tipicità

Lo riso co’ lu schiená de lu porcu ovvero il riso con brodo della schiena del maiale

Costumanze marchigiane!

Ma del maiale non si butta niente no?

Ecco i giorni della merla, il freddo intenso renderà più facile fare “la pista del maiale “, ossia la salata. Dopo aver preparato salumi e messo a salare le altri parti dell’animale, restano le parti con le ossa le quali possono essere usate per preparare ripieni e minestre. Da noi nel maceratese si usano fare i ravioli con le parti della testa e della schiena e il riso in brodo. Dopo aver fatto bollire le ossa con ancora attaccata la carne, le si spolpano e si mettono a quasi fine cottura dentro il riso che cuoce nel loro brodo profumato da cipolla, sedano, carote e alloro. Si spolvera di pecorino grattugiato e si gusta!

Buona, calda e soprattutto gustosa! Ma credete che sia un sacrilegio di questi tempi!

Ma non si possono perdere le antiche tradizioni popolari della nostra cucina italiana! Io ci tengo!

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Le frittelle di s. Antonio abate

Per sant’Andò de la vàrba viànga, se non ha sbiangato, sbianga!

Per s. Antonio con la barba bianca, se non ha imbiancato, sbianca!

Vecchio detto popolare marchigiano!

Prendere un pezzo di massa di pane lievitato, fare tante pallottoline grosse come un uovo e schiacciare a forma di crescia, o cresciola o frittella come si chiama da noi. Friggere in olio, spolverare di zucchero o di sale come piaceva a mio padre. Le frittelle di s.Antonio dolce povero e tradizionale per questa festa quando un tempo arrivava “lu vecchió” una persona mascherata di brutto, che portava regali ai bimbi!

Dove sei finito tempo semplice e meraviglioso?

Buona vita, buone frittelle di s. Antonio abate!

Fagioli con le cotiche

La pista o salata del maiale, rito antico ma ancora attuale e fondamentale per ottenere insaccati e carni preziose da utilizzare in molti piatti tradizionali e gustosi. Del maiale si sa, non si butta via niente. Tutto viene trasformato, come il grasso interno che diventa lo strutto dopo averlo fatto bollire fino a sciogliersi ed una volta liquido e messo dentro la vescica del maiale per farlo mantenere nel tempo viene usato per friggere alimenti sia dolci che salati i quali diventano croccanti e asciutti. La parte restante, i ciccióli o i grasselli o “gli sgriscioli”, come si chiamano da noi, che oltre a gustarli così come sono, si aggiungono insieme alla buccia di arancia a varii tipi di pizza o “crescia”, il lardo che oggi è quasi dimenticato in cucina mentre una volta era il condimento principale per soffriggere verdure quando si preparava il sugo o il ragù o per “strascinare” le verdure come i cavoli o “l’erbe troate”, cioè le erbe spontanee e selvatiche. Con le ossa e la schiena si poteva preparare un buon brodo dove si cuoceva il riso oppure fare un ripieno che insieme a pane grattugiato, uova, sale, noce moscata e cannella serviva a fare “li graju’ co’ la ciocca”, cioè la testa. Erano i ravioli per la festa di s. Antonio abate o per le domeniche che precedevano il carnevale. Non dimentichiamo ” li zampitti in porchetta”, ossia gli zampetti del maiale con il finocchietto selvatico. Il sangue che una volta sbollentato si rimetteva a cuocere con la cipolla ed odori vari e le cotiche con i fagioli borlotti.

Questa è la nostra ricetta.

Ingredienti

Un chilo di fagioli borlotti freschi o secchi

Cipolle

Sedano

Carote

Sale

Olio extravergine di oliva

Pepe

Cotiche sgrassate in quantità desiderata

Pomodori pelati

Triplo concentrato di pomodoro

Preparazione

Mettiamo per prima cosa a cuocere le cotiche con poca acqua quanto basta per coprire le stesse, poco sale, in pentola a pressione per circa un’ora, spegniamo il fuoco, facciamo uscire il vapore e con una forchetta infilziamo le cotiche e se risultano morbide, teniamole da parte fino a quando avremo cotto i fagioli. Possiamo cuocerle nella pentola normale ma ci vorranno due ore. Se vediamo che ancora sono dure, richiudiamo la pentola e facciamo cuocere per altri dieci minuti. Regoliamoci.

