Fa caldo e sembra l’inferno, si brucia dentro e fuori, solo una matta come me si mette a fare il dolce e di conseguenza accende il forno!
Ci vuole coraggio, ma io mangio solo cose fatte da me!
Avete le ciliege o altra frutta? Provate a fare questo buonissimo dolce.
Le ciliegie che affondano in una morbida pasta montata al burro. Si sgarra ora! Poi perché morire a dieta? Meglio farlo senza tante privazioni che dopo averle fatte per una vita, ora è arrivato il momento di non cercarle più…..perché tanto ci penserà la vita ad accopparci! Io ne sono sicurai, noi vecchiette siamo simpatiche e pronte!
RICETTA
Lavoriamo tre rossi d’uovo di galline felici, con 200 grammi di zucchero, 100 grammi di burro, la buccia di limone, 200 grammi di farina con mezza bustina di lievito per dolci, uniamo le chiare a neve ben soda, uniamo le ciliegie o le pere o le mele o le albicocche, versiamo nello stampo e cuociamo a 180 gradi.
Lu vecchió originale non stava bene, ha passato la festa di S. Andò rannicchiato sul pagliericcio, chissà che pena avrà avuto per il mancato giro a portare mandarini e colori ai suoi amati bimbi!
È andata ormai, noi gli auguriamo che guarisca presto e possa tornare presto a fare lu vecchió il prossimo anno.
Abbiamo sostituito lui con lu vecchió trovato per strada, barba e capelli bianchi senza tabarro, aveva un sacco di yuta quasi vuoto. Quindi o lui o niente per Ettore e Sara Futura.
Nonna Anna Maria non l’ha lasciato andare a stomaco vuoto, un dolce che sa di casa e di festa gli ha fatto mangiare senza tanti complimenti e sceneggiate, una fetta a lui ed una a tutti.
Burro, zucchero di canna, latte, tanta cannella, uova di galline felici, farina e lievito.
Ciao, ciao vecchió e nuovo vecchió.
Questa è la ricetta del dolce de lu vecchió.
Ingredienti
125 g di burro morbido
120 g di zucchero
cannella
3 uova (taglia M (temperatura ambiente)
120 ml di latte (temperatura ambiente)
225 g di farina multiuso
1/2 cucchiaino di lievito in polvere
1 pizzico di sale
buccia di arancia
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
Per il ripieno alla cannella:
50 g di zucchero di canna
1/2cucchiaino di cannella
1 cucchiaino di farina
Buccia di arancia
30 g di burro fuso
per spolverare:
• Zucchero a velo
Preparazione
1. Preriscaldare il forno a 180 ° statico o se ventilato a 160 ( regolarsi con il proprio forno)
Lavoriamo il burro morbido con lo zucchero, uniamo un uovo alla volta, la cannella, la buccia di arancia un pizzico di sale, il latte ed infine la farina con il lievito.
Per il ripieno
In una ciotola lavoriamo il burro morbido con lo zucchero di canna, la buccia di arancia, la farina e la cannella.
Foderiamo uno stampo da plum-cake con la carta forno, versiamo tre quarti della metà del composto, lasciando cadere sopra
la crema al burro con la cannella che abbiamo lavorato. Ricopriamo tutto con il restante composto e con una forchetta lavoriamo sopra la superficie per far affiorare un po’ della crema di burro e cannella. Questo servirà per ottenere una superficie dorata e croccante per la presenza dello zucchero di canna.
Mettiamo a cuocere per 30/40 minuti, regoliamoci infilando uno stecchino che deve uscire asciutto.
Lasciamo raffreddare e spolveriamo di zucchero a velo.
Noi non abbiamo fatto in tempo nemmeno ad impiattarlo, lu vecchió aveva fame ed era stanco che voleva tornarsene nella sua tana!
Questo è un dolce buonissimo ed anche facilissimo e velocissimo da fare.
Buona vita e buon vecchió sperando in un anno migliore per lui e per tutti! ❤️
Una buonissima crostata alla frutta secca e farina di tipo uno con germe di grano, per la prima colazione che per me è sempre dolce perché diversamente non potrei iniziare la giornata.
Scorbutica come sono, mi ci vuole un po’ di dolcezza, poca quella giusta per non pensare al domani che per la mia età lo vedo poco sicuro che ci sarà. Mi ritengo a volte tanto in là con i miei anni che non ho altro che la morte davanti.
