EVENTI

Diario alimentare del tempo di coronavirus

Trentesimo giorno di reclusione.

Vedo un po’ annebbiata la pasta che si sta ripassando in padella. Cominciano a scarseggiare le verdure, si recupera tutto anche gli scarti. Per oggi un cespo di radicchio rosso raggrinzito è finito per due cose, per le penne con i peperoni e la granella di nocciole e noci. Tutto tagliato a filetti cotti per pochi minuti in padella con olio extravergine di oliva. Il resto del radicchio rosso per dei crostini con le fette del nostro pane naturale, prosciutto cotto e stracchino.

Martedì Santo

Tempo di coronavirus.

Al termine delle solenni quaranta ore, dopo l’adorazione eucaristica, il martedì Santo da generazioni in generazioni si svolgeva la processione per tutto il paese con Gesù eucaristico. Due foto scattate l’anno scorso forse segno di qualcosa dalla quale ci si doveva allontanare momentaneamente per riappropriarci del Divino dopo una dolorosa pausa. Chissà!

C’è solo tanta tristezza!

Sembra di vivere un sogno ed invece è realtà la più brutta del nostro tempo!

Dio ci protegga!

Diario alimentare del tempo di coronavirus

Ventisettesimo giorno di reclusione.

I quattro aprilandi quaranda dì’ durandi.

Se piove il quattro di aprile, per quaranta giorni si ripeterà. Bella giornata di sole ma anche fredda. Fuori comunque si sta bene e ci fa stare bene. In quaresima quarantena, aumenteremo il grasso e perderemo i muscoli. Per le persone anta, anta, quelli della sesta decade e oltre, saranno dolori. Bene o male, bisogna alimentarsi. A noi piacciono i piatti vegetariani ed il ragù di lenticchie, sedano, carote e finocchi con tante erbe odorose e pomodoro è buonissimo per un piatto di penne. Il secondo, non lo racconto perché non è di mio gradimento.

L’essenziale è accontentare loro.

Si continua a camminare nella quaresima quarantena, son dolori per il numero di morti e per le notizie di come reagirà nel tempo questo nemico invisibile e micidiale.

Speriamo in Dio!

Andrà tutto bene? E chi può dirlo?

Buona vita, buon ragù di lenticchie ❤️

Diario alimentare del tempo di coronavirus

Ventiseiesimo giorno di reclusione.

Le notizie sempre più allarmanti ti tolgono la voglia di continuare a sperare. Non basterà nemmeno più un metro di distanza sociale, crederci o no, è sempre preoccupante. Quando finirà l’emergenza, saremo sfiniti e forse pazzi. Intanto si deve pur cucinare, le scorte stanno finendo come le uova che erano infelici come noi. Ma gli spätzle si possono fare anche senza, colorati di rosso come tingeremo le uova pasquali se ci saranno in abbondanza. Questi spätzle sono stati fatti con anche farina di ceci, concentrato di pomodoro ed acqua. Per il condimento ho fatto cuocere il radicchio rosso, ho unito i fagiolini surgelati cotti e tagliati fini, le noci e nocciole tritati con il parmigiano reggiano. Buoni, e anche oggi il pranzo è andato.

Diario alimentare del tempo di coronavirus

Venticinquesimo giorno di reclusione.

Penne con la zucca, le ortiche e la ricotta.

Quando sei una formichina e ti fai una piccola scorta di zucca ed ortiche e la metti in congelatore, in un baleno ti fai una buonissima pasta e con l’aggiunta di ricotta e parmigiano reggiano timo ed erba cipollina e sei a posto.

Far insaporire nella padella prima la zucca surgelata e frullata, io l’avevo messa in congelatore già frullata per evitare che prendesse troppo posto, unire le ortiche bollite, la ricotta, il parmigiano reggiano e le erbe aromatiche, timo ed erba cipollina. Scolare le penne e passarle in padella. Mescolare con un po’ di acqua di cottura e servire subito.

Buona vita, buone penne con zucca ed ortiche. ❤️ ce la faremo?

Dio ci protegga e ci aiuti.

Diario alimentare del tempo di coronavirus

Ventiquattresimo giorno di reclusione.

Mezze maniche con ceci, crema di carciofi e finocchi.

Frittata

Un piatto sostanzioso e buono, dove non manca niente e dal sapore fresco per l’aroma dei semi di anici.

Basta Insaporire i ceci scolati e sciacquati con olio extravergine di oliva, rosmarino ed alloro, far cuocere i carciofi ed i finocchi con le loro barbe in acqua e limone, con la pentola a pressione ed il cestello, ci vogliono pochi minuti e poca acqua e non si perdono i sapori. Frullare i finocchi e le loro barbe per ottenere una crema e lasciarne da parte un po’. Nella padella con i ceci, unire i carciofi e la crema di finocchi, scolare la pasta e farla saltare insieme aggiungendo un po’ dell’acqua della sua cottura, spolverare con parmigiano reggiano e semi di anici. Questi semi rendono la pasta profumata e molto fresca di sapore. Per la frittata con i carciofi e finocchi, sbattere le uova con sale e pepe, parmigiano reggiano e cuocere in padella con i carciofi e la crema di finocchi tenuti da parte. Stasera una buonissima torta salata con verdure che vi racconterò domani a Dio piacendo. L’aria è sempre più tesa e dove andremo a finire non ci è dato sapere.

