ricotta

Involtini di lattuga con ricotta mortadella

Due foglie di lattuga un po’ così, così, potevo darle alle papere per la loro felicità…..invece no…….egoismo a parte, la lattuga fatta ad involtini con ricotta, mortadella e tanti profumi e poi gratinati, è proprio buona e per voi papere, ci saranno altre foglie di lattuga!

Ed ecco come si fanno gli involtini di lattuga

Prendiamo le foglie più belle della lattuga, le laviamo, le asciughiamo con un tovagliolo, le stendiamo e le saliamo leggermente.

Mescoliamo la ricotta, con la mortadella tagliata a striscioline, uniamo un uovo, il parmigiano reggiano grattugiato, un pizzico di sale, timo, maggiorana e di noce moscata.

Mettiamo un po’ del ripieno sopra ogni foglia di lattuga, la chiudiamo ad involtino partendo dalla parte più fina, quella dove è attaccata ogni foglia e sistemiamo a raggiera tutti gli involtini sopra ad una teglia antiaderente con un filo di olio extravergine di oliva, riempiamo il centro vuoto della teglia con pomodorini tagliati salati e cospargiamo prima il parmigiano reggiano e poi pane grattugiato con erbe aromatiche. Mettiamo in forno a 180 gradi per 30 minuti.

Lasciamo che si raffreddi prima di servire!

Buoni, particolari e diversi!

Buona vita, buoni involtini di lattuga ❤️

Pizza con crema di ricotta fave e finocchi con pomodorini confit

Un po’ di tempo in più, un po’ pazienza e si può preparare questa deliziosa pizza salata che può essere buona come antipasto o per una cena. Ci sono i carboidrati, le fibre e le proteine. Se poi mangiate tanto, raddoppiare le dosi o aggiungetevi qualche altro piatto, magari un po’ di carne bianca o quello che vi piace.

A noi è bastata così semplicemente unendo altra verdura perché ci piace come i peperoni in agrodolce.

Per la pizza salata occorre fare la pasta della pizza con anche farina integrale se vi piace, altrimenti solo quella di tipo 0 o 1.

Io preparo prima il lievito sempre poco, mezzo cucchiaino di quello di birra disidratato o meno di un quarto di lievito di birra fresco, con un cucchiaino di zucchero e 150 grammi di acqua che lascio attivare dentro il forno spento fino a quando la superficie si presenta piena di bolle.

Metto 300 grammi di farina integrale e 200 grammi di farina 0 o tutta 0, nella ciotola della planetaria o sopra la spianatoia, unisco il lievito attivato e 200 grammi di acqua, stando attenta a quanta ne assorbe perché potrebbe volercene di più o di meno, lascio impastare unisco un cucchiaino di sale e appena si presenta la pasta incordata, unisco tre cucchiai di olio extravergine di oliva. Lascio assorbire e comincio a fare una piega in ciotola per tutto la circonferenza, lembo dopo lembo. Tirò su e chiudo fino a quando la pasta diventa resistente.

Copro la ciotola con un sacchetto e metto a raddoppiare in forno spento.

Una volta raddoppiata rifaccio altri giri in ciotola e rimetto a lievitare fino al raddoppio.

Riprendo la pasta, la sgonfio e la divido in due o tre pezzi.

Pirlo ogni pezzo e lascio lievitare sopra il piano di lavoro.

Stendo ogni pezzo con le mani partendo dal centro e metto la pasta sopra il piatto unto ed infarinato di semola rimacinata di grano duro.

Buco la superficie con la forchetta e farcisco come mi piace, per la pizza con pomodoro o bianca o come in questo caso con la ricotta ed il resto che vi racconto.

Metto in padella l’olio extravergine di oliva, un po’ di porro o cipolla, unisco le fave fresche sbucciate ed i finocchi a pezzetti, mescolo unendo un po’ di acqua calda per portare a cottura completa.

Metto i pomodorini sopra un piatto con la carta di alluminio, condisco con sale, zucchero di canna ed un filo di olio extravergine di oliva e metto a cuocere in forno con la griglia superiore accesa. Se avete il forno combinato o il piatto crisp del microonde di fa in pochi minuti.

Nel frattempo condisco 250 grammi di ricotta con sale, buccia di limone e parmigiano reggiano, unisco le fave ed i finocchi mescolo e verso sopra la pizza già stesa, unisco cubetti di pecorino fresco ed i pomodorini a raggiera, richiudo la pasta sopra e metto a cuocere a 200 gradi per una mezz’ora più o meno. Bisogna regolarsi con il proprio forno.

Provate questa pizza perché è buonissima. Mi direte poi!

Buona vita, buona pizza con ricotta, fave finocchi e pomodorini confit ❤️

Crostata salata con ricotta e bietole rosse e verdi al profumo di limone

Un altro caro amico marito della mia amica più cara d’infanzia, se n’è andato, la scorsa settimana un altro, chissà ora a chi toccherà!

Non faccio niente scongiuri perché non ci credo, ma certo che questo è un triste momento per tutti.

