Pane

CORONCINA DI PANE DI RICOTTA E MELE CON LA CANNELLA

Avevo la ricotta vicina alla scadenza, l’ho usata per fare diverse preparazioni.
Il pane e dei bocconcini di….ve li racconto un altro giorno, ed un dolce che dolce proprio non è.
La pasta del pane alla ricotta, del quale in questo diario c’è già la ricetta, mi è servita per fare la coroncina di mele e ricotta, con tanta cannella.

La ricetta è qui

👇

https://farinaefiore.com/2021/10/14/pane-alla-ricotta/


Ho steso una parte della pasta, metà per essere precisa, l’ho cosparsa di poco zucchero di canna e cannella, ho lavorato 200 grammi la ricotta con l’uovo, la buccia di limone, la cannella, mi ripeto, eh sì, poco zucchero e mele a pezzi, ho coperto la superficie con il composto. Ho chiuso a salame e tagliato a fette. Ho fatto lievitare e cotto in forno a 200 gradi per quasi tre quarti d’ora, però bisogna regolarsi con il proprio forno, la coroncina deve cuocere bene e non scurirsi troppo.


È un pane di mele e ricotta buono buono!
Ci piace e ci fa iniziare la giornata in modo migliore!
Ma non ve lo assicuro che funzioni con me!
Ho perso già le staffe!!!!

Nella foto vedete delle zucchine ornamentali fatte da me con l’uncinetto.

Pensate che la lana usata era del nostro negozio chiuso ormai da una ventina di anni fa. Erano tutti spezzoni di lana colorati che io pazientemente e con amore per la nostra bottega in Petriolo, l’ho giuntati ad uno ad uno per formare un bel gomitolo multi colori.

Non ho più nemmeno un pezzetto di quella amata lana, finito com’è finito il nostro paese che non ha più voglia di rinascere e non ha più la gente che amava comprare ogni ben di Dio sotto casa, in ogni via del nostro territorio!

Tristezza infinita e noia mortale!

Questo è il risultato della vita moderna!

Buona vita, buona coroncina di pane alla ricotta e mele! ❤️

PANE ALLA RICOTTA

Se vi capita di avere in frigo della ricotta che sta per scadere, non la buttate, è ottima per fare molti buoni piatti in cucina e del pane favoloso, leggero, profumato e ottimo per mangiare sia a colazione spalmato di marmellata o da solo o per fare crostini dolci o salati.

Vi racconto come si fa questo buonissimo pane!

Ingredienti

400 grammi di farina 0

200 grammi di farina di tipo uno e germe di grano oppure tutta 0

300 /350 grammi di acqua ma bisogna regolarsi soltanto quando avremo impastato tutto

Un cucchiaino di lievito di birra disidrato mastro fornaio

Un cucchiaino di zucchero

150 grammi di ricotta

Sale un cucchiaino

Preparazione

Impastiamo nella planetaria o a mano le farine, il lievito e lo zucchero, la ricotta con una parte di acqua, non mettiamola tutta perché essendoci la ricotta, può servirne di meno. Lavoriamo fino ad amalgamare tutto ed uniamo il sale. Finiamo di impastare fino ad incordare se con la planetaria o se a mano fino a quando l’impasto si presenta morbido e setosa.

Se vogliamo facciamo le pieghe in ciotola tirando su un lembo di pasta rimettendolo giù, per tutto la circonferenza della ciotola o altrimenti lasciamo solo lievitare in luogo caldo.

Al raddoppio lavoriamo un po’ la pasta e la sgonfiamo la pirliamo girandola sopra la spianatoia e la rimettiamo a lievitare ancora. Se non fate questo passaggio potete fare subito la treccia a due e metterla a lievitare per l’ultima volta.

Io vi consiglio di fare anche l’altra lievitazione perché avremo un pane leggero come una piuma, ma decidete voi.

Riprendiamo la pasta la dividiamo in due e facciamo la treccia, che lasciamo lievitare un po’ sempre al caldo.

Accendiamo il forno alla temperatura di 200 gradi ed appena pronto mettiamo a cuocere il pane per 3/4 d’ora più o meno, abbassando la temperatura a 180/ 160 gradi dopo 10 minuti e fino alla fine della cottura. Il pane deve diventare dorato. Regoliamoci con il nostro forno.

Lasciamo freddare il pane sopra una grata prima di tagliarlo, mi raccomando, deve asciugarsi completamente prima di mangiarlo.

Oggi ho fatto due crostini scaldando due fette di questo pane straordinario, ho messo sopra una piccola parte di burrata ed un fico caramellato all’aceto balsamico. Buoni e goduriosi.

