S. ANTONIO E LE PAGNOTTELLE BENEDETTE

La storia popolare di Sant’Antonio

Sant’Antonio Abate, egiziano di nascita, visse i suoi ultimi anni nel deserto della Tebaide, dove condusse una vita ritirata pregando e coltivando un piccolo orto per il proprio sostentamento. Fu molto tormentato da tentazioni fortissime, tanto da staccarsi radicalmente dal mondo. Si chiuse allora in una tomba scavata nella roccia ed in questo luogo fu aggredito e percosso dal demonio; senza sensi venne raccolto da persone che si recavano alla tomba per portargli del cibo e fu trasportato nella chiesa del villaggio, dove si rimise. Morì il 17 gennaio del 357. Nel XII sec. le sue reliquie furono poi trasferite in Francia dai crociati. Qui si sviluppò la fama del Santo come guaritore, soprattutto dall’Herpes zoster (fuoco di Sant’Antonio) che veniva curato con il grasso del maiale. Per accogliere i pellegrini si rese necessaria la costruzione di un ospedale e la formazione di una confraternita di religiosi ospedalieri (Antonini). Per assicurare la sussistenza dell’ospedale, i religiosi allevavano allo stato brado animali domestici, specialmente maiali, i quali, per essere riconosciuti dagli altri, erano dotati di un campanello appeso al collo. Per questo motivo, secondo la tradizione, S. Antonio è il protettore degli animali domestici.

Per la festa del santo c’è la tradizione di preparare le pagnottelle, possono essere solo con farina, acqua e pasta acida vecchia, oppure con il latte fresco di mongana, ed il grasso di maiale quello stesso che veniva usato per curare lo sfogo di s. Antonio.

Il pane così preparato prima di essere mangiato sia dagli umani che dagli animali, ancora oggi deve essere benedetto il giorno della ricorrenza del santo!

Le nostre pagnottelle sono con il latte fresco e lo strutto come tradizione vuole!

Se volete preparare le nostre pagnottelle di s. Antonio, basta impastare 600 grammi di farina 00 con un cucchiaino di zucchero, un cucchiaino di lievito di birra disidratato, latte fresco quanto basta per ottenere un impasto morbido, unire un cucchiaino di sale, e 30 grammi di strutto messo pezzetto per pezzetto. Quando lo strutto è assorbito tutto, finire di impastare solo quando la pasta diventa liscia e setosa! Vi ricordo che la pasta deve essere morbida morbida!

Lasciare che lieviti fino al raddoppio nel forno spento con la lucina accesa, fare due o tre pieghe in ciotola tirando su ogni lato riportandolo al centro della ciotola chiudendo bene. Rimettere a lievitare, al raddoppio tagliare tanti pezzi di 60 grammi, pirlare ogni pallina e lasciare lievitare ancora in un vassoio infarinato e coperto dalla pellicola. Riprendere ogni pallina e pirarla ancora per l’ultima volta!

Fare una croce profonda in ogni pallina e rimettere a lievitare per l’ultima volta!

Tutti questi passaggi sono utili per ottenere una pasta sfogliata e morbida. Se non ve la sentite di farla lunga, fate solo la prima lievitazione e cuocete al raddoppio!

Una volta lievitate, con un pennello spennellare di latte tutte le palline e mettere a cuocere a 200 gradi per quasi una mezz’ora, abbassando il forno a 180 gradi dopo dieci minuti!

Regolatevi per la cottura con il vostro forno che conoscete meglio!

Fate raffreddare prima di separare le palline!

Se avete la possibilità, portatele stasera in chiesa a benedire dal Protettore s. Antonio!

Tutto, se trovate un prete che ancora rispetti la liturgia e la tradizione, mi sa che non sarà tanto facile!

Buona vita, buona festa di s. Antonio Abate ❤️

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