Tempo di fichi, buoni per tutte le preparazioni

Per la focaccia ognuno può farla come gli piace, senza zucchero o con lo zucchero, unendo i fichi e gli aghi di rosmarino sulla superficie prima della cottura!
Buona vita, buoni fichi ❤️
Tempo di fichi, buoni per tutte le preparazioni

Per la focaccia ognuno può farla come gli piace, senza zucchero o con lo zucchero, unendo i fichi e gli aghi di rosmarino sulla superficie prima della cottura!
Buona vita, buoni fichi ❤️
Zappa le viti d’agosto
se vo’ (vuoi) rimpi’ la cantina de mosto,
I nostri campagnoli rivolgono ora le loro attenzioni e cure
più sollecite alla vite; aspettano la pioggia perché sanno che:
se pioe (piove) nel mese d’agosto
pioe
mele e pioe mosto.
Il popolo marchigiano, sempre assai sobrio, ha trovato spes
so nei doni del campo il cibo suo, del resto più sano e sapori
to; l’uva (l’ua) e i fichi di agosto, sono da esso chiamati « la for-
tuna nostra »



Perché la frutta comprata non sa quasi di niente? Cosa c’è che la diventare così tutta dello stesso sapore? È praticamente una cosa liscia liscia e molte volte va a finire nell’umido. Peccato? Allora prima di fare questo scempio provo ad usarla per far sì che diventi una buona composta.
La composta può essere usata per una crostata o per un ripieno di ciambellone.
La colazione per me deve essere solo e sempre dolce perché diversamente potrei diventare una belva!
Il racconto è qui! 👇
C’erano due pesche, alcune ciliegie ed alcune albicocche comprate non proprio eccezionali come ho già scritto, le ho tagliate a pezzettoni, ho usato come dolcificante l’eritritolo, 150 grammi, pare però che ora non sia più tanto consigliabile, ma va benissimo anche lo zucchero, 250 grammi per tutta la frutta che era un chilo. Ho aggiunto il succo del limone e via al forno a microonde. Ricordiamoci che bisogna usare una pirofila, ho acceso alla massima potenza, ho mescolato dopo alcuni minuti, ho riacceso per finire la cottura, 15 minuti più o meno. Solo alla fine ho aggiunto le armelline! L’ho invasata nei barattoli che normalmente faccio sterilizzare al forno a microonde.
La composta rimane bella a pezzettoni e non perde il colore iniziale. È buonissima ma bisogna consumarla in fretta e conservarla per pochi giorni in frigo.
Io mangio solo cose mie! Punto!
E non vi scordate…….il resto è noia!

E quasi tempo di raccogliere e mangiare le nespole. Le mie sono già pronte, oltre a mangiarle perché fanno bene, non si può non farci una buonissima marmellata!
Qui il mio albero con le nespole che sono bellissime.
Buona vita, buone nespole per tutti ❤️

La notte che precede l’Ascensione, si raccolgono le rose più belle del giardino. Chi ne ha tante, ne regala a chi non ne ha. Si preparano delle brocche piene d’acqua, vi si immergono i petali, magari con qualche spighetta profumata di lavanda e di menta, si lasciano fuori nei balconi, nei davanzali e nei giardini in omaggio a Gesù che quando al sorgere del sole attratto dal profumo di mille petali di rose immersi nell’acqua, prima di ascendere al Cielo, le benedice insieme agli abitanti della casa.
La notte scende dal cielo come benedizione e porta l’abbondanza sui campi di grano.
La mattina, quell’acqua profumata e benedetta, serve agli abitanti della casa per bagnarsi il viso, ricevendo la benedizione di Gesù.
In questo giorno viene raccolto l’assenzio; con quest’erba gli uomini ornano i loro cappelli e le donne li appuntano sul loro petto.
Una tradizione popolare vuole che il giorno dell’Ascesa di Cristo Redentore, nemmeno i pulcini escano dall’uovo, anche se sia ora che nascano; tanto è il dovere che si ha in questo giorno, di non compiere opera alcuna.
La festa cadendo nel giovedì che segue la quinta domenica dopo Pasqua, è festa mobile e in alcune nazioni cattoliche è festa di precetto, riconosciuta nel calendario civile a tutti gli effetti.
Purtroppo in Italia previo accordo con lo Stato Italiano, che richiedeva una riforma delle festività, per eliminare alcuni ponti festivi, la Conferenza episcopale italiana ha fissato la festa liturgica e civile, nella domenica successiva ai canonici 40 giorni dopo Pasqua.
Buona festa dell’Ascensione!
Ricordiamo che l’Ascensione in Italia si festeggia domenica 🙏