Buona vita, buon pane alla ricotta❤️

Il PANE DELLA FESTA DELLA PENTECOSTE

La Pentecoste doveva essere celebrata in questo modo: “Porterete dai luoghi dove abiterete due pani per un’offerta agitata, i quali saranno di due decimi di un efa di fior di farina e cotti con lievito; sono le primizie offerte al Signore”. – Lv 23:17.

   Dio stesso ordinò che le pagnotte di Pentecoste fossero lievitate. Ciò dovrebbe zittire chi continua a sostenere che il lievito sia esclusivamente simbolo di peccato. Chi insiste su quell’errata interpretazione sta dicendo che Dio avrebbe posto il simbolo del peccato in una delle sante offerte che dovevano essergli presentate.

   Dalla Pasqua, prima santa Festività comandata da Dio, inizia un periodo che porta all’accoglienza dello spirito santo a Pentecoste. Con il sacrificio pasquale e il sangue dell’agnello, gli ebrei furono protetti per essere poi liberati. Con il sacrificio dell’Agnello Yeshùa, grazie al suo sangue, i credenti sono liberati dalla condanna del peccato. Alla Pasqua segue la festa dei Pani Azzimi. Paolo dice come va celebrata questa Festa: “Purificatevi del vecchio lievito, per essere una nuova pasta, come già siete senza lievito. Poiché anche la nostra Pasqua, cioè Cristo, è stata immolata. Celebriamo dunque la festa, non con vecchio lievito, né con lievito di malizia e di malvagità, ma con gli azzimi della sincerità e della verità”. – 1Cor 5:7,8.

   Il “lievito di malizia e di malvagità” va tolto. Ciò predispone ad accogliere il lievito dello spirito santo, perché “il regno dei cieli è simile al lievito” (Mt13:33). Confondendo i due tipi di lievito, non si ha la comprensione del significato di tutta la sequenza che dalla Pasqua porta alla Pentecoste. Bisognerebbe smetterla di pensare alla propria maniera e affidarsi, piuttosto, al pensiero di Dio. – Pr 16:3.

Lo spirito santo di Dio agisce nel discepolo di Yeshùa e lo fa diventare come uno scriba, un maestro della Legge: “Ogni scriba che diventa un discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa il quale tira fuori dal suo tesoro cose nuove e cose vecchie” (Mt 13:52), “quando è ammaestrato riguardo al regno dei cieli, è simile a un uomo, a un padrone di casa, che trae dal suo tesoro cose nuove e cose vecchie” (TNM), sa far emergere dalla Scrittura nuovi e vecchi tesori.

Buona festa della Pentecoste!

Libum (pane dell’antica Roma)

Questa ricetta proviene dal De agri cultura di Catone il Censore (II sec. a.C.), prima opera latina in prosa a noi conosciuta, che tratta appunto della conduzione di un’azienda agricola, ma contiene anche alcune ricette. Queste sono tutte ricette semplici (molto diverse da quelle di Apicio), basate sui prodotti della terra e che rimandano a una società rurale, come era la Roma delle origini. Catone le sceglie volutamente per opporsi all’ellenizzazione dei costumi che stava avvenendo ai suoi tempi e alla conseguente diffusione di un modo di vita più lussuoso (per chi se lo poteva permettere!). Chiaramente il rischio che lui vedeva in tutto ciò andava ben al di là delle abitudini alimentari: dalla Grecia ellenistica si andava diffondendo un culto della personalità che minava la res publica del Senatus Populusque Romanus e avrebbe portato a forme di potere individuali, come, ai tempi di Catone, gli Scipioni e, successivamente, Mario, Silla, Pompeo, Cesare e poi Augusto e l’impero. In questo ebbe ragione e fu certamente lungimirante; quanto poi il potere di uno solo, piuttosto che del vecchio ceto dirigente ormai corrotto, fosse davvero un male è un altro discorso… Ma qui si parla di ricette, non di politica. Tornando al libum, esso viene dal verbo latino libare e indica dunque un’offerta agli dei, originariamente. Ai tempi di Catone, però, si facevano ormai offerte ben più sontuose, dunque era certamente un cibo per gli uomini. Come tutte le ricette semplici, il risultato dipende molto dalla qualità degli ingredienti.

Qui ho copiato la storia.

https://ricetteantichearcheo.altervista.org/libum/

Ora torniamo alla ricetta semplicissima ma utile per quando avremo bisogno di mangiare un pane diverso e per quando vorremo farlo in fretta!

Questo sono gli ingredienti e il modo di preparare il Libum!

Preparazione

• 100 g di farina di farro (o anche farina bianca);

• 400 g di ricotta di pecora o mista o di mucca

• 1 uovo;

• Sale;

• Foglie di alloro.

Mescoliamo la farina, la ricotta, l’uovo e un pizzico di sale e impastiamo fino a formare una palla. Catone dice di cuocerla intera, ma è meglio fare delle focacce.

