ricotta

TORTA DI RICOTTA YOGURT BIANCO GRECO AL LIMONE E TÈ BIANCO AL MANGO CON LE CILIEGIE SCIROPPOSE

Una domenica senza torta per il compleanno di mio figlio che arriva improvvisamente.

Non c’è, proprio non c’è nessuna preparazione, è rimasta solo una fetta di crostata. Brutta cosa per me che non mi faccio mai mancare il dolce alla domenica.

Sarà il caldo, sarà l’età che avanza, si avanza velocemente lasciando la mia testa sguarnita!

Potrei piangere ma rido, tanto nonostante tutto, so organizzarmi velocemente per preparare un pranzo di compleanno.

Mi sono alzata presto, succede da un po’ di tempo in qua che lo faccio, mai prima succedeva!

Alle sette ed un quarto ero in cucina.

Queste sono le numerose cose che ho preparato!

Per prima il pane che ci vuole tanto tempo per farlo lievitare anche se con questo caldo fa più in fretta, lo yogurt bianco greco, sette o otto ore per averlo pronto, il rollè di pollo ripieno di molte cose, la base per la torta che vi racconto fra poco, finito di cuocere il sugo che avevo fatto rosolare ieri sera, le tagliatelle.

Rifatto i letti, scaricato lavatrice ed asciugatrice, apparecchiato carino, alle dieci era quasi tutto pronto.

Intanto il dolce era cotto, l’ho sfornato, l’ho lasciato freddare sopra una vaschetta con del ghiaccio dentro.

L’ho tagliato in due parti per poterlo farcire.

Ora però vi racconto gli ingredienti che sono per una torta di normali dimensioni per una famiglia di cinque persone. Se vi serve più grande, raddoppiate gli ingredienti.

3 uova di galline felici

150 grammi di zucchero

Il succo e la buccia di un limone

Vaniglia

Una bustina di tè bianco al mango (facoltativo) o di altro tipo

250 grammi di ricotta

250 grammi di yogurt bianco greco

120 grammi di farina 00

Mezza bustina di lievito per dolci

Per farcire

250 grammi di mascarpone

220 grammi di Filadelfia

Tre cucchiai di latte freddo

Tre cucchiai di zucchero a velo

Ciliegie sciroppose o fresche

Qui potete trovare la ricetta per farle sciroppose ma potete usare le ciliegie fresche magari scottate leggermente con succo di limone ed un cucchiaio di miele. Lo potete fare in una pentolina o a microonde e ci vorrà poco tempo.

Preparazione

Montiamo le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto bianco e gonfio, uniamo il succo e la buccia di limone, il te ma è facoltativo, la vaniglia o la vanillina, mescoliamo bene ed uniamo la ricotta con lo yogurt bianco greco, la farina ed il lievito setacciati. Mescoliamo bene e versiamo il composto in uno stampo quadrato foderato di carta forno di 25 centimetri per lato, oppure in uno rotondo di 25 centimetri di diametro. Livelliamo bene il composto e mettiamo a cuocere in forno a 170/180 gradi per una ventina di minuti, se la superficie scurisce a metà cottura copriamola con un foglio di alluminio. Facciamo la prova dello stecchino che deve uscire asciutto. Spegniamo e lasciamo freddare.

Tagliamo la torta in due strati, lavoriamo il mascarpone e la Filadelfia con lo zucchero e il latte, uniamo le ciliegie sciroppose o fresche e farciamo il dolce. Ricopriamo con l’altro strato e mettiamo in frigo.

Prima di portarlo in tavola decoriamo con le ciliegie sciroppose o fresche e spolveriamo di zucchero a velo. Lasciamo grezzi i lati della torta perché sarà piu bella.

Questa è veramente una buona base per torta o per fare dei tranci una volta farcita!

Io l’ho portata in tavola con la candelina che poi ha spento Maurizio.

Auguri a mio figlio, anzi doppi ❤️

Grazie a Dio e non a me.

