Orto giardino scapigliato

Scapigliato sì, ma comunque produttivo…..l’ordine è un’altra cosa ma ce lo facciamo star bene lo stesso. Mangiare sano si può, niente prodotti chimici, poco lavoro e avanti così!

Buona vita, buon lavoro nell’orto giardino scapigliato ❤️

Gelatina di Lacrima di Morro d’Alba

In una caldissima giornata di fine agosto, mentre sto pensando dispiaciuta che la stagione delle marmellate quest’anno è stata negativa per la mancanza di frutta di casa, il nostro frutteto ha subito molte variazioni di temperatura riportando danni all’apparato radicale di molte varietà di frutta, faccio il bilancio di quel che sarebbe stata una stagione normale come di solito facendo molti tipi di marmellate, di ciliegie, albicocche, pere, pesche e fichi e pomodori che avrebbero riempito la nostra credenza rossa di “Peppa”.

Niente di tutto questo……veramente mi piange il cuore!

Non ci posso far niente e mi consolo con altre cose da fare.

Quest’anno è la volta delle gelatine, prima quella di rose, di lavanda e di erbe aromatiche. Per la preparazione di queste delizie non c’è bisogno di frutta ma di fiori o erbe aromatiche o anche di vino. Ora mi sono innamorata di quella di un vino particolarmente buono e dolce, come la lacrima di Morro d’Alba. In cantina ci sono un paio di bottiglie non proprio recenti, ne prendo una, la stappo e faccio assaggiare il vino al naso di casa. Lui non sbaglia mai nei sapori e negli odori. Infatti quel vino è ancora buono, non ha perso niente delle sue qualità ed invece di lasciarlo lì ancora chissà per quanto tempo, è meglio usarlo per una fare una deliziosa e morbida gelatina.

Verso il vino in una piccola pentola, calcolo il peso e da qui parto per la preparazione di questa morbida ed omogenea gelatina. Mentre mescolo sulla fiamma del gas, si sprigiona il profumo intenso, vinoso, con forti note di frutti di bosco, caratteristico del vino di Lacrima di Morro, assaggio prima che diventi densa, il suo sapore è ricco, con un retrogusto aspro e acidulo. Buona per accompagnare patè, foie gras, cacciagione, formaggi freschi o stagionati ed erborinati. Buona nella preparazione di dolci freschi cremosi e per ricoprire una cheesecake anche con ripieno di creme alla frutta.

La gelatina di lacrima di Morro è di facile preparazione e veramente dà molta soddisfazione. Bastano pochi minuti ed è pronta. Per addensante ho usato la polvere di agar agar che si estrae da un’alga, ma possiamo usare la pectina tipo fruttapec.

Ingredienti

250 grammi di vino di Lacrima di Morro

75 grammi di zucchero semolato

Meno di un cucchiaino da caffè di agar agar circa tre grammi

Vediamo come si fa.

Mettiamo il vino nella pentola, uniamo lo zucchero e la polvere di agar agar, tutto a freddo, accendiamo il fornello e mescolando di continuo portiamo all’ebollizione. Lasciamo cuocere a fiamma bassa per 6/7 minuti. Dobbiamo vedere in superficie le bollicine del bollore. Spegniamo e lasciamo addensare per una notte. Il giorno dopo, controlliamo prendendo con un cucchiaino un po’ della gelatina, se resterà bella densa, la riscaldiamo e la invasiamo, se invece risultasse troppo morbida, uniamo una puntina di agar agar e riportiamo a bollore. Spegniamo ed invasiamo nei vasetti sterilizzati a microonde, chiudiamo con i loro coperchi e lasciamo freddare. Mettiamo da parte ed usiamola quando vorremo! Noi non abbiamo resistito, l’abbiamo mangiata sopra a delle fettine di formaggio brie e la mattina a colazione semplicemente con il nostro pane naturale!

Provate a farla, vi piacerà molto!

