farina

Ricotta in tortino con papaya arance e ciliegie sciroppose

Ma questa non è la primavera!

Pioggia, freddo con temperature vicine allo zero e poi grandine, tanta grandine che per fortuna da noi non è arrivata! Ma poco più in là ha imbiancato strade e provocato incidenti. Ma dicono che è tutta colpa del clima che sta cambiando e rovinando la terra! Mah, sarà vero? Io di queste stagioni così ne ho ricordate…..ho una certa età!!!

Staremo a vedere….chi vivrà vedrà!

Per ora sono molto dispiaciuta perché credo che le ciliegie non le potremo mangiare . Ma mi consolo e mi rilasso facendo un dolce con la ricotta appena regalatami! Voi l’avete mai gustata la ricotta appena fatta? È calda, morbida morbida e con un gusto ineguagliabile…..non c’è confronto con quella che si compra! Mi raccomando, se vi capita che qualche buon pastore ve la porti in dono, prima di ringraziarlo e salutarlo spargete un po’ di sale fino sopra il contenitore nel quale c’era la ricotta!!! È fondamentale perché una volta tornato dal suo ovile farà “mangiare”, quel sale alle sue pecorelle che ne sono ghiotte!!!

Per la ricotta in tortino servono le ciliegie, ma purtroppo non ci sono, allora usiamo quelle sotto spirito o le sostituiamo con delle uvette e se aspettiamo l’arrivo delle ciliegie le faremo sciroppose mettendole a cuocere per pochi minuti nello zucchero e miele in parti uguali, oppure le usiamo fresche e snocciolate. Il mio consiglio è però di farle sciroppose perché così non rischiano di ammuffire dentro la ricotta in tortino. Oltre le ciliegie, servono la papaya disidratata e le scorzette di arancia candita ma può essere sostituita dalla sola buccia.

Ingredienti

500 gr di ricotta

50 gr di papaya

Una manciata di ciliegie fresche e cotte con zucchero e miele in parti uguali per pochi minuti in una padella

Oppure delle ciliegie sotto spirito

Scorzette di arancia candita oppure buccia di arancia o cioccolato fondente

Quattro uova

120 grammi di zucchero a velo

35 gr di farina per dolci

Preparazione

Mettiamo a cuocere le ciliegie snocciolate con due cucchiai di zucchero e due di miele in una pentolina, mescoliamo e appena si presentano lucide e morbide spegniamo il fornello e lasciamole freddare.

Montiamo per prima gli albumi a neve fermissima, con le stesse fruste lavoriamo la ricotta, i rossi d’uovo, lo zucchero a velo, la farina, uniamo la papaya, le ciliegie, le scorzette di arancia o la buccia e gli albumi mescolando con una spatola con movimenti dal basso verso l’alto.

Versiamo il composto nello stampo a cerniera di 20/22 cm foderato di carta forno e facciamo cuocere a 170/180 gr per 30/35 minuti. Dipende da forno a forno. Dal profumo del dolce capiremo che è cotto.

Lasciamolo raffreddare nel forno spento e sformiamolo sistemandolo sopra un bel piatto. Decoriamo con pezzetti di papaya e zucchero a velo!

Ricordiamoci che si possono preparare le ciliegie sciroppose appena saranno mature, col metodo più lungo, mettendole a cuocere per pochi minuti nel miele e zucchero in parti uguali, tirarle su con il mestolo forato farle riposare per una notte, rimetterle a bollire per pochi minuti, tirarle su ancora una volta e facendole riposare per la notte. Questo procedimento dovrà essere fatto per 5/6 giorni o anche più. Poi si dovranno invasare nei vasetti sterilizzati ricoprendola con alcool a 95 gradi o con lo sciroppo stesso che allungheremo con acqua e zucchero e miele. In questo modo si corservano anni. Le ciliegie sciroppose possono restare con il nocciolo e con un pezzo di picciolo perché saranno più belle se le useremo per decorare e se serviranno per l’interno dei dolci, basterà togliere il nocciolo una volta sciroppose.

