olioextraverginediolivadicasanostra

Tagliatelle in crema di zucchine e lattuga con prosciutto crudo croccante

La domenica mattina appena svegli tutti muti. Pensiero! Cosa faccio per pranzo?

Solitamente non mi preoccupo, c’è un però; è arrivato il figlio all’improvviso, ha gusti diversi da qualche membro della famiglia.

Niente pomodori, niente sughi pesanti, niente cibi piccanti.

Comunque sia, anche senza aprir bocca, mi metto a fare le tagliatelle come quasi tutti i giorni di festa. Penso, e come le condisco? Niente! Nessuna idea per la testa.

Intanto metto a cuocere il pane che ha lievitato tutta la notte, ho delle pesche che mi sono state regalate, prima ne mangio una…..ecco che si accende la lampadina del cervello.

Preparo il dolce con le pesche, poi lo racconterò, guardo le zucchine, brutte perché l’estate finita e gli sbalzi di temperatura le hanno rese non solo inguardabili ma anche poco saporite. Non mi scoraggio, taglio la buccia a filetti, con la polpa farò una crema insieme alla lattuga.

Intanto taglio le tagliatelle e le lascio asciugare.

Nella padella metto la cipolla, i filetti di zucchine l’olio extravergine di oliva e lascio cuocere fino a quando si presentano croccanti. Le tolgo e nella stessa padella metto la polpa di zucchine, la lattuga a striscioline e acqua quanta ne serve per ottenere una crema. Frullo il tutto ed unisco l’olio extravergine di oliva.

Metto a cuocere a microonde per uno due minuti, il prosciutto crudo tagliato a striscioline sopra un piatto con la carta paglia.

Metto a cuocere le tagliatelle, le scolo e le lascio insaporire nella padella con la crema, unisco le zucchine croccanti, un po’ di acqua di cottura della pasta, il parmigiano reggiano ed infine il prosciutto crudo croccante. Mescolo per bene e porto in tavola.

Qualcuno si serve da solo e poi via via tutti quanti. Sono ancora muti…..sarà ancora l’effetto della domenica mattina o perché si stanno gustando le tagliatelle?

Ai posteri l’ardua sentenza 🤣🤣🤣

Buona vita, buone tagliatelle in crema di zucchine e lattuga con prosciutto crudo croccante ❤️

A presto…..domani ci sarà?

Annunci

Lu rocciu o crescia fojata di Fiuminata

Può sembrare uno strudel, più o meno ha la stessa preparazione che consiste in una sfoglia da qui “fojata”, ripiena di frutta autunnale come zucchero, mele, noci, nocciole, fichi e uvetta, da spezie come la cannella, cacao amaro, anice e limone tutto al profumo di mistrà fatto in casa o alchermes. Ingredienti tutti poveri e presenti nelle case di campagna del territorio maceratese quando i contadini non potevano comprare dolci e dovevano inventare dolci semplici e facili. La crescia fojata o rocciu ha due differenti ripieni, uno con anche la ricotta che probabilmente usavano i pastori, e l’altro come ho già scritto sopra, solo di frutta di stagione. Nella zona di Matelica e dintorni il dolce veniva preparato in autunno fino al periodo natalizio. “Lu rocciu” deriva da arrotolare, attorcigliare intorno praticamente uno strudel del centro delle Marche.

Spero che mi perdoneranno i nostri amici del territorio maceratese per la mia versione del “rocciu o fojata”! Avendo raccolto le prime melagrane mi è venuta l’idea di farci il ripieno insieme al cioccolato fondente. Un dolce impreziosito da tanti rubini!

Veniamo alla ricetta!

