Marmellata Mon Chéri

Per questa marmellata mi sono ispirata al cioccolatino Mon Chéri che da ragazza amavo molto.

Ne compravo scatole su scatole, mi piaceva mangiarli ogni volta che ero presa da qualche rabbia, succedeva spesso, era ed è il mio carattere, le cose ingiuste per me, ce ne sono tante, fanno scattare questo stato rabbioso che però passa entro qualche minuto.

Anche la sera prima di andare a letto, il mio Mon Chéri era immancabile.

Crescendo questo cioccolatino l’ho completamente dimenticato, mi succede con molte cose e persone che non avendo più avuto la possibilità di vederle, le ho cancellate dalla mia mente.

Lo spunto per questa marmellata l’ho preso tanto tempo fa, quando un giorno mentre facevo una torta fredda con le ciliegie appena raccolte, ho voluto aggiungere il rum bianco per bagnare il pan di Spagna ed il cioccolato fondente a scaglie nelle ciliegie.

Provandola mi sono ricordata del Mon Chéri.

La marmellata è preparata nella classica ricetta, dopo invasata prima di chiudere con il coperchio, unisco un pezzo di cioccolato fondente ed un cucchiaino di rum.

Ora vi racconto come la faccio

Ingredienti

1 chilo di ciliegie belle e sode

Il succo di un limone

750 grammi di zucchero ma potremmo metterne 500 grammi, per la norma è la prima quantità io ne ho messa la seconda

Cioccolato fondente

Rum bianco

O cherry brandy

Se abbiamo fatto il liquore di ciliegie l’anno scorso, possiamo utilizzare quello

Preparazione

Laviamo le ciliegie e le lasciamo asciugare all’aria per far perdere l’acqua.

Le snoccioliamo sopra la pentola per non perdere il loro succo, i noccioli come già vi ho raccontato, servono per fare lo cherry il liquore di ciliegie.

Uniamo il succo di limone e lo zucchero, mescoliamo per amalgamare e copriamo con un tovagliolo, lasciamo riposare in frigo per una notte oppure dalla mattina alla sera.

Mettiamo a cuocere sulla fiamma moderata, mescoliamo spesso, io uso una pesante piastra per non farla attaccare e mi permette di non mescolare frequentemente.

Appena raggiunge la giusta consistenza, facciamo la prova del piattino lasciato raffreddare in frigo, lasciandoci cadere un cucchiaino di marmellata non dovrebbe scivolare velocemente, se invece lo fa, rimettiamo a cuocere per un po’.

Invasiamo nei vasetti sterilizzati al forno a microonde mettendoli in una pirofila con un dito di acqua, lasciamo che questa si riscaldi per asciugare i vasetti.

Prima di chiudere i vasetti, mettiamo un pezzo di cioccolato fondente nero ed un cucchiaino di rum o lo cherry fatto da noi. Possiamo mettere sopra un disco di carta forno per non far passare l’aria.

La marmellata di ciliegie Mon Chéri è particolare e deliziosa, messa sul pane o per farcire dolci sarà una leccornia!

Provatela e mi direte!

Buona vita, buona marmellata Mon Chéri ❤️

Ciliegie sotto spirito

Il consorte dopo aver fatto l’acrobata, è riuscito a raccogliere le ciliegie prima che gli uccellini se le mangiassero tutte. Infatti sono un’infinità di volatili che girano e cantano intorno alla nostra casa.

Da noi c’è un mondo incontaminato, non usiamo concimi chimici di nessun genere, non l’abbiamo mai fatto, tanto è vero che dopo molti anni, gli alberi non ce la fanno e muoiono piano piano come noi.

I nostri alberi ci hanno accompagnato in tutta la nostra vita vissuta finora.

Qualcuno è sopravvissuto nonostante le intemperie regalandoci quel che poteva, nel frattempo abbiamo piantato altri alberi che ancora non fruttificano.

Vorremmo avere ancora tempo per ricordarlo, ma non spetta a noi, se Dio vorrà bene, altrimenti chi resterà godrà di quel che abbiamo saputo fare.

Ecco allora come conservo tutti gli anni le ciliegie.

Le ciliegie sotto spirito durano anni e anni, sempre se non ci abbuffiamo prima!

