Pane

Albero di pane di Natale salato

Un bellissimo albero di pane da farcire con creme di formaggio e salumi o salmone con granella di frutta secca che può essere a piacere, noci, pistacchi, mandorle o nocciole. L’albero di pane di Natale può essere servito tagliandolo a tavola come antipasto al posto del solito panettone gastronomico. Ha solamente un po’ di olio extravergine di oliva ma può essere sostituito con il burro se lo vogliamo arricchire. Può essere fatto con le uova o senza come un pane semplice. Noi raccontiamo la nostra ricetta e gli ingredienti che abbiamo usato per fare e farcire il nostro albero di pane di Natale con le uova e senza. A voi la scelta!

Ingredienti

Farina integrale, farina di cereali, in totale 650 grammi

tre grammi di lievito di birra disidratato o meno di mezzo cubetto di lievito di birra fresco

Un cucchiaino di zucchero o miele

tre cucchiai di olio extravergine di oliva o 60 grammi di burro

sale un cucchiaino

acqua 350 grammi più o meno o latte e se mettiamo l’uovo, metteremo meno acqua o latte a seconda di quello che si sceglie

semi di girasole, sesamo, di papavero e di chia.

Per farcire

Formaggio spalmabile Filadelfia o di altro tipo.

Tonno

Sottaceti

Fette di salmone

Fette di prosciutto crudo e cotto

Granella di pistacchi o di noci o di mandorle o nocciole

Foglie di radicchio rosso

Paté di olive.

Noi abbiamo elencato diversi ingredienti ma possiamo sceglierne diversi

Preparazione

Prepariamo un lievitino con 200 di acqua presa dal totale, ed un poco di farina anch’essa presa dal totale, dobbiamo ottenere una cremina, non un impasto, lasciamo fermentare nel forno spento e appena vediamo formarsi una bella schiuma in superficie cominciamo ad impastare il pane. Mettiamo nella ciotola della planetaria o sopra la spianatoia, il resto delle farine, il lievitino, e cominciamo ad impastare, uniamo l’altra parte di acqua o di latte, regolandoci nella quantità perché dobbiamo ottenere un impasto morbido morbido, o un uovo, in questo caso, dobbiamo diminuire l’acqua o il latte, uniamo il sale e piano piano l’olio extravergine di oliva o di girasole o il burro morbido, i semi a piacere, lasciamo lavorare fino a quando il composto si stacca dalle pareti della ciotola o se a mano, l’impasto non si appiccica più sulle mani. Mettiamo l’impasto nella ciotola unta di olio e coperta la lasciamo raddoppiare dentro il forno con la lucina accesa. Al raddoppio ribaltiamo la pasta sopra la spianatoia, la allarghiamo facendo un rettangolo o un quadrato, facciamo le pieghe a tre e chiudiamo a pacchetto. Dopo mezz’ora facciamo un’altra piega, la pirliamo sopra la spianatoia e la la tagliamo a palline, per il nostro nello stampo, ce ne sono volute, 11. Lasciamo lievitare ancora per un po’, affondiamo un dito sopra una pallina, se torna su piano è ora di cuocere il pane. Un’accortezza, accendiamo il forno prima, cioè appena fatte tutte le palline. La temperatura deve essere a 180 gradi, inforniamo il pane e dopo 10 minuti abbassiamo la temperatura a 160 gradi e dopo altri 10 minuti ancora a 140 gradi per un totale di 45/ 50 minuti, dipende dal vostro forno. Se vediamo che la superficie scurisce troppo, la copriamo con un foglio di alluminio. Spegniamo il forno e lasciamo freddare il pane dentro lo stampo. A completo raffreddamento lo sforniamo.

Per farcire questo pane aspettiamo il giorno dopo, quindi facciamolo prima.

Prendiamo il pane e lo tagliamo in tre strati, prepariamo la crema da spalmare. Frulliamo nel robot il formaggio ed il tonno, uniamo una goccia di limone, dividiamo in due parti, ad una aggiungiamo dei sottaceti frullando tutto insieme, dobbiamo ottenere una crema, lasciando l’altra parte così, cioè formaggio e tonno.

