Calendario di Avvento

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๐—ก๐—”๐—ง๐—”ฬ€’ ๐Ÿฎ๐Ÿฌ๐Ÿฎ๐Ÿฌ, ๐™˜๐™–๐™ก๐™š๐™ฃ๐™™๐™–๐™ง๐™ž๐™ค ๐™™๐™ž๐™œ๐™ž๐™ฉ๐™–๐™ก๐™š ๐™™๐™š๐™ก๐™ก’๐™–๐™ซ๐™ซ๐™š๐™ฃ๐™ฉ๐™ค ๐™™๐™š๐™ก๐™ก๐™š ๐™ฉ๐™ง๐™–๐™™๐™ž๐™ฏ๐™ž๐™ค๐™ฃ๐™ž ๐™ฅ๐™ค๐™ฅ๐™ค๐™ก๐™–๐™ง๐™ž ๐™™๐™š๐™ก๐™ก๐™š ๐™ˆ๐™–๐™ง๐™˜๐™๐™š ๐™˜๐™š๐™ฃ๐™ฉ๐™ง๐™–๐™ก๐™ž ๐™˜๐™ค๐™ฃ ๐™‚๐™ž๐™ค๐™ซ๐™–๐™ฃ๐™ฃ๐™ž ๐™‚๐™ž๐™ฃ๐™ค๐™—๐™ž๐™ก๐™ž.

๐Ÿญ๐Ÿฒ ๐——๐—œ๐—–๐—˜๐— ๐—•๐—ฅ๐—˜ ๐Ÿฎ๐Ÿฌ๐Ÿฎ๐Ÿฌ – ๐—ฆ๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ฎ ๐—”๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—ฎ๐—ถ๐—ฑ๐—ฒ

ยซChi vole lโ€™aju grossu

de Natร โ€™ scรฌ rpostu.ยป

Dicembre รจ un mese morto per il lavoro dei campi, ma qualche cosa si puรฒ fare: si pianta lโ€™aglio che crescerร  bello e polposo.

Albero di Natale

Un albero finto eฬ€ orribile, ma ogni volta che ne abbiamo comprato uno vero, a casa nostra, dopo qualche giorno muore per il caldo. Purtroppo meglio lui che noi vecchierelli. Le palline sono quasi tutte di una vita fa che raccontano la crescita della prole. Le decorazioni sono fatte ad uncinetto ed ogni anno aggiungo una nuova forma. Non eฬ€ nulla di eccezionale, ma eฬ€ solo tutto nostro. Del resto meglio essere originale anche nellโ€™ordinarietaฬ€!

Calendario di Avvento

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๐—ก๐—”๐—ง๐—”ฬ€’ ๐Ÿฎ๐Ÿฌ๐Ÿฎ๐Ÿฌ, ๐™˜๐™–๐™ก๐™š๐™ฃ๐™™๐™–๐™ง๐™ž๐™ค ๐™™๐™ž๐™œ๐™ž๐™ฉ๐™–๐™ก๐™š ๐™™๐™š๐™ก๐™ก’๐™–๐™ซ๐™ซ๐™š๐™ฃ๐™ฉ๐™ค ๐™™๐™š๐™ก๐™ก๐™š ๐™ฉ๐™ง๐™–๐™™๐™ž๐™ฏ๐™ž๐™ค๐™ฃ๐™ž ๐™ฅ๐™ค๐™ฅ๐™ค๐™ก๐™–๐™ง๐™ž ๐™™๐™š๐™ก๐™ก๐™š ๐™ˆ๐™–๐™ง๐™˜๐™๐™š ๐™˜๐™š๐™ฃ๐™ฉ๐™ง๐™–๐™ก๐™ž ๐™˜๐™ค๐™ฃ ๐™‚๐™ž๐™ค๐™ซ๐™–๐™ฃ๐™ฃ๐™ž ๐™‚๐™ž๐™ฃ๐™ค๐™—๐™ž๐™ก๐™ž.