Buona vita, buona torta alle ciliegie sciroppose!❤️

Libum (pane dell’antica Roma)

Questa ricetta proviene dal De agri cultura di Catone il Censore (II sec. a.C.), prima opera latina in prosa a noi conosciuta, che tratta appunto della conduzione di un’azienda agricola, ma contiene anche alcune ricette. Queste sono tutte ricette semplici (molto diverse da quelle di Apicio), basate sui prodotti della terra e che rimandano a una società rurale, come era la Roma delle origini. Catone le sceglie volutamente per opporsi all’ellenizzazione dei costumi che stava avvenendo ai suoi tempi e alla conseguente diffusione di un modo di vita più lussuoso (per chi se lo poteva permettere!). Chiaramente il rischio che lui vedeva in tutto ciò andava ben al di là delle abitudini alimentari: dalla Grecia ellenistica si andava diffondendo un culto della personalità che minava la res publica del Senatus Populusque Romanus e avrebbe portato a forme di potere individuali, come, ai tempi di Catone, gli Scipioni e, successivamente, Mario, Silla, Pompeo, Cesare e poi Augusto e l’impero. In questo ebbe ragione e fu certamente lungimirante; quanto poi il potere di uno solo, piuttosto che del vecchio ceto dirigente ormai corrotto, fosse davvero un male è un altro discorso… Ma qui si parla di ricette, non di politica. Tornando al libum, esso viene dal verbo latino libare e indica dunque un’offerta agli dei, originariamente. Ai tempi di Catone, però, si facevano ormai offerte ben più sontuose, dunque era certamente un cibo per gli uomini. Come tutte le ricette semplici, il risultato dipende molto dalla qualità degli ingredienti.

Qui ho copiato la storia.

https://ricetteantichearcheo.altervista.org/libum/

Ora torniamo alla ricetta semplicissima ma utile per quando avremo bisogno di mangiare un pane diverso e per quando vorremo farlo in fretta!

Questo sono gli ingredienti e il modo di preparare il Libum!

Preparazione

• 100 g di farina di farro (o anche farina bianca);

• 400 g di ricotta di pecora o mista o di mucca

• 1 uovo;

• Sale;

• Foglie di alloro.

Mescoliamo la farina, la ricotta, l’uovo e un pizzico di sale e impastiamo fino a formare una palla. Catone dice di cuocerla intera, ma è meglio fare delle focacce.

Dividiamo l’impasto in tante palline aiutandoci con le mani facendo tipo le polpette, mettiamole in una teglia su un letto di foglie di alloro.

Cuociamo in forno a 180° C per 35-40 minuti. I tempi dipendono molto dal vostro forno perché come sappiamo, ogni forno cuoce diversamente da un altro. Appena diventano dorati spegniamo il forno, non lasciamo che diventino troppo scuri che oltretutto farebbero male.

Il profumo dell’alloro è la loro caratteristica, questi panini sono ottimi sia caldi, che freddi e si mantengono per qualche giorno, accompagnati da formaggi e affettati, con la marmellata a colazione!

Buona vita, buon pane Libum ❤️

Diario alimentare di quaresima

#Vincisgrassi verdi eretici alle verdure!

Domenica è sempre pasta fresca all’uovo o senza, ma mai comprata come mamma insegnava.

Allora tradizione e cambiamento ogni tanto e non morirà nessuno. Avevamo voglia di vincisgrassi però non i soliti, con molto più lavoro e soprattutto pazienza, in questo momento, proprio non se ne parla!

Lasciamo perdere e mettiamoci a farli eretici, come spesso facciamo.

Prendiamo, il radicchio rosso, i finocchi con anche la parte esterna e tutti i ciuffi, la cicoria, la cipolla, lasciamo stufare in poco olio extravergine di oliva ed un goccio di acqua, sale, erbe aromatiche come, timo, erba cipollina, maggiorana e santoreggia. Ci stanno benissimo e fanno pure bene.

Facciamo la pasta con le uova di galline puttane, di quelle felici non c’è traccia, uniamo gli spinaci e la farina. Stendiamola e facciamo tanti quadrati. Li sbollentiamo e li facciamo asciugare sopra una tovaglia. Prepariamo la besciamella, uniamoci la ricotta, sale, noce moscata, parmigiano reggiano e pecorino secco, buccia di limone. Mescoliamo ed uniamo alle verdure cotte. Facciamo tanti “sólà”, di pasta e di verdure con la besciamella. Mettiamo a cuocere a 180 gradi ventilato fino ad ottenere una crosticina croccante. Buoni, ve lo assicuro. I nostri vincisgrassi tradizionali, non si offenderanno con questi eretici!

