mele

Crostata con pasta brisé senza zucchero e marmellata di fragole

Il Lunedì dell’Angelo quando da ragazzina, non vedevo l’ora di andare a fare “lu pranzìttu“, in campagna con la mia più cara amica.

C’erano quattro diverse direzioni da prendere.

Una verso s. Antonio, una verso la collina, una verso Mogliano ed una verso l’abbadia di Fiastra. La nostra preferita era nel mezzo di tutte quante, le coste ripide di un terreno dorato di spighe di grano a macchie di rosso dei girasoli.

Davanti, sul bordo della strada che portava a Mogliano, poco prima di arrivare alla chiesa della Madonna delle Grazie, c’erano la casa e la stalla che ospitava il cavallo di “Filò de Filandra”.

Scendendo giù, giù, su quel terreno scosceso, la mia amica ed io, come due vispe Terese, ci precipitavamo velocemente ansiose di arrivare sul punto più piano per mangiare la nostra “merennetta.”

Era complicato il ritorno, con la pancia piena ed il viso rosso come un peperone, quando non c’erano più le forze e per arrivare in cima del monte, dovevamo fare dieci soste senza nemmeno bere un goccio d’acqua, ed un paio di pause ancora era per far pipì! Arrivavamo a casa felici e stanche tanto da buttarci sul letto senza far la cena. Le nostre madri non si dovevano preoccupare per le nostre uscite, non ci cercavano nemmeno tanto era sicuro che con ci sarebbe successo niente, erano contente di liberarsi un po’ di noi piccole pesti.

Io che abitavo in via Umberto primo, la via principale del paese, scorrazzavo in tutte le parti verso la campagna, via Roma che portava in ogni direzione in giù o a destra o a sinistra, era la mia via preferita. Ci abitavano la mia amica del cuore, i miei nonni e la mia cugina preferita Bianca Rosa.

A quei tempi, non c’erano le merendine, portavamo nel cestino pane e frittata o “ciasculu”, e la “pizza dóce de Pasqua”. Niente da bere, manco la “gazzosa”. Enza, te lo ricordi? Siamo ormai in là con gli anni, i ricordi molti cominciano a sbiadire, il tempo che viviamo serve per sforzare la mente, cercando di mantenere vivo quel che resta di una vita passata nel bene e nel male come per tutti!

È così che come si dice, ce la faremo!

Convinti voi, convinti tutti!

Lasciamo perdere e quel che sarà, sarà!

Torniamo al racconto della ricetta del dolce buono e semplice.

La nostra crostata per oggi è senza zucchero, la pasta è una specie di brisé per il burro che contiene, almeno quello, con una purea di mele che l’addolcisce e sopra la nostra marmellata di fragole alla vaniglia dell’anno scorso ed è buonissima. La crostata si mantiene benissimo anche dopo qualche giorno, l’essenziale è farla asciugare sopra la grata dopo la cottura.

Noi l’abbiamo fatta con 150 grammi di mele frullate insieme a 100 grammi di burro e buccia di limone, 300 grammi di farina ed un cucchiaino di lievito per dolci e due uova. L’abbiamo fatta riposare per un paio d’ore. L’abbiamo stesa sopra la carta forno, bucata con la forchetta e coperta con la marmellata di fragole. L’abbiamo cotta a 160 gradi per 25/30 minuti. Bisogna regolarsi con il proprio forno. Con il resto della pasta abbiamo fatto dei cuori di biscotti.

La base di questa crostata può essere utilizzata con ogni tipo di marmellata o ripieno dolce.

Buona vita, buona crostata con la marmellata di fragole!❤️

Diario alimentare di quaresima (torta di mele e noci)

Diario alimentare di quaresima…..sgarriamo un po’ perché potrebbe essere difficile finire il cammino!

La classica torta di mele e noci maceratese, deve essere fatta come Dio comanda, non deve mancare il burro, tanto, per il nostro tempo di dolci salutistici, tanto zucchero, mmmmm……vade retro….la farina che essere finissima come scriveva l’Artusi, mele e noci, che nella campagna marchigiana abbondano, mele e noci queste, quasi a dar l’idea che dopotutto il dolce non sia poi tanto così nocivo alla nostra salute.

Le nostre nonne sapevano sapientemente dosare ogni ingrediente! Non avevano la bilancia, lo zucchero doveva essere un po’ più di “un acino”, la farina quattro pugni, come quattro erano le uova, come il burro quattro cucchiai.

Ma sapete che vi dico? Che a me, a noi, non interessa più tanto stare a fare il conto né delle calorie né del colesterolo, perché qualche cos’altro potrebbe farci un brutto scherzo! Aspettiamocelo!

E se volete toccatevi quel che vi pare oppure pregate, preghiamo!