Buonanotte.

Buona vita ora più che mai e buone mezze maniche con crema di finocchi e carciofi al profumo di anici ❤️

Diario alimentare del tempo di coronavirus

Facile, semplice e veloce. Metti a cuocere la lenticchia lavata bene, con tutti gli odori ed un filo di olio extravergine di oliva. Servi nel piatto con “trozzetti de pà” e cipolle caramellate. E la vita va fra il dispiacere per il dolore del mondo ed il piacere della tavola comunque essa sia.

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Diario alimentare del tempo di coronavirus

Ventiduesimo giorno di reclusione.

Spaghetti in crema di cardi, patate e fiocchi di latte.

Frittata di primavera con pisellini.

Non sono molto esperta nel coltivare un orto, anzi per niente, io sono buona solo a cucinare e a mangiare i prodotti ortolani, per questo c’è, ma non c’è da un po’ di tempo, il perito agrario “fattò”, di casa. Però una pianta la so riconoscere ed anche una “rcacciatùra”, germoglio che si sviluppa dal rizoma, di cardo selvatico mariano, “lu gobbu “. E allora con tanta santa pazienza, Cocò l’ha “capatu”, e ci vuole anche tanto tempo, io l’ho cotto in pentola a pressione e pure qui ce n’è voluto tanto, l’ho assaggiato ma essendo molto, molto amaro perché ricco di ferro, ho pensato bene di farci una crema o se vogliamo fare i raffinati, una vellutata che però da sola non poteva essere un piatto per palati forti.

Nella stessa acqua dei cardi ho fatto cuocere le patate a pezzetti che ho poi frullato insieme ai cardi e il tutto fatto insaporire in padella con olio extravergine di oliva ed erbe aromatiche.

Nel frattempo ho messo a cuocere gli spaghettoni, li ho scolati e passati sempre nella padella dov’era la crema di gobbi e patate, ho aggiunto pecorino, parmigiano reggiano, erba cipollina e timo, fiocchi di latte e un po’ di acqua di cottura della pasta. Ho portato in tavola e, come piace a me giocare con la mia cucina, ho impiattato i miei spaghettoni decorando con due pisellini che sono serviti per una frittata primaverile. E pure oggi il pranzo è stato servito e apprezzato.

Per la frittata di primavera, ho fatto cuocere i pisellini e cipolla con un po’ di acqua e coperti da un piatto, nel forno a microonde. Li ho scolati e messi ad insaporire col burro in una padella, ho aggiunto le uova sbattute con pecorino e parmigiano reggiano ed erbe aromatiche. Ho mescolato e finito di cuocere lasciando la frittata ancora morbida.

Che “vùlimo” fa signori?

Aspettare e allargare la porta di casa per quando usciremo dalla prigione.

#diarioalimentaredeltempodicoronavirus #ventiduesimogiorno

Diario alimentare del tempo di coronavirus

Ventunesimo giorno di reclusione.

Gnocchi di patate ed ortiche. Pazienza se stamattina abbiamo perso un’ora di sonno, anzi per me ne sono molte di più, ma bisogna preparare per far mangiare una famiglia al completo. Ci sono le ortiche e la rucola raccolte e “capate”ieri da Maurizio, le facciamo sbollentare in acqua bollente salata, le scoliamo, le frulliamo ed intanto facciamo cuocere le patate senza buccia e tagliate a pezzi nella pentola a pressione con un filo di acqua. Le scoliamo per bene lasciandone alcune nella stessa acqua di cottura. Passiamo le patate al passaverdura, mai frullate perché diventerebbe colla, le lasciamo cadere sulla spianatoia uniamo le ortiche frullate e con la farina in parte integrale ed in parte 0, impastiamo per formare dei rotolini che taglieremo a pezzetti di due o tre centimetri. Per il condimento, schiacciamo con la forchetta le restanti patate rimaste nella pentola con la loro acqua, le mettiamo nella padella con olio extravergine d’oliva, uniamo le ortiche e la rucola frullate, uniamo un po’ dell’acqua calda della cottura degli gnocchi, il rosmarino battuto, se ci piace, la ricotta o un altro formaggio cremoso, ed il parmigiano reggiano. Scoliamo gli gnocchi e li facciamo saltare nella crema di ortiche e rucola. Mescoliamo e serviamo. Troppo lunga la preparazione? No, basta avere la pazienza e detto da me che non ne ho, si può fare questo piatto. Ora o mai più! Oggi è più dura!

Buona vita, buoni gnocchi di patate e ortiche con crema di patate e formaggio ❤️