Pane

PANE ALLA CURCUMA CON ERBE AROMATICHE E YOGURT BIANCO GRECO

Si sa quanto sia grande la nostra passione per il pane e per tutti i lievitati in generale. Usiamo il più delle volte il nostro lievito madre che si chiama Assuntino creato 13 anni fa, ne sono passati molti di anni e di pani, partendo dall’inizio possiamo dire di aver fatto qualche progresso anche se ogni tanto, capita proprio di fallire per uno sconosciuto motivo. Non siamo delle maestre di panificazione, usiamo solo oltre alle materie prime di qualità, la nostra esperienza casalinga ed ormai anche l’occhio e sappiamo criticarci se sbagliamo.

Non importa tutto questo discorso, l’essenziale è andare al sodo.

Noi abbiamo molta fantasia nel preparare il pane, certamente il principale è quello di tutti i giorni, semplice lievito madre, acqua farina e sale, poi a seconda delle stagioni possiamo unire spezie, erbe aromatiche e formaggi. Dipende dal momento.

Ecco quindi questo nostro pane alla curcuma, con le erbe aromatiche appena spuntate ed il nostro yogurt bianco greco fatto in casa. Voi potete usare lo yogurt bianco greco che si trova nei supermercati. Sarà buono anche se usiamo al posto suo la ricotta. A voi la scelta.

Ora vi raccontiamo come l’abbiamo fatto.

Ingredienti

150 grammi di farina di semola rimacinata di grano duro

500 grammi di farina 0

Un cucchiaino di lievito di birra disidratato o meno di un quarto di quello fresco

Un cucchiaino di zucchero

Un cucchiaino di sale

Un cucchiaino o a vostra scelta di curcuma

150 grammi di yogurt bianco greco o di ricotta

200 grammi di acqua per attivare il lievito ed altra per ottenere un impasto morbido

Erbe aromatiche, timo, maggiorana, erba cipollina e basilico tutto tritati finemente

Procedimento

La mattina in una tazza mettiamo ad attivare il lievito con un cucchiaino di zucchero e 200 grammi di acqua, lo lasciamo nel forno spento fino a quando in superficie si formano delle bollicine.

Nella ciotola della planetaria o a mano, mettiamo le farine, il lievito attivato, lo yogurt bianco greco, la curcuma, impastiamo aggiungendo poco alla volta, altra acqua quella giusta per un impasto morbido, lasciamo incordare ed uniamo le erbe aromatiche, fermiamo la planetaria e lasciamo riposare per un quarto d’ora. Riaccendiamo la planetaria lasciando impastare un po’ e cominciamo a fare le pieghe in ciotola o sulla spianatoia se lo abbiamo impastato a mano. Tiriamo su un lembo della pasta e lo riportiamo giù chiudendolo in mezzo dell’impasto con le dita della mano. Lo facciamo per tre volte e lo mettiamo a lievitare coperto da un sacchetto per alimenti nel forno con la luce accesa. Ora è caldo lo possiamo lasciare a temperatura ambiente.

Al raddoppio lo sgonfiamo, lo tagliamo in tre parti, che lavoriamo arrotondandoli sopra la spianatoia con il palmo delle mani. Li lasciamo riposare e ripetiamo l’operazione per altre tre volte. Questo lavoro in più è quello che rende morbido il pane. Sgonfiamo e pirliamo, ed allunghiamo ogni pezzo l’ultima volta cercando di chiuderlo bene girandolo con il palmo della mano sopra la spianatoia, formiamo la treccia che metteremo sopra una lastra con la carta forno. Rimettiamo a lievitare fino a quando premendo la pasta con un dito tornerà su lentamente. Mettiamo a cuocere in forno caldo statico a 200 gradi abbassando la temperatura a 180 gradi scalando ogni dieci minuti fino a 140 gradi per quasi un’ora!

Il tempo di cottura può variare dipende dalla temperatura del nostro forno. A metà cottura se la superficie diventa scura, la copriamo con un foglio di alluminio.

Spegniamo il forno e mettiamo la treccia ad asciugarsi sopra una grata. Ricordiamoci sempre che il pane appena sfornato non si deve tagliare perché deve asciugarsi bene. Se lo facessimo diventerebbe ammassato.

Non perdetevi altre ricette di pane profumato cercando di seguirci!

Grazie e a presto!

