diario alimentare del tempo di Coronavirus

Diario alimentare del tempo di coronavirus

Ventinovesimo giorno di reclusione.

Non c’è tempo migliore per dar fondo al surgelatore, una fatica non da poco, pezzo dopo pezzo, si tira fuori, si controlla, si scarta se c’è qualcosa da buttare, si cucina ciò che sta per scadere.

C’era il cinghiale che cucinato in bianco stava bene con le pappardelle, ma per farle c’era bisogno di alzarsi presto, cosa che a me non passa nemmeno per la mente.

Di questo tempo, non si chiude un occhio la notte. Allora? Spaghetti o così o cosà!

Per cuocere la carne di cinghiale, bisogna metterci tempo e pazienza. Dopo averlo tagliato a pezzetti, si deve farli frollare nel vino rosso con tutti gli odori. Alloro, cipolla, sedano, carote, erbe aromatiche bacche di ginepro. Si lascia così tutta la notte, la mattina, si tirano su i pezzi dal vino, si mettono a rosolare nell’olio extravergine di oliva, si toglie l’acqua che tira fuori la carne per evitare che questa abbia sapore troppo selvatico. Si rimette olio extravergine di oliva ed ancora a rosolare insieme a tutti gli odori della frollatura e alla carne macinata di vitello.

Attenzione non bisogna usare il vino nel quale era stato a bagno risulterebbe forte di sapore e di odore.

Una volta bello rosolato, si finisce la cottura con acqua o brodo caldo.

A parte cuocere le pappardelle e condirle con il cinghiale e parmigiano reggiano.

Buona vita, buone pappardelle al ragù di cinghiale. ❤️

Diario alimentare del tempo di coronavirus

Ventottesimo giorno di reclusione.

La basilica deserta a causa del cornavirus, il Papa ha celebrato la Domenica delle Palme. “Nel dramma della pandemia, di fronte a tante certezze che si sgretolano, di fronte a tante aspettative tradite, nel senso di abbandono che ci stringe il cuore, Gesù dice a ciascuno: ‘Coraggio: apri il cuore al mio amore. Sentirai la consolazione di Dio, che ti sostiene'”, ha detto Francesco, che ha così aperto i riti della Settimana Santa.

“Contattare chi è solo” – Papa Francesco ha invitato, in questi giorni in cui ci si ritrova a rimanere a casa, a “contattare chi soffre, chi è solo e bisognoso: non pensiamo solo a quello che ci manca, ma al bene che possiamo fare”, ha detto. Durante la solenne celebrazione liturgica della Domenica delle Palme e della Passione del Signore, in streaming dalla Basilica di San Pietro deserta per l’emergenza Covid-19, il pontefice ha poi parlato della necessità di “riscoprire che la vita non serve se non si serve. Perché la vita si misura sull’amore”, 

 

“Tutto passa, l’amore resta” –Sempre a proposito dell’amore, il papa ha detto che “il resto passa, questo rimane. Il dramma che stiamo attraversando ci spinge a prendere sul serio quel che è serio, a non perderci in cose di poco conto”. 

 

“Giovani, guardate i veri eroi” –Francesco si è poi rivolto ai giovani: “Guardate ai veri eroi, che in questi giorni vengono alla luce: non sono quelli che hanno fama, soldi e successo, ma quelli che danno se stessi per servire gli altri. Sentitevi chiamati a mettere in gioco la vita. Non abbiate paura di spenderla per Dio e per gli altri, ci guadagnerete! Perché la vita è un dono che si riceve donandosi”, ha spiegato. 

La domenica delle Palme insolita e molto triste. Con la speranza che sia la prima e l’ultima, vi racconto una parte del nostro pranzo.

È una giornata di sole ma fredda, il brodo di carne ci sta bene e se poi mettiamo una buona minestra staremo meglio pure noi.

Questa è una ricetta che ha diversi nomi, la pasta al sacco, la minestra imperiale, la pasta reale. Noi nel nostro paese la chiamiamo la minestra a scacchi.

Si prepara nelle feste comandate, al posto dei cappelletti che richiedono più tempo.

Molto facile a farsi, le dosi si misurano come faceva le nostre mamme. Un cucchiaio di parmigiano reggiano, un cucchiaio di farina per ogni uovo. Si aggiungono sale, noce moscata e buccia di limone. Una volta preparato l’impasto, si stende sopra una lastra da forno foderata con carta forno. Si mette a cuocere in forno a 180 gradi fino a quando la superficie si presenta soda e dorata. Si lascia raffreddare e si taglia a scacchi. Si versa nel brodo bollente e si serve con l’aggiunta di parmigiano reggiano.

Una buona e sostanziosa minestra in tempo di coronavirus.

