Pasta con le lenticchie e pomodori al profumo di Varnelli

Non ci credete a quanto è buono un sugo di lenticchie e pomodori con un goccio di Varnelli al sapore di semi di anici? Provate e sentirete che freschezza e bontà acquista una semplice pasta. Come si fa?

Mettiamo a cuocere le lenticchie con acqua fredda salata, erbe aromatiche, cipolla aglio che a me non piace, ed un filo di olio extravergine di oliva, io aggiungo croste di parmigiano reggiano lavate. A fine cottura le scoliamo dalla propria acqua, mettiamo in una padella un filo di olio extravergine di oliva e pomodori a pezzetti, mescoliamo, uniamo il sale e appena si asciugano spruzziamo con il Varnelli lasciando evaporare, uniamo le lenticchie lasciamo che insaporiscano per bene, uniamo la pasta corta al dente e finiamo di cuocere aggiungendo se ce n’è bisogno acqua di cottura della pasta. Spolveriamo con parmigiano reggiano e se ci piacciono alcuni semi di anici. Buona credetemi.

Buona vita, buona pasta con lenticchie al sugo di lenticchie e pomodori al Varnelli ❤️👌

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Torta guscio di farina di castagne al vino cotto con mele datteri e uvetta

La galette termine francese di un dolce a forma di guscio piatto con ripieno di frutta o altro. La torta guscio ripiena per me, lascio il termine straniero perché mi piace usare termini nostrani e quando ci vuole per le ricette tradizionali locali anche il dialetto petriolese.

Questo dolce profumato d’autunno ha nell’impasto il vino cotto “lo vi ‘ccotto”!

Il vino cotto è il mosto fresco bollito a lungo per ore e ore in un caldaio di rame.

La lenta ebollizione determina la caramellizzazione dello zucchero che conferisce al vino cotto il suo tipico colore brunito e la sua dolcezza. Una volta raggiunto il punto giusto, il mosto cotto si travasa nelle botti di castagno o di rovere dove resterà ad invecchiare per molto tempo.

Il vino cotto è ottimo da bere a fine pasto e favorisce la digestione, rende profumata e dolce la pesca tagliata a pezzetti e qualsiasi altra frutta.

Il vino cotto serve a preparare il vin brûlé insieme alle spezie come la cannella, i chiodi di garofano, la buccia di arancia e l’anice stellato.

Il vino cotto rende naturalmente dolci i ripieni delle preparazioni tradizionali natalizie come i cavallucci e “Lu crustingu”.

Il vino cotto rende croccante la pasta per strudel o guscio e particolarmente profumata. Eccolo allora impiegato nel dolce di questa ricetta tutta inventata da me.

Vi elenco ciò che serve per la preparazione

Ingredienti per la pasta

150 grammi di farina 0

100 grammi di farina di castagne

70 grammi di zucchero di canna

30 grammi di vino cotto o dolce

70 grammi di acqua

40 di burro

60 grammi di olio di girasole

Per il ripieno

Tre mele

100 grammi di uvetta

Alcuni datteri

Vino cotto o un altro di tipo dolce

Un cucchiaio di zucchero di canna per la superficie

Preparazione

Lavoriamo velocemente le due farine, lo zucchero, il vino cotto, l’olio di girasole, il burro morbido e l’acqua, impastiamo per ottenere una pasta morbida, regoliamoci con l’acqua e formiamo una panetto schiacciato che metteremo a riposare in frigo per un’ora.

Tagliamo le mele a fettine, sciacquiamo l’uvetta, la scoliamo, aggiungiamo il vino cotto nella quantità che riesce a coprire la frutta e cuociamo o a microonde per alcuni minuti o in una padella fino a quando si presenta morbida. Uniamo i datteri tagliati in due mescoliamo e lasciamo freddare.

Stendiamo la pasta sottile con il matterello sopra un foglio di carta forno, la appoggiamo sopra lo stampo di 26 centimetri e ricopriamo la superficie con la frutta. Ripieghiamo la pasta tutta intorno e spolveriamo con un cucchiaio di zucchero di canna.

Mettiamo in forno a 180 gradi per 40/50 minuti, tocchiamo il bordo che deve risultare asciutto. Spegniamo il forno e lasciamo freddare. Togliamo il dolce dallo stampo e appoggiamolo sopra un bel piatto. Serviamo accompagnato da un bicchierino di vino cotto di chiavetta!