Buona vita, buoni vincisgrassi eretici alle verdure! ❤️

Ravioli di cappone in crema di ricotta radicchio rosso noci e nocciole

Fine delle feste, fine gloriosa di tutti i cibi natalizi, non ne erano molti perché non abbiamo bisogno di tanta varietà, l’essenziale è la fantasia in cucina, ed allora per l’Epifania avevamo fatto i passatelli come suggerisce Alexa che pare non sappia fare altro……con il brodo di cappone che non era stato mangiato tutto. Lo abbiamo macinato insieme al radicchio rosso e le carote del bollito, abbiamo fatto la pasta fresca all’uovo, fatto i ravioli che li abbiamo conditi con una crema di radicchio rosso, ricotta, noci e nocciole. Buoni…..mi fido, lo hanno detto i pargoli!!!!

Ma raccontiamoli questi ravioli. Se vi capita che abbiate il cappone bollito, o la gallina o il pollo o un altro tipo di catene, non buttiamoli via, sì perché conosco molte persone che mangiano solo il brodo e buttano le carne……sarà per snobismo o di poca intelligenza o di pigrizia, non lo so, ma capita. Allora noi per ieri che era domenica e siamo abituati a mangiare pasta fresca all’uovo fatta in casa, abbiamo preparato questi buonissimi ravioli macinando il cappone avanzato del brodo della festa dell’Epifania, abbiamo aggiunto le carote sempre cotte nel brodo, il radicchio rosso crudo tagliato sottilmente, il parmigiano reggiano, la noce moscata, la buccia di limone per togliere quel sapore di pollame e le uova. Abbiamo fatto la pasta fresca con le farine 0 e di semola rimacinata di grano duro, questa dà una certa consistenza ai ravioli che non si rompono in cottura, le uova di galline puttane, di quelle felici non ne abbiamo più avuta nessuna traccia. Chissà che fine avranno fatto? Pensiamo a noi con il seguito della ricetta.

Abbiamo messo a riposare la pasta sotto la ciotola e nel frattempo abbiamo fatto altre cose di casa.

Abbiamo ripreso la pasta, stesa con la macchinetta e preparato i ravioli. Per il condimento abbiamo messo nella padella un po’ di olio extravergine di oliva, il radicchio rosso tagliato sottilmente, sfumato con il vino rosso. Una volta appassito il radicchio rosso, abbiamo unito la ricotta, il parmigiano reggiano, mescolato bene ed una parte frullata per rendere cremoso il condimento unendo noci e nocciole tritate. Abbiamo cotto i ravioli nell’acqua bollente salata, scolati e ripassati in padella unendo un po’ dell’acqua di cottura. Abbiamo portato in tavola con l’aggiunta di granella di noci e nocciole. Un piatto buono, di recupero, che si può fare con ogni tipo di bollito. Per fare le ricette di casa, non servono le quantità perché è bello fare tutto a nostro gusto ed occhio.

Buona vita, buoni ravioli di cappone in crema di radicchio rosso e granella di noci e nocciole ❤️

Tagliatelle di farina di castagne con cardi, noci al profumo di arancia

Un primo piatto che può essere anche per una cena di fine anno, le tagliatelle profumate di bosco e di terra di Sicilia con crema di ricotta, noci e buccia di arancia. Il lavoro più lungo in questo piatto, è pulire e cuocere i cardi, ai quali uniamo il succo di limone e la cottura la faremo in pentola a pressione per risparmiare tempo. Una volta cotti, li scoliamo e li tagliamo a pezzetti, li lasciamo da parte per fare la pasta. Come le facciamo le tagliatelle?

Semplicemente impastando e mescolando alcune uova di galline puttane, quelle del supermercato, le galline felici hanno finito la loro produzione in attesa di tempi migliori, con due parti di farina 0 ed una di castagne. Una volta ben lavorata, la lasciamo riposare sotto una ciotola. Dopo il riposo, stendiamo la pasta con la macchinetta prima nello strato più grosso, poi sempre infarinando bene ogni striscia, la stendiamo sottile quanto è necessario per ottenere delle tagliatelle sostenute.

