Challah

«Parla ai Figli d’Israele, quando voi sarete entrati nel paese dove sto conducendovi e mangerete del pane, ne sottrarrete un’offerta al Signore» (Torah; Num. 15, 18-19).

Challah (חלה plurale Challot) è un panetradizionale ebraico a forma di treccia mangiato in occasione dello Shabbat (e di altre feste, tranne Pesach). Lo Shabbat è il giorno di festa degli ebrei.

E’ questa l’origine della challah, il pane bianco che accompagna lo shabbat e le feste ebraiche. 

Originariamente, e fin quando fu possibile, da questo pane era prelevata la decima che veniva offerta al sacerdote. Oggi che non c’è più il Tempio, si preleva comunque un pezzetto dell’impasto che viene messo da parte, bruciato in forno e non consumato. 
La challah, pane bianco e soffice di gusto leggermente dolce, è una delle componenti essenziali del pasto di sabato. E’ a forma di treccia, e sulla tavola ne sono presenti due, a misura della doppia porzione di manna che Dio elargiva agli israeliti nel deserto alla vigilia del sabato e delle feste. La preparazione di questo pane e il prelevamento dell’offerta dall’impasto, sono esclusiva incombenza femminile.

Fonte: Elena Loewenthal “Gli ebrei questi sconosciuti”

Questo è il giorno della memoria prepariamo anche noi la challah.

Ingredienti

7 g di lievito secco
160 ml di acqua tiepida
1 cucchiaio di miele
80 ml di olio extra vergine d’oliva
2 uova
2 cucchiaini di sale
500 gr di farina di forza tipo Manitoba
Per spennellare
1 uovo o un tuorlo 
1 cucchiaino di miele 
semi di sesamo o di papavero
Preparazione
Sciogliamo il lievito e il miele nell’acqua tipeida. Sul piano di lavoro, o nella ciotola della planetaria mettiamo la farina l’acqua, il miele e il lievito sciolti prima, le uova ed il sale sbattuti a parte, lasciamo impastare tutto insieme fino ad ottenere un impasto morbido. Aggiungiamo l’olio piano piano facendolo assorbire tutto. Proseguiamo a lavorare la pasta e quando si presenta liscia e setosa che si staccherà dalla mani o dalle pareti della ciotola della planetaria mettiamo a lievitare fino al raddoppio coperta da un sacchetto per surgelati dentro il forno spento con la lucetta accesa.

Dividiamo l’impasto in due parti uguali e formiamo la treccia. Sbattiamo l’uovo con il cucchiaino di miele e spennelliamo il composto sulla challah. Se vogliamo spolveriamo con semi di sesamo o di papavero. Mettiamo di nuovo lievitare fino a raddoppiare il volume.

Accendiamo il forno a 180° e mettiamo a cuocere in modalità statica fino a che il pane sarà leggermente brunito. Ci vorranno circa 29/25 minuti.
Spegniamo il forno e lasciamo freddare.
Portiamo in tavola la challah sopra un bel vassoio ed un fiore per decorare!
Non servono parole per ricordare le vittime, lasciamo che il cuore pianga pregando Dio per loro e perché non accada più un orrore simile!

Mai più!

Calcione ovvero calzone ripieno con formaggio brie e pere alla cannella

Come ogni giovedì a casa nostra è pizza, rossa, bianca ripiena di buone cose, formaggio, verdure, tonno e carciofini, è tutto quello che in quel momento mi trovo in casa .

Stasera oltre alla nostra pizza rossa pomodoro e mozzarella che a me non fa per niente bene, ho voluto fare un “calcione”, un calzone ripieno. C’erano le pere appena raccolte e con il formaggio brie l’accostamento era perfetto.

