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Fagioli con le cotiche

La pista o salata del maiale, rito antico ma ancora attuale e fondamentale per ottenere insaccati e carni preziose da utilizzare in molti piatti tradizionali e gustosi. Del maiale si sa, non si butta via niente. Tutto viene trasformato, come il grasso interno che diventa lo strutto dopo averlo fatto bollire fino a sciogliersi ed una volta liquido e messo dentro la vescica del maiale per farlo mantenere nel tempo viene usato per friggere alimenti sia dolci che salati i quali diventano croccanti e asciutti. La parte restante, i ciccióli o i grasselli o “gli sgriscioli”, come si chiamano da noi, che oltre a gustarli così come sono, si aggiungono insieme alla buccia di arancia a varii tipi di pizza o “crescia”, il lardo che oggi è quasi dimenticato in cucina mentre una volta era il condimento principale per soffriggere verdure quando si preparava il sugo o il ragù o per “strascinare” le verdure come i cavoli o “l’erbe troate”, cioè le erbe spontanee e selvatiche. Con le ossa e la schiena si poteva preparare un buon brodo dove si cuoceva il riso oppure fare un ripieno che insieme a pane grattugiato, uova, sale, noce moscata e cannella serviva a fare “li graju’ co’ la ciocca”, cioè la testa. Erano i ravioli per la festa di s. Antonio abate o per le domeniche che precedevano il carnevale. Non dimentichiamo ” li zampitti in porchetta”, ossia gli zampetti del maiale con il finocchietto selvatico. Il sangue che una volta sbollentato si rimetteva a cuocere con la cipolla ed odori vari e le cotiche con i fagioli borlotti.

Questa è la nostra ricetta.

Ingredienti

Un chilo di fagioli borlotti freschi o secchi

Cipolle

Sedano

Carote

Sale

Olio extravergine di oliva

Pepe

Cotiche sgrassate in quantità desiderata

Pomodori pelati

Triplo concentrato di pomodoro

Preparazione

Mettiamo per prima cosa a cuocere le cotiche con poca acqua quanto basta per coprire le stesse, poco sale, in pentola a pressione per circa un’ora, spegniamo il fuoco, facciamo uscire il vapore e con una forchetta infilziamo le cotiche e se risultano morbide, teniamole da parte fino a quando avremo cotto i fagioli. Possiamo cuocerle nella pentola normale ma ci vorranno due ore. Se vediamo che ancora sono dure, richiudiamo la pentola e facciamo cuocere per altri dieci minuti. Regoliamoci.

Intanto mettiamo a cuocere i fagioli dopo averli lavati bene, se sono secchi tenuti a bagno per una notte con un goccio di aceto bianco, mi raccomando senza sale che metteremo alla fine, uniamo la cipolla, il sedano e le carote una foglia di alloro ed un filo di olio extravergine di oliva. Mettiamo anche a bollire una pentola con solo acqua che servirà per unirla ai fagioli. Appena i legumi cominciano a bollire, buttiamo via la prima acqua che è quella che potrebbe dare fastidio al nostro intestino, aggiungiamo l’acqua pulita e bollente e continuiamo la cottura aggiungendo il sale alla fine. Li lasciamo riposare nella stessa acqua intanto che prepariamo il sugo per le cotiche.

Prendiamo una pentola, la facciamo scaldare e aggiungiamo l’olio extravergine di oliva, la cipolla, il sedano, e la carota tutto tritato, lasciamo che si rosoli il tutto, uniamo le cotiche tagliate a quadretti mescoliamo per bene, i pelati spappolati con le mani o una passata di pomodoro, a vostro piacere e un cucchiaio di triplo concentrato di pomodoro. Aggiungiamo il sale, i fagioli scolati e continuiamo la cottura. Assaggiamo e regoliamo di sale e pepe e se ci piace di peperoncino e acqua calda quella della cottura dei legumi se troppo densa.

A casa nostra piace aggiungere nel piatto con i fagioli e le cotiche, un cucchiaio di olio extravergine di oliva a crudo. Vedete voi!

