noci

Späzlet con succo di melagrane e noci

Un maestoso albero di melograno che cede sotto il peso di numerosi frutti sfumati di rosso.

Molti sono dischiusi, molti ancora chiusi a custodire i suoi rubini, molti che stanno esplodendo e fanno da richiamo agli uccellini che volano in questo posto ancora incontaminato. È un angolo di paradiso un po’ selvaggio!

Cambiamo discorso che è meglio 😂

E dopo aver raccolto una certa quantità di melagrane cosa si fa? Beh, la marmellata è stata fatta, lo sciroppo e il liquore pure, cosa resta da fare oltre che a berlo fresco che dicono sia un elisir di lunga vita? Metterlo nelle torte per sostituire il latte, oppure negli impasti di pane o pasta fresca. Peccato che il suo colore una volta in cottura sparisca anche con l’aggiunta di una sostanza acida. Non importa andiamo a fare un primo piatto veloce e buonissimo. Bastano pochi minuti, a mezzogiorno si prepara e per le tredici è pronto in tavola. Credetemi.

Per evitare schizzi ovunque, mettiamo le melagrane dentro una ciotola con l’acqua che scorre, le spacchiamo con un coltellino o con le mani e lasciamo cadere i chicchi. Togliamo le pellicine, li scoliamo per bene e li frulliamo ad immersione. Li passiamo con uno scolino e lo usiamo per fare gli späzlet. Se si ha un estrattore tutto è più facile.

Preparazione

Questa dose è per cinque persone.

Mettiamo il succo di una melagrana nella ciotola, uniamo tre uova di galline felici o puttane perché ora non troviamo le altre più fortunate, saliamo, mettiamo un cucchiaio di olio di oliva e mescoliamo con una frusta, aggiungiamo la farina 0 quanta ne basta per ottenere un composto né troppo morbido né troppo duro. Regoliamoci perché deve scendere dallo schiaccia patate.

Lasciamo riposare e intanto prepariamo il condimento.

Mettiamo l’olio extravergine di oliva ed un pezzo di burro nella padella, uniamo timo, erba cipollina e maggiorana, mescoliamo per pochi minuti, i chicchi di melograni e le noci. Mettiamo a bollire l’acqua con il sale, alcune gocce di limone, caliamo nello schiaccia patate un po’ di composto e lasciamo formare tanti cordoncini, gli späzlet, mescoliamo e lasciamo cuocere per pochi minuti, li scoliamo e li passiamo nella padella. Finiamo tutto il composto allo stesso modo unendo un po’ di acqua di cottura. Spolveriamo di parmigiano reggiano e uniamo ancora chicchi di melagrane.

Portiamo in tavola e buon appetito!

Buona vita, buoni späzlet di succo di melagrane e noci ❤️

Penne integrali alla salsa di noci e pomodorini con polvere di pomodori

I miei piatti sono sempre veloci e improvvisati. Oggi mi sono state regalate le noci nuove e voilà……frullo, aggiungo e condisco!

Penne integrali con salsa di noci e gli ultimi pomodorini, parmigiano e olio extravergine di oliva con polvere di pomodoro! Tutto frullato a crudo e aggiunto alle penne scolate e ai pomodorini confit. Per fare velocemente i pomodorini confit ho usato il piatto crisp basta spolverare di poco sale, peperoncini e zucchero di canna.

La ricetta della polvere di pomodori la trovate qui.

https://farinaefiore.com/2018/10/17/il-pane-e-la-polvere-di-pomodoro-di-rucola-di-basilico-di-erbe-aromatiche/

Pane di zucca mele cotogne candite e noci

È una domenica pomeriggio di quasi fine ottobre, c’è un bel sole, tiepido e le foglie dorate cominciano a cadere lentamente, sembrano danzare sul tappeto verde sfumato d’autunno.

Sotto il porticato c’è un tavolo che cambia per così dire, addobbamento ad ogni stagione. Ora ci sono quattro zucche tutte portatemi in dono. A noi piacciono molto in qualsiasi modo si facciano.

Una di queste zucche è ammaccata, dovevo assolutamente farci qualcosa, ed essendo domenica l’ho usata per il ripieno dei ravioli.

Poi farò la marmellata e quello che mi verrà in mente.