Mettiamole ad asciugare e prepariamo il condimento. Nella padella mettiamo olio extravergine di oliva, un po’ di burro, i cardi, la noce moscata e la buccia di arancia, lasciamo che insaporiscano bene, uniamo una tazza di ricotta, e le noci. Mettiamo a cuocere in acqua bollente salata le tagliatelle, le scoliamo e le facciamo saltare nella padella con i cardi ed una bella manciata di parmigiano reggiano, mescoliamo bene unendo un po’ dell’acqua di cottura della pasta. Lasciamo mantecare bene le tagliatelle e serviamole con striscioline di buccia di arancia.

Le tagliatelle di farina di castagne sono ottime e gustose da fare non solo in un giorno di festa, ma anche nel periodo invernale.

Buona vita, buone tagliatelle di farina di castagne e cardi in crema di ricotta e noci ❤️

Ravioli di pecorino fresco ricotta noci e radicchio rosso all’ aceto balsamico di Modena e yogurt bianco greco

Ci siamo quasi a Natale, il tempo per fare la spesa ce n’è poco, anche per le restrizioni, quindi noi abbiamo fatto scorta di tutto……vedremo cosa cucineremo con quello che già è in dispensa. C’è una grande forma di pecorino fresco di Norcia, lasciarla lì senza consumarlo rischierebbe una brutta fine perché potrebbe ammuffire. Qualche fetta la stiamo mangiando, ma è necessario finirla in fretta.

Farci una pasta fresca ripiena, ravioli o cannelloni sono sicura che sarà una buona idea. Magari li congelerò ed avrò una preparazione già pronta, per le feste natalizie. La scelta cade sui ravioli, ma non ci sarà solo il pecorino fresco di Norcia, ma anche la ricotta, le noci ed il radicchio rosso. Vi racconto la preparazione e come sarà il condimento per il quale non c’è bisogno di fare nessun sugo.

Per i ravioli facciamo la pasta fresca con le uova e la farina o 00 o 0, possiamo anche fare metà e metà, in questo impasto c’è un ingrediente particolare, un goccio di vino cotto, questo darà un aroma dolce e fruttato ed il ripieno dei ravioli sarà esaltato. Impastiamo come facciamo di solito tutto, quando la pasta sarà lucida e soda, lasciamo che si riposi coperta da una ciotola. Nel frattempo prepariamo il ripieno per i ravioli.

Tagliamo a piccoli cubetti il pecorino fresco, mescoliamoli ad una certa quantità di ricotta di pecora o quella che più ci piace, uniamo le noci tritate, il radicchio rosso tritato anch’esso, il parmigiano reggiano, la buccia di limone e la noce moscata, mescoliamo ed uniamo uno o due uova di galline felici o puttane (quelle del supermercato). Riprendiamo la pasta e la tiriamo con la macchinetta, prima in uno strato spesso poi in quello più sottile. Questo strato dipende dal rullo della vostra macchinetta. Facciamo una striscia alla volta, con un cucchiaio mettiamoci sopra il ripieno, richiudiamo la pasta sopra e con la rotella facciamo i ravioli. Finiamoli tutti e prepariamo il condimento.

Nella padella mettiamo una noce di burro, accendiamo il gas, uniamo lo yogurt bianco greco, la quantità dipende da quanti ravioli abbiamo fatto, regoliamoci, lasciamoli sciogliere insieme, aggiungendo un cucchiaio di maizena sciolta in mezzo bicchiere di latte freddo, mescoliamo bene per ottenere una crema omogenea, uniamo il parmigiano reggiano ed in fine l’aceto balsamico di Modena, anche con questo regoliamoci a nostro piacere. Spegniamo il gas e mettiamo a cuocere i ravioli in acqua bollente salata. Mescoliamo, lasciandoli cuocere, accendiamo la fiamma della padella con il condimento, scoliamo i ravioli e saltiamoli mescolando bene per far assorbire tutta la salsa di yogurt bianco greco ed aceto balsamico di Modena, aggiungiamo dell’acqua di cottura dei ravioli per tenerli cremosi. Serviamoli con noci tritate e foglie di radicchio rosso.

