Natale

Panettone con lievito madre

È una grande fatica, c’è da ammetterlo, facciamo tanti rinfreschi ad Assuntino, poi ordiniamo in fila tutti gli ingredienti, la sera prima di andare a dormire, facciamo il primo impasto. La mattina non è ancora triplicato ed aspettiamo pazientemente che ci arrivi, pronto subito il secondo impastiamo ed in fila mettiamo tutto il resto. Lasciamo riposare, niente stampi per panettoni, purtroppo nemmeno quest’anno nei supermercati del nostro piccolo centro, non c’è stata nemmeno l’ombra dei pirottini per poter matterci i nostri lavori! Pazienza, lasciamo che crescano negli stampi da “créscia de Pasqua”, tanto Natale e Pasqua sono tutt’una di festa. Considerazioni finali, i panettoni sono buoni, morbidi e leggeri come una piuma, ma potevano essere più sfogliati. Non interessa più di tanto a noi che di buona volontà ce ne abbiamo messa tanta!

Comunque questa ricetta si può fare senza tante difficoltà ed è molto meno complicata delle altre fatte con lievito madre.

Calendario di Avvento

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𝗡𝗔𝗧𝗔̀’ 𝟮𝟬𝟮𝟬, 𝙘𝙖𝙡𝙚𝙣𝙙𝙖𝙧𝙞𝙤 𝙙𝙞𝙜𝙞𝙩𝙖𝙡𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡’𝙖𝙫𝙫𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙩𝙧𝙖𝙙𝙞𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙥𝙤𝙥𝙤𝙡𝙖𝙧𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙈𝙖𝙧𝙘𝙝𝙚 𝙘𝙚𝙣𝙩𝙧𝙖𝙡𝙞 𝙘𝙤𝙣 𝙂𝙞𝙤𝙫𝙖𝙣𝙣𝙞 𝙂𝙞𝙣𝙤𝙗𝙞𝙡𝙞.

𝟮𝟱 𝗗𝗜𝗖𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟬 – 𝗡𝗮𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗚𝗲𝘀𝘂̀

Componimento di Giovanni Ginobili, primo classificato nel concorso “Natale 1967” indetto dall’Enal Provinciale di Macerata.

«Natà’ ssandu, te vramo comm’allóra

quann’ero ciucu. Sai? non véco ll’ora

che ‘rrighi, anghi de né’ tuttu ’ngappatu.

E vvéchju so’ … Ci-àgghio condate ll’ore…

Oh, lo passato no, none no mmòre!

È li falò de la “Vinuta” sanda

che mme rrecòrda tutta, tutta quanda

la vita de ’na ‘ò, de picculìttu

quanno, ‘ccando ll’aròla, zittu zittu

‘scordào a ‘rrécchje tise, mamma mia

che de la Sanda Nàsceta dicia.

Che mmeraéje!!!; ll’agiuli, li candi,

le vèstie che sse parla…, eppó li piandi

che ffa lu vò’; lu pòru somaréllu

che sse ‘gnenòcchja…, pare de vedéllu.

E le fondane che le vutta mèle,

ll’arbiri che fiuscie…; non adèle

cóse de paradisu che tte ‘nganda?

– Questo ‘ccombagna la Nàsceta sanda –

dicia la matre mia. E io ner core

le tengo comme cóse de valore.

E ‘gni annu che ‘sti dì le rpénzo angóra:

e ssò’ bbiatu, comm’adèro allora.»

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𝗡𝗔𝗧𝗔̀’ 𝟮𝟬𝟮𝟬, 𝙘𝙖𝙡𝙚𝙣𝙙𝙖𝙧𝙞𝙤 𝙙𝙞𝙜𝙞𝙩𝙖𝙡𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡’𝙖𝙫𝙫𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙩𝙧𝙖𝙙𝙞𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙥𝙤𝙥𝙤𝙡𝙖𝙧𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙈𝙖𝙧𝙘𝙝𝙚 𝙘𝙚𝙣𝙩𝙧𝙖𝙡𝙞 𝙘𝙤𝙣 𝙂𝙞𝙤𝙫𝙖𝙣𝙣𝙞 𝙂𝙞𝙣𝙤𝙗𝙞𝙡𝙞.

