il mio lavoro all’uncinetto ieri, oggi……

IL MIO LAVORO ALL’UNCINETTO IERI OGGI E DOMANI?

Io non sono una sarta né una ricamatrice, so tenere l’ago per i punti semplici ed essenziali, so far bene l’uncinetto quello sì! So anche recuperare le cose che ho portato con me uscendo da casa mia, quella dove sono nata, non mi sognerei mai di buttarle una volta usurate dall’uso quotidiano.

Una di queste cose, sono le federe bianche con un piccolo punto a giorno, quelle allora facevano parte del corredo della cassa da sposa. La biancheria era esclusivamente bianca, più tardi venne l’usanza di quella colorata.

Ecco fatto i cuscini con le federe ormai lise. Ho tagliato il pezzo, l’ho cucito a modo mio, ho applicato pezzi di pizzo tenuti gelosamente da parte, questi erano del nostro negozio chiuso ormai una vita fa. Per concludere profumatamente, ho inserito la lavanda, dei tulipani che cambierò una volta divenuti brutti.

Niente di speciale, ma è cosa tutta mia e solo mia, la mia firma nelle mie cose, vale di più di una famosa ma sconosciuta per me!

La vita è questa!

Il resto è noia!
Del diman non c’è certezza, siatene certi!

Buona vita, buon lavoro all’uncinetto ❤️

ALBERO DI PASQUA FARFALLE

Il mio lavoro all’uncinetto ieri, oggi e domani?

Le farfalle brano di Sangiovanni

Hai una casa un po’ piccola, sembra fatta per te
È diventata la nostra da quando hai appiccicato
Tutti i momenti-i che hai passato con me-e-e
Sopra il frigorifero (sopra il frigorifero) c’è la mia faccia

E mi fa ridere che sono da tutte le parti
Girando gli angoli di questo mondo 
Non posso trovarmi in un luogo migliore
Se non tra le tue braccia, in mezzo a tutte le luci
Noi siamo gli unici con le tapparelle chiuse

E non l’ho detto a nessuno
Che ho perso la testa e sono pazzo di te
Non volano farfalle
Non sto più nella pelle
Ho perso le emozioni me le ritrovi tu?
Da questa notte
No, no non voglio stare male
Dammi due ali per volare
Sei una boccata d’aria-ia

Hai un elastico tra i capelli
Per tenerci legati
Non ho nulla a parte te
Che mi faccia respirare
Sei una botta di ossigeno in mezzo all’industria
La vita è un po’ tossica, strappi un sorriso
Quando mi guardi con quegli occhi lucidi
Non sento i limiti nel mio futuro

E non l’ho detto a nessuno
Che ho perso la testa e sono pazzo di te
Non volano farfalle
Non sto più nella pelle
Ho perso le emozioni me le ritrovi tu?
Da questa notte
No, no non voglio stare male
Dammi due ali per volare
Sei una boccata d’aria-ia

Volano farfalle sulle lampadine
Attratte come fosse la luce del sole
Come me che tra miliardi di persone
Vengo verso di te

Non volano farfalle
Non sto più nella pelle
Ho perso le emozioni me le ritrovi tu?
Da questa notte
No no non voglio stare male
Dammi due ali per volare
Sei una boccata d’aria-ia

Sei una boccata d’aria-ia

Fonte: LyricFind

LA TAVOLA DI NATALE

È passato quasi inosservato il Natale, il suo seguito fatto di celebrazioni liturgiche, di pranzi, chiacchierate e passatempi vari svaniti nel buio. La memoria vuota, ha lavorato per bene, tutte le tradizioni dimenticate, ritornavano in mente quando già era troppo tardi per metterle in atto. Uno svanimento collettivo almeno a casa nostra.

La pandemia ha dato giù duro ovunque e fra paura, quarantena e divisioni familiari, non abbiamo potuto fare che un solo pranzo insieme, quello di Natale e poi ognuno al suo destino, chi in mezzo, chi di sotto, chi di sopra. Finora tutto sotto controllo, ma come penso io, del diman non c’è certezza ed il resto è noia!

