Primi piatti

Minestra di ceci e crema di carote e finocchi al profumo di anice

Stai cuocendo carote, finocchi per una vellutata che riscaldi corpo e spirito in una serata di novembre. Frulli ad immersione, unisci sale, assaggi, non ti convince. Vicino c’è la pentola di coccio con i ceci già cotti, ti viene la voglia di fare una minestra più ricca, li unisci alla crema di carote e finocchi, mescoli, unisci una parte di quadretti e continui a mescolare. Quando tutto è quasi giunto a cottura, volgi lo sguardo alla mensola con tanti barattolini di spezie, pensi un po’ a quale puoi aggiungere per ottenere una profumata e nello stesso tempo gustosa minestra. Decidi per i semi di anici che normalmente usi per dolci, pani, bevande e the. Ne butti un cucchiaio dentro, mescoli e pensi, ma che ne verrà fuori? Forse finirà tutto nel cestino dei rifiuti! Magia….assaggi un cucchiaio e senti che è una delizia, con un sorprendente sapore fresco e di sapore di giornate a passeggiare per i mercatini di Natale. Non ci credete? Provate e mi direte! Non dimenticate un giro di olio extravergine di oliva magari appena spremuto!

Buona vita, buona minestra di ceci, finocchi e carote al profumo di anice!

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Tagliatelle al caffè e noci

Beh, che male c’è, se il caffè lo metto nelle tagliatelle? Una domenica mattina in cucina. Come sempre solo pasta fresca. Metto la farina 0 e la semola rimacinata di grano duro, 5 uova, 25 gr di buon caffè in polvere, in pizzico di sale nella ciotola della planetaria, lascio che tutto si amalgami, piano, piano, lavoro più velocemente fino a quando la pasta si stacca dalla ciotola. La tolgo e lavoro un po’ con le mani. Lascio che riposi fra due piatti, mentre faccio altre cose. Riprendo la pasta la stendo con la mia macchina elettrica e una volta asciugata, la taglio a mano. Metto l’acqua a bollire, in una larga padella sciolgo una noce di burro, l’olio extravergine d’oliva, aggiungo una crema di latte, il parmigiano reggiano, le noci a pezzettini. Faccio cuocere la pasta, la scolo e la ripasso nella padella con la crema di parmigiano aggiungo altre noci, mescolando bene. Porto in tavola e servo ai miei cari un po’ stupiti. Però, buona! Uno, due, tre e tutti in silenzio gustando le mie tagliatelle al caffè e noci in crema di parmigiano reggiano.

Buona vita, buone tagliatelle al caffè e noci alla crema di parmigiano reggiano.

Ciao!

Gnocchi cremosi ai funghi e noci

E di domenica a casa nostra, è solo e sempre un primo piatto fatto in casa, che siano tagliatelle, ravioli, vincisgrassi maceratesi, cappelletti e gnocchi di patate o di altri ingredienti. Questi ultimi, normalmente sono conditi con un ragù o sugo di pomodoro, oggi invece sono in versione cremosa con una besciamella fatta con l’acqua dei funghi.
Gli gnocchi sono con le patate, farina 0 e rucola in polvere, questa era stata essiccata al sole e poi frullata e messa in un vasetto, cosi si potrà usare dove si vuole. Per il condimento cremoso, ho messo a bagno dei funghi porcini prima sciacquati per bene, con l’ultima acqua ho fatto una besciamella un po’ più leggera. Per prima cosa ho fatto cuocere i funghi ed il porro, con olio. Appena si sono appassiti li ho frullati e tenuti da parte. In una larga padella, ho messo un cucchiaino di fecola più o meno, l’acqua dei funghi, mescolato bene per evitare i grumi, ho fatto cuocere normalmente come una normale besciamella fino ad addensare con l’olio extravergine d’oliva messo alla fine. Ho aggiunto i funghi frullati, le noci a pezzettini, gli gnocchi appena sono venuti a galla, una bella spolverata di parmigiano reggiano ed ancora un filo d’olio e noci e ho servito. Buoni, saporiti e cremosi.
Buona vita, buoni gnocchi cremosi ai funghi e noci.
A presto!

