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CIAMBELLONI DI MOSTO SAPA E SEMI DI ANICI

In questo nostro diario di ricette tradizionali e non, c’è già la ricetta dei ciambelloni di mosto fresco e semi di anici, non serve scriverne un’altra. È una ricetta ben collaudata e dà soddisfazione alla fine del lavoro, c’è solo l’aggiunta della sapa o saba quella dolcissima salsa che è il risultato della lunghissima bollitura del mosto fresco.

La sapa è ottima per dar corpo al sapore dell’impasto ed un intenso profumo insieme al colore ambrato che prenderanno i ciambelloni.

Per la ricetta basta seguire quelle che troverete qui ed unire un cucchiaio o due di sapa.

La sapa è ottima sulle fragole, sui gelati, sui formaggi e nelle preparazioni di dolci tradizionali come il lonzino di fichi, i cavallucci ed il crustingu. Una squisitezza è versata sopra la polenta della quale c’è una ricetta tradizionale popolare. Tutte ricette che troverete in questo diario.

Qui troverete le ricette

👇

https://farinaefiore.com/2015/10/21/ciammella-de-musto/

https://farinaefiore.com/2020/09/01/ciambellone-o-filone-di-mosto/?relatedposts_hit=1&relatedposts_origin=397&relatedposts_position=1

Vi voglio far vedere le foto degli ultimi ciambelloni con la sapa fatti in questo tempo di vendemmia!

L’autunno è arrivato, i suoi colori e sapori ci renderanno la vita meno amara!

Sappiamo quel che sta passando tutto il mondo!

Verranno tempi migliori? Io non lo so! Certo resteranno le cicatrici in molti di noi!

Buona vita, buoni ciambelloni di mosto fresco sala e semi di anici ❤️

La nostra sapa è invecchiata ed è del 2006

PANCOTTO CON POMODORO MELANZANE ZUCCHINE CIPOLLA

Nanna oh…..nanna oh…..
che pacienza che cce vô!!!!
Co’stu pupu non c’e pace,
la zzuppetta non je piace….
Nanna oh……nanna oh….
Lo pangótto non je piace
che pacienza che cce vô!!!


Pangótto….aécce lo pangótto su la testa!
Avere il pancotto al posto del cervello!


Filastrocca e detto petriolese e dintorni.


Il pancotto che deve essere il primo pasto per svezzare il neonato, deve cuocere nella “pignolétta”, una piccola pentola di coccio marrone, bisogna farlo bollire fino a fare “sette veli”, quella patina che si forma sulla “bocca” della “pignolétta”.

Una volta cresciuto il neonato, del “pangótto” e della nenia, non ne vuole più sapere, ma se provasse il mio pangótto si leccherebbe i “baffi”!


Pomodori rossi maturati al sole di agosto, cipolla, melanzane e zucchine e crosta di parmigiano reggiano. Olio extravergine di oliva di casa nostra a crudo, peccato che sia agli sgoccioli, e tante erbe aromatiche!


Cocò ha fatto il bis….mormorando……quanno è bbonu lo pangótto!!!

E chiudi la bocca e magna!

Buona vita, buon pancotto ❤️

ORTO FRUTTETO GIARDINO SCAPIGLIATO

Delizie estive!

Fare la panzanella con pane e pomodoro ed erbe aromatiche, un filo di olio extravergine di oliva, aceto e basilico.

Fare un fresco e buonissimo piatto di spaghetti con il pomodoro crudo passato, olio extravergine di oliva e parmigiano reggiano con basilico.

Fare la créscia petriolese come la faceva nonna Catarì, con il pomodoro a pezzi e cipolla ed olio extravergine di oliva.

Fare semplicemente due pomodori tagliati a fette e conditi con sale, aceto ed olio extravergine di oliva con basilico.

Fare una frittata pizza con pomodoro e mozzarella!

Fare……tocca a voi!

Buona vita, buon pomodoro ❤️

Risotto alle rose, asparagi e bietole (cucina in fiore e frutti)

Rosa in tavola, dal primo al secondo al dolce.

Le rose sono utili in cucina, ormai mi conoscono per l’utilizzo da diversi anni.

Ho cominciato a fare la marmellata di petali di rose il liquore e lo sciroppo diversi anni fa.

Piano piano, ho cercato di sperimentare le rose per piatti salati e dolci. Nei ripieni di ravioli o rollè di pollo.

Oggi è la volta del risotto con il brodo di petali di rose. Come l’ho fatto?

Racconto che ieri sera, notte dell’Ascensione, ho messo in infusione i petali di rose nell’acqua e succo di limone per conservare il colore per tutta la notte. Stamattina ho filtrato il tutto, messo da parte il brodo rosso, con una minima parte abbiamo rinfrescato il nostro viso facendoci il segno della croce e dicendo il Padre Nostro.

