Autore: sunusaix

Marmellata di pesche al cocco e mandorle

La mia passione più grande è preparare marmellate……io sono “la marmellataia”!!! Ogni frutto che vedo finisce in un barattolino, prima faccio “il provino”da noi in dialetto maceratese si dice “lu pruì”. Una volta assaggiata se mi piace, va per così dire, in produzione casalinga. Le mie marmellate il più delle volte vengono regalate a persone speciali, tante sono abbonate. Tre volte l’anno o anche più, se le vedono arrivare nelle loro abitazioni o negli studi dei medici. Mi danno molto soddisfazione quando le apprezzano perché secondo loro, sono tutte molto particolari. Questa lo è sicuramente, sono pesche al cocco o alle mandorle. A voi la scelta!Ingredienti

Un kl di pesche noci sode

500 gr di zucchero integrale di canna o semolato ( potete fare anche di meno, l’essenziale è sterilizzare i vasetti per una perfetta conservazione)

Un limone (succo)

Cocco a piacere

Mandorle una manciata con la buccia tenute a bagno per qualche ora e lasciate asciugare

Preparazione

Laviamo le pesche, le tagliamo a pezzetti, le mettiamo in una terrina o anche nella stesa pentola che useremo per la cottura, le irroriamo con il succo del limone, se ci piace anche la buccia, il cocco e lo zucchero. Lasciamo a riposare in frigo per tutta la notte. La mattina dopo, se sono state messe nella terrina, le tiriamo su, versiamo il succo ottenuto nella pentola e lasciamo addensare a fuoco dolce. Uniamo ora tutte le pesche e proseguiamo la cottura mescolando, dopo circa mezz’ora le frulliamo per ottenere una purea, uniamo le mandorle finendo la cottura. Facciamo la prova mettendo un po’ di marmellata nel piattino e se la consistenza è giusta, la invasiamo nei vasetti sterilizzati al forno per una ventina di minuti, altrimenti la lasciamo ancora cuocere. Chiudiamo con i loro coperchi e li capovolgiamo per ottenere il sotto vuoto. Mettiamo a riposare in dispensa e dopo qualche settimana possiamo gustarla.

Buona vita, buona marmellata di pesche al cocco e mandorle

Crostata notte e dì con farina di castagne marmellata di fichi e cioccolato fondente

Preparare la crostata con farina di castagne di notte, fa un effetto non tanto piacevole. La fredda luce a led rende molto poco vera la calda tonalità della pasta frolla con farina di castagne e la marmellata di fichi e cioccolato fondente. Una volta cotta e sfornata, la foto non rende per niente. decido che aspetterò il mattino e la luce del sole settembrino, per rendere “giustizia” alla mia crostata che sicuramente sarà oltre che “bella”, anche buona. Trovo ottimo l’accostamento del sapore della castagna con i fichi e il cioccolato fondente. Voi dite di no??? Vi ricordo che c’è poco zucchero perché la farina di castagne è di per se dolce. Nella crostata ci sono il burro e l’olio insieme, questi due grassi rendono più friabile la frolla.

Ingredienti

150 gr di farina di castagne

150 gr di farina 0

100 gr di burro

30 gr di olio che può essere di oliva o di girasole

75 gr di zucchero integrale di canna o semolato

Due uova

Semi di vaniglia

Cannella

Marmellata di fichi a piacere

Pezzi di cioccolato fondente nero

Una puntina di lievito per dolci

Preparazione

Mettiamo nella ciotola della planetaria le farine ed il lievito setacciati, uniamo lo zucchero, i semi di vaniglia, la cannella, lasciamo lavorare poco, aggiungiamo il burro morbido, l’olio e le uova. Una volta ottenuto un composto sbriciolato, lavoriamolo sopra la spianatoia per amalgamare la pasta che schiacceremo e la faremo freddare avvolta nella carta forno in frigo per un’ora. La riprendiamo, la stendiamo col mattarello e la appoggiamo in uno stampo di 26 cm. Con una forchetta facciamo dei buchini, spalmiamo la marmellata di fichi e decoriamo con le strisce. Cuociamo a 160/170 gr per circa 30/ 35 minuti. A cottura ultimata aggiungiamo sopra il cioccolato fondente tagliato a pezzetti. Lasciamo che si freddi e gustiamo la nostra crostata settembrina. Un consiglio, io nella marmellata di fichi ho aggiunto un goccio di rum scuro. Ci sta bene, credetemi!

Buona vita, buona crostata di castagne settembrina!