La pizza è stata fatta con la pasta di riporto dell’inverno scorso, praticamente quando c’era il coronavirus, volendo fare la pizza in meno tempo che ci avrebbe voluto con il lievito madre, ho impastato la farina con un minimo di lievito di birra disidratato. Da questo è nata la pasta di riporto. Ho lasciato un 50 grammi di pasta di pizza, con quella sono andata avanti rinfrescandola come si fa con il lievito madre. Ogni volta che la uso, ne prendo la quantità che mi serve ed il resto va in frigo come il lievito madre. La pasta di riporto è molto comoda da usare, non si usa più il lievito di birra disidratato o fresco, e la pizza od il pane risultano oltre che buoni digeribilissimi.

Per il calcione e la pizza ho impastato 600 grammi di farina 0, e una parte integrale con 50 grammi di lievito di riporto ed acqua quanta ne è servita per fare una pasta abbastanza idratata. Ho unito il sale ed un paio cucchiai di olio extravergine di oliva. Ho impastato per amalgamare tutto, ho lasciato ferma la pasta nella ciotola della planetaria, e dopo un quarto d’ora ho fatto delle pieghe in ciotola. Ne ho fatte tre ogni quarto d’ora ed alla fine l’ho lasciata raddoppiare al fresco. Ho ripreso la pasta, l’ho divisa in sei palline, io ho i piatti piccoli, l’ho lavorata, pirlata per tre volte. Infine l’ho stesa con le mani dentro ogni piatto unto ed infarinato di farina di semola rimacinata di grano duro. Ho fatto lievitare e condito. Alcune con il pomodoro ed una ripiena di formaggio brie e pere tagliate a fettine con una spolverata di cannella. Chiuso a calcione e cotto nel cuoci pizza Ariete dove tutto cuoce in pochi minuti come in pizzeria. Il calcione però può essere cotto in forno a 200 gradi per una ventina di minuti più o meno. Questo calcione è buonissimo e molto gustoso più di una pizza Margherita.

Marmellata di pere o mele acerbe alle spezie

Con questo caldo afoso, la frutta soffre di siccità, l’acqua delle irrigazioni non penetra nel terreno per quanto è arida la terra. Le mele e le pere verdi che non maturano cadono in terra. Buttarle mi sembra peccato. Mangiarle acerbe non è possibile. Che farci? Succhi di frutta e marmellata e burro di mele. Sì, questo è una buona preparazione che sostituisce lo zucchero ed i grassi quando vogliamo fare un dolce. Qui la ricetta https://farinaefiore.com/?s=Burro+di+mele+ . Questa marmellata alle spezie è molto buona, piena di sapori e profumi, ottima per i formaggi e per la colazione sopra una buona fetta di pane. Le spezie sono le più diverse, dalla cannella, allo zenzero, all’anice stellato, al macis, alla buccia di arancia.
Le spezie possiamo sceglierle sfuse e poi dosare a nostro gusto. Io ho usato quelle che si vendono in Trentino già dosate e di varie specie.

Quindi se ci cadono mele e pere usiamole, facciamoci la marmellata che nella stagione invernale ci farà ricordare l’estate passata. Non sprechiamo niente su questa terra che sa ancora farci doni unici, preziosi. Il tempo va!

Ingredienti

In chilo di mele o pere

650 grammi di zucchero o 500 grammi

Un limone buccia e succo

Spezie varie noce moscata, chiodi di garofano, buccia d’arancia , cannella, macis, cardamomo, anice stellato zenzero

Un bicchierino di acquavite alle mele o alle pere.

Preparazione

Laviamo la frutta, togliamo i semini, il torsolo, le tagliamo a pezzi e le sistemiamo in una ciotola insieme allo zucchero, alla buccia di limone ed al succo. Lasciamo riposare coperta con la pellicola per una notte.

