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Diario alimentare del tempo di coronavirus

Ventesimo giorno di reclusione.

Li moccolotti de lo vátte

Pasta al sugo del tempo della trebbiatura.

Intanto “li moccolotti de lo vàtte’, li abbiamo mangiati. Non ne siamo molto sicuri se per il tempo della trebbiatura ne saremo usciti da questa reclusione. Intanto “lu fattò de casa de Carlo de Margarita”, li “moccolotti” li ha graditi! Ma se si continua così, bisogna allargare il portone di casa!

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Diario alimentare del tempo di coronavirus

Le pinciarelle con esubero di pasta madre e farina di castagne

Diciannovesimo giorno di reclusione.

Non sprechiamo neanche una briciola di pasta madre. Oggi abbiamo rinfrescato Assuntino che sta bene nonostante tutto, con l’avanzo, il suo esubero, abbiamo fatto le “pinciarelle” pasta povera tradizionale del nostro territorio maceratese. Abbiamo mescolato farina di castagne, di semola rimacinata di grano duro e farina 1 abbiamo aggiunto l’acqua ed il sale. Abbiamo spezzettato la pasta, fatta girare fra le mani e formato le pinciarelle. Con la pasta avanzata una torta salata di Filadelfia, non stiamo a guardare se non è o è un buon formaggio, ci stava bene la ricotta, ma questo è ora, e spinaci surgelati. Dove volete andare a prendere cibi buoni e freschi? Ora si sta chiusi e ci si arrangia perché alla fine, non lo sappiamo se come si sente dire; andrà tutto bene? Chi lo ha predetto? Ci affidiamo a Dio.

Ricapitolando, una volta fatte tutte le pinciarelle, abbiamo preparato il condimento. Come?

Abbiamo fatto cuocere della zucca frullata e congelata con l’olio extravergine di oliva, una volta cotta, abbiamo unito due scatole di fagioli borlotti sciacquati e passati al passaverdura per evitare gonfiore addominale, abbiamo scolato le pinciarelle dall’acqua di cottura, messe in padella e mescolate per amalgamare il tutto unendo parmigiano reggiano ed erbe aromatiche.

Per la torta salata, abbiamo steso un pezzo della pasta avanzata, bucato con la forchetta, steso sopra gli spinaci surgelati passati in padella con olio extravergine di oliva con l’aggiunta di Filadelfia parmigiano reggiano e noce moscata. Abbiamo cotto a 160 gradi per una ventina di minuti.

Questo è un buon piatto con proteine e fibra. O è così o è niente. Niente verdure fresche, niente frutta fresca niente di stagione.

A Dio piacendo ci rifaremo la pancia e gli occhi.

Buona vita, buone pinciarelle di farina di castagne ed esubero di pasta madre.

Diario alimentare del tempo di coronavirus

Sedicesimo giorno di reclusione

Palline senza cottura di tonno, verdure ai semi vari

Che ti inventi quando non hai in casa che patate, carote, tonno, formaggio e verdure surgelate? Mi sarebbe piaciuto fare un polpettone freddo di tonno e verdure, ma il tempo era poco perché una volta preparato, doveva riposare in frigo per qualche ora. Allora ho fatto cuocere patate e carote a fettine con poca acqua, io lo faccio nel microonde, ci vogliono pochi minuti e non si dilavano, ho fatto la stessa cosa con i fagiolini surgelati. Ho schiacciato tutto con le mani, ho aggiunto due scatole di tonno al naturale, semi di zucca, di girasole e di sesamo, pezzetti di formaggio asiago e con il pane grattugiato ho formato le palline che ho fatto rotolare sui semi di papavero, di sesamo e di girasole. Niente cottura e niente uova. Buone facili. Per primo le mezze penne con le verdure del minestrone. Una mela ed il pranzo pure per oggi, è stato servito. Qua c’è una truppa da sfamare! E fuori sta nevicando!

Dimenticavo di dirvi che nel frattempo ho cotto tre sfilatini col lievito disidratato ed una meravigliosa pagnotta fatta con il licoli che ha lievito 16 ore. Come fai ad annoiarti? Peccato che sotto, sotto, la mente è occupata in altri pensieri. Ma è così in tempo di coronavirus!

