Autore: sunusaix

Diario alimentare di quaresima

Diario alimentare e non solo di quaresima.

Alzarsi un po’ prima dopo aver ascoltato i consigli dell’esperto di turno per riuscire a sopravvivere di questo periodo che sembra non finire mai. Fai la colazione, senza fretta, il resto lo stesso. Ti vesti con l’unico abbigliamento che da un anno a questa parte, porti sempre, tuta e stivali per andare fuori a controllare. C’è un casino ovunque, la neve ha dato l’ultimo colpo di grazia. Beh, ce la fai a resistere e non a inveire????? Mmmmmmmh!!!!!

Sei una Cuìna! Il resto è vita, quella che hai, o così o cosà!

Prendi le forbici da potare e tagli, fai un bel mucchio di foglie e rami bruciati dal gelo, chiami aiuto, silenzio dall’altra parte del cellulare che squilla a vuoto. Voi che dite che si poteva dire o fare? A voi pensare tutto quello che potete immaginare! Finalmente ti si presenta, cammina lentamente come un ultra…..apre la bocca e dice; ma che lo stai facendo a fare? Morale della favola…..un uomo è solo un rompi…..viva le donne!

Però la fatica per aprire la bocca la fa, senza stancarsi mai. Mangiala sta minestra oppure salta dalla finestra!

Capito a cosa servi? 🤣🤣😭

Buona la minestra di riso, zucca e crema di broccoletti con le mandorle!

Allora facciamo questa minestra mettendo a cuocere la zucca tagliata a cubetti in una pentola antiaderente senza grassi, appena scaldata uniamo il riso che ci serve per più persone insieme ad una foglia di alloro. Nel frattempo mettiamo a bollire l’acqua per cuocere i broccoletti, appena il riso comincia ad attaccarsi, uniamo l’acqua della verdura e se l’abbiamo le scorze del parmigiano reggiano, il sale, finiamo la cottura lasciando il riso morbido. Mantechiamo con una noce di burro e parmigiano.

Frulliamo una parte dei broccoletti con un po’ dell’acqua della sua cottura e le mandorle, impiattiamo il riso, mettiamo sopra i broccoletti e le mandorle tritate ed un rametto di rosmarino fiorito.

Questa minestra è buonissima e ci fa bene al corpo ed all’anima.

Buona vita, buona minestra di riso e zucca con broccoletti e mandorle. ❤️

Diario alimentare di quaresima

Una cena semplicissima e di facile esecuzione.

Bocconcini di pollo all’arancia e tè nero e broccoletti con olio extravergine di oliva.

Tritiamo la buccia di arancia e mettiamola in una terrina con anche il liquore all’arancia, il tè nero, l’olio extravergine di oliva, il pollo a cubetti, il sale, le erbe aromatiche, timo, alloro, rosmarino, santoreggia ed erba cipollina. Lasciamo marinare per un po’ di tempo.

Mettiamo nella padella un pezzetto di burro, uniamo il pollo, lasciamo rosolare, uniamo tutto quel resta della marinatura ed un cucchiaio di fecola sciolta in un po’ di latte freddo. Finiamo la cottura e serviamo con filetti di arancia.

Cuociamo i broccoletti in acqua bollente salata e scoliamoli appena si presentano morbidi. Condiamo con un generoso giro di olio extravergine di oliva.

La cena è pronta e a domani!

Buona vita, buon pollo all’arancia e broccoletti!❤️

Diario alimentare di quaresima

Buona è questa minestra zuppa fatta con quel che in dispensa ne è rimasto poco. Il farro, le lenticchie, le carote, la cicoria scartata dalle puntarelle e la “pèrna” di pasta fresca all’uovo con gli spinaci avanzata di ieri. Un giro di olio extravergine di oliva a crudo e basta. Senza soffriggere, tutto quello che serve a stare meglio e a riscaldare il pranzo di oggi, giorno di sole ma con l’aria pungente.

Il farro, le carote, la cipolla e le lenticchie le abbiamo cotte insieme con una foglia di alloro, in pentola a pressione, salato alla fine della cottura. Abbiamo cotto la cicoria a parte con acqua bollente salata, abbiamo unito la sfoglia di pasta fresca all’uovo con gli spinaci tagliata grossolanamente, abbiamo unito le lenticchie ed il farro appena cotti. Abbiamo condito a crudo con un giro di olio extravergine di oliva di casa nostra. Abbiamo portato in tavola la minestra zuppa ancora fumante.