Buona vita, buon pane alla curcuma ed erbe aromatiche! ❤️

PAN BAULETTO ALL’OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA LIMONE ED ERBE AROMATICHE

Questo è un buonissimo pane aromatico per accompagnare salumi o formaggi e per fare le tartine in molti modi. Lo tagliamo a fettine, lo possiamo tostare, lo spalmiamo di burro, di mousse di tonno, oppure lo ricopriamo con fettine di pere e raspadura, e magari con della gelatina di ciliegie o di altra frutta, peperoni arrostiti, 🍅 confit ed olive, o quello che ci piace.

Pan bauletto alle erbe aromatiche e limone

Ingredienti

650 grammi di farina 0

Un uovo

Mezza bustina di lievito di birra disidratato o un quarto di birra fresco

150 grammi di yogurt bianco greco

Un cucchiaino di zucchero

Un cucchiaino di sale

30 grammi di olio extravergine di oliva

Erbe aromatiche salvia, timo maggiorana ed erba cipollina

Buccia di limone

Preparazione

Mettiamo in infusione le erbe aromatiche timo, erba cipollina, maggiorana e succo e buccia di limone nell’ olio extravergine di oliva per una notte.

La mattina in una tazza mettiamo ad attivare il lievito con un cucchiaino di zucchero e 200 grammi di acqua, la lasciamo nel forno spento fino a quando in superficie si formano delle bollicine.

Nella ciotola della planetaria o a mano, mettiamo la farina, il lievito attivato, lo yogurt bianco greco, l’uovo ed impastiamo aggiungendo poco alla volta, l’olio alle erbe aromatiche ed alcune foglioline di timo, il sale, le altre erbe aromatiche che erano in infusione, io non l’ho aggiunte, continuiamo ad impastare e aggiungiamo l’acqua necessaria per ottenere un impasto morbido ed incordato. Facciamo le pieghe in ciotola o sulla spianatoia, dobbiamo tirare su un lembo della pasta e lo riportiamo giù al centro chiudendolo con le dita della mano. Lo facciamo per alcune volte e mettiamo a lievitare l’impasto coperto da un sacchetto per alimenti nel forno con la luce accesa.

Al raddoppio lo sgonfiamo, lo tagliamo in quattro parti, che lavoriamo arrotondandoli sopra la spianatoia con il palmo delle mani. Li lasciamo riposare e ripetiamo l’operazione per altre tre volte. Sgonfiamo e pirliamo, l’ultima volta sistemiamo le quattro palline nello stampo da plum-cake foderato dalla carta forno. Rimettiamo a lievitare fino a quando l’impasto raggiunge il bordo dello stampo. Mettiamo a cuocere in forno caldo statico a 180 gradi abbassando la temperatura a 160 gradi fino a 140 gradi per quasi un’ora!

Il tempo può variare dipende dalla temperatura del nostro forno. A metà cottura se la superficie diventa scura, la copriamo con un foglio di alluminio.

Lasciamo un freddare nello stampo e poi da solo sopra una grata. Il pan bauletto si conserva bene in congelatore o in frigo.

Buona vita, buon pan bauletto alle erbe aromatiche e limone!❤️

MARIA E IL PANE SEGNATO DALLA CROCE

Quel giorno Maria si alzò di buon mattino e, senza calzare i sandali per non svegliare Gesù e Giuseppe che ancora dormivano, a piedi nudi e di buona lena, si diede a sfaccendare per casa.

Riattizzò dalla cenere il fuoco, spalancò la finestra, andò ad attingere acqua al pozzo, poi pensò al pane per il giorno che cominciava.

Guardò nella madia e non trovò che un mucchietto di farina non più grande di un pugno. Per tre era poco, ma doveva bastare.

Quella di fare il pane era per Maria una lieta fatica. Lo impastava con amore fino a renderlo una morbida pasta, ne faceva delle pagnottelle odorose e paffute, le portava al forno per farle dorare. La fragranza del pane quotidiano era per Lei una dolce preghiera di ringraziamento che saliva al cielo, anche quando, come in quel giorno, il pensiero di quell’unica pagnottella che doveva bastare per tutti Le pesava il cuore.

Posata la forma su un’ assicella coperta di lino, prese una fascina sotto il braccio e andò al forno. Là incontrò altre donne con il pane da cuocere. L’infornata sarebbe stata una sola. Vedendo il poco che portava, una di loro Le chiese con aria sprezzante “Non siete più tre in famiglia, Maria?”

