farina

Il panettone basso di Marietta

Non si può chiamare certamente panettone, ma se l’ha fatto e scritto il grande Artusi, posso farlo anch’io senza passare per “eretica”! Il panettone è un’altra cosa lo sappiamo, deve avere un lievito madre bello vivo, una lunga lavorazione e un’altrettante lievitazione lunghissima. Ma aspettando il s. Natale, proviamo questo delicato dolce con la ricetta autentica di un grande scrittore gastronomo com’è stato Artusi. Il panettone basso della sua cuoca Marietta.

La ricetta è tratta dal suo libro.

Ingredienti

300 gr di farina 00

80 gr di zucchero

100 gr di burro

Un uovo e due rossi

80 gr di uvetta sultanina o di scaglie di cioccolato fondente che ho messo io

Un pizzico di sale

Cremore di tartaro gr 10

5 gr di bicarbonato di soda

20 gr di candito

Scorza di limone

2 di di latte.

Zucchero a velo

Nella mia versione ho messo il cioccolato fondente invece dei canditi, buccia di arancia, vaniglia. Si possono sostituire il cremore di tartaro ed il bicarbonato con una bustina di lievito per dolci o per torte salate.

Lavoriamo il burro tenuto a temperatura ambiente, con lo zucchero, le uova, fino ad ottenere un composto bianco, uniamo un pizzico di sale, la farina, il cremore di tartaro ed il bicarbonato oppure il lievito in bustina, la buccia del limone e i semi di vaniglia tutto setacciato, mescolando piano per non smontare, infine il latte poco alla volta e la cioccolata o i canditi infarinati. Versiamo in un contenitore di carta per panettoni di piccolo peso, penso sia di 500 gr, come il mio, oppure in un altro tipo imburrato e cosparso di zucchero a velo e farina. Mettiamo a cuocere a forno ventilato a 180 gr per circa un’ora. Facciamo la prova con un lungo stecchino. Lasciamo raffreddare dentro il forno spento. Prima di gustarlo togliamo la carta intorno, spolveriamo di zucchero a velo.

È un dolce che merita di essere raccomandato perché migliore assai del panettone di Milano che si trova in commercio e richiede poco impazzimento. Parole scritte nella ricetta di Artusi.

Buona vita, buon panettone basso di Marietta.

A presto!

Questo in foto è stato fatto più grande con doppia dose.

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Le fave dei morti

È tradizione antica marchigiana preparare per la festa dei morti, le fave secche in una specie di zuppa appetitosa e stuzzicante, “lu cuticusu”. Ma è anche tradizione mangiare dei dolcetti come le fave dei morti a ricordo dei propri cari scomparsi. Sono preparati con le mandorle, la buccia di arancia, il mistrà o l’amaretto! Per prepararli basta impastare 200 gr di mandorle con qualcuna amara macinate insieme a 200 di zucchero, buccia di arancia o limone, unire 125 di farina, 2 uova, un bicchierino di mistrà o anisetta o amaretto, vaniglia ed una noce di burro. Tagliare a pezzetti e formare le fave dei morti. Cuocere per 10/12 minuti a 180 gr in forno ventilato. Le fave dei morti devono restare chiare quindi non devono cuocere molto. Più restano morbide, più sono buone. In alcune parti della nostra regione, si usa mettere le fave dei morti dentro a delle calze di lana e lasciarle vicino al letto dei bambini durante il sonno. La mattina, si racconterà che quei dolci sono stati donati dai loro cari parenti defunti che quella notte avevano visitato la casa.

Buona festa di tutti i Santi❤️

Torta di pere e fave tostate di cacao al profumo indiano del cardamomo

Decisamente piena di aromi e profumi ed un tocco di freschezza per i semini del frizzante cardamomo spezia indiana e pere, è la torta da colazione e da merenda per tutti. Facile da preparare e sana per la presenza dell’olio extravergine d’oliva. Si conserva per diversi giorni anche in frigo che la rende più fresca da gustare. Le pere sono del nostro frutteto e senza trattamenti quindi da usare con tutta la buccia piena di vitamine e sali minerali. Cerchiamo se è possibile frutta coltivata senza sostanze chimiche.

Ingredienti

Tre uova di gallina felice

250 gr di farina 0

130 gr di zucchero integrale di canna

130 gr di pere a pezzetti

125 di yogurt bianco o di latte

60 gr di olio extravergine d’oliva o di girasole o di mais succo di limone q b

Fave tostate di cacao due cucchiai tritate grossolanamente

Alcuni semini di cardamomo

Una bustina di lievito per dolci bio

Preparazione

Montiamo le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto bianco, uniamo l’olio continuando a mescolare cercando di non smontarlo, le pere a pezzetti con il succo del limone,lo yogurt o il latte, la farina con il lievito setacciati ed i semini di cardamomo ed infine le fave tostate di cacao tritate grossolanamente. Amalgamiamo bene e versiamo nello stampo foderato di carta forno e mettiamo a cuocere in forno caldo a 180 gr statico per circa 30/40 minuti. Dal profumo della torta capiremo che è cotta. Stiamo attenti alla cottura perché ogni forno è diverso nel cuocere. Potrebbe volerci più o meno tempo del mio. Buona vita, buona torta di pere, fave tostate di cacao al cardamomo!