Si continua però a far da mangiare per gli affamati di casa, non si può non cucinare cose buone e diverse ad ogni pasto anche se è più difficile non potendo fare una buona spesa per i motivi di questo periodo di reclusione e per il quale sembra non esserci soluzione.

Tornando alla ricetta di oggi questa crostata salata con ricotta e bietole rosse e verdi è una valida alternativa per un antipasto o per una merenda o per una cena.

L’avevo dimenticata questa ricetta, ne ho sempre preparate diverse di crostate salate, ma questa è una ricetta molto di moda negli anni fine sessanta inizio settanta quando nei rinfreschi così venivano chiamati, in occasione delle feste importanti, battesimo comunione e cresima e poi per il matrimonio, si serviva sostituendo le “pastarelle” con il vermuth perché troppi umili.

Sulle tavole delle varie occasioni festive si cominciavano a vedere le crostate salate, le pizzette di pasta sfoglia e diversi altri tipi di stuzzichini insieme ai panettoni gastronomici farciti con ingredienti diversi e straunti per la maionese.

Questa crostata non è una novità però è buonissima e gustosa.

A me, a noi è servita per cenare insieme alle altre bietole rosse e verdi condite con olio extravergine di oliva ed il nostro buon pane naturale quotidiano!

Credo che di più ora non si possa avere.

Con calma e pazienza aspetteremo tempi migliori!

Questi sono gli ingredienti

100 grammi di farina di integrale

200 grammi di farina 0

Un uovo

Latte quanto ne serve per ottenere un impasto morbido

Tre cucchiai di olio extravergine di oliva

Tre cucchiai di parmigiano

Buccia di limone

Un cucchiaino di lievito per torte salate

Erbe aromatiche timo ed erba cipollina

Per il ripieno

250 grammi di ricotta

Due uova

Parmigiano reggiano

Noce moscata

Buccia di limone

Una manciata di bietole rosse e verdi o spinaci o agretti o altro tipo di verdura

Erba cipollina e timo

Preparazione

Impastiamo le farine l’uovo, l’olio extravergine di oliva ed il parmigiano, l’erba cipollina ed il timo, uniamo piano piano il latte regolandoci perché dovremo ottenere una pasta morbida che lavoreremo alla fine con le mani sopra la spianatoia e la lasceremo riposare coperta da una ciotola.

Prepariamo il ripieno mettendo a cuocere le bietole rosse e verdi o altro tipo di verdura in acqua bollente salata, le scoliamo, le passiamo sotto l’acqua corrente e le strizziamo bene. Le tagliamo a pezzetti e le uniamo alla ricotta scolata, saliamo, uniamo il parmigiano reggiano, la buccia di limone, l’erba cipollina, il timo e la noce moscata. Mescoliamo bene e riprendiamo la pasta. La stendiamo sottile, la buchiamo con la forchetta e copriamo la superficie con il ripieno, decoriamo con le strisce di pasta e mettiamo a cuocere a 180 gradi per 25/30 minuti. Regoliamoci con il forno, la crostata è cotta quando diventa bella dorata.

Con la pasta avanzata possiamo fare dei biscottini salati che cuoceremo a 160 gradi per pochi minuti.

Buona vita, buona crostata salata con ricotta e bietole rosse e verdi al profumo di limone ❤️

Pasqua 2020

Pasqua al tempo di coronavirus!

Possiamo ritenerci ancora fortunati e soprattutto benedetti da Dio, se siamo qui a raccontarci come è stato il nostro pranzo di questa santa ed importante festa di Pasqua.

C’era poca voglia di fare molte cose, l’appetito è scarso forse a causa del mancato movimento. Una cosa bellissima è il sole che splende meravigliosamente nel cielo terso ed azzurro più che mai.

È un dono sicuramente per non farci cadere nella disperazione.

Oggi il nostro pranzo non ha avuto i nostri abituali piatti degli altri anni. La difficoltà nel trovare i cibi è notevole. Per evitare le code ai supermercati, cerchiamo venditori che ci portino le merci a casa. Qui mi dispiace dirlo, loro ci stanno pigliando per il collo con i prezzi aumentati notevolmente. E non è perché ci portano le cose a domicilio, ma si stanno proprio approfittando!

Allora poche preparazioni per oggi

L’antipasto classico italiano con i salumi e “la créscia de casció” di Pasqua fatta da noi con il lievito madre, due tartine con crema di zucca e carote alla curcuma e pistacchi, un piatto di buoni cappelletti in brodo fatti da noi, la frittata “co la mindùccia”, la menta spontanea e maggiorana, gli altri anni ne facevamo di 40 uova, l’agnello pasticciato con le stesse uova della frittata e l’agnello in botacchio o come diciamo noi in “bottacchiu” con “l’erbe tróate”, spontanee da Maurizio e rifatte in padella.

C’è un vino tedesco ma anche un vino rosso marchigiano!

Infine un buonissimo dolce tradizionale ma presentato diversamente, la cassata siciliana nel bicchiere, molto buona e semplice da fare.