La mattina, togliamo le mele o le pere, mettiamo il loro succo nella pentola e facciamo cuocere fino al primo bollore, aggiungiamo la frutta e le spezie, quelle tipo chiodi di garofano ed anice stellato messe in un sacchettino di tela leggera, in modo che potremo toglierle a fine cottura. Le altre come la cannella lo zenzero grattugiato li lasciamo liberi. proseguiamo la cottura mescolando e schiumando se ce ne fosse bisogno. Quando vedremo la marmellata raggiungere una giusta consistenza, spegniamo la fiamma. Io vi consiglio di far riposare la marmellata per una notte, in questo modo capiremo se è giusta come consistenza, perché se non lo fosse, potremmo farla addensare sul fuoco o aggiungere un po’ di acqua se fosse troppo densa. A questo punto la invasiamo nei vasetti sterilizzati a microonde e prima di chiuderli, aggiungiamo un cucchiaino di acquavite di mele o di pere o un altro liquore.

Possiamo ripetere la sterilizzazione per maggior sicurezza. Metteremo i vasetti freddi nella pentola, la portiamo a bollore e lasciamo bollire per una ventina di minuti. Spegniamo e lasciamo raffreddare i vasetti che riporremo in dispensa.

Buona vita, buona marmellata di mele o pere alle spezie!❤️

Melanzane e zucchine con prosciutto cotto al forno. Ricetta con le verdure a crudo

Il nostro orto giardino scapigliato comincia a dare i suoi meravigliosi e buoni frutti. Sarà pure scapigliato, brutto, irregolare e pieno di erbacce, a molti che passano da fastidio, ma poi perché farsi i cavoli nostri non lo capisco!!!

Io non mi permetterei mai di giudicare gli altri, ma qui per noi funziona così. E perché qua e perché là e perché non poti e perché non butti via che così lavorerai di meno e perché caro vicino o passante non ti fai i cavoli tuoi?

Sorvoliamo e pensiamo a goderci questo buonissimo piatto che una volta freddo è ancora più buono.

Facciamolo così e non pensiamo più a chi si fa i cavoli nostri!

Prendiamo le melanzane e le zucchine, le laviamo, le tagliamo a fettine sottili, prendiamo una pirofila o un piatto da forno, mettiamo un fio di olio extravergine di oliva, un primo strato di melanzane, sale, passata di pomodoro e parmigiano reggiano, uno strato di prosciutto cotto, uno di zucchine, sale, passata di pomodoro, parmigiano reggiano ed un fio di olio extravergine di oliva, prosciutto cotto e così melanzane e zucchine alternati sempre con passata di pomodoro. Fra uno strato e l’altro mettiamo molte erbe aromatiche tritate finemente. Chiudiamo con le zucchine passata di pomodoro ed un fio di olio extravergine di oliva. Mettiamo a cuocere a 170 gradi per 40/50 minuti. La preparazione deve risultare bella asciutta. Fuori dal forno spolveriamo di parmigiano reggiano e lasciamo freddare perché è più buona.

Un piatto completo di tutto, verdure e proteine!

Buono e semplice come il nostro orto giardino scapigliato ❤️

Buona vita, buone melanzane e zucchine con prosciutto cotto ed erbe aromatiche ❤️

Mini croissant veloci

Non c’era più il pane, nemmeno una briciola, senza, a casa mia non possiamo mangiare. Niente, magari poco ma come accompagnamento alle pietanze, ci deve essere. Era tardi ed il pane naturale stava lievitando, ma ci volevano troppe ore ed allora a mezzogiorno dovevo pensare di fare qualcosa di veloce. Volevo fare le piadine, il pane chapati o il pane naan, ma non ero convinta perché questi pani piatti, non erano adatti per mangiarci un sughetto. Allora eccola l’idea dei mini croissant veloci, morbidi e buoni. Si possono mangiare con formaggio o con la marmellata o la crema di cioccolato. Vediamo come l’ho fatti.

Ho messo nella ciotola della planetaria 200 grammi di farina 00 e 50 grammi di farina integrale, ho unito poco sale, un pizzico di lievito per torte salate pizzaiolo, un po’ di olio extravergine di oliva e latte quanto ne è servito per ottenere un impasto morbido. Ho fatto impastare fino ad amalgamare tutto, ho finito di lavorare sopra la spianatoia e steso con il matterello in una sfoglia sottile. L’ho tagliata a triangoli e chiuso a croissant. Non proprio perfetti ma la fretta era troppa. Ho scaldato il forno a 170 gradi ed ho fatto cuocere per una ventina di minuti. L’ho sfornati e gustati con alcune fettine avanzate di arrosto e di pomodoro. Buoni, veloci e soprattutto pratici.

