Antipasti

Snocciolare le ciliegie…..che dolore!!!

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Per le mie mani, snocciolare le ciliegie sono dolori. Se specialmentesono sode, significa non chiedere più le dita. Che fare per evitare almeno in parte tutto il disagio e le conseguenze? Ho passato le ciliegie dopo essere state lavate, in forno a microonde per 6/7 minuti. Le ho lasciate freddare per non scottarmi, poi con una semplice pressione delle dita, ho tolto il nocciolo! In questo caso, le ciliegie avendo subìto una scottatura, sono bastati pochi minuti per fare la marmellata.

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Snocciolare le ciliegie…..che dolore!!!

Per le mie mani, snocciolare le ciliegie sono dolori. Se specialmentesono sode, significa non chiedere più le dita. Che fare per evitare almeno in parte tutto il disagio e le conseguenze? Ho passato le ciliegie dopo essere state lavate, in forno a microonde per 6/7 minuti. Le ho lasciate freddare per non scottarmi, poi con una semplice pressione delle dita, ho tolto il nocciolo! In questo caso, le ciliegie avendo subìto una scottatura, sono bastati  pochi minuti per fare la marmellata.

#ciliegie #snocciolatura #fornoamicroonde #Whirlpool #marmellata #sospeciality #marcheincampagna #marcheintavola

La festa della mamma

E il cuore quando d’un ultimo battito avrà fatto cadere il muro d’ombra

per condurmi, Madre, sino al Signore,

come una volta mi darai la mano.

In ginocchio, decisa,

Sarai una statua davanti all’eterno,

come già ti vedeva

quando eri ancora in vita.
Alzerai tremante le vecchie braccia,

come quando spirasti

dicendo: Mio Dio, eccomi.
E solo quando m’avrà perdonato,

ti verrà desiderio di guardarmi.
Ricorderai d’avermi atteso tanto,

e avrai negli occhi un rapido sospiro.     Giuseppe Ungaretti


14 maggio 2017.

Riccardo Maurizio Serena.

La mia vita!

Quadrotti al cocco, cannella e cioccolato senza uova

Dicono che lo zucchero sia dannoso per l’organismo ed anche per la nostra pelle. Più se ne mangia, più si ha voglia di  dolce. Si diventa dipendente e riuscire a ridurlo, diventa un problema. Cerchiamo un po’ di dolcezza, la mattina a colazione. Magari con un paio di biscotti, preparati con le nostre mani. Saremo felici e gratificati e affronteremo meglio la giornata.

Biscotti al cocco, cannella e cioccolato fondente senza uova. Per chi è vegano, sostiture il burro con burro di mele cotte e frullate.
Ingredienti

200 gr. di farina di riso o farina 00 o 0

150 gr. di cocco

150 gr zucchero di canna integrale

125 gr di burro o 75 gr. di olio di girasole o di mandorle

200 gr di cioccolato fondente a scaglie

buccia di arancia o limone o zenzero

cannella e cocco per spolverare i biscotti.
In una ciotola mescolare le farine e lo zucchero di canna, il burro fuso ma freddo oppure l’olio, lavorare bene ed unire la cannella, la buccia di arancia o zenzero e il cioccolato fondente a scaglie. Stendere il composto con le mani umide schiacciandolo sopra la carta forno e sistemare su lastra imburrata per far sì che sotto risulti bello croccante. Cuocere a 180 gr. per 20/30 minuti. Controllare la cottura e regolatevi quando si vede la superficie dorata.  Far freddare e tagliare a quadrotti, spolverare con cannella mista al cocco. I nostri biscotti, sono pronti per essere gustati a colazione o a merenda con un delizioso tè.

Tartine con pane a cassetta fatto in casa, crema di robiola e verdure

Facili, veloci e buone le tartine col pane a cassetta fatto in casa. È un pane con burro di qualità. Si mantiene diversi giorni senza ammuffire né seccarsi. Buono per la colazione insieme alla marmellata, oppure con salumi, o formaggi. In questo caso, ho lavorato la robiola con erbe aromatiche, l’ho spalmata sul pane, ho grigliato peperoni, zucchine e melanzane, le ho tagliate a filetti ed ho decorato le tartine unendo noccioline e semi vari. Sono ottime come anticipasto o per una merenda all’aria aperta. Buon appetito.

Lu ciammellottu  a filette maceratese (ciambellone maceratese)

Era il dolce delle feste importanti, quelle religiose, quelle delle nascite, quelle dei compleanni, nelle comunioni e cresime.  Nelle famiglie del paese si accompagnava con vermut, quel delizioso e liquoroso vino venduto a bottiglioni. In campagna invece si offriva il vino cotto molto invecchiato. Si prendeva una fettina di ciammellottu e si faceva zuppetta nel bicchiere infrangibile. Ora non si usano più questi riti. Si, erano riti immancabili e rendevano la vita molto serena e lo scorrere del tempo, lento, lento.  Nostalgia? Si…. molta anche se ora abbiamo troppo, In fondo non abbiamo nulla!

La povertà degli ingredienti contrapposta alla ricchezza della massaia, hanno creato un dolce semplicissimo ma di una bontà eccezionale, che veniva preparato in occasione delle feste principali, come a Pasqua, dei compleanni e durante il tempo della trebbiatura. Insieme a lu ciammellottu, così viene ancora chiamato, si beveva il vino cotto. Per fare questo ciambellone basta impastare tre uova ed un tuorlo con 150 gr. di zucchero, la vaniglia, 500 gr di farina per dolci, 40 gr. di olio extravergine,oppure un etto di burro   d’oliva, tre o quattro cucchiai di latte, o  mezzo bicchiere, la buccia di limone, una bustina di lievito per dolci. L’impasto deve essere morbido ma non appiccicoso, bisogna regolarsi con il latte. Dare la forma di filetta oppure stendere il composto sopra carta forno bene infarinata, spruzzare di alchermes e versare la Nutella. Chiudere tipo strudel, spennellare con il tuorlo e cospargere di zucchero. Cuocere a 180 gr. per 30/40 minuti fino a quando le filette si presentano belle dorate! Questo dolce della nostra infanzia non viene quasi più preparato! Pochi si ricordano delle proprie tradizioni! Le esigenze e l’alimentazione sono cambiati per motivi di tempo e di stili di vita!

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