La minestra zuppa, ci farà bene.

Buona vita, buona minestra zuppa di lenticchie e farro con sfoglia verde ❤️

Diario alimentare di quaresima

#Vincisgrassi verdi eretici alle verdure!

Domenica è sempre pasta fresca all’uovo o senza, ma mai comprata come mamma insegnava.

Allora tradizione e cambiamento ogni tanto e non morirà nessuno. Avevamo voglia di vincisgrassi però non i soliti, con molto più lavoro e soprattutto pazienza, in questo momento, proprio non se ne parla!

Lasciamo perdere e mettiamoci a farli eretici, come spesso facciamo.

Prendiamo, il radicchio rosso, i finocchi con anche la parte esterna e tutti i ciuffi, la cicoria, la cipolla, lasciamo stufare in poco olio extravergine di oliva ed un goccio di acqua, sale, erbe aromatiche come, timo, erba cipollina, maggiorana e santoreggia. Ci stanno benissimo e fanno pure bene.

Facciamo la pasta con le uova di galline puttane, di quelle felici non c’è traccia, uniamo gli spinaci e la farina. Stendiamola e facciamo tanti quadrati. Li sbollentiamo e li facciamo asciugare sopra una tovaglia. Prepariamo la besciamella, uniamoci la ricotta, sale, noce moscata, parmigiano reggiano e pecorino secco, buccia di limone. Mescoliamo ed uniamo alle verdure cotte. Facciamo tanti “sólà”, di pasta e di verdure con la besciamella. Mettiamo a cuocere a 180 gradi ventilato fino ad ottenere una crosticina croccante. Buoni, ve lo assicuro. I nostri vincisgrassi tradizionali, non si offenderanno con questi eretici!

Buona vita, buoni vincisgrassi eretici alle verdure! ❤️

Tempo di Pasqua a Petriolo

Tempo di Pasqua a Petriolo, pillole di tradizioni popolari pasquali nel paese di Giovanni Ginobili

Fuori il verde!

Fin dall’inizio della Quaresima i bambini e i giovani giocavano a “fòri verde” (fuori il verde).

Se, fra due o più persone, all’intimazione di «fòri vérde!» qualcuno non ne aveva oppure non ne mostrava, cadeva in multa e s’impegnava a pagare un uovo il giorno di Pasqua.

Il verde in questione poteva essere la foglia di carciofo, che si teneva in tasca, oppure una fogliolina di bosso sulla punta della lingua; altro verde non aveva valore.

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Diario alimentare di quaresima

Si potrebbe cominciare a far digiuno, quello vero, fatto da rinuncia e sacrifici. Farebbe bene allo spirito e al corpo.

Mi sforzo di sopportare pazientemente le persone moleste, vicine e lontane, io ci provo ma alla fine ce li mando senza tanti complimenti. Poi mi girano abbastanza tanto, quanto gira il covid. C’è il sole, c’è da sbrogliare fuori e c’è un mondo di rincoglioniti che non fanno altro che dire le stesse cose e sono tutto fumo niente arrosto. Mi girano tanto…….ma pure oggi hanno “magnato”, la prossima volta non si sa.

Allora questo è un unico piatto, con il pollo marinato nel succo di clementine e limone, tutte le erbe aromatiche del nostro orto giardino scapigliato, qui è meglio sorvolare………le puntarelle della cicoria, crema di yogurt bianco greco e parmigiano reggiano. Vacci…….andiamoci insieme!

Facile preparazione.

Mettiamo il pollo a pezzi nel succo di clementine e limone, facciamo un trito di erbe aromatiche, timo, rosmarino, alloro, santoreggia, bacche di ginepro e sale. Lasciamo in infusione per qualche ora. Scaldiamo un filo di olio extravergine ed una noce di burro, uniamo il pollo, lasciamo rosolare, aggiungiamo le puntarelle e bagniamo con il succo della marinata. Mettiamo lo yogurt bianco greco ed il parmigiano reggiano, scoliamo la pasta, lasciamo mantecare con un po’ di acqua di cottura. Serviamo con l’aggiunta di puntarelle crude tagliate prima e lasciate aprire nell’acqua fredda.

Buona vita, buona pasta col pollo alle clementine e limone ❤️

Diario alimentare di quaresima

Diario alimentare di quaresima.

Non ci preoccupiamo mai per preparare da mangiare, non ce ne facciamo un problema, mai, perché se ci mettessimo a pensare ed a organizzare un pasto molto tempo prima, noi andiamo in tilt.