Farfalle Fichi Cipolle Prosciutto

Tra strafare e fare poco c’è una bella differenza. Ecco io ho esagerato, ora mi metterò a riposo, forse! Ma il mio piatto per il pranzo è cotto e pronto in poco tempo. Tre fichi di numero raccolti in mattinata, due cipolle, prosciutto crudo di Visso, robiola e pecorino e farfalle. Se fate come me e usate il microonde per quasi tutto, per le farfalle, fichi, cipolle e prosciutto crudo, basta che tagliate il prosciutto a pezzetti, lo mettiate sopra carta paglia e con un minuto col tasto start, sarà croccante, per le cipolle lo stesso procedimento con qualche minuto in più. Nel frattempo che le farfalle cuociono, basta che prendiate una padella, mettervi un filo di olio extravergine d’oliva, la robiola, acqua calda delle farfalle e una bella manciata di pecorino, mescolando unire i fichi tagliati una parte di cipolle e una di prosciutto, scolare la pasta per bene per amalgamare ed infine le altre cipolle e prosciutto. Buono e saporito e con poco costo e fatica. Buona vita, buone farfalle, fichi, cipolle e prosciutto!

Ravioli rosa

La domenica è sacra per noi, anche in cucina si è più ricercati da sempre. Ci ha abituati mia madre che essendo molto credente e praticante, onorava la festività anche nel cibo che preparava per la nostra famiglia numerosa. Lavorava tanto lei, si alzava prestissimo anche la domenica, si recava a messa alle sei, ora anche i sacerdoti si sono impigriti, non se lo sognano nemmeno di dover celebrare la messa a quell’ora! Ma bene, anzi male, sono discorsi e modi e tempi diversi! La pasta all’uovo fresca non mancava mai a pranzo. Le tagliatelle al sugo con il lardo battuto sul “batti lardo”, intriso di unto. Ora farebbe un certo senso. Quel rumore sordo che si ripeteva, dopo il ritorno dalla Chiesa, l’ho bene impresso in mente insieme al profumo del sugo che cuoceva lentamente. Ora tutto questo non c’è più, nemmeno quel “sugo” perché siamo tutti con uno stomaco delicato! Oltre le tagliatelle, mia madre era solita fare i ravioli di ricotta che molto spesso ci veniva donata dai contadini clienti nostri. Erano molto generosi come lo era mia madre che cercava di andare incontro ai loro bisogni passando sopra ai loro debiti che a volte non potevano pagare per le difficoltà che potevano esserci magari dopo una stagione andata a male per le cattive condizioni climatiche. Nella ricotta mia madre, oltre a mettere, il formaggio pecorino, ci aggiungeva un pizzico di zucchero o di cannella, in questo caso il condimento era burro e zucchero.

Questi oggi sono i miei ravioli, rosa per la presenza della barbabietola rossa, che ho fatto cuocere in forno a microonde con pochissima acqua, ho frullato ed ho unito una volta fredda alle uova e farina di semola e farina 0. Nel ripieno ci sono pecorino sardo e pere crude e tagliate a pezzetti, le mie amate melissa ed erba cipollina. Per il condimento, ho tagliato le pere a fettine, messe in padella con olio extravergine d’oliva, un po’ di acqua e lasciate cuocere insieme ad un un cucchiaino di miele ed ho frullato con la melissa. Ho cotto i ravioli in acqua salata, li ho scolati e li ho ripassati in padella con la salsa di pere ed una spolverata di pecorino sardo e melissa per decorare. Buoni, ve lo assicuro, fanno bene al corpo ed all’anima!