Ingredienti 300 gr di farina 0

Tre cucchiai di zucchero

60 grammi di olio extravergine di o di girasole

Un pizzico di sale

Acqua bollente quanta ne serve per ottenere un impasto morbido

Per il ripieno

I chicchi di una due o tre melagrane, regoliamoci ad occhio, dobbiamo ricoprire tutta la superficie della sfoglia

Scaglie di cioccolato fondente

Alchermes

Preparazione

Mettiamo la farina, lo zucchero, un pizzico di sale, l’olio extravergine di oliva o di girasole nella ciotola della planetaria o sopra la spianatoia, lasciamo impastare e uniamo poco alla volta l’acqua bollente, regoliamoci perché dobbiamo ottenere un impasto morbido, lavoriamolo come per fare le tagliatelle e lo mettiamo a riposare dentro una ciotola che copriamo con un piatto piano. Intanto prepariamo il ripieno. Sgraniamo le le melagrane tagliandole a metà e battendole con un cucchiaio per far uscire tutti i chicchi, mettiamoli in una ciotola con del succo di limone e se ci piace con un goccio di mistrà o anisetta. Stendiamo sopra un canovaccio infarinato la pasta sottilissima con il matterello e aiutiamoci anche con le nocche delle mani, se verrà fuori qualche buco, lo rattoppiamo con la stessa pasta, copriamo la sfoglia con i chicchi di melagrane e scaglie di cioccolato fondente. Arrotoliamo piano piano a forma di salame e poi chiudiamo a chiocciola. Adagiamolo sopra uno stampo foderato di carta forno e spennelliamo il tutto con alchermes. Mettiamo a cuocere a 180 gradi per 30/40 minuti. Ogni forno ha una cottura diversa regoliamoci fino a quando vedremo la pasta che diventa croccante.

Il nostro “rocciu o crescia fojata” è pronto, lasciamo raffreddare e presentiamolo spolverato di zucchero a velo!

La prossima volta preparerò “Lu rocciu” nella versione tradizionale!

Buona vita, buon rocciu o crescia fojata di Fiuminata ❤️

Versione originale de “Lu rocciu” con frutta secca e mele.

Sfoglia con gli ingredienti di quello già descritto sopra

Ripieno

Cuociamo tre mele con vino cotto o rosso, uniamo tre cucchiai di zucchero, cannella, buccia di limone, noci, mandorle, uvetta, nocciole, fichi a pezzetti, cacao amaro, mistrà o liquore tipo anisetta e cioccolato fondente a scaglie. Stendiamo la pasta e cospargiamo tutta la frutta, chiudiamo a salame e mettiamolo sopra carta forno e spargiamo sopra l’alchermes. Mettiamo a cuocere a 180 gradi fino a quando la superficie si presenta croccante! Spegniamo il forno e lasciamo freddare. Poniamo “Lu rocciu” sopra un piatto e spolveriamo di zucchero a velo.

Buona vita, buon “rocciu o fojata” di Fiuminata ❤️

Timballo di tagliatelle con melanzane e fiori di zucchine

Ci sono tante melanzane, tante zucchine e fiori, un pugno di tagliatelle che sono state fatte domenica scorsa, poche troppo poche nemmeno per sfamare una persona. È troppo caldo per poterne fare altre e allora cosa ci posso fare?

Sto tagliando le verdure, per farne un contorno, a noi piacciono in qualunque modo essenziale è che ci sia la cipolla. Penso di farci delle semplici penne. Sto facendo pure lo yogurt bianco greco, ho fatto bollire il latte intero fino alla temperatura di 85 gradi, l’ho lasciato raffreddare e intanto penso a cosa fare delle tagliatelle.

Il latte è arrivato alla temperatura giusta per mescolarlo al cucchiaio di yogurt bianco greco, 46 gradi, mescolo insieme con poco latte poi una volta amalgamato aggiungo tutto il resto, in tutto un litro. Ma la caraffa è piena e ne avanza un bicchiere. Lo bevo? No….è quasi mezzogiorno poi salto il pranzo. Vi vuole poco per saziarmi.

Ecco allora l’idea! Faccio una buona besciamella e la uso le farci una specie di timballo con le tagliatelle.