Allora, oggi siamo tornati a casa quasi all’ora di pranzo, che facciamo?

Apriamo il frigo, il surgelatore, la porta del porticato e, prendiamo il mascarpone, le pepite di bucce di arancia conservate in surgelataore, la zucca fuori al freddo.

Tagliamo la zucca, la lasciamo cuocere in forno a microonde per ammorbidirla, mettiamo l’acqua a bollire per gli spaghetti, frulliamo la zucca ed il mascarpone, uniamo le pepite di arancia, scoliamo la pasta e condiamo.

Buoni e profumati….no??? Voi preparate le pepite di arancia? Fatelo, che vi serviranno per molti usi.

Buona vita, cammino di quaresima ❤️

Farfalle con polpettine di bollito e “sgrisciuli” (ciccioli)

Diario alimentare di quaresima.

Avanza il bollito, dopo un giorno riscaldato senza il suo brodo, a noi non piace, non resta che farci le polpettine insieme alle carote, alle erbe aromatiche, uova, noce moscata e parmigiano reggiano. Facciamo il sugo di pomodorini, intanto mettiamo a cuocere le polpettine in forno, non le friggiamo, le lasciamo insaporire nel sugo. Abbiamo messo in surgelatore “li sgrisciuli”, perché così si manterranno fino all’anno prossimo. Li facciamo diventare croccanti per un minuto o due al forno a microonde. Scoliamo le farfalle, le condiamo con il sugo e spolveriamo di “sgrisciuli”! Buona e croccante questa pasta. Il cammino continua sperando di non incontrare altri inghippi…..l’aria non è bella!

Buona vita, buone farfalle con polpettine di bollito e sgrisciuli ❤️

Diario alimentare di quaresima!

Eccoci a raccontare un altro diario, l’anno scorso abbiamo percorso il tempo di coronavirus senza approdare a nessun risultato positivo, quest’anno purtroppo dobbiamo avere più pazienza e forza per non soccombere. C’è l’aria che ci si perda nella disperazione. …..noi la sentiamo bene!

Diario alimentare del tempo di quaresima.

Vi raccontiamo questo antico e povero piatto tipico della nostra zona di campagna e non solo, non ha un’origine precisa perché è stata tramandata da madre in figlia.

Quando non c’era proprio spazio per i capricci alimentari, quando lo stomaco brontolava e non si doveva far altro che mettersi a letto, che letto……un pagliericcio, per calmare i morsi della fame e non si poteva stare certo a guardare la qualità del cibo. Quando si era fortunati se ci si poteva nutrire di erbe campagnole, di cavoli, di tagliulì, di frascarélli, di pulènda, di créscia, di uova, quando queste avanzano perché ci si preoccupava prima dei figli e degli anziani, quando c’era un piatto fumante e rustico di quatrùcci mischi có lo céce o altro legume.

Una specie di quadrucci grossolani senza uova, fatti solo di farina di grano tenero e di granoturco, impastate con acqua tiepida ed un pizzico di sale. La pasta impastata, si lasciava riposare coperta da uno “sparetta”, uno strofinaccio di cucina, si stendeva la “perna”, la sfoglia, la si lasciava asciugare sopra “la spianatóra”, o sopra il letto, la si arrotolava e la si tagliava grossolanamente, sia in senso verticale sia in senso orizzontale, lasciandola appiccicare.

Si preparava un sugo di pomodoro e cipolla profumato di rosmarino e si univano i ceci o i fagioli, o la cicerchia cotti a parte, acqua calda o brodo e si calavano i “ quatrúcci mischi” (mischi) misti per l’unione delle due farine. Un filo di olio extravergine di oliva ed una spolverata di pecorino secco o di parmigiano reggiano, quest’ultimo sono in tempi di benessere!

Buona vita, buon percorso quaresimale ❤️

Tempo di Pasqua a Petriolo

Tempo di Pasqua a Petriolo, pillole di tradizioni popolari pasquali nel paese di Giovanni Ginobili

Ultimo giorno di Carnevale e le ceneri

La combagnìa de li gòbbi (la compagnia dei gobbi) è quella che nel tempo andato, nella mascherata dell’ultimo giorno di Carnevale, pensava a seppellire le ceneri del pupazzo, rappresentante lo stesso Carnevale, dopo la sua condanna al rogo, cantando una nenia funebre di Carnevale.

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