𝟮𝟯 𝗗𝗜𝗖𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟬 – 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗩𝗶𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮

La notte di Natale, nel momento in cui nasce il Redentore, usanza vuole che gli animali parlino, il somarello pieghi le ginocchia, il bue pianga, il gallo, col suo «chicciricchì» annunci ch’è nato Gesù; ma nessun uomo potrà mai osare di ascoltare il loro linguaggio poichè morirebbe all’istante, o sarebbe ucciso dalle stesse bestie.

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𝗡𝗔𝗧𝗔̀’ 𝟮𝟬𝟮𝟬, 𝙘𝙖𝙡𝙚𝙣𝙙𝙖𝙧𝙞𝙤 𝙙𝙞𝙜𝙞𝙩𝙖𝙡𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡’𝙖𝙫𝙫𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙩𝙧𝙖𝙙𝙞𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙥𝙤𝙥𝙤𝙡𝙖𝙧𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙈𝙖𝙧𝙘𝙝𝙚 𝙘𝙚𝙣𝙩𝙧𝙖𝙡𝙞 𝙘𝙤𝙣 𝙂𝙞𝙤𝙫𝙖𝙣𝙣𝙞 𝙂𝙞𝙣𝙤𝙗𝙞𝙡𝙞.

𝟮𝟮 𝗗𝗜𝗖𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟬 – 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗮 𝗖𝗮𝗯𝗿𝗶𝗻𝗶

I fidanzati campagnoli, nella vigilia di natale, solevano indicare un parente, o in mancanza, un amico per recare alle fidanzate doni natalizi. Colui o colei che aveva tale incarico si diceva che «facìa lu somaru» o se donna «facìa la somara».

Ravioli di pecorino fresco ricotta noci e radicchio rosso all’ aceto balsamico di Modena e yogurt bianco greco

Ci siamo quasi a Natale, il tempo per fare la spesa ce n’è poco, anche per le restrizioni, quindi noi abbiamo fatto scorta di tutto……vedremo cosa cucineremo con quello che già è in dispensa. C’è una grande forma di pecorino fresco di Norcia, lasciarla lì senza consumarlo rischierebbe una brutta fine perché potrebbe ammuffire. Qualche fetta la stiamo mangiando, ma è necessario finirla in fretta.

Farci una pasta fresca ripiena, ravioli o cannelloni sono sicura che sarà una buona idea. Magari li congelerò ed avrò una preparazione già pronta, per le feste natalizie. La scelta cade sui ravioli, ma non ci sarà solo il pecorino fresco di Norcia, ma anche la ricotta, le noci ed il radicchio rosso. Vi racconto la preparazione e come sarà il condimento per il quale non c’è bisogno di fare nessun sugo.

Per i ravioli facciamo la pasta fresca con le uova e la farina o 00 o 0, possiamo anche fare metà e metà, in questo impasto c’è un ingrediente particolare, un goccio di vino cotto, questo darà un aroma dolce e fruttato ed il ripieno dei ravioli sarà esaltato. Impastiamo come facciamo di solito tutto, quando la pasta sarà lucida e soda, lasciamo che si riposi coperta da una ciotola. Nel frattempo prepariamo il ripieno per i ravioli.

Tagliamo a piccoli cubetti il pecorino fresco, mescoliamoli ad una certa quantità di ricotta di pecora o quella che più ci piace, uniamo le noci tritate, il radicchio rosso tritato anch’esso, il parmigiano reggiano, la buccia di limone e la noce moscata, mescoliamo ed uniamo uno o due uova di galline felici o puttane (quelle del supermercato). Riprendiamo la pasta e la tiriamo con la macchinetta, prima in uno strato spesso poi in quello più sottile. Questo strato dipende dal rullo della vostra macchinetta. Facciamo una striscia alla volta, con un cucchiaio mettiamoci sopra il ripieno, richiudiamo la pasta sopra e con la rotella facciamo i ravioli. Finiamoli tutti e prepariamo il condimento.

