Trancio budino di mele e mandorle allo yogurt greco

Tante mele ogni anno, ad agosto, tante marmellate e dolci tipici e della nonna. Le torte di mele per me hanno sempre un certo fascino. Non so perché, ma ogni volta che ne vedo in foto mi viene subito la voglia di mangiarne. Mi fanno immaginare una tavola apparecchiata con le tovagliette da the di una volta che pochi ora conoscono perché sono ormai demodé. Una bella teiera e tazzine di porcellana e tanto zucchero a velo cosparso sopra il dolce di mele. Sembra una scena di altri tempi! Ora la colazione è diversa forse più salutare, senza zuccheri, più proteine, magari anche salata. Ma io preferisco quella tradizionale, sono di altra epoca. Non importa, per il tempo che mi resta da vivere, voglio fare a modo mio, non a modo di altri e di moda! Buona e dolce colazione amici!

Questi sono gli ingredienti per il trancio budino alle mele, mandorle e yogurt greco, vi servono una ciotola e una frusta.

1 bella mela che tagliamo a cubetti e la spruzziamo con il succo del limone

2 uova di gallina felice ( ma sarà vero?)

60 gr di olio di girasole o d’oliva leggero

100 gr di farina 0 bio

200 gr di yogurt greco bianco

80 gr di zucchero semolato o di canna

Una manciata di mandorle con la buccia lavate e tenute a bagno per una notte, poi sciacquate

Cannella q b

Un cucchiaio di lievito bio per dolci

Preparazione

Lavoriamo lo yogurt bianco, l’olio, lo zucchero e le uova con la frusta, cercando di amalgamare bene il composto. Uniamo la farina, la cannella ed il lievito setacciati, le mele e le mandorle a pezzetti e infarinati. Versiamo in uno stampo da plumcake foderato di carta forno e mettiamo a cuocere a 160 per 45/50 minuti. Facciamo la prova dello stecchino che deve uscire asciutto. Sforniamo e lasciamo che si raffreddi dentro lo stampo. Prima di gustarlo spolveriamo di zucchero e cannella.

Buona vita, Buon trancio budino di mele e mandorle.

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10 agosto

Auguri a mio figlio

Caldo da morire, cosa cucino per festeggiare semplicemente il compleanno mio figlio? Non lo so, mente confusa e andatura zoppicante. Sta andando troppo alla lunga la guarigione del mio piede. Col caldo diventa un macigno, stare in piedi è una fatica immensa. Cerco di cucinare qualcosa che non mi renda difficile l’organizzazione della cena perché vorrei poter stare insieme ai miei cari senza assenze lunghe per piatti che richiedano una preparazione attenta e istantanea. Allora cosa fare? Verdure appena raccolte dal nostro sconbinato orto frutteto, appena scottate e farcite. Prendo carote, zucchine, bietole rosse, le nostre mele acerbe, le lascio gratinare sul piatto crisp per pochi minuti, gli esperti dicono che i cibi troppo cotti sviluppano acrilammide una sostanza cancerogena, intanto prendo del petto di pollo felice, lo sa solo lui se lo è veramente, lo taglio a fette e le allargo per bene sopra carta forno, aggiungo sale, olio extravergine d’oliva, una spruzzata di aceto balsamico di Modena, delle fette di emmental, le verdure grigliate, timo, maggiorana, erba cipollina. Chiudo per bene arrotolando le fette di pollo con tutto il ripieno cercando di farne un bel rotolo. Sigillo a caramella con lo spago da cucina, lo adagio dentro uno stampo da plumcakee con un giro di olioextravergine d’oliva, metto in forno caldo a 180 gr, per poco più di un’ora girandolo due tre volte. La carta si presenta leggermente dorata perché il rollè non mi piace bruciacchiato. Una volta cotto, taglio lo spago e tolgo la carta forno. All’ora di cena taglio a fette e condisco con olio, aceto balsamico e limone con tante erbe aromatiche. Decoro con pomodorini e carote glassate sempre nel piatto crisp. E per antipasto delle fettine del nostro pane naturale con crema di melanzane, carote e mandorle. Come si fanno? Io col microonde faccio di tutto. Metto le melanzane e le carote a fettine dentro una pirofila con un filo di acqua, chiudo con un altro piatto e lascio cuocere fino a quando si presentano morbide. Le frullo col sale, olio e mandorle con la buccia che prima lascio a bagno per una notte cambiando acqua sera e mattina. Spalmo la crema sulle fette di pane tostato, decoro con peperoni e peperoncini a filetti. Altre bruschette con pane emmental, taleggio passato in forno e i fichi e mandorle messi sopra all’ultimo momento. Ed ancora dei peperoni sempre leggermente passati al forno e farciti con una crema di carote, tonno e alici sott’olio. Peperoni ripieni di un misto di melone, pecorino, rucola e per base una fetta di melanzana. Fiori di zucchine ripieni e cestini di pane al burro con melone taleggio e pistacchi, pomodorini mozzarella e basilico. Preparo il primo piatto, tagliatelle con funghi e crema di mozzarella. Il dolce? Le more ed i mirtilli raccolti finiscono nella crema di yogurt greco e formaggio e sopra una base di cioccolato fondente nero e nocciole per una cheesecake gradevole e fresca. Racconto la cena cominciando dal secondo piatto, antipasto, primo piatto e dolce. Tutto un po’ al rovescio come sono io. C’è un po’ di disagio per il troppo caldo del porticato, purtroppo fuori da noi è impossibile starci per le maledette zanzare che ci divorano. Per una volta la tavola è apparecchiata con piatti ed il resto di plastica perché la fatica per me è per ora……una grande fatica! Come è andata è andata. L’essenziale è vivere per chi si è messo al mondo. Il resto non conta! La vita è adesso!