Sicuramente li rifarò ogni volta che resterò senza pane.

Stasera erano ancora morbidi e buoni.

Buona vita, buoni croissant veloci e buoni ❤️

Marmellata e gelatina di cocomero all’anice stellato e mistrà Varnelli

Questa è la mia ricetta per preparare una buonissima e solare marmellata di cocomero dal colore rosso brillante e con un sapore particolare dato dall’ anice stellato che potete sostituire con un’altra spezia. Ci stanno bene quelle del vin brûlé, cannella, chiodi di garofano, macis, anici semplici e noce moscata. Queste spezie servono per rendere meno stucchevole il sapore dolciastro del cocomero.

Dalle nostre parti marchigiane terrà del liquore Varnelli, nelle caldissime serate d’estate al canto delle cicale, la serata finisce molto spesso con fette di cocomero servito con un goccio di liquore Varnelli. Nella marmellata ci sta proprio bene e la renderà aromatica anche senza nessuna spezia. A voi la scelta.

Questo è il mio modo di farla.

Ingredienti

1 kl di cocomero

750 grammi di zucchero ma possiamo metterne mezzo

Alcune stelle di anice stellato o vaniglia aperta o spezie miste. Liquore Varnelli o simile

Il succo di limone

Preparazione

Puliamo il cocomero dalla buccia, dai semini, se vogliamo possiamo lasciarne qualcuno perché oltre ad ottenere un tocco di croccantezza, dicono gli esperti nutrizionisti che facciano bene e togliamo i filamenti. Tagliamo la polpa a dadini, versiamola dentro uno scolino e lasciamo riposare per un’ora per far perdere l’acqua di vegetazione. Pesiamo la frutta, uniamo lo zucchero nella percentuale di 750 grammi per un chilo, possiamo fare qualcosa di meno, ma io l’ho trovata ottima con questa quantità, versiamo tutto nella pentola e mettiamo a cuocere sul gas dolcemente. Dopo un quarto d’ora uniamo il succo di limone e l’anice stellato, la vaniglia o le altre spezie. Mescoliamo spesso e proseguiamo la cottura sempre possibilmente con la piastra fra la fiamma e la pentola, se non l’abbiamo, mescoliamo spesso per non farla attaccare. Schiumiamo se c’è bisogno. Facciamo la prova del piattino, mettendo un cucchiaino di marmellata sopra che non deve scivolare. Versiamo la marmellata nei vasetti sterilizzati a microonde o al forno, bastano 10 minuti, prima di chiudere con i loro coperchi, uniamo sopra la marmellata, un goccio di Varnelli o di altro liquore ai semi di anice, tipo la Sambuca.

Posiamo fare la seconda sterilizzazione per stare più tranquilli, ma io dico che non serve. Io l’ho ritrovata bella e buona dopo molti anni senza averla fatta sterilizzare. Però fate come vi sentite.

