petali di rose

Risotto alle rose, asparagi e bietole (cucina in fiore e frutti)

Rosa in tavola, dal primo al secondo al dolce.

Le rose sono utili in cucina, ormai mi conoscono per l’utilizzo da diversi anni.

Ho cominciato a fare la marmellata di petali di rose il liquore e lo sciroppo diversi anni fa.

Piano piano, ho cercato di sperimentare le rose per piatti salati e dolci. Nei ripieni di ravioli o rollè di pollo.

Oggi è la volta del risotto con il brodo di petali di rose. Come l’ho fatto?

Racconto che ieri sera, notte dell’Ascensione, ho messo in infusione i petali di rose nell’acqua e succo di limone per conservare il colore per tutta la notte. Stamattina ho filtrato il tutto, messo da parte il brodo rosso, con una minima parte abbiamo rinfrescato il nostro viso facendoci il segno della croce e dicendo il Padre Nostro.

Arrivata l’ora del pranzo, prima sono andata a raccogliere le bietole, avevo gli asparagi, ho tagliato tutto in piccoli pezzi che ho lasciato cuocere nella pentola antiaderente per aggiungere anche il riso. Ho riscaldato il brodo di petali di rose, che è servito per finire di cuocere il risotto. Io normalmente condisco tutto a crudo per questione di difficile digestione, quindi alla fine ho aggiunto un filo di olio extravergine di oliva ed una noce di burro con una spolverata di parmigiano reggiano e decorato con i petali di rose!

Questo risotto si è rivelato ottimo, delicato e molto profumato. È sicuramente un piatto facile anche per chi in cucina non ha molta dimestichezza!

Provatelo, mi saprete dire!

Buona vita, buona festa dell’Ascensione che celebreremo domenica ed anche buon risotto con brodo di petali di rose, asparagi e bietoline ❤️🌷

Ascensione

La notte che precede la festa dell’Ascensione si colgono le rose più belle e più profumate. Chi ne ha tante nel proprio giardino ne fa dono a chi non ne ha. Un contenitore con l’acqua ed i petali di rose immersi, si espone sopra il davanzale della finestra e si tiene fuori tutta la notte, in omaggio a Gesù che sale al cielo.

La tradizione vuole che Gesù, salendo al cielo, benedica questi fiori e le persone che con devozione ed amore li hanno esposti in suo onore.

La notte scende dal cielo come benedizione e porta l’abbondanza sui campi di grano.

La mattina, quell’acqua profumata e benedetta, serve per bagnarsi il viso, ricevendo la benedizione di Gesù.

In questo giorno viene raccolto l’assenzio; con quest’erba gli uomini ornano i loro cappelli e le donne li appuntano sul loro petto.

Una tradizione popolare vuole che il giorno dell’Ascesa di Cristo Redentore, nemmeno i pulcini escano dall’uovo, anche se sia ora che nascano; tanto è il dovere che si ha in questo giorno, di non compiere opera alcuna.

La festa cadendo nel giovedì che segue la quinta domenica dopo Pasqua, è festa mobile e in alcune nazioni cattoliche è festa di precetto, riconosciuta nel calendario civile a tutti gli effetti.

In Italia previo accordo con lo Stato Italiano, che richiedeva una riforma delle festività, per eliminare alcuni ponti festivi, la Conferenza episcopale italiana ha fissato la festa liturgica e civile, nella domenica successiva ai canonici 40 giorni dopo Pasqua.

Buona festa dell’Ascensione!

Ravioli con primo sale stracchino e cubetti di pecorino fresco al profumo di petali di rose

Una volta le feste religiose comandate erano l’essenziale della nostra esistenza.

Non si lavorava, si assisteva alle cerimonie religiose con molta partecipazione, si stava in compagnia dei parrocchiani bevendo nel salone della sacrestia, uno squaglio fatto con il latte ed il cacao amaro oppure un bicchierino di vermut venduto nel bottiglione da due o più litri…….non mi ricordo più.

Insieme si sgranocchiavano le pastarelle secche anche vendute in grossi sacchetti di cellophane.

Si tornava a casa allora di pranzo, anche quello preparato appositamente per festeggiare l’occasione religiosa!

Nel giorno dell’Ascensione di Gesù che capitava sempre di giovedì dopo la quinta domenica dopo Pasqua, spostata alla domenica successiva in tempi di scristianizzazione del mondo, c’era la tradizione popolare di lavarsi il viso appena svegli con l’acqua alle rose.

La notte precedente la festa, si raccoglievano le rose, si sfogliavano e si immergevano in una bacinella piena di acqua. Si esponeva sul davanzale della finestra perché la notte ascendendo al Cielo, Gesù avrebbe benedetto quell’acqua alle rose. I petali di rose venivano donati ai vicini di casa che non avevano a disposizione roseti. Un modo di far partecipare anche loro alla benedizione di Gesù..

Nel giorno dell’Ascensione non si andava in campagna: sarebbero nate le ruche (i bruchi) nelle vigne.

La notte scendeva dal cielo come benedizione e portava l’abbondanza sui campi di grano. In questo giorno veniva raccolto l’assenzio; con quest’erba gli uomini ornavano i loro cappelli e le donne li appuntavano sul loro petto.

Ora non possiamo più far tutto questo, avendo meno tempo e soprattutto poco sentimento religioso, lasciamo che scorra la nostra vita senza lo scadere del ritmo degli avvenimenti che se anche da qualche parte resistono, a noi non interessano più.

Noi ci siamo a raccontare e a ricordare ciò che siamo stati e dopo l’acqua benedetta della notte dell’Ascensione di Gesù, le rose sono state usate per devozione nei ravioli profumati e benedetti.

L’acqua di rose possiamo farla mettendo i petali in una pentola coperti di acqua, si lascia bollire fino a quando cedono il loro colore. Si lascia raffreddare, si filtra e si imbottiglia mantenendola in frigo per alcuni giorni.

Abbiamo fatto i ravioli con farina integrale e farina 0 in parti uguali e con le uova di galline felici.

Abbiamo preparato il ripieno con una parte di primo sale fatto a casa, ma lo si può comprare, unito una parte di stracchino, parmigiano reggiano, cubetti di pecorino fresco, uova, buccia di limone, rucola, menta piperita, rucola, timo ed erba cipollina tutto tritato finemente.

Abbiamo steso la pasta, tagliata a strisce e fatto i ravioli con il ripieno.

Nel frattempo abbiamo messo nella padella l’acqua di rose, un cucchiaio di maizena, abbiamo portato a bollore lentamente, unito le foglie di menta piperita, l’olio extravergine di oliva o se vi piace il burro, il parmigiano reggiano e abbiamo finito di insaporire.

Abbiamo cotto i ravioli in acqua bollente salata, scolati e ripassati nella padella con la crema di petali di rose, mescolato per amalgamare ed abbiamo portato in tavola!

L’ascensione di Gesù l’abbiamo festeggiata come un tempo, ci auguriamo che torni ad essere importante per il bene di chi ancora ha un senso religioso nella propria esistenza e di chi non l’ha mai avuto.

Sopra ai nostri ravioli quadrati, uno è a forma di triangolo come era solita farli nostra madre.

Buona vita, buona festa dell’Ascensione di Gesù ❤️