I frutti, le verdure ed i fiori nell’orto frutteto giardino scapigliato, si cominciano a vedere!









I frutti, le verdure ed i fiori nell’orto frutteto giardino scapigliato, si cominciano a vedere!


















Una domenica senza torta per il compleanno di mio figlio che arriva improvvisamente.
Non c’è, proprio non c’è nessuna preparazione, è rimasta solo una fetta di crostata. Brutta cosa per me che non mi faccio mai mancare il dolce alla domenica.
Sarà il caldo, sarà l’età che avanza, si avanza velocemente lasciando la mia testa sguarnita!
Potrei piangere ma rido, tanto nonostante tutto, so organizzarmi velocemente per preparare un pranzo di compleanno.
Mi sono alzata presto, succede da un po’ di tempo in qua che lo faccio, mai prima succedeva!
Alle sette ed un quarto ero in cucina.
Queste sono le numerose cose che ho preparato!
Per prima il pane che ci vuole tanto tempo per farlo lievitare anche se con questo caldo fa più in fretta, lo yogurt bianco greco, sette o otto ore per averlo pronto, il rollè di pollo ripieno di molte cose, la base per la torta che vi racconto fra poco, finito di cuocere il sugo che avevo fatto rosolare ieri sera, le tagliatelle.
Rifatto i letti, scaricato lavatrice ed asciugatrice, apparecchiato carino, alle dieci era quasi tutto pronto.
Intanto il dolce era cotto, l’ho sfornato, l’ho lasciato freddare sopra una vaschetta con del ghiaccio dentro.
L’ho tagliato in due parti per poterlo farcire.
Ora però vi racconto gli ingredienti che sono per una torta di normali dimensioni per una famiglia di cinque persone. Se vi serve più grande, raddoppiate gli ingredienti.
3 uova di galline felici
150 grammi di zucchero
Il succo e la buccia di un limone
Vaniglia
Una bustina di tè bianco al mango (facoltativo) o di altro tipo
250 grammi di ricotta
250 grammi di yogurt bianco greco
120 grammi di farina 00
Mezza bustina di lievito per dolci
Per farcire
250 grammi di mascarpone
220 grammi di Filadelfia
Tre cucchiai di latte freddo
Tre cucchiai di zucchero a velo
Ciliegie sciroppose o fresche
Qui potete trovare la ricetta per farle sciroppose ma potete usare le ciliegie fresche magari scottate leggermente con succo di limone ed un cucchiaio di miele. Lo potete fare in una pentolina o a microonde e ci vorrà poco tempo.
Preparazione
Montiamo le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto bianco e gonfio, uniamo il succo e la buccia di limone, il te ma è facoltativo, la vaniglia o la vanillina, mescoliamo bene ed uniamo la ricotta con lo yogurt bianco greco, la farina ed il lievito setacciati. Mescoliamo bene e versiamo il composto in uno stampo quadrato foderato di carta forno di 25 centimetri per lato, oppure in uno rotondo di 25 centimetri di diametro. Livelliamo bene il composto e mettiamo a cuocere in forno a 170/180 gradi per una ventina di minuti, se la superficie scurisce a metà cottura copriamola con un foglio di alluminio. Facciamo la prova dello stecchino che deve uscire asciutto. Spegniamo e lasciamo freddare.
Tagliamo la torta in due strati, lavoriamo il mascarpone e la Filadelfia con lo zucchero e il latte, uniamo le ciliegie sciroppose o fresche e farciamo il dolce. Ricopriamo con l’altro strato e mettiamo in frigo.
Prima di portarlo in tavola decoriamo con le ciliegie sciroppose o fresche e spolveriamo di zucchero a velo. Lasciamo grezzi i lati della torta perché sarà piu bella.
Questa è veramente una buona base per torta o per fare dei tranci una volta farcita!
Io l’ho portata in tavola con la candelina che poi ha spento Maurizio.
Auguri a mio figlio, anzi doppi ❤️
Grazie a Dio e non a me.
Buona vita, buona torta alle ciliegie sciroppose!❤️

