noci

Marmellata di zucca e noci al Varnelli

La zucca ortaggio considerato povero fino a non molto tempo fa, dalle nostre parti non era un ingrediente usato in cucina, difficilmente veniva per così dire sprecata, perché prezioso alimento per l’alimentazione dei maiali, ed ingrediente principale del “pastò”, pastone, così chiamato nei nostri paesi contadini. Tutti gli scarti della cucina, patate andate a male, barbabietole, foglie dure di verdura come i cavoli, servivano per rafforzare il pastone insieme alla farina di mais aggiunta.

Per i bambini sia di campagna sia di quelli del paese, che non avevano molti giochi tanto meno quelli tecnologi, la zucca il più delle volte, era oggetto di gioco. In ogni casa di campagna, c’erano a sufficienza zucche che i contadini lasciavano asciugare all’aria sopra i tetti degli stalletti dei maiali quindi facile preda per i bambini che se ne appropriavano velocemente per trasformale in “morte”! Con un coltello la svuotavano lasciando da parte i semi che sgranocchiavano, la intagliavano per fare gli occhi, il naso e la bocca ed i denti infilzando gli stecchini, infilavano dentro una candela, la accendevano al calar della notte e la sua luce nel buio fitto della strada sterrata o del vicolo del paese, diventava un segnale spettrale spaventando i malcapitati che si trovavano a passare da quelli parti. Certamente allora nessuno sapeva dell’esistenza della festa di Halloween.

Certamente le massaie di allora mai si sarebbero sognate di usare la zucca per le pietanze, tantomeno le marmellate. Nei nostri diari o libri di cucina marchigiana, non c’è traccia di ricette con questo ortaggio, ne esiste però una che è una specie di strudel con il ripieno di zucca. Unica ricetta sicuramente. Qui troverete la ricetta 👇

https://farinaefiore.com/2018/08/24/la-zuccata/

Qui dalle nostre parti, soltanto da qualche tempo, si è cominciata ad usarla, forse per le ricette che ormai si trovano ovunque sia sui social che nelle riviste di cucina.

La zucca sappiamo che è invece un ottimo ingrediente per preparare minestre, zuppe e risotti. Grazie al suo sapore dolciastro e al suo colore solare, si possono preparare marmellate squisite.

In questo blog diario troverete molte ricette di marmellate di zucca con molti diversi ingredienti, quest’ultima che vi proponiamo, ha le noci quelle fresche di questa stagione ed un goccio di liquore all’anice, il nostro famoso mistrà Varnelli. In sostituzione, possiamo usare un altro tipo di liquore, basta se ci piace, che sia al sapore di anici come l’anisetta.

Tornando alla marmellata di zucca questi sono gli ingredienti ed il modo con cui preparala e ve la raccontiamo così.

Ingredienti

Un chilo e mezzo di zucca già pulita e senza semi

750 grammi di zucchero

Un limone

Noci tritate finemente una manciata

Mistrà Varnelli

Semi di vaniglia

Preparazione

Mettiamo la zucca, il succo di limone, la bacca di vaniglia aperta, il mistrà Varnelli o l’anisetta e lo zucchero nella pentola destinata alla cottura, mescoliamo e lasciamo a macerare per una notte.

La mattina seguente, mettiamo la pentola sul gas, possibilmente con una piastra radiante la quale non fa bruciare la preparazione senza bisogno di girare in continuazione. Se non l’abbiamo cerchiamo di mescolare spesso tenendo la fiamma al minimo. La cottura deve essere di quasi due ore, poco della fine, uniamo le noci tritate mescoliamo ancora e spegniamo. Facciamo la prova della consistenza prelevando un cucchiaino di marmellata versandola in un piattino, la quale non deve scivolare se la incliniamo, se scivola velocemente rimettiamola a cuocere per un altro po’ di tempo. Versiamo la marmellata nei vasetti sterilizzati a microonde o al forno normale a 100 gradi per dieci minuti. Prima di chiudere con i coperchi mettiamo un disco di carta forno sopra la superficie ed un goccio di liquore Varnelli o anisetta. Questo è facoltativo. Chiudiamo e lasciamo raffreddare prima di riporli in dispensa.