๐Ÿญ๐Ÿฑ ๐——๐—œ๐—–๐—˜๐— ๐—•๐—ฅ๐—˜ ๐Ÿฎ๐Ÿฌ๐Ÿฎ๐Ÿฌ – ๐—ฆ๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ฎ ๐—ฉ๐—ถ๐—ฟ๐—ด๐—ถ๐—ป๐—ถ๐—ฎ

Nel giorno di Natale si raccoglievano le famiglie per giocare alla tradizionale tombola o a โ€œsemolellaโ€. Uno stornello popolare si esprime cosi:

ยซFiore de melella,

co vรฒ ce giocaria โ€˜na vorda a ppalla,

la notte de Natร โ€™ a semolella.ยป

Il professor Marcoaldi professore di storia fabrianese, ci descrive come si effettuava questโ€™antico gioco, si prendeva una certa quantitร  di crusca, anche a seconda del numero di bambini che avrebbero giocato, in mezzo ad essa si nascondeva una certa quantitร  di centesimi. Secondo lo storico anticamente si chiamavano quattrinelli, poi si rimescolava il tutto molto bene per non far vedere in superficie il denaro. Poi in base ai giocatori, si divideva la quantitร  di crusca iniziale in tante porzioni, in modo da avere per ogni giocatore una porzione. Infine ognuno cercava i denari nella sua porzione, questo gioco rappresentava la fortuna cieca, che quando meno te lo aspetti ti premia.

Vorrei vedere adesso cosa succederebbe nelle nostre case se i bambini li facessimo giocare a “semmรฒlella”! Povere le mamme fra la crusca ed i litigi dei loro figli. Forse meno giocattoli tecnologici, รจ piรน fantasia non guasterebbero ai nostri tempi.

Vincisgrassi eretici (bianchi)

Potevo non farli questi benedetti e buonissimi vincisgrassi eretici? Eretici perchรฉ bianchi e non rossi come ricetta marchigiana comanda. Un sugo con carni miste, carote cipolla e sedano, ed erbe aromatiche ma anche noce moscata e bacche di ginepro che gli danno un aroma intenso dolce ed aromatico e aiuta la digestione delle carni, olio extravergine di oliva ed infine la besciamella senza burro e senza latte ma con un brodo vegetale. Puรฒ essere un piatto da fare e congelare per le prossime festivitร . A noi รจ piaciuto moltissimo, se eventualmente ci sarร  qualcuno che lo snobba, non sono cavoli nostri…..essere sinceri sempre e poi fregarsene…..

Allora ce ne freghiamo anche dell’inventore dei vincisgrassi rossi, non si sentirร  offeso per questo e raccontiamo i vincisgrassi eretici. C’รจ un particolare procedimento nella preparazione della pasta all’uovo, l’aggiunta di un minimo di burro ed di vino cotto che puรฒ essere sostituito dal Marsala secco. La pasta fatta in questo modo acquista morbidezza e serve per accompagnare il sugo bianco che diventa tutt’uno perchรฉ questa รจ la caratteristica dei vincisgrassi che altrimenti sarebbero delle semplici lasagne bianche.

Raccontiamola questa ricetta perchรฉ รจ buonissima e goduriosa.

Ingredienti

Per la pasta

250 grammi di semolino

450 grammi di farina 0

5 uova di galline felici o puttane

50 grammi di vino cotto o Marsala secca

50 grammi di burro fuso

Per la besciamella

Farina tre o quattro cucchiai di farina, che mescoliamo con il brodo vegetale sale e noce moscata. Una volta cotta uniamo l’olio extravergine di oliva o il burro ed il parmigiano. Eventualmente possiamo fare anche una besciamella con il latte.

Per il sugo

Carne mista macinata

Carote

Sedano

Cipolla

Sale e pepe

Cognac per sfumare

Brodo vegetale o acqua calda

Noce moscata

Bacche di ginepro

Chiodi di garofano

Erbe aromatiche

Parmigiano reggiano

Preparazione

Impastiamo la farina ed il semolino con le uova, e tutti gli altri ingredienti. Lavoriamola bene e lasciamola riposare sotto una ciotola. Nel frattempo facciamo il sugo come siamo soliti, lasciamo cuocere e rosolare nell’olio extravergine di oliva, le carni con tutti gli odori, sfumiamo con il cognac lasciamo evaporare ed uniamo il brodo vegetale. Il sugo sarร  pronto quando si presenterร  ben rappreso. Uniamo al sugo la besciamella fatta mescolata al parmigiano reggiano.

