erbe tróate

Diario alimentare del tempo di coronavirus

Ventunesimo giorno di reclusione.

Gnocchi di patate ed ortiche. Pazienza se stamattina abbiamo perso un’ora di sonno, anzi per me ne sono molte di più, ma bisogna preparare per far mangiare una famiglia al completo. Ci sono le ortiche e la rucola raccolte e “capate”ieri da Maurizio, le facciamo sbollentare in acqua bollente salata, le scoliamo, le frulliamo ed intanto facciamo cuocere le patate senza buccia e tagliate a pezzi nella pentola a pressione con un filo di acqua. Le scoliamo per bene lasciandone alcune nella stessa acqua di cottura. Passiamo le patate al passaverdura, mai frullate perché diventerebbe colla, le lasciamo cadere sulla spianatoia uniamo le ortiche frullate e con la farina in parte integrale ed in parte 0, impastiamo per formare dei rotolini che taglieremo a pezzetti di due o tre centimetri. Per il condimento, schiacciamo con la forchetta le restanti patate rimaste nella pentola con la loro acqua, le mettiamo nella padella con olio extravergine d’oliva, uniamo le ortiche e la rucola frullate, uniamo un po’ dell’acqua calda della cottura degli gnocchi, il rosmarino battuto, se ci piace, la ricotta o un altro formaggio cremoso, ed il parmigiano reggiano. Scoliamo gli gnocchi e li facciamo saltare nella crema di ortiche e rucola. Mescoliamo e serviamo. Troppo lunga la preparazione? No, basta avere la pazienza e detto da me che non ne ho, si può fare questo piatto. Ora o mai più! Oggi è più dura!

Buona vita, buoni gnocchi di patate e ortiche con crema di patate e formaggio ❤️

Diario alimentare del tempo di coronavirus

Ventesimo giorno di reclusione.

Le erbe spontanee di casa nostra ed il risotto con i cardi e le crispigne.

Oggi il sole splende, non sembra un giorno di reclusione per colpa del maledetto coronavirus. Mi affaccio dalla finestra per capire che aria tira. È tiepida, mi conviene approfittare per andare a cercare un po’ di erbe spontanee da cuocere. Si sente la mancanza di verdure fresche, ma chissà quanto tempo dovremo aspettare prima di poterne mangiare. C’è da preparare il terreno per seminare le verdure della prossima stagione, la voglia non c’è. Si resta chiusi in casa ed i pensieri negativi ti bloccano.

Sui prati mescolati a timide margheritine e ad aglio ursino, spiccano molte crispigne e altri tipi di erbe spontanee ottime bollite e ripassate in padella magari con del lardo ed aglio come le faceva mia madre. In fondo alla scarpata, i cardi selvatici sono diventati dei grossi cespugli spinosi. In tempi migliori, non li avrei nemmeno considerati e li avrei lasciati lì dove sono.

Ora dove sembra cambiare tutto, un pensiero si fa avanti. Sotto, sotto, potrei cuocerli e farci un risotto morbido morbido per la cena di stasera.

Ed allora, detto, fatto!

Ho pulito i cardi scegliendo le parti più morbide, le ho lavate, cotte con succo di limone nella pentola a pressione. Le ho scolate, l’acqua dei cardi è troppo ferrosa, le ho frullate. Nella stessa pentola le ho fatte insaporire con olio extravergine di oliva, ho unito il riso che ho lasciato tostare ed ho sfumato con una buona birra. Ho aggiunto l’acqua bollente delle crispigne che stavano cuocendo e l’ho portato a cottura completa. Ho frullato un pugno di crispigne e l’ho aggiunte al risotto che ho mantecato con olio extravergine di oliva e parmigiano reggiano.

Ho portato in tavola e l’ho servito. Il risotto è stato molto gradito. Per me è bastato solo quello, mentre gli uomini di casa hanno “pappato” la coratella anticipando la s. Pasqua.

Buona vita, buon risotto morbido morbido con i cardi e le crispigne ❤️