Buona vita, buona gelatina di vino di Lacrima di Morro ❤️

Il forno dei miei nonni Damone e Caterina nell’era di Noè

I miei nonni Damone e Caterina, nell’era di Noè, avevano il forno in paese, lavoravano molto, specialmente lei…..come del resto succede per molte donne, lei si alzava all’alba lasciando brontolare il marito. Il giorno prima, il fornaio “ségnava” chi andava a cuocere il pane. La sera seguente, Biancarosa mia cugina più grande, passava nelle case delle famiglie di quelle già “segnate”, e “commànnava”, cioè ordinava loro di fare il pane per poterlo cuocere la mattina seguente. Io ricordo perfettamente quel pane, a filoni o a pagnotte infarinati e tutti in fila sopra a diversi ripiani di legno disposti sulla parete a destra, più calda ed oscura del forno della salita della chiesa della Madonna del Soccorso. Il pane lievitava al calduccio sotto le coperte militari color marroncino e rigate. I miei nonni e come allora tutti, mai si sarebbero sognati di mettere il pane al fresco. Noi lo facciamo, chi per comodità per i ritmi del tempo moderno, chi perché ha letto e studiato, che il pane viene più buono e più digeribile. Io non lo so, non sono esperta, qualche volta faccio lievitare il pane in frigo specialmente in questi terribili giorni dove la temperatura è altissima da far passare la lievitazione in un batter d’occhio! Questo è il filone, fatto con il lievito madre rinfrescato, e con i tagli fatti appena formato, prima dell’ultima lievitazione. I miei nonni facevano così, segnavano il pane anche con la croce e pazientemente aspettavano la loro crescita. Mai usate parole, pieghe, slap e fold, frigo cottura e via dicendo! Ora va così! Domani, non lo so!

E Damone e Caterina, non facevano a gara a chi faceva il pane con i grossi buchi, loro e tutti quelli di quell’era di Noè, avevano bisogno di mettere davvero qualcosa sotto i denti, altroché storie! A proposito, anche oggi rischiamo di bruciare! Troppa grazia s. Antò!

E come l’ho fatto questo pane?

La mattina verso le 9, ho impastato in una ciotola, 350 grammi di farina 0, 50 grammi di farina Manitoba e 100 grammi di farina integrale con 350 grammi di acqua, può essere anche qualche grammo in più o in meno, ho unito 50 grammi di lievito madre rinfrescato ed un cucchiaino di miele ed un po’ di sale. L’ho mescolato con una spatola e poi con le mani per sentire la consistenza dell’impasto, non deve essere né troppo morbido né troppo duro. Ho chiuso la ciotola in un sacchetto di plastica per surgelati e messo in frigo fino alle 18 di sera.

Ho tirato fuori la pasta ed ho lasciato a temperatura ambiente fino al raddoppio. Ci vuole pazienza per fare il pane buono! Al raddoppio ho fatto una piega in ciotola, tirando su un lembo di pasta e girato per tutta la circonferenza sempre allungando la pasta per dar forza al glutine e ripiegando al centro.

Questa piega in ciotola l’ho fatta per tre volte ogni quarto d’ora. Con questo caldo, il tempo di riposo fra una piega e l’altra si accorcia. Con una temperatura più bassa, avrei dovuto fare una piega ogni mezz’ora. Al raddoppio e con la presenza delle bollicine, ho piegato la pasta in tre parti come si fa con un fazzoletto.

Da destra a sinistra e ripiegato prendendo la parte davanti a me per chiudere all’altra finale e formare definitamente il filone che ho messo a lievitare sopra una lastra con carta forno, per quasi un’ora, con un coltello ho fatto tre tagli e a lievitazione avvenuta ho messo a cuocere in forno caldo statico a 200 gradi, dopo 5 minuti ho abbassato a 180 ed ancora, poi 160 gradi fino a 140 per un totale di quasi un’ora. Gli ultimi 10 minuti ho portato il forno alla funzione ventilata lasciando il forno con lo sportello a spiffero mettendo una pallina di alluminio arrotolato.

Ho tolto il pane e messo ad asciugare sopra una grata!

Il pane dopo un giorno può seccarsi a causa del caldo, io lo mantengo in frigo dentro un sacchetto di stoffa. Lo scaldo poco prima di essere mangiato.

Il pane fatto in casa è decisamente più buono e sano di quello che si compra. Spesso quel pane ha grassi ed additivi non proprio salutari. Quindi se abbiamo tempo, usiamolo per farlo anche usando poco ma molto poco, lievito di birra!

Ringrazio i miei nonni Damone e Caterina per avermi lasciato “la dote”! Una dote preziosa più dell’oro.

Buona vita, buon pane fatto in casa ❤️🙏

L’impasto deve essere così.