Questo piatto è sicuramente ottimo e pieno di sapori adatto ad un pranzo importante di festa.

Buona vita, buoni ravioli di pecorino fresco all’aceto balsamico di Modena ❤️

Lasagne di pane

Caldo che più caldo non si può. Niente fornello acceso, ma qualcosa dobbiamo mettere in tavola. Niente pasta, né riso né legumi né…….ci pensiamo un po’…..che facciamo? È l’ora di pranzo, potremmo fare solo due pomodori in insalata mescolati con peperoni e cetrioli. Non ci va proprio questo piatto. Intanto sfidando il caldo abbiamo impastato pizza e pane. Da qui ci viene una bella idea. Prediamo il pane, oh che bello e buon piatto facciamo!

Mettiamo tutto quel che serve sopra il piano di lavoro, pane, olio extravergine di oliva, parmigiano reggiano, la ricotta, facciamo un passo fuori e sotto il porticato, raccogliamo tutte le nostre erbe aromatiche. Timo, maggiorana, menta, erba cipollina, basilico, santoreggia e rosmarino. Rientriamo in casa, laviamo le erbe aromatiche, le battiamo tutte finemente con il coltellaccio…..molto vecchio e rattoppato, non buttiamo via mai i nostri cimeli di casa.

Andiamo avanti, ma secondo voi che stiamo facendo? Un bel piatto di lasagne con il pane.

Riprendiamo il pane, lo tagliamo sottile sottile, lo mettiamo nella pirofila unta di olio extravergine di oliva, un po’ di sale, un po’ di erbe aromatiche, uno strato di ricotta, un po’ di sale, una spolverata di parmigiano reggiano ed uno strato di zucchine tagliate sottili sottili, un filo di olio extravergine di, un’altra spolverata di parmigiano reggiano e via strato dopo strato, finiamo con l’ultimo di zucchine e di fettine di pane. Un altro giro di olio extravergine di e via subito in forno caldo a 180 gradi per 30/35 minuti più o meno. Prima di spegnere il forno, mettiamoci sopra scaglie di parmigiano e semi di sesamo!

Abbiamo finito, portiamolo in tavola! Questo buon piatto è completo, c’è tutto! A noi è bastato, qualcuno ha mangiato una bella insalata per completare il pranzo.

Non ci pare che ci sia voluto tanto tempo, e non ci sono ingredienti difficili da trovare. Il pane in casa non manca e nemmeno le verdure di stagione!

Buon proseguimento d’estate e a presto!

Buona vita, buone lasagne di pane ❤️

Calcioni “caciù” di pecorino fresco dolce e ricotta alla vaniglia e calcioni con la ricotta e pere all’arancello

Mettersi a fare dei dolci tradizionali pasquali in piena stagione estiva, credo sia una pazzia. Siccome io appartengo a quella specie di razza con qualche rametto di poco normale sulla testa, non mi scompongo ed anche se questi per me sono giorni cruciali dove ho tutto e tanto da fare, mi rilasso stando in cucina.

Di buon mattino, tanto la notte non dormo per il pensiero di questo periodo, mi metto al lavoro. C’è una bella quantità di pere raccolte nel nostro orto giardino scapigliato, mele e tante zucchine e pomodori e cetrioli…….anche trattato male, lui l’orto giardino scapigliato, è bravo a regalarcene di doni.

Prendo le pere dal cestino di nonna “Margarita”, le lavo, le taglio a cubetti, le spruzzo di limone e le spolvero con tre cucchiai di zucchero. Le potrei lasciare crude, ma penso sia meglio scottarle un po’ a microonde, voi lo potete fare in un pentolino, basta solo farle ammorbidire. Intanto che le pere si raffreddano, preparo la pasta frolla con la ricetta del vecchio calendario di ricette pane degli angeli. La sua ricetta della pasta frolla è sempre la migliore per fare i calcioni e le crostate. È come quella della mamma.

