Uno snack semplice, sano, senza uova

Difficile fare uno spuntino che sia sano ed anche gratificante. Placare la fame senza rimorsi per la linea e la salute e sentirsi nutriti, appagati, rende più facile e serena una lunga giornata di lavoro. La scelta è fra un porzione di frutta o un dolce non troppo dolce, né troppo calorico. Questi biscottini hanno dei semi e frutta secca, olio extravergine d’oliva.

Per 16 stampini di silicone, ho lavorato mettendo tutto insieme:
35 gr di farina cocco bio
35 gr.di farina di mandorle
35 gr di sesamo tostato
35 gr di zucchero grezzo di canna
85 gr di farina integrale
cannella a piacere
vaniglia
un cucchiaio di cioccolato fondente a scaglie (facoltativo)
due cucchiai di proteine in polvere al gusto di cacao,  per capirci quelle che usano gli sportivi o gli anziani
due  cucchiai di olio extravergine d’oliva
160 gr di latte di soia
4 gr. di lievito per dolci.

Il composto deve essere morbido quindi regolarsi con il latte. Con le mani ho riempito gli stampini ed ho cotto in forno caldo a  160 gr. per 15/ 20 minuti.
Anche per la cottura, regolarsi, devono diventare dorati e restare morbidi.

Volendo una volta tolti dagli stampini, colare sopra altro cioccolato fondente sciolto.

Crostata friabilissima  con  marmellata di albicocche alla vaniglia

Ci sono diverse ricette di pasta frolla. Può avere più o meno burro, oppure olio extravergine d’oliva o di girasole spremuto a freddo. Si può aggiungere un pizzico di lievito per dolci che a volte può lasciare un retrogusto non piacevole. Ognuno ha la sua ricetta preferita. Proviamo questa pasta frolla friabilissima per l’aggiunta di mezzo limone e una puntina di bicarbonato. Basta mescolare tutto, lasciare che gonfi ed unire all’impasto. Per questa crostata, ho lavorato nella planetaria con la kappa, due uova con 150 di zucchero grezzo di canna, vaniglia, mezzo limone col bicarbonato, 450 di farina di farro. Ho lasciato che tutto si amalgamasse bene ed infine ho unito 150 di burro morbido a pezzetti. Ho continuato a lavorare per bene sopra la carta forno piegando la pasta diverse volte. Infine l’ho stesa sottile, l’ho bucherellata, ho steso la marmellata e l’ho chiusa con un altro strato sottile di pasta. Ho cotto a 180 gr per trenta minuti. Con la pasta avanzata, ho fatto dei biscottini mettendo sul primo cerchio la marmellata e ricoprendo con un altro cerchio bucato in mezzo.

Polvere di pomodoro! 

Non è certamente l’ora dei pomodori maturati al sole e nemmeno il tempo per preparare la passata. Se Dio vuole arriverà l’estate quando tutti i prodotti della terra, saranno pronti per essere trasformati in conserve per la stagione del freddo. Una semplice azione è quella di adoperare gli scarti dei pomodori, quelli giornalieri che si usano nei sughi e quelli della passata che verrà conservata in bottiglia. Basta farli seccare in forno, io usato il microonde, ma si può usare quello normale, a bassa temperatura, o in essiccatore o al sole coperti da una retina. In quest’ultimo caso, bisogna ritirarli la sera per evitare che si formino muffe. Una volta essiccati  basta frullare in un buon frullatore o nell’omeogenizzatore, per capire quello di una volta che si usava per i bambini. Bisogna poi farli asciugare bene in carta forno e sistemare in sacchettini ed in congelatore. In questo modo conserveranno il sapore ed il colore intatti. Sono molto utili per insaporire brodi di carne e vegetali, negli impasti per il pane e pizza o pasta fresca, per decorare piatti primi e secondi. 

  

Cocco di mamma! Pane e semi di sesamo in lievitazione!

