ricotta

RAVIOLI DI RICOTTA MELE COTOGNE E TALEGGIO AL VARNELLI

È tempo di mele cotogne e melagrane, ottima frutta da impiegare in cucina sia per le marmellate e per gelatine, buone per ripieni di pasta fresca all’uovo come ravioli o cannelloni.

Vi ricordo anche la cotognata fatta con le mele cotogne ricetta antica non solo marchigiana.

In questo diario di ricette tradizionali e non troverete la ricetta. 👇

https://farinaefiore.com/2017/09/26/cotognata-allo-zenzero-o-cannella-o-neutra/

Vi racconto i miei ravioli al profumo di Varnelli noto mistrà marchigiano si semi di anici il quale dà quella nota particolare a piatti salati e dolci.

Qui di seguito vi descrivo la ricetta di questi ottimi ravioli.

Ravioli sì, ma con molti ingredienti e sapori e profumi. Su tutti, uno in particolare il nostro celebre mistrà Varnelli.

Per prima cosa ho fatto cuocere le mele cotogne nel succo di melagrane, c’è un trucco per fare veloce, basta farle cuocere nella pentola a pressione, le dosi non ci sono vi regolate con la vostra necessità.

Appena cotte, ci vorrà un quarto d’ora più o meno, ho frullato le mele e fatte freddare. Ho mescolato la ricotta, il taleggio, il parmigiano reggiano, le noci, la noce moscata, le uova ed infine unito un goccio di mistrà Varnelli.

Ho fatto i ravioli con le uova di galline felici farina 0 e di semola rimacinata di grano duro, l’ho lasciata riposare sopra la spianatoia coperta da una ciotola.

Ho steso la pasta, l’ho tagliata per fare i ravioli che ho farcito con la ricotta e gli altri ingredienti.

Ho cotto i ravioli, scolati e ripassati in padella dove ho preparato un sugo bianco di pollo, carote, olio extravergine e poco burro, ciuffi di finocchi e sfumato con ancora il mistrà Varnelli ed una spolverata di parmigiano reggiano.

Il sugo potete farlo come siete soliti voi, il petto di pollo a tocchetti cotto con tutti gli odori dell’orto e completato dal mistrà Varnelli.

Questo è un primo piatto completo e diverso dai soliti. Provate e mi direte cosa ne pensate.

Quando li portate in tavola unite dei chicchi di melagrane che daranno sapore e colore.

Buona vita, buoni ravioli di ricotta e mele cotogne al profumo di Varnelli ❤️

CORONCINA DI PANE DI RICOTTA E MELE CON LA CANNELLA

Avevo la ricotta vicina alla scadenza, l’ho usata per fare diverse preparazioni.
Il pane e dei bocconcini di….ve li racconto un altro giorno, ed un dolce che dolce proprio non è.
La pasta del pane alla ricotta, del quale in questo diario c’è già la ricetta, mi è servita per fare la coroncina di mele e ricotta, con tanta cannella.

La ricetta è qui

👇

https://farinaefiore.com/2021/10/14/pane-alla-ricotta/


Ho steso una parte della pasta, metà per essere precisa, l’ho cosparsa di poco zucchero di canna e cannella, ho lavorato 200 grammi la ricotta con l’uovo, la buccia di limone, la cannella, mi ripeto, eh sì, poco zucchero e mele a pezzi, ho coperto la superficie con il composto. Ho chiuso a salame e tagliato a fette. Ho fatto lievitare e cotto in forno a 200 gradi per quasi tre quarti d’ora, però bisogna regolarsi con il proprio forno, la coroncina deve cuocere bene e non scurirsi troppo.


È un pane di mele e ricotta buono buono!
Ci piace e ci fa iniziare la giornata in modo migliore!
Ma non ve lo assicuro che funzioni con me!
Ho perso già le staffe!!!!

Nella foto vedete delle zucchine ornamentali fatte da me con l’uncinetto.

Pensate che la lana usata era del nostro negozio chiuso ormai da una ventina di anni fa. Erano tutti spezzoni di lana colorati che io pazientemente e con amore per la nostra bottega in Petriolo, l’ho giuntati ad uno ad uno per formare un bel gomitolo multi colori.

Non ho più nemmeno un pezzetto di quella amata lana, finito com’è finito il nostro paese che non ha più voglia di rinascere e non ha più la gente che amava comprare ogni ben di Dio sotto casa, in ogni via del nostro territorio!