Ingredienti

Un chilo di ciliegie dure e perfettamente sane

200 grammi di zucchero

Una bacca di vaniglia aperta

Oppure cannella una stecca

Un litro di alcol a 90 gradi

Preparazione

Tagliamo un pezzo di gambo alle ciliegie, puliamole con un tovagliolo, non le laviamo, sistemiamole in un barattolo di vetro, uniamo la stecca di vaniglia o di cannella, lo zucchero, versiamo su tutto l’alcol fino a ricoprire tutte le ciliegie.

Chiudiamo il barattolo e mettiamo a riposare al buio almeno un mese, due sarebbero l’ideale, scuotiamolo ogni tanto.

Per non dimenticare di scuotere il barattolo, mettiamolo a portata di mano foderandolo con alcuni fogli di alluminio per evitare che prenda la luce.

Non ci resta che aspettare con pazienza e consumare con moderazione.

Buone nei dolci, nella foresta nera o dove ci piace.

Buona vita, buone ciliegie sotto spirito ❤️

GIUGNO

Io so giugno che mèto lo grano,
mèto col sole li monti e lo piano;
mèto li campi buttando sudore,
tra l’altri mesi me sendo mijore.

Un notissimo adagio invita il contadino a prendere la falce!

Giugno, la fàrge ‘n pugno!

Esso invita alla bramata pur dura fatica.

I contadini, ricoperti da larghi cappelli di paglia, nell’allegria più serena, cantano belle stornellate, cantano a tenzone, lanciando al vento le canzoni tipiche della mietitura; popolano i campi d’oro!

È questa la descrizione che la poesia popolare fa del sesto mese dall’anno.

Buona vita, buon mese di giugno ❤️

Pane dolce alle ciliegie e mandorle

Morire dalla voglia di mangiare le ciliegie, ho cercato in tutti i modi di raccattarle sui nostri alberi che avendo i rami lunghi e lontani dal tronco, nessuno ha voluto tagliarli per raccoglierne un pugno. Quando uno nasce cocciuto, ci muore.

Ed allora per soddisfare la mia voglia matta di mangiare le ciliegie, me le sono comprate ad un caro prezzo. Ho letto da qualche parte che i rivenditori ci guadagnano non si sa quanto di più di quanto l’hanno pagate dall’agricoltore, mah, la coscienza prima o poi, si farà sentire.

Lasciamo perdere e torniamo alla ricetta del buonissimo dolce, il pane dolce alle ciliegie e mandorle.

Questi sono gli ingredienti e la preparazione

220 grammi di farina per dolci

110 grammi di zucchero

40 grammi di burro

1/2 cucchiaino di bicarbonato

1/2 cucchiaino di sale

Succo di limone

50 grammi di mandorle tritate

2 uova di galline felici o no

Mezza bustina di lievito per dolci

Buccia di limone

Una tazza di ciliegie grammi 170 più o meno

120 grammi di latte intero o scremato

Preparazione

In una ciotola scaldiamo il latte, leggermente, uniamo le ciliegie ed il burro, il succo di limone mescolando fino a far sciogliere il burro.

Montiamo le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto bianco e gonfio, uniamo altro succo di limone e la buccia.

Questo composto uniamolo alle ciliegie ed il latte.

Setacciamo la farina, il lievito ed il bicarbonato, il sale ed uniamo il composto delle ciliegie ed il latte, e le mandorle, delicatamente mescoliamo senza smontarlo, non bisogna lavorarlo molto.

Versiamo tutto nello stampo da plum-cake foderato di carta forno, mettiamo a cuocere in forno caldo a 180 gradi per quasi un’ora, facciamo la prova dello stecchino che deve uscire asciutto. Se vediamo la superficie scurirsi, copriamola con un foglio di alluminio!

Lasciamo freddare il pane prima di sfornarlo.

Spolveriamo con lo zucchero a velo prima di servirlo!

Mettiamo il dolce in frigo perché con il caldo le ciliegie possono ammuffire, credo però che finirà sulla bocca di tutti, prima che succeda.

Buona vita, buon pane dolce di ciliegie e mandorle ❤️

Marmellata di ciliegie al microonde

C’è un modo semplice e veloce per poter fare una marmellata di frutta, quello con il forno a microonde.

