoci della ricetta. Che volete che sia di questi tempi incerti?

Facciamola la crostata e non andiamo più in là col pensiero.

Ingredienti

250 grammi di mandorle sbucciate e tritate

250 grammi di farina 0

150 grammi di zucchero di canna

250 grammi di burro

Due uova

2 cucchiai di kitsch

Un pizzico di chiodi di garofano

Cannella

Scorza di limone

Un cucchiaio di cacao amaro

Marmellata di lamponi o fragole

Preparazione

Mettiamo nella ciotola della planetaria o sopra la spianatoia la farina, le mandorle frullate, il cacao amaro e il burro a pezzetti, uniamo tutti gli ingredienti, lo zucchero, le uova, la buccia di limone, le spezie il liquore lavoriamo velocemente e continuiamo ad impastare sopra la spianatoia fino ad ottenere un impasto morbido e liscio. Lasciamo riposare in frigo per un’ora. Stendiamo due terzi della pasta sopra la carta forno, buchiamo con la forchetta e versiamo sopra la marmellata di lamponi o fragole, decoriamo con le strisce e con i cuori. Spennelliamo con un uovo sbattuto e mettiamo a cuocere a 180 gradi per 30/35 minuti. Spegniamo il forno e lasciamo freddare prima di sfornare la crostata sopra un bel piatto.

La crostata di Linz è buona buona, per me è il dolce più gratificante e semplice! Stasera ho pensieri negativi meglio coccolarsi e addormentarsi pensando alla colazione dolce di domani per il quale certezza non c’è!

Buonanotte!

Buona vita, buona crostata di Linz ❤️

I cavallucci

Si racconta che a Cingoli noto come il balcone delle Marche, in un tempo passato, le donne per Natale incominciassero per tempo a fare i dolci. Però il giorno della vigilia non potendo mangiare le uova perché era digiuno ed astinenza da tutte le carni e derivati di animali, inventarono i cavallucci. Il ripieno era costituito solo di frutta secca che nelle case non solo di campagna, c’era normalmente perché di facile reperibilità. Solo in seguito quando la vita era migliorata, sono stati aggiunti cioccolato, caffè, spezie e liquori tradizionali marchigiani. La pasta esterna era fatta di farina vino bianco e una devozione di zucchero. Questo tipo di dolce, appartiene al genere delle paste povere farcite la cui origine è assai remota. L’uso delle paste fresche variamente ripiene si verificò nell’alto medioevo e venivano chiamate offelle; il loro impasto era ricco di spezie quali lo zafferano che, oltre al sapore, colorava di giallo pasticcini e dolcetti. I cavallucci molto sostanziosi si gustano accompagnati da il vino cotto di Loro Piceno.

Vi ricordo che ci vogliono passione per le ricette gastronomiche tradizionali e popolari, voglia di sperimentare cose nuove, confrontarsi con altre ricette, tempo e soprattutto pazienza!

A voi cominciare e magari appassionarsi a questa ricetta che ognuno ha facoltà di togliere o aggiungere ingredienti personali perché in cucina si fa ciò che più piace!

Ingredienti per la pasta

Vino bianco mezzo litro più o meno quello che serve per fare la pasta dei cavallucci

Olio extravergine di oliva o di girasole due bicchieri di plastica

200 grammi di zucchero

Limone grattugiato

1 kl di farina 00 più o meno quanta ne basta per ottenere un impasto morbido

Vanillina

1/2 bustina di lievito per dolci

Ingredienti il ripieno

100 grammi di zucchero

Pane grattugiato 50 grammi

Sapa mosto cotto dolce concentrato 300 grammi, anche qui non c’è una misura precisa ma ne serve tanto quanto per impastare gli ingredienti del ripieno

250 grammi di nocciole tritate

100 grammi di canditi facoltativi

6 grammi di cannella

250 grammi di mandorle spellate e tritate

100 grammi di di noci

Tre tazzine di caffè

50 grammi di cacao amaro

50 grammi di cioccolato fondente

Uvetta 50 grammi

Liquore mistrà o vermut o Marsala

Alchermes per spennellare i cavallucci

Zucchero a velo

Una bustina di vanillina

Preparazione per il ripieno

Mettiamo a bagno nel liquore scelto le uvette lavate e sciacquate. Tritiamo le nocciole scaldate e spellate, le mandorle sbucciate e il cioccolato fondente a pezzetti, uniamo le uvette scolate, mescoliamo con lo zucchero, il pane grattugiato, la sapa, il caffè, la cannella, la buccia di limone o di arancia. Lasciamo riposare il composto per una notte per far amalgamare tutti gli ingredienti.

Vi ricordo che le quantità sono tutte approssimative ed anche lo zucchero a piacere. Non ci sono dosi esatte perché sono dolci popolari e le nostre nonne facevano tutto ad occhio. Quindi si può escludere magari la cannella e si può usare un’altra spezia o togliere un tipo di frutta secca.

Preparazione della pasta

Mettiamo a scaldare il vino bianco con lo zucchero e lasciamo freddare.

Impastiamo la farina con l’olio extravergine di oliva o di girasole, il vino bianco freddo che era stato scaldato con lo zucchero, la vanillina e il lievito. Regoliamoci con il vino perché la pasta deve essere morbida.

Lavoriamo la pasta per una decina di minuti, se lo facciamo sulla planetaria le pareti della ciotola dovranno risultare pulite quando è pronta. Lasciamo la pasta a riposare al caldo coperta con un piatto.

Stendiamo la pasta sottile meno di mezzo centimetro, io l’ho fatto con la macchina e sul terzo foro cominciando dal primo più piccolo, tagliamo dei pezzi rettangolari tipo cannellone, con un cucchiaino appoggiamo sopra il ripieno, chiudiamo bene ogni rettangolo con le dita e poi con una forchetta, dobbiamo ottenere un cannellone, stringiamo ogni estremità e diamo la forma di un cavalluccio. Pratichiamo sopra ad ognuno delle incisioni con le forbici, spennelliamo con tuorlo di uovo e una volta finiti tutti, mettiamoli a cuocere in forno a 180 gradi per 20/ 25 minuti. I cavallucci devono colorare e risultare dorati.

Lasciamo freddare sopra la lastra e spennelliamoli con l’alchermes e spolveriamo di zucchero semolato.

Questi sono esclusivamente dolci del periodo natalizio e invernale. Ciò non toglie che si possano fare quando vogliamo. Non ci sono uova né latticini e possono essere mangiati anche da chi segue una dieta vegana.