piselli

Tagliatelle paglia e fieno con asparagi piselli e prosciutto crudo croccante

Negli anni cinquanta sessanta, andavano molto di moda le tagliatelle paglia e fieno, erano simbolo della nostra buona cucina italiana. Le gialle paglia venivamo preparate come le normali tagliatelle, farina ed uova e quelle fieno, con l’aggiunta di spinaci tritati finemente e mescolati alle uova. Il loro condimento era il buono e corposo ragù bolognese.

Oggi come ogni domenica si fa a casa nostra, è tradizione familiare fare la pasta fresca, o ravioli, o cappelletti, o tagliatelle.

Ecco qua che avevo molta voglia di tagliatelle paglia e fieno, per ritrovare il sapore di molto tempo fa e tornare indietro con i sapori, almeno in cucina lo posso fare!

Non avevo però gli spinaci per fare le tagliatelle verdi, ma come succede a me quasi sempre, l’idea nasce nel momento che mi trovo davanti al mio piano di lavoro.

I piselli freschi ci sono, sono belli verdi e le mie tagliatelle saranno bellissime.

Preparo per prima le tagliatelle paglia, metto nella ciotola della planetaria la farina di semola rimacinata di grano e di tipo 0, aggiungo le uova di galline felici, faccio impastare prima con la foglia poi con il gancio.

Una volta bella impastata, finisco di lavorare sopra la spianatoia e copro con una ciotola.

Intanto metto a sbollentare i piselli in acqua bollente salata, pochi minuti e li scolo, li passo sotto l’acqua corrente, li strizzo e li frullo mettendoli da parte. Una parte servirà per fare il condimento.

Sapete che i loro baccelli lessati e frullati sono utili per preparare una buona crema da mangiare con un filo di olio extravergine di oliva e crostini di pane “trùzzítti” abbrustoliti oppure per fare un brodo vegetale e cuocere un bel risotto? Però i baccelli non devono essere stati trattati chimicamente.

Una volta freddi i piselli li frulliamo e li mescoliamo alle uova ed alle farine per fare le tagliatelle.

Stendiamo la pasta con la macchinetta, facciamo le strisce nello spessore più grande, e al momento di passarle in quello più sottile quello giusto per le tagliatelle, inseriamo sopra erba cipollina e foglioline di timo, ripassiamole sul rullo per farle attaccare.

Per fare la pasta mélange, stendiamo nello stesso rullo un pezzo di pasta gialla ed uno verde, otterremo così strati giallo verdi. Finiamo di stendere la pasta facendo in modo che sia più mescolata possibile ripassando anche gli avanzi sovrapponendoli.

Tagliamo le tagliatelle tipo le pappardelle con il coltello, resteranno più ruvide.

Fatta la pasta prepariamo il condimento.

Mettiamo gli asparagi tagliati nella padella con una noce di burro ed olio extravergine di oliva, saliamo e pepiamo, lasciamoli croccanti, uniamo una parte di piselli, un’altra li mettiamo frullati per ottenere una crema. Nel frattempo, tagliamo il prosciutto crudo a listarelle e le mettiamo sopra un piatto con carta paglia e poi per 50 secondi al forno a microonde, togliamolo subito dal suo grasso e passiamolo nella padella ad insaporire con gli asparagi ed i piselli. Uniamo le tagliatelle scolate, mescoliamo, il parmigiano e se serve acqua della cottura della pasta. Mantechiamo bene e portiamole subito in tavola!

Le tagliatelle paglia e fieno crude avanzate, domani saranno buone per una minestra di legumi.

Buona vita, buone tagliatelle paglia e fieno agli asparagi e piselli con prosciutto crudo croccante ❤️

Diario alimentare del tempo di Coronavirus

Undicesimo giorno di reclusione

Frascarélli con piselli, asparagi e prosciutto crudo

Diario alimentare del tempo di coronavirus.