Io vivo di ricordi, sì troppo spesso mi “tormentano”! Ma nel senso positivo. Mi viene in mente il timballo salato dolce che mia madre faceva a Pasqua, le tagliatelle condite con il sugo, il classico ragù, mescolato alla crema pasticcera, tutto racchiuso in una pasta frolla “indorata” dal tuorlo dell’uovo. Non so chi l’abbia insegnato a mia madre, non l’ho mai chiesto a suo tempo, quindi rimarrà per sempre un mistero.

Forse l’idea sarà venuta a qualche persona che avendo letto il Gattopardo ha pensato di copiare il timballo che veniva servito alla lussuosa e ricca tavola del principe Salina raccontato nel romanzo.

Logicamente il mio non c’entra niente con quel ricco timballo! Però è molto buono e delicato soprattutto per palati e stomaci delicati. Eppoi è una ricetta tutta mia ed inventata come molte del mio cucinare quotidiano!😀

Il racconto del mio timballo di tagliatelle con melanzane e fiori di zucchine

Ho tagliato le melanzane a cubetti, oggi non l’ho nemmeno messe sotto sale a perdere la loro acqua, era troppo tardi, le zucchine a filetti, ho messo a cuocere nella padella la cipolla a fettine con un filo di acqua, niente olio a sfriggere perché per noi è indigesto, ma a chi piace può farlo, appena trasparente ho aggiunto le verdure, il sale, timo ed erba cipollina ed ho finito di cuocere. Alla fine ho aggiunto i fiori di zucchine per farli appassire e l’olio extravergine di oliva. Ho preparato la besciamella senza burro, a fine cottura ho condito con olio extravergine di oliva, parmigiano reggiano e noce moscata. Ho fatto cuocere le tagliatelle, le ho scolate e le ho mescolate ad un po’ di besciamella con la quale ho coperto il fondo della pirofila, ho fatto un primo strato di tagliatelle, uno di besciamella, uno di verdure e via via così chiudendo con le tagliatelle, la salsa ed i fiori di zucchine. Ho messo in forno a 180 fino a quando la superficie è diventata dorata e croccante.

Il piatto è gustoso e adatto a chi ama il morbido delle verdure e besciamella e il croccante delle tagliatelle.

Buona vita, buon timballo di tagliatelle con verdure e besciamella. ❤️

La vita va avanti, chi può fermarla?

Pensieri di un’estate molto triste!

Tagliatelle semi integrali con crema di zucchine cannellini e pomodorini alla rucola

Domenica mattina, è festa e non mi sogno nemmeno di alzarmi piu presto del solito. Correrò di più del solito per preparare tutto ma mi sta bene così. Tanto appena aperti gli occhi, so che scenderò dal letto col piede sbagliato. Sono nata così e morirò così! Incavolata 😡 e non c’è niente e nessuno che possa far cambiare il mio carattere ormai. Ma non vi preoccupate 😟 poi passa presto, durerà fino a quando non mi troverò un altro inciampo davanti! È così che fra alti e bassi che sono arrivata a questa età!

La domenica c’è sempre da fare una pasta fresca, non è un obbligo ma una mia scelta per portare avanti una tradizione materna, mai i miei genitori avrebbero mangiato la pasta comprata da zia Ida che aveva la pizzicheria dove si comprava tutto sfuso e incartato con la carta paglia😥❤️

La domenica è festa ora come allora!

Cocò che sarebbe il marito, è nella striscia di orto a raccogliere le zucchine con i loro fiori e pochi pomodorini. Sarebbe il caso di far tutto fritto, ma chi si sogna di farlo? Scelgo di fare un condimento fresco per le mie tagliatelle fatte con le uova di galline felici 😀 farina integrale e semola rimacinata di grano duro. Mescolo le due farine, rompo le uova e comincio ad impastare, tutto ad occhio, non c’è bisogno di pesare nulla come faceva mia madre molto brava a fare le tagliatelle a mano.

