๐ฎ๐ญ ๐๐๐๐๐ ๐๐ฅ๐ ๐ฎ๐ฌ๐ฎ๐ญ ยซDa San Tommaso a Natale, un passo de cane.ยป da San Tommaso le giornate cominciano pian piano ad allungarsi.
๐ฎ๐ฌ ๐๐๐๐๐ ๐๐ฅ๐ ๐ฎ๐ฌ๐ฎ๐ญ ยซChi de Natร ’ nรณ’ ‘mmร zza lu pรณrcu tรนttu ll’ร nnu va cรณ’ lu mรนsu tรณrtu.ยป Questo proverbio ci dice che chi non uccide il maiale sotto Natale poi se ne pentirร , perchรฉ poi sarร troppo tardi in quanto รจ in quel periodo che l’animale รจ nella sua forma migliore per ottenerne buona carne che le basse temperature aiutano a ben mantenere. Il rito cruento dell’uccisione del maiale, che oggi noi vediamo con sguardo inorridito, era fondamentale per la sopravvivenza dei nostri avi, che mangiavano poco e male e per i quali, non bisogna dimenticarlo, questo animale era l’unica fonte di proteine e di grassi.
Lโennesima ricetta del crustingu con qualche cambiamento per il miele ma cambia poco nella sostanza .
ร una ricetta sempre molto laboriosa con una miriade di ingredienti, ma vale la pena farla conoscere anche oltre il confine marchigiano!
Buona vita, buon lavoro e buon crustingu โค๏ธ
Se ci mettete un poโ di voglia ed avete tempo da perdere, fate lu crustingu!
un kg di fichi secchi
100 g di uvetta
100 g di miele
100 g di zucchero
100 g di cedro candito
a cubetti (facoltativo)
100 g di nocciole
gherigli di noce a piacere, piรน ne mettete piรน รจ buono
mandorle
100 g di cioccolato fondente
120 g di farina
100 g di pangrattato
un pizzico di noce moscata
la scorza grattugiata
di un limone
la scorza grattugiata di un’arancia
un bicchiere di sapa o vino dolce
una tazzina di caffรจ
olio e farina per lo stampo
Mettete a bagno i fichi secchi e l’uvetta la sera nella sapa o un vino dolce tipo cotto. Il giorno successivo metteteli a cuocere per il tempo necessario ad ammorbidirli, mescolate in una grande ciotola lo zucchero, la farina, il pangrattato, il miele, la noce moscata, la scorza di limone e di arancia. Aggiungete le noci e le nocciole tritate grossolanamente, i fichi macinati, l’uvetta, il cioccolato tagliuzzato, il cedro candito le mandorle, il caffรจ e l’olio. Impastate tutti gli ingredienti e scaldate il forno a 150ยฐ.
Ungete d’olio e infarinate quattro stampi e versatevi il composto. Fate cuocere il dolce in forno giร caldo a 150ยฐ per circa 40 minuti. Fate raffreddare, sformate e decorate, se vi piace, con canditi misti, cosa che a me non piace! Ma ognuno ha i suoi gusti!
๐ญ๐ด ๐๐๐๐๐ ๐๐ฅ๐ ๐ฎ๐ฌ๐ฎ๐ญ D’inverno, quando si cammina sulla neve, se la si sente sgrigliolare sotto le scarpe predice abbondante nevicata non lontana. Se la neve, nel suo fioccare, si attacca sui vetri delle finestre o sui muri, predice persistenza di cattivo tempo.
๐ญ๐ฑ ๐๐๐๐๐ ๐๐ฅ๐ ๐ฎ๐ฌ๐ฎ๐ญ Lu crustingu รจ il dolce di Natale per eccellenza. A Petriolo si fa cosรฌ:
La sera innanzi dโesser mandato al forno, si fanno bollire i fichi, (Kg 1) farina di grano e di granturco, Kg. 0,500 per sorta, mollica di pane bianco gr. 250, mescolare tutto insieme fino a che i fichi non sono ben cotti, da non essere perรฒ spappolati. Si mette tutto in un recipiente di coccio o di alluminio. Il giorno appresso, la mattina si aggiunge lโuva in chicchi, gr. 100; noci un chilogrammo (peso delle noci non schiacciate); mandorle un etto schiacciate; altrettanti pinoli; olio cucchiai 4. Sโimpasta il tutto fino a che non sia ben distribuito tutto il condimento. Se la pasta preparata la sera innanzi alla mattina fosse troppo tosta, allora si ricorrerร alla saba (dolcificante ottenuto dalla bollitura del mosto d’uva) allungata. Fatto tutto questo, si mette in recipiente di rame avente lโorlo alzato e si manda al forno per la cottura. Il forno non sarร troppo caldo, si dovrร infornare subito dopo sfornato il pane.
Qui troverete anche la nostra ricetta perchรฉ a Petriolo ogni casa ha la sua versione personale per fare lu crustingu!
๐ญ๐ฐ ๐๐๐๐๐ ๐๐ฅ๐ ๐ฎ๐ฌ๐ฎ๐ญ ยซNon fa mmale, ch’รจ peccato: non fa bbรจne ch’รจ sprecato: a ffa’ mmale pรฉnzece; fa bbene e scรฒrdete.ยป
Non sempre il bene fatto in questo mondo รจ riconosciuto e ricambiato.
๐ญ๐ฏ ๐๐๐๐๐ ๐๐ฅ๐ ๐ฎ๐ฌ๐ฎ๐ญ La superstizione popolare voleva che, allorchรจ entrava un moscerino o della polvere in un occhio, recitando una filastrocca il problema sarebbe passato: ยซSanda Lucia, Sanda Lucia, passa avandi a ccasa mia: rcuji โna vrangia de fenรณcchju, pรฒrteme via la purchirรฌa de llโรณcchju.ยป
๐ญ๐ฎ ๐๐๐๐๐ ๐๐ฅ๐ ๐ฎ๐ฌ๐ฎ๐ญ ยซTร ndi jรณrni ci’ha la luna de Natร ’, tร ndi Paoli va lo gra’.ยป Questo antico proverbio ci dice che il prezzo del grano, anticamente, veniva computato dai giorni che la luna contava nel periodo delle feste di Natale. Il Paolo รจ una moneta dello Stato Pontificio, detta cosรฌ perchรฉ coniata in origine da papa Paolo III a metร del cinquecento. Nel XIX secolo veniva chiamato Paolo anche la moneta da dieci Bajocchi.
๐ญ๐ฌ ๐๐๐๐๐ ๐๐ฅ๐ ๐ฎ๐ฌ๐ฎ๐ญ ยซLa Madonna de Loreto, per Natร โ cโรจ menzo meso.ยป Filastrocca che rievoca la leggendaria traversata della Santa casa di Loreto.