Crostata di grano saraceno con marmellata di mele, fichi, arancia al cacao e cannella

Mi piacciono le crostate più di ogni altro dolce. Mi fanno sentire il calore della mia casa, dei miei cari, mi servono per sentirmi meno triste in certi momenti. Queste piacevoli sensazioni non possono darmele nemmeno il dolce al cucchiaio più buono che ritengo adatto solo alla chiusura di fine pranzo di una occasione importante.

Siamo già in autunno la stagione più bella e colorata di caldi colori dal nocciola, al giallo in tutte le sue sfumature fino all’arancio, dal mattone e al marrone. Dal verde delle foglie che piano piano lasciano che i loro rami diventino spogli pronti a sopportare le intemperie della stagione ultima prima del risveglio della natura.

Anche la cucina si veste di colori dell’autunno; vasta è la scelta di frutta fresca ambrata e dolce, delle verdure e di nuovi legumi, di frutta secca, le noci, le mandorle, le nocciole ed i pinoli. I raspi di uva bianca e rossa sono più preziosi dei gioielli.

Nella dispensa si rinnovano le farine, quella di mais fresca di macina, quelle integrali e quelle particolari per l’uso che se ne fa come la farina castagne e di grano saraceno particolarmente aromatica che ricorda la bellezza della sua provenienza, il Trentino. Il grano saraceno che non è un cereale, è senza glutine ed è ricco di vitamine e sali minerali e ha un deciso sapore. È ideale consumarlo nei mesi freddi nelle preparazioni salate che dolci come crostate e biscotti.

La crostata di oggi fa un tutt’uno per l’uso del grano saraceno e la marmellata di mele fichi arancia al cacao amaro, la ricetta la troverete qui

Il grano saraceno ed il cacao si sposano benissimo.

Ingredienti

Per la frolla

150 grammi di farina di grano saraceno

150 grammi di farina integrale

150 di burro

150 grammi di zucchero di canna (io di eritritolo il dolcificante naturale)

Un rosso ed un uovo

Buccia di limone o di arancia o vaniglia

Marmellata a piacere se non avete quella di mele va bene anche una di mirtilli o di ciliegie

Preparazione

Lavoriamo con le mani o nella ciotola della planetaria o sopra la spianatoia, le farine con il burro morbido, cercando di fare un composto sabbioso, uniamo le uova, la buccia di limone o di arancia o la vaniglia, impastiamo per amalgamare fino ad ottenere una pasta morbida, la schiacciamo sopra un foglio di carta forno e la mettiamo a riposare in frigo.

Riprendiamo la pasta che stenderemo sopra la carta forno nello spessore di un centimetro, buchiamo la superficie con la forchetta e copriamo con la marmellata scelta. Con la pasta rimasta formiamo la scritta autunno o le strisce classiche. Mettiamo a cuocere a 180 gradi per quasi 30 minuti. Dobbiamo sempre regolarci con il nostro forno.

La nostra crostata di grano saraceno è pronta lasciamo che si raffreddi e poniamola sopra un piatto da portata.

Marmellata di mele cotogne alla vaniglia e marmellata alle spezie profumata al Varnelli

Buona in modo particolare, facile da fare anche per l’uso della pentola a pressione, da mangiare con pane e burro, da usare nella crostata, deliziosa con i formaggi stagionati e freschi, adatta per una sana merenda mangiata con lo yogurt bianco greco. Basta solo un cucchiaino non di più per addolcire.

Ingredienti

1 chilo e mezzo di mele cotogne

300 grammi di acqua

500 grammi di zucchero

Un limone

Una stecca di vaniglia

Pentola a pressione

Preparazione

Laviamo bene le mele strofinandole con le mani per togliere la peluria. Le tagliamo a pezzi, le mettiamo nella pentola a pressione con il succo di limone e 300 gr di acqua. Mettiamo le mele a cuocere e all’inizio del fischio della valvola abbassiamo il gas a minimo. Lasciamo cuocere per un quarto d’ora. Spegniamo la fiamma, lasciamo che il vapore esca a valvola aperta o semplicemente a riposo.