Intanto mettiamo a cuocere i fagioli dopo averli lavati bene, se sono secchi tenuti a bagno per una notte con un goccio di aceto bianco, mi raccomando senza sale che metteremo alla fine, uniamo la cipolla, il sedano e le carote una foglia di alloro ed un filo di olio extravergine di oliva. Mettiamo anche a bollire una pentola con solo acqua che servirà per unirla ai fagioli. Appena i legumi cominciano a bollire, buttiamo via la prima acqua che è quella che potrebbe dare fastidio al nostro intestino, aggiungiamo l’acqua pulita e bollente e continuiamo la cottura aggiungendo il sale alla fine. Li lasciamo riposare nella stessa acqua intanto che prepariamo il sugo per le cotiche.

Prendiamo una pentola, la facciamo scaldare e aggiungiamo l’olio extravergine di oliva, la cipolla, il sedano, e la carota tutto tritato, lasciamo che si rosoli il tutto, uniamo le cotiche tagliate a quadretti mescoliamo per bene, i pelati spappolati con le mani o una passata di pomodoro, a vostro piacere e un cucchiaio di triplo concentrato di pomodoro. Aggiungiamo il sale, i fagioli scolati e continuiamo la cottura. Assaggiamo e regoliamo di sale e pepe e se ci piace di peperoncino e acqua calda quella della cottura dei legumi se troppo densa.

A casa nostra piace aggiungere nel piatto con i fagioli e le cotiche, un cucchiaio di olio extravergine di oliva a crudo. Vedete voi!

Panettone ricetta veloce

Si, perché non tutti riusciamo a saper lavorare con un lievito madre per il quale bisogna avere molta pazienza, esperienza e tempo. Certamente non si può chiamare “panettone”, per il quale c’è un disciplinare da rispettare. Comunque se prepariamo il panettone con questa ricetta casalinga, nessuno avrà da ridire. È buono, semplice e sicuramente fatto con ingredienti che scegliamo noi.

In un giorno avremo la soddisfazione di aver preparato un dolce simbolo della festa del s. Natale!

Questi sono gli ingredienti

500 gr di farina 00

200 gr di latte intero

75 gr di burro

20 gr di lievito di birra o una bustina di lievito disidratato mastro fornaio

2 uova intere

75 gr di zucchero a velo

100 gr di zucchero semolato

Un cucchiaino di miele di acacia

Buccia di limone e di arancia

Vaniglia o vanillina

Sale un pizzico

Canditi o gocce di cioccolato fondente o uvetta

Cannella facoltativa e noce moscata

Uno stampo del diametro di 20 cm.

Preparazione

Sciogliamo il lievito di birra o secco in mezzo bicchiere di latte tiepido insieme al cucchiaino di miele, aggiungiamo un po’ della farina presa dal totale, dobbiamo fare una biga morbida che metteremo coperta dalla pellicola in forno spento con la lucetta accesa fino a quando sarà raddoppiata.

Versiamo nella ciotola o sopra la spianatoia la restante farina, lo zucchero semolato, la scorza grattugiata di limone e di arancia, un pizzico di cannella, e noce moscata, queste due spezie sono facoltative, un pizzico di sale. Mescoliamo tutto insieme e cominciamo ad impastare unendo un uovo intero, il burro morbido poco alla volta, il latte tiepido tanto quanto basta per ottenere una pasta morbida. Ora aggiungiamo la biga lievitata, lavoriamo energicamente fino a quando la pasta sarà diventata elastica e lucida, non dovrà più appiccarsi alle mani. Formiamo una palla, che metteremo in una ciotola più grande infarinata, copriamo con un telo e mettiamo a lievitare dentro il forno con la luce accesa fino al raddoppio del volume iniziale.

Riprendiamo la pasta, lavoriamola con energia per sgonfiarla, aggiungiamo i canditi, o le gocce di cioccolato fondente o le uvette formando una palla che metteremo nello stampo di carta o di alluminio e dentro un sacchetto grande per surgelati. Lasciamo che lieviti nel forno spento con la luce accesa per circa un’ora ( dovrà arrivare quasi al bordo dello stampo). Intanto accendiamo il forno, sbattiamo l’uovo rimasto e con un pennello lucidiamo la superficie del panettone. Quando la temperatura del forno avrà raggiunto di 190 gr. inforniamo abbassando a 160/170 dopo 10 minuti lasciando cuocere per circa 45 minuti. Spegniamo il forno, lasciamo che il panettone si raffreddi dentro con lo sportello aperto e con due ferri da calza lo infilziamo mettendolo a testa in giù dentro una pentola grande. I ferri dovranno appoggiare ai bordi della pentola, oppure mettiamolo appoggiato su un fianco sulla parete del forno, girandolo ogni tanto per tutta la sua circonferenza. Un altro modo più sicuro è mettere il panettone capovolto sopra la grata, non si romperà cosa che potrebbe succedere infilzandolo.