Sono così triste a volte che trovo duro quel poco o tanto che il buon Dio ha riservato per me! Scusatemi e andiamo avanti con la condivisione della ricetta della marmellata di caki che in questo diario di una mamma c’è già da diversi anni!
La crostata fatela come vi pare, io ho usato 50 grammi di mandorle e noci frullate con lo zucchero 70 grammi non di più, ed il resto di 250 grammi di farina di tipo uno e germe di grano, ho unito 75 grammi di burro, due uova, zenzero e cannella ed un cucchiaino di lievito per dolci.
Ho lasciato riposare per una mezz’ora e steso coprendo la superficie con la marmellata di caki ed ho unito strisce di buccia di arancia sciropposa fatta ad inizio anno.
Se trovate dei buoni caki vi consiglio vivamente di arricchire la vostra dispensa con la buonissima marmellata!
Buona vita, buona marmellata di caki alla vaniglia ❤️
I miei erano dei piccoli caki che sono stati divorati dagli uccellini
È una caldissima domenica di settembre, ma sembra ancora agosto, l’afa toglie il respiro, potrei anche non cucinare nulla dato che in casa ora nessuno viene più a pranzo come di solito succedeva prima che nascessero i nipotini.
Potrei riposarmi o potrei fare un po’ di pulizia nel nostro orto giardino scapigliato del quale oramai non resta che niente. Il tempo ha messo fine agli alberi da frutta, restano gli ulivi che pure loro stanno esaurendo il loro ciclo, nell’orto solo alcune piante di pomodori e zucchine secche come foglie di tabacco.
Siamo ormai una famiglia di persone anziane, due per la precisione, i figli? Per conto loro! Ma è così per tutti! La vita finisce prima o poi.
Da qualche tempo non ho più appetito, avrò fatto la fine dell’asino, dàje oggi, dàje domani, si era abituato e morì.
Odio la carne, mi piacciono i primi cremosi ma di pasta fresca all’uovo, mi piacciono le verdure e la frutta ed i miei dolci non dolci. Uso poco zucchero e pochi grassi da sempre ed i dolci di pasticceria non mi piacciono. Mangio solo il mio pane con lievito madre che ho “creato” quasi 15 anni fa quando non andava di moda fare il pane maniacalmente.
Sono un po’ complicata in tutto, ma ormai sono alla fine, quanti giorni o quanti anni possono esserci rimasti? Chi lo sa? Il padre eterno, quindi non potendo togliermi né aggiungermi attimi di vita, mangio quello che mi va!
Un po’ di cose proibite non cambieranno niente, sono convinta che Dio ha stabilito il mio momento e nessuno può farci nulla.
Quando è ora, è ora amen!
Allora ho voglia di un piatto morbido e cremoso.
Ho le crêpes surgelate, ho tre zucchine raccolte ieri, sono le ultime, le faccio a strisce lunghe e sottili e le faccio cuocere con un filo d’olio extravergine d’oliva sul piatto crisp, volendo si possono fare sul forno normale, ma ci vuole più tempo. Io uso questo modo di cucinare perché è veloce e le verdure rimangono croccanti.
Latte quanto ne basta per rendere cremosa la crema di formaggio e zucchine
Preparazione
Mescoliamo alla farina le uova il sale, il latte a temperatura ambiente, l’olio. Frulliamo con le fruste per amalgamare bene. La pastella deve essere abbastanza fluida, regoliamoci.
Lasciamo riposare in frigo per un po’ di tempo.
Facciamo le crêpes o nella crepiera, io ce l’ho da quarant’anni, oppure in un padellino, facciamole sottili.
Mescoliamo il formaggio scelto, uniamo le zucchine grigliate a listarelle, poco sale ed il latte quanto ce ne vuole per ottenere una crema abbastanza liquida ed uniamo le erbe aromatiche.
Prendiamo una pirofila, mettiamo sopra un po’ della crema di formaggio e zucchine, cominciamo a fare gli strati alternando crema e crêpes. Finiamo con la crema e fiocchetti di burro.
Mettiamone forno a 180 gradi per quasi mezz’ora. La superficie deve risultare dorata.
Serviamo le mille foglie calde.
È un piatto completo e molto sostanzioso! Per me è eccezionale!