Ciambellone e tramonto petriolese

Caldo……caldo……tu non dormi, sudi più di sette camicie, vai a fare un’altra doccia, ti senti più fresca e ti ricordi che per la colazione dolce mattutina, non hai più un cavolo da sgranocchiare con il latte. Ma credi che sia proprio una pazzia metterti a fare un dolce alle sei di pomeriggio di metà agosto. In fondo potresti lasciar perdere ed andare a prendere un filo d’aria!!!!! Ma quale aria???? Quella calda ed afosa che non ti fa nemmeno respirare!

Sei molto pensierosa, più del solito. Verso la metà di agosto, ti capita sempre di cadere nella tristezza più forte, hai nella mente sempre molti ricordi. I tuoi amati genitori, la tua infanzia, la tua spensieratezza di ragazza, la tua nuova vita ed i tuoi figli!!!! Loro ti stanno sempre attaccati non solo nel cuore, in ogni cellula di te!

L’unica cosa che ti fa star meglio è occuparti della cucina. Lasci che il caldo faccia quel che sa fare e ti ricordi che nel frigo hai della panna hoplà avanzata. Avevi fatto la cheesecake per i compleanni dei tuoi figli. Ora, o la butti o la usi ma non per un dolce freddo ma per un ciambellone da mangiare a colazione.

Metti tutto quel che serve sopra al piano di lavoro.

Le uova di galline felici, lo zucchero poco, perché la panna hoplà è già zuccherata, la vaniglia, la panna, l’olio di girasole, farina e maizena, cocco, lievito per dolci, baci perugina che se no li usi al più presto, finirebbero male. Che manca? Niente credo.

Monti 4 uova con 70 grammi di zucchero fino a sbiancare, unisci la panna hoplà, i semi di vaniglia o se vuoi la vanillina, non morirai per questo aroma chimico, parola del grande Bressanini chimico di quartiere, continui a lavorare ed unisci 40 grammi di olio di girasole, poco, non serve di più ed una fialetta di aroma di mandorle, se non ce l’hai metti alcune gocce di liquore amaretto di Saronno. Continui a mescolare delicatamente ed unisci 20 grammi di farina di cocco, 80 grammi di maizena con 200 grammi di farina 00 ed una bustina di lievito per dolci, questi due setacciati. Lasciane un cucchiaio per mescolarli a 5 cioccolatini di baci perugina tritati ed mettili alla fine. Se non hai i cioccolatini, metti scaglie di cioccolato fondente. Continui a mescolare e versi tutto nello stampo del ciambellone unto e spolverato di cocco. Cuoci in forno ventilato a 170 gradi per 30/35 minuti. Dal profumo del dolce, capisci che è pronto di cottura. Spegni il forno, lascialo raffreddare e se ti capita di ammirare un bel tramonto dorato, porti il tuo dolce sul luogo bello e benedetto e fagli la foto. Se sei una fotografa, sarai fortunata e fai un capolavoro, se non lo sei come me, non fartene una pena, la foto sarà bella ai tuoi occhi! Il resto lascialo passare come il caldo di metà agosto!

Buona vita, buon ciambellone al tramonto petriolese ❤️

Questa è la vita, nemmeno un capello della tua testa sarà perduto!

Dio vi benedica ❤️

Lasagne di pane

Caldo che più caldo non si può. Niente fornello acceso, ma qualcosa dobbiamo mettere in tavola. Niente pasta, né riso né legumi né…….ci pensiamo un po’…..che facciamo? È l’ora di pranzo, potremmo fare solo due pomodori in insalata mescolati con peperoni e cetrioli. Non ci va proprio questo piatto. Intanto sfidando il caldo abbiamo impastato pizza e pane. Da qui ci viene una bella idea. Prediamo il pane, oh che bello e buon piatto facciamo!

Mettiamo tutto quel che serve sopra il piano di lavoro, pane, olio extravergine di oliva, parmigiano reggiano, la ricotta, facciamo un passo fuori e sotto il porticato, raccogliamo tutte le nostre erbe aromatiche. Timo, maggiorana, menta, erba cipollina, basilico, santoreggia e rosmarino. Rientriamo in casa, laviamo le erbe aromatiche, le battiamo tutte finemente con il coltellaccio…..molto vecchio e rattoppato, non buttiamo via mai i nostri cimeli di casa.

Andiamo avanti, ma secondo voi che stiamo facendo? Un bel piatto di lasagne con il pane.