“Fornaio” disse un’altra, “attento a quando caverete il pane dal forno! Fate in modo che qualcuno non allunghi le mani più del dovuto per fare crescere il poco che ha portato”.

Maria guardava fuori della bottega verso la sua casa lontana, sperando di vedere arrivare Gesù. Vedendola così distratta, la donna che aveva la forma più grande prese un coltello e con due colpi fece una croce sul pane di Maria.

“Così” disse alle altre “quando sarà cotto si potrà riconoscere quello che è nostro da quello d’altri”. Il fornaio intanto mise a cuocere le forme.

“Il mio mettetelo nel cantuccio più caldo perché si rosoli bene” raccomandò una.

Le donne, aspettando, chiacchieravano, e il fornaio dava a tratti un’occhiata al forno per voltare il pane che cuoceva. “Ce n’è una che non smette di crescere” disse manovrando la pala di legno. E la donna che aveva fatto la croce sul pane pensava che quella forma non poteva essere che la sua. Il fornaio tornò a voltare il pane, sempre più stupito, sbottò: “C’è un pane che fiorisce come una rosa. Pare che si alzi in punta di piedi!”.

E la donna superba pensò fra sè: “Eppure ho sempre adoperato lo stesso mucchio di farina degli altri giorni”.

Quando il fornaio tolse le pagnotte, ecco cosa vide: quello segnato dalla croce sembrava moltiplicato in grandezza.

Da misera pasta era diventato il più grosso, il più dorato, il più odoroso.

Il segno tracciato dall’avarizia lo aveva fatto fiorire e crescere come per incanto…

C’erano lì delle donne e la notizia del prodigio si diffuse. Da quel giorno tutti cominciarono a portare il loro pane segnato da una croce e, ancora oggi, non si cuoce pane senza che non porti quel segno di croce come una piccola benedizione di Dio.

Foto web

Fonte: http://www.prodottipolesine.it/cultura-e-tradizione-pane/leggende-pane.htm

Il mio pane a lievitazione naturale segnato dalla Croce!

Buona vita, buon pane segnato dalla Croce❤️

PANE DELLA DOMENICA DELLE PALME

LA PASCIO’ DE JISU’ CRISTO


Durante la settimana di Passione, precedente quella delle Palme, comitive di canterini, composta ogni una di non più di tre elementi, si riversano per la campagna per ricordare la Passione e la morte del Redentore, il dramma divino dell’umana redenzione.
Lo strumento musicale che accompagna il canto è l’organetto, ma nel maceratese, se pur non sempre, si aggiungono il tamburello ed il triangolo.
Recano, come in occasione del canto della passione dell’anime
purganti, la catàna per deporvi le uova che i campagnoli donano. I canterini propriamente detti sono due; è escluso il suonatore dell’organetto ; essi si alternano nel canto delle strofe e tra l’una e l’altra l’armonica esegue breve interludio,
improntato al saltarello.
Tutta la famiglia si riunisce sull’aia all’apparire dei canterini,
e ascolta con grande raccoglimento e devozione la sequenza delle sofferenze del Dio fatto uomo, spesso a mani giunte e perfino in ginocchio.
‘Anche di questo canto si hanno diverse lezioni; rileviamo che
una cantata, nelle quale sono narrati gli avvenimenti susseguitisi nelle diverse ore, è chiamata « L’orologio della Passione ».
E’ inutile dire che l’usanza viveva nell’intera nostra regione.

Da popolaresca marchigiana di Giovanni Ginobili maestro e poeta dialettale di Petriolo.

Come per ogni domenica delle Palme, noi facciamo il pane incoronato con i rami d’ulivo benedetti alla messa della stessa giornata.

Buona vita, buona settimana santa!

CORONA DI PANE DI PASQUA

Due anni sono passati da quando è scoppiata la pandemia e siamo allo scoppio di una guerra che mai avremmo pensato potesse succedere!

È un tempo ancora più duro del primo quando una speranza c’era di futuro, ora non c’è più!

Si campa minuto per minuto, è certo che progetti non si possano fare, no!!!!

Non lo sapremo se il sole splenderà questa estate, né se ci saranno l’autunno e poi di nuovo l’inverno! Lasciamo scorrere sopra di noi tutti i pensieri neri, magari per un momento e quel che sarà, sarà!