Io me le sono pappate nel silenzio assoluto da sola. L’altro bacucco era impegnato a scorrere il maledetto cellulare. Ad una certa età, si diventa maniaci senza capirci una mazza.
Buona vita, buon crêpes di formaggio e zucchine alle erbe aromatiche ❤️
Le crêpes appena uscite dal forno Le crêpes prima di essere cotte
Era il suo compleanno, niente festa per motivi familiari, la famiglia sparsa non più unita per diversi motivi. Le nascite, i problemi che portano, un figlio non lo puoi scarrozzare su e giù, la tavola per due aspettando che prima o poi ritorni ad essere completa.
La torta??? Devo dire la verità, non ho più voglia di stare in cucina, brutto segno perché significa che non ho più l’età per la fantasia e la fatica si fa sopra.
Avevo la ricotta in scadenza, leggo di qua e di là, non mi attira nessuna ricetta. O è troppa elaborata, o è scialba, scialba.
Vado a leggere qui sul mio stupido blog diario di casa. C’è una cheesecake fatta con la ricotta ed il pandoro. La leggo, mi va bene, cambio qualche ingrediente e voila, la preparo.
Sorpresa? No, lo so che è il tipo di dolce che mi piace, non è elaborato ed eccolo qua!
Si fa con ogni tipo di frutta, con ogni tipo di formaggio spalmabile.
Ve lo racconto e poi se leggete lo leggete, mica mi metterò a piangere!
Ciao e a presto!
Ingredienti
Per il fondo
200 grammi di biscotti digestive
100 /120 gr di burro
Uno quadretto di cioccolato fondente
Per la farcia
450 grammi di ricotta
3 uova intere
Un albume
100 grammi di zucchero
Buccia di limone
100 grammi di yogurt greco bianco
3 pesche tagliate a pezzi con un cucchiaio di zucchero e succo di limone
50 grammi di farina 00
Preparazione
Frulliamo i biscotti con il cioccolato fondente tagliato a pezzetti, uniamo il burro fuso. Stendiamo sul fondo di uno stampo foderato di carta forno, con un cucchiaio livelliamo la superficie e mettiamo a riposare in frigo per un’ora.
Lavoriamo la ricotta con lo zucchero, la buccia di limone, uniamo le uova, lo yogurt greco e la farina. Mescoliamo per bene unendo le pesche tagliate a pezzetti.
Riprendiamo lo stampo, versiamoci la crema con le pesche, lisciamo la superficie e mettiamo in forno statico a 170 gradi per quasi un’ora. Regoliamoci con il nostro forno, se si scurisce copriamo con un foglio di alluminio.
A cottura ultimata la torta deve presentarsi dorata ed asciutta. Facciamo la prova dello stecchino che deve uscire asciutto.
Sforniamo il dolce, quando è freddo mettiamolo in frigo fino al momento di servirlo.
Decoriamo con fiori ed menta o con quello che vi pare!
Sì lo so, che mi prendete per matta perché fare la marmellata in questi giorni è un suicidio. Capisco chi perde la testa e fa cose strane, sì, ha tutta la mia solidarietà! Lo capisco e mi sento male! In un barlume di lucidità ho voluto provare a fare una marmellata di albicocche diversa dal solito, le ho regalato freschezza e diversità date dai fiori di finocchi dolci quelli coltivati che arrivati alla fine fioriscono.
La trovo buona soprattutto con i formaggi e la ricotta, l’ho subito provata spalmandola sopra la mini galette con farina di grano saraceno e di avena.
Se avete voglia fate la vostra solita marmellata di albicocche, quando sta per finire la cottura unite un mazzetto di fiori o semi di finocchi dolci.
Per fare la galette magari più grande della mia, bisogna lavorare questi ingredienti.
170 g di farina mista di grano saraceno e di avena, 1 cucchiaio di zucchero a velo 80 g di burro freddo, acqua molto fredda quanto basta, un pizzico di sale, impastiamo e stendiamo sottile sopra la carta forno, spalmiamo la superficie con la marmellata e richiudiamo i bordi, mettiamo a cuocere a 180 gradi per 25/30 minuti o regolatevi voi con la temperatura del nostro forno. Le farine possono essere di tipo 0 o integrale o come vi piace.
L’estate procede il suo corso facendo molto caldo come è giusto che sia, la vita è anche questa.