Miele e zucchero e bacca di vaniglia a scaldare

ciliegie sciroppose primo passo

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Pizza dóce de Pasqua

Penso di far cosa gradita se vi lascio ancora una ricetta delle pizza dolce pasquale quella tradizionale con i canditi e buccia di arancia.

Per questa preparazione si dovrebbe fare un panetto lievitato la sera prima però se non si ha tempo, si può procedere il giorno stesso facendo solo attivare il lievito dentro il forno spento fino a quando si vedrà la schiuma in superficie. Scegliete voi.

Ingredienti

Una bustina di lievito di birra disidratato con 250 farina e 1/8 di latte e acqua per ottenere un panetto da far lievitare una notte

650 di farina 0

con 5 uova

150 di zucchero

150 di burro una bustina di lievito di birra disidratato

Canditi di cedro o arancia

Buccia di arancia

Latte quanto basta per ottenere un impasto morbido

Mezzo bicchierino di liquore all’arancia o una fialetta di aroma di arancia

Vaniglia

Ingredienti per la glassa

100 grammi di zucchero a velo

Succo di limone

Un cucchiaio di acqua calda

Se non dovessero bastare 100 gr di zucchero raddoppiare la dose

Preparazione

Se vogliamo fare il panetto mettiamo il lievito di birra disidratato con 250 gr di farina e tanto latte per ottenere una pasta morbida che la incideremo a croce e la lasciamo lievitare coperta con pellicola dentro il forno spento fino al mattino. Questo dovrà essere aggiunto alla farina e agli ingredienti oppure procediamo mettendo tutta la farina nella ciotola della planetaria o dentro un piatto se la faremo a mano, uniamo due bustine di lievito di birra disidratato, io vi suggerisco di fare attivare il lievito con un cucchiaino di zucchero e un po’ di acqua nel forno spento fino a quando si vedrà la schiuma, lo zucchero e piano piano le uova, lavoriamo per farle assorbire unendo il latte necessario per ottenere una pasta morbida. Mettiamo un pizzico di sale, la buccia di limone e di arancia, il liquore ed il burro fuso e tiepido poco alla volta, deve essere assorbito tutto prima di aggiungerne altro ed infine i canditi Lavoriamo bene fino a quando la ciotola risulta pulita e se a mano solleviamo la pasta ripetutamente per renderla elastica.

Con questa dose vengono due pizze dolci, voi potete dividere a metà per una sola.

Formiamo le due palle e accomodiamole negli stampi unti o foderati con carta forno. Una volta raggiunto il raddoppio, le spennelliamo con un uovo e latte e le mettiamo a cuocere a 150 gradi per quasi un’ora nel forno ventilato La superficie deve presentarsi dorata.

Non fate come me che queste pizze dolci di Pasqua le ho lasciate cuocere troppo! Il troppo storpia!!!

Lasciamo raffreddare le pizze nel forno spento.

Per la decorazione classica delle pizze pasquali

Setacciamo lo zucchero a velo uniamo il succo di limone e l’acqua calda mescoliamo bene e spennelliamo la glassa sopra le pizze dolci di Pasqua!

Buona vita, buone pizze dolci di Pasqua ❤️

La colomba di formaggio di Pasqua

Avete mai provato a fare la colomba pasquale di formaggio? Oltre ad essere buona fa una bella figura nella tavola di Pasqua magari farcita con salmone, paté di olive, di tonno, di prosciutto cotto e creme di formaggio e sottaceti. Si può servire la mattina di Pasqua a colazione accompagnata da salumi magari col nostro famoso”ciauscolo”a pasta morbida o semplicemente tagliata a fette bevendo un fresco bicchiere di Verdicchio di Jesi!

Questa è la mia ricetta veloce da fare in poche ore!

Ingredienti

500 gr farina 0

4 uova

100 pecorino stagionato

100 gr. parmigiano reggiano

un bicchiere di olio extravergine d’oliva

un bicchiere di latte intero

sale, pepe, noce moscata

Buccia di limone

50 gr di formaggio pecorino fresco a cubetti

un cubetto lievito di birra o una bustina di lievito di birra disidratato.