Riprendiamo la pasta e la tiriamo con la macchinetta in uno strato sottile e con la rotella la tagliamo a quadrati di 10 centimetri piรน o meno. Cuociamo i quadrati di pasta in acqua bollente salata ed appena viena a galla, li scoliamo e li passiamo nell’acqua fredda contenuta in una bacinella. Li tiriamo su e li disponiamo sopra una tovaglia coprendoli con un canovaccio. Prendiamo una pirofila, ungiamolo con un po’ di burro o olio ed alcuni cucchiai di sugo, facciamo il primo strato di pasta e poi il sugo ed ancora la pasta ed il sugo e via via fino a completare il piatto finendo con una spolverata di parmigiano reggiano e qualche fiocchetto di burro. Possibilmente lasciamo riposare una notte il piatto per far amalgamare tutti i sapori. Mettiamo a cuocere a180 /190 gradi per 40/45 minuti. A metร  cottura se la superficie si secca troppo, copriamola con un foglio di alluminio. I vincisgrassi eretici o rossi devono essere cotti prima che assorbino tutto il sugo e devono riposare un po’. Se faremo la cottura il giorno prima saranno piรน buoni, basta poi rimetterli al forno a riscaldare ad una temperatura piรน bassa.

Buona vita, buoni vincisgrassi eretici bianchi โค๏ธ

Calendario di Avvento

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๐Ÿญ๐Ÿฐ ๐——๐—œ๐—–๐—˜๐— ๐—•๐—ฅ๐—˜ ๐Ÿฎ๐Ÿฌ๐Ÿฎ๐Ÿฌ – ๐—ฆ๐—ฎ๐—ป ๐—š๐—ถ๐—ผ๐˜ƒ๐—ฎ๐—ป๐—ป๐—ถ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ ๐—–๐—ฟ๐—ผ๐—ฐ๐—ฒ

Sono tanti svegliarini questi detti popolari con i quali nella casa marchigiana i piรน anziani e nella casa colonica la massaia, metteva in guardia le giovani a preparare per tempo lโ€™occorrente vestiario per la stagione veniente:

ยซChi prima de Natร โ€™ non fila,

dopo Natร โ€™ suspira.ยป

Ciambella di s. Lucia

La Ciambella di Santa Lucia, storia tra santitร  e gusto.

Una ciambella gustosa legata a una figura sacra. La festa liturgica di Santa Lucia ricorre il 13 dicembre; antecedentemente all’introduzione del calendario gregoriano (1582), la festa cadeva in prossimitร  del solstizio d’inverno (da cui il detto “santa Lucia il giorno piรน corto che ci sia”), ma non coincise piรน con l’adozione del nuovo calendario (differenza di 10 giorni). Intorno alla figura della santa gravitano leggende, tipicitร  gastronomiche e usanze particolari. Si racconta che il corpo della santa, prelevato a Siracusa nel 1040 dai Bizantini di Giorgio Maniace, giunse a Costantinopoli; da qui รจ stato successivamente trafugato dai Veneziani che conquistarono la capitale bizantina nel 1204 ed รจ quindi attualmente conservato e venerato nella chiesa di San Geremia a Venezia. In alcune regioni dell’Italia settentrionale esiste una tradizione legata ai “doni di santa Lucia”, figura omologa dei vari San Nicola, Babbo Natale, Gesรน bambino, Befana e altri che, durante i secoli, hanno sostituito l’antico culto degli avi nell’immaginario infantile. Nelle Marche viene festeggiata il 13 dicembre. Proprio in quel giorno le nonnine marchigiane Doc sono solite realizzare la ciambella di Santa Lucia: una sorta di ciambellone con un buco centrale dal gusto inconfondibile grazie a un ingrediente principe, lโ€™anice. Essendo divenuto un dolce tradizionale, la ciambella allโ€™anice legata al culto di Santa Lucia รจ possibile acquistarla presso tutti i fornai della regione. Se entrate in una tipica panetteria marchigiana chiedendo della ciambella di Santa Lucia non avrete alcun problema, la troverete al 99,9 percento.