Una volta aperto un vasetto, mettiamolo in frigo e finiamo la marmellata entro pochi giorni!

Buona vita, buona marmellata di zucca e noci al Varnelli ❤️

Tagliatelle al caffè con crema di parmigiano reggiano e noci

Per una fredda sera d’autunno e il tempo che stiamo vivendo in piena emergenza covid, per la seconda volta, la cena deve essere piacevole, gratificante e goduriosa……l’ansia si sente, si vede e cresce di ora in ora. Per conto mio, rischio attacchi di panico tutto il giorno e la notte passata quasi in bianco diventa una tortura. Che fare? Chi lo sa?

L’unica cosa piacevole è la mattina dopo una dolce colazione e rimesso a posto la mia casa, me ne vado prima a fare un giro fuori casa a controllare i miei amati fiori e dare uno sguardo al mio, nostro orto giardino scapigliato ora più scapigliato che mai per colpa della stagione e delle foglie degli alberi che cadono come natura vuole.

Una volta tornata in cucina, dopo uno sguardo alla dispensa e al frigo e ai cesti sopra il camino con le nostre amate verdure e frutta……mi invogliano le noci nuove…..ci penso su e decido cosa fare. In un angolo del camino, ci sono le uova fresche di galline felici, dono di una cara amica, nella cucina si sente forte il profumo di caffè appena comprato. Mi viene la voglia di fare il ciambellone al caffè e cioccolato fondente, scarto l’idea perché prima devo pensare al pranzo. Prendo le uova, le appoggio sopra il piano di lavoro, le rompo nella ciotola della planetaria, aggiungo farina e……..non c’è nemmeno il tempo per pensarci che con un cucchiaino lascio cadere la polvere di caffè nell’impasto della pasta. Faccio una prova, se sarà buona bene, altrimenti butterò via tutto. Lascio impastare nella planetaria e dopo un po’ finisco di lavorare la pasta sulla spianatoia. Formo una bella e tonda palla che copro con una ciotola e lascio riposare per far sì che le tagliatelle si possano stendere meglio. Signore e signori, per fare le tagliatelle possiamo usare diverse farine, 00 / 0/ o semola rimacinata di grano duro o metà 0 e metà integrale. A voi la scelta.

Una volta riposata la pasta, la stendo con la macchinetta prima nello spessore più grosso, poi in quello più sottile adatto alle tagliatelle che taglierò a mano.

Lascio asciugare la pasta e preparo la crema di parmigiano reggiano e noci

Metto nella padella un po’ di burro, 30 grammi, per fare una cosa come Dio comanda, ci vorrebbe la cipolla ma io non la posso mangiare, 30 grammi di farina che lavoro velocemente fuori dal fuoco. Stempero con 300 grammi di latte, versandolo a filo, e mescolo fino a portare ad ebollizione, metto il sale e la noce moscata. Ottenuta una crema, unisco una bella manciata di parmigiano reggiano sempre mescolando unisco le noci tritate. Riprendo la pasta e la taglio a mano non troppo sottile e faccio cuocere le tagliatelle in acqua bollente salata, le scolo, le faccio saltare nella crema di parmigiano reggiano e noci e rimescolo ancora con un’altra poca acqua di cottura della pasta perché tutto deve essere morbidoso e godurioso!

Prendo la padella che porto in tavola e servo subito!

Prima al primogenito, poi al capo di casa, poi a me che finalmente posso riposare e gustare le mie tagliatelle al caffè con crema di parmigiano reggiano e noci!

La vita va, la paura resta, l’avvenire è incerto!

Sapete che vi dico? Che dall’inizio del covid molto sono cambiata, preoccupata sempre, meno attenta alla dieta salutista perché non mi serve più. Voglio morire appagata, mangiare cose che pur sapendole nocive per me, rendono meno triste questa parte di vita.

Al resto Dio ci pensera!

