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Diario alimentare del tempo di coronavirus

Ventesimo giorno di reclusione.

Le erbe spontanee di casa nostra ed il risotto con i cardi e le crispigne.

Oggi il sole splende, non sembra un giorno di reclusione per colpa del maledetto coronavirus. Mi affaccio dalla finestra per capire che aria tira. È tiepida, mi conviene approfittare per andare a cercare un po’ di erbe spontanee da cuocere. Si sente la mancanza di verdure fresche, ma chissà quanto tempo dovremo aspettare prima di poterne mangiare. C’è da preparare il terreno per seminare le verdure della prossima stagione, la voglia non c’è. Si resta chiusi in casa ed i pensieri negativi ti bloccano.

Sui prati mescolati a timide margheritine e ad aglio ursino, spiccano molte crispigne e altri tipi di erbe spontanee ottime bollite e ripassate in padella magari con del lardo ed aglio come le faceva mia madre. In fondo alla scarpata, i cardi selvatici sono diventati dei grossi cespugli spinosi. In tempi migliori, non li avrei nemmeno considerati e li avrei lasciati lì dove sono.

Ora dove sembra cambiare tutto, un pensiero si fa avanti. Sotto, sotto, potrei cuocerli e farci un risotto morbido morbido per la cena di stasera.

Ed allora, detto, fatto!

Ho pulito i cardi scegliendo le parti più morbide, le ho lavate, cotte con succo di limone nella pentola a pressione. Le ho scolate, l’acqua dei cardi è troppo ferrosa, le ho frullate. Nella stessa pentola le ho fatte insaporire con olio extravergine di oliva, ho unito il riso che ho lasciato tostare ed ho sfumato con una buona birra. Ho aggiunto l’acqua bollente delle crispigne che stavano cuocendo e l’ho portato a cottura completa. Ho frullato un pugno di crispigne e l’ho aggiunte al risotto che ho mantecato con olio extravergine di oliva e parmigiano reggiano.

Ho portato in tavola e l’ho servito. Il risotto è stato molto gradito. Per me è bastato solo quello, mentre gli uomini di casa hanno “pappato” la coratella anticipando la s. Pasqua.

Buona vita, buon risotto morbido morbido con i cardi e le crispigne ❤️

Diario alimentare del tempo di coronavirus

Ventesimo giorno di reclusione.

Li moccolotti de lo vátte

Pasta al sugo del tempo della trebbiatura.

Intanto “li moccolotti de lo vàtte’, li abbiamo mangiati. Non ne siamo molto sicuri se per il tempo della trebbiatura ne saremo usciti da questa reclusione. Intanto “lu fattò de casa de Carlo de Margarita”, li “moccolotti” li ha graditi! Ma se si continua così, bisogna allargare il portone di casa!

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Diario alimentare del tempo di coronavirus

Le pinciarelle con esubero di pasta madre e farina di castagne

Diciannovesimo giorno di reclusione.

Non sprechiamo neanche una briciola di pasta madre. Oggi abbiamo rinfrescato Assuntino che sta bene nonostante tutto, con l’avanzo, il suo esubero, abbiamo fatto le “pinciarelle” pasta povera tradizionale del nostro territorio maceratese. Abbiamo mescolato farina di castagne, di semola rimacinata di grano duro e farina 1 abbiamo aggiunto l’acqua ed il sale. Abbiamo spezzettato la pasta, fatta girare fra le mani e formato le pinciarelle. Con la pasta avanzata una torta salata di Filadelfia, non stiamo a guardare se non è o è un buon formaggio, ci stava bene la ricotta, ma questo è ora, e spinaci surgelati. Dove volete andare a prendere cibi buoni e freschi? Ora si sta chiusi e ci si arrangia perché alla fine, non lo sappiamo se come si sente dire; andrà tutto bene? Chi lo ha predetto? Ci affidiamo a Dio.

Ricapitolando, una volta fatte tutte le pinciarelle, abbiamo preparato il condimento. Come?

Abbiamo fatto cuocere della zucca frullata e congelata con l’olio extravergine di oliva, una volta cotta, abbiamo unito due scatole di fagioli borlotti sciacquati e passati al passaverdura per evitare gonfiore addominale, abbiamo scolato le pinciarelle dall’acqua di cottura, messe in padella e mescolate per amalgamare il tutto unendo parmigiano reggiano ed erbe aromatiche.

