Guscio di pesche alla cannella

Un sabato pomeriggio di giugno mentre fuori diluvia e senti il cane abbaiare come se ci fosse una persona inaspettata. Io che mi affaccio per capire cosa ci sia di strano, vedo un ragazzo che accarezza il cane. Non riesco a capire chi è, mi sento confusa, cerco di aguzzare lo sguardo e riconosco mio figlio Maurizio che non vedo da più di un mese. Apro la porta del porticato e corro verso di lui, per abbracciarlo forte. Mammina mia mi dice! : però per essere una vecchietta, sei sempre bella:! Mi commuovo….ma voi che dite bisogna credere ad un figlio che dice così??? Entriamo in cucina e mi dice:”ma non c’è quel dolce della foto che hai messo nel post”? Purtroppo no, è stato divorato dal resto della famiglia. Ma io non mi perdo d’animo in cucina, riesco quasi sempre a preparare anche con poco tempo un pranzo completo. E allora che può fare una povera mamma davanti alla richiesta di un figlio che chiede qualcosa di buono da mangiare? Si mette all’opera e pensa…..cerca di mettere insieme alcuni ingredienti per poter realizzare il desiderio. Ecco che, deve fare del tutto per far sì che nel dolce non ci sia tanto zucchero, non sia con troppe calorie, questo è un figlio che ha capito che troppo di tutto, bene non fa alla salute. Ci riuscirà? Penso proprio di sì! Con questa torta crostata, poco zucchero e senza uova nel guscio. Noi mangiamo tante uova a casa, allora da qualche parte posso non usarle! Una purea di pesche crude e senza zucchero e la cannella che le conferisce un sapore ed un sapore sublime. Proviamo a farla…….andiamo in cucina!

Ingredienti

500 gr di pesche belle e sode

100 gr di zucchero integrale di canna

200 gr di farina per dolci

50 gr di fecola

60 gr di burro + 20 di olio di mais o girasole

3/4 cucchiai di latte intero o di altro tipo

Una manciata di mandorle a filetti

Cannella q b.

Un cucchiaino di lievito in polvere bio per dolci

Succo di mezzo limone

Preparazione

Laviamo le pesche, le spacchiamo, le tagliamo a pezzetti lasciandone da parte alcune a fettine circa una trentina, per decorare la torta crostata, dobbiamo regolarci per la quantità che deve ricoprire l’intera superficie del dolce steso in uno stampo di cm 26. Mettiamo a cuocere le fettine in un pentolino con il succo del limone e 4 cucchiai di zucchero fino a quando si presentano morbide. Il resto delle pesche le faremo frullare in un frullatore con un filo di acqua e la cannella. Lavoriamo con le mani la farina, la fecola e il lievito insieme al burro morbido e all’olio. Prima che l’impasto sia compatto, uniamo il restante zucchero, il latte quanto basta per ottenere una pasta morbida. Stendiamo la pasta col matterello che metteremo sopra uno stampo foderato di carta forno, versiamo la purea di pesche, le mandorle e a raggiera le fettine delle pesche cotte. Ripieghiamo i bordi della torta crostata cospargendo le mandorle tagliate sottilmente. Mettiamo a cuocere a 180 gr. 35/40 minuti fino a quando risulta bella dorata. Dal profumo sentiremo che il dolce è cotto. Può essere che ci voglia qualche minuto in più o in meno. Dipende dal vostro forno. Il mio cuoce più di un altro e devo sempre tenere la temperatura più bassa.

Buona vita, buon guscio di pesche alla cannella.

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Crostata buona di albicocche e pistacchi di Bronte senza zucchero

A forza di sentire parlare di quanto faccia male lo zucchero e di tutto ciò che gira intorno a questa polvere che rende dolce il palato e la vita, mi sono messa a sperimentare dolci cercando altre soluzioni. Ne parlavo col mio dentista molto attento alla salute dei nostri denti e anch’esso ghiotto come me. Mi ha consigliato di usare un dolcificante a 0 calorie e senza controindicazioni particolari, l’eritritolo. Si può usare oltre che nei dolci, nelle bevande, nei gelati o dove si vuole. Per rendere ancora più sane le nostre ghiottonerie, i nutrizionisti raccomandano di usare le farine integrali o di legumi, oppure la solita farina 00 con l’aggiunta di inulina una polvere bianca estratta dalla cicoria o da altri tuberi. È inodore e insapore, rende cremose le salse dandoci la possibilità di usare pochi grassi. In rete ci sono molte informazioni su questo prodotto che ci consentono di studiare e capire cos’è e quanto e come si può usare. Io l’ho sperimentato nelle “marmellate” senza zucchero e nel gelato di frutta insieme allo yogurt bianco greco. Io non sono un’esperta però cerco di preparare buone cose in famiglia. Seguo chi studia alimentazione, sperimenta e consiglia come si può ottenere un sano e giusto stile di vita insieme ad una attività fisica. Per quest’ultima, forse ho un po’ di pigrizia a metterla in atto! Me ne rendo conto! Arriviamo a descrivere la crostata buona di albicocche e pistacchi di Bronte, ha tutti e due questi prodotti, niente zucchero e le fibre che fanno bene al nostro intestino apportate dall’inulina. Non ha la solita marmellata ma una purea di frutta fresca e basta. Approfittiamo della frutta bella e saporita dell’estate per preparare le marmellate a freddo. Sono semplicemente frutta a pezzi o a purea da usare così pure nelle crostate. Cuoceranno insieme e potremo evitare del tutto lo zucchero.

