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Liquore alla melagrana. Ratafià di melagrane.

melagrana [lat. malum granatum «mela granata»] – la difesa naturale per l’arrivo dell’autunno, ve lo proponiamo nella versione liquorosa: liquore alla melagrana.

Liquore alla melagrana Liquore alla melagrana

Ingredienti:
1 o 2 melagrana maturi
1/ 2 litro di alcool a 95 gradi
1 litro di acqua
500 gr. di zucchero bianco o di canna
stecca di vaniglia

Melagrana Melagrana

Procedimento:
lavare le melagrana, tagliarle a metà e battendole con un cucchiaio far cadere i chicchi, togliere bene tutta la parte gialla e metterli in un barattolo sterilizzato e freddo, coprirli con l’alcool e chiudere col coperchio. Conservare al buio per 15 giorni o anche più scuotendo il barattolo ogni giorno. Per ottenere il succo più rosso, si può aggiungere un pò di succo di melagrana all’infusione alcolica.

Passati i giorni, preparare lo sciroppo bollendo l’acqua e lo zucchero per alcuni minuti, lasciarlo freddare e unire i chicchi e l’alcool filtrandolo con una garza. Lasciarlo riposare per un giorno di nuovo, ri-filtrare di nuovo ed imbottigliare.

Farlo riposare qualche giorno e bere a piacere.

Ottimo anche per bagnare torte o unire alle creme di formaggio per la cheesecake.
Seconda ricetta

I chicchi di 5/6 melagrana

500 gr di alcool a 95

150 gr di zucchero di canna integrale o semolato

Cannella o vaniglia

Mettiamo il succo delle melagrana spremuti con lo spremi agrumi, in un barattolo a chiusura ermetica, uniamo lo zucchero, l’alcool, la vaniglia o la cannella. Chiudiamo e  lasciamo riposare  per una quarantina di giorni ricordandoci di agitare ogni giorno. Trascorso il tempo, filtriamo per più di una volta ed imbottigliamo. Gustiamolo dopo qualche giorno insieme ad un cioccolato fondente forte.
Ratafià di melagrane al cioccolato fondente

Ingredienti 2,5 dl di succo di melagrane

7,5 dl di grappa

250 gr di zucchero

Cannella o 100 gr di cioccolato fondente forte

Preparazione

Facciamo sciogliere il cioccolato e una volta raffreddato, mettiamolo insieme allo zucchero, il succo di melagrane e la grappa in un barattolo a chiusura ermetica. Chiudiamo e lasciamo passare un mese scuotendo ogni tanto.

Marmellata di melone ed albicocche alla menta o al peperoncino o ai pistacchi di Bronte.

Marmellata di melone ed albicocche alla menta

Marmellata di melone ed albicocche alla menta

Ingredienti:
500 gr di melone
500 gr di albicocche
500 gr di zucchero
1 limone
menta in foglie (Mentha piperita)
300 ml bicchiere d’acqua

Variante con peperoncino, io ho usato quelli ornamentali

Variante con i pistacchi di Bronte spezzettati.

Procedimento:
Pulire e tagliare a pezzettini la frutta, sistemarla in una ciotola con metà dello zucchero ed il succo di un limone. Farla riposare per due/tre ore. Fare uno sciroppo con l’acqua ed il restante zucchero. Appena chiarificato aggiungere la frutta, far bollire il tutto a fiamma un po’ alta e schiumare.
Abbassare poi la fiamma, unire le foglie di menta e continuare la cottura fino alla prova del piattino. Al posto della menta unite peperoncino a piacere senza semi che poi si toglierà a fine cottura. Per la versione con i pistacchi di Bronte, unirli dopo averli spezzettati o frullati ad immersione insieme alla marmellata.
Riempire i barattoli, chiuderli e capovolgerli fino ad ottenere il sottovuoto.

Consigli d’uso:

Questa è una marmellata davvero squisita e dall’odore pungente, caratteristica data dalla menta. Per questo motivo per assaporare e sentire al meglio questo profumo possiamo mangiarla con il pane o come geleée di una fresca cheesecake (basta aggiungerla ad un buon formaggio cremoso tipo robiola o mascarpone). Per la versione con il peperoncino, usarla con i formaggi. 

Lu cuticusu, la prima ricetta

Come primo post abbiamo deciso di proporvi un piatto estremamente tipico ed esclusivo del mio paese, Petriolo che si usa preparare per il giorno dei Morti: “lu cuticusu”.
La tradizione è assai antica e le donne del paese custodiscono gelosamente la ricetta ancora oggi.
Nella mia famiglia ricordo mio nonno Mariano che aveva l’usanza di andare a prenderne una porzione preparata dalle donne legate all’associazione Combattenti e Reduci del mio paese, nel giorno della festa dei Morti.

Anni prima era mio nonno a prepararlo, lui insieme al suo fedele compagno di merende Attilio, si recava a Colbuccaro per acquistare certi ingredienti che nel nostro paese non si trovavano come “li sgummìri” gli sgombri sotto sale.

Nota molto importante: ogni famiglia, ogni donna di quel tempo aveva un segreto legato alla preparazione della ricetta ed ancora oggi ognuno lo ripropone a modo suo.

Oltre che nel periodo dei morti era usanza delle famiglie contadine del dopoguerra, preparare questo piatto in maniera più semplice durante il periodo della quaresima come pietanza povera, ma ricca di nutrimento. Le fave usate erano quelle messe da parte dai contadini per la semina a novembre, una volta lessate a lungo, si condivano con olio, sale e aceto e venivano ribattezzate “fava ‘ngreccia”.

Passiamo ora alla preparazione.

Ingredienti:

500 gr di fava secca
250 gr di tonno, la ricetta antica parla di “sgùmmiri salati ” ovvero sgombri sotto sale, quelli che una volta si vendevano in barattoli grandi nelle pizzicherie. 

4 alici

Olio extravergine di oliva senza elemosinare, meglio abbondare

Capperi

250 gr o mezzo vasetto di sottaceti (a seconda dei gusti variare la quantità!)

3 carote

odori vari: maggiorana, timo, salvia, prezzemolo, aglio aceto olio sale peperoncino

Procedimento:
sciacquare bene la fava secca e tenerla a bagno per una notte ed anche più se è molto grossa. Toglierla poi dall’acqua e metterla in una pentola con acqua fredda in modo da ricoprirla bene. Se si usa la pentola a pressione bisogna mettere meno acqua. Far bollire il tutto fino a cottura ma deve risultare ancora dura, non spappolata.

Aggiungere il sale. Frullare tutti gli ingredienti: tonno, o sgombri alici, sottaceti, carote, aglio, peperoncino e tutti gli odori aggiungendo aceto ed olio. Unire questo composto alla fava che dovrà ancora cuocere per circa un’ora per amalgamare tutti i sapori e un poco alla volta aggiungere dell’acqua calda se ne occorre e del sale. Aggiungere poi l’olio a crudo quando viene servito a tavola.

Ps: 9 mesi fa durante il viaggio per l’Italia del gusto tra foto di piatti tipici e ricette della tradizione ideato da Instagramers Italia, questo piatto è stato selezionato prima per “Marche in tavola” poi per “Italia in tavola”
Di seguito il link diretto per vedere la foto sul profilo ufficiale di “Italia in tavola”
Italia in tavola