Abbiamo decorato la tavola con rami di ulivi, felci e rosmarino, fiori di ciliegio e di melo e due alzatine di vetro.

Il pranzo è finito, c’è da rimettere a posto la cucina, il sole splende ancora, con la speranza che questo maledetto coronavirus ci abbandoni, vi auguro una buona e serena Pasqua!

Le ricette della créscia de casció pasquale e della frittata co la mindùccia, le trovate qui nel blog diario!

A Dio piacendo l’anno prossimo tutti fuori a festeggiare!

Buona vita, buon pranzo di Pasqua ❤️

Cappelletti

Créscia de casció pasquale

Agnello pasticciato e in bottaccio

Diario alimentare del tempo di coronavirus

Venticinquesimo giorno di reclusione.

Penne con la zucca, le ortiche e la ricotta.

Quando sei una formichina e ti fai una piccola scorta di zucca ed ortiche e la metti in congelatore, in un baleno ti fai una buonissima pasta e con l’aggiunta di ricotta e parmigiano reggiano timo ed erba cipollina e sei a posto.

Far insaporire nella padella prima la zucca surgelata e frullata, io l’avevo messa in congelatore già frullata per evitare che prendesse troppo posto, unire le ortiche bollite, la ricotta, il parmigiano reggiano e le erbe aromatiche, timo ed erba cipollina. Scolare le penne e passarle in padella. Mescolare con un po’ di acqua di cottura e servire subito.

Buona vita, buone penne con zucca ed ortiche. ❤️ ce la faremo?

Dio ci protegga e ci aiuti.

Diario alimentare del tempo di coronavirus

Diario alimentare del tempo di coronavirus.

Ventitreesimo giorno di reclusione.

Torta salata integrale con agretti e ricotta o stracchino o Filadelfia o un altro formaggio cremoso

200 gr. di farina di farina di farro o 0 o 1 o quella che abbiamo in casa

50 gr. di farina integrale

70 gr. di olio extravergine di oliva

70/80 grammi di acqua fredda o quella che assorbe la farina

Sale qb

Per il ripieno:

200 gr di agretti puliti

250 di ricotta vaccina

1 uovo

Tre cucchiai di parmigiano reggiano

Sale

Buccia di limone

Noce moscata o zenzero grattugiato

Preparazione

Impastiamo la farina, con l’olio, sale e acqua fredda, otteniamo un composto morbido e lo schiacciamo sopra la carta forno. Facciamo riposare in frigo per un ora.

Puliamo gli agretti sotto l’acqua corrente, scartando tutte le parti dure, sbollentiamoli in acqua salata e bollente per 5 minuti. Scoliamoli e facciamoli freddare. Lavoriamo la ricotta, con l’uovo, il parmigiano, il sale, buccia di limone, la noce moscata o lo zenzero. Mescoliamo bene ed aggiungere gli agretti tagliati sottili.

Stendiamo la pasta sopra la carta forno tagliata rotonda, punzecchiamo con una forchetta, e posiamo sopra lo stampo unto per far sì che colori bene anche il sotto della torta. Versiamo il composto di ricotta ed agretti, abbassiamo la pasta sopra per formare il bordo, decoriamo come ci piace e cuociamo in forno ventilato a 180 gradi per 20/25 minuti. Gli agretti possono essere sostituiti da carciofi o zucchine o bietole o cicoria o spinaci.

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Diario alimentare del tempo di coronavirus

Ventunesimo giorno di reclusione.

Gnocchi di patate ed ortiche. Pazienza se stamattina abbiamo perso un’ora di sonno, anzi per me ne sono molte di più, ma bisogna preparare per far mangiare una famiglia al completo. Ci sono le ortiche e la rucola raccolte e “capate”ieri da Maurizio, le facciamo sbollentare in acqua bollente salata, le scoliamo, le frulliamo ed intanto facciamo cuocere le patate senza buccia e tagliate a pezzi nella pentola a pressione con un filo di acqua. Le scoliamo per bene lasciandone alcune nella stessa acqua di cottura. Passiamo le patate al passaverdura, mai frullate perché diventerebbe colla, le lasciamo cadere sulla spianatoia uniamo le ortiche frullate e con la farina in parte integrale ed in parte 0, impastiamo per formare dei rotolini che taglieremo a pezzetti di due o tre centimetri. Per il condimento, schiacciamo con la forchetta le restanti patate rimaste nella pentola con la loro acqua, le mettiamo nella padella con olio extravergine d’oliva, uniamo le ortiche e la rucola frullate, uniamo un po’ dell’acqua calda della cottura degli gnocchi, il rosmarino battuto, se ci piace, la ricotta o un altro formaggio cremoso, ed il parmigiano reggiano. Scoliamo gli gnocchi e li facciamo saltare nella crema di ortiche e rucola. Mescoliamo e serviamo. Troppo lunga la preparazione? No, basta avere la pazienza e detto da me che non ne ho, si può fare questo piatto. Ora o mai più! Oggi è più dura!

Buona vita, buoni gnocchi di patate e ortiche con crema di patate e formaggio ❤️