Tristezza infinita e noia mortale!

Questo è il risultato della vita moderna!

Buona vita, buona coroncina di pane alla ricotta e mele! ❤️

PANE ALLA RICOTTA

Se vi capita di avere in frigo della ricotta che sta per scadere, non la buttate, è ottima per fare molti buoni piatti in cucina e del pane favoloso, leggero, profumato e ottimo per mangiare sia a colazione spalmato di marmellata o da solo o per fare crostini dolci o salati.

Vi racconto come si fa questo buonissimo pane!

Ingredienti

400 grammi di farina 0

200 grammi di farina di tipo uno e germe di grano oppure tutta 0

300 /350 grammi di acqua ma bisogna regolarsi soltanto quando avremo impastato tutto

Un cucchiaino di lievito di birra disidrato mastro fornaio

Un cucchiaino di zucchero

150 grammi di ricotta

Sale un cucchiaino

Preparazione

Impastiamo nella planetaria o a mano le farine, il lievito e lo zucchero, la ricotta con una parte di acqua, non mettiamola tutta perché essendoci la ricotta, può servirne di meno. Lavoriamo fino ad amalgamare tutto ed uniamo il sale. Finiamo di impastare fino ad incordare se con la planetaria o se a mano fino a quando l’impasto si presenta morbido e setosa.

Se vogliamo facciamo le pieghe in ciotola tirando su un lembo di pasta rimettendolo giù, per tutto la circonferenza della ciotola o altrimenti lasciamo solo lievitare in luogo caldo.

Al raddoppio lavoriamo un po’ la pasta e la sgonfiamo la pirliamo girandola sopra la spianatoia e la rimettiamo a lievitare ancora. Se non fate questo passaggio potete fare subito la treccia a due e metterla a lievitare per l’ultima volta.

Io vi consiglio di fare anche l’altra lievitazione perché avremo un pane leggero come una piuma, ma decidete voi.

Riprendiamo la pasta la dividiamo in due e facciamo la treccia, che lasciamo lievitare un po’ sempre al caldo.

Accendiamo il forno alla temperatura di 200 gradi ed appena pronto mettiamo a cuocere il pane per 3/4 d’ora più o meno, abbassando la temperatura a 180/ 160 gradi dopo 10 minuti e fino alla fine della cottura. Il pane deve diventare dorato. Regoliamoci con il nostro forno.

Lasciamo freddare il pane sopra una grata prima di tagliarlo, mi raccomando, deve asciugarsi completamente prima di mangiarlo.

Oggi ho fatto due crostini scaldando due fette di questo pane straordinario, ho messo sopra una piccola parte di burrata ed un fico caramellato all’aceto balsamico. Buoni e goduriosi.

Buona vita, buon pane alla ricotta❤️

TORTA DI RICOTTA YOGURT BIANCO GRECO AL LIMONE E TÈ BIANCO AL MANGO CON LE CILIEGIE SCIROPPOSE

Una domenica senza torta per il compleanno di mio figlio che arriva improvvisamente.

Non c’è, proprio non c’è nessuna preparazione, è rimasta solo una fetta di crostata. Brutta cosa per me che non mi faccio mai mancare il dolce alla domenica.

Sarà il caldo, sarà l’età che avanza, si avanza velocemente lasciando la mia testa sguarnita!

Potrei piangere ma rido, tanto nonostante tutto, so organizzarmi velocemente per preparare un pranzo di compleanno.

Mi sono alzata presto, succede da un po’ di tempo in qua che lo faccio, mai prima succedeva!

Alle sette ed un quarto ero in cucina.

Queste sono le numerose cose che ho preparato!

Per prima il pane che ci vuole tanto tempo per farlo lievitare anche se con questo caldo fa più in fretta, lo yogurt bianco greco, sette o otto ore per averlo pronto, il rollè di pollo ripieno di molte cose, la base per la torta che vi racconto fra poco, finito di cuocere il sugo che avevo fatto rosolare ieri sera, le tagliatelle.

Rifatto i letti, scaricato lavatrice ed asciugatrice, apparecchiato carino, alle dieci era quasi tutto pronto.

Intanto il dolce era cotto, l’ho sfornato, l’ho lasciato freddare sopra una vaschetta con del ghiaccio dentro.

L’ho tagliato in due parti per poterlo farcire.

Ora però vi racconto gli ingredienti che sono per una torta di normali dimensioni per una famiglia di cinque persone. Se vi serve più grande, raddoppiate gli ingredienti.