Questi sono gli ingredienti!

Per la base

250 gr di farina 00

20 inulina

40 eritritolo

30 burro

30 gr di olio di girasole ( il burro e l’olio di girasole insieme rendono più croccante la base del dolce)

Un cucchiaino di lievito per dolci bio

Tre o quattro cucchiai di latte

Per la superficie della crostata

400 gr di albicocche belle e sode

Un cucchiaino di maizena

Il succo di mezzo limone

Una manciata di pistacchi di Bronte o mandorle o nocciole frullati grossolanamente

Preparazione

Laviamo le albicocche, le tagliamole a pezzetti, mettiamole in un frullatore con il succo del limone, il cucchiaino di maizena e lasciamo che diventi una purea, se occorre possiamo aggiungere altro succo di limone o poca acqua.

Setacciamo la farina insieme al lievito, uniamo l’inulina, il burro morbido e l’olio lavorando con le mani, prima che l’impasto sia compatto uniamo l’eritritolo ed il latte quanto basta per ottenere una consistenza morbida. Stendiamo la pasta con il matterello e ricopriamo con essa una teglia di 26 cm. foderata di carta forno, versiamo la purea di albicocche e i pistacchi frullati; decoriamo con le strisce di pasta e ripieghiamo i bordi. Mettiamo in forno statico a 180 gr. lasciando cuocere per 30 / 35 minuti. La crostata deve risultare dorata. Appena sarà fredda appoggiamola sopra un bel piatto e decoriamo a piacere con le albicocche.

Buona vita, buona e sana crostata di albicocche e pistacchi di Bronte!

Marmellata di fragole senza zucchero con inulina

La mia passione per le marmellate fatte a casa, penso ormai sia risaputa. Praticamente ogni frutta e verdura si trova finita in un barattolo un’altra mia mania. Barattoli ovunque, nelle mensole, nelle credenze e in frigo. Ognuno ha una etichetta di farina e fiore, con il nome della preparazione. Bene, bene……anzi male per me che mi costringe a lavorare di più per mantenere bello e pulito ogni barattolo. Ora è tempo di frutta estiva bella e colorata, allora faccio prove su prove per poter cercare di eliminare un del famigerato zucchero sostituito da una mela per una dolcezza naturale e da inulina una polvere magica estratta dalla cicoria. È insapore e inodore e da una cremosità alla marmellata senza zucchero. Questa è soltanto una prova, ma direi che potrà andare bene per fare una bella scorta di marmellata con la frutta che ci piace.

Unico inconveniente è di armarsi di pazienza perché la marmellata una volta invasata nei barattolini sterilizzati prima, bisogna farli bollire per 30 minuti per una sicura conservazione. Una volta aperta mantenere in frigo e consumare presto. La marmellata fatta in questo modo può essere usata oltre che nel solito modo, sul pane, nelle crostate o nello yogurt bianco greco congelato ottenendo così un cremoso gelato. Si potrà usare nelle creme di formaggio spalmabile per la cheesecake o per farcire torte.

Ingredienti

200 fragole.

Mezza mela

In succo di mezzo limone

Un cucchiaino di inulina

Una tazzina da caffè di acqua

Vaniglia

Preparazione

Frulliamo la mela insieme all’acqua ed alcune gocce del limone, mettiamo in una pentolina le fragole tagliate a pezzetti, il succo del limone rimasto, il frullato di mela, il cucchiaino di inulina, la vaniglia, iniziamo a cuocere piano piano, mescolando spesso. Appena tutto è morbido frulliamo ad immersione, finiamo di cuocere fino a quando otterremo una crema di fragole. Invasiamo e chiudiamo con il coperchio. Questa quantità è servita per la prova. Se ne faremo una certa quantità ricordiamo di sterilizzare i vasetti per 30 minuti. Il risultato è quello della foto.

