Ricordi delle nostre marmellate, noi le chiamiamo ancora così. Il termine di confetture non ci riporta alla memoria delle nostre merende e delle nostre dita tuffate nel barattolo della marmellata della nonna e della mamma. Le marmellate di una volta erano semplicemente fatte con la frutta e zucchero e limone. Venivano fatte cuocere per tanto tempo. Ricordo la mamma orgogliosa che mostrava la sua creazione che profumava di caramello. Ora i gusti sono cambiati, conosciamo più tecniche di cottura e non ci facciamo un problema di cuocere la nostra marmellata nel microonde. Del resto se il risultato è ottimo, che male c’è? E del limone, non si butta nulla. La marmellata, il limoncello, le scorzette candite e la pasta di limone da congelare ed usare nelle varie preparazioni.

Pasqua
Lu ciammellottu a filette maceratese (ciambellone maceratese)
Era il dolce delle feste importanti, quelle religiose, quelle delle nascite, quelle dei compleanni, nelle comunioni e cresime. Nelle famiglie del paese si accompagnava con vermut, quel delizioso e liquoroso vino venduto a bottiglioni. In campagna invece si offriva il vino cotto molto invecchiato. Si prendeva una fettina di ciammellottu e si faceva zuppetta nel bicchiere infrangibile. Ora non si usano più questi riti. Si, erano riti immancabili e rendevano la vita molto serena e lo scorrere del tempo, lento, lento. Nostalgia? Si…. molta anche se ora abbiamo troppo, In fondo non abbiamo nulla!
La povertà degli ingredienti contrapposta alla ricchezza della massaia, hanno creato un dolce semplicissimo ma di una bontà eccezionale, che veniva preparato in occasione delle feste principali, come a Pasqua, dei compleanni e durante il tempo della trebbiatura. Insieme a lu ciammellottu, così viene ancora chiamato, si beveva il vino cotto. Per fare questo ciambellone basta impastare tre uova ed un tuorlo con 150 gr. di zucchero, la vaniglia, 500 gr di farina per dolci, 40 gr. di olio extravergine,oppure un etto di burro d’oliva, tre o quattro cucchiai di latte, o mezzo bicchiere, la buccia di limone, una bustina di lievito per dolci. L’impasto deve essere morbido ma non appiccicoso, bisogna regolarsi con il latte. Dare la forma di filetta oppure stendere il composto sopra carta forno bene infarinata, spruzzare di alchermes e versare la Nutella. Chiudere tipo strudel, spennellare con il tuorlo e cospargere di zucchero. Cuocere a 180 gr. per 30/40 minuti fino a quando le filette si presentano belle dorate! Questo dolce della nostra infanzia non viene quasi più preparato! Pochi si ricordano delle proprie tradizioni! Le esigenze e l’alimentazione sono cambiati per motivi di tempo e di stili di vita!
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Pane naturale semiintegrale!
Mini tortini di verdure e fiocchi di latte
Ci piacciono troppo questi stampini di silicone. Il ricordo va ai bimbi e ai loro giochi con la sabbia nelle calde giornate d’estate nel periodo di vacanze. Prepariamo questi tortini insieme a loro, li faremo sentire importanti e magari cominceranno ad amare la cucina e chissà, potrebbero diventare grandi chef.
Ingredienti per 12 stampini di forma diversa100 gr. di farina di farro
2 uova
30 gr. di olio extravergine d’oliva
tre cucchiai di parmigiano reggiano
tre cucchiai di fiocchi di latte
latte intero qb per ottenere un composto morbido
una puntina di cucchiaino di lievito per torte salate oppure una puntina di bicarbonato e una di cremor di tartaro
una ciotola di asparagi e lattuga cotti
porro
sale, pepe, noce moscata
Preparazione
Tagliamo a pezzetti gli asparagi recuperando anche le parti dure, la lattuga, il porro e lasciamo cuocere con olio extravergine d’oliva aggiungendo sale e pepe fino ad appassire. Lasciamo che i raffreddi. Lavoriamo le uova, l’olio, il latte il sale, i fiocchi di latte, il parmigiano e la noce moscata. Mescoliamo bene ed unire le verdure e la farina con il lievito.
Versiamo il composto che deve risultare morbido, negli stampini unti di olio.
Regoliamoci con il latte. Cuocere a 170 gr. per 20 minuti. A cottura ultimata dovremmo vedere i bordi staccati dalle formine.
Il nostro pane quotidiano!