Una volta raffreddato completamente lo appoggiamo sopra un bel vassoio spolveriamo con zucchero a velo oppure lo taglieremo a fette e lo serviremo con lo zabaione o crema inglese.

Io vi assicuro che il panettone è veramente buono e morbido.

Seconda ricetta

425 gr di farina per dolci

2 bustine di lievito disidratato o un cubetto di birra

3 uova

90 gr di burro

90 gr di zucchero semolato

Mezzo cucchiaino di sale

50 gr di canditi o cioccolato fondente o uvetta buccia di arancia

Preparazione

Impastiamo un etto di farina con il lievito scelto in poca acqua tiepida, facciamo un panetto, e mettiamo a lievitare per circa tre ore . Aggiungiamo un altro etto di farina al primo panetto e lasciamo lievitare ancora per altre tre ore. Impastiamo il resto della farina con le uova intere, il burro fuso tiepido, lo zucchero, il sale, e il panetto fatto lievitare.

Lavoriamo a lungo per ottenere una pasta soda ma non dura, fino a quando diventa lucida e tirando un lembo vedremo che si assottiglia. La allarghiamo sopra la spianatoia, uniamo i canditi o il cioccolato fondente o le uvette e la buccia di arancia. Richiudiamo la pasta, la pirliamo facendola girare sulla spianatoia e la metteremo dentro lo stampo di carta fino a quando la pasta avrà raddoppiato il suo volume. Facciamo un taglio a croce, mettiamo sopra un pezzetto di burro e facciamo cuocere a180 gr per circa un’ora. Se vedremo che si scurisce sopra la superficie copriamo con un foglio di alluminio. Lasciamo raffreddare dentro il forno spento con lo sportello aperto, con i ferri lunghi lo infilziamo e lo metteremo a testa in giù dentro una pentola più grande o lo appoggeremo sul fianco e sul lato del forno girandolo ogni tanto per tutta la sua circonferenza.

Io ho fatto tutte e due le ricette e l’ho trovate ottime. Spero che le proviate pure voi.

Buona vita, buon panettone con le ricette veloci!

A presto!

PASQUA 2018

Piatti del giorno di Pasqua sono più o meno sempre quelli della nostra tradizione maceratese. A colazione la pizza o crescia dolce al profumo di arancia e canditi per chi li preferisce, le ciambelle strozzose, i calcioni o caciú di formaggio pecorino, salami e ciauscoli, pecorino fresco e la pizza o crescia di formaggio. Per il pranzo, l’antipasto con la coratella pasticciato con le uova e la mentuccia, la frittata con la mentuccia, parmigiano reggiano e pecorino preparata con una grande quantità di uova, più o meno 30/ 40, perché servirà anche per la cena e la scampagnata del giorno di Pasquetta. Non mancano i salumi e del buon vino. I primi piatti sono sempre due, la minestra “ndorata”, una specie di stracciatella con anche fette di pane tutto in un buon brodo di gallina, i vincisgrassi o i cannelloni di ricotta o di carne. I secondi agnello e patate arrosto, costolette di agnello fritte ed il maialino in porchetta oppure il coniglio fritto. Verdure amare, insalata mista. Per dolce la stessa pizza o crescia dolce e le ciambelle strozzose, la frutta ed il caffè con l’ ammazza caffè, mistrà Varnelli, amaro o il limoncello. Poi? Poi, cari miei, per smaltire, se ce la si fa, qualche chilometro a piedi! Questi i nostri piatti di questa s. Pasqua