Marmellata di pomodorini verdi mele e limoni al mosto

La marmellata di pomodorini verdi o si ama o si odia. Io la trovo molto buona, fresca e stuzzicante. Ho un ricordo molto caro di quando mia madre la preparava in una grande pentola perché avendo una grande famiglia, cinque figli, le merende erano molte. Si usava mangiare pane burro e marmellata o pane e ciasculo il salame morbido che si spalmava sopra la fetta. Mia madre la faceva bollire ore ed ore fino ad quasi farla caramellare. Io non lo faccio, la preferisco morbida e con il sapore ancora aspro degli ingredienti usati. Questo tipo di marmellata oltre che ad usarla nella maniera classica, pane o crostate, si gusta con formaggi freschi ed anche forti. Vedete voi. Se non vi piacerà, ditemelo. Pazienza!

Ingredienti

700 gr di pomodorini verdi o pomodori grandi

300 gr di mele acerbe

Il succo e la buccia di due limoni

450 di zucchero semolato o integrale di canna, tanto sempre zucchero è, se volete, potete usare 350 gr di eritritolo un dolcificante naturale e senza calorie

250 di mosto fresco, se non lo trovate potete usare uva bianca anche da tavola che dopo averla sgranata la passerete al passaverdura, ottenendo il succo che potrete usare per la marmellata

Preparazione

Tagliamo pomodorini in due, eliminando tutti i semini, le mele a pezzetti, le bucce di limoni a filetti e mettiamo nella pentola destinata alla cottura della marmellata, uniamo metà dello zucchero ed il succo dei due limoni. Lasciamo riposare mezza giornata per far rilasciare il succo di vegetazione degli ingredienti. Passato il tempo mettiamo a bollire lentamente unendo l’altra metà di zucchero, il mosto e mescoliamo spesso per non farla attaccare al fondo. Ora se a voi piace potete frullare il tutto per ottenere una purea, io l’ho fatto. Decidete a vostro gusto. Quando la marmellata comincia a rapprendersi, facciamo la prova del piattino, se non scivolerà è pronta per invasare nei vasetti sterilizzati al forno a 100 per una mezz’ora. Prima di chiudere se ci piace lasciamo cadere sopra un goccio di rum, o di limoncello o di un liquore all’arancia. Io ho provato con un po’ di anisetta e devo dire che la rende ancora più fresca. La nostra marmellata di pomodorini verdi è pronta da gustare. Mettiamola in dispensa e facciamone uso anche come regalo per Natale.

Buona vita, buona marmellata di pomodorini verdi, mele e limoni al mosto.

Anna Maria

Mostarda di fichi mele con e senza zucchero

Già di sente nell’aria il profumo del mosto fresco girando per le campagne marchigiane e non solo. Un anticipo d’autunno di questa fine d’estate di un agosto particolarmente caldo. Ma del resto è il suo tempo! Rimpiangeremo queste giornate come sempre succede! Consoliamoci gustando la mostarda di fine estate e inizio autunno con fichi e mele acerbe senza zucchero. È una marmellata fatta con il mosto e frutta, fichi, mele, pere e pesche. Le nostre nonne e le nostre mamme, la facevano cuocere per molte ore fino ad addensare e diventava dolce solo per il mosto che si concentrava.

Se vogliamo accorciare la cottura, ed avere una preparazione che sia come una marmellata, possiamo mettere 350 gr di zucchero per ogni chilo di frutta.

La mostarda è ottima sopra il pane e sopra i formaggi. Certamente ai vecchi di una volta, non sarà mai venuto in mente di accostare la mostarda ed il formaggio.

Questa in foto è senza zucchero. Si mantiene per molto tempo, anche dopo anni è buona. Ai tempi della nonna, era la merenda preferita dei nipoti. Può essere addirittura rimessa a cuocere in forno dentro uno stampo da plumcake con carta forno. Si fa asciugare per bene, si lascia all’aria coperta con una pellicola, quando è bella asciutta la si incarta e si conserva in frigo. Al momento di assaggiarla, si taglia a fette.

Buona anche da servire come antipasto con bolliti e formaggi. È più o meno come la cotognata.

Se non avete il mosto fresco, basta prendere uva da tavola o meglio da vino, farla bollire per poco tempo ancora attaccata al grappolo passarla al passaverdura schiacciando bene per raccogliere tutto il succo. Filtrare con una garza per togliere ogni eventuale residuo.

Ingredienti

Un kl. di frutta tra fichi e mele e pere o pesche con la buccia e senza trattamento

600 mml di mosto fresco bianco, teniamone un po’ se vedremo che la mostarda tende ad asciugare troppo presto

Facoltativo 350 gr di zucchero semolato o integrale di canna se vogliamo accorciare la cottura

Una bacca di vaniglia aperta.