Buona vita, buone tagliatelle al caffè con crema di parmigiano reggiano e noci ❤️

Rigatoni con spinaci ceci e noci

Viva tutti i legumi e le verdure…..ci fanno bene e non ci fanno aumentare il colesterolo. Si possono fare in mille modi senza aggiungere molti grassi e diventano anche ottimi secondi che possono essere mangiati al posto delle carni.

Nei primi completano il pasto, carboidrati, fibre e proteine ne fanno un ottimo piatto unico. Se ci aggiungiamo anche il parmigiano reggiano avremo anche il calcio.

Oggi dopo una domenica dove si è mangiato la carne, un po’ di pasta con spinaci e ceci e l’aggiunta di noci, mi sembra ottimo per alleggerire non dico lo stomaco, ma l’intestino che ne avrà benefici per l’apporto delle fibre dato dalle verdure e legumi.

Vi racconto che per fare i rigatoni con gli spinaci e ceci, ci vuole poco tempo. Si possono prendere anche quelli surgelati o freschi, si cuociono con l’aglio se piace, in padella con un filo di olio extravergine di oliva, appena cominciano ad appassire si uniscono i ceci scolati e sciacquati, vanno bene anche quelli in barattolo di vetro, si mescola per insaporire con un pizzico di sale e nel frattempo si scolano i rigatoni, si ripassano in padella unendo un po’ di acqua della pasta. Si fanno insaporire bene, mescolando si uniscono le noci e le erbe aromatiche timo, erba cipollina e rosmarino tutto tritato insieme, una spolverata di parmigiano reggiano ed il piatto è pronto.

Provatelo perché è veramente buono!

Buona vita, buoni rigatoni con gli spinaci, ceci e noci ❤️

Diario alimentare del tempo di coronavirus

Ventiseiesimo giorno di reclusione.

Le notizie sempre più allarmanti ti tolgono la voglia di continuare a sperare. Non basterà nemmeno più un metro di distanza sociale, crederci o no, è sempre preoccupante. Quando finirà l’emergenza, saremo sfiniti e forse pazzi. Intanto si deve pur cucinare, le scorte stanno finendo come le uova che erano infelici come noi. Ma gli spätzle si possono fare anche senza, colorati di rosso come tingeremo le uova pasquali se ci saranno in abbondanza. Questi spätzle sono stati fatti con anche farina di ceci, concentrato di pomodoro ed acqua. Per il condimento ho fatto cuocere il radicchio rosso, ho unito i fagiolini surgelati cotti e tagliati fini, le noci e nocciole tritati con il parmigiano reggiano. Buoni, e anche oggi il pranzo è andato.

Torta di frutta secca e cioccolato fondente senza zucchero e senza cottura

Senza zucchero ma naturalmente dolce per la frutta secca come uvetta, fichi secchi e prugne, croccante per le noci, nocciole, le mandorle ed i semi di sesamo e girasole e amaro per il cioccolato fondente e niente cottura. Le merende e le colazioni sono tante che mi tocca inventare sempre qualcosa di nuovo.

Questo è un dolce buonissimo e di facile procedura. Come ho scritto non c’è lo zucchero nemico numero uno della salute. Si possono cambiare gli ingredienti o aggiungere fiocchi di avena o simili.

A noi piace così, vedete voi!

Come si fa?

Ho fatto sciogliere 200 grammi di cioccolato fondente in una pirofila foderata di carta forno dentro il forno a microonde, possiamo farlo a bagnomaria, l’ho mescolato fino ad ottenere una crema. Nel frattempo ho messo a sciacquare e poi rinvenire in acqua tiepida una tazza di uvetta, tre fichi secchi e tre prugne, le ho scolate e fatte a pezzetti, ho unito al cioccolato insieme ad una manciata di frutta secca tritata, noci, nocciole e mandorle passate prima in forno, mescolando il tutto con un cucchiaio unendo semi di sesamo e girasole. Con le mani ho compattato fino ad ottenere un tortino che ho messo in frigo a rassodare per qualche ora. Ho tagliato a fettine e ho servito a colazione. Le dosi si possono aumentare per una torta più grande.