C’è chi cuoce al mare e chi sopra un fornello! Tanto del diman non c’è certezza ed il resto è noia!
Buona vita, buona marmellata di albicocche ai fiori di finocchi! ❤️
Carnevale, bon compagno possi vinì tre vorde l’anno!
E questa enfatica espressione che dice come e quanto sia stato desiderato il Carnevale dai nostri padri. Non perché essi fossero dediti al passatempo ma in opposizione a quella loro vita morigerata e di lavoro per cui i nostri avi non conoscevano divertimenti se non in tempi determinati.
Altra voce , sempre del popolo piceno, si esprime:
Dopo Natà’ è sembre Carnuà’.
Dopo Natale è sempre Carnevale, mentre ufficialmente questo entrava il 17 gennaio, nella festa di San t’Antonio Abate.
V’era gran desiderio di scapricciassi un poco. Era necessità della vita. Il carnevale offriva al nostro popolo di sbizzarrirsi un poco in festini e balli, in mascherate, in ghiottonerie, non certo fatte di ricercatezze eccessive. Avevano grande parte gli scroccafusi, le frittelle ( quelle de S’Andò in particolare fatte con la massa del pane) le sfrappe, le castagnole!
Dagli scritti del nostro maestro poeta dialettale Giovanni Ginobili!
Ricordiamoci che del diman non c’è certezza ed il resto è noia!
Buon inizio di carnevale a tutti!
I nostri arancini fritti come da tradizione carnevalesca, sono ottimi anche al forno e risultano più leggeri. Si mantengono belli morbidi per tre o quattro giorni.
Don Trapè è l’oscuro scrittore della ricetta.
Provateli e mi farete sapere, se vi va, altrimenti vi ringrazio e vi saluto!
Buona vita, buoni arancini di don Trapè ❤️
Il racconto e la preparazione degli arancini.
Ingredienti
300 grammi di farina 0 o 00
Una bustina di lievito di birra disidratato o un cubetto fresco
50 grammi di zucchero
Un uovo
140/150 grammi di latte
50 grammi di burro
Un pizzico di sale
Buccia di arancia un cucchiaino
Ripieno
Buccia di due arance senza trattamenti chimici
150 grammi di zucchero
Olio di arachidi per friggere
Preparazione
Prima della pasta, prepariamo il ripieno grattando la buccia delle arancia che mescoleremo allo zucchero. Potremmo anche frullare il tutto per fare amalgamare meglio i due ingredienti.
Impastiamo la farina con il lievito, lo zucchero, l’uovo , il cucchiaino di buccia di arancia, il pizzico di sale, il latte stando attenti alla quantità che risulti giusta per ottenere un impasto morbido, lasciamo lavorare per amalgamare tutti gli ingredienti, uniamo il burro morbido poco alla volta. Continuiamo ad impastare fino a quando la pasta diventa lucida e setosa. Se è necessario uniamo un po’ di farina. Con le mani unte formiamo una palla e lasciamo lievitare fino al raddoppio nel forno con la lucetta accesa o vicino ad un termosifone.
Riprendiamo la pasta, la lavoriamo un po’ facendo delle pieghe a tre, ogni quarto d’ora per due volte. Queste servono a rendere l’impasto friabile. Ma potete non farle se non volete perdere tempo.
Stendiamo la pasta con il matterello allo spessore di 6 mm, uniamo sopra lo zucchero con la buccia di arancia. Copriamo bene la superficie ed arrotoliamo stretto a salsicciotto, pizzichiamo bene per sigillare la pasta. Tagliamo gli arancini allo spessore di un centimetro e mezzo. Sistemiamoli sulla lastra foderata di carta forno e lasciamo lievitare al caldo fino al raddoppio.
Friggiamo nell’olio di arachidi profondo, non risparmiano sulla quantità perché per gli arancini in poco olio, risulterebbero unticci. Mettiamone tre o quattro alla volta, girandoli spesso fino a vederli dorati.
Per cuocerli in forno, basta che questo sia a 180 gradi e lasciamoli fino a quando risultino dorati.
Per questa ricetta ringraziamo sempre don Trapè sconosciuto personaggio della nostra meglio gioventù!
Buon inizio di carnevale!