Per la gelatina

Ingredienti

Un kl di cocomero

750 grammi di zucchero

Il succo di limone

Un cucchiaino di agar agar

Un bicchierino di Varnelli

Preparazione

Tagliamo la polpa a dadini e mettiamola a cuocere con il succo di limone, mescolando fino ad ottenere una purea. Versiamola in un tovagliolo a trama larga, lasciando cadere il succo in una ciotola. Strizziamo bene per far uscire tutto senza sprecare niente. Lo pesiamo ed uniamo lo zucchero nella misura di 750/ grammi per un kl. Possiamo anche metterne di meno. Mettiamo a cuocere unendo subito il cucchiaino di addensante, l’agar agar, mescoliamo spesso e portiamo a bollore a fuoco dolce. Dobbiamo avere la temperatura a 85 gradi che possiamo misurare con un termometro da cucina. Se non l’avessimo, appena bolle spegniamo e lasciamo raffreddare per una giornata. Solo allora, possiamo controllare la consistenza della gelatina. Se la troviamo giusta la riscaldiamo e la invasiamo nei vasetti sterilizzati unendo sopra un goccio di Varnelli. Se non abbiamo raggiunto la giusta consistenza, mettiamo un mezzo cucchiaino di agar agar riportando al bollore. Lasciamo sempre raffreddare prima di invasare solo così avremo capito la giusta consistenza della gelatina e poi invasiamo.

Questa non è il dolce siciliano chiamato gelo di cocomero che si mangia col cucchiaino, ma una gelatina che si usa come una qualsiasi di altra frutta, cioè da spalmare per ricoprire una torta, o per mescolare a creme di formaggio tipo una cheesecake o servita con i formaggi.

Vi racconto ora cosa faccio io con la purea del cocomero avanzata per fare la gelatina. Non la butto via, la peso e la verso in un barattolo insieme allo zucchero che deve essere metà del peso della purea unisco metà di alcol a 90 gradi e chiudo. Lascio riposare per un po’ di tempo e poi filtro. In questo modo ho ottenuto un liquore, il cocomerello.

Marmellata di prugne al tè di agrumi e sbriciolata con farina di sesamo

Allora vi racconto che ancora una volta ieri sera prima di un “verdetto”, qui si va avanti a forza di verdetti, ho fatto due pentole di marmellate di prugne, le ho messe a bollire con il succo di limone, ed appena la sua acqua si è asciugata le ho pesate, ho aggiunto lo zucchero meno della metà del peso ricavato dopo la bollitura, le ho rimesse a cuocere una con l’anice stellato, l’altra naturale e nel frattempo data l’ora, ho preso in mano due bustine di infuso di arancia e mandarino da bere prima di andare a dormire. Ma il profumo di agrumi della Bonomelli, mi ha intrigato e l’infuso è finito nella marmellata che stava cuocendo allungando così la cottura per l’aggiunta dell’infuso, una piccola tazza. Risultato? Ottimo, buon sapore e buon profumo di mercatini di Natale! Corro….corro col pensiero e chissà se potrò ancora andare? 😂❤️😘

E per provare la nuova marmellata non potevo non fare una semplice sbriciolata con anche farina di sesamo. Non vi piacerà? Provate!

Per la sbriciolata lavorare 250 grammi di farina e 50 grammi di sesamo macinato con 150 grammi di zucchero, un uovo, unire 110 grammi di burro freddo, vaniglia sale e mezza bustina di lievito per dolci. Fare riposare in frigo per una ventina di minuti poi ricoprire con briciole di frolla, uno stampo foderato di carta forno, versare sopra la marmellata di prugne ed ancora di briciole di pasta frolla al sesamo. Cuocere a 170 gradi per 35/40 minuti. Regolarsi con il proprio forno!

Buona vita, buona marmellata di prugne all’infuso di agrumi e buona sbriciolata ❤️

Strudel di pesche e frutti rossi alle spezie

Non c’è da scrivere nessuna storia, è un momento faticoso e sfogliando le ricette e le foto, in una sera d’estate, ho ritrovato la ricetta di questo strudel di pesche e frutti rossi con le spezie. È buono e profumato come una intensa giornata di autunno quando in casa si comincia ad usare le spezie per una bevanda calda che fa bene al corpo ed all’anima.

Ingredienti e preparazione

Farina 200 grammi, due cucchiai di olio extravergine di oliva, un pizzico di sale ed acqua quanta ne serve per ottenere un impasto liscio e sodo che dovrà riposare alla temperatura ambiente coperto con un canovaccio di cucina.