Tradotti in pratica, i nostri dosaggi sono per davvero abbondanti.

Quattro uova di galline felici, vedete voi come le trovate,

trecento grammi di farina

trecento grammi di zucchero

però io ne metto solo 120

cento grammi di burro

tre mele

trecento grammi di noci

vanillina, per i più moderni, i semi di vaniglia

lievito per dolci per questo tempo, per le nonne, o

“una cartina de lu farmacista” che sarebbero un cucchiaino di cremore di tartaro e mezzo di bicarbonato, che poi non è altro che una bustina di lievito per dolci. (Capito)?

Lavorate uova, zucchero, burro fuso, vanillina, farina e lievito, unire mele e noci a pezzi. Cuocere a 180 gradi per quasi un’ora! Fare la prova dello stecchino e coprire la superficie se scurisce troppo!

Buona vita, buon cammino di quaresima con la torta di mele e noci della nonna! ❤️

Torta di mele antica alle spezie e noci

Non era ancora cominciato l’Avvento, la corona era pronta, le candele aspettavano di essere accese per illuminare il nuovo giorno e una buonissima torta antica fatta di mele e noci. Sono passate già due domeniche, come vola questo tempo! Prendi le mele e tagliale, monta le uova quelle che ti capitano, se sono di galline felici lo sarai pure, se sono di galline puttane…….sorvolaci 👆 unisci lo zucchero e sbatti, unisci la buccia di arancia e le spezie, l’olio ed il latte, setaccia le farine, mescolaci le mele e le noci e versa tutto nello stampo, metti a cuocere e quando senti il profumo della torta in tutta la casa, spegni il forno ed aspetta il mattino per gustarla appieno. La vita non aspetta te!

Raccontiamo cosa ci vuole per fare la torta di mele antica e come si fa.

Ingredienti

100 grammi di farina di tipo 1 o integrale

150 grammi di farina 0

Possiamo anche usare un’unica farina o 0 o 00 o metà e metà

3 uova di galline felici o puttane (quelle del supermercato) per capirci

150 grammi di zucchero o 100 grammi come abbiamo fatto noi

120 grammi di latte

Buccia di limone o di arancia

30 grammi di olio extravergine d’oliva o di girasole

Noci una manciata

Tre mele, due le facciamo a piccole fettine e le altre a cerchio per la decorazione

Una bustina di lievito per dolci

Spezie cannella zenzero chiodi di garofano noce moscata a piacere

Prepariamo la torta

Montiamo le uova con lo zucchero fino a quando il composto diventa gonfio e sbiancato, uniamo la buccia di limone o di arancia, il latte, l’olio, le spezie e lasciamo amalgamare bene, piano piano lasciamo cadere le farine ed il lievito setacciati, le mele e le noci spezzettate. Versiamo il composto nello stampo a cerniera foderato di carta forno, decoriamo con i cerchi di mele ed una noce. Informiamo a 170/ 180 gradi per quasi un’ora. A metà cottura se la superficie scurisce copriamola con un foglio di alluminio. La torta deve cuocere bene per la presenza delle mele, quindi quando facciamo la prova dello stecchino, questo deve uscire asciutto. Ricordiamoci sempre che la temperatura del forno non è mai uguale ad un altro. Quindi regoliamoci noi.

La torta è buona e profuma tutta la casa, ogni morso è un tripudio di sapori ed odori. La torta dopo può essere conservata in frigo se in casa c’è una alta temperatura.

Buona vita, buona torta di mele antica alle spezie e noci ❤️

Marmellata di melagrane alla vaniglia

Vi propongo un’altra marmellata di melagrane più facile e veloce, ci sono le mele che servono a darle più densità e la vaniglia per profumarla. Con i semi ricavati ho preparato un’altra marmellata usando le mele rose dei Monti Sibillini, questo frutto è una varietà antica coltivata nell’Appennino centrale che dopo essere stata perso nel tempo, è stato salvato e ricoltivato in tempi recenti dagli agricoltori dei monti Sibillini che malgrado il grande lavoro continuano a farci dono di una stupenda mela.

Vi racconto la ricetta di questa nuova marmellata di melagrane e facendola in questo modo

Ci servono le melagrane dalle quali dovremmo ricavare un litro e mezzo di succo, questo però lo otterremo soltanto con il passaverdura. Non dobbiamo usare il frullatore né quello ad immersione né l’estrattore perché perderemmo la parte più solida delle melagrane. Ci servono 250 grammi di mele che siano sode tipo renette, più il succo di un limone e la vaniglia.

Procediamo così.