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Minestra di ceci e crema di carote e finocchi al profumo di anice

Stai cuocendo carote, finocchi per una vellutata che riscaldi corpo e spirito in una serata di novembre. Frulli ad immersione, unisci sale, assaggi, non ti convince. Vicino c’è la pentola di coccio con i ceci già cotti, ti viene la voglia di fare una minestra più ricca, li unisci alla crema di carote e finocchi, mescoli, unisci una parte di quadretti e continui a mescolare. Quando tutto è quasi giunto a cottura, volgi lo sguardo alla mensola con tanti barattolini di spezie, pensi un po’ a quale puoi aggiungere per ottenere una profumata e nello stesso tempo gustosa minestra. Decidi per i semi di anici che normalmente usi per dolci, pani, bevande e the. Ne butti un cucchiaio dentro, mescoli e pensi, ma che ne verrà fuori? Forse finirà tutto nel cestino dei rifiuti! Magia….assaggi un cucchiaio e senti che è una delizia, con un sorprendente sapore fresco e di sapore di giornate a passeggiare per i mercatini di Natale. Non ci credete? Provate e mi direte! Non dimenticate un giro di olio extravergine di oliva magari appena spremuto!

Buona vita, buona minestra di ceci, finocchi e carote al profumo di anice!

Tagliatelle al caffè e noci

Beh, che male c’è, se il caffè lo metto nelle tagliatelle? Una domenica mattina in cucina. Come sempre solo pasta fresca. Metto la farina 0 e la semola rimacinata di grano duro, 5 uova, 25 gr di buon caffè in polvere, in pizzico di sale nella ciotola della planetaria, lascio che tutto si amalgami, piano, piano, lavoro più velocemente fino a quando la pasta si stacca dalla ciotola. La tolgo e lavoro un po’ con le mani. Lascio che riposi fra due piatti, mentre faccio altre cose. Riprendo la pasta la stendo con la mia macchina elettrica e una volta asciugata, la taglio a mano. Metto l’acqua a bollire, in una larga padella sciolgo una noce di burro, l’olio extravergine d’oliva, aggiungo una crema di latte, il parmigiano reggiano, le noci a pezzettini. Faccio cuocere la pasta, la scolo e la ripasso nella padella con la crema di parmigiano aggiungo altre noci, mescolando bene. Porto in tavola e servo ai miei cari un po’ stupiti. Però, buona! Uno, due, tre e tutti in silenzio gustando le mie tagliatelle al caffè e noci in crema di parmigiano reggiano.

Buona vita, buone tagliatelle al caffè e noci alla crema di parmigiano reggiano.

Ciao!

Gnocchi cremosi ai funghi e noci

E di domenica a casa nostra, è solo e sempre un primo piatto fatto in casa, che siano tagliatelle, ravioli, vincisgrassi maceratesi, cappelletti e gnocchi di patate o di altri ingredienti. Questi ultimi, normalmente sono conditi con un ragù o sugo di pomodoro, oggi invece sono in versione cremosa con una besciamella fatta con l’acqua dei funghi.
Gli gnocchi sono con le patate, farina 0 e rucola in polvere, questa era stata essiccata al sole e poi frullata e messa in un vasetto, cosi si potrà usare dove si vuole. Per il condimento cremoso, ho messo a bagno dei funghi porcini prima sciacquati per bene, con l’ultima acqua ho fatto una besciamella un po’ più leggera. Per prima cosa ho fatto cuocere i funghi ed il porro, con olio. Appena si sono appassiti li ho frullati e tenuti da parte. In una larga padella, ho messo un cucchiaino di fecola più o meno, l’acqua dei funghi, mescolato bene per evitare i grumi, ho fatto cuocere normalmente come una normale besciamella fino ad addensare con l’olio extravergine d’oliva messo alla fine. Ho aggiunto i funghi frullati, le noci a pezzettini, gli gnocchi appena sono venuti a galla, una bella spolverata di parmigiano reggiano ed ancora un filo d’olio e noci e ho servito. Buoni, saporiti e cremosi.
Buona vita, buoni gnocchi cremosi ai funghi e noci.
A presto!