Questo tipo di zucca è enorme, non è molto pesante perché questa è come si dice nel nostro dialetto petriolese è “gògghia”, cioè l’interno è cavo, vuoto, o in un altro modo di dire dialettale, “sòna a gógghio” suona a vuoto o ancora “adè gròssa e ccojona “, grande e sciocca.

All’epoca delle nonne non si usava farne molto uso in cucina. In qualche libretto della nostra cucina tradizionale popolare maceratese, viene menzionata solo un dolce, la zuccata e niente di più.https://farinaefiore.com/2018/08/24/la-zuccata/ qui c’è la ricetta.

All’epoca delle nonne in campagna la zucca era semplicemente pasto per maiali e per far impaurire i bambini disobbedienti.

All’epoca delle nonne la zucca grande e sciocca serviva per fare la morte un gioco che piaceva molto ai bambini.

All’epoca delle nonne alla fine dell’estate verso gli ultimi giorni di settembre e quelli d’inizio d’ottobre si andava in campagna in cerca di un’anima buona che regalasse una zucca da portare a casa per i propri figli piccoli.

All’epoca delle nonne non andava di moda la festa di Halloween, chi la conosceva?

All’epoca delle nonne la zucca veniva scavata, con un coltellino, si tagliava la bocca nella quale si infilavano gli stecchini che fungevano da denti, il naso e gli occhi, dentro veniva messa la candela. La morte veniva posta sopra un davanzale di un terrazzo o sopra una colonna all’ingresso della casa o all’inizio di una strada sterrata di campagna. Veniva accesa solo la sera appena calata la notte. Capitava che c’era un bambino più birichino che appena qualche altro suo compagno si avvicinava spaventato, si mettesse a fare dei versi diabolici facendo correre a gambe levate il malcapitato bambino.

All’epoca delle nonne la zucca era un gioco semplice ma d’effetto. All’epoca mia, guardo con gli occhi di una certa età e tutto questo non mi fa più ridere. Vorrei tanto rivivere i bei momenti passati in un battito di ciglio.

Servirebbe per scacciare i mille problemi che il tempo e l’età portano nella nostra vita. Ora specialmente ❤️

Torniamo al pane dolce di zucca, conviene provare a farlo, è buono, molto direi, è facile e dà almeno a me la soddisfazione dell’ottimo risultato. Ma questo spetta dirlo a voi.

Nel dolce ci sono la farina ai cereali e semi vari che portano fibre e rende meno raffinata la farina 0. Serve pure a sentirci meno in colpa!

Questi sono gli ingredienti

200 grammi di farina 0

50 gr di farina ai cereali e semi di sesamo e di lino. Questa è una farina combinata che si vende così

100 grammi di zucchero di canna

Buccia di limone

220 grammi di zucca già cotta

50 olio di girasole

Due uova e un albume

100 grammi di noci

2 cucchiaini di lievito per dolci

1/2 cucchiaino di bicarbonato

Cannella macis chiodi di garofano (facoltativo)

Fette di mele cotogne candite

Preparazione

Per prima cosa tagliamo a fette due mele cotogne se piccole o una se grande. Le mettiamo a cuocere a microonde in una ciotola o in un pentolino sul gas con un goccio di acqua e qualche cucchiaio di zucchero di canna. Devono asciugarsi e caramellare.

Tagliamo la zucca a pezzetti, mettiamo a cuocerla o a microonde cosa che io faccio sempre, nella ciotola con un filo di acqua e coperta da un foglio di carta forno, non la pellicola, oppure in un pentolino sempre con acqua ma ci vorrà più tempo. Lasciamola raffreddare e la frulliamo ad immersione con una parte di noci, queste resteranno granulose e renderanno il dolce croccante.

Aggiungiamo al frullato di zucca e noci, due uova ed un albume, lo zucchero e montiamo tutto insieme unendo l’olio di girasole. Mescoliamo ed aggiungiamo le due farine con il lievito e il bicarbonato le spezie facoltative, mettiamo il composto nello stampo di plum-cake foderato di carta forno e sopra affondiamo le fettine di mele cotogne sciroppose e le noci rimaste. Mettiamo a cuocere a 170 gradi per un’ora e forse qualche minuto in più. A metà della cottura copriamo con un foglio di alluminio per evitare di bruciare la superficie. Facciamo la prova dello stecchino che deve uscire asciutto.