Dopo aver pulito le melagrane, estraiamo tutti i chicchi, facendoli cadere nella pentola destinata alla cottura, uniamo il succo di limone e mettiamoli a cuocere per pochi minuti, devono solo scaldarsi senza arrivare a bollore. Se abbiamo tempo lasciamo a riposare per una notte, altrimenti passiamo subito i chicchi con il passaverdura, in questo modo non ci troveremo fra i denti i resti dei chicchi frantumati. Una volta fatta questa operazione, vi ricordo che io ho ottenuto un litro e mezzo di succo e polpa, uniamo 250 grammi di mele renette, 650 grammi di zucchero ed i semi della vaniglia. Facciamo cuocere a fuoco basso, mescolando spesso. Frulliamo ad immersione, ora lo possiamo fare perché le melagrane sono state passate prima, a cottura completa facciamo la prova del piattino e se la consistenza è giusta la marmellata è pronta, altrimenti rimettiamola a cuocere per altri minuti mescolando spesso. Versiamola nei vasetti sterilizzati a microonde o a bagnomaria, chiudiamo con i loro coperchi e lasciamola freddare prima di riporre la marmellata in dispensa. Se vogliamo essere più tranquilli, il giorno dopo mettiamo i vasetti a sterilizzare nella pentola con acqua fredda che deve coprirli e dall’inizio del bollore, lasciamo passare una ventina di minuti. Questa marmellata di melagrane è deliziosa, buona da mangiare con il pane, con le fette biscottate e per preparare delle buonissime crostate. Possiamo usarla per farcire le torte mescolandola al mascarpone o alla crema pasticcera o per preparare una fresca cheesecake. Vedete voi!

Buona vita, buona marmellata di melagrane alla vaniglia ❤️

Marmellata di mele al profumo di foglie di fico

Ecco un’altra marmellata, l’ennesima e con un particolare in più, le foglie di fico delle quali quest’anno me ne sono innamorata per la mia cucina. Le foglie di fico nelle Marche si usano per fare il famoso dolce a base di fichi, mandorle, noci e altri ingredienti. Qui in questo blog diario, troverete la ricetta. https://farinaefiore.com/2017/08/15/il-lonzino-di-fichi-secchi-dolce-tradizionale-maceratese/

Questo è il tempo di farlo, sarà pronto per Natale, quindi cercate di non perdere questa delizia marchigiana.

Torniamo alla marmellata di mele, fatta con le foglie di fico che cuocendo, rilasciano sapore e profumo identico al vino cotto di fichi, usato come ho scritto già, per condire le carteddate o cartellate le tradizionali ciambelline intrecciate di Puglia e dintorni.

Procuratevi le foglie di fico e tenetele da parte anche per farne infusi nel periodo freddo che verrà. Profumeranno tutta la casa.

Andiamo fuori a staccare le foglie dal fico e se siamo fortunati, anche le mele! Pronti?

Ecco come raccontiamo la ricetta e questi sono gli ingredienti

Due chili di mele sode, io ho usato le nostre cadute prematuramente e quindi più acerbe

Tre o quattro foglie di fico lavate

Zucchero, 350 grammi per chilo calcolando il peso delle mele che otterremo dopo la prima cottura

Il succo di un limone

Due bicchieri di acqua

Preparazione

Laviamo e tagliamo le mele a pezzi, versiamole nella pentola con due bicchieri di acqua, regoliamoci perché le mele rilasciano poco liquido, il succo di limone e le foglie di fico, lasciamo cuocere fino a quando le mele diventano molli, mescoliamo per non farle attaccare.

Togliamo le foglie che però rimetteremo dopo, frulliamo ad immersione o passiamo al passaverdura, la marmellata, altrimenti la lasciamo così a pezzi, la pesiamo ed aggiungiamo lo zucchero, per ogni chilo, calcoliamo 350 grammi, la rimettiamo a cuocere, quindi se saranno due chili, ne metteremo 700 grammi, uniamo ancora le foglie di fico e finiamo la cottura mescolando spesso, dobbiamo ottenere una preparazione consistente. Ora togliamo definitivamente le foglie di fico. La marmellata è pronta quando prendendone un cucchiaino la verseremo in un piattino e non scivolerà velocemente.

Versiamo la marmellata nei vasetti sterilizzati a microonde o in forno, chiudiamo con i loro coperchi e lasciamo che riposino fino al raffreddamento. Conserviamo al fresco e al buio.

La marmellata di mele alle foglie di fico, è deliziosa da mangiare con il pane o per preparare le crostate.

Buona vita, buona marmellata di mele con le foglie di fico ❤️

Orto giardino scapigliato

Scapigliato sì, ma comunque produttivo…..l’ordine è un’altra cosa ma ce lo facciamo star bene lo stesso. Mangiare sano si può, niente prodotti chimici, poco lavoro e avanti così!