Gli gnudi generalmente sono fatti di ricotta e verdure, spinaci, bietole, o quello che più ci piace. Non mi sembra però che esista una ricetta di gnudi di carne, io non l’ho trovata, forse mi sbaglio.
Comunque sia io l’ho fatti domenica per pranzo.
Non avevo voglia di impastare come ogni festa o domenica, non avevo neanche voglia di fare il sugo, praticamente non mi andava di stare molto in cucina, succede anche a me ora che sono impegnata a fare la nonna di SARA FUTURA una bimba stupenda di quattordici mesi che amo da morire.
Venivano a pranzo Riccardo e Jo anche lei in procinto di diventare mamma, quindi per me nonna di due bimbi. Il sesso non lo sanno e quindi sarà una sorpresa.
Che fare per primo?
Gli gnudi di carne e come l’ho fatti? Ve li racconto!
Ho preso la carne macinata, 300 grammi, l’ho condita con sale, noce moscata, uova di galline felici, uno intero e due albumi, parmigiano reggiano e pecorino grattugiato.
Ho frullato tre zucchine con il sale, le ho strizzate nel tovagliolo per farle perdere tutta l’acqua di vegetazione che non ho buttato perché mi serviva per la salsa di asparagi.
Ho lavorato la carne e le zucchine insieme unendo una manciata di farina per dar un po’ di consistenza in cottura.
Nel frattempo ho tagliato a pezzi un mazzetto di asparagi che ho fatto cuocere con la cipolla in un filo d’acqua a microonde, bastano pochi minuti.
Ho frullato gli asparagi con l’acqua delle zucchine che avevo lasciato da parte, ho unito il sale, il parmigiano reggiano, l’olio extravergine di oliva per farne una salsa.
Nell’acqua salata che bolliva ho calato sei o sette gnudi alla volta che ho formato aiutandomi con due cucchiai, l’impasto deve essere morbido, ed ho fatto cuocere per alcuni minuti, li ho scolati e sistemati nella pirofila con sotto pezzetti di burro, ed infine l’ho coperti con la salsa e fiocchetti di burro. Li ho infornati a 160 gradi ventilato fino a gratinare.
Li ho portati in tavola caldissimi.!
Gli gnudi di carne e zucchine rimangono morbidi morbidi, non c’è bisogno di mettere tanta farina!
Nell’attesa della nascita, pregando e giocando con SARA FUTURA, vi auguro una buona vita e buoni gnudi di carne e zucchine!
A presto!
Le mie sono tutte ricette personali ed inventate sul momento, sono fatta così, non mi è mai piaciuto fare progetti o programmi. La vita che mi sarà donata, poca o tanta la vivo minuto per minuto, il resto è la mia famiglia!


La domenica delle Palme il popolo partecipava alle funzioni religiose e più specialmente alla benedizione delle palme. Tutta la campagna accorreva alla chiesa con fasci di rami di ulivi sulle spalle perché fossero benedetti. Dopo la funzione tornavano a casa; un ramoscello di palma benedetta (così si chiamava l’ulivo) veniva posto su ogni letto; questo tanto nella campagna come in città; le palme del precedente anno venivano bruciate, non gettate via. I contadini, mettevano per i campi, negli orti, in mezzo al grano seminato, ramoscelli di ulivo benedetto, perché la benedizione scendesse su tutta la fatica e ne moltiplicasse il raccolto. Intanto gli artigiani passavano pel contado in cerca d’ovi pinti; ognuno presso I propri clienti. Era dono che il contadino faceva molto volentieri.
Tratto da Costumanze marchigiane dello scrittore e maestro a Petriolo Giovanni Ginobili.
Per la domenica delle Palme sulla nostra tavola è tradizione portare un pane preparato da me con l’olio extravergine d’oliva benedetto, insieme ai rami d’ulivo benedetti alla messa del mattino, per festeggiare l’entrata di Gesù a Gerusalemme.

Dolce tradizionale pasquale delle Marche
Manca poco alla s. Pasqua, i preparativi fervono, le massaie di una volta ci tenevano a rimettere in ordine le case, imbiancandole, lavando tende e biancheria per sentire l’odore di fresco e pulito. Inoltre la settimana che precedeva la settimana santa, si dava inizio alle svariate preparazioni culinarie sia dolci, che salate da portare in tavola il giorno della festa di Pasqua.
Da noi marchigiani si usa ancora fare “li caciù de pecorì” un calcione tipico dolce e salato e fresco per il ripieno fatto con il pecorino fresco, lo zucchero, il limone e la vaniglia. Si mangia a colazione, a fine pasto e a merenda accompagnato da un vino liquoroso come il nostro vino cotto di Loro Piceno.
Buona vita, buona santa Pasqua ❤️
Qui trovate la ricetta