3 uova di galline felici

150 grammi di zucchero

Il succo e la buccia di un limone

Vaniglia

Una bustina di tè bianco al mango (facoltativo) o di altro tipo

250 grammi di ricotta

250 grammi di yogurt bianco greco

120 grammi di farina 00

Mezza bustina di lievito per dolci

Per farcire

250 grammi di mascarpone

220 grammi di Filadelfia

Tre cucchiai di latte freddo

Tre cucchiai di zucchero a velo

Ciliegie sciroppose o fresche

Qui potete trovare la ricetta per farle sciroppose ma potete usare le ciliegie fresche magari scottate leggermente con succo di limone ed un cucchiaio di miele. Lo potete fare in una pentolina o a microonde e ci vorrà poco tempo.

Preparazione

Montiamo le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto bianco e gonfio, uniamo il succo e la buccia di limone, il te ma è facoltativo, la vaniglia o la vanillina, mescoliamo bene ed uniamo la ricotta con lo yogurt bianco greco, la farina ed il lievito setacciati. Mescoliamo bene e versiamo il composto in uno stampo quadrato foderato di carta forno di 25 centimetri per lato, oppure in uno rotondo di 25 centimetri di diametro. Livelliamo bene il composto e mettiamo a cuocere in forno a 170/180 gradi per una ventina di minuti, se la superficie scurisce a metà cottura copriamola con un foglio di alluminio. Facciamo la prova dello stecchino che deve uscire asciutto. Spegniamo e lasciamo freddare.

Tagliamo la torta in due strati, lavoriamo il mascarpone e la Filadelfia con lo zucchero e il latte, uniamo le ciliegie sciroppose o fresche e farciamo il dolce. Ricopriamo con l’altro strato e mettiamo in frigo.

Prima di portarlo in tavola decoriamo con le ciliegie sciroppose o fresche e spolveriamo di zucchero a velo. Lasciamo grezzi i lati della torta perché sarà piu bella.

Questa è veramente una buona base per torta o per fare dei tranci una volta farcita!

Io l’ho portata in tavola con la candelina che poi ha spento Maurizio.

Auguri a mio figlio, anzi doppi ❤️

Grazie a Dio e non a me.

Buona vita, buona torta alle ciliegie sciroppose!❤️

Libum (pane dell’antica Roma)

Questa ricetta proviene dal De agri cultura di Catone il Censore (II sec. a.C.), prima opera latina in prosa a noi conosciuta, che tratta appunto della conduzione di un’azienda agricola, ma contiene anche alcune ricette. Queste sono tutte ricette semplici (molto diverse da quelle di Apicio), basate sui prodotti della terra e che rimandano a una società rurale, come era la Roma delle origini. Catone le sceglie volutamente per opporsi all’ellenizzazione dei costumi che stava avvenendo ai suoi tempi e alla conseguente diffusione di un modo di vita più lussuoso (per chi se lo poteva permettere!). Chiaramente il rischio che lui vedeva in tutto ciò andava ben al di là delle abitudini alimentari: dalla Grecia ellenistica si andava diffondendo un culto della personalità che minava la res publica del Senatus Populusque Romanus e avrebbe portato a forme di potere individuali, come, ai tempi di Catone, gli Scipioni e, successivamente, Mario, Silla, Pompeo, Cesare e poi Augusto e l’impero. In questo ebbe ragione e fu certamente lungimirante; quanto poi il potere di uno solo, piuttosto che del vecchio ceto dirigente ormai corrotto, fosse davvero un male è un altro discorso… Ma qui si parla di ricette, non di politica. Tornando al libum, esso viene dal verbo latino libare e indica dunque un’offerta agli dei, originariamente. Ai tempi di Catone, però, si facevano ormai offerte ben più sontuose, dunque era certamente un cibo per gli uomini. Come tutte le ricette semplici, il risultato dipende molto dalla qualità degli ingredienti.

Qui ho copiato la storia.

https://ricetteantichearcheo.altervista.org/libum/

Ora torniamo alla ricetta semplicissima ma utile per quando avremo bisogno di mangiare un pane diverso e per quando vorremo farlo in fretta!

Questo sono gli ingredienti e il modo di preparare il Libum!

Preparazione

• 100 g di farina di farro (o anche farina bianca);

• 400 g di ricotta di pecora o mista o di mucca

• 1 uovo;

• Sale;

• Foglie di alloro.