Preparazione

Sciogliere il lievito nel latte tiepido insieme ad un cucchiaino di zucchero dentro una ciotola e lasciarla nel forno spento ad attivarsi, dovremo vedere la schiuma in superficie. Possiamo anche non fare questo passaggio e mettere la farina, il lievito direttamente nella ciotola della planetaria o fare tutto dentro un grande piatto per impastare a mano, uniamo le uova, cominciando a lavorare uniamo il sale, il pepe, la noce moscata, il limone, i formaggi e quando tutto è ben lavorato, uniamo l’olio piano, piano fino ad ottenere un impasto morbido e infine i cubetti di formaggio fresco, teniamo da parte un po’ di latte che potrebbe servirci se il tutto risultasse troppo duro. Mettiamo l’impasto in uno stampo da colomba. Facciamo lievitare nel forno con la luce accesa. Appena il volume raggiunge il bordo dello stampo, accendiamo il forno a 170 gr.

Spennelliamo la superficie con un uovo sbattuto e mettiamo a cuocere per 30/ 40 minuti. La colomba di formaggio deve diventare bella dorata.

Facciamo la prova dello stecchino che deve uscire asciutto.

Lasciamo raffreddare la colomba di formaggio nel forno spento e farcirla solo la mattina del giorno in cui vorrete servirla.

Io l’ho tagliata in tre strati, li ho imburrati per far che non si inumidiscano al contatto delle creme di formaggio o di paté alternati a salmone o prosciutto ed erbe aromatiche.

Possiamo decorare la superficie con fiori freschi eduli.

Nella foto c’è la frittata “co’la mintuccia”, ossia la menta romana. Da noi si fa con trenta e più uova perché deve durare tutte le feste pasquali! La ricetta è sul blog basta cercare la frittata co la mintuccia.

Spero vi piaccia l’idea della colomba di formaggio di Pasqua! Io la faccio da diversi anni ed è sempre gradita da tutti!

Buona vita, buona colomba pasquale di formaggio! ❤️

Li scroccafusi co’ la cartina de’ lu farmacista

Questa è la vera ricetta originale de “li scroccafusi co’ la cartina de’ lu farmacista!

La nonna quando voleva fare questi dolci popolari carnevaleschi, a sua nipote senza uno straccio di esperienza culinaria le diceva: “cocca, ma come fai a piglià maritu che non sí capace manco de’ cocé du oé? Figuramoce se poli sapé fa’ li scroccafusi!!”

Allora forse impietosita le diceva: “piglia l’oé, lo zucchero, la farina, ló mistrà, e vanne da lu farmacista e glie dici: damme la cartina pe’ fa’ li scroccafusi!”

“Adesso cocca, mettete la pannella, apri la mattera, butta la farina sopra la spianatóra, mittece per ogni oú, un cucchiaru de zucchero, unu de olio, comincia ad impastà, piano e mischia co’ la forchetta e mettece un cucchiaru pé ogni oú, de’ mistrà quello de’ chiaetta. ‘Mpasta per be’ e quanno la pasta adé né moscia né dura è pronta pe’ fà li gnocchi gróssi più de’ ‘na noce. Oh cocca, se te si stufata solo a sentimme, lassa fa’!

Ma se te ne va, adesso riá lo véllo! Quanno si fatto tutti li gnocchi, li fai cocé nell’acqua salata, poco sale cocca, e quanno vóglié li mitti a cocé, ce volé un pó tanto, li devi fá cocé piano piano perché rentro non devé rmané crudi!

Te si stufata cocca? Lassa perdé che non è da te jirannolona!

Adesso però te finisco a dí come devi fá se non te sí stufata!

Piglia la padella de’ ferro nera, mittece tanto strutto, ppicciá lu fornellu, fallo scioglié per bè, e piano piano mittecé due o tre scroccafusi, póchi cocca, se nó li bbrusci, girali co’ la paletta, e falli cocé, cé vóle tanto cocca!