Questo dolce da noi a Petriolo e dintorni, non รจ tanto conosciuto, la Santa non si festeggia solennemente e non esiste la tradizione di portare i doni ai nostri bambini. Gli ingredienti che caratterizzano il dolce, oltre ai soliti uova, zucchero, lievito di birra olio extravergine di oliva, sono i semi di anici ed il rum ed i mie aggiunti che sono le uvette e la buccia di arancia sciropposa fatte da me. Per la storia mi sono documentata da villaggimarche.com

Raccontata la storia, prepariamo la ciambella cosรฌ.

Ingredienti

500 grammi di farina 0 o 00

Una bustina di lievito di birra disidratato mastro fornaio o meno di cubetto di lievito fresco

2 uova di galline felici

150 grammi di zucchero

Buccia di arancia

100 grammi di latte piรน o meno perchรฉ dopo l’aggiunta delle uova, potrebbe volercene di meno

50 grammi di olio extravergine di oliva o di girasole

Semi di anici

Rum

Uvetta sciacquata e messa a macerare nel rum

Scorzette di arancia sciroppose

Preparazione

Se vogliamo fare le scorzette di arancia sciroppose, dobbiamo tagliare a filetti una arancia con la buccia senza trattamenti chimici, mettiamo lo stesso peso delle bucce di zucchero in una pentolina, ed un po’ di acqua, lasciamo sciogliere tutto mescolando ed uniamo le scorzette che devono sciroppare fino a quando diventano lucide e morbide. Le lasciamo raffreddare e prepariamo la ciambella. Nella ciotola della planetaria o a mano dentro un piatto, mettiamo la farina, il lievito e lo zucchero, i semi di anici, le uova ed iniziamo ad impastare, toccando l’impasto uniamo il latte tanto quanto basta per ottenere una pasta morbida, il rum delle uvette, lasciamo impastare ed uniamo a filo l’olio extravergine di oliva o di girasole, questo deve assorbirsi lentamente, quando la pasta si presenta liscia, mettiamo le uvette e le scorzette di arancia. Impastiamo per amalgamare e pirliamo la pasta sopra la spianatoia. Fatta una palla, mettiamola dentro la ciotola coperta da un sacchetto per surgelati e lasciamo raddoppiare nel forno con la lucina accesa. Al raddoppio, la sgonfiamo e la lavoriamo ancora un po’, la dividiamo in sei pezzi, che li arrotoliamo a chiocciola e li mettiamo nello stampo per ciambellone unto ed infarinato. Lasciamo lievitare al calduccio fino a quando con un dito affondiamo la pasta che deve tornare su lentamente. Nel frattempo avremo acceso il forno alla temperatura di 170/180 grammi, inforniamo la ciambella e lasciamo cuocere per 40 minuti piรน o meno. Se la superficie scurisce copriamola con un foglio di alluminio. Spegniamo il forno e lasciamo freddare nello stampo. Sforniamolo e mettiamolo nel piatto di portata. Spolveriamo di zucchero a velo e gustiamo la ciambella dicendo una preghiera alla nostra Santa Lucia.

Terza domenica di Avvento

La III domenica di Avvento si veste di Rosa: lo avete notato? Questo colore, viene utilizzato solo due volte in tutto lโ€™anno liturgico: la terza domenica di Avvento detta anche “Gaudete”(Gioite) e la quarta di quaresima detta “Laetere”(Rallegratevi). E’ il colore che si associa alla gioia, una gioia che indica che l’attesa sta per finire e in effetti siamo alla penultima settimana di avvento. C’รจ quindi da Gioire perchรจ il Natale รจ alle porte e Gesรน sta per nascere ancora nel mondo e per tutti noi!

Buona domenica di Avvento!