Belli e profumatiArancini al forno buoni e leggeriArancini in lievitazione
È tempo già di Natale, di profumi speziati in cucina e non solo, ci portano a sognare i mercatini e la neve che imbianca ogni cosa. Sognare non costa niente ed intanto mi piace chiudermi nella mia cucina museo di ricordi, di carabattole che ho accumulato nel corso di questa vita cuciniera.
Questa è la mia esistenza bella o brutta che sia, va bene così e finché posso mettere le mani negli ingredienti significa che tutto sommato sto bene.
Andiamoci allora in cucina e prepariamo tutto quel che ci vuole per il ciambellone del tempo di Natale.
Ingredienti
320 grammi di farina 00 o 0 ( io ho messo la 0) circa.
300 grammi di ricotta romana freschissima.
250 grammi di zucchero io 150 grammi
120 grammi di burro freschissimo, circa..
Cannella
Buccia di un’arancia ed il succo
30 grammi di uvetta sultanina.
3 uova
una bustina di lievito
Rum.
Tre cucchiai di marmellata di melagrane o di altro tipo
Preparazione
Sciogliamo il burro a bagnomaria o a microonde e lasciamolo intiepidire. Puliamo l’uvetta con un telo umido, mettiamola in una tazza e irroriamo con un poco di Rum. Passiamo da un colino a trama fine la ricotta raccogliendola in una ciotola; uniamo lo zucchero e lavoriamola con un cucchiaio di legno o con le fruste.
Mescoliamo il lievito alla farina e facciamoli cadere a pioggia sulla ricotta alternandovi le tre uova intere; il succo e la buccia di arancia, lavoriamo il composto per mescolare bene, Uniamo a filo, il burro e poi l’uvetta sgocciolata.
Accendete il forno sui 180° statico o ventilato a 170 gradi.
Imburriamo e infariniamo uno stampo da ciambellone di 26 cm, versiamoci il composto, lisciamo la superficie e lasciamo cadere sopra la marmellata di melagrane o di altra a piacere, mettiamo a cuocere in forno per 50 minuti mettendolo nella parte più bassa.
Trascorso questo tempo infiliamo nella pasta uno stecchino di legno, se uscirà asciutto sformiamo la torta su una gratella da pasticceria poi lasciamola raffreddare.
Una volta freddo, possiamo gustare il ciambellone tagliato a fette con le quali faremo dei sandwich dolci. Tagliamo le fette di arancia e mettiamole sopra un piatto che possa andare a microonde, spolveriamole con lo zucchero e lasciamole appena scaldare e caramellare alla potenza massima del forno, un minuto più o meno. Sopra ogni fettina mettiamoci un’altra di ciambellone ed un’altra di arancia. Spolveriamo di cannella ed uniamo le uvette. Serviamo ancora caldo o freddo come ci piace.
Buona vita, buon ciambellone di ricotta e uvette alla cannella del tempo di Natale! ❤️
La marmellata di albicocche alla vaniglia, semplicemente la più buona e la più classica far tutte. È spettacolare sul pane e non ne parliamo sulla ordinaria crostata che diventa straordinaria!
Ci piace, ci piace molto e ne siamo orgogliose! È una cosa stupida ma noi ci entusiasmiamo ogni volta che facciamo la marmellata. È una passione grande come quella del mettere le mani in pasta.
Basta auto celebrarsi e vi racconto la ricetta che è velocissima da fare!
Ingredienti
Un kl e mezzo di albicocche belle sode e mature al punto giusto
Il succo di un limone
750 grammi di zucchero
Una bacca di vaniglia aperta
Preparazione
Ingredienti:
Laviamo e sgoccioliamo le albicocche; priviamole dei noccioli; mettiamole nella pentola con il succo di limone e lasciamo cuocere fino a quando si presentano morbide. Se ci piace senza pezzi, le frulliamo ad immersione per pochi secondi, altrimenti come ho fatto io, lasciamole a pezzi, sarà più buona e più bella.
Uniamo lo zucchero, poniamo il tutto sul fuoco e lasciamo cuocere il preparato dolcemente (sem- pre rimestando), fino a quando avrà assunto la trasparenza, la densità e l’appa- renza della marmellata. Distribuiamo la conserva in barattoli di non grandi dimen- sioni sterilizzati al forno a microonde, basteranno pochi minuti, chiudiamo con i loro coperchi e li capovolgiamo a testa in giù. Per sicurezza una volta freddi, li possiamo sterilizzare per 20 minuti partendo dal primo bollore.