Oh, ma devi stá co’ l’ócchi rraperti perché cé vóle pócó per bbruscialli! Me’ ‘ntinni?

Vásta cocca! Cé vó più a dilló che a fálló!”

Dialogo campagnolo in dialetto maceratese fra nonna e nipote!

Chissà se qualcuno di voi avrà capito ciò che si sono dette nonna e nipote!

Ardua impresa!

E la ricetta vi interessa?

Sentitemi, questi sono dolci davvero speciali, la preparazione è lunga, però ne vale la pena! A volte, si rimane pure deluso perché non sempre vengono bene! Colpo di fortuna, la nonna quando li faceva era scaramantica! Vi racconto una cosa che forse vi farà ridere!

La nonna da”jióané, non si metteva a fare “li scroccafusi”,se aveva “lo marchese”! Era impura!

Tutti pronti?

Ingredienti

440 gr di farina 00

5 uova

5 cucchiai di zucchero

5 cucchiai di olio di girasole

5 cucchiai di mistrà Varnelli

La cartina del farmacista è: un cucchiaino di cremore di tartaro più mezzo cucchiaino di bicarbonato

Buccia di limone

Un litro più o meno di olio di arachidi o strutto

Preparazione

La preparazione è facile

Mettiamo nella ciotola della planetaria o possiamo farla a mano sopra la spianatoia, la farina la quantità è giusta giusta, le uova, lo zucchero, il bicarbonato e il cremore di tartaro, l’olio e cominciamo ad impastare appena tutti gli ingredienti si sono amalgamati, non mettiamolo prima perché l’alcol potrebbe cuocere le uova, uniamo il mistrà. Continuiamo ad impastare fino a quando la pasta diventa bella, lucida e morbida!

Mettiamo la pasta sopra la spianatoia facciamo dei grossi rotoli e tagliamoli come gli gnocchi però grandi più di una noce!

Nella pentola che sta bollendo con un pizzico di sale, caliamo tre gnocchi alla volta, mescolando frequentemente con la schiumarola. Devono cuocere per una decina di minuti perché altrimenti risulterebbero crudi dentro.

Li scoliamo con lo scola pasta, li facciamo asciugare sopra ad un canovaccio e li copriremo con un altro.

Ora mettiamo la padella dei fritti sul fuoco con un litro più o meno di olio di arachidi, appena è bello caldo uniamo tre scroccafusi non di più, facciamo riprendere il calore, e abbassiamo la temperatura perché devono cuocere piano piano fino l’interno della pasta.

Li tiriamo su con la schiumarola e li mettiamo ad asciugare sopra la carta paglia.

Appoggiamoli sopra un bel vassoio, li spruzziamo di alchermes e li spolveriamo di zucchero oppure sciogliamo del miele al quale uniremo l’alchermes e coliamolo sopra gli scroccafusi.

Buoni, cari amici!

Però deve assisterci la fortuna!!!❤️

Buona vita, buoni scroccafusi della nonna!

Crostata di farro con marmellata di albicocche alla vaniglia

Semplicemente una crostata, un dolce che mi piace molto, molto più di tanti altri dolci complicati e sontuosi.

Mi fa sentire bene come mi fa sentire bene stare nella nostra cucina. Non c’è niente che mi rilassi di più. Sono nervosa e stanca? Sto nel letto per riposare e non ci riesco? Niente da fare, basta che riesca ad alzarmi di scatto e come un lampo so cosa andare a fare in cucina. Se è un lievitato muoio dalla voglia di vedere come lieviterà, come crescerà, come sarà l’interno della pasta.

Se ho in mente una crostata, ho solo la preoccupazione di andare di sotto nella credenza rossa dove c’è l’imbarazzo della scelta della marmellata! Sapete? Ne ho tantissime, non le ho mai contate! Ogni frutta, o verdura è finita in dolcezza!

Questo è tempo d’inverno, tempo che mi rende molto malinconica, nervosa. Purtroppo è non mi era mai capitato, sento il bisogno di mangiare dolci, ma solo la mattina.