Spalmiamo la prima fetta di pane con il solo Filadelfia e pistacchi, copriamo con fette di salmone e con l’altra fetta di pane che la spalmiamo con la crema di tonno e sottaceti, foglie di radicchio rosso e con fette di prosciutto crudo o cotto ed ancora noci o mandorle tritate finemente, ricopriamo con l’altra fetta di pane e lo mettiamo incartato nella pellicola dentro il frigo fino al momento di servirlo. Poco prima di portarlo in tavola, spalmiamo con il paté di olive nere la superficie e decoriamo con le mandorle tritate ed intere. Per la farcitura possiamo usare la nostra fantasia ed ingredienti diversi a vostra scelta.

Questo è un pane molto buono, possiamo farlo anche dolce mettendo 60 grammi di zucchero o tre cucchiai di miele ed invece dei semi, uniamo uvetta o gocce di cioccolato fondente. Provatelo!

Buona vita e buon pane di Natale ❤️

Speriamo che questo tempo covidoso passi presto perché ci sta rendendo la vita triste e senza speranza ❤️👿

Cazzotti di pane ai semi di anici

Spezie e profumi ovunque, ci piacciono nel dolce e nel salato.

I Semi di anici, hanno un gusto tendente al dolce, e l’aroma ricorda quello dei semi di finocchio con un lieve retrogusto di menta. Hanno potere digestivo e viene usato in erboristeria e nella preparazione del liquore anisetta. Nella nostra cucina marchigiana sono usati per i “ciammellotti”, o filoni fatti con il mosto fresco nel tempo della vendemmia.

Come sono arrivata a fare questo profumato e fresco pane? Semplicemente sentendo il profumo degli anici che emanavano da un sacchetto comprato per fare i tradizionali “ciammellottu”.

Non c’era più il pane, la lunga lievitazione non era possibile….. e stasera? Avremmo dovuto mangiare il companatico senza una briciola di pane. Mai, perché non ci saremmo saziati ed andare a letto con lo stomaco brontolone non era il caso.

Allora ho impastato tutto a mano, in attesa che la planetaria risorga, ho messo 300 grammi di farina 0 200 grammi di farina di tipo 1 con germe di grano, poco lievito di birra disidratato, mastro Fornaio, meno di mezzo cucchiaino, un cucchiaino di miele, 100 grammi di latte, ed acqua, quanta ne è servita per un impasto morbido, semi di anici, a piacere, zenzero e noce moscata, un pizzico di sale ed un cucchiaio di olio di girasole. Ho impastato fino ad ottenere una pasta morbida, setosa, ho fatto due pieghe sul tavolo, una ogni mezz’ora, ed ho lasciato lievitare fino al raddoppio. Ho ripreso la pasta, l’ho sgonfiata, ho piegato a tre e steso con il matterello fino allo spessore di due centimetri, ho tagliato due strisce e le ho sovrapposte una sull’altra, e l’ho divise a quadrotti di 8/9 centimetri che ho lasciato lievitare ancora. Ho rimesso a lievitare ed ho cotto a 180 gradi per una mezz’ora. I cazzotti ai semi di anici, profumano da svenire, ottimi per la cena col salato e con la marmellata di mele al pan di zenzero o quella che ci piace per la colazione. La marmellata di mele l’ho fatta ieri sera ed è strepitosa! Poi ci sarà la ricetta.

Oh signori, lasciateci lodare quello che ci piace fare! Pane e marmellate!

Tempo per avere un buon pane? Alle 15 ho impastato e alle 18/30 ho cotto e subito mangiato! Perché essere fissati per una pane naturale e a lunga lievitazione? Non conviene, l’essenziale è farlo bene e con tutto l’amore! Questo sì, che un grande amore!!!