Riprendiamo il pane, lo tagliamo sottile sottile, lo mettiamo nella pirofila unta di olio extravergine di oliva, un po’ di sale, un po’ di erbe aromatiche, uno strato di ricotta, un po’ di sale, una spolverata di parmigiano reggiano ed uno strato di zucchine tagliate sottili sottili, un filo di olio extravergine di, un’altra spolverata di parmigiano reggiano e via strato dopo strato, finiamo con l’ultimo di zucchine e di fettine di pane. Un altro giro di olio extravergine di e via subito in forno caldo a 180 gradi per 30/35 minuti più o meno. Prima di spegnere il forno, mettiamoci sopra scaglie di parmigiano e semi di sesamo!

Abbiamo finito, portiamolo in tavola! Questo buon piatto è completo, c’è tutto! A noi è bastato, qualcuno ha mangiato una bella insalata per completare il pranzo.

Non ci pare che ci sia voluto tanto tempo, e non ci sono ingredienti difficili da trovare. Il pane in casa non manca e nemmeno le verdure di stagione!

Buon proseguimento d’estate e a presto!

Buona vita, buone lasagne di pane ❤️

Cheesecake ai mirtilli senza colla di pesce

Come passa il tempo!!!

Un altro anno è passato, un altro anno in più per il primogenito che oggi compie un altro anno!

Resto muta ed incredula per come siano volati gli anni della nostra vita! Piangere o ridere? Tutte e due, ormai siamo una famiglia “invecchiata”!

Comunque sia andata, ringraziamo Dio per averci fatto crescere anche con mille difficoltà come per tutti. Abbiamo mantenuto una buona salute nel tempo, malattie e cadute e rialzi. Infine anche il brutto periodo di coronavirus, prima la reclusione poi a quanto sentiamo, sempre in sua malefica compagnia.

Siamo nel pieno dell’estate, abbiamo passato un tempo frenetico per i preparativi del matrimonio di Serena ed Umberto, non c’è tanta voglia di continuare a correre, quindi niente feste e conseguenti pranzi. La famiglia comincia a perdere pezzi com’è giusto che sia, allora una cenetta senza pretese e per chiudere la nostra solita torta che piace a tutti in questo caldissimo periodo. La cheesecake cremosa con i mirtilli senza colla di pesce. Buona, fresca e soprattutto bella.

Come l’ho fatta ve lo racconto ora!

Ingredienti

250 grammi di biscotti tipo digestive

70 grammi di burro morbido

Per il cremoso

250 grammi di ricotta o Filadelfia

250 grammi di yogurt bianco greco

150 grammi di latte intero o parzialmente scremato

Tre cucchiai di zucchero a velo

3 grammi di agar agar

Vaniglia alcuni semi

Per la crema di mirtilli

300 grammi di panna di latte o vegetale io ho usato la panna hoplà non moriremo per questo

Se usiamo la panna di latte, dobbiamo mettere 50 grammi di zucchero a velo

100 grammi di mirtilli

100 grammi di mirtilli per decorare

Un cucchiaino di zucchero a velo

Vaniglia alcuni semi o vanillina

Preparazione

Tritiamo nel robot i biscotti con il burro morbido, versiamo il tutto in uno stampo a cerniera di 22 centimetri, dopo aver foderato la base con la pellicola mentre ungiamo le pareti con un po’ di burro per fa sì che poi stacchiamo bene il dolce. Pressiamo bene i biscotti con il fondo di un bicchiere e mettiamo in frigo o nel congelatore.

Mettiamo a scaldare il latte con tre grammi di agar agar. Lasciamo cuocere mescolando di continuo fino al primo bollore. Lasciamo freddare ed intanto lavoriamo lo yogurt bianco greco e la ricotta o la Filadelfia con lo zucchero a velo, uniamo il latte ormai tiepido e mescoliamo per amalgamare tutto. Qui possiamo scegliere di non usare questa polvere addensante, l’agar agar, quindi nemmeno il latte. In questo caso, uniamo un cucchiaino di maizena nelle due creme di formaggio e basta.

Questa seconda soluzione è più facile da preparare quando non abbiamo la polvere di agar agar-agar.

Riprendiamo lo stampo con i biscotti e versiamoci sopra la crema di formaggi. Livelliamo bene la superficie e rimettiamo a congelare.

