Il nostro pane quotidiano il più delle volte è fatto con tre farine, 100 gr. di farina di semola rimacinata di grano duro, 250 gr.di farina 0 bio o 1 e 150 gr di farina integrale. Aggiungo sempre semi vari, sesamo, o girasole o semi di Chia. Unisco 350 gr di acqua o anche di più, faccio fare l’auto lisi per un ora, unisco 150 gr di lievito madre lasciato fuori a temperatura ambiente e con la foglia faccio lavorare per 5/6 minuti, aggiungo il sale e lascio che raggiunga l’incordatura. Cambio la foglia e metto il gancio, unisco i semi. Quando l’impasto è ben incordato e la ciotola risulta pulita, lo tolgo e lo faccio lievitare in una scatola col coperchio dentro il forno con la lucina accesa. Aspetto il raddoppio, faccio diverse pieghe e lo sistemo dentro una ciotola con un canovaccio molto infarinato di semola. Appena raggiunge la lievitazione, con il forno già caldo a 220 gr. metto il piatto a riscaldare. Sopra il pane appoggio la carta forno e poi il piatto già riscaldato. Cuocio subito scalando la temperatura ogni 6/7 minuti, fino ad arrivare a 140 gr. per un ora. Lo tolgo dal forno e lo lascio freddare sopra una griglia. Ecco come la nostra casa, si riempie del suo meraviglioso profumo. Nonna Caterina e nonno Damone, saranno sicuramente felici di vedere che un piccolo forno di casa, sforma un pane buono come il loro.




Autore: sunusaix
Torta di farina di castagne, yogurt greco, pasta di caffè con cioccolato fondente, sesamo, ed arancia all’olio extravergine di oliva!
Pepite di arancia
Non bisogna sprecare nulla in cucina. Si possono usare diversi scarti di frutta e verdure. L’anno scorso avendo preparato molta marmellata di arancia e di limoni, ho usato le bucce per fare una polvere. Ho fatto l’essiccazione in forno a microonde e poi ho frullato il tutto in un frullatore. L’ho messa in sacchettini e poi in congelatore. Questo è un metodo per conservare sia il colore che il profumo. La polvere di arancia o di limone è adatta per i dolci, gli impasti e per piatti salati. Se messa in acqua calda avremo una bevanda digestiva. 

Il nostro pane quotidiano!
E chi si stanca di mangiare in questa casa il nostro pane che profuma di forno dei nonni ? È buono da solo, con un filo di olio extravergine d’oliva, col pomodoro maturo strofinato, nella panzanella insieme all’aceto e la “mintuccia “nella zuppa di latte e nel pancotto. Ovunque e sempre il nostro pane naturale.



Biscotti al limone ed arancia ai semi di sesamo senza burro
Ci stiamo avvicinando a piccoli passi alla stagione calda. È bello e distensivo stare fuori al sole e godere delle meravigliose sfumature degli innumerevoli fiori che sbocciano e diventano ogni giorno più belli. Tutto intorno è di un verde intenso, il cinguettio degli uccellini fanno da cornice a tutti i nostri pensieri. Non è paragonabile a nessun posto, questa magnifica vita immersa nella natura! E fare la colazione all’aria aperta con il tavolo della bisnonna, la tovaglia con i pizzi rustici fatti dalla mamma, le tazze colorate scompagnate che abbiamo conservato gelosamente, gustando i biscotti fatti in casa, è sicuramente un buon inizio di giornata. Intanto rilasciamoci così prima di cominciare a correre di qua e di là. Buona colazione in veranda!
Ingredienti
150 gr di farina integrale
100 gr di farina 0
75 gr di olio di girasole spremuto a freddo
100 gr di zucchero di canna integrale
3 tuorli di uovo
La buccia di un limone e di un’arancia
Il succo di un limone
Un pizzico di cannella
Un pizzico di sale
50 gr di zucchero di canna integrale
Semi di sesamo neri
Procedimento
Lavoriamo le farine, lo zucchero (100 gr), due tuorli di uovo, l’olio, la buccia dell’arancia, il succo e la buccia del limone, la cannella, il sale. Impastiamo bene per ottenere un composto sodo al quale daremo la forma di un salame. Avvolgiamolo in un foglio di alluminio e facciamolo riposare in frigorifero per due ore.
Riprendiamo il salame e spennellemiamo con il terzo tuorlo tutta la superficie. Facciamolo poi rotolare sul restante zucchero di canna e sui semi di sesamo ricoprendolo bene. Ora tagliamo dal rotolo tante fette di circa mezzo centimetro che sistemeremo sulla placca del forno precedentemente oleata e coperta da carta forno. Riscaldare il forno a 200 gradi e facciamo cuocere i biscotti per quasi un quarto d’ora. Togliamoli dal forno, facciamoli raffreddare per bene e sistemiamoli in un vassoio.
Accompagniamoli con un buon tè fatto di erbe del nostro giardino, mettendo in infusione foglie e fiori di lavanda, di menta, di melissa o di altro tipo in acqua calda.
Pasqua e l’ antipasto di agnello con le uova e la mentuccia!
La Pasqua a casa nostra e i nostri piatti tramandati dalle nonne alle madri e alle figlie, per ora! Spero proprio che le nipoti se ci saranno, le rispettino!
Nel paesello di Petriolo, era costumanza preparare per il pranzo di Pasqua, diversi piatti a base di agnello. In particolare veniva cucinato pasticciato con le uova e gli stessi odori della frittata con “mintuccia” la mentuccia, la maggiorana e pecorino grattugiato che per quei tempi, era l’unico formaggio che si poteva trovare nelle case specialmente quelle di campagna. Il perché venisse chiamato antipasto non è chiaro. Forse perché si portava in tavola prima dell’agnello arrosto con le patate. Pur essendo povera la gente di tanto tempo fa, per le feste comandate ed importanti, in tavola non mancavano piatti buoni, preparati con i prodotti della propria terra. Uova, verdure spontanee e animali. Un piatto ed un ricordo particolare per noi, è la minestra indorata, così nominata anche dal nostro maestro e poeta popolare maceratese, su i suoi libri di ” costumanze marchigiane “si tratta di fette di pane indorate con le uova battute, cosparse di formaggio, inzuppate nel brodo di gallina. Ma ahimè…..chi prepara e mangia più questa deliziosa e sconosciuta minestra? Scrive il poeta ” ma il merendare di ieri e di oggi, non ha alcunché di raccolto o di religioso; è una gita villereccia piena di lecite distrazioni che ha più sapore di profano che di sacro. Spesso al calar della sera, dopo consumata allegramente la merenda , si dava inizio al suono degli organetti e si allacciava un furioso saltarello. Era l’epilogo della festa campestre ”