Se vogliamo impastare il pane in planetaria, l’impasto è pronto quando si stacca dalle pareti della ciotola. Non servirà fare le pieghe, basta fare lievitare fino al raddoppio e stendere la pasta dopo averla sgonfiata un po’.

Ecco pronto un pane diverso, aromatico e molto profumato, che ricorda quello dell”Alto Adige! A noi piace molto, provatelo!

Buona vita, buon pane ai semi di anici ❤️

Pane con olive verdi al finocchietto selvatico e polvere di sedano

Il nostro pane naturale con olive al finocchietto selvatico e polvere di sedano cotto nella panera. Una simpatica e comoda ciotola nella quale il pane ad alta idratazione, non si sforma in cottura, perché si chiude come una borsetta.
Se vi va di fare questo pane, nella vostra ricetta abituale, aggiungete olive e polvere di sedano, questa polvere si ottiene essiccando il sedano e poi frullarlo con un piccolo robot. Il sedano può essere fatto essiccare anche al forno a microonde per pochi secondi.

Buona vita, buon pane ❤️

Il forno dei miei nonni Damone e Caterina nell’era di Noè

I miei nonni Damone e Caterina, nell’era di Noè, avevano il forno in paese, lavoravano molto, specialmente lei…..come del resto succede per molte donne, lei si alzava all’alba lasciando brontolare il marito. Il giorno prima, il fornaio “ségnava” chi andava a cuocere il pane. La sera seguente, Biancarosa mia cugina più grande, passava nelle case delle famiglie di quelle già “segnate”, e “commànnava”, cioè ordinava loro di fare il pane per poterlo cuocere la mattina seguente. Io ricordo perfettamente quel pane, a filoni o a pagnotte infarinati e tutti in fila sopra a diversi ripiani di legno disposti sulla parete a destra, più calda ed oscura del forno della salita della chiesa della Madonna del Soccorso. Il pane lievitava al calduccio sotto le coperte militari color marroncino e rigate. I miei nonni e come allora tutti, mai si sarebbero sognati di mettere il pane al fresco. Noi lo facciamo, chi per comodità per i ritmi del tempo moderno, chi perché ha letto e studiato, che il pane viene più buono e più digeribile. Io non lo so, non sono esperta, qualche volta faccio lievitare il pane in frigo specialmente in questi terribili giorni dove la temperatura è altissima da far passare la lievitazione in un batter d’occhio! Questo è il filone, fatto con il lievito madre rinfrescato, e con i tagli fatti appena formato, prima dell’ultima lievitazione. I miei nonni facevano così, segnavano il pane anche con la croce e pazientemente aspettavano la loro crescita. Mai usate parole, pieghe, slap e fold, frigo cottura e via dicendo! Ora va così! Domani, non lo so!

E Damone e Caterina, non facevano a gara a chi faceva il pane con i grossi buchi, loro e tutti quelli di quell’era di Noè, avevano bisogno di mettere davvero qualcosa sotto i denti, altroché storie! A proposito, anche oggi rischiamo di bruciare! Troppa grazia s. Antò!

E come l’ho fatto questo pane?

La mattina verso le 9, ho impastato in una ciotola, 350 grammi di farina 0, 50 grammi di farina Manitoba e 100 grammi di farina integrale con 350 grammi di acqua, può essere anche qualche grammo in più o in meno, ho unito 50 grammi di lievito madre rinfrescato ed un cucchiaino di miele ed un po’ di sale. L’ho mescolato con una spatola e poi con le mani per sentire la consistenza dell’impasto, non deve essere né troppo morbido né troppo duro. Ho chiuso la ciotola in un sacchetto di plastica per surgelati e messo in frigo fino alle 18 di sera.

Ho tirato fuori la pasta ed ho lasciato a temperatura ambiente fino al raddoppio. Ci vuole pazienza per fare il pane buono! Al raddoppio ho fatto una piega in ciotola, tirando su un lembo di pasta e girato per tutta la circonferenza sempre allungando la pasta per dar forza al glutine e ripiegando al centro.