Quando tutto è ben freddo, lo possiamo tenere tutta la notte, prepariamo la crema di mirtilli. Mettiamo a cuocere per poco tempo a microonde o sul gas 100 grammi di mirtilli con il succo di limone ed il cucchiaino di zucchero a velo. Se lo facciamo a microonde basta pochi secondi. Frulliamo ad immersione e lasciamo freddare.

Montiamo la panna di latte con 50 grammi di zucchero a velo, uniamo piano piano i mirtilli frullati e mescoliamo bene. Se usiamo la panna hoplà non mettiamo lo zucchero perché è già zuccherata. Riprendiamo il dolce e copriamo la superficie con la crema di mirtilli. Mettiamo a congelare e lo tiriamo fuori solo poco tempo prima di servirla. Il dolce meglio che sia ancora ben freddo per poterlo sfilare dallo stampo. Dopo averlo messo sul piatto decoriamo con i restanti mirtilli e zucchero a velo.

Io qui vi presento la foto quando il dolce è già stato consumato in parte, non ho fatto in tempo a fare la foto quando era ancora tutto intero 😂😂😂😂

Questo dolce è sempre molto buono, si può usare qualunque formaggio, mascarpone, robiola o ricotta, si può cambiare frutta o si può fare il cremoso finale unendo il cioccolato fondente sciolto.

Buona vita, buona cheesecake con crema di mirtilli senza colla di pesce ❤️❤️❤️

Meloncello alla vaniglia

Questo liquore fatto con la buccia di melone, è particolarmente buono e profumato. Il tempo per farlo è questo dato il sole caldo che lascia maturare bene i meloni. Cerchiamo di comprarli da un contadino per evitare quelli del supermercato raccolti di solito prima del tempo e quindi acerbi e senza sapore.

La buccia di melone oltre che a farci il liquore, è ottima per farci i canditi. Teniamola quindi da parte che poi vi racconto come usarla. I nostri nonni, la facevano essiccare al sole e poi la facevano bollire nel mosto al tempo della vendemmia.

Ora però è tempo di liquore.

Ci servirà la buccia di melone senza trattamenti, mi raccomando, cercate un contadino che sia sincero e non vi imbrogli.

Ingredienti

La scorza di un melone maturo senza trattamenti

500 cl di acqua

500 cl di alcol a 95 gradi

Una stecca di vaniglia aperta

400 grammi di zucchero

Preparazione

Laviamo bene con una spazzola il melone, la polpa la mangiamo, tagliamo la scorza a pezzetti e la mettiamo in un barattolo a chiusura ermetica con l’alcol e la stecca di vaniglia.

Lasciamo in infusione per 40 giorni.

C’è chi lo lascia in infusione poco tempo, ma non garantisco il risultato.

Passato il tempo, prepariamo lo sciroppo mettendo a bollire l’acqua e lo zucchero per alcuni minuti. Mettiamo lo sciroppo a raffreddare, filtriamo il liquore di melone con un colino o un tovagliolo pulito senza odori, uniamo lo sciroppo e mescoliamo bene. Lasciamo a riposare per un giorno, poi filtriamo ancora per togliere ogni eventuale residuo. Imbottigliamo e tappiamo. Mettiamo in dispensa e gustiamolo dopo due mesi…..se ce la faremo! Però vi consiglio di resistere perché più tempo passa, più il liquore sarà buono.

Io quando lo filtro, rimetto la bacca di vaniglia perché il liquore resta più profumato. Voi fate come vi piace, potete anche toglierla e conservarla nello zucchero che sarà vanigliato.

Il meloncello è ottimo da bere solo, o allungato con acqua fredda per una bibita. È utile per bagnare dolci estivi e non. Provatelo con una cheesecake cremosa ai formaggi e per fare una gelatina con la colla di pesce o polvere di agar agar.

L’estate è nel pieno della sua stagione, godiamocela prima che arrivi qualche altro brutto compagno a rovinarcela!

Buona vita, buon meloncello alla vaniglia ❤️❤️❤️

Peperoncini calabresi ripieni di tonno

Dal nostro orto giardino scapigliato, raccogliamo tanti peperoncini piccanti di varie qualità e di varie intensità di piccantezza. Alcuni come questi piccoli peperoncini calabresi possono essere usati e preparati crudi. Basta lavarli, tagliarli e togliere i loro semi, e riempirli con diverse salse. Questi sono con una salsa di tonno, capperi, alici ed un pizzico di curcuma tutto frullato con alcune gocce di limone ed un po’ di olio extravergine di oliva. Ottimi come antipasti o come secondo piatto, verdure e proteine insieme.