La primavera è alle porte, la temperatura è gelida ancora ma c’è il sole e questo fa bene a tutti!

Cominciamo a pensare alla Pasqua e alle cose buone solite tradizionali e non! In cucina c’è spazio per tutte e due!

Questa è una corona di pane porta bene che può essere usata come centro tavola e da mangiare con la marmellata la mattina o con i salumi per antipasto a pranzo nel giorno di Pasqua.

Prepariamola per centro tavola di Pasqua intrecciata di rami di ulivi benedetti la domenica delle Palme!

Io vi racconto come l’ho fatta!

Ingredienti

500 grammi di farina ai cereali o 0 o 1 o metà integrale e metà 0

Un cucchiaino di lievito di birra disidratato

Un cucchiaino di zucchero

300/350 grammi di acqua

Sale

Semi vari di sesamo girasole e zucca

Tre cucchiai di olio extravergine di oliva

Preparazione

Mettere nella ciotola della planetaria o sopra la spianatoia la farina, il lievito e lo zucchero, unire poco per volta l’acqua cominciando ad impastare, unire il sale ed i semini, l’olio extravergine di oliva poco alla volta e lavorare fino ad incordare o se a mano fino ad ottenere una pasta liscia ed elastica. Mettere a lievitare fino al raddoppio coperta da un sacchetto di plastica per alimenti. Ci vorranno dalle due alla tre ore.

Riprendere l’impasto, lavorarlo per sgonfiare, dividerlo in tre parti e formare tre cilindri della stessa lunghezza e formare una treccia saldando bene i bordi. Mettere in uno stampo del ciambellone unto ed infarinato e lasciare lievitare dentro il sacchetto ed in forno con luce accesa.

Scaldare il forno statico a 180 gradi, far cuocere per tre quarti d’ora più o meno abbassando la temperatura a 160 gradi dopo 10 minuti, ed ancora dopo altri 10 minuti a 140 gradi, nell’ultimo quarto d’ora cuocere a ventilato coprendo la superficie con un foglio di alluminio.

Togliere la corona di Pasqua dal forno e lascare intiepidire per poterla togliere dallo stampo!

Buona vita, buona corona di pane di Pasqua ❤️

PANINI VELOCI (CAZZOTTINI AI GIRASOLI)

Non avevamo più pane, quello con il lievito madre era troppo tardi perché la lievitazione doveva essere di una notte, che potevo fare? Andare a comprarlo no, non mi piace più dopo 13 anni di panificazione in casa, il pane comprato non è esiste, cercherò di poterlo ancora fare finché avrò vita.

Un paio di cazzottini con i semi di girasole fatti in batter d’occhio ed il pane è in tavola!

Buoni buoni!

Ho impastato 500 gr di farina 1, può essere anche 0 o 00, meno di un cucchiaino di lievito di birra disidratato, mezzo cucchiaino di zucchero e di sale, un cucchiaio di semi di girasole, tre cucchiai di olio extravergine di oliva e 350 grammi acqua.

Ho messo raddoppiare in forno con la luce accesa. Ho sgonfiato e tagliato a cazzottini, ho fatto lievitare ed ho cotto a 180 per una ventina di minuti.

Buoni per la marmellata e per il prosciutto. Se il pane è fatto con il lievito di birra non moriremo per questo! Ora ci sarà la guerra che potrebbe farci la pelle……a tutto il mondo intero!

Oggi è quaresima, facciamo un pasto sobrio se non riusciamo a fare digiuno e prima cosa su tutto, preghiamo!

Buona vita, buoni cazzotti di pane!❤️

Sarà quel che sarà!

PANE NOSTRO QUOTIDIANO

L’unica azione che ci fa sentire liberi ora, è il lavoro manuale di impastare il pane, acqua e farina con la nostra pasta madre viva che sa fare un miracolo ogni volta che la mettiamo alla prova!

Pensiamoci bene cosa sanno fare tutti questi ingredienti naturali, l’alimento più buono e puro che c’è da sempre sulle nostre tavole. Il pane, il pane lievito madre o di birra non ha uguali come bontà e genuità, e per chi ci mette le mani è una soddisfazione quando all’apertura dello sportello del forno il miracolo è compiuto!

Consoliamoci e sentiamoci grandi per questo!

In fondo ci basta poco!

La mia ricetta è questa!

Impasto 500 grammi di farina 0 o metà e metà di tipo uno e germe di grano duro o di semola, o integrale, le quantità variano ma devono essere sempre un totale di mezzo chilo.