Nella padella mettiamo una noce di burro, accendiamo il gas, uniamo lo yogurt bianco greco, la quantità dipende da quanti ravioli abbiamo fatto, regoliamoci, lasciamoli sciogliere insieme, aggiungendo un cucchiaio di maizena sciolta in mezzo bicchiere di latte freddo, mescoliamo bene per ottenere una crema omogenea, uniamo il parmigiano reggiano ed in fine l’aceto balsamico di Modena, anche con questo regoliamoci a nostro piacere. Spegniamo il gas e mettiamo a cuocere i ravioli in acqua bollente salata. Mescoliamo, lasciandoli cuocere, accendiamo la fiamma della padella con il condimento, scoliamo i ravioli e saltiamoli mescolando bene per far assorbire tutta la salsa di yogurt bianco greco ed aceto balsamico di Modena, aggiungiamo dell’acqua di cottura dei ravioli per tenerli cremosi. Serviamoli con noci tritate e foglie di radicchio rosso.

Questo piatto è sicuramente ottimo e pieno di sapori adatto ad un pranzo importante di festa.

Buona vita, buoni ravioli di pecorino fresco all’aceto balsamico di Modena ❤️

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𝟮𝟭 𝗗𝗜𝗖𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟬 – 𝗦𝗮𝗻 𝗣𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼 𝗖𝗮𝗺𝗶𝘀𝗶𝗼

«Da San Tommaso a Natale,

un passo de cane.»

da San Tommaso le giornate cominciano pian piano ad allungarsi.

E stanotte pure il terremoto, cosa manca ancora per far tombola?

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𝟮𝟬 𝗗𝗜𝗖𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟬 – 𝗦𝗮𝗻 𝗟𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗠𝗮𝗿𝘁𝗶𝗿𝗲

«Natu, natu Nazzarè,

tra la paja e tra lo fié’

e Mmaria la Virginella,

che sta sotto la cappannèlla.

Cappànna Sanda,

dó’ che ci sta Jisù, se sona e ccànda!”»

È il canto natalizio che un tempo si udiva in tutta la provincia di Macerata: breve, semplice, fatto di espressioni care alla creazione popolare.

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𝟭𝟵 𝗗𝗜𝗖𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟬 – 𝗦𝗮𝗻 𝗕𝗲𝗿𝗮𝗿𝗱𝗼 𝗩𝗲𝘀𝗰𝗼𝘃𝗼

Con le arance brusche si suoleva preparare «l’arangi carcerati» come li chiamavano a Macerata, mentre a Petriolo prendevano il nome di «Capó» (cappone). L’arancia si tagliava a metà e sopra si mettevano molliche di pane bagnate con olio e sulla graticola si arrostivano.

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𝟭𝟴 𝗗𝗜𝗖𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟬 – 𝗦𝗮𝗻 𝗚𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗩𝗲𝘀𝗰𝗼𝘃𝗼

Tradizione della famiglia marchigiana era quella di riunirsi tutta il giorno di Natale; anche i lontani se non assolutamente impossibilitati, cercano, per una nostalgica tradizione, di ritrovarsi insieme alla mensa paterna. Un detto ci ricorda difatti:

«Carnoà’ do’ che te troi,

Natà’ a ccasa tua, se poli”!

Per forza o per amore!

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𝟭𝟳 𝗗𝗜𝗖𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟬 – 𝗦𝗮𝗻 𝗟𝗮𝘇𝘇𝗮𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗕𝗲𝘁𝗮𝗻𝗶𝗮

Sapienza metereologica: se il giorno di Natale è tempo buono, si avrà alla Pasqua a che fare col freddo e viceversa:

«Natale co’ lu sole

Pasqua col tizzone.»