Arrivata l’ora del pranzo, prima sono andata a raccogliere le bietole, avevo gli asparagi, ho tagliato tutto in piccoli pezzi che ho lasciato cuocere nella pentola antiaderente per aggiungere anche il riso. Ho riscaldato il brodo di petali di rose, che è servito per finire di cuocere il risotto. Io normalmente condisco tutto a crudo per questione di difficile digestione, quindi alla fine ho aggiunto un filo di olio extravergine di oliva ed una noce di burro con una spolverata di parmigiano reggiano e decorato con i petali di rose!

Questo risotto si è rivelato ottimo, delicato e molto profumato. È sicuramente un piatto facile anche per chi in cucina non ha molta dimestichezza!

Provatelo, mi saprete dire!

Buona vita, buona festa dell’Ascensione che celebreremo domenica ed anche buon risotto con brodo di petali di rose, asparagi e bietoline ❤️🌷

Biscotti con l’ammoniaca (pastarelle secche di ammoniaca)

Peppa e li viscòtti co l’ammoniaca

La porta della cucina di Peppa, con la madia e la credenza verniciata di verde acqua e le maniglie argentate, era serrata, lei intenta a preparare i biscotti con l’ammoniaca e la scorza di limone, non voleva che nessuno la vedesse perché i suoi dolci non sarebbero riusciti bene. Era molto superstiziosa, ogni suo inizio di preparazione era accompagnata da un misto di sacro e profano.

Peppa prima si segnava col segno della croce, poi faceva un misterioso segno per aria, sputava per terra, cancellando ogni traccia. Se era nei giorni impuri, non toccava niente in cucina, si contaminava. Pane ed olio e erbe tróate era il suo pasto e per merenda pane bagnato di vino bianco e zucchero che lei qualche volta di nascosto da me, dava a mio figlio di pochi anni.

Lei era segreta anche nelle sue ricette, per esempio quella de “li scroccafusi”, se l’è portata nella tomba.

Per la ricetta dei biscotti con l’ammoniaca, ti diceva; méttece la farina, la mmuniàca, te devi regolà, du’ òe, un acino de zucchero, la scorza de limò, un pó de strutto se ce l’hai, se no, méttece l’olio de casa. Impasta e taglia li viscòtti con ‘na tazza. Míttili a còce fino a quando sìndi la puzza de mmuniàca.

Altro non diceva!

A Peppa piaceva fare le cose grandi in cucina perché diceva; se deve sindì sotto li denti.

Io la sua ricetta non ce l’ho, ho provato a fare i biscotti con l’ammoniaca a modo mio, poi cercando fra le mille ricette di casa mia, ne ho trovate più di una, più o meno il sapore è quello, però cambiano un po’ gli ingredienti.

Queste sono due ricette, una lasciatemi da un altro personaggio antico amico di casa, un’altra, da non so chi.

Le mie ricette scritte sull’agenda di chissà quanti anni fa, le custodisco con molta cura e gelosia, potrà leggerle ed eseguirle chi verrà dopo di me.

I miei biscotti con l’ammoniaca sono stati fatti anche lo stampo con il simbolo di Ercolano lavorato con il tornio da mio figlio.

Vi racconto gli ingredienti e la preparazione.

Ingredienti

500 grammi di farina 00

150 grammi di zucchero

5 uova di galline felici o no

Due cucchiai di strutto o 100 grammi di burro o 50 grammi di olio di girasole

La buccia di limone

25 grammi di ammoniaca

Per la cottura

Un tuorlo d’uovo

1/2 bicchierino di Varnelli o mistrà senza marca o rum

Zucchero

Preparazione per questa ricetta

Sulla spianatoia versare a cratere, la farina, lo zucchero, le uova, lo strutto morbido o il burro morbido o l’olio scelto, la buccia di limone e l’ammoniaca. Impastiamo per ottenere un impasto morbido.

Spianiamo l’impasto, con il matterello nello spessore di tre mm, con un bicchiere o una forma a piacere tagliamo i biscotti. Disponiamoli sopra una lastra foderata di carta forno. Spennelliamo i biscotti con il tuorlo mescolato al mistrà, spolveriamo di zucchero e cuociamoli a 200 gradi fino a dorare, ci vorranno 9/10 minuti, dal profumo capiremo che sono cotti. Togliamoli subito dalla lastra e lasciamo che si freddino all’aria.

Ora passiamo all’altra ricetta.

Ingredienti

500 grammi di farina 00

15 grammi di ammoniaca

200/ 250 grammi di latte

2 uova di galline felici

150 grammi di zucchero

50 grammi di burro o 30 di olio extravergine di oliva o di girasole

La buccia di limone

Preparazione

Impastiamo tutto e regoliamoci con il latte che potrebbe volercene di meno o di più a seconda della grandezza delle uova. La cottura è la stessa di quelli sopra, solo che i biscotti non sono stati spennellati ma lasciati grezzi.