Ravioli rosa

La domenica è sacra per noi, anche in cucina si è più ricercati da sempre. Ci ha abituati mia madre che essendo molto credente e praticante, onorava la festività anche nel cibo che preparava per la nostra famiglia numerosa. Lavorava tanto lei, si alzava prestissimo anche la domenica, si recava a messa alle sei, ora anche i sacerdoti si sono impigriti, non se lo sognano nemmeno di dover celebrare la messa a quell’ora! Ma bene, anzi male, sono discorsi e modi e tempi diversi! La pasta all’uovo fresca non mancava mai a pranzo. Le tagliatelle al sugo con il lardo battuto sul “batti lardo”, intriso di unto. Ora farebbe un certo senso. Quel rumore sordo che si ripeteva, dopo il ritorno dalla Chiesa, l’ho bene impresso in mente insieme al profumo del sugo che cuoceva lentamente. Ora tutto questo non c’è più, nemmeno quel “sugo” perché siamo tutti con uno stomaco delicato! Oltre le tagliatelle, mia madre era solita fare i ravioli di ricotta che molto spesso ci veniva donata dai contadini clienti nostri. Erano molto generosi come lo era mia madre che cercava di andare incontro ai loro bisogni passando sopra ai loro debiti che a volte non potevano pagare per le difficoltà che potevano esserci magari dopo una stagione andata a male per le cattive condizioni climatiche. Nella ricotta mia madre, oltre a mettere, il formaggio pecorino, ci aggiungeva un pizzico di zucchero o di cannella, in questo caso il condimento era burro e zucchero.

Questi oggi sono i miei ravioli, rosa per la presenza della barbabietola rossa, che ho fatto cuocere in forno a microonde con pochissima acqua, ho frullato ed ho unito una volta fredda alle uova e farina di semola e farina 0. Nel ripieno ci sono pecorino sardo e pere crude e tagliate a pezzetti, le mie amate melissa ed erba cipollina. Per il condimento, ho tagliato le pere a fettine, messe in padella con olio extravergine d’oliva, un po’ di acqua e lasciate cuocere insieme ad un un cucchiaino di miele ed ho frullato con la melissa. Ho cotto i ravioli in acqua salata, li ho scolati e li ho ripassati in padella con la salsa di pere ed una spolverata di pecorino sardo e melissa per decorare. Buoni, ve lo assicuro, fanno bene al corpo ed all’anima!

Torta rossa e nera…alla barbabietola rossa e carote con cioccolato fondente

Torta rossa e nera...alla barbabietola rossa e carote con cioccolato fondente

Ingredienti:

200 gr. di barbabietola rossa cotta
50 gr. di carote cotte
150 gr. di farina di mandorle
100 gr. di farina 0 o integrale
60 gr. di cacao amaro
150 gr. di zucchero di canna integrale oppure 75 gr. di miele millefiori
100 gr. di cioccolato fondente a scaglie
50 gr. di olio extravergine di oliva
200 gr. di yogurt greco bianco
2 uova
semi di vaniglia
mezza bustina di lievito per dolci

Procedimento:

Cuocere le barbabietole pelate, lavate e tagliate a pezzetti insieme alle carote in acqua fredda e far bollire fino a cottura. Per una cottura più veloce, metterle sempre in acqua fredda nella pentola a pressione per una decina di minuti.

Appena cotte lasciarle freddare per bene. Nel frattempo sciogliere il cioccolato o a bagno maria o al microonde e lasciarlo intiepidire.

Frullare la rapa e le carote unendo lo zucchero, le uova, l’olio, il cioccolato fuso e lo yogurt, mescolando bene. A questo punto aggiungere la farina di mandorle, la farina 0 integrale ed il cacao setacciati con il lievito e le scaglie di cioccolato.

Imburrare o oleare e infarinare uno stampo da ciambellone e versare il composto sbattendolo un po’ per livellarlo.

Cuocere nel forno riscaldato e ventilato a 180 gradi per 30-40 minuti. Lasciarlo freddare prima di sfornarlo e sistemare in un piatto a decorare a piacere anche con zucchero a velo o con una glassa rossa fatta della stessa acqua di cottura e zucchero a velo.

Torta rossa e nera...alla barbabietola rossa e carote con cioccolato fondente

Torta rossa e nera…alla barbabietola rossa e carote con cioccolato fondente