Per la torta salata, abbiamo steso un pezzo della pasta avanzata, bucato con la forchetta, steso sopra gli spinaci surgelati passati in padella con olio extravergine di oliva con l’aggiunta di Filadelfia parmigiano reggiano e noce moscata. Abbiamo cotto a 160 gradi per una ventina di minuti.

Questo è un buon piatto con proteine e fibra. O è così o è niente. Niente verdure fresche, niente frutta fresca niente di stagione.

A Dio piacendo ci rifaremo la pancia e gli occhi.

Buona vita, buone pinciarelle di farina di castagne ed esubero di pasta madre.

Diario alimentare del tempo di coronavirus

Sedicesimo giorno di reclusione

Palline senza cottura di tonno, verdure ai semi vari

Che ti inventi quando non hai in casa che patate, carote, tonno, formaggio e verdure surgelate? Mi sarebbe piaciuto fare un polpettone freddo di tonno e verdure, ma il tempo era poco perché una volta preparato, doveva riposare in frigo per qualche ora. Allora ho fatto cuocere patate e carote a fettine con poca acqua, io lo faccio nel microonde, ci vogliono pochi minuti e non si dilavano, ho fatto la stessa cosa con i fagiolini surgelati. Ho schiacciato tutto con le mani, ho aggiunto due scatole di tonno al naturale, semi di zucca, di girasole e di sesamo, pezzetti di formaggio asiago e con il pane grattugiato ho formato le palline che ho fatto rotolare sui semi di papavero, di sesamo e di girasole. Niente cottura e niente uova. Buone facili. Per primo le mezze penne con le verdure del minestrone. Una mela ed il pranzo pure per oggi, è stato servito. Qua c’è una truppa da sfamare! E fuori sta nevicando!

Dimenticavo di dirvi che nel frattempo ho cotto tre sfilatini col lievito disidratato ed una meravigliosa pagnotta fatta con il licoli che ha lievito 16 ore. Come fai ad annoiarti? Peccato che sotto, sotto, la mente è occupata in altri pensieri. Ma è così in tempo di coronavirus!

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Diario alimentare del tempo di coronavirus

25 marz25 marzo – AVE MARIA – ANCILLA DOMINI

�Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen��Dolce Mamma

Vogliamo oggi affidarti il futuro che ci attende, chiedendoti d’accompagnarci nel nostro cammino.

Siamo uomini e donne di un’epoca straordinaria,tanto esaltante quanto ricca di contraddizioni.

L’umanità possiede oggi strumenti d’inaudita potenza: può fare di questo mondo un giardino, o ridurlo a un ammasso di macerie.

Ha acquistato straordinarie capacità d’intervento sulle sorgenti stesse della vita: può usarne per il bene, dentro l’alveo della legge morale, o può cedere all’orgoglio miope di una scienza che non accetta confini, fino a calpestare il rispetto dovuto ad ogni essere umano.

Oggi come mai nel passato, l’umanità è a un bivio. E, ancora una volta, la salvezza è tutta e solo, o Vergine Santa, nel tuo figlio Gesù.

Ave Maria piena di grazia, il Signore è con Te, Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il Frutto del Tuo Ventre Gesù.

Santa Maria Madre di Dio prega per noi peccatori adesso, e nell’ora della morte nostra. Amen 🙏

Dal coronavirus liberaci 🙏

Diario alimentare del tempo di coronavirus

Quindicesimo giorno

Pane e companatico con prosciutto cotto e scamorza affumicata

Un pane buono che si può fare con due prodotti in busta con una certa data di scadenza. Quando potremo fare la spesa, mettiamo nel carrello qualche busta in più di prosciutto cotto o crudo e scamorza affumicata. Questo è un pane fatto con il lievito madre liquido ma si può sostituire con un cucchiaino di lievito di birra disidratato mastro fornaio. Vi auguro una serena notte e che Dio ci protegga!