Auguri a mio figlio!

Torta di ricotta con fave tostate di cacao e cioccolato fondente nero

Agosto mese caldissimo e di compleanni. Ogni volta oltre alla momentanea gioia, affiorano insieme ai ricordi, tristezza e nostalgia per il tempo passato tanto velocemente. Ho sempre cercato di preparare tutto da sola per la mia famiglia, pensando di far cose sane e buone per la crescita dei miei tre figli. Questo è un dolce che piaceva molto ai miei ex bimbi. Buono, morbido e cioccolatoso. Unica aggiunta sono le fave tostate di cacao che allora non esistevano! Si lavorano 300 gr di ricotta con 150 gr di zucchero, io ho messo eritritolo, aggiungendo tre uova, alternando 300 gr di farina con una bustina di lievito per dolci setacciati, mescolando bene, unire 100 gr di burro fuso ma non caldo un po’ di arancello o rum, le fave tostate di cacao grattugiate ed infine bei pezzi di cioccolato fondente nero infarinato. Cuocere a 180 gr per circa un’ora. Mangiare e gustare.
Buona serata!
#agosto #compleanno #ricordideltempopassato #tristezza #nostalgia #exbimbi #tortadiricotta

Il lonzino di fichi secchi, dolce tradizionale maceratese

Dolce tradizionale maceratese di fine estate da gustare a Natale

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Ricetta!!!
C’è un detto popolare che dice: la nebbia fa maturare i fichi:ed un altro ” a settembre l’ua è fatta e li fichi pénne”, ( a settembre l’uva e i fichi maturano insieme). Questo è il periodo dove si raccolgono i fichi verdi cori e i rosso nerastri…Fichi del diavolo.

“Li fichi de Recanati”, erano i migliori e gli abitanti dei centri vicini sfottevano i recanatesi, con il detto” se non fosse per i frutti dei fichi, i recanatesi sarebbero tutti distrutti”

Torniamo al lonzino.

I fichi devono essere essiccati al sole, infilati con uno spago. Ora noi…..dell’era moderna, usiamo l’essiccatore o il forno tradizionale a bassa temperatura o quello a microonde….. non mi mandate a quel paese…..sono ancora qui dopo tanto tempo che lo uso.

Ci vogliono fichi secchi, foglie di fico lavate ed asciugate, nocciole, pinoli, mandorle, buccia di limone e di arancia e se piacciono, semi…

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Polvere di pomodoro! 

Ora o mai più

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Non è certamente l’ora dei pomodori maturati al sole e nemmeno il tempo per preparare la passata. Se Dio vuole arriverà l’estate quando tutti i prodotti della terra, saranno pronti per essere trasformati in conserve per la stagione del freddo. Una semplice azione è quella di adoperare gli scarti dei pomodori, quelli giornalieri che si usano nei sughi e quelli della passata che verrà conservata in bottiglia. Basta farli seccare in forno, io usato il microonde, ma si può usare quello normale, a bassa temperatura, o in essiccatore o al sole coperti da una retina. In quest’ultimo caso, bisogna ritirarli la sera per evitare che si formino muffe. Una volta essiccati basta frullare in un buon frullatore o nell’omeogenizzatore, per capire quello di una volta che si usava per i bambini. Bisogna poi farli asciugare bene in carta forno e sistemare in sacchettini ed in congelatore. In questo modo conserveranno…

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Marmellata di pesche alla grappa di mirtilli

L’ennesima marmellata di pesche questa volta profumata dalla grappa di mirtilli comprata a Bassano del Grappa ma che potete preparare anche voi mettendo dei mirtilli schiacciati dentro una buona grappa e lasciare in infusione per 70 giorni. Scuotere ogni tanto e passato il tempo, filtrare e imbottigliare degustando dopo un mese.