Ancora una ricetta per mettere la dolcezza ed il colore delle ciliegie in un barattolo per ricordare l’estate e la sua colorata e dolce frutta.
Una ricetta veloce che ci permette una conservazione ottima della frutta.
Le ciliegie sciroppose una volta conservate le troviamo utili per molte preparazioni di dolci, per essere gustate da sole, o con lo yogurt bianco greco, nelle torte, nelle creme o per decorare o farcire una cremosa cheesecake.
Nella preparazione dello sciroppo ho aggiunto alcune foglie di ciliegie che gli danno un profumo intenso di fiori di ciliegio ed alcuni gambi con i noccioli che intensificano la densità.
Vi racconto come le ho fatte.
Ingredienti
Un kl di ciliegie sode
1 litro di acqua
Il succo di limone
500 grammi di zucchero
Foglie di ciliegie
Alcuni noccioli e gambi delle ciliegie
Preparazione
Laviamo le ciliegie velocemente e togliamo i gambi.
Mettiamo in una pentola l’acqua e lo zucchero, il succo di limone, lasciamo arrivare a bollore, uniamo le foglie ed i noccioli con i gambi inseriti in un tovagliolo chiuso con un filo, uniamo le ciliegie e lasciamo bollire per 5 minuti.
Togliamo le ciliegie con una schiumarola e lasciamo addensare lo sciroppo per una mezz’ora a fuoco basso. Togliamo le foglie ed il tovagliolo con i resto.
Mettiamo le ciliegie e lo sciroppo bollente in un barattolo, chiudiamo con il suo coperchio e lo capovolgiamo per ottenere il sottovuoto.
Io essendo scrupolosa nelle mie preparazioni da conservare, metto a sterilizzare i barattoli in acqua fredda e lascio bollire lentamente per 20 minuti partendo dal primo bollore. In questo modo saremo veramente sicuri che la preparazione risulti sterile.
Lasciamo freddare e riponiamo in un luogo fresco e al buio!
Aspettiamo qualche tempo prima di usare le ciliegie sciroppose!
Buona vita, buone ciliegie sciroppose ❤️



Fra gli alberi di frutta che muoiono per l’età che avanza ed il caldo eccessivo, qualche buon prodotto arriva lo stesso sulla nostra tavola.
Accontentiamoci e tiriamo avanti perché il ciclo della vita è uguale per tutti gli esseri viventi!
Buona vita, buona estate a tutti ❤️




Io non posso mangiare “le melangole”, così si chiamano i cetrioli in dialetto petriolese e dintorni.
Mi fanno male da morire, se invece li faccio cuocere riesco a digerirli, quindi posso fare diverse ricette sia salate, che dolci, come un strepitosa marmellata. Già diversi anni fa, avevo scritto in questo diario di ricette personali e tradizionali, un’altra marmellata di cetrioli e limoni fatta a microonde. Sembrerà strana una preparazione di questo tipo, ma vi assicuro che non lo è. Questa marmellata è ottima per i formaggi freschi e stagionati ma anche per torte estive tipo cheesecake di formaggi.
Allora io vi racconto come l’ho, ci vuole pochissimo tempo per farla e ne vale la pena. Provatela!
Ingredienti
800 grammi di cetrioli senza la buccia ed i semi
Il succo di un limone
300 grammi di zucchero
Quattro centimetri di zenzero a fettine
Preparazione
Mettiamo i cetrioli con il succo di limone, lo zenzero e lo zucchero in una pentola, lasciamo riposare per un paio d’ore.
Riprendiamo la pentola, mettiamola sulla fiamma del gas al minimo e mescoliamo cominciando la cottura, lasciamo cuocere fino alla giusta consistenza che ormai avremo imparato a capirla. Con il frullatore ad immersione, frulliamo grossolanamente o finemente, a seconda dei nostri gusti.
Invasiamo la nostra marmellata di cetrioli e zenzero nei vasetti sterilizzati chiudiamoli con i loro coperchi e lasciamo freddare.
Per sicurezza facciamo sterilizzare la marmellata mettendo i vasetti nella pentola con dei canovacci di cucina per evitare la rottura, dall’inizio del bollore, facciamo passare una ventina di minuti.
Lasciamo raffreddare i vasetti, li togliamo e li riponiamo in dispensa.
Provate a farci dei freschi crostini con fette di pane appena biscottate, spalmate di ricotta o di altro formaggio mettendo sopra un cucchiaino di marmellata di cetrioli e zenzero!
Buona vita, buona marmellata di di cetrioli e zenzero! ❤️

Luglio te mena
visciole, persiche, virícòculi e mela.
Luglio poltrone
reca la zucca col melone!
Giovanni Ginobili poeta dialettale petriolese.
Da costumanze marchigiane.