Lavoro molto spesso senza impastare ma solo mescolando 50 grammi di lievito madre o un cucchiaino di lievito di birra disidratato o un grammo di birra fresco, mescolo con 350 grammi di acqua, un cucchiaino di zucchero fino a sciogliere il lievito, unisco le farine ed un cucchiaino di sale. Una volta impastato tutto insieme, velocemente senza lavorare lascio lievitare per una notte la pasta coperta dalla pellicola.

La mattina faccio tre pieghe in ciotola e formo la pagnotta. Lascio lievitare nel cestino coperto con un canovaccio è raggiunta la lievitazione metto a cuocere in forno caldo a 250 gradi abbassando la temperatura di dieci gradi ogni 10 minuti fino ad arrivare a 160 gradi. La cottura deve durare quasi un’ora. Gli ultimi dieci minuti metto il forno ventilato con lo sportello socchiuso. Il pane può essere impastato nella planetaria o a mano. Il pane una volta cotto lo lascio asciugare sopra una grata e non lo taglio mai caldo!

Buona vita, buon pane nostro quotidiano!

PANE NATURALE

I miei nonni Damone e Caterina, nell’era di Noè, avevano il forno in paese, lavoravano molto, specialmente lei…..come del resto succedeva prima ed ora per molte donne, lei si alzava all’alba lasciando brontolare il marito. Il giorno prima, il fornaio “ségnava” chi andava a cuocere il pane. La sera seguente, Biancarosa mia cugina più grande, passava nelle case delle famiglie di quelle già “segnate”, e “commànnava”, cioè ordinava loro di fare il pane per poterlo cuocere la mattina seguente. Io ricordo perfettamente quel pane, a filoni o a pagnotte infarinati e tutti in fila sopra a diversi ripiani di legno disposti sulla parete a destra, più calda ed oscura del forno della salita della chiesa della Madonna del Soccorso. Il pane lievitava al calduccio sotto le coperte militari color marroncino e rigate. I miei nonni e come allora tutti, mai si sarebbero sognati di mettere il pane al fresco. Noi lo facciamo, chi per comodità per i ritmi del tempo moderno, chi perché ha letto e studiato, che il pane viene più buono e più digeribile. Io non lo so, non sono esperta, qualche volta faccio lievitare il pane in frigo specialmente nei giorni dove la temperatura è altissima da far passare la lievitazione in un batter d’occhio! Questo è il filone, fatto con il lievito madre rinfrescato, e con i tagli fatti appena formato, prima dell’ultima lievitazione. I miei nonni facevano così, segnavano il pane anche con la croce e pazientemente aspettavano la loro crescita. Mai usate parole, pieghe, slap e fold, frigo cottura e via dicendo! Ora va così! Domani, non lo so!
E Damone e Caterina, non facevano a gara a chi faceva il pane con i grossi buchi, loro e tutti quelli di quell’era di Noè, avevano bisogno di mettere davvero qualcosa sotto i denti, altroché storie!

Troppa grazia s. Antò per ora e di questo periodo!

Buona vita, buon profumo di pane antico ❤️

PANE ALLA RICOTTA

Se vi capita di avere in frigo della ricotta che sta per scadere, non la buttate, è ottima per fare molti buoni piatti in cucina e del pane favoloso, leggero, profumato e ottimo per mangiare sia a colazione spalmato di marmellata o da solo o per fare crostini dolci o salati.

Vi racconto come si fa questo buonissimo pane!

Ingredienti

400 grammi di farina 0

200 grammi di farina di tipo uno e germe di grano oppure tutta 0

300 /350 grammi di acqua ma bisogna regolarsi soltanto quando avremo impastato tutto

Un cucchiaino di lievito di birra disidrato mastro fornaio

Un cucchiaino di zucchero

150 grammi di ricotta

Sale un cucchiaino

Preparazione

Impastiamo nella planetaria o a mano le farine, il lievito e lo zucchero, la ricotta con una parte di acqua, non mettiamola tutta perché essendoci la ricotta, può servirne di meno. Lavoriamo fino ad amalgamare tutto ed uniamo il sale. Finiamo di impastare fino ad incordare se con la planetaria o se a mano fino a quando l’impasto si presenta morbido e setosa.