Così eccola la crostata con anche la farina di farro e la marmellata di albicocche alla vaniglia. La ricetta ha il burro, una noce e l’olio extravergine di oliva. Questi due grassi insieme rendono la frolla più friabile, mi piace di più, cuoce anche più uniformemente.

Questi sono gli ingredienti

200 gr di farina per dolci bio

50 gr di farina di farro

Due uova

100 gr di zucchero a velo, possiamo farlo in casa frullando lo zucchero nel frullatore

50 gr di burro

30 gr di olio extravergine di oliva

Buccia di limone

2 gr di lievito per dolci bio

Un pizzico di curcuma se ci piace

Marmellata di albicocche alla vaniglia o altra a piacere (circa 250 gr )

Preparazione

Mettiamo nella ciotola della planetaria o dentro il robot, le due farine setacciate ed il lievito per dolci, lo zucchero a velo, la curcuma, il burro e l’olio extravergine di oliva, facciamo partire la planetaria lentamente fino ad ottenere un composto granuloso, aggiungiamo la buccia di limone e le uova, lasciamo amalgamare tutto velocemente e continuiamo a lavorare sopra la spianatoia. Schiacciamo la pasta frolla sopra un foglio di carta forno e mettiamo a riposare in frigo per un paio d’ore.

Riprendiamo la pasta frolla e la stendiamo fra due fogli di carta forno all’altezza di 3 mm. poniamo il disco di frolla sopra un tortiera di 25/26 cm, copriamo la superficie con la marmellata di albicocche alla vaniglia, decoriamo con le classifiche strisce e mettiamo a cuocere in forno già caldo alla temperatura di 160/170 per 20/25 minuti. Dal profumo sentiremo che la crostata è cotta.

La nostra crostata è pronta, la adagiamo sopra un bel vassoio e aspetta semplicemente di essere gustata. Che vi devo dire? Io trovo che una fetta di questa crostata possa far sentire meno la malinconia di questo periodo invernale e del tempo che ahimè, sta volando via!

La vita è adesso!

Buona vita, buona crostata di farro con marmellata di albicocche alla vaniglia!

A presto amici!

Le frittelle di s. Antonio abate

Per sant’Andò de la vàrba viànga, se non ha sbiangato, sbianga!

Per s. Antonio con la barba bianca, se non ha imbiancato, sbianca!

Vecchio detto popolare marchigiano!

Prendere un pezzo di massa di pane lievitato, fare tante pallottoline grosse come un uovo e schiacciare a forma di crescia, o cresciola o frittella come si chiama da noi. Friggere in olio, spolverare di zucchero o di sale come piaceva a mio padre. Le frittelle di s.Antonio dolce povero e tradizionale per questa festa quando un tempo arrivava “lu vecchió” una persona mascherata di brutto, che portava regali ai bimbi!

Dove sei finito tempo semplice e meraviglioso?

Buona vita, buone frittelle di s. Antonio abate!

Le castagnole al rum

Ma come si fa a dire che è già carnevale quando fino a ieri c’erano addobbi ed aria natalizia ed ancora dolci per casa? Mah, dico una scemenza….come passa il tempo!

Allora eccovi le castagnole più veloci e buone del mondo! Sono al profumo di rum, ma potremo sostituirlo con limoncello o mistrà o con il nostro famoso liquore marchigiano ai semi di anice, il Varnelli!

Eccole…..

Tre uova, tre cucchiai di olio di oliva o di girasole, tre cucchiai di rum, o di Marsala o limoncello tre cucchiai di zucchero, 1 tazza di farina, un cucchiaio di lievito per dolci, buccia di arancia. Olio per friggere. Sbattere le uova, l’olio, il marsala, lo zucchero, unire la farina ed il lievito e la buccia di arancia. Friggere a cucchiaiate. Spolverare di zucchero e…… mangiate.

Buone e semplici!

Buona vita, buone castagnole più veloci del mondo!