Buona vita, buoni peperoncini calabresi con salsa di tonno ❤️

Estate e piatti freddi e caldissimi per il palato!

Marmellata di pere o mele alle spezie

Con questo caldo afoso, la frutta soffre di siccità, l’acqua delle irrigazioni non penetra nel terreno per quanto è arida la terra. Le mele e le pere verdi che non maturano cadono in terra. Buttarle mi sembra peccato. Mangiarle acerbe non è possibile. Che farci? Succhi di frutta e marmellata e burro di mele. Sì, questo è una buona preparazione che sostituisce lo zucchero ed i grassi quando vogliamo fare un dolce. Qui la ricetta 👉 https://farinaefiore.com/2016/09/24/burro-di-mele/

Questa marmellata alle spezie è molto buona, piena di sapori e profumi, ottima per i formaggi e per la colazione sopra una buona fetta di pane. Le spezie sono le più diverse, dalla cannella, allo zenzero, all’anice stellato, al macis, alla buccia di arancia.
Le spezie possiamo sceglierle sfuse e poi dosare a nostro gusto. Io ho usato quelle che si vendono in Trentino già dosate e di varie specie.

Quindi se ci cadono mele e pere usiamole, facciamoci la marmellata che nella stagione invernale ci farà ricordare l’estate passata. Non sprechiamo niente su questa terra che sa ancora farci doni unici, preziosi. Il tempo va!

Ingredienti

In chilo di mele o pere

650 grammi di zucchero o 500 grammi

Un limone buccia e succo

Spezie varie noce moscata, chiodi di garofano, buccia d’arancia , cannella, macis, cardamomo, anice stellato zenzero

Un bicchierino di acquavite alle mele o alle pere.

Preparazione

Laviamo la frutta, togliamo i semini, il torsolo, le tagliamo a pezzi e le sistemiamo in una ciotola insieme allo zucchero, alla buccia di limone ed al succo. Lasciamo riposare coperta con la pellicola per una notte.

La mattina, togliamo le mele o le pere, mettiamo il loro succo nella pentola e facciamo cuocere fino al primo bollore, aggiungiamo la frutta e le spezie, quelle tipo chiodi di garofano ed anice stellato messe in un sacchettino di tela leggera, in modo che potremo toglierle a fine cottura. Le altre come la cannella lo zenzero grattugiato li lasciamo liberi. proseguiamo la cottura mescolando e schiumando se ce ne fosse bisogno. Quando vedremo la marmellata raggiungere una giusta consistenza, spegniamo la fiamma. Io vi consiglio di far riposare la marmellata per una notte, in questo modo capiremo se è giusta come consistenza, perché se non lo fosse, potremmo farla addensare sul fuoco o aggiungere un po’ di acqua se fosse troppo densa. A questo punto la invasiamo nei vasetti sterilizzati a microonde e prima di chiuderli, aggiungiamo un cucchiaino di acquavite di mele o di pere o un altro liquore.

Possiamo ripetere la sterilizzazione per maggior sicurezza. Metteremo i vasetti freddi nella pentola, la portiamo a bollore e lasciamo bollire per una ventina di minuti. Spegniamo e lasciamo raffreddare i vasetti che riporremo in dispensa.

Buona vita, buona marmellata di mele o pere alle spezie!❤️

Serena e Umberto sposi!

Un sogno d’amore finalmente avverato, il due di agosto 2020 Serena mia figlia ed Umberto, hanno celebrato il loro matrimonio in una splendida cornice naturale come la piazzetta del Santuario della Madonna della Misericordia a Petriolo, un piccolo paese incastonato fra le colline marchigiane.

Questo loro sogno d’amore, doveva essere coronato il primo di maggio scorso, ma scherzo del destino, il coronavirus l’ha impedito.

Ringrazio Dio perché fra rinvii e molte difficoltà, alla fine tutto è andato alla meraviglia!

Fatica e sacrifici ripagati ampliamente e queste foto, sono la testimonianza del loro grande amore!

Dio vi benedica, vi accompagni e vi protegga fino alla fine dei vostri giorni!

Auguri Umberto e Serena ❤️❤️❤️