Mescoliamo la farina, la ricotta, l’uovo e un pizzico di sale e impastiamo fino a formare una palla. Catone dice di cuocerla intera, ma è meglio fare delle focacce.

Dividiamo l’impasto in tante palline aiutandoci con le mani facendo tipo le polpette, mettiamole in una teglia su un letto di foglie di alloro.

Cuociamo in forno a 180° C per 35-40 minuti. I tempi dipendono molto dal vostro forno perché come sappiamo, ogni forno cuoce diversamente da un altro. Appena diventano dorati spegniamo il forno, non lasciamo che diventino troppo scuri che oltretutto farebbero male.

Il profumo dell’alloro è la loro caratteristica, questi panini sono ottimi sia caldi, che freddi e si mantengono per qualche giorno, accompagnati da formaggi e affettati, con la marmellata a colazione!

Buona vita, buon pane Libum ❤️

Diario alimentare di quaresima

#Vincisgrassi verdi eretici alle verdure!

Domenica è sempre pasta fresca all’uovo o senza, ma mai comprata come mamma insegnava.

Allora tradizione e cambiamento ogni tanto e non morirà nessuno. Avevamo voglia di vincisgrassi però non i soliti, con molto più lavoro e soprattutto pazienza, in questo momento, proprio non se ne parla!

Lasciamo perdere e mettiamoci a farli eretici, come spesso facciamo.

Prendiamo, il radicchio rosso, i finocchi con anche la parte esterna e tutti i ciuffi, la cicoria, la cipolla, lasciamo stufare in poco olio extravergine di oliva ed un goccio di acqua, sale, erbe aromatiche come, timo, erba cipollina, maggiorana e santoreggia. Ci stanno benissimo e fanno pure bene.

Facciamo la pasta con le uova di galline puttane, di quelle felici non c’è traccia, uniamo gli spinaci e la farina. Stendiamola e facciamo tanti quadrati. Li sbollentiamo e li facciamo asciugare sopra una tovaglia. Prepariamo la besciamella, uniamoci la ricotta, sale, noce moscata, parmigiano reggiano e pecorino secco, buccia di limone. Mescoliamo ed uniamo alle verdure cotte. Facciamo tanti “sólà”, di pasta e di verdure con la besciamella. Mettiamo a cuocere a 180 gradi ventilato fino ad ottenere una crosticina croccante. Buoni, ve lo assicuro. I nostri vincisgrassi tradizionali, non si offenderanno con questi eretici!

Buona vita, buoni vincisgrassi eretici alle verdure! ❤️

Ravioli di cappone in crema di ricotta radicchio rosso noci e nocciole

Fine delle feste, fine gloriosa di tutti i cibi natalizi, non ne erano molti perché non abbiamo bisogno di tanta varietà, l’essenziale è la fantasia in cucina, ed allora per l’Epifania avevamo fatto i passatelli come suggerisce Alexa che pare non sappia fare altro……con il brodo di cappone che non era stato mangiato tutto. Lo abbiamo macinato insieme al radicchio rosso e le carote del bollito, abbiamo fatto la pasta fresca all’uovo, fatto i ravioli che li abbiamo conditi con una crema di radicchio rosso, ricotta, noci e nocciole. Buoni…..mi fido, lo hanno detto i pargoli!!!!

Ma raccontiamoli questi ravioli. Se vi capita che abbiate il cappone bollito, o la gallina o il pollo o un altro tipo di catene, non buttiamoli via, sì perché conosco molte persone che mangiano solo il brodo e buttano le carne……sarà per snobismo o di poca intelligenza o di pigrizia, non lo so, ma capita. Allora noi per ieri che era domenica e siamo abituati a mangiare pasta fresca all’uovo fatta in casa, abbiamo preparato questi buonissimi ravioli macinando il cappone avanzato del brodo della festa dell’Epifania, abbiamo aggiunto le carote sempre cotte nel brodo, il radicchio rosso crudo tagliato sottilmente, il parmigiano reggiano, la noce moscata, la buccia di limone per togliere quel sapore di pollame e le uova. Abbiamo fatto la pasta fresca con le farine 0 e di semola rimacinata di grano duro, questa dà una certa consistenza ai ravioli che non si rompono in cottura, le uova di galline puttane, di quelle felici non ne abbiamo più avuta nessuna traccia. Chissà che fine avranno fatto? Pensiamo a noi con il seguito della ricetta.