Niente planetaria niente macchinetta della pasta per la mamma come per tutte in quel tempo. Solo appena venuta di moda mia madre comprò la macchinetta da suo fratello Elio mio zio che aveva “la vuttìca” il negozio di casalinghi nella stessa via dove noi avevamo il nostro di abbigliamento e mercerie varie. Via Umberto primo ora non esiste più come non esistono più “le vuttìche” i negozi di un tempo spariti per colpa dell’epoca moderna😥

Mia madre nelle faccende domestiche, metteva “la pannella” il grembiule pulitissimo da cucina, sopra la “spianatóra” la spianatoia, con la farina faceva una montagnetta, con le mani formava una fontanella al centro, ci rompeva le uova e con una forchetta mescolava piano piano cercando di non farle fuoruscire sporcando così la spianatoia che per la massaia esatta era uno scandalo, con la punta delle dita impastava e impastava fino ad ottenere una pasta liscia e setosa.

La lasciava riposare dentro un piatto da insalata coperta con un altro piano.

Stendeva la pasta con “lu vùciunu”, il matterello, la avvolgeva intorno infarinando leggermente e piano piano formava una grande e liscia “pèrna”, la sfoglia sottilissima che una volta asciugata e arrotolata lei tagliava velocemente con il coltello ed otteneva le tagliatelle tutte della stessa misura.

Intanto che i ricordi scorrono nella mia mente, aspetto che anche la mia pasta asciughi e con questo caldo lo fa velocemente, penso a come utilizzare le verdure appena raccolte. Non hanno bisogno di cottura né lunga né forte, deve sentirsi tutto il loro sapore e tutta la loro freschezza. Sapete no la differenza tra le nostre verdure e quelle del supermercato? Io le trovo orribili! Ma va bene, non tutti possono avere un piccolo orto e allora accontentiamoci!

Continuiamo con il racconto del condimento.

Taglio a striscioline alcune zucchine, altre le frullo con la rucola, taglio a metà i pomodorini, metto in una larga padella la cipolla tagliata sottilissima, non metto olio perché per me risulta indigesta, lo metterò alla fine, unisco le zucchine frullate, una tazza di fagioli cannellini scolati e sciacquati, mescolo e lascio insaporire, unisco i pomodorini e lascio cuocere per poco tempo, metto un generoso giro di olio extravergine di oliva e spengo. Nel frattempo taglio le tagliatelle non troppo sottili, meglio spesse per accogliere meglio il condimento, le metto a cuocere in acqua bollente salata, riaccendo la padella con il condimento, unisco le zucchine tagliate a striscioline, lascio insaporire con le altre verdurine e scolo la pasta, le faccio saltare insieme e spolvero con parmigiano reggiano, unendo un po’ di acqua di cottura per amalgamare.

Porto in tavola e servo! Siamo solo in tre!

Va così la vita! A tempi migliori ❤️

Buona vita, buone tagliatelle semi integrali con crema di zucchine, pomodorini e cannellini ❤️

Frittelle di zucchine e emmental al forno

Non so se anche voi avete la fortuna di coltivare un orto magari piccolo dove far crescere zucchine e pomodori e melanzane e peperoni e rucola e insalata e basilico! Se mettete a confronto i vostri ortaggi con quelli comprati al supermercato o da altre parti, capirete quanta differenza ci sia. Le vostre, le nostre sanno di zucchine, di pomodori, di melanzane, di peperoni, di rucola e di insalata e di basilico. Le altre no! Noi sentiamo che tutto questo sa di niente, sa di sapore ammuffito. Lo stesso odore che si sente dove ci sono le colture intensive, noi ci camminiamo ogni giorno ed è nauseante. Vedi ettari e ettari dove sta crescendo o è arrivato alla fine, di tutto che poi arriva al supermercato o alle grande aziende che lo trasformano in surgelati. Non si sa quanto tutto questo possa nuocere alla salute, credo che non lo sapremo mai. Però non si capisce perché questi posti hanno il più alto tasso di mortalità per tumore. E le Marche hanno il primato.