Buona vita, buona torta senza zucchero e senza cottura ❤️

Crostata di noci e castagne con marmellata di lamponi e mirtilli

Poco da scrivere, molto da fare in un periodo freddo e di vento forte. Cambiamenti in vista di un prossimo e meraviglioso evento, capovolgimenti radicali che portano prima un grande caos e fatica con la speranza di un finale sereno. Di più non posso raccontare!

Leggerete il finale al tempo delle rose!

Però c’è una buona crostata che vi racconto.

Ottima, rustica un po’, croccante per la farina di noci, profumata per quella di castagne, lo zucchero di canna, il miele e la marmellata di lamponi e mirtilli.
La merenda o colazione è pronta 😀

Ingredienti

200 grammi di farina di tipo 1

50 grammi di farina di castagne

50 grammi di noci

50 grammi di zucchero di canna

50 grammi di miele

2 uova di galline felici

75 grammi di burro a temperatura ambiente

Marmellata di lamponi e di mirtilli

Un odore di chiodi di garofano

Un cucchiaino di lievito per dolci

Preparazione

Prendiamo 50 grammi di noci, un chiodo di garofano (facoltativo) e 50 grammi di zucchero di canna che frulliamo insieme, uniamo 50 grammi di miele, 50 grammi di farina di castagne e 200 grammi di farina 1, impastiamo unendo il burro morbido, le uova ed il lievito per dolci. Lavoriamo velocemente per amalgamare il tutto. Schiacciamo il composto e mettiamo a riposare in frigo per un’ora.

Riprendiamo la pasta e tre quarti la stendiamo con il matterello sopra la carta forno, mettiamola nello stampo di 26 centimetri, buchiamo il fondo con la forchetta e copriamolo con metà marmellata di lamponi e metà di mirtilli o di un altro tipo a piacere. Con il resto della pasta, decoriamo con le strisce e stelline messe solo da un lato.

Mettiamo a cuocere a 180 gradi per 30/35 minuti. Regoliamoci con la cottura perché ogni forno ha la temperatura diversa.

Spegniamo il forno e lasciamo freddare prima di sfornare la crostata.

Buona vita, buona crostata di noci e castagne con marmellata di lamponi e mirtilli ❤️

Fusilli alla crema di pere e radicchio rosso con noci

Il nostro piatto del giorno, come spesso succede, è preparato molto velocemente nel tempo che cuoce la pasta.

Oggi avevamo il radicchio rosso appena raccolto e gelato per la temperatura andata a finire a meno 2 di notte, delle pere che stavano avanti di maturazione, prodotti giusti per la pasta dal sapore amaro e dolce e croccante per le noci.

Abbiamo cotto le pere a fettine in olio extravergine di oliva ed erbe aromatiche, unito il radicchio rosso tagliato a filetti, le noci e spadellato i fusilli insieme ad una bella spolverata di formaggio di capra. Buon piatto che riscalda corpo e spirito.

Insieme abbiamo preparato dei crostini col nostro pane quotidiano di farine diverse e fettine di pecorino spolverati con le arachidi! Insalata mista ed il pranzo è fatto!

Buona vita, buon pranzo❤️

Späzlet con succo di melagrane e noci

Un maestoso albero di melograno che cede sotto il peso di numerosi frutti sfumati di rosso.

Molti sono dischiusi, molti ancora chiusi a custodire i suoi rubini, molti che stanno esplodendo e fanno da richiamo agli uccellini che volano in questo posto ancora incontaminato. È un angolo di paradiso un po’ selvaggio!

Cambiamo discorso che è meglio 😂

E dopo aver raccolto una certa quantità di melagrane cosa si fa? Beh, la marmellata è stata fatta, lo sciroppo e il liquore pure, cosa resta da fare oltre che a berlo fresco che dicono sia un elisir di lunga vita? Metterlo nelle torte per sostituire il latte, oppure negli impasti di pane o pasta fresca. Peccato che il suo colore una volta in cottura sparisca anche con l’aggiunta di una sostanza acida. Non importa andiamo a fare un primo piatto veloce e buonissimo. Bastano pochi minuti, a mezzogiorno si prepara e per le tredici è pronto in tavola. Credetemi.