Tutti i biscotti si mantengono meglio non al chiuso ma lasciati o in un sacchetto o in un porta biscotti non completamente chiuso. Io li preferisco croccanti che mosci perché lo diventerebbero stando senza l’aria.

Tutti e due i biscotti sono ottimi anche dopo alcuni giorni, buonissimi inzuppati nel latte e nel nostro meraviglioso vino cotto.

Buona vita, buoni biscotti con l’ammoniaca di Peppa ❤️🤣

Créscia de casció di Pasqua (pizza di formaggio pasquale)

La créscia de càscio de Nella

Premessa: ce l’hai lu callaréllu? Perché se non ce l’hai, adè mèjo che lasci pèrde’!

Sinti, cocca: sbatti, dentro un piatto che ce cunnìsci la pasta, 4 uova con un pizzico de sale, un scacchíttu o due de lèvetu, un etto de parmigiano, un etto de pecorino sìcco, un pizzico de pepe, una grattata de noce moscata (me raccomanno, devi sbatte bbè’!), mettece u’ mmecchjé’ d’ójo d’oliva, u’ mmecchjé’ de latte (mmischia vè’ te dico!), bùttece quànda farina pìja quello che si’ sbattuto e ppó’ ‘mbasta per bè’ sopra la spianatóra.

Quànno si’ ffinito de ‘mbastà’, fa’ du’ palle (che tte rridi! che ssi’ capito!) e le mitti dentro li callarìtti.

Me reccommànno che non ce devi métte’ la carta forno, no, non vàla ve, la créscia non vène liscia: li callarìtti li devi ógne per bè’ có ll’ójo e li devi infarinà’.

E ppó’ dopo le palle che ssi’ fatto (ma che ridi, oh!) li cùpri có’ le copertèlle de lana per falle levetà’ per bè’. Mettele a lo callùccio e nó’ je fa’ pijà’ ll’aria, che sennò te rva jó e dopo te tocca de vuttàlle via.

E ppó’ ‘ppìccia lu furnu, mìttulu a 150 gradi (non deve èsse’ tàndo càllu!), piano piano le mìtti a còce’, je cce vorrà tre quarti d’ora (règolete tu, le vìdi quànno adè dorate!).

Ah! Me so scordata, cocca, de dìtte che prima de méttele a còce’, le devi ‘ndorà’ có ll’óu sbattutu.

Ecco come le facìo io quànno stavo vè’.

Ecco come è venuta senza pesare la farina, ma regolandomi con la morbidezza degli ingredienti! C’è solo una differenza, la lunga lievitazione fatta tutta la notte cosa che si può fare se si usa meno lievito.

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Créscia de casció di Pasqua (pizza di formaggio pasquale)

Qui, in questo diario di cucina, ci sono diverse ricette per fare la créscia o pizza de casció di Pasqua!

Questo è un altro modo, che permette di risparmiare tempo, per la presenza della pasta di pane, la quale se non si ha voglia di farla, si può comprare dal fornaio.

Il resto si aggiunge a casa!

Io ho preferito farne due, ma si poteva farne una più grande.

Sono due piccole pizze di formaggio a lievitazione naturale!

Allora come l’ho fatte?

Ieri sera avevo preparato preparato l’impasto per le pizze, un tot di farina e lievito di riporto, acqua e poco sale, io ne metto poco. Stamattina aveva lievitato come si deve. Ho pesato tutto, ho tolto quello che serviva per tre pizze, l’altro l’ho usato per la créscia de casció come facevano i miei nonni Damone e Caterina.

All’impasto, pesato, 600 grammi, ho unito un cucchiaino di lievito di birra disidratato per rafforzare la lievitazione, due uova sbattute, ed essendo venuto troppo morbido, ho aggiunto 100 grammi di farina 0, 100 grammi di latte. Una volta ben incordato, ho unito i formaggi. 100 grammi di pecorino secco, 70 grammi di pecorino fresco, 50 grammi e parmigiano reggiano, 50 grammi di cubetti di emmentaler, noce moscata, niente pepe perché per me è veleno, buccia di limone.

Finito di impastaste tutto, ho fatto lievitare fino al raddoppio e fatto le pieghe.

Ho pirlato, fatto due palline e rimesse a lievitare negli stampo, unti e foderati di carta forno. Ancora una volta a lievitare fino a quando, premendo con un dito sulla superficie, il segno è tornato su lentamente. Prima di infornare, ho spennellato la superficie con un uovo sbattuto. Ho messo a cuocere a 170/180 gradi per quasi un’ora. Ho coperto la superficie con un foglio di alluminio a metà cottura!