Le tagliatelle della festa con spuma di mozzarella e latte di mandorla

Oggi primo maggio, si festeggiano i lavoratori. Non so quanti abbiano un lavoro, le statistiche non sono del tutto rosee. L’unica ad averlo di sicuro è la casalinga, volente o nolente, ha sempre da fare. Lamentarsi non vale la pena e allora largo alla fantasia spaziando di qua e di là come faccio io. Comincio la giornata aprendo le finestre per arieggiare la casa, vado in cucina a bere il mio bicchiere d’acqua calda con miele, prendo le mie pillole e butto uno sguardo al nostro giardino, frutteto ed uliveto che avrebbero bisogno di un bravo giardiniere…..ma siamo molto restii….preferiamo non avere intrusi intorno! Mah…..chi vivrà vedrà! Passa il tempo, riordino la casa ed arriva l’ora di preparare il pranzo. Non mi preoccupo, mai l’ho fatto. Appena sono davanti al mio banco di lavoro, mi si accende la lampadina. Sempre ed in un attimo metto insieme ingredienti, profumi, che quasi sempre formano un piatto gradito e gustoso. Ecco le tagliatelle di oggi, preparate in pochissimo tempo, gustose e sfiziose! Ve lo assicuro, provatele. Come si fanno? Ora ve le racconto.

Per prima cosa bisogna avere le tagliatelle fresche, io le avevo surgelate, o comprate, le mandorle senza buccia che ho fatto bollire per qualche minuto, una buona mozzarella di bufala, odori vari freschi, un formaggio cremoso, olio extravergine d’oliva, parmigiano reggiano. Dopo aver fatto bollire le mandorle, le ho scolate lasciando l’acqua da parte, le ho frullate fino ad ottenere una cremina, unendo un po’ dell’acqua di cottura. Per la spuma di mozzarella, ho frullato la stessa con qualche cucchiaio di formaggio cremoso, la robiola o se volete lo yogurt greco, il parmigiano reggiano e l’olio extravergine di oliva, ho unito l’erba cipollina, il timo, il prezzemolo, qualche cucchiaio dell’acqua di governo della mozzarella. Ho scolato le tagliatelle che ho versato in una pirofila calda, ho aggiunto la crema di latte di mandorle, la spuma di mozzarella, ancora un filo di olio extravergine di oliva, qualche mandorla e ho decorato con gli odori freschi. Mi raccomando di servire subito. Vi piaceranno? Spero proprio di sì!

Buona vita e buone tagliatelle al latte di mandorla e spuma di mozzarella!

Ah……scusate per la foto…..non ho mai la mia fotografa ufficiale a portata di cucina!

PASQUA 2018

Piatti del giorno di Pasqua sono più o meno sempre quelli della nostra tradizione maceratese. A colazione la pizza o crescia dolce al profumo di arancia e canditi per chi li preferisce, le ciambelle strozzose, i calcioni o caciú di formaggio pecorino, salami e ciauscoli, pecorino fresco e la pizza o crescia di formaggio. Per il pranzo, l’antipasto con la coratella pasticciato con le uova e la mentuccia, la frittata con la mentuccia, parmigiano reggiano e pecorino preparata con una grande quantità di uova, più o meno 30/ 40, perché servirà anche per la cena e la scampagnata del giorno di Pasquetta. Non mancano i salumi e del buon vino. I primi piatti sono sempre due, la minestra “ndorata”, una specie di stracciatella con anche fette di pane tutto in un buon brodo di gallina, i vincisgrassi o i cannelloni di ricotta o di carne. I secondi agnello e patate arrosto, costolette di agnello fritte ed il maialino in porchetta oppure il coniglio fritto. Verdure amare, insalata mista. Per dolce la stessa pizza o crescia dolce e le ciambelle strozzose, la frutta ed il caffè con l’ ammazza caffè, mistrà Varnelli, amaro o il limoncello. Poi? Poi, cari miei, per smaltire, se ce la si fa, qualche chilometro a piedi! Questi i nostri piatti di questa s. Pasqua