La tavola però doveva in qualche modo ricordare che era Natale, non poteva essere apparecchiata senza qualche simbolo, mi sono fatta coraggio, ho respirato profondamente e ho cominciato a pensare come potevo fare usando ciò che nel frattempo mi veniva in mente.

Rami di abete raccolti nel nostro orto giardino scapigliato e ricoperto di foglie ormai più che morte, alberelli di Natale fatti all’uncinetto come segna tovaglioli e tre candele rosse. Tutto fatto a casa e non programmato.

Alla fine guardando e riguardando la nostra tavola, in fondo non era così male!

Poche portate, tartine, un primo in brodo che erano i raviolini fatti in casa, due tortelloni in bianco, galantina di pollo fatta a modo mio, verdure ed i soliti dolci natalizi! Frutta e caffè ed ognuno a casa sua!

Grazie a Dio ce l’abbiamo fatta anche questo Natale!

È passato molto veloce sì, questo povero Natale, non abbiamo capito niente, e aver perso pure la messa di mezzanotte è stato pure peggio! Troppo stress, troppa apprensione hanno annientato noi ed il mondo!

Buona vita, buon Natale che tanto non finirà mai!❤️

IL MIO LAVORO ALL’UNCINETTO IERI OGGI DOMANI…….

Domani con i puntini….potrei cominciare a metterci il punto interrogativo, chissà, con l’aria che tira ogni minuto è buono per lasciare questa terra che comincia a starmi stretta e difficile da percorrere!

Io ci provo ad andare avanti senza pensarci, mi immergo in mille cose da fare, troppe da lasciare poco tempo al riposo. Farò bene o farò male? Chi lo sa? Intanto penso al Natale, a mettere le mie mani su lavoretti fatti con il mio vecchio ed amato uncinetto, mia passione fin dall’infanzia.

Piccole stelle di Natale vanno avanti, le finirò e deciderò come usarle. Ve lo farò sapere.

Intanto vi mostro le foto.

Buona vita, buon lavoro all’uncinetto ieri, oggi e domani? Dio ci penserà 😭❤️

IL MIO LAVORO ALL’UNCINETTO IERI OGGI E DOMANI…….

Eccoci arrivati a trascorrere un altro tempo dell’Avvento sempre se Dio vorrà.

Nonostante tutto fra alti e bassi, forse ce la faremo a festeggiare la nascita di Gesù senza tante restrizioni e con tutti i nostri familiari.

La nostra tavola del giorno di Natale noi da sempre, cerchiamo di renderla più bella e personale con decorazioni natalizie fatte con quello che troviamo nel nostro orto giardino scapigliato, pigne, rami di abete e foglie autunnali, tutto messo in evidenza con qualche lavoro all’uncinetto fatto da me.

L’anno scorso in tempi duri e ristretti, non ci siamo persi d’animo e la nostra tavola era bella e colorata come ci piace.

Una fascia colorata fatta ad uncinetto correva lungo la tovaglia, le tazzine verdi da tè di vecchio stampo, facevamo da porta piantine grasse perenni e peperoncini, stelle ed alberelli come segnaposto fatte di pasta di sale. Tutto senza spendere tanti soldi e con la soddisfazione alla fine di avere cose personali ed esclusive!

Per quest’anno i lavori natalizi sono in corso!

A presto!

Buona vita, buon lavoro all’uncinetto ieri oggi e domani…..❤️😭

Il mio lavoro all’uncinetto ieri, oggi….

Prima le tende fatte con i pannolini e pizzo ad uncinetto, per la casa di Serena andata in sposa, poi le tovaglie per il giorno di Pasqua, semplici ma uniche e diverse da tutte!

I pannolini uniti ad uncinetto con un cotone di tre colori, verde, verde chiaro ed arancione, uniti da un facile e veloce pizzo beige fatto ad uncinetto in quattro quattr’otto, meno di una settimana per fare la tovaglia.

I pannolini sono di qualche generazione fa, facevano parte del corredo di mia madre, poi del mio. A mia figlia Serena, sono arrivati solo per decorare la casa, le tende, i cuscini, i passa tavola o runner come si chiamano oggi.

Farò se Dio vorrà, altri lavori perché mi servono per raccontare, ricordare e vivere nuove ed uniche emozioni!