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Diario alimentare del tempo di coronavirus

25 marz25 marzo – AVE MARIA – ANCILLA DOMINI

�Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen��Dolce Mamma

Vogliamo oggi affidarti il futuro che ci attende, chiedendoti d’accompagnarci nel nostro cammino.

Siamo uomini e donne di un’epoca straordinaria,tanto esaltante quanto ricca di contraddizioni.

L’umanità possiede oggi strumenti d’inaudita potenza: può fare di questo mondo un giardino, o ridurlo a un ammasso di macerie.

Ha acquistato straordinarie capacità d’intervento sulle sorgenti stesse della vita: può usarne per il bene, dentro l’alveo della legge morale, o può cedere all’orgoglio miope di una scienza che non accetta confini, fino a calpestare il rispetto dovuto ad ogni essere umano.

Oggi come mai nel passato, l’umanità è a un bivio. E, ancora una volta, la salvezza è tutta e solo, o Vergine Santa, nel tuo figlio Gesù.

Ave Maria piena di grazia, il Signore è con Te, Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il Frutto del Tuo Ventre Gesù.

Santa Maria Madre di Dio prega per noi peccatori adesso, e nell’ora della morte nostra. Amen 🙏

Dal coronavirus liberaci 🙏

Diario alimentare del tempo di coronavirus

Quindicesimo giorno

Pane e companatico con prosciutto cotto e scamorza affumicata

Un pane buono che si può fare con due prodotti in busta con una certa data di scadenza. Quando potremo fare la spesa, mettiamo nel carrello qualche busta in più di prosciutto cotto o crudo e scamorza affumicata. Questo è un pane fatto con il lievito madre liquido ma si può sostituire con un cucchiaino di lievito di birra disidratato mastro fornaio. Vi auguro una serena notte e che Dio ci protegga!

Pane e companatico, fatto con il licoli ma si può fare con un cucchiaino di lievito di birra disidratato, 300 grammi di farina 0, 300 grammi di farina integrale, se si usa il licoli mettere 150 grammi, un cucchiaino di zucchero, un uovo, latte quanto ne serve per ottenere un impasto morbido e un cucchiaino di sale. Impastare per incordare e alla fine mettere tre cucchiai di olio extravergine di oliva. Mettere a raddoppiare, sgonfiare la pasta, stenderla a rettangolo, coprire la superficie con prosciutto cotto e scamorza affumicata, chiudere a filoncino e mettere a lievitare. Cuocere a 180 gradi per quasi tre quarti d’ora.

Dopo dieci minuti, abbassare la temperatura a 160/140, gli ultimi 10 minuti cuocere con lo sportello socchiuso. Buono e saziante.

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Quindicesimo giorno di reclusione

Penne con spinaci ricotta e noci

Piatto veloce e buono, in un giorno un po’ più pesante per il freddo e la neve che ogni tanto fa la sua apparizione ed il cielo cupo come il tempo che stiamo passando.

Difficile sapere cosa sarà domani, cerchiamo di vivere minuto per minuto! Viviamo nella precarietà, non possiamo assolutamente sapere come e di che vivremo. Ad ogni giorno il suo dolore, la sera sopraggiunge il pianto, la mattina la gioia anche se momentanea.

Dio ci protegga!

C’è bisogno di preparare i pasti con quello che si ha. Una bella scorta di surgelati e qualche confezione di formaggi freschi spalmabili.

Io ho usato la ricotta, ma vanno bene lo stracchino, la Filadelfia o il taleggio eventualmente sciogliendoli con l’acqua di cottura o un goccio di latte. Gli spinaci possono essere sostituiti con fagiolini o bietole o cicoria.

Gli spinaci non occorre farli scongelare, basta farli cuocere o a microonde coperti da un piatto o in padella con olio extravergine di oliva ed aglio se piace, si uniscono la ricotta ed il parmigiano reggiano, si scolano le penne, mescolando con un po’ di acqua di cottura lasciando mantecare per bene unendo una spolverata di noce moscata.