Stendere la pasta, ricoprire di pane grattugiato, cannella, chiodi di garofano frullati con un cucchiaio di zucchero, unire le pesche a fettine e frutti rossi. Arrotolare e cuocere, spennellare con poca acqua e zucchero e cuocere a calore moderato 160 gradi, per un’ora più o meno. Spolverare di zucchero a velo!

Si possono usare oltre alle pesche, pere, albicocche e ciliegie.

Buonanotte!

Buona vita, buoni strudel di pesche e frutti rossi alle spezie ❤️

Cheesecake con cremoso al cocco e ciliegie sciroppose

Una prima domenica di luglio e combinazione fortunata, è il compleanno di Maurizio il mio secondo figlio. Maurizio non torna a casa spesso per il suo lavoro pieno di impegni, questa volta ha fatto del tutto per essere presente, il tempo passa, noi genitori cominciamo ad avere una certa età e con l’aria che tira, sono sicura che avrà pensato di voler essere presente quest’anno perché “del doman non c’è certezza”, non mi ricordo nemmeno più quanti compleanni ha trascorso lontano da casa. Questo è oggi, domani sarà quel che sarà!

Avendolo saputo soltanto la sera del suo ritorno, mi dono dovuta arrangiare con quello che avevo in casa. Ci sono riuscita come sempre……le idee non mi mancano e so sostituire ingredienti mancanti anche quando una preparazione ne prevede altri. Non c’era la panna e avevo pochi biscotti secchi per fare la cheesecake. Per ovviare a questo, ho usato per fare la base anche un ciambellone che ho frullato con i pochi biscotti ed il cocco.

Ecco come l’ho fatta e quello che ho messo per fare il cremoso.

Per la base ho frullato biscotti cocco e ciambellone, ma voi potete ovviamente non usarlo, l’essenziale è ottenere 250 grammi di briciole da amalgamare a 100 grammi di burro liquefatto. Ho impastato bene tutto dentro uno stampo rotondo di 22 centimetri con cerniera e foderato con la pellicola che ho fatto aderire bene al fondo e alle pareti ungendo con un pezzo di burro, in questo modo si può sfornare bene la torta senza romperla.

Ho compattato bene la base di biscotti e cocco con il fondo di un bicchiere e l’ho messa in frigo per un paio d’ore.

Nel frattempo ho frullato 250 grammi di Filadelfia ma poteva essere anche la robiola, ho unito 250 grammi di ricotta che ho fatto scolare per togliere ogni residuo di acqua, ho unito 125 grammi di yogurt bianco greco ed un cucchiaino di maizena che serve per tenere tutto insieme, quindi niente colla di pesce che rende la crema di formaggio troppo gommosa e tre cucchiai di zucchero a velo e un cucchiaio di cocco. Ho ripreso la base di biscotti e cocco che era in congelatore, ho spalmato un primo strato di crema di formaggio, ho aggiunto le ciliegie sciroppose, per farle basta snocciolarle, metterle in una ciotola con un velo di zucchero a velo e succo di limone e cuocere per alcuni minuti a microonde, oppure le si cuoce in una normale pentola sempre per pochi minuti. Ho ricoperto tutta la cheesecake con l’altra parte di crema di formaggio e l’ho messa in congelatore per tutta la notte e tre ore prima di servirla l’ho messa in frigo. L’ho sformata aprendo la cerniera e con due coltelli l’ho appoggiata sopra un piatto di portata. Solo prima di servirla l’ho decorato con altre ciliegie sciroppose, con il succo lasciato in cottura e la forchetta ho disegnato delle strisce colorate di rosso. Infine ho spolverato con il cocco la superficie.

Se si vogliono sostituire lo yogurt bianco greco e la ricotta si può usare la panna.

Le quantità devono essere le stesse, la panna 250 grammi come la ricotta più 125 grammi di quello dello yogurt bianco greco.

Si può usare qualsiasi frutta come le fragole o le albicocche o le pesche sempre cotte in poco zucchero per evitare che inacidiscano come succede d’estate con la frutta cruda.