Un lavoro un po’ lungo, ma che dà molta, molta soddisfazione.

Ora, questo è il risultato!

Buona vita, buona créscia de casció di Pasqua! ❤️

Cucina in fiore e frutti (Frittata di primule ed erbe aromatiche)

Un giardino in casa con le uova fiorite.

Le primule sono ottime in cucina, assomigliano al limone e fanno bene, hanno proprietà emollienti, analgesiche per l’acido salicilico e rilassanti. Le foglioline tritate possono essere usate per le frittate e nei ripieni insieme alla ricotta o altro formaggio. Il pesto ottenuto può essere spalmato sopra a delle fettine di pane, o per condire una pasta o un riso.

Primule, mentuccia, timo, erba cipollina, maggiorana, melissa, cicoria, bietole, limone e scamorza grattugiata sono gli ingredienti che abbiamo per fare la frittata con le uova di galline felici!

Buona, fresca e profumata…..la frittata.

Buona vita, buona frittata di primavera con le primule ❤️

Diario alimentare di quaresima (maltagliati mischi con zucchine grigliate e pomodorini)

Belli, sodi sotto i denti anche se di glutine ce n’è davvero poco, sono i maltagliati mischi, sì come i quatrùcci di qualche giorno fa. Ho rifatta quella pasta antica e povera del nostro passato tranquillo.

Acqua, sale, un filo di olio extravergine di oliva, non ci sono pesi precisi, si possono variare farine e via di seguito. Impastare farina di mais, di ceci, di castagne ed integrale. Nel dopo guerra, la farina integrale era stata abbandonata per dare la preferenza alle farine raffinate e più lo erano, più erano segno di benessere. Il “tritéllo”, scartato serviva per il “pastone” da dare ai maiali.

I maltagliati mischi, cotti nell’acqua delle bietole, sono stati ripassati in padella con le zucchine grigliate, i pomodorini che hanno cotto solo pochi minuti, per non perdere il sapore e le vitamine, olio extravergine di oliva e parmigiano insieme alle erbe aromatiche. Santoreggia, timo, maggiorana, erba cipollina è una fogliolina di menta glaciale!

Pazienza per preparare più le zucchine grigliate che per la pasta che si può preparare anche un giorno prima, conservata nella pellicola ed in frigo.

Questa pasta è ottima sia per una minestra rustica che per farla asciutta magari con legumi e le verdure di stagione!

Buona vita, buoni maltagliati mischi con zucchine grigliate e pomodorini ❤️

Buon proseguimento di cammino di quaresima 🙏

Diario alimentare di quaresima (pasticcio di coste di bietole con crema di emmentaler allo zenzero e cannella)

È già cominciata un’altra settimana sul cammino della quaresima! Sempre più vicina è la s. Pasqua che anche quest’anno sarà al chiuso delle nostre case! Finiremo tutti la vita con un po’ di ciccia in più!!!

Si cucina e si mangia….soprattutto lavoriamo, se ce la facciamo!

Allora ieri domenica, a metà cammino di quaresima, era una giornata fredda con un vento fortissimo, nel nostro orto giardino scapigliato, sventolavano le ultime bietole andate in cima, bianchicce e grosse come delle palme.

Nessuno più voleva saperne di loro, ma io che amo solo le mie verdure, non mi sono data per vinta. Cosa ci voleva a scendere tre gradini e a tagliare queste povere foglie prima che finissero al macero?

Detto, fatto!

Con il coltellaccio di mezzo secolo fa, le taglio fino alla radice, le butto nella “canèstra” di nonna Margarita, le rovescio sopra il tavolo della cucina, piano piano, scelgo le foglie più belle, divido le coste perché sono quelle che mi servono per fare questo pasticcio. Con le altre parti, farò oggi o domani un risotto.

Metto a bollire l’acqua con il sale, ed una volta sciacquate bene le coste, le faccio cuocere al dente.

Le scolo e così a caldo, le condisco con olio extravergine di oliva di casa nostra, una tazza di yogurt bianco greco fatto in casa, poteva essere buona anche una besciamella o un altro formaggio cremoso, zenzero, cannella e noce moscata. Grattugio una buona quantità di emmentaler e di parmigiano reggiano, verso i formaggi nelle coste ancora calde e le sistemo nella pirofila unta di olio extravergine di oliva. Mescolo per amalgamare, liscio la superficie ed aggiungo pane grattugiato. Metto in forno a 180 gradi per 35/40 minuti fino a gratinare.

Spengo il forno e porto in tavola a tre quarti di famiglia.

In un attimo il pasticcio è sparito!

Buono e soprattutto per me che amo verdure e formaggi, gratificante.

Semplice no??

Buona vita, buon pasticcio di coste di bietole in crema di emmentaler e zenzero ❤️

Il cammino di quaresima continua 🙏