Preparazione

Mettiamo nella pentola il mosto, lasciando bollire per 30 di minuti, o più se vogliamo che diventi più concentrato e quindi più dolce, aggiungiamo la frutta con la buccia tagliata a quarti, la bacca di vaniglia aperta, mescoliamo e lasciamo cuocere a fiamma bassa. Ora se vi, ci piace aggiungiamo lo zucchero. La mostarda deve cuocere per molto tempo, circa 4/5 ore, dipende da quanta acqua è nella frutta e da quando avremo fatto bollire il mosto prima di aggiungere la frutta, quindi mescoliamo spesso. Quando sarà completamente bella soda spegniamo ed invasiamo nei vasetti sterilizzati al forno per 20 /30 minuti. Chiudiamo con i loro coperchi e lasciamo che si crei il sottovuoto. Possiamo sterilizzare in acqua per 30 minuti partendo da quando comincia a bollire. Ma non è necessario perché la mostarda è zuccherina e non ha il rischio di rovinare. Ponetela in dispensa e aspettate un po’ di tempo prima di mangiarla. Buona, solare provatela sopra il pane, con un formaggio pecorino fresco o stagionato o con la ricotta ovunque. Ricordo che più il mosto bollirà, più sarà dolce e denso.

Buona vita, buona mostarda della nonna.

A presto con le ricette dimenticate!

LA ZUCCATA

Una ricetta dimenticata di dolce antico della tradizione contadina maceratese. Era scritta su un libro di autore sconosciuto. Le descrizioni dei dolci, di semplice esecuzione, con ingredienti stagionali, autoprodotti, sono identici alle altre province marchigiane. Farina di frumento, di mais, di legumi,come la fava, ed i ceci, uova, frutta secca, mosto cotto, vino cotto, anici e grassi come lo strutto e l’olio extravergine di oliva. Diversi sono i dolci tipo lo strudel, con ripieni di frutta, mele, fichi freschi e la zucca. Ecco allora il dolce dimenticato, la zuccata. Un involucro di sfoglia all’olio extravergine di oliva, con il ripieno di zucca, fichi verdi, mele, limone, cannella, uvetta e pane grattugiato.

Per la ricetta bisogna impastare 500 gr di farina 0, con mezzo bicchiere di olio extravergine d’oliva o di girasole, un pizzico di bicarbonato e acqua quanto basta per ottenere una morbida pasta da poter lavorare con il mattarello in una sfoglia tipo strudel. Si lascia riposare dentro una ciotola coperta con la pellicola. Intanto si fa lessare la zucca arancione a pezzi in acqua bollente leggermente salata fino a quando si presenta morbida. La si scola per bene e si lascia ad asciugare in forno tiepido per far si che perda tutta l’acqua. Si frulla, si uniscono, poco pane grattugiato, cannella, buccia e succo di limone, zucchero, fichi, uvetta lavata e asciugata e pezzetti di noci o mandorle, si aggiunge un uovo e un pizzico di sale. Si stende la pasta sottile sopra un grande canovaccio, prima col mattarello, poi con le mani, si sparge un po’ di pane grattugiato e tutto il composto di zucca. Si arrotola, si attorciglia leggermente e si mette a cuocere sopra una teglia foderata di carta forno a calore moderato circa 160 gr per quasi un’ora. Non ci sono le dosi precise, si fa tutto ad occhio come le nostre vergare e nonne. Loro non pesavano nulla e sapevano trasformare una semplice ricetta in un capolavoro. Proviamoci e se vi va raccontatemelo come è venuta la ricetta di questo dolce contadino. La ricetta è di 500 gr di farina con la quale potete fare due zuccate. Quindi se vi sembra troppa come quantità, fate mezza dose, cioè 250 gr di farina.

Buona vita, buona zuccata! ❤️

In questo spazio virtuale le ricette non le scrive una blogger, ma una mamma che vuole che Serena sua figlia, impari e tramandi le ricette di generazione in generazione! Non fate caso a come sono i miei racconti e le mie foto. Non sono né una scrittrice né una fotografa.

🤣❤️

Pesche, fichi, mele, zucca, ciliegie, cachi, limoni, zenzero canditi alla vaniglia

Un modo più semplice per conservare la bella frutta estiva e non!

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Mettiamo l’estate e i suoi dorati frutti in barattolo.