Togliamo il coperchio stando attenti a non scottarci, il vapore deve essere assolutamente scomparso, punzecchiamo le mele e se si presentano morbide uniamo lo zucchero che può essere anche di canna, però non c’è nessuna differenza da quello semolato sempre di zucchero si tratta, la stecca di vaniglia aperta e mettiamo a cuocere a fuoco lento possibilmente con una piastra sotto per evitare che la marmellata si attacchi. Mescoliamo e lasciamo cuocere fino alla giusta consistenza. Facciamo la prova del piattino mettendo un cucchiaino di marmellata che non dovrà scivolare velocemente. Invasiamo nei vasetti sterilizzati al forno per una ventina di minuti a 100 gradi, chiudiamo con i loro coperchi e lasciamo freddare. Per sicurezza io consiglio di fare la seconda sterilizzazione avendo meno zucchero del previsto. Immergiamo i vasetti in una pentola, proteggiamoli per evitare rotture con degli strofinacci da cucina copriamo con acqua fredda e mettiamo a bollire. Dall’inizio del bollore devono passare almeno una mezz’ora. Spegniamo il gas e lasciamo freddare i vasetti che toglieremo, li asciughiamo e li conserviamo in dispensa.

La marmellata di mele cotogne può essere arricchita con le spezie ed un goccio di liquore al profumo di anici tipo il nostro famoso Varnelli o l’anisetta. Le spezie le facciamo cuocere insieme alle mele e il Varnelli o l’anisetta lo aggiungiamo a fine cottura. La marmellata preparata in questo modo è particolarmente indicata per gustare in un dolce fresco insieme ad una buona ricotta o alla crema di cioccolato fondente. Provate a fare una zuppa inglese diversa mettendo pan di Spagna bagnata di Varnelli, marmellata di mele cotogne mescolata alla ricotta ed uno strato di crema al cioccolato fondente profumata sempre col Varnelli. È una ricetta piacevolissima!

La marmellata di mele cotogne è pronta da gustare e da regalare a Natale! ❤️

Buona vita, buona marmellata di mele cotogne e a presto ❤️

Crostata con farina integrale e marmellata di mele cotogne alla vaniglia

Una serata di ottobre che sembra un nuovo inizio per noi.

Bisognerebbe scrivere molto per quanto va succedendo nella nostra vita, per ora lascerò tutte le pagine bianche. Vedremo il seguito della storia senza perdere la speranza!

Stasera vi racconto la crostata fatta oggi per addolcire questo inizio di ottobre e cercare di superare le ansie e le paure attuali.

La crostata con anche farina integrale ha una deliziosa marmellata di mele cotogne e vaniglia, profuma di rose, è di un colore rosa molto delicato, la pasta frolla con anche farina integrale ha poco zucchero e il burro che insieme all’olio di girasole sempre in quantità esigua rende l’impasto friabile.

Passiamo agli ingredienti

200 grammi di farina 0

100 grammi di farina integrale

100 grammi di zucchero di canna

Due uova di galline felici

60 grammi di burro

30 grammi di olio di girasole

Alcune gocce di estratto di vaniglia o semi di vaniglia

Marmellata di mele cotogne un vasetto di 250 grammi

Preparazione

Nella ciotola della planetaria o o sopra la spianatoia lavoriamo il burro e l’olio di girasole con lo zucchero fino ad ottenere una crema, uniamo i semi di vaniglia o le gocce, le uova, lasciamo amalgamare e aggiungiamo le farine. Togliamo l’impasto dalla ciotola e impastiamo la frolla per alcuni minuti. Schiacciamo con le mani e mettiamo a riposare in frigo per un’ora o due ore.

Riprendiamo la pasta, la stendiamo sottilmente con il matterello sopra un foglio di carta forno, la sistemiamo nello stampo di 26 centimetri, buchiamo con la forchetta e versiamo la marmellata di mele cotogne. Decoriamo con la pasta avanzata facendo o le solite strisce o con le foglie di edera e di alloro appoggiate sopra la pasta che taglieremo con un coltellino appuntito. Mettiamo a cuocere a 170/180 gradi per 25/30 minuti. Come sappiamo dobbiamo regolarci con il proprio forno perché ognuno ha una cottura diversa.

Lasciamo raffreddare la crostata e appoggiamola sopra un bel piatto da portata.

Intanto vi auguro una serena notte e che Dio ci protegga!

Buona vita, buona crostata di farina integrale con marmellata di mele cotogne ❤️

marmellata di mele cotogne