E chi può mangiare più il pane comprato? Sono già 8 anni, che in casa nostra si fa il pane con il lievito madre.
C’è voluto del tempo prima di arrivare a sfornare un pane buono. Il primo non era certamente né buono né bello. Era un mattone e non accettavo critiche.
Ora seguendo tante brave panificatrici, qualcosa ho imparato, anche se sappiamo che non si finirà mai di….imparare. Vedremo con il tempo che verrà se arriverò ad essere….una panificatrice come la mia nonna Caterina.
Spero che da lassù, mi accompagni.
Marmellata di fiori di rosmarino al limone
Spesso ci accusano di usare i fiori per le nostre ricette, privando così le api ed altri insetti di succhiare il nettare che permette l’impollinazione di piante anche lontane fra loro. Per la marmellata ne bastano pochissimi di fiori, perché vengono aggiunti frutta e limone che serviranno per ottenere una composta giusta con tutto il profumo ed il sapore del fiore. Per questa marmellata ho usato 50 gr di fiori di rosmarino, e 400 gr di mele, un limone di casa nostra più 200 gr di zucchero . 
Ingredienti
50 gr. di fiori di rosmarino
400 gr di mele al netto senza trattamenti
un limone buccia e succo
100 gr di acqua . 200 gr di zucchero
succo e buccia di un limone senza trattamenti
semi di vaniglia
Passiamo velocemente i fiori sotto l’acqua corrente e facciamoli asciugare all’aria. Sciogliamo lo zucchero nell’acqua, portiamo ad ebollizione e facciamo cuocere fino a quando il composto fila. Aggiungiamo i fiori, le mele a fettine, il succo e la buccia del limone ed i semi di vaniglia. Lasciamo cuocere fino a quando le mele si presentano disfatte, mescolando ogni tanto.
Passiamo il tutto con il passaverdure, attenzione non frulliamo perché ci troveremo i fiori in bocca che non sono affatto gradevoli per i residui che lasciano dopo essere stati cotti. Continuiamo a cuocere per 15 minuti o fino a quando vedremo che abbia raggiunto la consistenza giusta della marmellata.
Invasiamo nei vasetti sterilizzati, chiudiamoli e per sicurezza, sterilizziamoli ancora per una ventina di minuti. Ottima per i formaggi freschi e per decorare o lucidare le torte o le crostate o per mescolare alle creme di frutta estiva.
Sformato di asparagi e ricotta e sesamo
Le verdure sono il nostro cibo preferito. Ci piacciono in tutti i modi, crude, cotte o abbinate a legumi o formaggi come questo delizioso sformato nel quale oltre alla ricotta, abbiamo messo la besciamella senza burro ma olio extravergine d’oliva.
Si possono mettere le uova che lo rendono un piatto completo oppure si possono eliminare.
Ingredienti
due mazzetti di asparagi
alcune foglie di radicchio rosso e lattuga
sale
sesamo a piacere
350 di ricotta mista o robiola o stracchino
tre cucchiai di parmigiano reggiano
olio extravergine d’oliva tre cucchiai
una cipollina fresca
timo
erba cipollina
Per la besciamella senza burro
240 gr di latte può essere vaccino o vegetale
2 cucchiai di farina 0 bio
sale
tre cucchiai di parmigiano reggiano
tre cucchiai di olio extravergine d’oliva o di girasole
noce moscata
curcuma
Preparazione
Puliamo e raschiamo gli asparagi, tagliamoli a pezzetti lasciandone alcuni interi per la decorazione. Mettiamo in una padella la cipolla a fettine, gli asparagi e facciamoli appassire per pochi minuti, saliamo mescoliamo e spegniamo il fornello.
Prepariamo la besciamella mettendo due cucchiai di farina in un pentolino, stemperiamo mettendo poco alla volta, il latte, saliamo e facciamo cuocere a fiamma bassa fino ad addensare. Uniamo un pizzico di noce moscata e di curcuma, il parmigiano reggiano, tre cucchiai di olio, assaggiamo e se è giusta, lasciamola da parte. Ora frulliamo una parte di asparagi, lasciandone l’altra a pezzetti. Lavoriamo la ricotta col sale, le foglioline di timo, la buccia di limone il parmigiano reggiano, l’erba cipollina, uniamo gli asparagi frullati e quelli lasciati a pezzetti, il sesamo e la besciamella.
Mescoliamo bene e versiamo in una tortiera unta e foderata di carta forno. Cuocere a 160 minuti per circa un’ora. Poco prima di finire la cottura , uniamo il sesamo e gli asparagi interi per decorare. Presentiamo lo sformato su un piatto foderato di radicchio rosso.