Questo dolce è molto buono, ha poco zucchero, si taglia bene e fa la sua figura!

Buona vita, buona cheesecake alle ciliegie sciroppose e cocco e soprattutto auguri a mio figlio Maurizio ❤️❤️❤️

Torta di ciliegie mandorle e cocco

Quante volte ci capita di fare una torta da credenza con inserita la frutta ed una volta cotta, le ciliegie o le pesche o le prugne, sono finite tutte ammucchiate sul fondo. Fa rabbia e soprattutto la torta è brutta da vedere e da presentare.

Abbiamo provato ogni metodo, infarinato la frutta o mettere a congelare la frutta ma senza un ottimo risultato. Ecco invece l’unico metodo infallibile. Preparare la pasta, farla riposare, stenderla e ricoprirla con la frutta, fare un rotolo e rimettere a riposare in frigo in modo che poi si possa tagliare facilmente senza rompersi. Una volta tagliata in pezzi, si posano nello stampo uno accanto all’altro come una catena. Si lascia riposare ancora e si mette a cuocere! Insomma, bisogna metterci un po’ di tempo e di pazienza ed il risultato sarà ottimo.

Gli ingredienti sono questi

700 grammi di ciliegie snocciolate

330 grammi di farina per dolci

100 grammi di mandorle macinate finemente

30 grammi di cocco diviso a metà, una per la pasta e l’altra per il ripieno

200 grammi di zucchero ma io ne ho messo 150 grammi

120 grammi di burro ma può essere 60 grammi di olio extravergine di oliva o di girasole

Una bustina di lievito per dolci

Due uova di galline felici

Poco latte

Sale un pizzico

Preparazione

Dopo aver lavato e snocciolato le ciliegie le tagliamo o a metà o a quarti, setacciamo per due volte la farina con il lievito, mettiamola nella ciotola della planetaria o sopra la spianatoia, uniamo un tuorlo ed un uovo intero, lo zucchero, il burro a pezzetti o l’olio scelto, il pizzico di sale, il cocco e 30 grammi di mandorle, impastiamo bene unendo se c’è bisogno un po’ di latte, dobbiamo ottenere una pasta morbida. Lavoriamola per una decina di minuti e la incartiamo schiacciata sopra la carta forno. Mettiamola a riposare per una mezz’ora in frigo.

Riprendiamo la pasta, la stendiamo con il matterello nello spessore di mezzo centimetro e nella firma rettangolare sopra la carta forno, versiamoci sopra le ciliegie le mandorle tritate, un velo di zucchero ed uno di cocco, arrotoliamo la pasta per formare un rotolo, lo incartiamo e lo mettiamo in frigo per una ventina di minuti in modo che poi possiamo tagliarlo meglio. Riprendiamo il rotolo, lo tagliamo nella lunghezza di sei centimetri che metteremo accomodati in alto in uno stampo a cerniera di 22/24 centimetri di diametro. Il ripieno deve trovarsi in alto. Rimettiamolo un’altra volta in frigo per una ventina di minuti poi subito in forno caldo a 180 gradi per quasi un’ora. Regoliamoci con la cottura provandola con lo stecchino che deve uscire asciutto. La cottura è lunga, non abbiamo fretta a toglierlo prima del tempo.

Lasciamo freddare la torta e serviamola sopra un bel piatto di portata.

Questa ricetta può essere buona per farla con ogni tipo di frutta.

Buona vita, buona torta di ciliegie che non affondano ❤️

Melone mele pere prugne e parmigiano reggiano

Non si può accendere il fornello con questa calura estiva ed allora mettiamo in tavola solo cibi crudi e pieni di vitamine.

Mele, melone, pesche, albicocche, prugne, pere, se ci piacciono pistacchi e noci e scaglie di parmigiano reggiano, un filo di olio extravergine di oliva e succo di limone, basilico ed erbe aromatiche!

Buonissimo e freschissimo!

Buon mese di luglio!

Petriolo e le colline