Proseguiamo e facciamo la pasta frolla con questi ingredienti

300 grammi di farina per dolci

150 grammi di zucchero come la ricetta, ma possiamo metterne 100 grammi

Due uova di galline felici

Meno di una bustina di lievito per dolci

150 grammi di burro freddo a pezzi, questo si perché altrimenti non sarebbe così buona la frolla

Un uovo

Vaniglia o vaniglina

Buccia di limone

Per il ripieno dei calcioni con il pecorino fresco dolce

500 grammi di pecorino fresco dolce

Tre cucchiai di ricotta o mista o di pecora

Un uovo intero ed un albume

100 grammi di zucchero

Buccia di limone

Vaniglia o vanillina

Un goccio di limoncello o arancello

Ingredienti per i calcioni con la ricotta e le pere

450 grammi di ricotta

100 grammi di zucchero

Un cucchiaino di maizena

Un uovo ed un albume

Buccia di limone

Pere tre o quattro a seconda della grandezza

Tre cucchiai di zucchero

Arancello o limoncello o estratto di arancia

Preparazione

Per i calcioni con il pecorino prepariamo la frolla lavorando la farina con il lievito setacciati, lo zucchero, due uova, la buccia di limone e la vaniglia, uniamo il burro a pezzi freddo, lasciamo amalgamare e finiamo di lavorare sopra la spianatoia. Schiacciamo la pasta e incartata nella carta forno, la lasciamo riposare in frigo per un paio d’ore più o meno.

Lavoriamo il pecorino fresco dentro il robot con le lame, uniamo la ricotta, lo zucchero un uovo ed un albume, la vaniglia, un po’ di arancello o limoncello e la buccia di limone. Dobbiamo ottenere una crema.

Riprendiamo la pasta, la stendiamo con il matterello sottile, regoliamoci perché non deve rompersi quando facciamo il calcione. Con la rotella tagliamo dei quadrati, in mezzo mettiamo un cucchiaino di ripieno e chiudiamo a mezza luna. Una volta finiti tutti, spennelliamo i calcioni con un uovo ed un po’ di acqua e mettiamo a cuocere a 180 per quasi 20 minuti. I calcioni devono risultare dorati. Spegniamo il forno e lasciamo freddare. Con questa dose di ingredienti vengono più di trenta calcioni.

Per i calcioni con la ricotta e le pere, prepariamo la stessa pasta, mettiamo a cuocere le pere con lo zucchero, il succo di limone, o a microonde o sul gas. Lasciamo freddare. Lavoriamo la ricotta scolata benissimo dalla sua acqua, mettiamocela molto tempo prima di preparare i calcioni, uniamo lo zucchero, il cucchiaino di maizena, 100 grammi di zucchero, un uovo ed un albume, l’ arancello o il limoncello, mescoliamo e prepariamo i calcioni come quelli sopra, li spennelliamo con un uovo ed un po’ di acqua e li mettiamo a cuocere a 180 gradi per una ventina di minuti.

Una volta freddi, prima di servirli spolveriamo di zucchero a velo.

I nostri buonissimi calcioni sono pronti, gustiamoli con un sorso di arancello o limoncello.

Buonanotte

Buona vita, buoni calcioni di pecorino e ricotta con le pere ❤️

Tortino di zucchine ricotta ed erbe aromatiche senza farina

L’orto giardino scapigliato, comincia a regalarci i suoi primi frutti. Pochi, ma superlativi specialmente le zucchine per le quali ho un amore profondo…..ma solo per le nostre, due peperoni e un cetriolo! Questi ultimi due assolutamente veleno per me……tutto contento Cocò stomaco di ferro!

Allora che ci posso fare con tre zucchine? Un buonissimo tortino morbido profumato di calda estate che finalmente è arrivata!!!!

Sarà tanto bella la stagione, ma poi tanto fastidiosa per il caldo eccessivo! Ma lei, fa il suo lavoro benissimo.

Torniamo al tortino.

Frullo con il robot le tre zucchine, le metto nello scola insalata con un pizzico di sale a perdere l’acqua di vegetazione, così resteranno più asciutte. Le lascio così per un’ora, le metto in una ciotola, aggiungo tre uova di galline felici, noce moscata, buccia di limone, erbe aromatiche, timo, maggiorana ed erba cipollina, poco sale, parmigiano reggiano, sbatto con la forchetta, unisco 300 grammi di ricotta scolata per bene, un cucchiaino di lievito per torte salate, pizzaiolo, manco metto l’olio extravergine di oliva perché non c’è bisogno, verso tutto in uno stampo foderato di carta forno di 20 /22 centimetri e metto a cuocere in forno a 170 gradi per una mezz’ora più o meno.