Buona vita, buon lavoro nell’orto giardino scapigliato ❤️

Pere o mele sciroppose allo sciroppo di alloro

Una preparazione veloce per fare le pere o le mele sciroppose, assomiglia ad una preparazione sciroppata, ma alla fine la frutta resta più consistente quando la mangiamo e non molliccia come la frutta sciroppata.

Con la calura del tempo estivo, cadono le pere e le mele, queste possono essere usate per farle sciroppose, essendo più dure ed acerbe. In questo modo non si buttano.

Ci occorrono una quantità di pere o mele dure e senza ammaccamenti, le tagliamo a metà e poi a fette, non tanto sottili. Questa è una dose per un km di frutta.

Preparazione

Facciamo bollire mezzo litro di acqua con 150 di zucchero fino alla piccola bolla insieme a foglie di alloro. Spegniamo ed uniamo 150 gr. di miele di acacia. Mettimo poi la frutta a fette col succo di un limone, facciamo bollire, tiriamo su la frutta mettendola in una ciotola e lasciamo riposare per una notte. La mattina rimettiamo a bollire lo sciroppo e versiamo la frutta che dovrà solo bollire per poco. Togliamo la frutta e lasciamola riposare nella ciotola per una notte. La mattina rifacciamo lo stesso procedimento. Togliamo la foglia di alloro ed invasiamo nei vasetti sterilizzati a microonde. Prima di chiuderli con i loro coperchi, se ci piace mettiamo un cucchiaino di grappa. Lasciamo raffreddare e mettiamo i vasetti nella pentola con l’acqua fredda, fra un vasetto e l’altro sistemiaoci degli strofinacci da cucina per evitare la rottura. Accendiamo il gas, lasciamo bollire per una ventina di minuti dall’inizio del bollore. Spegniamo ed una volta freddi riponiamo in dispensa. La stessa preparazione la possiamo fare in forno a microonde. Mettiamo nella ciotola lo zucchero ed il miele, le foglie di alloro, lasciamo scaldare e poi bollire per alcuni minuti , uniamo la frutta, riaccendiamo lasciamo cuocere fino a quando la frutta diventa appena appassita. Togliamo la frutta dallo sciroppo formatosi, mettiamola in una ciotola e copriamo con la pellicola frutta e sciroppo. Lasciamo riposare per una notte, mettiamo a scaldare lo sciroppo sempre a microonde, uniamo la frutta e facciamola ribollita, bastano pochi minuti. Facciamo lo stesso procedimento riposo, e cottura tutto per tre giorni. Invasiamo come ho scritto sopra.

Sterilizziamo come sopra.

La frutta sciropposa oltre ad essere buona da usare nelle preparazioni dolci, magari sopra a creme di formaggi, sopra il pane, nello yogurt bianco greco, anche servita con i bolliti misti.

La stessa preparazione la si può fare con ogni tipo di frutta, come i fichi . Qui trovate la ricetta

https://farinaefiore.com/2017/06/23/fichi-sciropposi-e-uvetta-alla-grappa-o-al-caffe/

Melone mele pere prugne e parmigiano reggiano

Non si può accendere il fornello con questa calura estiva ed allora mettiamo in tavola solo cibi crudi e pieni di vitamine.

Mele, melone, pesche, albicocche, prugne, pere, se ci piacciono pistacchi e noci e scaglie di parmigiano reggiano, un filo di olio extravergine di oliva e succo di limone, basilico ed erbe aromatiche!

Buonissimo e freschissimo!

Buon mese di luglio!

Petriolo e le colline

Torta di mele al pan di zenzero

Ci siamo, battuto il nemico mondiale, ogni luogo si illumina e ogni casa ha il suo profumo di cose buone. Spezie agrumi cioccolato e farine nuove frutto della stagione appena passata.

È Natale, e la torta di mele pan di zenzero è pronta! Sogno o son desta?

Allora, lavoriamo tre uova di galline felici, pure loro smetteranno di esserlo, con poco zucchero, solo 100 grammi, uniamo 100 grammi di latte, 60 grammi di olio di girasole, buccia di limone, zenzero, cannella, noce moscata e chiodi di garofano, 150 grammi di farina 1 e 50 grammi di noci e nocciole tritate finemente ed infine una bustina di lievito per dolci. Mettiamo sopra la superficie, tre etti di mele tagliate a fettine e cuociamo a 180 per 30/35 minuti.

Spolveriamo di zucchero a velo e portiamola in tavola 🌹

Qui cari amici, non c’è più nessuno che ci dica la verità, la scienza battuta, il virus sembra non volerci abbandonare, ci sono tristezza, avvilimento, il futuro incerto.

Impotenti, aspettiamo non so cosa!

Dio ci protegga e ci aiuti!

Intanto anche se Natale sembra tanto lontano, questo buonissimo dolce si può fare anche con le spezie del periodo natalizio!

Buona vita, buona torta di mele al pan di zenzero ❤️