Questa piega in ciotola l’ho fatta per tre volte ogni quarto d’ora. Con questo caldo, il tempo di riposo fra una piega e l’altra si accorcia. Con una temperatura più bassa, avrei dovuto fare una piega ogni mezz’ora. Al raddoppio e con la presenza delle bollicine, ho piegato la pasta in tre parti come si fa con un fazzoletto.

Da destra a sinistra e ripiegato prendendo la parte davanti a me per chiudere all’altra finale e formare definitamente il filone che ho messo a lievitare sopra una lastra con carta forno, per quasi un’ora, con un coltello ho fatto tre tagli e a lievitazione avvenuta ho messo a cuocere in forno caldo statico a 200 gradi, dopo 5 minuti ho abbassato a 180 ed ancora, poi 160 gradi fino a 140 per un totale di quasi un’ora. Gli ultimi 10 minuti ho portato il forno alla funzione ventilata lasciando il forno con lo sportello a spiffero mettendo una pallina di alluminio arrotolato.

Ho tolto il pane e messo ad asciugare sopra una grata!

Il pane dopo un giorno può seccarsi a causa del caldo, io lo mantengo in frigo dentro un sacchetto di stoffa. Lo scaldo poco prima di essere mangiato.

Il pane fatto in casa è decisamente più buono e sano di quello che si compra. Spesso quel pane ha grassi ed additivi non proprio salutari. Quindi se abbiamo tempo, usiamolo per farlo anche usando poco ma molto poco, lievito di birra!

Ringrazio i miei nonni Damone e Caterina per avermi lasciato “la dote”! Una dote preziosa più dell’oro.

Buona vita, buon pane fatto in casa ❤️🙏

L’impasto deve essere così.

Lasagne di pane

Caldo che più caldo non si può. Niente fornello acceso, ma qualcosa dobbiamo mettere in tavola. Niente pasta, né riso né legumi né…….ci pensiamo un po’…..che facciamo? È l’ora di pranzo, potremmo fare solo due pomodori in insalata mescolati con peperoni e cetrioli. Non ci va proprio questo piatto. Intanto sfidando il caldo abbiamo impastato pizza e pane. Da qui ci viene una bella idea. Prediamo il pane, oh che bello e buon piatto facciamo!

Mettiamo tutto quel che serve sopra il piano di lavoro, pane, olio extravergine di oliva, parmigiano reggiano, la ricotta, facciamo un passo fuori e sotto il porticato, raccogliamo tutte le nostre erbe aromatiche. Timo, maggiorana, menta, erba cipollina, basilico, santoreggia e rosmarino. Rientriamo in casa, laviamo le erbe aromatiche, le battiamo tutte finemente con il coltellaccio…..molto vecchio e rattoppato, non buttiamo via mai i nostri cimeli di casa.

Andiamo avanti, ma secondo voi che stiamo facendo? Un bel piatto di lasagne con il pane.

Riprendiamo il pane, lo tagliamo sottile sottile, lo mettiamo nella pirofila unta di olio extravergine di oliva, un po’ di sale, un po’ di erbe aromatiche, uno strato di ricotta, un po’ di sale, una spolverata di parmigiano reggiano ed uno strato di zucchine tagliate sottili sottili, un filo di olio extravergine di, un’altra spolverata di parmigiano reggiano e via strato dopo strato, finiamo con l’ultimo di zucchine e di fettine di pane. Un altro giro di olio extravergine di e via subito in forno caldo a 180 gradi per 30/35 minuti più o meno. Prima di spegnere il forno, mettiamoci sopra scaglie di parmigiano e semi di sesamo!

Abbiamo finito, portiamolo in tavola! Questo buon piatto è completo, c’è tutto! A noi è bastato, qualcuno ha mangiato una bella insalata per completare il pranzo.

Non ci pare che ci sia voluto tanto tempo, e non ci sono ingredienti difficili da trovare. Il pane in casa non manca e nemmeno le verdure di stagione!