Spegniamo il forno e lasciamo freddare il dolce dentro

Buona vita, buon pane dolce di zucca mele cotogne sciroppose e noci 😁❤️ la vita è anche adesso ❤️😓

Pà nnociato ricetta salata con noci uva pecorino

Ricetta antica tradizionale contadina preparata quando “l’ùa è fatta e li fichi pénne”, cioè nel tempo della maturazione dell’uva pronta per la vendemmia ed i fichi pendono dagli alberi.

La massaia o la vergara la sera prima della preparazione del “pà nnociato” e del pane, era solita mettere il lievito. Un pezzo di pasta di pane lasciato ogni volta che panificava, e che segnava col taglio della croce, lo collocava nella conca della “matterà” madia. Insieme collocava “la monaca”, uno scaldino di terracotta forata con dentro la brace coperta dalla cenere. Il calore favoriva lo sviluppo della pasta del pane.

La mattina di buon’ora, riprendeva la pasta fermentata, aggiungeva altra farina e tutti gli ingredienti per formare il pà nnociato che si distingueva dal pannociato dolce con noci e cacao amaro.

Il pà nnociato si consumava prevalentemente nel tempo della vendemmia, nella festa dei morti e nel tempo natalizio; più che un pane era un companatico avendo dentro le noci, frutta secca sostanziosa, il pecorino, formaggio facilmente fatto in casa contadina ove si pascolava qualche pecora.

Il pà nocciato salato può essere fatto velocemente se compriamo dal panettiere la pasta del pane ed aggiungiamo le noci, il pecorino e l’uva.

Io vi lascio la mia ricetta per farlo in casa con tanto amore e ingredienti che scegliamo noi.

Ingredienti

500 grammi di farina 0

350 grammi di acqua

100 grammi di noci

Un grappolo di uva bianca da vino

250 grammi di pecorino metà grattugiato e l’altra a pezzetti

60 grammi di olio extravergine di oliva

Una bustina di lievito disidratato di birra o 25 grammi di lievito di birra fresco

Un cucchiaino di zucchero

Preparazione

Mettiamo nella ciotola della planetaria o sopra la spianatoia la farina, il lievito di birra disidratato o quello fresco sciolto in poca acqua, uniamo l’olio extravergine di oliva lo zucchero e lasciamo impastare, uniamo il sale e il pepe e metà del pecorino grattugiato Amalgamiamo tutto e lasciamo lavorare fino ad ottenere un impasto morbido. Regoliamoci con la quantità di farina ed acqua perché non deve essere ne troppo morbido ne troppo duro. Copriamo la ciotola con la pellicola e mettiamo a lievitare fino al raddoppio.

Riprendiamo la pasta, la lavoriamo un po’, la allarghiamo e uniamo le noci, l’uva il pecorino a pezzetti. Formiamo due filoncini con le mani unte di olio e sistemiamoli sopra una lastra foderata con carta forno. Rimettiamo a lievitare fino al raddoppio. Mettiamo a cuocere a 200 gradi per circa mezz’ora poco più. Il pane deve diventare dorato, regoliamoci perché ogni forno cuoce in maniera diversa.

Il pà nnociato è pronto da mangiare da solo o accompagnato da salumi e formaggi! Affrettatiamoci a prepararlo finché troviamo l’uva da vino. Si potrebbe fare con l’uva da tavola ma sarà meno saporito.

Buona vita, buon pà nnociato con noci uva e pecorino ❤️

Pannociato

È tempo di bacchiar le noci e la tradizione vuole che si faccia verso il il 14 di settembre quando si festeggia l’esaltazione della s. Croce:

Santa Croce

La pertica per il noce.

È il mese di settembre, quando sull’aia si “scartoccia” si spannocchia il granoturco e il suono dell’organetto si alterna al canto degli allegri stornelli. Più che fatica è festa campestre che si chiude con la danza popolare agreste, il saltarello, ballato sull’aia.

Settembre ha anch’esso i suoi preziosi doni:

Io so settembre; so molto cortese, a li villani io faccio le spese; porto l’ùa, li fichi, le mele e le nuci e co’ ‘sti frutti je faccio piacere!

‘Rrià’ “la vergara” co’ lu cistu e lo pà nnociato e a l’opre e a li villani lèsta lo fa magnà.