Se ci piace, prima di chiudere i vasetti con i coperchi, coliamo sulla superficie uno o due cucchiai di brandy o grappa.
Buona vita, buona marmellata di albicocche alla vaniglia! ❤️
Usiamola subito per fare una buonissima crostata, classica come il più dolce che sa di casa ❤️
Vi lascio la ricetta
300 grammi di farina
120 grammi di burro
70 grammi di zucchero
2 uova
Buccia di limone
Preparazione
Frulliamo con un frullino il burro, lo zucchero e la farina fino ad ottenere un composto granuloso , uniamo la buccia di limone e le uova di galline felici. Togliamo l’impasto dal frullatore e lavoriamo con le mani la pasta sopra la spianatoia, appena amalgamata, spianiamola con i palmi delle mani e la mettiamo in frigo a riposare incartata con la carta forno.
La riprendiamo dopo un’ottima, la stendiamo sopra la stessa carta, la buchiamo con la forchetta e la copriamo con un barattolo di marmellata di albicocche, possiamo spolverarci sopra le nocciole o le mandorle tritate finemente. Facciamo le classiche righe, mettiamo a cuocere a 180 gradi per 30/35 minuti. Dipende sempre dal vostro forno.
Sforniamola quando è fredda.
Buona vita, buona crostata con la marmellata di albicocche alla vaniglia! ❤️
Leviamo i vasetti dalla sterilizzazione quando saranno freddi.
Che la cheesecake ai mirtilli sia la più buona, non c’è alcun dubbio! Piace a tutti, è facile a farsi e non c’è bisogno di accendere il forno con queste micidiali temperature.
In questa cheesecake non ci sono le uova per renderla più sicura, si mantiene bene per tre o quattro giorni se ci riuscite a mangiarne poca alla volta.
Comunque sia, io vi racconto la ricetta e spero di farvi cosa gradita, come si dice! Poche chiacchiere ed il resto è noia!
Ingredienti
250 grammi di biscotti digestive
120 grammi di burro
Una vaschetta e mezza di Filadelfia, ognuna pesa 220 grammi, in totale sono 330 grammi
Tre cucchiai di zucchero
380 grammi di yogurt bianco greco
50 grammi di latte
8 grammi di colla di pesce
Una vaschetta di mirtilli da 500 grammi
Succo di limone
Un cucchiaio di zucchero
Preparazione
Frulliamo i biscotti con il burro e stendiamoli che un cucchiaio nello stampo foderato di pellicola premendo e livellando bene la superficie. Mettiamo in frigo per un paio di ore.
Per la crema ai mirtilli, mettiamoli a cuocere per pochi minuti nel forno a microonde con il succo di limone ed un cucchiaio di zucchero. Li lasciamo freddare e li frulliamo grossolanamente. Possiamo comunque cuocerli in un pentolino sul gas.
Mettiamo a bagno nell’acqua fredda i fogli di gelatina per una decina di minuti.
Lavoriamo la Filadelfia con lo yogurt, lo zucchero tre cucchiai, io non ne metto molto, voi potete aumentare la dose, uniamo i mirtilli frullati lasciandone da parte un po’ per la decorazione della superficie.
Strizziamo bene la gelatina, mettiamo a scaldare il latte in un pentolino, appena vediamo le bollicine, uniamo la gelatina e mescoliamo per farla sciogliere bene. Uniamola alla crema di Filadelfia e yogurt con i mirtilli e mescoliamo ancora per amalgamare tutto.
Riprendiamo lo stampo e versiamoci sopra la crema di formaggio e mirtilli, livelliamo bene la superficie e mettiamo il dolce in frigo fino al momento di servirlo. Non c’è bisogno di metterlo in congelatore perché la consistenza della crema è giusta e non c’è pericolo che si sciolga.
Al momento di servire il dolce, apriamo la cerniera e delicatamente togliamo la pellicola, appoggiamolo sopra un bel vassoio e decoriamo la superficie con il resto dei mirtilli.
Questo è il dolce tipico dell’estate ed i mirtilli lo rendono unico. Provate per credere!
Potete sostituire i mirtilli con qualsiasi frutta eseguendo lo stesso procedimento.