Aneddoti

“Carnevale, bon compagno, possi vinì’ tre vorde l’anno!”

Carnevale Petriolese

Carnevale Petriolese

“È questa enfatica espressione che dice come e quanto sia desiderato il Carnevale dai nostri padri. Non perché essi fossero dediti al passatempo e alla pazza gioia, ma in opposizione a quella loro vita morigerata e di lavoro per cui i nostri avi non conoscevano divertimenti se non in tempi determinati”.

“Il Carnevale offriva al nostro popolo di sbizzarrirsi un poco in festini e balli, in mascherate, in ghiottonerie .. avevano grande parte gli “scroccafusi”, le “frittelle”, le “sfrappe”, le “castagnole”.

“Nella piazza maggiore del paese, ove si radunava il popolo, suolevasi erigere un palco. La brigata in maschera appariva e faceva baccano indicibile, portando un’onda di chiassosa allegria; tanta da non far sentire talvolta il gelido vento che soffiava e sferzava il viso. Molti ridicoli, gesti esagerati e burloni, strumenti musicali grossolani adatti solo a far rumore, muovevano le risa del popolo presente.

Sul palco avveniva l’ultima mangiata di maccheroni, che offrivano anche al morituro Carnevale, e che tenevano (questo avveniva a Petriolo), tanto per far senso sugli spettatori, in vasi per uso facilmente immaginabile.”

tratto da Carnevale, Costumanze Marchigiane, 2° raccolta, Macerata luglio 1947, Giovanni Ginobili

Carnevale Petriolese

Carnevale Petriolese

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Buona Pasqua!

Con questa bellissima notizia che il portale Discovery Marche ha condiviso la nostra tavola, vi auguriamo Buona Pasqua!

 

E questa invece, è la tavola di quest’anno!

Foto, portale turismo e ancora foto!

Petriolo, il castello

Petriolo, il castello

news n°1: di seguito il link del tumblr dell’orastrana dove potrete trovare le foto del reading musicale di favole tradizionali che hanno fatto a Corridonia (MC) lo scorso 23 novembre 2014, scattate da Marco Buschi della SOMS – società operaia di mutuo soccorso.

orastrana.tumblr.com

news n°2: le mie invece di foto, scorrono sulla home page del portale turismo del mio amato paese, Comune Petriolo e non posso che essere felice. nuovi progetti sono in fase di sviluppo. grazie all’amministrazione comunale per aver pensato a me!

turismo.comune.petriolo.mc.it

Lu cuticusu, la prima ricetta

Come primo post abbiamo deciso di proporvi un piatto estremamente tipico ed esclusivo del mio paese, Petriolo che si usa preparare per il giorno dei Morti: “lu cuticusu”.
La tradizione è assai antica e le donne del paese custodiscono gelosamente la ricetta ancora oggi.
Nella mia famiglia invece, ricordo ancora mio nonno Mariano che aveva l’usanza di andare a prendere una porzione di questo piatto preparata dalle donne legate all’associazione Combattenti e Reduci del mio paese. Anni prima invece, era proprio lui, mio nonno a preparare con le sue mani questo piatto.
Nota molto importante: ogni famiglia, ogni donna di quel tempo aveva un segreto legato alla preparazione del piatto e ancora oggi ognuno lo ripropone a modo suo.

Oltre che nel periodo dei morti era usanza delle famiglie contadine del dopoguerra, preparare questo piatto in maniera più semplice durante il periodo della quaresima come piatto povero, ma ricco di nutrimento. Le fave usate venivano condite con olio, sale e aceto e venivano ribattezzate “fava ‘ngreccia”.
Passiamo ora alla preparazione.

Ingredienti:

500 gr di fava secca
250 gr di tonno, la ricetta antica parla di “sgùmmiri salati ” ovvero sgombri sotto sale, quelli che una volta si vendevano in barattoli grandi nelle pizzicherie. 
4 alici
250 gr o mezzo vasetto di sottaceti (a seconda dei gusti variare la quantità!)
3 carote
odori vari: maggiorana, timo, salvia, prezzemolo, aglio aceto olio sale peperoncino

Procedimento:
sciacquare bene la fava secca e tenerla a bagno per una notte. Toglierla poi dall’acqua e metterla in una pentola con acqua fredda in modo da ricoprirla bene. Se si usa la pentola a pressione bisogna mettere meno acqua. Far bollire il tutto fino a metà cottura. Aggiungere il sale. Frullare tutti gli ingredienti: tonno, o sgombri alici, sottaceti, carote, peperoncino e tutti gli odori aggiungendo aceto ed olio. Unire questo composto alla fava che dovrà ancora finire la cottura per circa un’ora per amalgamare tutti i sapori e un poco alla volta aggiungere dell’acqua calda se ne occorre e del sale. Aggiungere poi l’olio a crudo quando viene servito a tavola.

Ps: 9 mesi fa durante il viaggio per l’Italia del gusto tra foto di piatti tipici e ricette della tradizione ideato da Instagramers Italia, questo piatto è stato selezionato prima per “Marche in tavola” poi per “Italia in tavola”
Di seguito il link diretto per vedere la foto sul profilo ufficiale di “Italia in tavola”
Italia in tavola