Molti sono scettici sulla riuscita e bontà che si ottengono con questo metodo. Io lo uso da una trentina di anni, è comodo per quando si ha piccole quantità di frutta da usare subito per evitare che si rovini.

Qualsiasi frutta è buona, fichi, lamponi, mele e pere, albicocche, ciliegie, banane, melone, mirtilli e prugne!

Oggi vi racconto come si fa la marmellata di ciliegie.

Purtroppo avevo una piccola quantità, solo 650 grammi al netto senza noccioli, ricordo che questi sono utili per fare un buon liquore alle ciliegie. Qui troverete le ricette.

Questa quantità di ciliegie, basta che la raddoppiate per poter farne di più.

Ingredienti

650 grammi di ciliegie al netto tagliate in due

Il succo di limone

150 grammi di zucchero (300 grammi) se la si vuole più dolce

Una bacca di vaniglia aperta

Un cucchiaino di agar agar

Preparazione

Mettiamo le ciliegie con il succo di limone in un contenitore di pirex o ceramica, o vetro comune, incoperchiamo e lasciamo cuocere per 5 minuti al forno a microonde con il tasto jet start o alla massima potenza.

Ora uniamo lo zucchero, mescoliamo per farlo sciogliere uniamo il cucchiaino di agar agar, la vaniglia aperta e rimettiamo il contenitore al forno senza il coperchio, lasciamo cuocere per alcuni minuti, vedremo dal vetro che la marmellata comincia a bollire, mescoliamo di nuovo, lasciamo finire la cottura per altri 15 minuti. Bisogna regolarsi perché ogni forno può cuocere diversamente. Ci vorranno più o meno 30 minuti in tutto.

A questo punto la marmellata la togliamo dal forno e vedremo che è ancora liquida. Lasciamo riposare per una notte o una mattina quando potremo controllare la consistenza della marmellata. Se da fredda è giusta, la riscaldiamo e la invasiamo, se si presenta liquida rimettiamola in forno per pochi minuti e lasciamo invasiamo. Comunque sia, essendoci l’agar agar, la consistenza la potremo controllare solo da fredda!

A noi piace lasciare la marmellata a pezzi, però a fine cottura potremo frullarla ad immersione se ci piace omogenea.

Se non vogliamo mettere l’agar agar, bisogna raddoppiare lo zucchero, metà del peso della frutta. Un kl di frutta e mezzo kl di zucchero.

Io trovo utile usare l’addensante perché mi consente di usare lo zucchero in quantità minore.

Buona vita, buona marmellata di ciliegie al forno a microonde ❤️

Zucchero di rose del nostro giardino e petali e caramellati

Anche i fiori fanno parte del tempo di covid e della nostra ristrettezza che sembra non abbiano termine!

Grazie a Dio le giornate sono stupende piene di sole e di luce che hanno fatto fiorire le rose prima del tempo previsto!

Le rose oltre ad essere una gioia per i nostri occhi, sono meravigliose in cucina.

Ottima è la marmellata e la composta.

Ottimi sono i liquori ed i rosoli. Se mettiamo alcuni petali di rose nel latte caldo, possiamo usarlo per fare una delicata crema pasticcera da mangiare da sola o per farcire torte primaverili e non solo.

Ottimo è lo zucchero alle rose, basta mettere in un barattolo i petali ed una bacca di vaniglia.

Ottimi sono i petali caramellati.

Possiamo farli mettendo uno strato di zucchero in una pirofila con sopra petali di rose e farli andare a microonde per alcuni secondi ripendo l’operazione fino a quando si presentano caramellati.

Le rose e lo zucchero!

Zucchero a velo di petali di rose fatto in casa.

Oltre che nei dolci, è utile per la preparazione di sorbetti di frutta.

Buona vita, buon tempo zuccheroso ai petali di rose ❤️

Il PANE DELLA FESTA DELLA PENTECOSTE

La Pentecoste doveva essere celebrata in questo modo: “Porterete dai luoghi dove abiterete due pani per un’offerta agitata, i quali saranno di due decimi di un efa di fior di farina e cotti con lievito; sono le primizie offerte al Signore”. – Lv 23:17.

   Dio stesso ordinò che le pagnotte di Pentecoste fossero lievitate. Ciò dovrebbe zittire chi continua a sostenere che il lievito sia esclusivamente simbolo di peccato. Chi insiste su quell’errata interpretazione sta dicendo che Dio avrebbe posto il simbolo del peccato in una delle sante offerte che dovevano essergli presentate.

