tradizione popolare

Calendario di Avvento

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Tradizione della famiglia marchigiana era quella di riunirsi tutta il giorno di Natale; anche i lontani se non assolutamente impossibilitati, cercano, per una nostalgica tradizione, di ritrovarsi insieme alla mensa paterna. Un detto ci ricorda difatti:

ยซCarnoร โ€™ doโ€™ che te troi,

Natร โ€™ a ccasa tua, se poli”!

Per forza o per amore!

Calendario di Avvento

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Sono tanti svegliarini questi detti popolari con i quali nella casa marchigiana i piรน anziani e nella casa colonica la massaia, metteva in guardia le giovani a preparare per tempo lโ€™occorrente vestiario per la stagione veniente:

ยซChi prima de Natร โ€™ non fila,

dopo Natร โ€™ suspira.ยป

Le fave dei morti

รˆ tradizione antica marchigiana preparare per la festa dei morti, le fave secche in una specie di zuppa appetitosa e stuzzicante, “lu cuticusu”.

Ma รจ anche tradizione mangiare dei dolcetti come le fave dei morti a ricordo dei propri cari scomparsi. Sono preparati con le mandorle, la buccia di arancia, il mistrร  o l’amaretto!

Per prepararli basta impastare 200 gr di mandorle con qualcuna amara macinate insieme a 200 di zucchero, buccia di arancia o limone, unire 125 di farina, 2 uova, un bicchierino di mistrร  o anisetta o amaretto, vaniglia ed una noce di burro. Tagliare a pezzetti e formare le fave dei morti. Cuocere per 10/12 minuti a 180 gr in forno ventilato. Le fave dei morti devono restare chiare quindi non devono cuocere molto. Piรน restano morbide, piรน sono buone. In alcune parti della nostra regione, si usa mettere le fave dei morti dentro a delle calze di lana e lasciarle vicino al letto dei bambini durante il sonno. La mattina, si racconterร  che quei dolci sono stati donati dai loro cari parenti defunti che quella notte avevano visitato la casa.

Buona festa di tutti i Santiโค๏ธ

Li cร ciรบ co’ la faetta

Cโ€™era una volta via della Pace con le sue case alte e strette a piรน piani. Una stanza o due, una sopra lโ€™altra, sotto la cucina, con la saletta adiacente, o un piccolo laboratorio artigianale, un piano piรน su, la camera da letto matrimoniale ed una piรน piccola per i figli o un piccolo bagno senza vasca nรฉ doccia, lโ€™essenziale per i propri bisogni, ancora un piano piรน su, unโ€™altra cameretta o la soffitta.

In via della Pace, cโ€™era pure lโ€™asilo con la bellissima stufa rossa di terracotta, gestito dalle monache, suor Giuditta e suor Cornelia.

In via della Pace, il viale alberato di tigli profumati, regalava ombra nelle calde ed assolate giornate estive.

In via della Pace, il primo ed il due di novembre, si spandeva lโ€™odore dei โ€œcaciรน co la faรฉttaโ€, che “Dilina di Luchรจtta”, la lattarola di quella zona popolosa, preparava con le sue preziose mani, nella sua cucina un piano sopra la sua piccola bottega, dove cโ€™era il profumo di latte appena munto.

La sua ricetta era segreta, ma tutte le massaie li sapevano fare i “caciรน co la faรฉtta”. Ognuna con il suo segreto e la sua passione regalava dolcezza ed amore ai propri cari.

Noi non la conosciamo la ricetta di “Dilina di Luchรจtta”, ma abbiamo la nostra che invece รจ alla portata di tutti.

Noi la raccontiamo cosรฌ.

Una sfoglia sottilissima di farina, olio e vino bianco ed un pizzico di sale o con un uovo e due albumi, mezzo bicchiere di olio, sale e farina quanto basta per ottenere un impasto morbido da far riposare, un ripieno di fave secche ammollate, cotte e addolcite, profumate di buccia di limone ed di mistrร  magari fatto in casa. Cosรฌ preparati vengono fritti e spolverati di zucchero semolato.

I ripieni possono essere diversi, di patate con cacao, cannella, zucchero, limone e mistrร , di ceci, zucchero, uvette, noci e cacao. Tutto profumato ed ammorbidito dal vino cotto o rum.

Ci vogliono pazienza e tempo, per la preparazione dei “caciรน co la faรฉtta”, ma vale la pena conoscere e gustare un dolce tanto buono quanto antico.

Noi ci proviamo a non far perdere nellโ€™oblio, sapori, profumi e tradizioni del nostro piccolo paese. Ci serviranno per continuare a vivere con piรน serenitร .

Ora piรน che mai.

Prepariamo tutti gli ingredienti che ci vogliono.

Per il ripieno

Mezzo chilo di fave secche messe in ammollo per una notte e lessate anche in pentola a pressione, se decorticate si evita l’ammollo

Alcune foglie di alloro

Zucchero a nostro gusto

Buccia di limone o cannella o cacao amaro

Mistrร  o rum qb

Sale

Per la sfoglia

Mezzo chilo di farina 00

Sale un pizzico

Tre cucchiai di zucchero

Tre cucchiai di olio extravergine d’oliva

Una spruzzata di mistrร  o rum

Vino bianco tre cucchiai

Acqua quanto basta per ottenere un impasto tipo le tagliatelle

Seconda ricetta per la sfoglia con le uova

Mezzo chilo di farina 00

Un uovo e due a albumi

oppure due uova intere ed un albume

Tre cucchiai di olio extravergine d’oliva

Tre cucchiai di vino bianco

Una spruzzata di mistrร  o rum

Sale qb

Acqua quanto basta per ottenere un impasto tipo le tagliatelle

Olio di arachidi per friggere

Variante con le patate o i ceci, stesse dosi delle fave secche

Ripieno delle patate uguale a quello delle fave, per i ceci che passeremo al passaverdura, non frullati ad immersione, zucchero, uvette, noci e cacao amaro.

Preparazione

Passiamo al passaverdura le fave lessate con foglie di alloro e un pizzico di sale, non frulliamo ad immersione perchรฉ ci troveremmo una purea collosa, uniamo gli ingredienti mescoliamo bene per amalgamare.

Impastiamo la farina e tutti gli ingredienti, l’impasto deve essere come quello delle tagliatelle. Lasciamo riposare per un’ora. Tiriamo la sfoglia sottile con la macchinetta e tagliamo i calcioni, mettiamo al centro un po’ del composto, tagliamo con la rotella dentellata e chiudiamo a mezza luna. Friggiamo in olio profondo per pochissimi minuti. Mettiamoli a perdere l’olio sopra carta assorbente, spolveriamo di zucchero e gustiamoli con un buon vino cotto maceratese.

Buona vita e buoni caciรบ co’ la faetta. โค๏ธ