La crostata con marmellata di fragole alla liquirizia e nidi di triplo cioccolato, per il giorno della s. Pasqua
La mattina di Pasqua, è usanza antica, fare colazione con cibi salati e salumi. La parte maggiore, la fanno la pizza o crescia di càscio, le frittate con le erbe spontanee e le uova pinte, le uova colorate con colori naturali come l’ortica o le cipolle. Oltre a questi cibi abbastanza calorici e saporiti, si portano in tavola i dolci. Le ciambelle, la pizza dolce con i canditi o l’agnello dolce. Noi abbiamo preparato diverse crostate ed una in particolare senza glutine. È stata cotta in bianco e poi farcita con marmellata di fragole alla liquirizia. Questo è un modo per conservare il sapore ed il profumo delle fragole. Sopra per simboleggiare la solennità della Pasqua, ci sono dei nidi di pasta frolla con ovetti di cioccolato.
Per la crostata, lavorare 180 gr di farina di quinoa con 70 gr. di amido di riso, 70 gr di zucchero di canna o semolato, due uova e 75 gr. di burro morbido. Unire la buccia di limone e semi di vaniglia ed una puntina di lievito per dolci. Impastare bene e fare un panetto che dovrà essere schiacciato col matterello e messo a riposare con pellicola in frigo. Dopo un’ora, stendere la pasta frolla fino ad uno spessore di mezzo centimetro. Bucare con la forchetta e ricoprire con carta forno. Cuocere in forno caldo a 170 gr. per 20 minuti. La superficie deve presentarsi dorata. Con la pasta avanzata fare delle ciambelline che saranno i nidi che dovranno cuocere per 10/15 minuti. Una volta che il guscio della crostata è cotto, versarvi sopra la marmellata di fragole alla liquirizia e disporre i nidi con un ovetto di cioccolato.
La Pasqua…..la primavera….la marmellata di limoni ai fiori di rosmarino e fragole candite!
Ricordi delle nostre marmellate, noi le chiamiamo ancora così. Il termine di confetture non ci riporta alla memoria delle nostre merende e delle nostre dita tuffate nel barattolo della marmellata della nonna e della mamma. Le marmellate di una volta erano semplicemente fatte con la frutta e zucchero e limone. Venivano fatte cuocere per tanto tempo. Ricordo la mamma orgogliosa che mostrava la sua creazione che profumava di caramello. Ora i gusti sono cambiati, conosciamo più tecniche di cottura e non ci facciamo un problema di cuocere la nostra marmellata nel microonde. Del resto se il risultato è ottimo, che male c’è? E del limone, non si butta nulla. La marmellata, il limoncello, le scorzette candite e la pasta di limone da congelare ed usare nelle varie preparazioni.

Pasqua
Lu ciammellottu a filette maceratese (ciambellone maceratese)
Era il dolce delle feste importanti, quelle religiose, quelle delle nascite, quelle dei compleanni, nelle comunioni e cresime. Nelle famiglie del paese si accompagnava con vermut, quel delizioso e liquoroso vino venduto a bottiglioni. In campagna invece si offriva il vino cotto molto invecchiato. Si prendeva una fettina di ciammellottu e si faceva zuppetta nel bicchiere infrangibile. Ora non si usano più questi riti. Si, erano riti immancabili e rendevano la vita molto serena e lo scorrere del tempo, lento, lento. Nostalgia? Si…. molta anche se ora abbiamo troppo, In fondo non abbiamo nulla!
La povertà degli ingredienti contrapposta alla ricchezza della massaia, hanno creato un dolce semplicissimo ma di una bontà eccezionale, che veniva preparato in occasione delle feste principali, come a Pasqua, dei compleanni e durante il tempo della trebbiatura. Insieme a lu ciammellottu, così viene ancora chiamato, si beveva il vino cotto. Per fare questo ciambellone basta impastare tre uova ed un tuorlo con 150 gr. di zucchero, la vaniglia, 500 gr di farina per dolci, 40 gr. di olio extravergine,oppure un etto di burro d’oliva, tre o quattro cucchiai di latte, o mezzo bicchiere, la buccia di limone, una bustina di lievito per dolci. L’impasto deve essere morbido ma non appiccicoso, bisogna regolarsi con il latte. Dare la forma di filetta oppure stendere il composto sopra carta forno bene infarinata, spruzzare di alchermes e versare la Nutella. Chiudere tipo strudel, spennellare con il tuorlo e cospargere di zucchero. Cuocere a 180 gr. per 30/40 minuti fino a quando le filette si presentano belle dorate! Questo dolce della nostra infanzia non viene quasi più preparato! Pochi si ricordano delle proprie tradizioni! Le esigenze e l’alimentazione sono cambiati per motivi di tempo e di stili di vita!
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