cacao

Quadrotti variegati di pan di albicocche e cacao all’olio

È la metà di luglio, il tempo è bizzarro, a metà settimana su gran parte delle Marche si è scatenata una tromba d’aria con vento fortissimo e pioggia procurando danni ingenti con distruzione di spiagge e cadute di alberi. In mezz’ora di tempo l’entroterra e la costa allagati, la viabilità zero per la caduta di rami caduti e interruzione di energia. Un inferno e una grande paura per il pericolo di essere travolti da oggetti che volavano ovunque e da tegole dei tetti. Rovina e distruzione di orti e frutteti anche per la grandine caduta in molte parti.

I nostri alberi dopo aver subito una terribile sferzata sono ancora in piedi ma sicuramente se come si prevede che nell’immediato sarà ovunque un clima che cambia in peggio sia nelle temperature che nelle precipitazioni, dovremmo tagliarli fino a terra per evitare che cadano sulla casa e sulle strade adiacenti. È un gran dispiacere ma sicuramente meglio prevenire che curare!

Allora passata la bufera il giorno dopo ci siamo ritrovati con pere e mele non ancora mature cadute sul terreno e così pure le ultime albicocche ormai stramature e ammaccate. Le abbiamo raccolte, scelte le più belle e usate per un dolce da mangiare per colazione o per merenda. Le albicocche le abbiamo frullate e messe nell’impasto e rendono il dolce bello arancione come il colore del sole e dell’estate. Non c’è burro ma olio di girasole ma potrebbe essere anche l’olio extravergine di oliva.

Tornando al tempo, i meteorologi avvisano che l’estate è finita perché torneranno pioggia e vento forte! Ci credete? Beh in fondo se pensiamo che è luglio il mese più caldo, ed è già passata la metà, la temperatura è molto abbassata, ad agosto come si dice da noi nel maceratese “la prima piogghia d’agùstu ogni villà se me lu bustu”! Cioè alla prima pioggia di agosto ogni villano si mette il busto per coprirsi!

Diamoci da fare con gli ingredienti per i quadrotti di pan di albicocche e cacao!

Eccoli!

250 grammi di farina 0 non 00

Tre uova di galline se le trovate se no prendete quelle chiuse e tristi

130 integrale di canna o semolato tanto gli esperti dicono che sempre zucchero è quindi bisogna usarne poco

200 polpa di albicocche frullate

50 grammi di olio di girasole o extravergine di oliva ma è più forte nel sapore

Succo di limone

Cannella q b

Poco meno di una bustina di lievito per dolci

Una puntina di bicarbonato

Un cucchiaio di cacao

Albicocche per decorare

Preparazione

Frulliamo ad immersione 200 gr di albicocche con 50 gr di olio di girasole ed il succo di limone, in una ciotola montiamo le uova e lo zucchero fino ad ottenere un composto bianco e gonfio, uniamo il frullato di albicocche, la farina, il lievito per dolci, il bicarbonato e la cannella setacciati e mescoliamo per amalgamare il tutto.

Versiamo il composto lasciandone un po’ che ci servirà alla fine, nello stampo quadrato o rettangolare foderato di carta forno, livelliamo la superficie e mettiamo un cucchiaio di cacao setacciato nel resto del composto mescolando bene e lasciamolo cadere sopra, decoriamo con le albicocche tagliate a fettine cercando di farle affondare un po’. Mettiamo a cuocere a 160/170 gradi per quasi un’ora. Facciamo la prova dello stecchino che deve uscire asciutto e vedremo superficie diventare lucida.

Spegniamo il forno e lasciamo freddare un po’. Togliamo il dolce dallo stampo e tagliamo a quadrotti.

I quadrotti sono più buoni se conservati in frigo e sono anche meno di rovinarsi per la presenza delle albicocche.

Buona vita, buoni quadrotti di pan di albicocche e cacao ❤️

Pan dolce alla frutta senza uova

Si sa che d’estate la frutta appena comprata o raccolta deperisce subito. Bisogna usarla nel più breve tempo possibile oppure mantenerla al fresco come in frigo. Succede però che se è stata acquistata in grande quantità diventi scura e molliccia. Possiamo congelare la frutta ed usarla per fare dei gelati, basta tagliarla a pezzetti, riporli in una ciotola con coperchio e quando vogliamo un gelato, la prendiamo e la frulliamo. Non c’è bisogno di aggiungere lo zucchero e così sarà più sano.

C’è pure un altro modo di usare la frutta passata di maturazione, dopo averla frullata con l’aggiunta di zucchero e farina e altri ingredienti può diventare un pane dolce ma non troppo da mangiare a colazione o a merenda.

Ingredienti

500 grammi di banane e pesche o albicocche o prugne

80 grammi di zucchero integrale di canna o semolato io metto l’eritritolo dolcificante senza controindicazioni

175 grammi di farina 0

25 gr di cacao amaro

50 grammi di farina di castagne o di farro o integrale o di grano saraceno

60 grammi di olio di girasole

100 gr di yogurt bianco greco o quello che vi piace

Una manciata di nocciole tritate

50 grammi di cioccolato fondente

Cannella o zenzero o vaniglia

10 gr di lievito per dolci

Meno di un cucchiaino di bicarbonato

Uno stampo da plum-cake

Preparazione

Frulliamo le banane, le pesche o le albicocche o le prugne, scegliete voi, uniamo lo yogurt bianco greco, l’olio, le farine ed il cacao la cannella con il lievito e il bicarbonato tutto setacciato, mescoliamo per amalgamare bene, uniamo le nocciole e il cioccolato fondente infarinati. Mescoliamo e versiamo nello stampo di plum-cake foderato di carta forno. Mettiamo a cuocere a 180 gradi e a metà cottura copriamo la superficie con un foglio di alluminio. Controlliamo la cottura con lo stecchino che deve uscire asciutto.