Questa è la tovaglia che abbiamo usato per il giorno di Pasqua, racconterò i piatti fra qualche giorno!

Buona vita, buon lavoro all’uncinetto a me e a chi vorrà seguirmi ❤️

Il mio lavoro all’uncinetto ieri, oggi……

E se gli anni sono passati, un’altra passione oltre alla cucina, è ancora viva e produttiva!

Ecco finalmente le tende finite, fatte con i pannolini antichi tessuti degli anni passati ed intarsi fatti ad uncinetto. Le tende sono un dono per mia figlia Serena andata in sposa il due agosto 2020 nell’intervallo della prima ondata di pandemia ed una seconda annunciata.

Mi auguro che ci saranno ancora tempo e discreta salute per poter continuare a lavorare all’uncinetto.

Buona vita, buon lavoro all’uncinetto ❤️

Il mio lavoro all’uncinetto ieri, oggi…….

E se gli anni sono passati, un’altra passione oltre alla cucina, è ancora viva e produttiva!

Le mie mani non rispondono più come una volta, consapevole che sia una conseguenza del tempo che ho vissuto, non mi lamento fino a farmene una croce. Qualche pillola in più, un giorno bene, un giorno male……un giorno da non raccontare, vado avanti vivendo ogni secondo, ogni minuto, tutti i santi giorni che ancora mi saranno donati!

Del resto altro non posso fare, lamentarmi pure, ma guardandomi intorno nel mio mondo assolutamente imperfetto, qualcosa di bello e positivo lo trovo!

Allora le mie passioni, mi aiutano ad essere realista e ringrazio il mio Dio per tutto ❤️

Uno degli ultimi miei lavori all’uncinetto, è questo!

Una pazienza infinita per unire pannolino dopo pannolino, sapete cosa sono i pannolini della Bassetti di tessuto di lino?

Raccontare la storia, a cosa servivano, forse ora farà storcere la bocca, ma ve la dico. Forse qualcuno non la conosce….

Erano dei grandi pezzi di lino, quadrati, da qui il nome, con una cimosa per due lati, quello superiore e quello inferiore, e due sfilature ai due lati destro e sinistro.

Erano tessuti dalle ragazze fin dalla più tenera età, che una volta diventate “signorine”, con l’arrivo del menarca, la prima mestruazione, usavano a mo’ di fascia. Si piegavano prima a triangolo poi ripiegati appunto come una fascia tipo cravatta, da mettere nella parte intima fissata ad una cordicella o ad una fettuccia e nei tempi più recenti con una spilla di sicurezza. Gli stessi pannolini servivano ad “infasciare” i neonati per trattenere i loro bisogni.

I pannolini si portavano in dote insieme a tutto il corredo della sposa, erano preziosi, più il tessuto era sottile, più era apprezzato. Dalla loro quantità, si capiva il benessere della famiglia di provenienza della sposa.

Negli anni cinquanta sessanta, i pannolini vennero sostituti dai primi assorbenti usa e getta per le donne e dai triangoli e ciripà per i neonati.

Ritornando al mio ultimo lavoro all’uncinetto, mi sono tornati utili i pannolini messi da parte e mai usati, la mia generazione ha avuto la fortuna di iniziare la vita da “signorina” quando già erano arrivati gli assorbenti sul mercato così nemmeno i miei figli ne hanno fatto uso.

I pannolini nuovi di zecca erano ancora custoditi nella loro scatola, Bassetti era la marca di biancheria più famosa in quegli anni, per prima ad usarli fu mia madre che confezionò delle tovaglie per noi figlie, unendo pannolino dopo pannolino con intagli di pizzo. Gli altri sono serviti a me in questo momento per fare delle tende. È un lavoro lungo e molto fastidioso, ogni pannolino è unito da un pizzo fatto ad uncinetto. Sono ormai anni che ci lavoro, non garantisco che le possa finire, le mie povere mani, non rispondono più……sono dolori.

Ma il fatidico giorno sta per arrivare! Ce la farò?

Vedremo, me lo auguro!

Potrò fare con mia figlia, quello che fece mia madre con me….lei me l’ha detto in un sogno recente!

Buon lavoro a me!

Buona vita ❤️