Calendario di Avvento

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๐—ก๐—”๐—ง๐—”ฬ€’ ๐Ÿฎ๐Ÿฌ๐Ÿฎ๐Ÿฌ, ๐™˜๐™–๐™ก๐™š๐™ฃ๐™™๐™–๐™ง๐™ž๐™ค ๐™™๐™ž๐™œ๐™ž๐™ฉ๐™–๐™ก๐™š ๐™™๐™š๐™ก๐™ก’๐™–๐™ซ๐™ซ๐™š๐™ฃ๐™ฉ๐™ค ๐™™๐™š๐™ก๐™ก๐™š ๐™ฉ๐™ง๐™–๐™™๐™ž๐™ฏ๐™ž๐™ค๐™ฃ๐™ž ๐™ฅ๐™ค๐™ฅ๐™ค๐™ก๐™–๐™ง๐™ž ๐™™๐™š๐™ก๐™ก๐™š ๐™ˆ๐™–๐™ง๐™˜๐™๐™š ๐™˜๐™š๐™ฃ๐™ฉ๐™ง๐™–๐™ก๐™ž ๐™˜๐™ค๐™ฃ ๐™‚๐™ž๐™ค๐™ซ๐™–๐™ฃ๐™ฃ๐™ž ๐™‚๐™ž๐™ฃ๐™ค๐™—๐™ž๐™ก๐™ž.

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Nelle sere dโ€™inverno e in occasione di feste, come Natale, Capo dโ€™Anno, i nostri antichi suolevano preparare ยซlo brulรจยป, cioรจ il vino crudo fatto bollire con pepe, cannella e garofani; serviva anche contro le infreddature.

Calendario di Avvento

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๐Ÿญ๐Ÿญ ๐——๐—œ๐—–๐—˜๐— ๐—•๐—ฅ๐—˜ ๐Ÿฎ๐Ÿฌ๐Ÿฎ๐Ÿฌ – ๐—ฆ๐—ฎ๐—ป ๐—ฆ๐—ฎ๐˜ƒ๐—ถ๐—ป๐—ผ ๐—ฉ๐—ฒ๐˜€๐—ฐ๐—ผ๐˜ƒ๐—ผ

Scioglilingua

ยซLa fargia rruginita

chi la sderugginescerร ?

La sderugginiscerรฒ io

coโ€™ lo fienร .ยป

Torta al succo di arancia mandorle e cioccolato e

Come vuoi rilassarti dopo aver fatto una scalata fisica e mentale?

Ma solo in cucina a cercare stampi, stampini fra vecchi e nuovi che poi ti serviranno per decidere che dolce fare per la colazione.

Li tiri fuori tutti, li metti sopra il tavolo, li guardi prendendo le misure, troppo grande no perchรฉ il dolce deve essere mangiato in pochi giorni, troppo piccolo neanche perchรฉ finirebbe in un boccone.

Ci pensi e ne scegli uno di media grandezza. Poi metti tutti gli ingredienti sopra il piano di lavoro, uova di galline felici o puttane, di questi tempi si trovano solo queste ultime al supermercato, lo zucchero, la farina che setacci con il lievito, le mandorle appena comprate ed il cioccolato fondente. Tutto bello ordinato cominci a pensare che un dolce per la colazione รจ giร  un buon inizio di un nuovo giorno…..se ci sarร  perchรฉ di questo periodo non รจ poi cosรฌ certo.

Forza…. cominciamo a montare tre uova, con 150 di zucchero, il succo e la buccia di unโ€™arancia, 80 grammi di olio di girasole, unisci dolcemente 200 grammi di farina 0 e 100 di fecola, due cucchiaini di lievito le noci tritate, il cioccolato fondente o gocce di cioccolato e le mandorle fini fini.

Metti nello stampo di 22 centimetri foderato di carta forno ed informi. Cuoci a 180 gradi per unโ€™ora. Sforni e lo lasci freddare . Lo togli dallo stampo e lo metti nel piatto di portata. Vai a dormire ed aspetti che arrivi il sonno ristoratore.

Prima che si svegli il capo, ti fiondi in cucina per prendere il primo posto, spolveri la torta ormai fredda, con lo zucchero a velo, ti apparecchi con il vassoio, metti l’orzo all’anice nella tua tazza, tagli una fettina di torta, prendi le tue pilloline di integratori, ci vogliono questi in vecchiaia….mangi e bevi e fai una pausa prima di prendere un buonissimo caffรจ. La giornata รจ cominciata dolcemente ma non รจ garantito che finirร  allo stesso modo! Non si sa mai chi ti farร  pentire di essere stata positiva.

Buona vita, buona torta al succo di arancia โค๏ธ