Provate e se vi va fatemi sapere.

Buona vita, buona “marmellata di fragole senza zucchero “!

Clafoutis al limone e ciliegie

Oggi 2 giugno è festa della Repubblica, però per noi è il compleanno di mio padre che starà festeggiando in cielo con mia madre. Pensate che aveva 95 anni, lucido ma con le gambe fragili. Lui ha lavorato tanto, era abile in tutto, sia nel lavoro che per i bisogni di noi cinque figli e del paese. Alla fine il colpo di grazia con la morte della mamma che lui amava tanto. Mancava poco per festeggiare i 69 anni di matrimonio! Questo è il clafoutis al limone e ciliegie appena raccolte. Auguri babbo, abbraccia la mamma!

Questa è la nostra ricetta, nella quale abbiamo aggiunto il succo e la buccia di un limone per togliere quell’odore di uova che d’estate è molto forte. A noi da molto fastidio specialmente quando si beve ad un bicchiere che emana quel” profumo”. Non so a voi, ma a casa nostra è proprio odiato. Pur usando tutti i mezzi a disposizione, nella stagione calda, c’è poco da fare. Limone, aceto, fondi di caffè, bicarbonato. Non so proprio come risolvere il problema. Comunque un buon deodorante e sgrassante, si ottiene facendo bollire in un barattolo, a microonde, o in pentola, bucce di agrumi, chiodi di garofano, cannella, bacche di ginepro, timo, alloro rosmarino, ed altre erbe aggiungendo alcune gocce di olio essenziale di menta. Credetemi, pulisce e deodora il piano cottura di vetro ceramica ed il lavello senza lavorare troppo di gomito. Con uno straccio bagnato e passato sui pavimenti si ha una fragranza che si spande per tutta la casa. E così risparmiamo oltre che dei soldini, anche in salute perché non c’è nulla di chimico. Bel discorso! Passiamo alla ricetta.

Ingredienti

100 gr di zucchero semolato

500 gr di ciliegie snocciolate

4 cucchiai di limoncello

Il succo e la buccia di un limone

120 gr di farina per dolci

250 gr di latte intero o quello che più vi piace

3 uova di galline felici

Preparazione

Mettiamo le ciliegie snocciolate, in una terrina, uniamo il limoncello, metà dello zucchero, mescoliamo e lasciamo a macerare per un paio di ore.

Imburriamo il fondo e le pareti di uno stampo di cm 24, oppure foderiamo con carta forno, disponiamo le ciliegie sgocciolate del loro liquido, coprendo tutto il fondo. Nel frattempo, lavoriamo con le fruste le uova con l’altra metà di zucchero, uniamo il succo del limone e la sua buccia, lo sciroppo rimasto della macerazione delle ciliegie, la farina setacciata, alternandola con il latte senza mai smettere di mescolare finche avremo un composto omogeneo e senza grumi. Versiamo il tutto nello stampo con il fondo di ciliegie e facciamo cuocere a forno caldo a 160 gr. per quasi 45 minuti. La cottura dipende molto dal forno, io ho cotto a statico che però cuoce molto di più, i 160 gr. corrispondono a 180 gr. di un altro forno. Se ventilato, la temperatura può essere a 160 gr. Comunque il dolce deve risultare dorato e asciutto dentro che verificheremo con lo stecchino. Facciamolo freddare e sistemiamo il clafoutis in un bel piatto. Per decorare prendiamo altre ciliegie snocciolate. spruzzate di limone e se vi piace, aggiungete un cucchiaio di miele, mettiamole a cuocere per poco o nel forno a microonde o in un pentolino. A nostro piacere e gusto, appoggiamole sopra il dolce. Possiamo gustare una fetta di dolce anche con lo yogurt bianco o con la panna montata. A voi la scelta.

Buona vita, buon clafuotis al limone e ciliegie!

Risotto rosa alle ciliegie

La filastrocca di noi bambini.

Ceréscià, ceréscià, me la dai ‘na cerescia, no…..allora te sego la pianta! Giochino fra genitori e pargoli dell’infanzia nel territorio maceratese!

Le prime ciliegie per un brodo rosa ed il risotto con un tocco piccante del pecorino sardo. È forse un sapore arduo, però dopo l’assaggio, conquista il palato!