   Dalla Pasqua, prima santa Festività comandata da Dio, inizia un periodo che porta all’accoglienza dello spirito santo a Pentecoste. Con il sacrificio pasquale e il sangue dell’agnello, gli ebrei furono protetti per essere poi liberati. Con il sacrificio dell’Agnello Yeshùa, grazie al suo sangue, i credenti sono liberati dalla condanna del peccato. Alla Pasqua segue la festa dei Pani Azzimi. Paolo dice come va celebrata questa Festa: “Purificatevi del vecchio lievito, per essere una nuova pasta, come già siete senza lievito. Poiché anche la nostra Pasqua, cioè Cristo, è stata immolata. Celebriamo dunque la festa, non con vecchio lievito, né con lievito di malizia e di malvagità, ma con gli azzimi della sincerità e della verità”. – 1Cor 5:7,8.

   Il “lievito di malizia e di malvagità” va tolto. Ciò predispone ad accogliere il lievito dello spirito santo, perché “il regno dei cieli è simile al lievito” (Mt13:33). Confondendo i due tipi di lievito, non si ha la comprensione del significato di tutta la sequenza che dalla Pasqua porta alla Pentecoste. Bisognerebbe smetterla di pensare alla propria maniera e affidarsi, piuttosto, al pensiero di Dio. – Pr 16:3.

Lo spirito santo di Dio agisce nel discepolo di Yeshùa e lo fa diventare come uno scriba, un maestro della Legge: “Ogni scriba che diventa un discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa il quale tira fuori dal suo tesoro cose nuove e cose vecchie” (Mt 13:52), “quando è ammaestrato riguardo al regno dei cieli, è simile a un uomo, a un padrone di casa, che trae dal suo tesoro cose nuove e cose vecchie” (TNM), sa far emergere dalla Scrittura nuovi e vecchi tesori.

Buona festa della Pentecoste!

Gnocchi di polenta avanzata

Questi sono dei buonissimi gnocchi fatti con la polenta avanzata, potevo farci molte cose, crocchette con scamorza, con il tonno, con le erbe spontanee oppure un dolce tradizionale della mia infanzia che preparava nostra madre quando le avanzava la polenta…..”lu pizzutéllu”!

Lei prendeva un piatto fondo di quelli dove condiva la pasta, metteva dentro la polenta che era diventata dura perché del giorno prima, univa un “acinittu”di zucchero, cioè poco perché lo custodiva come un gioiello prezioso da usare per i suoi cinque figli, l’uva passa ammollata o i fichi secchi, noci ed un goccio di mistrà il liquore al profumo di semi di anici magari regalatole dai suoi clienti di campagna. Stendeva la polenta sopra una teglia unta e spolverata di farina di mais e cuoceva in forno fino a quando “lu pizzutéllu”, diventava croccante. Lei nostra madre, per tenerci buoni o per farci addormentare ci cantava una filastrocca che faceva così!

“Cinnì……cinnì….cinnòla……qui nominava il nome del malcapitato figlio, Vattelappesca…..va alla scuola…..a scuola con il canestrello pieno di pizzutéllu…..la maestra gli fá festa….buttalo dalla finestra!!!! Non sapremo mai chi volesse buttare giù quella sciagurata maestra, se il canestrello con il “pizzutéllu” o quel povero bimbo spaurito!

Per fare gli gnocchi abbiamo mescolato la polenta con due rossi d’uovo, farina e parmigiano reggiano, abbiamo impastato, fatto dei cilindri e tagliato gli gnocchi, abbiamo fatto un sugo di pomodoro con olio extravergine di oliva di casa nostra e tanti profumi dell’orto giardino scapigliato, spolverata di parmigiano reggiano e portato in tavola!

Buoni…..buonissimi e quel palato e quel naso di casa giudici come sempre, hanno detto sì!

Allora non fatevelo scappare questi buonissimi gnocchi quando avrete la polenta avanzata.

Buona vita, buoni gnocchi di polenta avanzata!❤️

Mazzancolle e ciuffi di calamaretti al vapore con fagioli, sedano e pomodorini con polvere di radicchio rosso

Ho la passione di essiccare verdure e frutta, naturalmente quelle più adatte ad essere trattate così.