Dividiamo l’impasto in tante palline aiutandoci con le mani facendo tipo le polpette, mettiamole in una teglia su un letto di foglie di alloro.

Cuociamo in forno a 180° C per 35-40 minuti. I tempi dipendono molto dal vostro forno perché come sappiamo, ogni forno cuoce diversamente da un altro. Appena diventano dorati spegniamo il forno, non lasciamo che diventino troppo scuri che oltretutto farebbero male.

Il profumo dell’alloro è la loro caratteristica, questi panini sono ottimi sia caldi, che freddi e si mantengono per qualche giorno, accompagnati da formaggi e affettati, con la marmellata a colazione!

Buona vita, buon pane Libum ❤️

Pasqua a casa nostra (3 marzo 2019)

Era il 2019, eravamo liberi e sereni, potevamo fare e dire quel che ci pareva. Mai avremmo pensato a questa maledetta pandemia che ci sta facendo perdere ogni speranza!

Però c’è la voglia di lottare e continuare a vivere e magari a pensare alla tavola di Pasqua.

2019- 3 marzo

Io ho una certa età e mi ricordo che una volta in un pranzo di festa, venivano preparate per antipasto le tartine, molte tartine e di ogni tipo. Si usavano i cracker e il pane a cassetta, venivano prima spalmati di burro per evitare che ciò che c’era sopra inumidisse il pane. Poi si decoravano con mousse o paté di tonno, sott’aceti e carciofini. Se volete la ricetta del pane a cassetta la trovate qui 👇

https://farinaefiore.com/2021/03/03/pane-a-cassetta-per-tartine/

Non si usa più ora questo tipo di antipasto, ma io trovo che invece sia ancora buono e soprattutto stuzzicoso!!!

Antica??? Può darsi!! Ma me ne faccio un baffo!

Ah, c’è anche la “crescia de cascio “ di Pasqua che viene gustata con ciausculo il salame spalmabile marchigiano!

Ho dimenticato il povero Cocò che invece ha preparato agnello e stinco con patate!

Signori, oggi è tornato il figliol prodigo ed è stata un’occasione speciale!

La vita è adesso!!

Buona vita, buon proseguimento di quaresima ❤️

Diario alimentare di quaresima (tutto come un anno fa, anzi peggio)

Questo è quanto ho scritto e fatto esattamente un anno fa, nel diario alimentare di coronavirus!

Speravo con tutto il cuore che saremmo arrivati a chiudere questa tremenda pagina di vita per l’inizio dell’estate 2020. Mi ero illusa, non credevo fosse vero!

I supermercati avevano già esaurito tutte le scorte di farina e di prodotti a lunga conservazione, mi faceva ridere la gente che stava andando da un supermercato all’altro per riempire la dispensa!

Ci risiamo, la situazione è pure peggiorata!

Scrivevo così!

Per la colazione di domani eviterò il dolce tradizionale. Farò l’orzo e intingerò una fetta di questo profumatissimo pan brioche all’olio extravergine di oliva senza zucchero addolcito da un cucchiaio di uvetta frullata resa a poltiglia. In questo modo il pane prende una meravigliosa colorazione.

La casa ne è piena del suo profumo! Vorrei potervela far sentire! Mi piace davvero.

Volevo raccontarvi che nemmeno da noi si trova più la farina, di nessun tipo. Quindi fra qualche giorno non potrò più fare il mio pane. Oggi ho usato la farina 0 e la semola rimacinata di grano duro.

Per la ricetta, ci sarà domani o dopo domani o chissà?

Buona vita, buon pan brioche addolcito all’uvetta!

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Zuppa di cavoli neri e “trozzetti de’pà” (tozzetti di pane)

È particolarmente buono il cavolo nero toscano che subisce il gelo perché diventa più croccante e più intenso nel sapore. Il cavolo nero è particolarmente ottimo per preparare zuppe e minestre rustiche da consumare nei giorni più freddi come questi di quasi fine gennaio. Per oggi una zuppa di cavoli neri insieme alle carote che cuociono insieme cercando però di mantenere le verdure ancora croccanti e da accompagnare con i “trozzetti”di pane abbrustoliti al forno, scaglie di parmigiano reggiano e con olio extravergine di oliva a crudo. Per una zuppa più forte, potremmo friggere il pane nell’olio bollente extravergine di oliva.

Buona vita, buona zuppa di cavoli neri e “trozzetti de’pà ❤️

Albero di pane di Natale salato

Un bellissimo albero di pane da farcire con creme di formaggio e salumi o salmone con granella di frutta secca che può essere a piacere, noci, pistacchi, mandorle o nocciole. L’albero di pane di Natale può essere servito tagliandolo a tavola come antipasto al posto del solito panettone gastronomico. Ha solamente un po’ di olio extravergine di oliva ma può essere sostituito con il burro se lo vogliamo arricchire. Può essere fatto con le uova o senza come un pane semplice. Noi raccontiamo la nostra ricetta e gli ingredienti che abbiamo usato per fare e farcire il nostro albero di pane di Natale con le uova e senza. A voi la scelta!