Ai posteri l’ardua sentenza!😥

Intanto oggi con le prime zucchine abbiamo preparato delle buonissime frittelle che possono diventare un piatto completo per la presenza di uova e di emmental. Mettiamo vicino un po’ di pomodorini e il pranzo e la cena sono pronti.

Come le abbiamo fatte le frittelle?

Tagliamo la parte verde delle zucchine a pezzetti, la polpa la mettiamo da parte per un risotto con taleggio o ricotta, le mettiamo sotto sale a perdere acqua di vegetazione, le pressiamo con un piatto a contatto. Le lasciamo così per un’ora, le scoliamo e le stringiamo con le mani per eliminare ancora l’acqua, le mettiamo in una ciotola con due uova di galline felici 😀 pezzetti di emmental, rucola e basilico, farina integrale quanta ne basta e con le mani formiamo le frittelle, le posiamo sopra una lastra foderata di carta forno con un filo di olio extravergine di oliva e a cuocere a 180 gradi fino a quando diventano dorate. A metà cottura le giriamo. Mettiamo le frittelle in tavola con pomodorini o insalata. Buone e semplici e soprattutto complete.

Buona vita, buone frittelle di zucchine e emmental ❤️

Strudel salato con ripieno di mortadella portulaca e bietole rosse

Pur stando attente d’estate specialmente capita di trovare qualcosa nel frigo che è scaduta o che abbia ancora qualche giorno prima di diventarlo. Il nostro frigorifero aveva bisogno di una bella revisione e pulizia, quindi anche con questo caldo di buon mattino ci siamo armate di forza e coraggio, togliendo fuori tutto, fare una scelta di cosa doveva essere cucinato subito, finire le farine delicate come quella di castagne e di mais che durano poco e controllare i formaggi stagionati e freschi. Fra questi ultimi c’era una robiola scaduta da due giorni, l’abbiamo aperta, odorata e non avendo trovato nessun difetto abbiamo deciso di usarla in cottura. Come? Per un rustico strudel salato con ripieno di mortadella e ancora con la portulaca e qualche foglia di bietole rosse. Una manciata non di più. La robiola messa nell’impasto lo rende saporito e quasi sfogliato. Abbiamo usato quasi tutta una farina integrale con una piccola parte di farina 0.

Con questa dose abbiamo fatto due strudel, uno questo con la mortadella e un altro con fette sottili di emmental e melanzane grigliate.

Ingredienti

300 gr di farina integrale

50 grammi di farina 0

60/ 80 gr di olio extravergine di oliva

Una robiola da 200 grammi

Sale

Acqua fredda di frigo quanta ne serve per ottenere un impasto morbido

Un cucchiaino di lievito per torte salate tipo pizzaiolo

Un pizzico di timo

Erba cipollina

Una manciata di bietole rosse o verdi o di spinaci

Una manciata di portulaca se non la trovate potete mettere tutte bietole

Sei fette di mortadella

Semi di papavero

Preparazione

Per prima cosa sbollentiamo in acqua bollente salata le bietole rosse o verdi insieme alla portulaca pulita togliendo i gambi grossi, lasciamo cuocere fino a quando si presentano morbide, le scoliamo e le facciamo freddare per bene e le tagliamo in piccoli pezzi.