Buona vita, buon tempo di reclusione ❤️

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Fagioli con le cotiche

Quattordicesimo giorno

Patre Lavì e le sue storie

C’era una volta Marì, lu maritu e du fascióli.

Lu maritu a la moglie: Marì, Marì, per pranzu, perché non me cúci du fascióli? Lu maritu scappa de casa tuttu contentu e non vede l’ora de fasse ‘na magnata de fascióli.

Rriá minzudì, piglia la cappottella e se rviá pé la strada de casa. Rriátu, se ferma su lu varcu de la porta, chiama; Mari, Mari, famme magnà che me trema la trippa! Marì se vede morta! Ammò che glie racconto a maritumu?

Se piscia sotto de la paura, piglia la tégghja e la fa vedè a lu maritu. La poretta disperata se raccómanna a la Madonna. Che glie dico a lu maritu mia, che se more de fame? Maritu mmia, me si chesto de cóce du fascióli, uno lu so proatu pe vedè se s’era cottu, quillatro è jitu joppé lu sciacquató quanno lu so sbrodatu!

A voi la traduzione!

Per fortuna io sono un po’ più accorta di Marì, perché se devono essere fagioli, fagioli siano ma con le cotiche. Un’accuratezza in più per chi ha un intestino delicato, è quella di passare i fagioli con il passaverdura, non con un frullatore ad immersione. Nel primo modo, le bucce dei fagioli si eliminano tutte. Questo piatto si può fare con i fagioli in scatola o surgelati. Per le cotiche purtroppo se non si hanno in casa, meglio non pensare di uscire per andare dal macellaio.

Patre Lavì era un allegro frate che pur di salvare la pancia, non disdegnava l’allegra compagnia non proprio ligia ai doveri cristiani. Se ne andava a barzellette e battute pur predicando la parola di Dio.

Questa è la nostra ricetta.

Ingredienti

Un chilo di fagioli borlotti freschi o secchi

Cipolle

Sedano

Carote

Sale

Olio extravergine di oliva

Pepe

Cotiche sgrassate in quantità desiderata

Pomodori pelati

Triplo concentrato di pomodoro

Preparazione

Mettiamo per prima cosa a cuocere le cotiche con poca acqua quanto basta per coprire le stesse, poco sale, in pentola a pressione per circa un’ora, spegniamo il fuoco, facciamo uscire il vapore e con una forchetta infilziamo le cotiche e se risultano morbide, teniamole da parte fino a quando avremo cotto i fagioli. Possiamo cuocerle nella pentola normale ma ci vorranno due ore. Se vediamo che ancora sono dure, richiudiamo la pentola e facciamo cuocere per altri dieci minuti. Regoliamoci.

Intanto mettiamo a cuocere i fagioli dopo averli lavati bene, se sono secchi tenuti a bagno per una notte con un goccio di aceto bianco, mi raccomando senza sale che metteremo alla fine, uniamo la cipolla, il sedano e le carote una foglia di alloro ed un filo di olio extravergine di oliva. Mettiamo anche a bollire una pentola con solo acqua che servirà per unirla ai fagioli. Appena i legumi cominciano a bollire, buttiamo via la prima acqua che è quella che potrebbe dare fastidio al nostro intestino, aggiungiamo l’acqua pulita e bollente e continuiamo la cottura aggiungendo il sale alla fine. Li lasciamo riposare nella stessa acqua intanto che prepariamo il sugo per le cotiche.

Prendiamo una pentola, la facciamo scaldare e aggiungiamo l’olio extravergine di oliva, la cipolla, il sedano, e la carota tutto tritato, lasciamo che si rosoli il tutto, uniamo le cotiche tagliate a quadretti mescoliamo per bene, i pelati spappolati con le mani o una passata di pomodoro, a vostro piacere e un cucchiaio di triplo concentrato di pomodoro. Aggiungiamo il sale, i fagioli scolati e continuiamo la cottura. Assaggiamo e regoliamo di sale e pepe e se ci piace di peperoncino e acqua calda quella della cottura dei legumi se troppo densa.

A casa nostra piace aggiungere nel piatto con i fagioli e le cotiche, un cucchiaio di olio extravergine di oliva a crudo. Vedete voi!