Il tortino è cotto quando la sua superficie si presenta soda e compatta. Bisogna regolarsi con il proprio forno. Il mio cuoce molto di più e devo tenere sempre più bassa la temperatura.

Sformo il tortino e porto in tavola con i pomodorini ed un filo di olio extravergine di oliva ed aceto di mele.

Buona vita, buon tortino di zucchine, ricotta ed erbe aromatiche ❤️

Ravioli con fiori di zucchine yogurt bianco greco stracchino e ricotta ai pomodorini

Quasi fino all’alba sveglia ad aspettare una telefonata da mio figlio che non chiama entro l’ora stabilita da lui dopo essere stato a cena con i suoi amici. Alle otto poco più mi dice che appena arrivato a casa, mi chiama. Passano le ore, fino all’una passata nessuna risposta ai miei messaggi e nessuna telefonata. Per il mio carattere apprensivo penso molte cose brutte. Anche per questo tempo ancora di coronavirus, l’idea che mi fa gelare il sangue, è che sia finito all’ospedale. Solo e lontano, muoio di paura. A quasi le due, mi risponde che sta arrivando a casa e si trova a pochi chilometri da noi. Lui è in Umbria e partire così di notte è un po’ strano. Poteva aspettare la mattina! Comunque mi sento sollevata e tutta la mia paura se ne va insieme al sonno. Sono le due e tre quarti, mio figlio è finalmente a casa e cerco di chiudere gli occhi. Tanto è domenica posso dormire di più!

Mi alzo, faccio le mie solite cose mattiniere, penso al pranzo ed al primo piatto da cucinare.

Dentro il cestino ci sono i primi fiori di zucchine maschi e femmine e due piccole zucchine, penso….che ci posso fare con questa misera quantità?

Le lavo, le faccio a pezzetti e le metto in padella con olio extravergine di oliva, un po’ di cipolla, poco perché a me da fastidio ed una volta cotte le faccio raffreddare. Ma le mie idee nella mia testa nascono sotto…..mano, mi basta stare davanti al mio banco di lavoro…….prendo la ricotta, lo yogurt bianco greco appena fatto caldo, caldo, lo stracchino, il parmigiano reggiano, buccia di limone e noce moscata, rompo dentro due uova di galline felici, sì, perché vengono allevate in una terra bella, ampia e solare, mescolo il tutto anche i fiori e le zucchine, ho pronto un buonissimo ripieno per fare i ravioli.

Faccio la pasta fresca con le uova, semola rimacinata di grano duro e di farina 00, la lascio riposare e vado a fare le mie altre solite faccende.

Nel frattempo preparo il sugo con i pomodorini datterini, con un po’ di burro e qui ci vuole……quanno ce vo, ce vo, il burro rende meno aspro il sugo di pomodoro, ma aggiungo anche un po’ di olio extravergine di oliva, le croste di parmigiano reggiano che danno più sapore, in un attimo è pronto. Aggiungo solo a fine cottura Il parmigiano reggiano.

Stendo la pasta con la macchinetta,faccio le strisce, metto sopra un cucchiaino di ripieno e chiudo facendo i ravioli. Vi racconto che avendo tutti gli ingredienti pronti, in un quarto d’ora, poco più faccio normalmente, un vassoio di ravioli…..veloce, più veloce della luce.

Finisco tutti i ravioli, apparecchio, per quattro su cinque, qualcuno ormai fa famiglia a parte, e metto l’acqua a bollire per cuocere i ravioli.

Scolo i ravioli, li passo in padella, mescolo per fargli prendere tutto il sugo e spolvero ancora il parmigiano reggiano, unisco le mie erbe aromatiche e porto in tavola con tutta la grande padella…..non li impiatto perché i ravioli possono rompersi. Eleganza a parte, i miei ravioli sono buonissimi e in quanto a velocità non mi batte nessuno…..ed ero quasi mezza morta!!!

Ringraziamo Dio e viva i figli ❤️

Buona vita, buoni ravioli con fiori di zucchine, ricotta, yogurt bianco greco e stracchino ❤️