È una preparazione che può essere servita come antipasto, come un secondo oppure per una scampagnata di primavera.
Panzerotti di ricotta e fiori di zucchina al forno
Calcioni o caciù o panzerotti, sono sempre lo stesso fagottino ripieno o con carni o con verdure. Si prestano bene a mangiare con le mani in un picnic o possono essere serviti per un antipasto rustico o perché no, per una cena. Basta aggiungere un bel piatto di insalata mista e siamo a posto.

Ingredienti:
Per la pasta matta all’olio extravergine d’oliva o girasole
300 gr di farina 0 bio
4 cucchiai di olio extravergine d’oliva o girasole
Acqua circa 150 gr.
Sale
Per il ripieno
Fiori di zucchina un mazzetto
Olio tre cucchiai
Scalogno o porro o cipolla
300 gr di ricotta mista o vaccina lasciata a scolare sopra un passino per farle perdere l’acqua
2 uova. Più un uno per lucidare i panzerotti
2 cucchiai di parmigiano reggiano
Sale q b.
Noce moscata
Buccia di limone
Preparazione:
Versiamo la farina a fontana sulla spianatoia e nel centro mettiamo l’olio, il sale e l’acqua, regoliamoci a non metterla tutt’a insieme perché dobbiamo ottenere un impasto morbido da lavorare bene. Formiamo una palla che avvolgeremo nella pellicola e lasciamo che riposi in frigo per mezz’ora. Prepariamo ora il ripieno. Laviamo bene i fiori di zucchina togliendo ogni residuo di terra, tagliamoli a strisce, mettiamoli in una padella con l’olio e lo scalogno a fettine, lasciamo che il tutto appassisca per poco tempo e mettiamo in una ciotola a raffreddare. Lavoriamo la ricotta lasciata scollare per perdere tutta l’acqua, con sale, le uova, il parmigiano reggiano ed i fiori di zucchina freddi. Ora prepariamo i panzerotti.
Prendiamo l’impasto dal frigo, stendiamolo in una sfoglia sottile con il mattarello, ritagliamo dei dischi con un coppapasta. Sopra ogni disco mettiamo la ricotta con i fiori di zucchina, pieghiamo a mezzaluna e sigilliamo bene per non fare uscire il ripieno. Ora in una ciotolina sbattiamo l’uovo e col pennello lucidiamo i panzerotti che disporremo su una teglia unta di olio( questo è un accorgimento per far sì che il sotto dei panzerotti cuociano bene e diventino dorati ) poi foderata di carta forno. Intanto avremo acceso il forno 200 gr. e appena giunto a temperatura, inforniamo e facciamo cuocere per 15/ 20 minuti. Regoliamoci, dovremmo vedere che i panzerotti abbiano una bella e croccante superficie. Togliamoli dal forno e quando si sono raffreddati poniamoli su un bel vassoio magari rustico. Questi panzerotti possono essere serviti come un antipasto in un pranzo informale o per un picnic.
Le pingiarelle di pasta all’uovo con cacao e fave tostate di cacao fatte a mano al burro di nocciole
Gusto decisamente sorprendente e croccantezza e gradevolezza per questo tipo di pasta al cacao abbinato al burro di nocciole.
Un primo piatto che stupirà i nostri ospiti.
Venite in cucina con noi.
Impastiamo tre uova con tre cucchiai di cacao amaro setacciato, le fave tostate di cacao a piacere, uniamo farina 0 quanta ne prende per ottenere il solito impasto della pasta.
Lavoriamolo bene e mettiamolo sopra la spianatoia coperto da una ciotola. Lasciamo che riposi un ora.
Poi stendiamo la pasta con la macchinetta e tagliamo delle strisce lunghe.
Tagliamo con la rotella delle piccole strisce e arrotolandole fra i palmi della mani per ottenere le pingiarelle.
Nel frattempo mettiamo le nocciole tostate e tritate in un mixer, in una larga padella, facciamole cuocere pianissimo per ottenere un burro al quale uniremo olio extravergine d’oliva.
Mettiamo a cuocere le pingiarelle in acqua bollente salata, appena cotte scoliamole e saltiamole in padella aggiungendo un po’ di acqua della cottura della pasta.
Uniamo ancora le le nocciole tritate ed alcune intere.
Serviamo subito.



