Restiamo a casa e speriamo bene!

Buona vita, buona minestra a scacchi! ❤️

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Ventisettesimo giorno di reclusione.

I quattro aprilandi quaranda dì’ durandi.

Se piove il quattro di aprile, per quaranta giorni si ripeterà. Bella giornata di sole ma anche fredda. Fuori comunque si sta bene e ci fa stare bene. In quaresima quarantena, aumenteremo il grasso e perderemo i muscoli. Per le persone anta, anta, quelli della sesta decade e oltre, saranno dolori. Bene o male, bisogna alimentarsi. A noi piacciono i piatti vegetariani ed il ragù di lenticchie, sedano, carote e finocchi con tante erbe odorose e pomodoro è buonissimo per un piatto di penne. Il secondo, non lo racconto perché non è di mio gradimento.

L’essenziale è accontentare loro.

Si continua a camminare nella quaresima quarantena, son dolori per il numero di morti e per le notizie di come reagirà nel tempo questo nemico invisibile e micidiale.

Speriamo in Dio!

Andrà tutto bene? E chi può dirlo?

Buona vita, buon ragù di lenticchie ❤️

Diario alimentare del tempo di coronavirus

Ventiseiesimo giorno di reclusione.

Le notizie sempre più allarmanti ti tolgono la voglia di continuare a sperare. Non basterà nemmeno più un metro di distanza sociale, crederci o no, è sempre preoccupante. Quando finirà l’emergenza, saremo sfiniti e forse pazzi. Intanto si deve pur cucinare, le scorte stanno finendo come le uova che erano infelici come noi. Ma gli spätzle si possono fare anche senza, colorati di rosso come tingeremo le uova pasquali se ci saranno in abbondanza. Questi spätzle sono stati fatti con anche farina di ceci, concentrato di pomodoro ed acqua. Per il condimento ho fatto cuocere il radicchio rosso, ho unito i fagiolini surgelati cotti e tagliati fini, le noci e nocciole tritati con il parmigiano reggiano. Buoni, e anche oggi il pranzo è andato.

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Venticinquesimo giorno di reclusione.

Penne con la zucca, le ortiche e la ricotta.

Quando sei una formichina e ti fai una piccola scorta di zucca ed ortiche e la metti in congelatore, in un baleno ti fai una buonissima pasta e con l’aggiunta di ricotta e parmigiano reggiano timo ed erba cipollina e sei a posto.

Far insaporire nella padella prima la zucca surgelata e frullata, io l’avevo messa in congelatore già frullata per evitare che prendesse troppo posto, unire le ortiche bollite, la ricotta, il parmigiano reggiano e le erbe aromatiche, timo ed erba cipollina. Scolare le penne e passarle in padella. Mescolare con un po’ di acqua di cottura e servire subito.

Buona vita, buone penne con zucca ed ortiche. ❤️ ce la faremo?

Dio ci protegga e ci aiuti.

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Ventiquattresimo giorno di reclusione.

Mezze maniche con ceci, crema di carciofi e finocchi.

Frittata

Un piatto sostanzioso e buono, dove non manca niente e dal sapore fresco per l’aroma dei semi di anici.

Basta Insaporire i ceci scolati e sciacquati con olio extravergine di oliva, rosmarino ed alloro, far cuocere i carciofi ed i finocchi con le loro barbe in acqua e limone, con la pentola a pressione ed il cestello, ci vogliono pochi minuti e poca acqua e non si perdono i sapori. Frullare i finocchi e le loro barbe per ottenere una crema e lasciarne da parte un po’. Nella padella con i ceci, unire i carciofi e la crema di finocchi, scolare la pasta e farla saltare insieme aggiungendo un po’ dell’acqua della sua cottura, spolverare con parmigiano reggiano e semi di anici. Questi semi rendono la pasta profumata e molto fresca di sapore. Per la frittata con i carciofi e finocchi, sbattere le uova con sale e pepe, parmigiano reggiano e cuocere in padella con i carciofi e la crema di finocchi tenuti da parte. Stasera una buonissima torta salata con verdure che vi racconterò domani a Dio piacendo. L’aria è sempre più tesa e dove andremo a finire non ci è dato sapere.

Buonanotte.

Buona vita ora più che mai e buone mezze maniche con crema di finocchi e carciofi al profumo di anici ❤️

Diario alimentare del tempo di coronavirus

Facile, semplice e veloce. Metti a cuocere la lenticchia lavata bene, con tutti gli odori ed un filo di olio extravergine di oliva. Servi nel piatto con “trozzetti de pà” e cipolle caramellate. E la vita va fra il dispiacere per il dolore del mondo ed il piacere della tavola comunque essa sia.

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