Spegniamo il forno e lasciamo che il pan dolce di raffreddi. Lo togliamo e lo mettiamo sopra un vassoio.

Consumiamo il pan dolce freddo e manteniamolo in frigo perché essendo di frutta potrebbe fare la muffa.

Li caciù có la faetta

Siamo già alla fine del tempo di carnevale, molti dono i dolci tipici quasi sempre fritti e tanti anche tramandati di generazione in generazione!

Nel maceratese oltre i famosi scroccafusi, la cicerchiata, e le sfrappe ci sono “li caciù co la faetta”, sono piccoli ravioli ripieni di fave secche, in campagna la “vergara”, usa quelle lasciate per la semina dell’anno che verrà. Si aggiungono lo zucchero, il cacao, la buccia di limone, il mistrà fatto in casa e solo in tempi più recenti anche la cannella. I ravioli hanno una sfoglia povera senza uova, quest’ultime si aggiungono solo in tempi di abbondanza.

Le versioni per questi ravioli possono essere diverse, al posto delle fave si possono usare le patate ed i ceci!

Per fare li caciù có la faetta bisogna cuocere le fave secche messe in ammollo per una notte oppure quelle decorticate che hanno un tempo di cottura più breve, nell’acqua si mette una foglia di alloro. Una volta cotte si frullano se decorticate o al setaccio se intere, si aggiungono un pizzico di sale, lo zucchero, il mistrà, il cacao, la buccia di limone e la cannella se piace. Si mescola per ottenere una purea che se risulta dura si ammorbidisce con l’acqua di cottura.

Per la sfoglia si lavorano insieme alla farina 500 gr, tre cucchiai di olio extravergine di oliva, tre di mistrà, tre di zucchero ed un pizzico di sale con tanta acqua quanta ne serve per ottenere una pasta tipo tagliatelle. Si stende con la macchinetta della pasta in uno spessore sottile. Sopra si mette un cucchiaino di purea di fave. Si chiude a raviolo ed una volta finiti tutti, si friggono nell’olio di arachidi. Non bisogna farli cuocere troppo e non farli scurire perché non fanno bene alla salute!

Se piace si spolverano di zucchero!

Questi sono dolci senza nessun ingrediente di origine animale buoni per chi è vegan!

Sbrighiamoci perché il carnevale sta per finire!

Buona vita, buoni caciù co la faetta!

A presto ❤️🌹

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Li càciú co’ la faetta

Per S. Martí, Dilina la lattarola nella sua botteguccia di via della pace, dove c’era il nostro asilo, con la stufa di terracotta, preparava e vendeva li caciú de’ faetta.

Una sfoglia sottilissima di farina, olio e vino bianco ed un pizzico di sale o con un uovo e due albumi, mezzo bicchiere di olio, sale e farina quanto bastava per ottenere un impasto morbido da far riposare, un ripieno di fave secche ammollate, cotte e addolcite, profumate di buccia di limone ed il mistrà magari fatto in casa. Così preparati venivano fritti e spolverati di zucchero. 

I ripieni potevano essere anche di patate con cacao, cannella, zucchero, limone e mistrà oppure con il cece, zucchero, uvette, noci e cacao il tutto ammorbidito dal vino cotto o rum. Ci vorranno pazienza e tempo, per la preparazione, ma vale la pena conoscere e gustare un dolce tanto buono quanto antico. Non lasciamo che si perdano sapori, profumi e tradizioni del nostro piccolo paese. Ci serviranno per continuare a vivere con più serenità.

Ingredienti per il ripieno

Mezzo chilo di fave secche messe in ammollo per una notte e lessate anche in pentola a pressione, se decorticate si evita l’ammollo

Alcune foglie di alloro

Zucchero a vostro gusto

Buccia di limone o cannella o cacao amaro

Mistrà o rum qb

Sale

Per la sfoglia

Mezzo chilo di farina 00

Sale un pizzico

Tre cucchiai di zucchero

Tre cucchiai di olio extravergine d’oliva

Una spruzzata di mistrà o rum

Vino bianco tre cucchiai

Acqua quanto basta per ottenere un impasto tipo le tagliatelle
Sfoglia con le uova

Mezzo chilo di farina 00

Un uovo e due a albumi

oppure due uova intere ed un albume

Tre cucchiai di olio extravergine d’oliva

Tre cucchiai di vino bianco

Una spruzzata di mistrà o rum

Sale qb

Acqua quanto basta per ottenere un impasto tipo le tagliatelle

Olio di arachidi per friggere

Variante con le patate o i ceci, stesse dosi delle fave secche

Ripieno delle patate uguale a quello delle fave, per i ceci che passeremo al passaverdura, non frullati ad immersione, zucchero, uvette, noci e cacao amaro.

Preparazione

Passiamo al passaverdura le fave lessate con foglie di alloro e un pizzico di sale, non frullare ad immersione perché ci troveremmo una purea collosa, uniamo gli ingredienti mescoliamo bene per amalgamare.

Impastiamo la farina e tutti gli ingredienti, l’impasto deve essere come quello delle tagliatelle. Lasciamo riposare per un’ora. Tiriamo la sfoglia sottile con la macchinetta e tagliamo i calcioni, mettiamo al centro un po’ del composto, tagliamo con la rotella dentellata e chiudiamo a mezza luna. Friggiamo in olio profondo per pochissimi minuti. Mettiamoli a perdere l’olio sopra carta assorbente, spolveriamo di zucchero e gustiamoli con un buon vino cotto maceratese.

Buona vita e buoni caciú co’ la faetta.