Per evitare schizzi ovunque, mettiamo le melagrane dentro una ciotola con l’acqua che scorre, le spacchiamo con un coltellino o con le mani e lasciamo cadere i chicchi. Togliamo le pellicine, li scoliamo per bene e li frulliamo ad immersione. Li passiamo con uno scolino e lo usiamo per fare gli späzlet. Se si ha un estrattore tutto è più facile.

Preparazione

Questa dose è per cinque persone.

Mettiamo il succo di una melagrana nella ciotola, uniamo tre uova di galline felici o puttane perché ora non troviamo le altre più fortunate, saliamo, mettiamo un cucchiaio di olio di oliva e mescoliamo con una frusta, aggiungiamo la farina 0 quanta ne basta per ottenere un composto né troppo morbido né troppo duro. Regoliamoci perché deve scendere dallo schiaccia patate.

Lasciamo riposare e intanto prepariamo il condimento.

Mettiamo l’olio extravergine di oliva ed un pezzo di burro nella padella, uniamo timo, erba cipollina e maggiorana, mescoliamo per pochi minuti, i chicchi di melograni e le noci. Mettiamo a bollire l’acqua con il sale, alcune gocce di limone, caliamo nello schiaccia patate un po’ di composto e lasciamo formare tanti cordoncini, gli späzlet, mescoliamo e lasciamo cuocere per pochi minuti, li scoliamo e li passiamo nella padella. Finiamo tutto il composto allo stesso modo unendo un po’ di acqua di cottura. Spolveriamo di parmigiano reggiano e uniamo ancora chicchi di melagrane.

Portiamo in tavola e buon appetito!

Buona vita, buoni späzlet di succo di melagrane e noci ❤️

Penne integrali alla salsa di noci e pomodorini con polvere di pomodori

I miei piatti sono sempre veloci e improvvisati. Oggi mi sono state regalate le noci nuove e voilà……frullo, aggiungo e condisco!

Penne integrali con salsa di noci e gli ultimi pomodorini, parmigiano e olio extravergine di oliva con polvere di pomodoro! Tutto frullato a crudo e aggiunto alle penne scolate e ai pomodorini confit. Per fare velocemente i pomodorini confit ho usato il piatto crisp basta spolverare di poco sale, peperoncini e zucchero di canna.

La ricetta della polvere di pomodori la trovate qui.

https://farinaefiore.com/2018/10/17/il-pane-e-la-polvere-di-pomodoro-di-rucola-di-basilico-di-erbe-aromatiche/

Pane di zucca mele cotogne candite e noci

È una domenica pomeriggio di quasi fine ottobre, c’è un bel sole, tiepido e le foglie dorate cominciano a cadere lentamente, sembrano danzare sul tappeto verde sfumato d’autunno.

Sotto il porticato c’è un tavolo che cambia per così dire, addobbamento ad ogni stagione. Ora ci sono quattro zucche tutte portatemi in dono. A noi piacciono molto in qualsiasi modo si facciano.

Una di queste zucche è ammaccata, dovevo assolutamente farci qualcosa, ed essendo domenica l’ho usata per il ripieno dei ravioli.

Poi farò la marmellata e quello che mi verrà in mente.

Questo tipo di zucca è enorme, non è molto pesante perché questa è come si dice nel nostro dialetto petriolese è “gògghia”, cioè l’interno è cavo, vuoto, o in un altro modo di dire dialettale, “sòna a gógghio” suona a vuoto o ancora “adè gròssa e ccojona “, grande e sciocca.

All’epoca delle nonne non si usava farne molto uso in cucina. In qualche libretto della nostra cucina tradizionale popolare maceratese, viene menzionata solo un dolce, la zuccata e niente di più.https://farinaefiore.com/2018/08/24/la-zuccata/ qui c’è la ricetta.