Ingredienti

Farina integrale, farina di cereali, in totale 650 grammi

tre grammi di lievito di birra disidratato o meno di mezzo cubetto di lievito di birra fresco

Un cucchiaino di zucchero o miele

tre cucchiai di olio extravergine di oliva o 60 grammi di burro

sale un cucchiaino

acqua 350 grammi più o meno o latte e se mettiamo l’uovo, metteremo meno acqua o latte a seconda di quello che si sceglie

semi di girasole, sesamo, di papavero e di chia.

Per farcire

Formaggio spalmabile Filadelfia o di altro tipo.

Tonno

Sottaceti

Fette di salmone

Fette di prosciutto crudo e cotto

Granella di pistacchi o di noci o di mandorle o nocciole

Foglie di radicchio rosso

Paté di olive.

Noi abbiamo elencato diversi ingredienti ma possiamo sceglierne diversi

Preparazione

Prepariamo un lievitino con 200 di acqua presa dal totale, ed un poco di farina anch’essa presa dal totale, dobbiamo ottenere una cremina, non un impasto, lasciamo fermentare nel forno spento e appena vediamo formarsi una bella schiuma in superficie cominciamo ad impastare il pane. Mettiamo nella ciotola della planetaria o sopra la spianatoia, il resto delle farine, il lievitino, e cominciamo ad impastare, uniamo l’altra parte di acqua o di latte, regolandoci nella quantità perché dobbiamo ottenere un impasto morbido morbido, o un uovo, in questo caso, dobbiamo diminuire l’acqua o il latte, uniamo il sale e piano piano l’olio extravergine di oliva o di girasole o il burro morbido, i semi a piacere, lasciamo lavorare fino a quando il composto si stacca dalle pareti della ciotola o se a mano, l’impasto non si appiccica più sulle mani. Mettiamo l’impasto nella ciotola unta di olio e coperta la lasciamo raddoppiare dentro il forno con la lucina accesa. Al raddoppio ribaltiamo la pasta sopra la spianatoia, la allarghiamo facendo un rettangolo o un quadrato, facciamo le pieghe a tre e chiudiamo a pacchetto. Dopo mezz’ora facciamo un’altra piega, la pirliamo sopra la spianatoia e la la tagliamo a palline, per il nostro nello stampo, ce ne sono volute, 11. Lasciamo lievitare ancora per un po’, affondiamo un dito sopra una pallina, se torna su piano è ora di cuocere il pane. Un’accortezza, accendiamo il forno prima, cioè appena fatte tutte le palline. La temperatura deve essere a 180 gradi, inforniamo il pane e dopo 10 minuti abbassiamo la temperatura a 160 gradi e dopo altri 10 minuti ancora a 140 gradi per un totale di 45/ 50 minuti, dipende dal vostro forno. Se vediamo che la superficie scurisce troppo, la copriamo con un foglio di alluminio. Spegniamo il forno e lasciamo freddare il pane dentro lo stampo. A completo raffreddamento lo sforniamo.

Per farcire questo pane aspettiamo il giorno dopo, quindi facciamolo prima.

Prendiamo il pane e lo tagliamo in tre strati, prepariamo la crema da spalmare. Frulliamo nel robot il formaggio ed il tonno, uniamo una goccia di limone, dividiamo in due parti, ad una aggiungiamo dei sottaceti frullando tutto insieme, dobbiamo ottenere una crema, lasciando l’altra parte così, cioè formaggio e tonno.

Spalmiamo la prima fetta di pane con il solo Filadelfia e pistacchi, copriamo con fette di salmone e con l’altra fetta di pane che la spalmiamo con la crema di tonno e sottaceti, foglie di radicchio rosso e con fette di prosciutto crudo o cotto ed ancora noci o mandorle tritate finemente, ricopriamo con l’altra fetta di pane e lo mettiamo incartato nella pellicola dentro il frigo fino al momento di servirlo. Poco prima di portarlo in tavola, spalmiamo con il paté di olive nere la superficie e decoriamo con le mandorle tritate ed intere. Per la farcitura possiamo usare la nostra fantasia ed ingredienti diversi a vostra scelta.

Questo è un pane molto buono, possiamo farlo anche dolce mettendo 60 grammi di zucchero o tre cucchiai di miele ed invece dei semi, uniamo uvetta o gocce di cioccolato fondente. Provatelo!

Buona vita e buon pane di Natale ❤️

Speriamo che questo tempo covidoso passi presto perché ci sta rendendo la vita triste e senza speranza ❤️👿