Abbiamo messo a riposare la pasta sotto la ciotola e nel frattempo abbiamo fatto altre cose di casa.

Abbiamo ripreso la pasta, stesa con la macchinetta e preparato i ravioli. Per il condimento abbiamo messo nella padella un po’ di olio extravergine di oliva, il radicchio rosso tagliato sottilmente, sfumato con il vino rosso. Una volta appassito il radicchio rosso, abbiamo unito la ricotta, il parmigiano reggiano, mescolato bene ed una parte frullata per rendere cremoso il condimento unendo noci e nocciole tritate. Abbiamo cotto i ravioli nell’acqua bollente salata, scolati e ripassati in padella unendo un po’ dell’acqua di cottura. Abbiamo portato in tavola con l’aggiunta di granella di noci e nocciole. Un piatto buono, di recupero, che si può fare con ogni tipo di bollito. Per fare le ricette di casa, non servono le quantità perché è bello fare tutto a nostro gusto ed occhio.

Buona vita, buoni ravioli di cappone in crema di radicchio rosso e granella di noci e nocciole ❤️

Tagliatelle di farina di castagne con cardi, noci al profumo di arancia

Un primo piatto che può essere anche per una cena di fine anno, le tagliatelle profumate di bosco e di terra di Sicilia con crema di ricotta, noci e buccia di arancia. Il lavoro più lungo in questo piatto, è pulire e cuocere i cardi, ai quali uniamo il succo di limone e la cottura la faremo in pentola a pressione per risparmiare tempo. Una volta cotti, li scoliamo e li tagliamo a pezzetti, li lasciamo da parte per fare la pasta. Come le facciamo le tagliatelle?

Semplicemente impastando e mescolando alcune uova di galline puttane, quelle del supermercato, le galline felici hanno finito la loro produzione in attesa di tempi migliori, con due parti di farina 0 ed una di castagne. Una volta ben lavorata, la lasciamo riposare sotto una ciotola. Dopo il riposo, stendiamo la pasta con la macchinetta prima nello strato più grosso, poi sempre infarinando bene ogni striscia, la stendiamo sottile quanto è necessario per ottenere delle tagliatelle sostenute.

Mettiamole ad asciugare e prepariamo il condimento. Nella padella mettiamo olio extravergine di oliva, un po’ di burro, i cardi, la noce moscata e la buccia di arancia, lasciamo che insaporiscano bene, uniamo una tazza di ricotta, e le noci. Mettiamo a cuocere in acqua bollente salata le tagliatelle, le scoliamo e le facciamo saltare nella padella con i cardi ed una bella manciata di parmigiano reggiano, mescoliamo bene unendo un po’ dell’acqua di cottura della pasta. Lasciamo mantecare bene le tagliatelle e serviamole con striscioline di buccia di arancia.

Le tagliatelle di farina di castagne sono ottime e gustose da fare non solo in un giorno di festa, ma anche nel periodo invernale.

Buona vita, buone tagliatelle di farina di castagne e cardi in crema di ricotta e noci ❤️

Ravioli di pecorino fresco ricotta noci e radicchio rosso all’ aceto balsamico di Modena e yogurt bianco greco

Ci siamo quasi a Natale, il tempo per fare la spesa ce n’è poco, anche per le restrizioni, quindi noi abbiamo fatto scorta di tutto……vedremo cosa cucineremo con quello che già è in dispensa. C’è una grande forma di pecorino fresco di Norcia, lasciarla lì senza consumarlo rischierebbe una brutta fine perché potrebbe ammuffire. Qualche fetta la stiamo mangiando, ma è necessario finirla in fretta.

Farci una pasta fresca ripiena, ravioli o cannelloni sono sicura che sarà una buona idea. Magari li congelerò ed avrò una preparazione già pronta, per le feste natalizie. La scelta cade sui ravioli, ma non ci sarà solo il pecorino fresco di Norcia, ma anche la ricotta, le noci ed il radicchio rosso. Vi racconto la preparazione e come sarà il condimento per il quale non c’è bisogno di fare nessun sugo.

Per i ravioli facciamo la pasta fresca con le uova e la farina o 00 o 0, possiamo anche fare metà e metà, in questo impasto c’è un ingrediente particolare, un goccio di vino cotto, questo darà un aroma dolce e fruttato ed il ripieno dei ravioli sarà esaltato. Impastiamo come facciamo di solito tutto, quando la pasta sarà lucida e soda, lasciamo che si riposi coperta da una ciotola. Nel frattempo prepariamo il ripieno per i ravioli.