Fiori di chiacchiere

Friggere in una giornata d’inverno è un’impresa, l’odore si spande ovunque anche nei vestiti. Le finestre sono chiuse ed allora per evitare tutto questo, preferisco cuocere i dolci tipici di carnevale, al forno. Sono ottimi ed oltretutto non fanno male. Queste fiori di chiacchiere, hanno un solo cucchiaino di zucchero ed un cucchiaio di miele. Sono ottimi anche come biscotti salati, senza lo spolvero di zucchero a velo perché hanno una sapidità naturale. Ingredienti 400 gr di farina 00 4 uova 60 gr di burro Tre cucchiai di olioextravergineoliva Un cucchiaino di zucchero Un cucchiaio di miele Buccia di arancia o cannella Semi di anici o zenzero grattugiato Liquore di anici, io il famoso marchigiano mistrà di Varnelli oppure il limoncello o il rum Latte quanto basta per ottenere una pasta tipo quella all’uovo Preparazione Mettiamo in una ciotola, il burro morbido, il miele ed i semi di anici e la buccia di arancia o la cannella o lo zenzero grattugiato. Facciamo scaldare un attimo al forno a microonde oppure a bagnomaria. Intanto mettiamo la farina nella planetaria, le uova cominciando ad impastare, uniamo il burro con tutti i profumi, l’olio extravergine d’oliva, lavoriamo ancora e quando tutto è amalgamato, aggiungiamo il mistrà o il limoncello o il rum. Se la pasta risulta dura, versiamo il latte quanto basta per ottenere una pasta come quella delle tagliatelle. Lavoriamola per un po’ con le mani sopra la spianatoia, la schiacciamo sopra la carta forno e lasciamo che riposi in frigo per due ore. Passato il tempo, la riprendiamo, la tagliamo a pezzi, la tiriamo con la macchinetta della pasta allo spessore dato dal terzo buco. Non deve essere né troppo sottile né troppo spessa. Facciamo le strisce come le solite chiacchiere o frappe, oppure con uno stampo a fiori che sovrapporremo uno sopra l’altro premendo in mezzo col dito. Facciamo cuocere a 180 gr in forno ventilato fino a quando si presentano belle dorate. Lasciamo che si freddino e se ci piacciono dolci spolveriamo di zucchero a velo altrimenti le lasceremo così tipo biscotti che gusteremo con un buon bicchiere di vino bianco. Un’altra variante delle nostre Marche, è quella di bagnare le chiacchiere di alchermes e spolverate di zucchero semolato. Però bisogna farlo all’ultimo minuto poco prima di mangiarle, perché perdono la croccantezza per colpa del liquore.

Variante con la crema pasticcera al limoncello. Basta fare il fiore, mettere in mezzo un po’ di crema e ricoprire con un altro fiore chiudendo bene i bordi. Cottura allo stesso modo. Prima di servirli, far cadere alcune gocce di alchermes e una spolverata di zucchero semolato.

Buona vita, buoni fiori di chiacchiere.

Macedonia semi candita di zucca, mele verdi, fichi, pesche saturnine, cipolle di Tropea e uvetta al miele e aceto balsamico

 

Macedonia semi candita di zucca, mele verdi, fichi, pesche saturnine, cipolle di Tropea e uvetta al miele e aceto balsamico

Macedonia semi candita di zucca, mele verdi, fichi, pesche saturnine, cipolle di Tropea e uvetta al miele e aceto balsamico


Ingredienti:

1,5 kg fra zucca arancione, mele verdi, fichi verdi, pesche saturnine e cipolle rosse di Tropea e uvetta sultanina
350 gr di miele millefiori
300 gr di zucchero semolato
2 bicchieri di aceto di mele
2 bicchiere di aceto balsamico di Modena
1 bicchiere d’acqua o q.b.
il succo di limone o di arancia

 

 


Procedimento:

Far rinvenire la frutta secca nell’acqua calda sciacquandola parecchie volte e farla scolare in un colino.

Tagliare le mele verdi a pezzettoni (lasciando la buccia nel caso non fossero trattate), la zucca pulita dai semi, le cipolle a fettine, i fichi verdi e le pesche saturnine sempre a pezzettoni per ottenere la semicanditura, unire l’uvetta sgocciolata, il succo di limone o di arancia o entrambi.
Nella pentola di acciaio, mettere lo zucchero, il miele e appena cominciano a sciogliersi, unire la frutta, le cipolle, l’aceto balsamico, l’aceto di mele, l’acqua e il succo del limone o di arancia e l’uvetta. Alzare la fiamma portando ad ebollizione. Far cuocere fino a quando cominciano a disfarsi la zucca e le mele e spegnere poi il fuoco.

Tirare su con un mestolo forato la frutta, deporla in una ciotola di vetro e farla riposare fino al giorno dopo.
Far riprendere il bollore allo sciroppo di aceto e miele ed unire la frutta della ciotola, mescolando delicatamente. Cuocere per alcuni minuti e fare lo stesso procedimento del riposo in ciotola.

Il giorno dopo rimettere la frutta a bollire nello sciroppo fino a quando la frutta si presenterà compatta e lucida. Spegnere il fuoco ed invasare su barattolini già sterilizzati in forno per 20 minuti. Chiuderli con i loro tappi lavati ed asciugati per bene e capovolgerli per creare il sottovuoto. Volendo, sterilizzare al forno a 130 gradi per 20 minuti.

Consigli d’uso:

È una leccornia con i formaggi freschi e stagionati.

Macedonia semi candita di zucca, mele verdi, fichi, pesche saturnine, cipolle di Tropea e uvetta al miele e aceto balsamico