Ricetta della marmellata di pesche e grappa

Ingredienti

Un kl di pesche sode e zuccherine

450 gr di zucchero semolato o di canna tanto secondo gli esperti sempre di zucchero si tratta

Succo di un limone

Vaniglia

Un bicchierino di grappa ai mirtilli

Preparazione

Laviamo le pesche se ci piace possiamo togliere la buccia, io non lo faccio, eliminiamo i noccioli che terremo da parte per fare il persichello, le tagliamo a pezzettini, le mettiamo in una pirofila con il succo di limone, lo zucchero, la vaniglia aperta e la grappa. Copriamo con un piatto e le lasciamo riposare in frigo per una notte. La mattina, tiriamo su le pesche e il loro succo lo metteremo a bollire nella pentola, lasciamo che arrivi a fare le bollicine, uniamo le pesche e mescolando facciamo cuocere fino alla consistenza voluta. A questo punto, la frulliamo ad immersione grossolanamente, o se vi piace più finemente. Come sempre scrivo, mi piace far riposare la marmellata una notte prima di metterla nei vasetti per essere sicura della sua consistenza, nel caso fosse giusta la rimetto sul fuoco e al primo bollore la invaso e la chiudo con i loro coperchi. Se invece risultasse liquida la faccio bollire per alcuni minuti e procedo nell’invasamento. Prima di chiuderli metto ancora un cucchiaino di grappa. I vasetti io lo faccio sterilizzare al forno a 100 gr per alcuni minuti, se poi voglio essere sicura li rimetto a sterilizzare per 30 dall’inizio del bollore. Li lascio freddare e li sistemo in dispensa. La nostra marmellata è ottima da sola, con il pane a colazione o nelle crostate o anche per preparare deliziose coppette di crema mischiandola con ricotta o robiola o mascarpone e aggiungendo mandorle o pezzetti di cioccolato fondente o uvette.

Vi saluto. Buona estate e buon riposo!

Buona vita, buona marmellata di pesche alla grappa di mirtilli.

Marmellata di limoni con fragoline di bosco candite al profumo di fiori di rosmarino e ricetta limoncello

Questa marmellata che scrivo oggi, l’ho preparata molto tempo fa quando ancora mia figlia Serena, non aveva in mente di scrivere questo diario di ricette e tradizioni folcloristiche del nostro piccolo paese e provincia. Aveva scattato la foto solo per piacere, poi piano, piano, sapendo quanto mi piacesse cucinare, si è decisa di scrivere e fare foto per lasciare che un giorno, potesse lei stessa, cimentarsi nelle ricette di casa nostra, della famiglia Natali e Natali. Oggi vi lascio la ricetta di questa profumatissima marmellata di limoni. Potete farla con la buccia o senza. Se scegliete quella senza, le bucce potete servirle per preparare il limoncello. Basta metterle in un litro di alcool puro da cucina a 95 gradi. Lasciare in infusione per poi tempo possibile, un mese o piu. Poi preparare uno sciroppo facendo bollire per 5/6 minuti un litro di acqua con 800 gr di zucchero e bacca di vaniglia, spegnere il fuoco e lasciare freddare. Mescolare lo sciroppo ottenuto con l’alcool e le bucce, lasciare poi a riposare per una settimana. Filtrare con una garza e imbottigliare. Consumare dopo 40 giorni. Ora passiamo alla ricetta della marmellata.

Ingredienti

Un kl. di limoni senza trattamento

500 / 400 di zucchero semolato o di canna integrale

Semi di vaniglia

Alcune fragoline di bosco candite

Fiori di rosmarino q b

3 bicchieri di acqua

Preparazione

Laviamo con uno spazzolino i limoni, togliamo la buccia e teniamo da parte per il limoncello, tagliamo a pezzettini la polpa facendo questa operazione sopra una ciotola per non perdere il succo. Lasciamo riposare per 12 ore. Trascorso il tempo, mettiamo una pentola, l’acqua e lo zucchero a bollire a fuoco dolce, lasciamo sobbollire mescolando, uniamo i limoni con tutto il succo, mescolando spesso per non fare attaccare la marmellata che cuocerà presto essendo ricca di pectina. Poco prima della cottura uniamo i fiori di rosmarino e le fragoline candite, facciamo la prova del piattino versandone una goccia che se risulta giusta come consistenza, potremo invasare subito o aspettare il giorno dopo perché con il riposo, capiremo meglio la cottura. La polpa dei frutti deve risultare lucida e lo sciroppo semi solido. Buona da sola, con pane e burro, con i formaggi o con le creme di yogurt o mascarpone o ricotta. Buona sopra la crostata cotta in bianco, cioè cuocendo prima la pasta frolla per gustare la marmellata così com’è. Preferisco fare le crostate in questo modo evitando una seconda cottura alla marmellata.

Buona vita, buona marmellata di limoni con fragoline candite di bosco e fiori di rosmarino.