Questo dolce tradizionale popolare del territorio maceratese è ancora oggi preparato e gustato in molte famiglie del camerinese in occasione della festa dei morti e del tempo natalizio. In campagna veniva servito a parenti e vicini arrivati per spannocchiare il granoturco.

Arriviamo alla preparazione con questi ingredienti

250 gr di farina 0

2 uova di galline felici

100 gr di burro

150 grammi di zucchero

250 grammi di noci

100 gr di uvetta ammollata è asciugata

Buccia di limone

30 grammi di cacao amaro

Una tazzina di caffè

Rum, alchermes, cognac, mistrà più o meno di un bicchiere in tutto, bisogna regolarsi ad occhio

Una bustina di lievito per dolci

Preparazione

Lavoriamo lo zucchero con il burro e le uova, uniamo la buccia di limone e i liquori, mescoliamo per bene ed uniamo la farina con il lievito, le uvette e le noci.

Il composto deve risultare morbido, versiamolo nello stampo da plum-cake e facciamo cuocere a 180 gradi per quasi un’ora. Se vediamo la superficie che scurisce troppo a metà cottura copriamo con un foglio di alluminio. Facciamo la prova dello stecchino che deve uscire asciutto.

Questo è un dolce molto gustoso e adatto per la colazione e la merenda. Serviamolo con una tazza di squaglio fatto come si usava una volta.

Mettiamo in una pentola 100 grammi di cacao amaro, 250 di zucchero, un cucchiaio e mezzo di farina e mescoliamo bene, uniamo 1 litro e mezzo di latte e lasciamo cuocere a fiamma bassa mescolando per non farlo attaccare. Quando lo squaglio comincia ad addensare spegniamo il gas e serviamo nelle tazzine da tè. Sopra si formerà una gustosa pellicina di cioccolato che può anche non piacere ma basta mescolare per toglierla. I gusti sono gusti 🤣❤️

Il Pannociato possiamo gustarlo con un filo di marmellata di melagrana e fave tostate di cacao o con una marmellata a piacere!

Buona vita, buon Pannociato ❤️

Ravioli di patate e robiola e noci al profumo di rosmarino e timo

È domenica e a casa nostra è sempre giorno di pasta all’uovo fresca e fatta in casa!

Chi si sogna di andare a comprare due tagliatelle o due cappelletti o due ravioli? Ci vuole proprio che sto morendo per farlo! Ma forse no…..spero che in quel momento nessuno si sogni di pensare ad andare a comprare la pasta fresca!

Stamattina è una domenica particolare, ieri sera è tornato Maurizio e voglio preparare un piatto speciale per lui! Lui si cucina da solo e i ravioli non può certo farseli a casa. Ma stamattina c’è un ma…..e come li faccio i ravioli se in frigo non ho né carne né ricotta?

Niente paura, i ravioli si possono fare anche con le verdure o le patate mescolando profumi o spezie. Io ho aggiunto la robiola, le noci, il rosmarino, il timo, il parmigiano reggiano e per dar loro un po’ di colore due foglioline di bieta rossa coltivata in un vasetto.

E come li posso condire? Con una salsa besciamella all’olio extravergine di oliva, farina di riso e polpa di zucchine che ho messo da parte dopo aver usato solo la parte esterna più dura per farle ripiene. Normalmente la si scarta per avere le zucchine più croccanti, io invece le uso per fare creme o salse.

Ecco come ho fatto i ravioli di patate e robiola e noci al profumo di rosmarino e timo.

Ho tagliato quattro patate a fettine e le messe con un filo di acqua in una ciotola e messa a cuocere a microonde. Ma possiamo farlo nella pentola sempre con poca acqua perché non devono assorbirne molta, le ho scolate e fatte raffreddare. Nel frattempo ho fatto la pasta con farina 0 e farina di semola rimacinata di grano duro e le uova di galline felici 😀. L’ho lasciata riposare e ho ripreso le patate alle quali ho aggiunto, la robiola, il sale, il rosmarino e timo tritati molto fini, il parmigiano reggiano e alcune foglioline di bieta rossa crude macinate insieme alle noci. Ho assaggiato per il sale e ho cominciato a stendere la pasta con la macchinetta della pasta. Ho fatto dei mucchietti con un cucchiaino e ho chiuso a ravioli.