Il nostro pane quotidiano il più delle volte è fatto con tre farine, 100 gr. di farina di semola rimacinata di grano duro, 250 gr.di farina 0 bio o 1 e 150 gr di farina integrale. Aggiungo sempre semi vari, sesamo, o girasole o semi di Chia. Unisco 350 gr di acqua o anche di più, faccio fare l’auto lisi per un ora, unisco 150 gr di lievito madre lasciato fuori a temperatura ambiente e con la foglia faccio lavorare per 5/6 minuti, aggiungo il sale e lascio che raggiunga l’incordatura. Cambio la foglia e metto il gancio, unisco i semi. Quando l’impasto è ben incordato e la ciotola risulta pulita, lo tolgo e lo faccio lievitare in una scatola col coperchio dentro il forno con la lucina accesa. Aspetto il raddoppio, faccio diverse pieghe e lo sistemo dentro una ciotola con un canovaccio molto infarinato di semola. Appena raggiunge la lievitazione, con il forno già caldo a 220 gr. metto il piatto a riscaldare. Sopra il pane appoggio la carta forno e poi il piatto già riscaldato. Cuocio subito scalando la temperatura ogni 6/7 minuti, fino ad arrivare a  140 gr. per un ora. Lo tolgo dal forno e lo lascio freddare sopra una griglia. Ecco come la nostra casa, si riempie del suo meraviglioso profumo. Nonna Caterina e nonno Damone, saranno sicuramente felici di vedere che un piccolo forno di casa, sforma un  pane buono come il loro.

Pepite di arancia

Non bisogna sprecare nulla in cucina. Si possono usare diversi scarti di frutta e verdure. L’anno scorso avendo preparato molta marmellata di arancia e di limoni, ho usato le bucce per fare una polvere. Ho fatto l’essiccazione in forno a microonde e poi ho frullato il tutto in un frullatore. L’ho messa in sacchettini e poi in congelatore. Questo è un metodo per conservare sia il colore che il profumo. La polvere di arancia o di limone è adatta per i dolci, gli impasti e per piatti salati. Se messa in acqua calda avremo una bevanda digestiva. 

Il nostro pane  quotidiano! 

E chi si stanca di mangiare in questa casa il nostro pane che profuma di forno dei nonni ? È buono da solo, con un filo di olio extravergine d’oliva, col pomodoro maturo strofinato, nella panzanella insieme all’aceto e la “mintuccia “nella zuppa di latte e nel pancotto. Ovunque e sempre il nostro pane naturale.

Biscotti  al limone ed  arancia ai semi di  sesamo senza burro

Ci stiamo avvicinando a piccoli passi alla stagione calda. È bello e distensivo stare fuori al sole e godere delle meravigliose sfumature degli innumerevoli fiori che sbocciano e diventano ogni giorno più belli. Tutto intorno è di un verde intenso, il cinguettio degli uccellini fanno da cornice a tutti i nostri pensieri. Non è paragonabile a nessun posto, questa magnifica vita immersa nella natura! E fare la colazione all’aria aperta con il tavolo della bisnonna, la tovaglia  con i pizzi rustici fatti dalla mamma, le tazze colorate scompagnate che abbiamo conservato gelosamente, gustando i biscotti fatti in casa, è sicuramente un buon inizio di giornata. Intanto rilasciamoci così prima di cominciare a correre di qua e di là. Buona colazione in veranda!

Ingredienti

150 gr di farina integrale

100 gr di farina 0

75 gr di olio di girasole spremuto a freddo

100 gr di zucchero di canna integrale

3 tuorli di uovo

La buccia di un limone e di un’arancia

Il succo di un limone

Un pizzico di cannella

Un pizzico di sale

50 gr di zucchero di canna integrale

Semi di sesamo neri

Procedimento

Lavoriamo le farine, lo zucchero (100 gr), due tuorli di uovo, l’olio, la buccia dell’arancia, il succo e la buccia del limone, la cannella, il sale. Impastiamo bene per ottenere un composto sodo al quale daremo la forma di un salame. Avvolgiamolo in un foglio di alluminio e facciamolo riposare in frigorifero per due ore.