Buon proseguimento d’estate e a presto!

Buona vita, buone lasagne di pane ❤️

Involtini di lattuga con ricotta mortadella

Due foglie di lattuga un po’ così, così, potevo darle alle papere per la loro felicità…..invece no…….egoismo a parte, la lattuga fatta ad involtini con ricotta, mortadella e tanti profumi e poi gratinati, è proprio buona e per voi papere, ci saranno altre foglie di lattuga!

Ed ecco come si fanno gli involtini di lattuga

Prendiamo le foglie più belle della lattuga, le laviamo, le asciughiamo con un tovagliolo, le stendiamo e le saliamo leggermente.

Mescoliamo la ricotta, con la mortadella tagliata a striscioline, uniamo un uovo, il parmigiano reggiano grattugiato, un pizzico di sale, timo, maggiorana e di noce moscata.

Mettiamo un po’ del ripieno sopra ogni foglia di lattuga, la chiudiamo ad involtino partendo dalla parte più fina, quella dove è attaccata ogni foglia e sistemiamo a raggiera tutti gli involtini sopra ad una teglia antiaderente con un filo di olio extravergine di oliva, riempiamo il centro vuoto della teglia con pomodorini tagliati salati e cospargiamo prima il parmigiano reggiano e poi pane grattugiato con erbe aromatiche. Mettiamo in forno a 180 gradi per 30 minuti.

Lasciamo che si raffreddi prima di servire!

Buoni, particolari e diversi!

Buona vita, buoni involtini di lattuga ❤️

Pane con la ricotta ed il suo siero

Buonissimo, profumatissimo e leggerissimo questo pane con l’aggiunta della ricotta e del suo siero.

Può essere mangiato a a colazione con la marmellata o con i salumi.

Buono soprattutto per preparare le tartine da spalmare con burro e mousse di tonno o formaggi o creme di verdure.

Facciamolo così!

Ingredienti

400 grammi di farina 0

200 grammi di farina integrale

250 grammi di ricotta

150 grammi di siero

Un cucchiaino di lievito di birra disidratato

Un uovo

Un cucchiaino di miele

Tre cucchiai di olio extravergine di oliva

Acqua quanta ne serve per ottenere un impasto morbido

Preparazione

Mettiamo le farine nella ciotola della planetaria o in una ciotola se lo vogliamo fare a mano, uniamo il cucchiaino di lievito di birra disidratato, il miele, la ricotta scolata, il suo siero, iniziamo a lavorare, fino a far assorbire tutto, mettiamo l’uovo e lasciamo lavorare. Tocchiamo la pasta con le mani, se tanto dura dobbiamo mettere l’acqua quanta ne serve per ottenere un impasto morbido, altrimenti continuando ad impastare, uniamo un cucchiaino di sale, io ne metto mezzo e tre cucchiai di olio extravergine di oliva. Questo deve essere assorbito lentamente quindi lasciamo girare la planetaria a bassa velocità o se a mano, con olio di gomito. Alla fine la pasta deve presentarsi setosa e morbida. La ciotola della planetaria deve restare con le pareti pulite quando la pasta è ben lavorata o se a mano deve staccarsi dalla spianatoia. Copriamo la ciotola, anzi infiliamola in un sacchetto per surgelati e mettiamo a raddoppiare dentro il forno con la luce accesa se la temperatura è bassa o se fa caldo senza luce accesa.