Jèglia e la frichina

Lella, “Jèglia”, 23 anni, la “frichina” 9 anni, lei era una bella ragazza, alta e slanciata con le mani d’oro, amava pulire la casa dove tutto splendeva. Sapeva ballare come “Ginger Rogers”. Era la prima ballerina nella rivista musicale allestita nel nostro piccolo teatro. Lei sapeva fare la spaccata in modo eccezionale, sembrava una libellula quanto era leggera. La sua casa era davanti a quella della “fríchina” alla quale bastava fare tre passi per andare da “Jèglia”. Loro si volevano molto bene, erano legate in tutto. Lei insegnava alla “frichina” a fare la spaccata, a mettere lo smalto, a scartare le sopracciglia, a mettere cipria e rossetto. Lei cucinava divinamente “li frascarélli”, con le sue mani affusolate spolverava la spianatoia di farina bianchissima, con il mestolo lasciava cadere sopra l’acqua calda che si trasformava in morbide bianche montagne. Lei sapeva far affondare “li frascarélli” nell’acqua bollente che vorticosamente si lasciavano cuocere. Lei li scolava sopra la spianatoia, un giro di condimento, piselli o pomodoro e alla “frichina” seduta davanti la finestra, serviva il primo piatto.

Li frascarélli asciutti con piselli ed asparagi ed una bella spolverata di parmigiano reggiano, sono un piatto fatto di acqua e farina intrisi e battuti, cotti nell’ acqua bollente salata. Tanti sono i condimenti tutti a base di ingredienti semplici da trovare. Si possono condire con un sugo finto fatto con cipolla,

pancetta e pomodoro, con piselli ed asparagi anche surgelati e con la salsiccia. I frascarélli possono essere più brodosi diventando una minestra. Ingredienti tutti di facile reperibilità in tempo di reclusione.

Lasciamoci curare dai nostri ricordi raccontandoli a chi ci è vicino. Se non lo facciamo ora, potranno essere perduti per sempre. L’essenziale e visibile ora!

Qui trovate la ricetta dei frascarélli https://farinaefiore.com/2019/11/22/frascarelli/

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Cappelletti ripieni di lenticchie alle cime di rape e pisellini e sesamo

Cappelletti ripieni di lenticchie alle cime di rape e pisellini e sesamo

Ingredienti:
1 kg di cime di rape al netto
500 gr. di pisellini surgelati
Sale grosso
Acqua qb
Olio d’oliva extra vergine qb
Aglio qb
Peperoncino

Per la Pasta
200 gr. semola
2 uova

Per il Ripieno
Olio d’oliva extra vergine qb
Cipolla
4 cucchiai pane grattugiato 
Carote, sedano, timo, alloro, porro, olio
100 gr. lenticchie secche
300 gr. acqua sale pepe 
Sesamo tostato

Puliamo le cime di rapa eliminando le foglie dure e le cime più spesse. Laviamole sotto l’acqua corrente sciacquandole bene per eliminare i residui di terra. Mettiamo dell’acqua a bollire con una manciata di sale grosso ed immergiamo le rape ed i fiori facendoli cuocere per pochi minuti. Tirarli su con uno scola pasta per far perdere loro l’acqua della bollitura.

Scaldiamo l’olio d’oliva in una padella insieme all’aglio e al peperoncino, uniamo le cime ed i fiori di rapa ed i pisellini. Mescoliamo bene, saliamo fino a far insaporire il tutto. Nel frattempo prepariamo il ripieno.

Per il ripieno

Mettiamo olio e tutti gli odori in una larga padella, giriamo per bene per non fare attaccare il soffritto ed unire le lenticchie e l’acqua calda che dovrà coprire il tutto. Mettiamo il coperchio e facciamo cuocere lentamente fino a quando l’acqua è stata assorbita completamente. Saliamo e uniamo il pepe. Facciamo la sfoglia mettendo la farina a fontana sulla spianatoia, le due uova ed impastiamo fino ad avere una pasta soda che faremo riposare dentro una ciotola coprendola con la pellicola.

Ora frulliamo una parte di lenticchie con gli odori, che mescoleremo all’altra lasciata intera. Mescoliamo bene, insieme al pane grattugiato, assaggiamo ed aggiustiamo di sale e pepe.

Stendiamo la sfoglia sottile con la macchinetta, e ritagliamo dei quadratini di 4/5 cm. Su di ognuno mettiamo le lenticchie, chiediamo a cappelletti fino a quando avremo finito sfoglia e ripieno. Mettiamo a bollire l’acqua e sale e cuociamo i cappelletti che ripasseremo nella padella con le cime di rapa, i piselli, olio extravergine di oliva e semi di sesamo.