Per preparare questo risotto facciamo bollire le ciliegie in acqua fredda fino a renderle morbide. Se volete far prima, potete far questo in microonde usando una ciotola di vetro con coperchio. Mettiamo sul gioco una pentola con fondo spesso, facciamola scaldare per bene, uniamo la quantità voluta di riso carnaroli, mescolando facciamolo tostare senza grassi, fino a quando mettendo una mano a contatto sentiamo il calore del riso, saliamo e aggiungiamo a poco a poco, il brodo delle ciliegie, mescolando spesso. Frulliamo nel frullatore le ciliegie del brodo ed uniamo la crema ottenuta al risotto quasi a fine cottura, mantechiamo con il burro, uniamo il pecorino sardo grattugiato e serviamo decorando con foglie di ciliegio. Provate questo risotto, se non gradite il pecorino sardo potrete usare la robiola o la ricotta o il taleggio. A voi la scelta!

Buona vita, Buon risotto rosa alle ciliegie!

Marmellata di fiori di lavanda e di violette di prato

Ecco i fiori per voi:

lavanda fragrante, menta, santoreggia, maggiorana, il fiorrancio, che va a letto col sole e con lui si alza, piangendo: questi son fiori di mezza estate, e io penso che si diano a uomini di mezza età.

(William Shakespeare)

Ed io aggiungo che il colore viola delle violette e della lavanda sia il più bello ed elegante! Perché averne timore?

Ingredienti per due vasetti

Una manciata di fiori di lavanda o di violette di prato

100 gr di acqua

400 gr di purea di mele che faremo cuocere coperte di acqua

200 gr di zucchero semolato

Il succo di un limone

Laviamo velocemente i fiori e lasciamoli asciugare sopra un tovagliolo. Mettiamo a sciogliere lo zucchero nell’acqua, portiamo ad ebollizione fino a quando fila, uniamo i fiori pestati e la purea di mele. Facciamo cuocere per 15 minuti, mescolando ogni tanto. Facciamo la prova del piattino e versiamo nei vasetti sterilizzati, chiudiamo con i loro coperchi. Se vogliamo essere più tranquilli sterilizziamo per una ventina di minuti. Riponiamo in dispensa. Questo tipo di marmellata è ottima col pane, sulle crostate cuocendo il fondo prima per assaporare di più il sapore ed il profumo dei fiori. Buona con i formaggi freschi o per decorare una cheesecake alla frutta.

Buona vita e buona marmellata di lavanda e di violette di prato!

Ravioli rosa

La domenica è sacra per noi, anche in cucina si è più ricercati da sempre. Ci ha abituati mia madre che essendo molto credente e praticante, onorava la festività anche nel cibo che preparava per la nostra famiglia numerosa. Lavorava tanto lei, si alzava prestissimo anche la domenica, si recava a messa alle sei, ora anche i sacerdoti si sono impigriti, non se lo sognano nemmeno di dover celebrare la messa a quell’ora! Ma bene, anzi male, sono discorsi e modi e tempi diversi! La pasta all’uovo fresca non mancava mai a pranzo. Le tagliatelle al sugo con il lardo battuto sul “batti lardo”, intriso di unto. Ora farebbe un certo senso. Quel rumore sordo che si ripeteva, dopo il ritorno dalla Chiesa, l’ho bene impresso in mente insieme al profumo del sugo che cuoceva lentamente. Ora tutto questo non c’è più, nemmeno quel “sugo” perché siamo tutti con uno stomaco delicato! Oltre le tagliatelle, mia madre era solita fare i ravioli di ricotta che molto spesso ci veniva donata dai contadini clienti nostri. Erano molto generosi come lo era mia madre che cercava di andare incontro ai loro bisogni passando sopra ai loro debiti che a volte non potevano pagare per le difficoltà che potevano esserci magari dopo una stagione andata a male per le cattive condizioni climatiche. Nella ricotta mia madre, oltre a mettere, il formaggio pecorino, ci aggiungeva un pizzico di zucchero o di cannella, in questo caso il condimento era burro e zucchero.

Questi oggi sono i miei ravioli, rosa per la presenza della barbabietola rossa, che ho fatto cuocere in forno a microonde con pochissima acqua, ho frullato ed ho unito una volta fredda alle uova e farina di semola e farina 0. Nel ripieno ci sono pecorino sardo e pere crude e tagliate a pezzetti, le mie amate melissa ed erba cipollina. Per il condimento, ho tagliato le pere a fettine, messe in padella con olio extravergine d’oliva, un po’ di acqua e lasciate cuocere insieme ad un un cucchiaino di miele ed ho frullato con la melissa. Ho cotto i ravioli in acqua salata, li ho scolati e li ho ripassati in padella con la salsa di pere ed una spolverata di pecorino sardo e melissa per decorare. Buoni, ve lo assicuro, fanno bene al corpo ed all’anima!