Pane e companatico, fatto con il licoli ma si può fare con un cucchiaino di lievito di birra disidratato, 300 grammi di farina 0, 300 grammi di farina integrale, se si usa il licoli mettere 150 grammi, un cucchiaino di zucchero, un uovo, latte quanto ne serve per ottenere un impasto morbido e un cucchiaino di sale. Impastare per incordare e alla fine mettere tre cucchiai di olio extravergine di oliva. Mettere a raddoppiare, sgonfiare la pasta, stenderla a rettangolo, coprire la superficie con prosciutto cotto e scamorza affumicata, chiudere a filoncino e mettere a lievitare. Cuocere a 180 gradi per quasi tre quarti d’ora.

Dopo dieci minuti, abbassare la temperatura a 160/140, gli ultimi 10 minuti cuocere con lo sportello socchiuso. Buono e saziante.

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Quindicesimo giorno di reclusione

Penne con spinaci ricotta e noci

Piatto veloce e buono, in un giorno un po’ più pesante per il freddo e la neve che ogni tanto fa la sua apparizione ed il cielo cupo come il tempo che stiamo passando.

Difficile sapere cosa sarà domani, cerchiamo di vivere minuto per minuto! Viviamo nella precarietà, non possiamo assolutamente sapere come e di che vivremo. Ad ogni giorno il suo dolore, la sera sopraggiunge il pianto, la mattina la gioia anche se momentanea.

Dio ci protegga!

C’è bisogno di preparare i pasti con quello che si ha. Una bella scorta di surgelati e qualche confezione di formaggi freschi spalmabili.

Io ho usato la ricotta, ma vanno bene lo stracchino, la Filadelfia o il taleggio eventualmente sciogliendoli con l’acqua di cottura o un goccio di latte. Gli spinaci possono essere sostituiti con fagiolini o bietole o cicoria.

Gli spinaci non occorre farli scongelare, basta farli cuocere o a microonde coperti da un piatto o in padella con olio extravergine di oliva ed aglio se piace, si uniscono la ricotta ed il parmigiano reggiano, si scolano le penne, mescolando con un po’ di acqua di cottura lasciando mantecare per bene unendo una spolverata di noce moscata.

Buona vita, buon tempo di reclusione ❤️

Diario alimentare del tempo di coronavirus

Tredicesimo giorno

Sofficini di formaggio e prosciutto cotto fatti in casa

Diario alimentare del tempo di coronavirus.

Tredicesimo giorno.

Sofficini di formaggio e prosciutto cotto fatti in casa.

Mettere sul gas una pentola, con una o due tazze di acqua un pizzico di sale ed un cucchiaio di olio, appena comincia a bollire, aggiungere la farina bianca o integrale una o due tazze, la stessa quantità dell’acqua. Mescolare fino a quando la pastella si stacca dalle pareti della pentola. Togliere dal fuoco e stenderla sopra un foglio di carta forno unta. Appena fredda fare tante palline, stenderle con le mani unte, dobbiamo fare una forma ovale, mettere sopra il prosciutto cotto e formaggio o pomodoro e mozzarella o tonno e carciofini. Chiudere a mezza luna e spolverare con farina di granoturco. Cuocere a 200 gradi fino a quando si presentano dorati e croccanti. Ingredienti sono: pazienza, volontà di continuare a vivere, far da mangiare per gli affamati reclusi, farina, acqua, olio e sale, e prosciutto cotto con formaggio, o pomodoro e mozzarella o carciofini e tonno. Il resto non lo abbiamo! Ora è questo!

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Diario alimentare del tempo di Coronavirus FRASCARÉLLI

Undicesimo giorno di reclusione

Frascarélli con piselli, asparagi e prosciutto crudo

Diario alimentare del tempo di coronavirus.