Tagliamo a piccoli cubetti il pecorino fresco, mescoliamoli ad una certa quantità di ricotta di pecora o quella che più ci piace, uniamo le noci tritate, il radicchio rosso tritato anch’esso, il parmigiano reggiano, la buccia di limone e la noce moscata, mescoliamo ed uniamo uno o due uova di galline felici o puttane (quelle del supermercato). Riprendiamo la pasta e la tiriamo con la macchinetta, prima in uno strato spesso poi in quello più sottile. Questo strato dipende dal rullo della vostra macchinetta. Facciamo una striscia alla volta, con un cucchiaio mettiamoci sopra il ripieno, richiudiamo la pasta sopra e con la rotella facciamo i ravioli. Finiamoli tutti e prepariamo il condimento.

Nella padella mettiamo una noce di burro, accendiamo il gas, uniamo lo yogurt bianco greco, la quantità dipende da quanti ravioli abbiamo fatto, regoliamoci, lasciamoli sciogliere insieme, aggiungendo un cucchiaio di maizena sciolta in mezzo bicchiere di latte freddo, mescoliamo bene per ottenere una crema omogenea, uniamo il parmigiano reggiano ed in fine l’aceto balsamico di Modena, anche con questo regoliamoci a nostro piacere. Spegniamo il gas e mettiamo a cuocere i ravioli in acqua bollente salata. Mescoliamo, lasciandoli cuocere, accendiamo la fiamma della padella con il condimento, scoliamo i ravioli e saltiamoli mescolando bene per far assorbire tutta la salsa di yogurt bianco greco ed aceto balsamico di Modena, aggiungiamo dell’acqua di cottura dei ravioli per tenerli cremosi. Serviamoli con noci tritate e foglie di radicchio rosso.

Questo piatto è sicuramente ottimo e pieno di sapori adatto ad un pranzo importante di festa.

Buona vita, buoni ravioli di pecorino fresco all’aceto balsamico di Modena ❤️

Lasagne di pane

Caldo che più caldo non si può. Niente fornello acceso, ma qualcosa dobbiamo mettere in tavola. Niente pasta, né riso né legumi né…….ci pensiamo un po’…..che facciamo? È l’ora di pranzo, potremmo fare solo due pomodori in insalata mescolati con peperoni e cetrioli. Non ci va proprio questo piatto. Intanto sfidando il caldo abbiamo impastato pizza e pane. Da qui ci viene una bella idea. Prediamo il pane, oh che bello e buon piatto facciamo!

Mettiamo tutto quel che serve sopra il piano di lavoro, pane, olio extravergine di oliva, parmigiano reggiano, la ricotta, facciamo un passo fuori e sotto il porticato, raccogliamo tutte le nostre erbe aromatiche. Timo, maggiorana, menta, erba cipollina, basilico, santoreggia e rosmarino. Rientriamo in casa, laviamo le erbe aromatiche, le battiamo tutte finemente con il coltellaccio…..molto vecchio e rattoppato, non buttiamo via mai i nostri cimeli di casa.

Andiamo avanti, ma secondo voi che stiamo facendo? Un bel piatto di lasagne con il pane.

Riprendiamo il pane, lo tagliamo sottile sottile, lo mettiamo nella pirofila unta di olio extravergine di oliva, un po’ di sale, un po’ di erbe aromatiche, uno strato di ricotta, un po’ di sale, una spolverata di parmigiano reggiano ed uno strato di zucchine tagliate sottili sottili, un filo di olio extravergine di, un’altra spolverata di parmigiano reggiano e via strato dopo strato, finiamo con l’ultimo di zucchine e di fettine di pane. Un altro giro di olio extravergine di e via subito in forno caldo a 180 gradi per 30/35 minuti più o meno. Prima di spegnere il forno, mettiamoci sopra scaglie di parmigiano e semi di sesamo!

Abbiamo finito, portiamolo in tavola! Questo buon piatto è completo, c’è tutto! A noi è bastato, qualcuno ha mangiato una bella insalata per completare il pranzo.

Non ci pare che ci sia voluto tanto tempo, e non ci sono ingredienti difficili da trovare. Il pane in casa non manca e nemmeno le verdure di stagione!

Buon proseguimento d’estate e a presto!

Buona vita, buone lasagne di pane ❤️