All’epoca delle nonne in campagna la zucca era semplicemente pasto per maiali e per far impaurire i bambini disobbedienti.

All’epoca delle nonne la zucca grande e sciocca serviva per fare la morte un gioco che piaceva molto ai bambini.

All’epoca delle nonne alla fine dell’estate verso gli ultimi giorni di settembre e quelli d’inizio d’ottobre si andava in campagna in cerca di un’anima buona che regalasse una zucca da portare a casa per i propri figli piccoli.

All’epoca delle nonne non andava di moda la festa di Halloween, chi la conosceva?

All’epoca delle nonne la zucca veniva scavata, con un coltellino, si tagliava la bocca nella quale si infilavano gli stecchini che fungevano da denti, il naso e gli occhi, dentro veniva messa la candela. La morte veniva posta sopra un davanzale di un terrazzo o sopra una colonna all’ingresso della casa o all’inizio di una strada sterrata di campagna. Veniva accesa solo la sera appena calata la notte. Capitava che c’era un bambino più birichino che appena qualche altro suo compagno si avvicinava spaventato, si mettesse a fare dei versi diabolici facendo correre a gambe levate il malcapitato bambino.

All’epoca delle nonne la zucca era un gioco semplice ma d’effetto. All’epoca mia, guardo con gli occhi di una certa età e tutto questo non mi fa più ridere. Vorrei tanto rivivere i bei momenti passati in un battito di ciglio.

Servirebbe per scacciare i mille problemi che il tempo e l’età portano nella nostra vita. Ora specialmente ❤️

Torniamo al pane dolce di zucca, conviene provare a farlo, è buono, molto direi, è facile e dà almeno a me la soddisfazione dell’ottimo risultato. Ma questo spetta dirlo a voi.

Nel dolce ci sono la farina ai cereali e semi vari che portano fibre e rende meno raffinata la farina 0. Serve pure a sentirci meno in colpa!

Questi sono gli ingredienti

200 grammi di farina 0

50 gr di farina ai cereali e semi di sesamo e di lino. Questa è una farina combinata che si vende così

100 grammi di zucchero di canna

Buccia di limone

220 grammi di zucca già cotta

50 olio di girasole

Due uova e un albume

100 grammi di noci

2 cucchiaini di lievito per dolci

1/2 cucchiaino di bicarbonato

Cannella macis chiodi di garofano (facoltativo)

Fette di mele cotogne candite

Preparazione

Per prima cosa tagliamo a fette due mele cotogne se piccole o una se grande. Le mettiamo a cuocere a microonde in una ciotola o in un pentolino sul gas con un goccio di acqua e qualche cucchiaio di zucchero di canna. Devono asciugarsi e caramellare.

Tagliamo la zucca a pezzetti, mettiamo a cuocerla o a microonde cosa che io faccio sempre, nella ciotola con un filo di acqua e coperta da un foglio di carta forno, non la pellicola, oppure in un pentolino sempre con acqua ma ci vorrà più tempo. Lasciamola raffreddare e la frulliamo ad immersione con una parte di noci, queste resteranno granulose e renderanno il dolce croccante.

Aggiungiamo al frullato di zucca e noci, due uova ed un albume, lo zucchero e montiamo tutto insieme unendo l’olio di girasole. Mescoliamo ed aggiungiamo le due farine con il lievito e il bicarbonato le spezie facoltative, mettiamo il composto nello stampo di plum-cake foderato di carta forno e sopra affondiamo le fettine di mele cotogne sciroppose e le noci rimaste. Mettiamo a cuocere a 170 gradi per un’ora e forse qualche minuto in più. A metà della cottura copriamo con un foglio di alluminio per evitare di bruciare la superficie. Facciamo la prova dello stecchino che deve uscire asciutto.

Spegniamo il forno e lasciamo freddare il dolce dentro

Buona vita, buon pane dolce di zucca mele cotogne sciroppose e noci 😁❤️ la vita è anche adesso ❤️😓