Un lavoro un po’ lungo, che richiede pazienza ma che alla fine, ci dà soddisfazione e soprattutto tanta dolcezza. La frutta così candita, immersa nel suo sciroppo, mantiene il sapore ed il profumo e resta soda. Meglio di quella sciroppata che a volte, nell’aprire il suo barattolo, troviamo un prodotto troppo molle e viscido. Provate questa preparazione buona per tutta la frutta. 

Ingredienti

1 kl. e 200 gr. di pesche spaccatelle sode, o fichi verdi con la buccia o mele sode o ciliegie o zucca o cachi mela

1 kl. di zucchero semolato

Semi di vaniglia

1 limone

3 dl di acqua
Preparazione

Dopo aver lavato e asciugato le pesche, mettiamole a bollire per pochi minuti in acqua bollente con il succo del limone. Scoliamole, lasciamole asciugare sopra una griglia coperta da un canovaccio. Dividiamole a metà, togliendo il nocciolo. Prepariamo…

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Trancio budino di mele e mandorle allo yogurt greco

Tante mele ogni anno, ad agosto, tante marmellate e dolci tipici e della nonna. Le torte di mele per me hanno sempre un certo fascino. Non so perché, ma ogni volta che ne vedo in foto mi viene subito la voglia di mangiarne. Mi fanno immaginare una tavola apparecchiata con le tovagliette da the di una volta che pochi ora conoscono perché sono ormai demodé. Una bella teiera e tazzine di porcellana e tanto zucchero a velo cosparso sopra il dolce di mele. Sembra una scena di altri tempi! Ora la colazione è diversa forse più salutare, senza zuccheri, più proteine, magari anche salata. Ma io preferisco quella tradizionale, sono di altra epoca. Non importa, per il tempo che mi resta da vivere, voglio fare a modo mio, non a modo di altri e di moda! Buona e dolce colazione amici!

Questi sono gli ingredienti per il trancio budino alle mele, mandorle e yogurt greco, vi servono una ciotola e una frusta.

1 bella mela che tagliamo a cubetti e la spruzziamo con il succo del limone

2 uova di gallina felice ( ma sarà vero?)

60 gr di olio di girasole o d’oliva leggero

100 gr di farina 0 bio

200 gr di yogurt greco bianco

80 gr di zucchero semolato o di canna

Una manciata di mandorle con la buccia lavate e tenute a bagno per una notte, poi sciacquate

Cannella q b

Un cucchiaio di lievito bio per dolci

Preparazione

Lavoriamo lo yogurt bianco, l’olio, lo zucchero e le uova con la frusta, cercando di amalgamare bene il composto. Uniamo la farina, la cannella ed il lievito setacciati, le mele e le mandorle a pezzetti e infarinati. Versiamo in uno stampo da plumcake foderato di carta forno e mettiamo a cuocere a 160 per 45/50 minuti. Facciamo la prova dello stecchino che deve uscire asciutto. Sforniamo e lasciamo che si raffreddi dentro lo stampo. Prima di gustarlo spolveriamo di zucchero e cannella.

Buona vita, Buon trancio budino di mele e mandorle.

10 agosto

Auguri a mio figlio

Caldo da morire, cosa cucino per festeggiare semplicemente il compleanno mio figlio? Non lo so, mente confusa e andatura zoppicante. Sta andando troppo alla lunga la guarigione del mio piede. Col caldo diventa un macigno, stare in piedi è una fatica immensa. Cerco di cucinare qualcosa che non mi renda difficile l’organizzazione della cena perché vorrei poter stare insieme ai miei cari senza assenze lunghe per piatti che richiedano una preparazione attenta e istantanea. Allora cosa fare?

Verdure appena raccolte dal nostro sconbinato orto frutteto, appena scottate e farcite. Prendo carote, zucchine, bietole rosse, le nostre mele acerbe, le lascio gratinare sul piatto crisp per pochi minuti, gli esperti dicono che i cibi troppo cotti sviluppano acrilammide una sostanza cancerogena, intanto prendo del petto di pollo felice, lo sa solo lui se lo è veramente, lo taglio a fette e le allargo per bene sopra carta forno, aggiungo sale, olio extravergine d’oliva, una spruzzata di aceto balsamico di Modena, delle fette di emmental, le verdure grigliate, timo, maggiorana, erba cipollina. Chiudo per bene arrotolando le fette di pollo con tutto il ripieno cercando di farne un bel rotolo. Sigillo a caramella con lo spago da cucina, lo adagio dentro uno stampo da plumcakee con un giro di olioextravergine d’oliva, metto in forno caldo a 180 gr, per poco più di un’ora girandolo due tre volte. La carta si presenta leggermente dorata perché il rollè non mi piace bruciacchiato. Una volta cotto, taglio lo spago e tolgo la carta forno. All’ora di cena taglio a fette e condisco con olio, aceto balsamico e limone con tante erbe aromatiche. Decoro con pomodorini e carote glassate sempre nel piatto crisp.

