fiori

ESTATE E L’ORTO FRUTTETO GIARDINO SCAPIGLIATO

Fra gli alberi di frutta che muoiono per l’età che avanza ed il caldo eccessivo, qualche buon prodotto arriva lo stesso sulla nostra tavola.

Accontentiamoci e tiriamo avanti perché il ciclo della vita è uguale per tutti gli esseri viventi!

Buona vita, buona estate a tutti ❤️

Albicocche e la marmellata
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S. GIOVANNI BATTISTA

Tradizione popolare marchigiana di Giovanni Ginobili maestro a Petriolo.

Nella festa del Battista si suole ancora oggi fare un’acqua odorosa: è usanza superstiziosa e gentile cui tutto il popolo marchigiano tiene assai.

Nella notte precedente la ricorrenza del santo si raccolgono fiori determinati, erbe odorose, una spiga di grano, l’erba dell’invidia ed uno spicchio di aglio;

si tiene tutto a bagno in un recipiente per l’intera notte. La mattina appresso, all’alba, le mamme lavano con quell’acqua i loro figlioli per tenerli lontani dal malocchio, della stregoneria, dall’invidia.

Torna in mente il bellissimo sonettò che su tale argomento scrisse la nota scrittrice Alinda Bonacci Brunamonti e ben volentieri riportiamo la prima strofa in cui sono elencate le erbe prescritte per tale acqua prodigiosa.

Le cimette io cogliea della mortella, spigo, timo, cedrina, e vigorosa menta, con rosmarino e nippitella foglie di noce e qualche ultima rosa.

Altrove si mette anche foglie di lauro e di quercia; l’aglio ha influsso contro la stregoneria.

Al mio paesello, a Petriolo, era pia consuetudine andarsi a bagnare nel torrente Fiastra. I paesani partivano in massa verso le ore 21, per trovarsi al torrente e tuffarsi nell’acqua alle ore 22 precise.

E questo un ricordo del fiume Giordano, ove il Precursore predicava penitenza al popolo di Israele e dove battezzò Cristo al primo suo uscire alla vita pubblica.

È salutare simile bagno, giacché l’acqua è benedetta dal Santo; non solo ma altrove conducono anche le pecore perché donino abbondanza di latte e di lana , e le mucche.

E molti che vanno soggetti a dolori reumatici tornano dal fiume recando una pietra che conservano fino all’anno dopo; essa ha la virtù.

Nei tempi più lontani il contadino, all’alba mandava tutte le bestie a pascolare, come in alcune parti avveniva il 3 di maggio nella ricorrenza di Santa Croce; l’erba ha la rugiada (la guazza) del Santo e ciò è salutare per le bestie; non solo , ma è credenza che per virtù di detta rugiada benedetta l’umore ( il sudore) della vite, si tramuti in mosti e che tale umore guarisca anche gli sfoghi della pelle.

È il tempo della mietitura; della santa solenne festa dei campi.

Un proverbio annuncia che di s. Giovanni si miete qua e là; si smacchia.

S. Gióanno;

pija la farge e va spuntanno.

Dunque è la ricorrenza di questo santo che dà il via alla tanto pesante , ma pur lieta opera della mietitura.

San Pietro;

pija la farge e mète.

È interessante conoscere i bei motivi fantasiosi della tradizione marchigiana, oggi quasi completamente spariti. Descriverli non ci sembra ozioso, specie poi, se si pensi che di sovente si leggono in riviste e quotidiani, descrizioni completamente errate o piene di tanta confusione da deformare e svisare indegnamente quella che è la più bella, la più cara, la più eletta creazione popolare, quella che è la sapienza della feconda gente marchigiana.

Tratto da Costumanze marchigiane (2raccolta) del poeta scrittore Giovanni Ginobili maestro a Petriolo.

Buona vita, buona festa di s. Giovanni Battista!

Primavera

Leggetela.

É bellissima”*

Un contadino stanco della solita routine quotidiana, tra campi e duro lavoro, decise di vendere la sua tenuta…

Dovendo scrivere il cartello per la vendita decise di chiedere aiuto al suo vicino che possedeva delle doti poetiche innate…

Il romantico vicino accettò volentieri e scrisse per lui un cartello che diceva:

“VENDO un pezzettino di cielo, adornato da bellissimi fiori e verdi alberi, con un fiume dall’acqua così pura e dal colore così cristallino che abbiate mai visto…”

Fatto cio’, il poeta dovette assentarsi per un pò di tempo, al suo rientro però, decise di andare a conoscere il suo nuovo vicino.

La sua sorpresa fu immensa nel vedere il solito contadino impegnato nei suoi lavori agricoli.

Il Poeta quindi domandò:

“Amico non sei andato via dalla tua tenuta?”

Il contadino rispose sorridendo:

“No, mio caro vicino, dopo aver letto il cartello che avevi scritto, ho capito che possedevo il pezzo più bello della terra e che non ne avrei trovato un altro migliore.”

✨ Morale della favola.

Non aspettare che arrivi un poeta per farti un cartello che ti dica quanto è meraviglosa la tua vita, la tua casa, la tua famiglia e tutto ciò che possiedi…

Ringrazia sempre

per la salute che hai,

per la vita che vivi,

per la caparbietà che hai nel lottare per andare avanti…

Apprezza questo pezzettino di cielo che è la tua VITA.

Il tuo risveglio al mattino è la parte migliore,

“ALZATI, hai un’altra OPPORTUNITÀ” ❤

Nasciamo per essere felici

“NON PER ESSERE PERFETTI”

I giorni buoni ti danno

LA FELICITÀ

I giorni cattivi ti danno

L’ESPERIENZA

I tentativi ti mantengono

FORTE

Le prove ti mantengono

UMANO

Le cadute ti mantengono

UMILE

Non lo so chi l’abbia scritta ma è bella semplice e vera, da condividere come un pezzettino di gioia. 🍀🍀🍀

Morale della favola per noi.

Il nostro orto giardino scapigliato, da qualche parte possiamo scorgere bellezza, gioia e soprattutto la vita!

Buona vita, buon orto giardino scapigliato a noi e anche a qualcuno di voi ‘❤️