Riprendiamo il salame e spennellemiamo con il terzo tuorlo tutta la superficie. Facciamolo poi rotolare sul restante zucchero di canna e sui semi di sesamo ricoprendolo bene. Ora tagliamo dal rotolo tante fette di circa mezzo centimetro che sistemeremo sulla placca del forno precedentemente oleata e coperta da carta forno. Riscaldare il forno a 200 gradi e facciamo cuocere i biscotti per quasi un quarto d’ora. Togliamoli dal forno, facciamoli raffreddare per bene e sistemiamoli in un vassoio.

Accompagniamoli con un buon tè fatto di erbe del nostro giardino, mettendo in infusione foglie e fiori di lavanda, di menta, di melissa o di altro tipo in acqua calda.

Pasqua e l’ antipasto di agnello con le uova e la mentuccia! 

La Pasqua a casa nostra e i nostri piatti tramandati dalle nonne alle madri e alle figlie, per ora! Spero proprio che le nipoti se ci saranno, le  rispettino!

Nel paesello di Petriolo, era costumanza preparare per il pranzo di Pasqua, diversi piatti a base di agnello. In particolare veniva cucinato pasticciato con le uova e gli stessi odori della frittata con “mintuccia” la  mentuccia, la maggiorana e pecorino grattugiato che per quei tempi, era l’unico formaggio che si poteva trovare nelle case specialmente quelle di campagna. Il perché venisse chiamato antipasto non è chiaro. Forse perché si portava in tavola prima dell’agnello arrosto con le patate. Pur essendo povera la gente di tanto tempo fa, per le feste comandate ed importanti, in tavola non mancavano piatti buoni, preparati con i prodotti della propria terra.  Uova, verdure spontanee e animali. Un piatto ed un ricordo particolare per noi, è la minestra indorata, così nominata anche dal nostro maestro e poeta popolare maceratese, su i suoi libri di  ” costumanze marchigiane “si tratta di fette di pane indorate con le uova battute, cosparse di formaggio, inzuppate nel brodo di gallina. Ma ahimè…..chi prepara e mangia più questa deliziosa e sconosciuta minestra? Scrive il poeta ” ma il merendare di ieri e di oggi, non ha alcunché di raccolto o di religioso; è una gita villereccia piena di lecite distrazioni che ha più sapore di profano che di sacro. Spesso al calar della sera, dopo consumata allegramente la merenda , si dava inizio al suono degli organetti e si allacciava un furioso saltarello. Era l’epilogo della festa campestre ”

La crostata con marmellata di fragole alla liquirizia e nidi di triplo cioccolato, per il giorno della s. Pasqua

La mattina di Pasqua, è usanza antica, fare colazione con cibi salati e salumi. La parte maggiore, la fanno la pizza o crescia di càscio, le frittate con le erbe spontanee e le uova pinte, le uova colorate con colori naturali come l’ortica o le cipolle. Oltre a questi cibi abbastanza calorici e saporiti, si portano in tavola i dolci. Le ciambelle, la pizza dolce con i canditi o l’agnello dolce. Noi abbiamo preparato diverse crostate ed una in particolare senza glutine. È stata cotta in bianco e poi farcita con marmellata di fragole alla liquirizia. Questo è un modo per conservare il sapore ed il profumo delle fragole. Sopra per simboleggiare la solennità della Pasqua, ci sono dei nidi di pasta frolla con ovetti di cioccolato.

Per la crostata, lavorare 180 gr di farina di quinoa con 70 gr. di amido di riso, 70 gr di zucchero di canna o semolato, due uova e 75 gr. di burro morbido. Unire la buccia di limone e semi di vaniglia ed una puntina di lievito per dolci. Impastare bene e fare un panetto che dovrà essere schiacciato col matterello e messo a riposare con pellicola in frigo. Dopo un’ora, stendere la pasta frolla fino ad uno spessore di mezzo centimetro. Bucare con la forchetta e ricoprire con carta forno. Cuocere in forno caldo a 170 gr. per 20 minuti. La superficie deve presentarsi dorata. Con  la pasta avanzata fare delle ciambelline che saranno i nidi che dovranno cuocere per 10/15 minuti. Una volta che il guscio della crostata è cotto, versarvi sopra la marmellata di fragole alla liquirizia e disporre i nidi con un ovetto di cioccolato.