Prepariamo la pasta mettendo nella ciotola della planetaria o sopra la spianatoia le farine, la robiola, il sale, il cucchiaino di lievito per torte salate ed infine l’olio extravergine di oliva, lasciamo lavorare un po’ e tocchiamo la pasta che deve essere morbida. Se risulta troppo dura uniamo acqua fredda gassata poca alla volta. Togliamo la pasta e lavoriamola con le mani sopra la spianatoia, la schiacciamo e la incartiamo con la carta forno e la lasciamo in frigo per mezz’ora. Finito il tempo di riposo con il matterello stendiamo sottilmente la pasta sopra un foglio di carta forno, copriamo con le fette di mortadella e con le verdure condite prima con poco sale, timo e erba cipollina ed olio extravergine di oliva. Chiudiamo a salame, lo massaggiamo con le mani e poco latte e cospargiamo di semi di papavero. Mettiamo in forno a 180 gr per mezz’ora poco più a seconda di come cuoce il vostro, regoliamoci magari è meglio abbassare la temperatura e cuocere per più tempo, in questo modo il calore penetra meglio dentro senza bruciare la superficie. Comunque deve risultare bello dorato. Spegniamo il forno e lasciamo freddare per bene prima di tagliarlo a fette. Serviamo lo strudel salato con verdure miste.

Questo strudel salato può essere servito come antipasto o come piatto unico accompagnato con una insalata.

Buona vita, buon strudel salato con ripieno di mortadella e verdure ❤️

Cestino di melone con pasta al pesto di portulaca al profumo di salvia ananas

Ma quanta portulaca in ogni vaso e in ogni pezzo di terra c’è?

La portulaca dai piccoli fiori gialli è una piantina infestante che una volta nata si risemina in grande quantità tappezzando e soffocando le altre colture. Molti la strappano magari non sapendo quant’è buona e ricca di sali minerali e di omega tre che fanno bene al cuore e abbassano il colesterolo. Si può mangiare cruda con altre varietà di insalata, oppure lessata e ripassata in padella con aglio e peperoncino, si può usare pestata con semi oleosi o con lo yogurt bianco greco per una salsa da mangiare fredda con crostini di pane e cetrioli.

Scegliamo della portulaca le foglioline più tenere e togliamo il gambo più grosso.

Con la portulaca insieme ai legumi o patate si possono fare delle polpettine ed unendo anche le uova diventano un alimento completo per le proteine. Le polpettine meglio cuocerle al forno per una ventina di minuti più o meno alla temperatura di 180 gradi.

Arriviamo ora al condimento per pasta o riso freddo. Per quest’ultimo una volta cotto e fatto freddare a temperatura ambiente, non sotto l’acqua corrente che lo renderebbe sciacquato e quindi senza sapore, basta frullare le foglioline con olio extravergine di oliva, unire buccia di limone, sale, noci o semi di girasole o di papavero o di anacardi e dopo aver ottenuto un pesto condire il riso profumando con foglioline di rucola o basilico o melissa o timo.

Per la pasta fredda al melone, cerchiamo di comprarlo piccolo ed uno per ogni persona, lo svuotiamo, lo tagliamo a cubetti e lo spruzziamo con succo di limone, mettiamo nel tritatutto le foglioline della portulaca, la salvia ananas, l’olio extravergine di oliva, sale, la buccia di limone e iniziamo a frullare ad intermittenza ammorbidiamo con acqua fredda, non calda che farebbe cuocere le foglioline, mescoliamo ed uniamo i semi di zucca e di chia che non devono essere frullati. Se ci piace mettiamo il pecorino o il parmigiano reggiano ed un pizzico di peperoncino. Nel frattempo cuociamo la pasta, le mezze maniche, le scoliamo, le lasciamo freddare mettendole bene allargate in un grande vassoio, mai sciacquarle, uniamo il pesto di portulaca ed i cubetti di melone un altro giro di olio extravergine di oliva. Serviamo la pasta nel melone e decoriamo con le foglie di salvia ananas. Manteniamo il cestino di melone in frigo, basta solo per il tempo di apparecchiare.

Buona vita, buon cestino di melone con la portulaca al profumo di salvia ananas ❤️

Ricordate che io non sono fotografa!

Le ricette le faccio io e per le foto devo arrangiarmi da sola non avendo mai Serena a mia disposizione 😥🤣😘