Ho preparato la salsa besciamella con un cucchiaio di farina di riso ma può andare bene anche una farina 0 o 00, messa nella ciotola insieme ad un bicchiere di acqua, mescolato per sciogliere i grumi e ho fatto cuocere a microonde fino ad addensare. Ho unito un filo di olio extravergine e la polpa delle zucchine ed ho finito di cuocere a microonde. Ho frullato per ottenere una salsa ed ho aggiunto il parmigiano reggiano. Se non usiamo il microonde, la salsa besciamella possiamo farla nella stessa padella che useremo per saltare i ravioli. Faremo prima cuocere la polpa delle zucchine con poca acqua, le frulleremo e finiamo la cottura unendo la farina di riso o 0 e l’acqua giusta che serve ad ottenere una cremina. Io faccio prima ad usare il microonde.

Ho fatto cuocere i ravioli nell’acqua salata, li ho scolati e li ho ripassati in padella con la salsa besciamella alle zucchine. Mescolato e portato in tavola.

Buoni e cremosi e diversi dai soliti ravioli!

Buona vita, buoni ravioli di patate e robiola con le noci❤️

Le foglioline delle bietole rosse in vaso

Torta di noci al profumo di arancia

Stai imbiancando la tua cucina e devi per forza spostare le credenze, togliere tutte le chicchere antiche e moderne, pentole e padelle. Togliere tutte le enciclopedie di cucina degli anni sessanta.

Ricorda qualcuno “il piatto d’oro”? Tanti quaderni anche di quelli con le foderine nere, tante agende di banca o di varii editori. Ti metti a sfogliare, ti viene da piangere per quanto tempo è passato, per quanti appunti scritti frettolosamente, quanti scarabocchi dei tuoi figli, quanti tentativi di fare un resoconto dei soldi spesi in un mese. Tanti ricordi, anche qualcuno spiacevole, ma è un riassunto della propria vita, della propria famiglia.

Fra tantissime ricette trovi quella della torta di noci, dimenticata completamente.

Veniva preparata poco prima di Natale quando si schiacciavano le noci in grande quantità per fare il tradizionale dolce popolare natalizio della nostra zona maceratese, “lu crustingu”. Questa torta di noci somiglia moltissimo alla famosa torta caprese fatta con le mandorle. Ora vi racconto i suoi ingredienti.

C’è una variante che ho fatto io, ho messo un dolcificante naturale e senza calorie, senza controindicazioni che si chiama eritritolo, quindi può mangiarlo anche chi ha problemi di glicemia alta. I nutrizionisti lo raccomandano perché non da nemmeno dipendenza. Però si può usare lo zucchero semolato o integrale di canna. A vostra scelta.

Ingredienti

6 uova

12 cucchiai di eritritolo o zucchero semolato o integrale di canna

Semi di vaniglia

225 gr di noci anche Pecan o noci italiane

Un cucchiaio di farina 00, la minima quantità non ci farà morire

125 gr di burro

Un pizzico di sale

Cannella

La buccia di un’arancia

Una tortiera imburrata e foderata di carta forno

Preparazione

Facciamo fondere il burro a microonde o a bagnomaria e lasciamolo freddare, in un trita tutto frulliamo le noci, la buccia di arancia, la cannella ed i semi di vaniglia. Montiamo per prima gli albumi con un pizzico di sale a neve fermissima, con le stesse fruste montiamo i rossi di uovo con lo zucchero o il dolcificante fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso, uniamo le noci, il burro fuso e la farina setacciata, mescoliamo delicatamente e piano, piano uniamo gli albumi sollevando il composto dal basso verso l’alto con la spatola. Versiamo il composto nella tortiera imburrata e foderata di carta forno e mettiamo in forno caldo a 160 gr. per 45/50 minuti. Prima di infornare, battiamo la tortiera sul piano di lavoro per assestare bene il composto. La cottura dipende da forno a forno, con il nostro ho abbassato la temperatura a 140 gr. e coperto la superficie con alluminio. Lasciamo che il dolce si intiepidisca dentro il forno spento e togliamolo per farlo asciugare sopra una griglia per poterlo poi servire sopra un bel vassoio. Spolveriamo con zucchero a velo mescolato con la cannella.

Buona vita, buona torta di noci al profumo di arancia.

A presto!