Ecco fiori per voi:
lavanda fragrante, menta, santoreggia, maggiorana,
il fiorrancio, che va a letto col sole
e con lui s’alza, piangendo: questi son fiori
di mezza estate, e io penso che si diano
a uomini di mezza età.
(William Shakespeare)
Viene in mente la Provenza con i suoi meravigliosi campi viola di fiori di profumatissima lavanda.
In questo momento caldo che più caldo non può essere, non è possibile pensare di lasciar marcire le albicocche che stanno maturando in fretta per il sole che brucia e approfittiamo per fare la marmellata più fresca e profumata dell’estate, i fiori di lavanda sono sbocciati, raccogliamoli la mattina presto e mettiamoci al lavoro!
Questa è la ricetta classica di tutte le marmellate, possiamo usarla anche per farla con le pesche o le prugne!
Andiamo agli ingredienti ed al racconto!
Ingredienti
Un kl di albicocche o pesche
750 grammi di zucchero io ne metto anche 500 grammi, bisogna vedere la compattezza della frutta che può essere meno o più matura
Il succo di limone
Fiori di lavanda
Preparazione
Mettiamo le albicocche spaccate in due nella pentola, uniamo il succo di limone e lo zucchero, i fiori di lavanda sistemati in un sacchettino di tela fine ed iniziamo la cottura a fuoco basso, mescoliamo spesso fino ad ottenere una consistenza giusta e di colore giallo scuro. Facciamo la prova del piattino freddo da frigo, mettiamo un cucchiaino di marmellata ed incliniamolo, la marmellata è pronta se questa non scivola velocemente.
Se ci piace una marmellata senza pezzi, possiamo frullarla con un frullatore ad immersione!
Spegniamo il fuoco, mescoliamo e togliamo il sacchettino di lavanda che strizziamo per far uscire tutte le sue essenze!
Mettiamo la marmellata nei vasetti sterilizzati chiudiamoli con i loro coperchi e capovolgiamoci per ottenere il sottovuoto!
Io per sicurezza faccio sterilizzare la marmellata dato che molta di questa, viene donata!
Se lo facciamo, lasciamo bollire per 25/30 minuti dal primo bollore!
Riponiamo la deliziosa marmellata di albicocche alla lavanda in dispensa e facciamone quel che ci piace!
Molto spesso io la uso non solo nelle fette di pane o nelle crostate, ma anche nella cheesecake mettendo prima i biscotti sbriciolati, poi una volta gelati in surgelatore, una crema di yogurt bianco greco o ricotta o Filadelfia e sopra un velo di marmellata di albicocche alla lavanda!
Provatela e fatemi sapere!! Mah!
Buona vita, buona marmellata di albicocche alla lavanda ❤️



Tradizione popolare marchigiana di Giovanni Ginobili maestro a Petriolo.
Nella festa del Battista si suole ancora oggi fare un’acqua odorosa: è usanza superstiziosa e gentile cui tutto il popolo marchigiano tiene assai.
Nella notte precedente la ricorrenza del santo si raccolgono fiori determinati, erbe odorose, una spiga di grano, l’erba dell’invidia ed uno spicchio di aglio;
si tiene tutto a bagno in un recipiente per l’intera notte. La mattina appresso, all’alba, le mamme lavano con quell’acqua i loro figlioli per tenerli lontani dal malocchio, della stregoneria, dall’invidia.
Torna in mente il bellissimo sonettò che su tale argomento scrisse la nota scrittrice Alinda Bonacci Brunamonti e ben volentieri riportiamo la prima strofa in cui sono elencate le erbe prescritte per tale acqua prodigiosa.
Le cimette io cogliea della mortella, spigo, timo, cedrina, e vigorosa menta, con rosmarino e nippitella foglie di noce e qualche ultima rosa.
Altrove si mette anche foglie di lauro e di quercia; l’aglio ha influsso contro la stregoneria.
Al mio paesello, a Petriolo, era pia consuetudine andarsi a bagnare nel torrente Fiastra. I paesani partivano in massa verso le ore 21, per trovarsi al torrente e tuffarsi nell’acqua alle ore 22 precise.
E questo un ricordo del fiume Giordano, ove il Precursore predicava penitenza al popolo di Israele e dove battezzò Cristo al primo suo uscire alla vita pubblica.
È salutare simile bagno, giacché l’acqua è benedetta dal Santo; non solo ma altrove conducono anche le pecore perché donino abbondanza di latte e di lana , e le mucche.
E molti che vanno soggetti a dolori reumatici tornano dal fiume recando una pietra che conservano fino all’anno dopo; essa ha la virtù.
Nei tempi più lontani il contadino, all’alba mandava tutte le bestie a pascolare, come in alcune parti avveniva il 3 di maggio nella ricorrenza di Santa Croce; l’erba ha la rugiada (la guazza) del Santo e ciò è salutare per le bestie; non solo , ma è credenza che per virtù di detta rugiada benedetta l’umore ( il sudore) della vite, si tramuti in mosti e che tale umore guarisca anche gli sfoghi della pelle.
È il tempo della mietitura; della santa solenne festa dei campi.
Un proverbio annuncia che di s. Giovanni si miete qua e là; si smacchia.
S. Gióanno;
pija la farge e va spuntanno.
Dunque è la ricorrenza di questo santo che dà il via alla tanto pesante , ma pur lieta opera della mietitura.
San Pietro;
pija la farge e mète.
È interessante conoscere i bei motivi fantasiosi della tradizione marchigiana, oggi quasi completamente spariti. Descriverli non ci sembra ozioso, specie poi, se si pensi che di sovente si leggono in riviste e quotidiani, descrizioni completamente errate o piene di tanta confusione da deformare e svisare indegnamente quella che è la più bella, la più cara, la più eletta creazione popolare, quella che è la sapienza della feconda gente marchigiana.
Tratto da Costumanze marchigiane (2raccolta) del poeta scrittore Giovanni Ginobili maestro a Petriolo.