E per antipasto delle fettine del nostro pane naturale con crema di melanzane, carote e mandorle. Come si fanno? Io col microonde faccio di tutto. Metto le melanzane e le carote a fettine dentro una pirofila con un filo di acqua, chiudo con un altro piatto e lascio cuocere fino a quando si presentano morbide. Le frullo col sale, olio e mandorle con la buccia che prima lascio a bagno per una notte cambiando acqua sera e mattina. Spalmo la crema sulle fette di pane tostato, decoro con peperoni e peperoncini a filetti.

Altre bruschette con pane emmental, taleggio passato in forno e i fichi e mandorle messi sopra all’ultimo momento. Ed ancora dei peperoni sempre leggermente passati al forno e farciti con una crema di carote, tonno e alici sott’olio.

Peperoni ripieni di un misto di melone, pecorino, rucola e per base una fetta di melanzana.

Fiori di zucchine ripieni e cestini di pane al burro con melone taleggio e pistacchi, pomodorini mozzarella e basilico.

Preparo il primo piatto, tagliatelle con funghi e crema di mozzarella.

Il dolce?

Le more ed i mirtilli raccolti finiscono nella crema di yogurt greco e formaggio e sopra una base di cioccolato fondente nero e nocciole per una cheesecake gradevole e fresca.

Racconto la cena cominciando dal secondo piatto, antipasto, primo piatto e dolce. Tutto un po’ al rovescio come sono io. C’è un po’ di disagio per il troppo caldo del porticato, purtroppo fuori da noi è impossibile starci per le maledette zanzare che ci divorano.

Per una volta la tavola è apparecchiata con piatti ed il resto di plastica perché la fatica per me è per ora……una grande fatica!

Come è andata è andata. L’essenziale è vivere per chi si è messo al mondo. Il resto non conta!

La vita è adesso!

Auguri a mio figlio!

Torta di ricotta con fave tostate di cacao e cioccolato fondente nero

Agosto mese caldissimo e di compleanni. Ogni volta oltre alla momentanea gioia, affiorano insieme ai ricordi, tristezza e nostalgia per il tempo passato tanto velocemente. Ho sempre cercato di preparare tutto da sola per la mia famiglia, pensando di far cose sane e buone per la crescita dei miei tre figli. Questo è un dolce che piaceva molto ai miei ex bimbi. Buono, morbido e cioccolatoso. Unica aggiunta sono le fave tostate di cacao che allora non esistevano! Si lavorano 300 gr di ricotta con 150 gr di zucchero, io ho messo eritritolo, aggiungendo tre uova, alternando 300 gr di farina con una bustina di lievito per dolci setacciati, mescolando bene, unire 100 gr di burro fuso ma non caldo un po’ di arancello o rum, le fave tostate di cacao grattugiate ed infine bei pezzi di cioccolato fondente nero infarinato. Cuocere a 180 gr per circa un’ora.

Mangiate e gustate!
Buona vita, buona torta di ricotta e fave tostate di cacao ❤️
#agosto #compleanno #ricordideltempopassato #tristezza #nostalgia #exbimbi #tortadiricotta

Il lonzino di fichi secchi, dolce tradizionale maceratese

Dolce tradizionale maceratese di fine estate da gustare a Natale

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Ricetta!!!
C’è un detto popolare che dice: la nebbia fa maturare i fichi:ed un altro ” a settembre l’ua è fatta e li fichi pénne”, ( a settembre l’uva e i fichi maturano insieme). Questo è il periodo dove si raccolgono i fichi verdi cori e i rosso nerastri…Fichi del diavolo.

“Li fichi de Recanati”, erano i migliori e gli abitanti dei centri vicini sfottevano i recanatesi, con il detto” se non fosse per i frutti dei fichi, i recanatesi sarebbero tutti distrutti”

Torniamo al lonzino.

I fichi devono essere essiccati al sole, infilati con uno spago. Ora noi…..dell’era moderna, usiamo l’essiccatore o il forno tradizionale a bassa temperatura o quello a microonde….. non mi mandate a quel paese…..sono ancora qui dopo tanto tempo che lo uso.

Ci vogliono fichi secchi, foglie di fico lavate ed asciugate, nocciole, pinoli, mandorle, buccia di limone e di arancia e se piacciono, semi…

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