Se vogliamo facciamo le pieghe in ciotola tirando su un lembo di pasta rimettendolo giù, per tutto la circonferenza della ciotola o altrimenti lasciamo solo lievitare in luogo caldo.

Al raddoppio lavoriamo un po’ la pasta e la sgonfiamo la pirliamo girandola sopra la spianatoia e la rimettiamo a lievitare ancora. Se non fate questo passaggio potete fare subito la treccia a due e metterla a lievitare per l’ultima volta.

Io vi consiglio di fare anche l’altra lievitazione perché avremo un pane leggero come una piuma, ma decidete voi.

Riprendiamo la pasta la dividiamo in due e facciamo la treccia, che lasciamo lievitare un po’ sempre al caldo.

Accendiamo il forno alla temperatura di 200 gradi ed appena pronto mettiamo a cuocere il pane per 3/4 d’ora più o meno, abbassando la temperatura a 180/ 160 gradi dopo 10 minuti e fino alla fine della cottura. Il pane deve diventare dorato. Regoliamoci con il nostro forno.

Lasciamo freddare il pane sopra una grata prima di tagliarlo, mi raccomando, deve asciugarsi completamente prima di mangiarlo.

Oggi ho fatto due crostini scaldando due fette di questo pane straordinario, ho messo sopra una piccola parte di burrata ed un fico caramellato all’aceto balsamico. Buoni e goduriosi.

Buona vita, buon pane alla ricotta❤️

Libum (pane dell’antica Roma)

Questa ricetta proviene dal De agri cultura di Catone il Censore (II sec. a.C.), prima opera latina in prosa a noi conosciuta, che tratta appunto della conduzione di un’azienda agricola, ma contiene anche alcune ricette. Queste sono tutte ricette semplici (molto diverse da quelle di Apicio), basate sui prodotti della terra e che rimandano a una società rurale, come era la Roma delle origini. Catone le sceglie volutamente per opporsi all’ellenizzazione dei costumi che stava avvenendo ai suoi tempi e alla conseguente diffusione di un modo di vita più lussuoso (per chi se lo poteva permettere!). Chiaramente il rischio che lui vedeva in tutto ciò andava ben al di là delle abitudini alimentari: dalla Grecia ellenistica si andava diffondendo un culto della personalità che minava la res publica del Senatus Populusque Romanus e avrebbe portato a forme di potere individuali, come, ai tempi di Catone, gli Scipioni e, successivamente, Mario, Silla, Pompeo, Cesare e poi Augusto e l’impero. In questo ebbe ragione e fu certamente lungimirante; quanto poi il potere di uno solo, piuttosto che del vecchio ceto dirigente ormai corrotto, fosse davvero un male è un altro discorso… Ma qui si parla di ricette, non di politica. Tornando al libum, esso viene dal verbo latino libare e indica dunque un’offerta agli dei, originariamente. Ai tempi di Catone, però, si facevano ormai offerte ben più sontuose, dunque era certamente un cibo per gli uomini. Come tutte le ricette semplici, il risultato dipende molto dalla qualità degli ingredienti.

Qui ho copiato la storia.

https://ricetteantichearcheo.altervista.org/libum/

Ora torniamo alla ricetta semplicissima ma utile per quando avremo bisogno di mangiare un pane diverso e per quando vorremo farlo in fretta!

Questo sono gli ingredienti e il modo di preparare il Libum!

Preparazione

• 100 g di farina di farro (o anche farina bianca);

• 400 g di ricotta di pecora o mista o di mucca

• 1 uovo;

• Sale;

• Foglie di alloro.

Mescoliamo la farina, la ricotta, l’uovo e un pizzico di sale e impastiamo fino a formare una palla. Catone dice di cuocerla intera, ma è meglio fare delle focacce.

Dividiamo l’impasto in tante palline aiutandoci con le mani facendo tipo le polpette, mettiamole in una teglia su un letto di foglie di alloro.

Cuociamo in forno a 180° C per 35-40 minuti. I tempi dipendono molto dal vostro forno perché come sappiamo, ogni forno cuoce diversamente da un altro. Appena diventano dorati spegniamo il forno, non lasciamo che diventino troppo scuri che oltretutto farebbero male.

Il profumo dell’alloro è la loro caratteristica, questi panini sono ottimi sia caldi, che freddi e si mantengono per qualche giorno, accompagnati da formaggi e affettati, con la marmellata a colazione!

Buona vita, buon pane Libum ❤️