Buona vita, buona festa di s. Giovanni Battista!
La prima estate nella casa nuova.
Correva l’anno 1982, il 10 di aprile facemmo l’ingresso nella casa nuova situata poco più giù da quella che mi vide entrare sposa 12 anni prima.
Eravamo tutti felici ed entusiasti di abitare finalmente in una cosa grande dove i due figli potevano avere una camera ciascuno e finalmente potevano giocare all’aria aperta senza correre nessun pericolo.
Ricordo quella mattina di aprile come fosse ora, c’era un bel sole, l’aria sapeva di Pasqua e varcammo l’ingresso con il portone di noce, tutti insieme.
L’ingresso di casa ampio era illuminato dai raggi del sole, la casa profumava di nuovo pur avendo tutti i mobili della prima casa, anzi no, c’era una bella cucina nuova di rovere con i pensili che toccavano il soffitto ed il top, una grande mensola dove poter mettere piante e quello che nel tempo avevo messo da parte, ricordi e chicchere varie.
Quaggiù quei mobili comprati per la piccola casa da sposi, si sperdevano, le stanze erano grandi e troppo alte tanto da sembrare ridicoli.
Col tempo tutto diventava normale anche con qualche accorgimento che rendeva tutto più piacevole almeno a me.
Era il sabato santo quando ognuno per la prima volta dormiva nella sua camera nuova.
La prima estate si avvicinava, pure quell’anno come già da molti altri prima, un nostro amico di campagna ci portava delle cassette di meravigliose ciliegie, erano grandi e dolci, non l’ho più trovate negli anni seguenti di così belle e buone.
Facevo già molte marmellate, è stata sempre una mia grande passione quella di trasformare ogni frutta in dolcissima marmellata.
Così dopo averne fatta alcuni barattoli di quella marmellata di ciliegie, volevo provare a metterne alcune sotto zucchero al sole dell’estate che già si faceva sentire.
Le ciliegie sotto il sole si facevano in questo modo.
In un grande barattolo, si mettevano alcune ciliegie schiacciate senza i noccioli, con alcuni cucchiai di zucchero, questo serviva a farne uno sciroppo, si continuava a riempire il barattolo facendo strati di ciliegie e zucchero fino all’orlo.
Si chiudeva il barattolo con il suo coperchio e si esponeva al caldo sole del terrazzo per 40 giorni scuotendo ogni tanto tutto il contenuto. (Attenzione alle formiche)!
Passato il tempo di esposizione, le ciliegie finivano al fresco e al buio fino alla stagione invernale.
Questo era il modo semplice e facile per ottenere le ciliegie sciroppose senza tanta fatica.
Arrivava il freddo, le ciliegie sotto zucchero dell’estate passata, erano pronte per essere mangiate, qui c’è un vuoto di memoria, non mi ricordo a chi successe il patatrac.
Il barattolo pieno di deliziose e dolcissime ciliegie, finì nelle mani di qualcuno che lo prese dalla dispensa, ma sfortunatamente cadde per terra.
Disperazione totale per il disastro causato dallo sciroppo zuccherino e toccò a me pulire, con i figli paralizzati per la perdita di un così bene prezioso!
Il ricordo di quel racconto mi è servito per poter rifare le ciliegie sotto il sole dopo molto tempo.
L’esecuzione è questa descritta, a noi piace aggiungerci una bacca di vaniglia aperta, alcuni mettono chiodi di garofano o cannella.
Le ciliegie sotto il sole sono ottime per decorare i dolci, per il ripieno di torte e creme, per unirle allo yogurt bianco greco e per fare delle deliziose cheesecake
Buona vita, buone ciliegie sotto sole del 1982! ❤️