Jèja e la frichina

Lella, “Jèja”, 23 anni, la “frichina” 9 anni, lei era una bella ragazza, alta e slanciata con le mani d’oro, amava pulire la casa dove tutto splendeva. Sapeva ballare come “Ginger Rogers”. Era la prima ballerina nella rivista musicale allestita nel nostro piccolo teatro. Lei sapeva fare la spaccata in modo eccezionale, sembrava una libellula quanto era leggera. La sua casa era davanti a quella della “fríchina” alla quale bastava fare tre passi per andare da “Jèja”. Loro si volevano molto bene, erano legate in tutto. Lei insegnava alla “frichina” a fare la spaccata, a mettere lo smalto, a scartare le sopracciglia, a mettere cipria e rossetto. Lei cucinava divinamente “li frascarélli”, con le sue mani affusolate spolverava la spianatoia di farina bianchissima, con il mestolo lasciava cadere sopra l’acqua calda che si trasformava in morbide bianche montagne. Lei sapeva far affondare “li frascarélli” nell’acqua bollente che vorticosamente si lasciavano cuocere. Lei li scolava sopra la spianatoia, un giro di condimento, piselli o pomodoro e alla “frichina” seduta davanti la finestra, serviva per prima il piatto fumante.

Li frascarélli asciutti con piselli ed asparagi ed una bella spolverata di parmigiano reggiano, sono un piatto fatto di acqua e farina intrisi e battuti, cotti nell’ acqua bollente salata. Tanti sono i condimenti tutti a base di ingredienti semplici da trovare. Si possono condire con un sugo finto fatto con cipolla, pancetta e pomodoro, con piselli ed asparagi anche surgelati e con la salsiccia. I frascarélli possono essere più brodosi diventando una minestra. Ingredienti tutti di facile reperibilità in tempo di reclusione.

Lasciamoci curare dai nostri ricordi raccontandoli a chi ci è vicino. Se non lo facciamo ora, potranno essere perduti per sempre. L’essenziale e visibile ora!

Qui trovate la ricetta dei frascarélli https://farinaefiore.com/2019/11/22/frascarelli/

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Diario alimentare del tempo di Coronavirus

Decimo giorno

Quatrúcci mischi co lo céce

Polpettine di tonno e ricotta al forno

Diario alimentare del tempo di Coronavirus.

Decimo giorno e già si sentono gli effetti.

Allora vi racconto questo antico e povero piatto quando non c’era proprio spazio per i capricci alimentari, quando lo stomaco brontolava e non si doveva far altro che mettersi a letto, che letto, per calmare i morsi della fame e non si poteva stare certo a guardare la qualità del cibo. Quando si era fortunati se ci si poteva nutrire di erbe campagnole, di cavoli, di tagliulì, di frascarélli, di pulènda, di créscia, di uova quando queste avanzano perché ci si preoccupava prima dei figli e degli anziani, e di quatrùcci mischi co lo céce.

Una specie di quadrucci all’uovo fatti però solo di farina di grano tenero ed di granoturco impastati con acqua e un pizzico di sale. Si faceva la “perna”, la si lasciava asciugare sopra “la spianatóra”, o sopra il letto, la si arrotolava e la si tagliava grossolanamente lasciandola appiccicare. Si preparava un sugo di pomodoro e cipolla profumato di rosmarino e di univano i ceci, acqua calda o brodo e si calavano i “ quatrúcci mischi”! Mischi per misti. Un filo di olio extravergine di oliva ed una spolverata di parmigiano reggiano, quest’ultimo sono in tempi di benessere!

Per fare le polpettine ho mescolato 250 di ricotta e 320 grammi di tonno al naturale senza olio e scolato per bene, ho unito erbe aromatiche, timo e cipollina e maggiorana, parmigiano reggiano ed un uovo. Ho amalgamato tutto formando le polpettine e ho cotto in forno a 200 gradi per una ventina di minuti girandole a metà cottura! Le polpettine devono restare morbide.

Due piatti fatti con tutti ingredienti in scatola. Se si hanno i ceci secchi, li mettiamo a bagno la sera prima con un po’ di succo di limone sciacquati bene, ci vorranno più di 12 ore di ammollo per una buona cottura e se si può lasciamoli cuocere in pentola a pressione. La pasta la facciamo con due farine, di grano tenero e di granoturco impastiamo con acqua tiepida ed un pizzico di sale. Stendiamo la pasta non troppo sottile, la arrotoliamo e la tagliamo prima come le tagliatelle poi a quadrucci lasciandoli abbastanza spessi. Il sugo di pomodoro e ceci facciamolo come di abitudine.

Sempre in attesa di tempi migliori e a domani!

Buona vita, buoni quatrúcci mischi co lo céce! ❤️

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