Una volta raddoppiata, sopra la spianatoia la sgonfiamo, facciamo una piega a tre, richiudiamo e pirliamo la massa della pasta sopra la spianatoia e la lasceremo coperta dalla ciotola. Questo lo faremo per tre volte una ogni mezz’ora. Alla fine tagliamo la pasta in tre pezzi, ognuno dei quali lo stendiamo con il matterello, per la parte lunga, lo ripieghiamo chiudendolo bene, pizzicandola con le dita, la chiusura deve essere sigillata bene. Facciamo questo a tutti e tre i pezzi e formiamo la treccia. Con delicatezza appoggiamola sopra una lastra foderata di carta forno e la mettiamo ancora a lievitare per l’ultima volta. Accendiamo il forno a 200 gradi, mettiamo un pentolino con l’acqua dentro il forno per formare il vapore, una volta raggiunta la temperatura, informiamo la treccia. Ci vorrà circa un’ora. Dopo una decina di minuti, abbassiamo la temperatura a 180 gradi, può darsi anche prima a seconda del forno, dopo 10 minuti a 160 gradi, copriamo la superficie con un foglio di alluminio se vediamo che sopra scurisce troppo, passati 10 minuti abbassiamo ancora a 150/140 gradi e finiamo la cottura in tutto quasi un’ora.

Questo pane è leggerissimo e profumato! Mi da molta soddisfazione!

Buona vita, buon pane alla ricotta ed il suo siero ❤️

Pane piuma con semi di sesamo e girasole

Diario alimentare del tempo di coronavirus

Un pane leggerissimo come una piuma fatto con pochissimo lievito di birra disidratato, farina integrale e 0. Il pane è ottimo per la colazione con la marmellata come questa di prugne alla cannella o con il prosciutto crudo o altro.

Ecco come lo preparo.

Ho fatto attivare nella ciotola meno di mezzo cucchiaino di lievito di birra disidratato con un bicchiere d’acqua ed un cucchiaino di zucchero fino ad ottenere una schiuma in superficie e l’ho messo nel forno spento.

Nella ciotola della planetaria ho impastato le farine 300 grammi 0 e 150 grammi di farina integrale, il lievito l’acqua in totale 350 grammi considerando anche quella dall’attivazione, ho lasciato incordare per poco, unito il sale, i semi vari e un po’ di olio extravergine di oliva. Ho lasciato raddoppiare coprendo con un sacchetto la ciotola, l’ho ripreso, l’ho sgonfiato e piegato per tre o quattro volte. Questo modo di far raddoppiare e sgonfiare lo faccio per volte una ogni mezz’ora.

Si potrebbe fare una sola lievitazione ma la leggerezza viene da tutte e tre.

Ho steso la pasta facendo un rettangolo ed ho chiuso formando un cilindro, ho tagliato 4 palline e messo in uno stampo a cassetta.

Ho lasciato raddoppiare, ho cotto a 200 gradi abbassando a 180 gradi ogni dieci minuti, fino a150:160 gradi per un totale di tre quarti d’ora.

Gli ultimi 10 minuti ho messo la funzione ventilata con lo sportello a spiffero, mettendo un cucchiaio di legno sul lato superiore dell’apertura del forno.

Ho coperto con un foglio di alluminio a metà cottura.

Ho tolto dallo stampo e lasciato raffreddare sopra la griglia e a forno spento.

Le farine possono essere intercambiabili con la 00 o la 1 metà e metà o una parte integrale.

Buona vita, buon pane piuma ❤️

Sorella di pane

C’è la sorella di sangue, c’è la sorella di latte e c’è la sorella di pane ed è un legame meraviglioso quello che mi lega ad una persona ancora più meravigliosa. Arianna Paola Appetecchi. Fantastica e semplice donna di una volta del tempo di oggi!

Questo è il bellissimo post fatto da lei, con i pani, due sono i miei che sono Anna e delle mie sorelle, tutte accumunate dall’amore per i lievitati.

Buona vita, buon pane fatto in casa ❤️

Treccia di pane con farina di cereali e semi vari

Mi piacciono molto i pani di forma diversa, la treccia però è la mia preferita, mi da l’idea di una mamma un po’ grassa che abbraccia la sua creatura.

Ecco questo bello e cicciotto pane, è di farina ai cereali e semi vari e lievito madre. Si può fare anche con il lievito di birra disidratato in piccola quantità. La ricetta è uguale a quella della corona di Pasqua.

Qui la ricetta 👇

https://farinaefiore.com/2020/04/11/corona-alimentare-del-tempo-di-coronavirus/