Negli anni scorsi, ho fatto la polvere di pomodoro che trovate qui come si fa, quella di arancia e limone e di mandarino. Quella di sedano, quella di cicoria e di zucca.

Quella di radicchio rosso e le altre le uso non solo per decorare e dar sapore ai piatti, ma anche negli impasti di pasta fresca e nei lievitati, tipo tagliatelle, polenta, pane e pizza.

Per oggi come quasi sempre il mercoledì, ho preparato il pesce.

Ho fatto cuocere a vapore le mazzancolle ed i ciuffi dei calamaretti, ci sono voluti pochi minuti, 6/7, non di più perché sarebbero diventati duri.

Li ho fatti freddare, li ho messi nella ciotola con il sale, il succo di limone, l’aceto di mele, il sedano, i fagioli borlotti sciacquati, i pomodorini, l’olio extravergine di oliva di casa nostra, ho mescolato ed ho aggiunto la polvere di radicchio rosso.

Vi assicuro che è risultato un piatto buono e soprattutto sano!

Buona vita, buona insalata di mazzancolle e ciuffi di calamaretti con la polvere di radicchio rosso ❤️

Libum (pane dell’antica Roma)

Questa ricetta proviene dal De agri cultura di Catone il Censore (II sec. a.C.), prima opera latina in prosa a noi conosciuta, che tratta appunto della conduzione di un’azienda agricola, ma contiene anche alcune ricette. Queste sono tutte ricette semplici (molto diverse da quelle di Apicio), basate sui prodotti della terra e che rimandano a una società rurale, come era la Roma delle origini. Catone le sceglie volutamente per opporsi all’ellenizzazione dei costumi che stava avvenendo ai suoi tempi e alla conseguente diffusione di un modo di vita più lussuoso (per chi se lo poteva permettere!). Chiaramente il rischio che lui vedeva in tutto ciò andava ben al di là delle abitudini alimentari: dalla Grecia ellenistica si andava diffondendo un culto della personalità che minava la res publica del Senatus Populusque Romanus e avrebbe portato a forme di potere individuali, come, ai tempi di Catone, gli Scipioni e, successivamente, Mario, Silla, Pompeo, Cesare e poi Augusto e l’impero. In questo ebbe ragione e fu certamente lungimirante; quanto poi il potere di uno solo, piuttosto che del vecchio ceto dirigente ormai corrotto, fosse davvero un male è un altro discorso… Ma qui si parla di ricette, non di politica. Tornando al libum, esso viene dal verbo latino libare e indica dunque un’offerta agli dei, originariamente. Ai tempi di Catone, però, si facevano ormai offerte ben più sontuose, dunque era certamente un cibo per gli uomini. Come tutte le ricette semplici, il risultato dipende molto dalla qualità degli ingredienti.

Qui ho copiato la storia.

https://ricetteantichearcheo.altervista.org/libum/

Ora torniamo alla ricetta semplicissima ma utile per quando avremo bisogno di mangiare un pane diverso e per quando vorremo farlo in fretta!

Questo sono gli ingredienti e il modo di preparare il Libum!

Preparazione

• 100 g di farina di farro (o anche farina bianca);

• 400 g di ricotta di pecora o mista o di mucca

• 1 uovo;

• Sale;

• Foglie di alloro.

Mescoliamo la farina, la ricotta, l’uovo e un pizzico di sale e impastiamo fino a formare una palla. Catone dice di cuocerla intera, ma è meglio fare delle focacce.

Dividiamo l’impasto in tante palline aiutandoci con le mani facendo tipo le polpette, mettiamole in una teglia su un letto di foglie di alloro.

Cuociamo in forno a 180° C per 35-40 minuti. I tempi dipendono molto dal vostro forno perché come sappiamo, ogni forno cuoce diversamente da un altro. Appena diventano dorati spegniamo il forno, non lasciamo che diventino troppo scuri che oltretutto farebbero male.

Il profumo dell’alloro è la loro caratteristica, questi panini sono ottimi sia caldi, che freddi e si mantengono per qualche giorno, accompagnati da formaggi e affettati, con la marmellata a colazione!

Buona vita, buon pane Libum ❤️